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games > pacman ghostcorona Miki [Amministratore] mercoledì 24 novembre 2004 22:19121/140
In ogni caso il reato c'è, a prescindere dalla quantità.
Probabilmente sequestrano la droga e prendono le generalità subito e successivamente faranno le analisi
Non lo so se arrestano subito, boh

600avatars45x45 > 011stellina stellina stellina stellina stellina stellina Luka mercoledì 24 novembre 2004 22:22122/140
Si ma mentre lo analizzano tu stai in caserma... almeno 24h.
600avatars45x45 > 171stellina stellina stellina stellina stellina stellina napulitanboy mercoledì 24 novembre 2004 23:02123/140
e intanto, per mezza canna..tu perdi una giornata..contattano i tuoi genitori..e se nn lo fanno loro perchè sei maggiorenne...dovrai contattarli tu e trovare una buona scusa per dirgli che nn torni a dormire a casa..
600avatars45x45 > 019stellina stellina stellina stellina stellina balis mercoledì 24 novembre 2004 23:49124/140
Per esperienza di amici:

Due mie colleghi del militare rintrando dalla licenza vengono fermati dai cani alla stazione di firenze!
trovato l'hasish li portano alla vicina farmacia (o una qualsiasi ), gli pesano il tutto sulla bilancia e gli rilasciano il verbale firmato anche dal farmacista!!
dopodichè , se il quantitavivo è fissato nella quota "uso personale, gli viene mandata comunicazione dal prefetto per un colloquio e nel caso anche visita psicologica!!

ma se il quantitativo nn supera certi limiti nn c'è arresto!!

balis
star trek > picardlorven giovedì 25 novembre 2004 12:53125/140
Mi permetto di insistere sull'uso terapeutico della cannabis. Da www.disabili.com:
....
Riduzione della nausea in chemioterapia e stimolazione dell'appetito nei pazienti malati di AIDS: l'effetto positivo della cannabis sativa su queste patologie era certo, provato.
Decisamente favorevole era anche il suo utilizzo nei casi di spasticità muscolare nella Sclerosi Multipla e di dolori cronici.
Ma c'erano ancora dei punti di domanda riguardanti l'utilizzo della cannabis nei casi di epilessia, glaucomia, malattie neurogenerative quali morbo di Alzheimer, Corea di Huntington, morbo di Parkinson (leggi l'intervista a Mario Alberto Battaglia, presidente dell'AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla).

Casi meritevoli di ulteriori approfondimenti, perchè si partiva da premesse che lasciavano ben sperare.
Certo, questi studi non potevano essere fatti in Italia: nel nostro Paese non c'è, infatti, molta chiarezza sulle prescrizioni, l'uso e la vendita a scopo terapeutico di marijuana (leggi questo curioso caso di "disobbedienza civile").
Il rischio è di commettere un reato: e un atteggiamento chiuso, bigotto e un po' troppo moralista chiude ogni porta alla possibilità di maggiori ricerche in questo ambito.
Pur trattandosi di terapie che nella maggior parte dei casi non presentano alternative.
Pur trattandosi di cure che permetterebbero di vivere meglio - molto meglio - a tanti pazienti.
Addirittura, nei mesi scorsi è stata bocciata la proposta di legge dell'ACT - Associazione per l'uso terapeutico della cannabis, che chiedeva appunto una legge che regolamentasse l'uso dei cannabinoidi.

