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Diario di Ericka

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maggio 2011aprile 2011...
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{ martedì 10 maggio 2011 }

Io so darti il fuoco baby non lo spegnere.

Ho qui ciò che fa per te, io so darti il fuoco baby non lo spegnere. Doso la mia forza so che tu sei fragile. Mi rendo innocuo in questo gioco, lascio che sia tu a dettar le regole.

Ericka - 23:00 - 0 commenti - commentainizio

Di te troppo.

Basta, cambio, dammi del rum, di vodka mi sono fatta abbastanza, di te troppo.

Ericka - 22:57 - 0 commenti - commentainizio

DOGO.

La febbre del cash non conosce aspirina.

Ericka - 22:55 - 0 commenti - commentainizio

ma chiedo tanto?

Voglio solo una persona che mi faccia stare bene.

Ericka - 22:27 - 0 commenti - commentainizio

{ martedì 3 maggio 2011 }

Ma io boh.

Sono io che non capisco niente di sta fottutissima vita, o sono gli altri che non capiscono niente di me?
Non importa, io vado sempre e comunque avanti.

Ericka - 21:46 - 0 commenti - commentainizio

{ domenica 10 aprile 2011 }

Club dogo-vida loca.

La vida loca è malata, la gente lo sa ma ne è innamorata.

Ericka - 17:02 - 0 commenti - commentainizio

.

Le incomprensioni sono così strane; sarebbe meglio evitarle sempre.

Ericka - 17:00 - 0 commenti - commentainizio

{ venerdì 8 aprile 2011 }

10 cose che odio di te.

Odio il modo in cui parli e il modo in cui ti tagli i capelli, odio il modo in cui guidi la mia macchina, odio quando mi fissi. Odio i tuoi stupidi stivali anfibi e il modo in cui mi leggi nella mente. Ti odio così tanto che mi fai star male, mi fai persino scrivere poesie. Ti odio quando hai ragione, odio quando mi menti. Odio quando mi fai ridere, odio anche di più quando mi fai piangere. Odio quando non mi sei attorno e il fatto che tu non mi abbia chiamato. Ma più di tutto odio il fatto che non ti odio, nemmeno quasi, nemmeno un pochino, nemmeno niente.

10 cose che odio di te.

Ericka - 13:08 - 0 commenti - commentainizio

A maggio cambio.

E come un raggio di sole mi abbagli, ogni volta che con i tuoi occhi tu provi a guardarmi.

Vorrei essere il vento per portarti via con me, uno scoglio per proteggerti da tutte quelle cose che, che ti possono far piangere.

Ti vorrei accanto .

Virginio-a maggio cambio.

Ericka - 12:15 - 0 commenti - commentainizio

{ giovedì 7 aprile 2011 }

My first love.

Mi guardi ti guardo non so che dire, una figura di m###a non c'è che dire.
Io da un occhio nemmeno ci vedo bene, ti avvicini e mi dici mi fai star bene.

Sei qui per me, qui per lasciare un segno. Sei il primo amore che ho e ti vivrò come un pugno. Dritto allo stomaco, dritto allo stomaco. Io sempre io, lo giuro sei qui per me, sicuro.

Nesli-my first love.

Ericka - 19:46 - 0 commenti - commentainizio

{ martedì 5 aprile 2011 }

ma boh.

Altro che vero amore, qui, l'unica cosa di vero, son le bastonate sul cuore.

Avrei dovuto saperlo che il mio cuore nelle mani di un cretino come te,non sarebbe stato al sicuro.

C'ha il sapore di gioco sto amore. Uno vince. L'altro perde.
E credo proprio di aver perso.

Ericka - 14:44 - 0 commenti - commentainizio

.

Stupida come sono io se tu dovessi ritornare ancora da me,consapevole del fatto che mi prenderesti per il c##o come hai già fatto,ti amerei lo stesso come una volta,se non di più.

Ericka - 14:39 - 0 commenti - commentainizio

La mia infanzia.