Insomma, non ci resta che affidarci alle ricerche fatte dagli altri Paesi che, non c'è dubbio, sono molto più avanti di noi.
Sono stati resi noti nei giorni scorsi i risultati di alcuni studi su cannabis e Sclerosi Multipla condotti in Inghilterra e in Germania.
Risultati eccezionali, che ci riempiono di ottimismo.
In una ricerca condotta su 160 pazienti con Sclerosi provenienti da tre Centri clinici inglesi, è stato valutato l'effetto di estratti standardizzati di cannabis su sintomi diversi: spasticità, disturbi urinari, tremore, dolore.
Sono stati confrontati dei preparati di placebo, normalmente utilizzati per curare questi sintomi, con vari derivati della cannabis, ed è risultato evidente come questi ultimi fossero molto più efficaci nel ridurre la gravità media del sintomo.
I dati più significativi si sono registrati nel caso della spasticità, dove gli estratti di Cannabis si sono rivelati particolarmente efficaci e poco tossici, senza effetti collaterali sull'umore e sulle facoltà cognitive.
Anche in Germania è stata condotta un'indagine analoga, su 50 soggetti scarsamente reattivi ai comuni trattamenti antispastici: pur non avendo evidenziate differenze statisticamente significative a favore del trattamento con l'estratto di cannabis, ha mostrato un miglioramento della spasticità.
Sclerosi Multipla, ma non solo: in un articolo pubblicato lo scorso settembre sulla rivista Blood, un gruppo di ricercatori inglesi ha riferito i risultati di uno studio sulla capacità del THC di uccidere le cellule leucemiche, anche a minime concentrazioni, a partire da 6 ore dopo l'esposizione.

Sono ricerche importanti, condotte non in vitro, ma su esseri umani che hanno vissuto un reale miglioramento.
Un grande passo in avanti nella sperimentazione, un passo che ci avvicina sempre più alla tanto sperata meta: l'utilizzo libero della cannabis a scopi terapeutici.
E speriamo che queste ricerche servano a dimenticare, a mettere da parte almeno quell'affermazione di Cesare Cursi, sottosegretario alla Salute che così bocciò la proposta di legge dell'ATC: "Attualmente l'impiego a scopo analgesico dei derivati della cannabis non è comprovato in Italia da sperimentazioni cliniche".
...
600avatars45x45 > 171stellina stellina stellina stellina stellina stellina napulitanboy giovedì 25 novembre 2004 14:27126/140
Sugli effetti positivi che la cannabis ha sui pazienti di alcune malattie credo siamo tutti informati.. o comunque sappiamo ciò che bisogna sapere..

Il problema di cui trattavamo riguarda il consumo della stessa e la possibilità di procurarsela quando se ne ha voglia
nessunostellina stellina stellina stellina stellina stellina danut giovedì 25 novembre 2004 18:23127/140
Ottima idea la possibilità di uso terapeutico della cannabis, ma invero è la libera circolazione delle canne che è in discussione.
Cioè se uno non ha nulla, cosa prende a fare la cannabis??? Bhe per me si potrebbe essere liberi di venderla, ad un prezzo non basso per non favorirne l'uso costante e alla sua non assunzione nel caso di guida penalizzata con il ritiro della patente, poichè anche questo è considerato guida in stato di ebbrezza.
Ciao
600avatars45x45 > 011stellina stellina stellina stellina stellina stellina Luka giovedì 25 novembre 2004 19:08128/140
Il 24/11 16:17 Luka ha scritto:
Piena depenalizzazione del consumo di droga, misure alternative al carcere per i tossicodipendenti, politiche di riduzione del danno e punibilita' solo per lo spaccio. Sono i punti principali del disegno di legge presentato al Senato dall' opposizione.

Il testo esplicita che non ''e' punibile ne' l'uso delle sostanze, ne' la detenzione per l'uso'' e richiede, pertanto, che ''la detenzione punibile sia quella posta in essere al fine di cedere la sostanza a terzi per ricavarne un profitto''.
Se sale la sinistra alle prossime elezioni forse ci sono buone speranze..
games > pacman ghostcorona Miki [Amministratore] venerdì 26 novembre 2004 20:24129/140
Da: [cancellato]
Inviato: venerdì 26 novembre 2004 12.27
A: [cancellato]
Oggetto: Re: R: Rif.69781/04 (e-mail pervenute attraverso il modulo 'ci comunicate che...')


Gentile Signor [cancellato],
siamo lieti che abbia apprezzato il nostro servizio.

La informiamo che la nostra risposta può essere citata, qualora lo ritenesse
opportuno, nell'ambito di altre discussioni (in questo caso in un forum),
premurandosi di non alterarne il senso a seguito di tagli o altre modifiche che
dovessero essere apportati al nostro documento.

Cordiali saluti.

Dipartimento della P.S.
Direzione Centrale per i Servizi Antidroga
Centro di Documentazione
Roma


Da: [cancellato]
Inviato: martedì 23 novembre 2004 10.10
A: [cancellato]
Oggetto: Re: Rif.69781/04 (e-mail pervenute attraverso il modulo 'ci comunicate che...')


Gentile Signore [cancellato],

l’articolo di Panorama da Lei citato ha trattato in maniera forse un po’
stringata un argomento estremamente delicato nel quadro della legislazione
italiana antidroga.

Per dare una risposta esauriente è necessario richiamare alcuni articoli del
T.U. 309/90, provvedimento dedicato appunto alle sostanze stupefacenti e
psicotrope. Si esclude in questo frangente la trattazione della normativa
relativa alla coltivazione di canapa per uso tessile.

L’art. 26 del testo unico 309/90 sancisce che “è vietata nel territorio dello
stato la coltivazione di piante di coca di qualsiasi specie, di piante di
canapa indiana, di funghi allucinogeni e delle specie di papavero (papaverum
somniferum) da cui si ricava oppio grezzo. …omissis”

L’art. 73 comma 4 stabilisce che le sanzioni da applicare a chi “senza
l’autorizzazione prevista dall’art. 17, coltiva, produce, fabbrica, estrae,
raffina, vende, offre o mette in vendita, cede o riceve, a qualsiasi titolo,
distribuisce, commercia, acquista, trasporta, esporta, importa, procura ad
altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo o
comunque illecitamente detiene, fuori dalle ipotesi previste dall’art.75,
sostanze stupefacenti o psicotrope” di cui alle tabelle II (Cannabis, appunto)
e IV, si applicano la reclusione da due a sei anni e la multa da euro 5.164 a
euro 77.468.

L’art. 75, riguardante le sanzioni amministrative, stabilisce che “chiunque, per
farne uso personale, illecitamente importa, acquista o comunque detiene
sostanze stupefacenti o psicotrope è sottoposto alla sanzione amministrativa
della sospensione della patente di guida, del porto d’armi del passaporto…”.

Pertanto, l’acquisto e la detenzione di semi di canapa indiana non sono punibili
o sanzionabili essendo questi privi di principio attivo (THC –
tetraidrocannabinolo) e non menzionati nella Tabella II dell’elenco delle
sostanze vietate, ed essendo inoltre potenzialmente destinati alla produzione
di merci o alimenti (saponi, pane, cioccolato).

Al contrario, la coltivazione non autorizzata dei semi e, quindi, delle piante
da cui sono estraibili sostanze stupefacenti è un reato anche se non
finalizzato allo spaccio, difettando in tale condotta quel nesso di
immediatezza con l’uso personale che giustifica il minor rigore in relazione
alle altre condotte prese in considerazione dall’art. 73 D.P.R. 309/90. Però,
la Cassazione ha precisato che, alla luce del “principio di offensività” è
esclusa la punibilità (in ambito penale) della condotta di coltivazione di una
sola pianta da cui possa trarsi un quantitativo di sostanza stupefacente
insufficiente, in concreto, a provocare un apprezzabile stato stupefacente (in
questo senso Cassazione Sezione quarta penale Sentenza 17/9 del 7 dicembre
2002, n. 37253).

Nella stessa direzione (e senza sconti) la sentenza della Cassazione n. 24622
del 5 giugno 2003 che ha confermato la condanna di un imputato sorpreso nella
illecita coltivazione, sulla terrazza della propria abitazione, di quattro
piante di canapa indiana, alte circa mt. 1,80. Pur in presenza di varie
pronunce dei giudici di merito riflettenti la non punibilità della
“coltivazione domestica” paragonandola a quella finalizzata all'uso personale,
la Corte ritenendo infondata l'equazione: "coltivazione domestica = inesistenza
del reato", ha ribadito che la condotta della coltivazione, a prescindere dalla
quantità, integra sempre la fattispecie di reato dal momento che il fattore
“quantità” è di per sé idoneo soltanto a determinare l'entità della sanzione ma
non ad incidere sulla qualificazione giuridica del reato.