Un diario tutto mio, wow. Non so se qualcuno si fermerà a leggere queste cose però io le voglio scrivere lo stesso. Lo vedo come un modo per sfogarmi e ripensare alla mia vita. Mi presento.
Mi chiamo ericka e sono una quindicenne. Dai sono ancora piccolina, una bocia ecco.
Diciamo che nella mia breve vita di cose ne sono successe, fin troppe.
Oggi parlerò solo della mia infanzia in poche parole.
Inizierei col dire che da piccola mi sembrava tutto meraviglioso.
Non facevo nulla di particolare, giocavo giocavo e giocavo. Ah e andavo a scuola.
Mi ricordo che la maggior parte delle volte invitavo qualche amica a casa e poi ci mettevamo a giocare con le barbie. Sì ne avevo tante. Le amavo con tutto il mio cuore quelle c###o di bambole bionde. Mi piaceva immaginare un mondo tutto loro, o magari era solo il mondo che sognavo io. Fatto sta che ora non so neanche dove sono. Saranno chiuse in qualche scatola. Tutte coperte di polvere.
La scuola mi piaceva. Le mie maestre sono anche state le mie insegnanti di vita. Paola e Loredana due persone completamente diverse in tutto ma spettacolari. La mia vita era semplice. Andavo a scuola, tornavo a casa e andavo da mia nonna, facevo merenda, mi mettevo a fare i compiti e poi giocavo. Ero brava a scuola e poi mi piaceva proprio. Mi piaceva stare con gli altri. Avevo un casino di amici, ero una bambina socievole. Sempre sorridente, sempre gentile, avevo una fottuta voglia di vivere che non riesco a spiegarmi neanchio. Avevo una migliore amica. Donatella. Praticamente era come una sorella. Ora non la vedo quasi più e un po mi manca. Perchè comunque ha fatto parte della mia vita. Della mia infanzia. Ha fatto parte di quel periodo in cui si diventa grandi e la ringrazio di tutto. Io le voglio ancora un casino di bene. Di sicuro è tra le persone più importanti della mia vita.
Poi amavo la danza. Sì, fin da piccola. Mi piaceva vedere quei balletti spettacolari.Vedere i vestiti delle ballerine, e sognavo di diventare una di loro. Infatti iniziai a fare latino americano. La mia insegnante era una ragazza stupenda in tutto e per tutto. Era il mio punto di riferimento più grande credo. Jessica, non la dimenticherò mai. Fino all'anno scorso danzavo ancora ma da quando lei ha smesso di insegnare, si è spenta in me la voglia di danzare. Parlando della mia infanzia, sono stata molto fortunata. I miei genitori mi hanno dato tutto quello che volevo, in un certo senso mi hanno viziata. La mia famiglia non è mai stata quella del mulino bianco. Ho visto molte volte litigare i miei genitori, e io che potevo fare? Correvo a casa di mia nonna che abita a due passi da me e mi rifugiavo da lei. Parlando di mia nonna materna posso dire che la maggior parte della mia infanzia l'ho passata con lei. Stavo con lei, mi raccontava la sua vita, mi portava a fare le passeggiate. Io ero la sua piccola nipotina e lei era la mia MERAVIGLIOSA nonna. Lei è sempre meravigliosa. Mi è sempre stata vicino. E non smetterò mai di ringraziarla.
Ma invece dei miei posso dire che mi delusero molto. Si perchè a nove anni ci fu la svolta. Me lo ricordo come se fosse ieri.
Mio papà mi guarda, mi da un bacio sulla fronte e riesce a dirmi solo questo 'ciao piccola, ricordati che ti voglio bene' e io faccio semplicemente finta di non capire. Lui apre la porta, prende le sue borse e la porta si chiude dietro di lui. E io rimango in silenzio. Osservo mia mamma, con una faccia distrutta, scavata da tutte quelle lacrime che ancora gli scendono sul viso. Con quegli occhi pieni di tristezza, che ancora oggi non riesco a dimenticare. Lei mi guarda, si avvicina e mi abbraccia forte.
Da qui TUTTO è cambiato. Non ero più la bambina sorridente e felice di una volta. Non ero più la stessa bambina con quella voglia di vivere. Ero una bambina che vedeva il mondo in bianco e nero. E mia madre fece di tutto per rendermi felici. Ma i giochi e le bambole che mi comprava non mi avrebbero mai resa quella di prima.
Dei mesi seguenti alla loro separazione ho un vuoto. Non mi ricordo nulla. Forse perchè la mancanza di mio padre mi ha fatto troppo male. Ricordo solo mia mamma chiusa in bagno che piangeva. E mi ricordo che io facevo finta di non sentire. Solo questo. Ah un altra cosa mi ricordo.
Le parole che dicevo a mia madre. 'perchè papà non torna? perchè non vuole più stare con me? perchè non ritorniamo quelli di prima?' e lei sapeva solo dirmi 'papà vuole stare con te. Ma adesso ha un altra donna e non vuole più me. E tu a casa di quella donna non ci devi andare capito? è lei che ci ha portato via papà.' E io come una cogliona annuivo.
Certo mio papà lo vedevo quasi tutti i giorni ma non era più la stessa cosa. Non viveva più con me.
Io nella sua casa, con la sua nuova donna non andai mai.
Infatti ho iniziato ad andare più tardi.
Io volevo andare. Ma non mi sembrava giusto nei confronti di mia mamma che aveva sofferto come un cane e non voleva che andavo.
Mi ricordo i giorni che passavo con mio papà. D'estate se il tempo era bello andavamo in giro ma d'inverno restavamo ore in macchina. E magari capitava che dovevo fare i compiti. Così mi mettevo lì, tutta stretta a fare i compiti in macchina. Assurdo direi.
La prima volta che andai a casa di mio padre uscì un casino.
Lui mi aveva convinto, così entrai e vidi questa donna.
Il mio primo pensiero fu questo. 'p#####a sei tu che me l'hai portato via'. Poi arravata a casa raccontai a mia madre che ci ero andate. Lei si mise a piangere e mi urlò dietro.
Poi tutto cambiò.

Per oggi non ho più voglia di scrivere. Andrò avanti a raccontare la prossima volta. Byee :D

Ericka - 13:56 - 2 commenti - commentainizio


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