Anche la Corte costituzionale con la sentenza n. 360 del 1995 si è espressa sul
tema. Con questa pronuncia, dopo essere stata ribadita la natura di reato di
pericolo presunto del delitto di coltivazione, è stato precisato che spetta, in
ogni caso, al giudice verificare se la specifica condotta di coltivazione
oggetto della contestazione risulti effettivamente e concretamente pericolosa,
cioè idonea a ledere e/o a porre in pericolo il bene giuridico tutelato:
laddove quindi risultasse, nel concreto, la presenza di quantitativi di
principio attivo insufficienti a produrre un apprezzabile stato stupefacente
dovrebbe concludersi per la non offensività della condotta con la conseguente
applicazione della sanzione amministrativa.

Concordi sul punto anche i “tecnici”.
Benché la nozione di “coltivazione “ è normalmente correlata a quella di
“produzione”, la coltivazione domestica di poche piante concretizza comunque la
fattispecie penale di cui all’art. 73. Secondo la costante interpretazione
giurisprudenziale, la coltivazione non autorizzata di piante dalle quali siano
estraibili sostanze stupefacenti costituisce un reato di pericolo presunto o
astratto con cui è punito ex sé il fatto della coltivazione, senza che per
l’integrazione del reato sia necessario individuare l’effettivo grado di
tossicità della pianta e senza che occorra fare riferimento alcuno alla
sostanza stupefacente che da essa può trarsi (circostanza questa e che può
dipendere da avvenimenti contingenti connessi alla sua crescita, al suo
sviluppo ed alla sua maturazione): la figura criminosa è costituita infatti
come reato di pericolo , la cui sussistenza dovrebbe, quindi, essere affermata
ogni qualvolta venga coltivata anche una sola piantina vitale ed idonea a
produrre sostanza stupefacente, appartenente ad una delle specie vietate,
indipendentemente dalla percentuale di sostanza pura o di principio attivo
presente nelle infiorescenze e nelle foglie.

Pertanto, essendo vietata la coltivazione di piante dall’articolo 73, anche se
per farne uso personale, si sconsiglia in maniera assoluta il tentativo di
coltivarla in proprio.

Per tutte le altre modalità di cessione (cessione a titolo gratuito, ecc.) si
può ugualmente fare riferimento all’art. 73 che esclude - e punisce - ogni
possibilità illecita di approvvigionamento.

La ringraziamo di aver utilizzato il sito della Polizia di Stato ed i suoi
servizi.

Distinti saluti.

Ministero dell'Interno
Dipartimento della P.S.
Direzione Centrale per i Servizi Antidroga
ROMA
games > pacman ghostcorona Miki [Amministratore] venerdì 26 novembre 2004 20:59130/140

Sintetizzo a chi legge l'e-mail sopra senza aver seguito i post precedenti di cosa si tratta.
Sul numero 46 della rivista Panorama ho trovato un articolo che trattava di negozi che vendono tutto il necessario per coltivare la Marjuana in casa, e leggendo l'articolo sembrava che tutto ciò fosse legale.
Incuriosito del fatto ho chiesto tramite il sito della Polizia di Stato se veramente tutto ciò fosse lecito, e loro hanno risposto che si possono comprare i semi di canapa indiana ma non si possono usare per coltivarla.
Ho chiesto se potevo pubblicare la loro e-mail e mi hanno risposto di si.
Adesso mi chiedo, perché una autorevole rivista nazionale diffonde notizie che possono portare molti a infrangere in buona fede la legge?
Personalmente non mi interessa se tanti leggendo quell'articolo hanno pensato di coltivare in proprio la marjuana (sono a favore della legalizzazione e credo che l'autoproduzione sia una soluzione preferibile all'acquisto dagli spacciatori), piuttosto sono preoccupato che non siano informati che questo comportamento è contrario alla legge e che quindi possono incorrere in pesanti sanzioni.
Adesso rivolgo il quesito a Panorama

... anzi no lascio stare
600avatars45x45 > 011stellina stellina stellina stellina stellina stellina Luka sabato 27 novembre 2004 03:13131/140
Secondo me i negozi che vendono semi lo fanno per pubblicità a se stessi, motivi economiaci, tutto qui.

E,da classica filososfia di mercato, l'importante è che sia in regola l'azienda, non importa a cosa i suoi prodotti serviranno, o se è diseducativo, o spinge verso l'illecito in buona fede.

La legge gli permette di farlo, e loro senza scrupoli lo fanno.

D'altronde,situazioni del genere, anzi molto più scandalose, sono sempre state sotto i nostri occhi, ma non ci pensiamo granchè perchè i media non possono parlare di certe cose:

La vendita di tanti medicinali è legale nonostante nuovi test abbiano accurato che sono altamente dannosi per l'organismo. Questa inchiesta sanitaria è stata avviata in tutta europa, ed avrà una durata di 10 anni (si,10 per testare tutti i medicinali d'europa legalmente disponibili in farmacia) al fine di poter individuale quelli dannosi per toglierli dal mercato.

Eppure sono stati messi in commercio (infase di sperimentazione "omessa") perchè alle multinazionali farmaceutivhe conveniva così, poco gli importa se la gente poi muore..

Il continente africano chiede invano da decenni i nuovi medicinali per combattere l'aids che sta divorando una popolazione che vive con 0 dollari al giorno.

Nonostante le tante manifestazioni contro le case farmaceutiche, queste ultime, appoggiate dai governi, non hanno mai concesso richieste simili, nè i governi voluto cancellare il debito pubblico di questi paesi, che già muoiono di fame da soli,figuriamoci indebitati..

Gli scrupoli e i soldi sono discordi nell'epoca del consumismo, e quello del negoziante che vende i semini è forse l'esempio più banale considerando la cosa complessivamente..

I controsensi ci saranno sempre. Come ad esempioil fatto che l'alcool sia legale, e le sigarette anche, seppur siano anche quelle droghe, e per lo più letali.

Se non fosse anche per queste piccole cose,non esisterebbe la politica, ma solo una perfetta ed utopica anarchia..
600avatars45x45 > 019stellina stellina stellina stellina stellina balis sabato 27 novembre 2004 03:26132/140
Forse leggendo l'articolo, da qualche parte salta fuori ,magari in piccolo, che è illegale!!
oppure la risposta più lecita è che : come è legale detenere semi di canapa, è legale costruire la serra!!!

Però, siccome la legge nn ammette ignoranza, se ci pianti la Maria finisci dentro.....

balis
games > pacman ghostcorona Miki [Amministratore] sabato 27 novembre 2004 03:38133/140
Fumare erba è reato? Allora piantatela

Semi di cannabis a ruba nei grow shop, i negozi dove s'insegna a coltivare marijuana. Grazie alle incongruenze della legge.

di Fabrizio Rondolino

In Italia sono almeno 4 milioni i consumatori di marijuana, forse parecchi di più. Molti di loro sono giovani, prevalentemente studenti liceali o universitari; molti invece hanno superato i 30 o 40 anni, hanno un buon reddito, una famiglia, una carriera: con l'immagine terrorizzante e criminosa del "drogato" chi fuma la marijuana ha insomma assai poco a che fare. Il problema è che l'erba (cioè le infiorescenze della pianta femminile) e il fumo (cioè la resina) si trovano con difficoltà, costano relativamente cari e, soprattutto, espongono il consumatore all'arbitrio e all'illegalità, questa sì criminale, del mercato clandestino. Per questo, si sono detti in molti, "è ora di piantarla", e cioè di coltivarsi la canapa in casa, in terrazza o in giardino.
La Cannabis sativa accompagna la civiltà occidentale e ancor più quella orientale, fin dai suoi primordi. Con fortune alterne: di volta in volta impiegata come pianta medicinale, utilizzata per scopi rituali e ricreativi, bandita come droga pericolosa. Oggi l'Organizzazione mondiale della sanità, molti governi e quasi tutti gli scienziati si trovano d'accordo nel non ritenerla affatto pericolosa perché non è tossica, non produce guasti all'organismo, non dà dipendenza, non induce ad aumentare progressivamente la dose. Resta tuttavia illegale in quasi tutti i paesi, sebbene alcuni (tra cui l'Italia) ne abbiano depenalizzato il consumo.

Ma proprio qui sorge una contraddizione non da poco: se voglio fumare uno spinello (la legge me lo consente), devo prima comprarlo. Ma così facendo commetto un reato. Non solo: tutti sanno, i governi, le polizie e i consumatori, che il mercato clandestino della droga è una delle maggiori fonti di reddito della criminalità internazionale, che le sostanze che vi si acquistano non sono sottoposte ad alcun controllo e che proprio quel mercato è il luogo di passaggio (fortunatamente non per tutti) alle droghe pesanti, sempre pericolose e spesso letali.

Per questo negli ultimi anni, si è venuta diffondendo in Europa e in Nord America, e ora anche in Italia, l'abitudine di coltivarsi da sé la canapa indiana. Per fornire al consumatore-coltivatore l'aiuto necessario, sono sorti i "grow shop", negozi specializzati che vendono tutta l'attrezzatura necessaria per allestire una "grow room" (cioè una piccola serra domestica), nonché i semi, il cui acquisto è legale perché non contengono il cannabinoide Thc, cioè il principio attivo. Con una spesa che oscilla fra i 500 e i 1.500 euro si può allestire una serra domestica completa di tutto il necessario: vasi per la coltivazione, sistema di illuminazione, sistema di aerazione, irrigatore e così via.

Il metodo preferito dai consumatori è l'idroponica: le radici affondano in un substrato inerte (per esempio argilla) che viene costantemente imbevuto di una soluzione di acqua e nutrienti con un sistema di irrigazione a riciclo continuo. Le radici, in questo modo, assorbono gli elementi necessari alla crescita direttamente dall'acqua. Un timer regola poi l'accensione di una lampada al sodio (assai più potente di una normale lampadina) e di un aeratore: la canapa, infatti, ha bisogno di molta luce e di aria fresca. Con questo sistema, messo a punto e sperimentato nei Paesi Bassi, dove la marijuana è legale, bastano tre mesi per passare dalla semina al raccolto; dopodiché è sufficiente far essiccare la pianta, eliminare foglie e rametti, e gustarsi le infiorescenze.

Filippo Vona, trent'anni, coautore del Nuovo manuale per la coltivazione pubblicato da Stampa alternativa, ha aperto a Roma nell'ultimo anno e mezzo due negozi (si chiamano entrambi Filo d'erba e si possono visitare anche su internet) che vendono tutto l'occorrente per costruirsi una grow room casalinga. Con lui lavorano Stefania e Daniele. La licenza parla di "vendita di attrezzature agricole e materiale per giardinaggio" e nella sua attività non c'è naturalmente alcuna istigazione di reato, alcun incitamento a coltivare piante proibite, alcuna esaltazione della cannabis. Le sue attrezzature, del resto, vanno benissimo anche per le fragole. Non ha mai avuto problemi con la polizia perché rispetta scrupolosamente la legge ("Ho avuto un paio di controlli" racconta "ma non è successo niente"). Fra i suoi clienti non ci sono soltanto, come si potrebbe forse pensare, ragazzi con le treccine rasta e fricchettoni invecchiati, ma anche e soprattutto professionisti, avvocati, giornalisti, medici. "Insomma" dice sorridendo, "gente normale". Non gli piacciono gli smart shop (dove si comprano prodotti allucinogeni o "energetici", cioè quei negozi che vendono sostanze legali, come alcune specie di funghi, che tuttavia sono a tutti gli effetti psicoattivi e che, sostiene "possono anche fare male se in mano a un ragazzino".

Se gli si chiede come gli è venuto in mente di aprire un negozio del genere, parla di "inquietudine romantica" e di "spinta innovativa". Non gli piace l'ipocrisia di una società che proibisce la cannabis e diffonde massicciamente psicofarmaci e antidepressivi, né il clima proibizionistico che cancella ogni differenza fra droghe leggere e pesanti. Filo d'erba è insieme un'utopia e un modello di microinprenditorialità, una visione del mondo e una battaglia civile, un negozio e uno stile di vita. E gli affari vanno bene.

In Italia i negozi come Filo d'erba sono una sessantina, forse più: un calcolo approssimativo suggerisce che ogni mese si vendano nel nostro Paese un migliaio di grow room. Il che significa che i consumatori-coltivatori (clandestini perché coltivare la marijuana, sia chiaro, è un reato) sono parecchie decine di migliaia.

Aprire un grow shop è un'attività ai margini del Codice penale: non perché lo infranga, ma perché ne sfrutta le incongruenze e le lacune. In realtà, la vera incongruenza è probabilmente la persistenza di un divieto ingiustificato e anacronistico.

L'antiproibizionismo, battaglia storica del Partito radicale, prosegue oggi in forme nuove, e il fenomeno dei grow shop, prosciugando giorno dopo giorno il mercato criminale della droga, ne costituisce un capitolo essenziale. L'appuntamento è ad aprile, a Carrara, dove si terrà la prima fiera italiana della canapa e dei suoi molti derivati.

Panorama, 11 novembre 2004
www.panorama.it
games > pacman ghostcorona Miki [Amministratore] sabato 27 novembre 2004 08:58134/140
Il 27/11 03:26 balis ha scritto:
Forse leggendo l'articolo, da qualche parte salta fuori ,magari in piccolo, che è illegale!!
Si in effetti, non avevo letto bene, faccio ammenda. A video compare abbastanza bene, nell'articolo stampato, essendo a colonne, è relegato in un angolo, poi è posto verso la fine e tra parentesi.
Vari punti dell'articolo e il titolo fanno invece capire il contrario.
E soprattutto non dice che chi lo fa rischia molto di più che a comprarla da uno spacciatore: un conto è rischiare il ritiro della patente e un altro è rischiare di farsi degli anni di galera.
Comunque dopo questa discussione ho le idee più chiare di prima.

Il 27/11 03:38 Miki ha scritto:
In realtà, la vera incongruenza è probabilmente la persistenza di un divieto ingiustificato e anacronistico.
perfettamente d'accordo

Il 27/11 03:38 Miki ha scritto:
L'antiproibizionismo, battaglia storica del Partito radicale, prosegue oggi in forme nuove, e il fenomeno dei grow shop, prosciugando giorno dopo giorno il mercato criminale della droga, ne costituisce un capitolo essenziale. L'appuntamento è ad aprile, a Carrara, dove si terrà la prima fiera italiana della canapa e dei suoi molti derivati.
La battaglia per la legalizzazione va fatta all'interno della legalità e non facendo correre ad altri dei rischi.
600avatars45x45 > 003stellina stellina stellina stellina AMORE sabato 27 novembre 2004 11:52135/140
andiamo tutti a Carrara?????????????

nessunostellina stellina stellina stellina stellina stellina danut sabato 27 novembre 2004 12:14136/140
Vanno legalizzate, assolutamente, dato che l'alcool è legale perchè non l'erba? RImane che bisogna mettere le stesse limitazioni al fumo come all'alcool, quindi anche il rituro della patente in casi particolari, poichè guidare sotto l'effetto di un auqlasiasi elemento che modifichi le nostre percezioni è immorale e quanto mai pericoloso.
CIao
600avatars45x45 > 011stellina stellina stellina stellina stellina stellina Luka sabato 27 novembre 2004 17:03137/140
Ma infatti le misure anti alcool sono già state prese da un annetto!!

Divieto assoluto di venderlo negli autogrill di notte in autostrada, nelle diascoteche dopo le due, e tante altre cazzat.e simili..
nessunostellina stellina stellina stellina stellina stellina danut sabato 27 novembre 2004 17:05138/140
In teoria ci sarebbe il divieto di servirlo ai minorenni, ma questo no viene fatto rispettare, come per le sigarette, è reato venderle sempre ad un minorenne.
Sembranop cose da poco, ma la lotta in giovane età porterebbe ad avere anche meno alcoolizzati (un mio amico ha iniziato a 16 anni e noin ha più smesso con alcool e fumo)
600avatars45x45 > 011stellina stellina stellina stellina stellina stellina Luka sabato 27 novembre 2004 17:07139/140
no o, è vietato venderlo anche ai maggiorenni negli autogrill di notte..
600avatars45x45 > 171stellina stellina stellina stellina stellina stellina napulitanboy sabato 27 novembre 2004 18:03140/140
Sono contraddizioni di fatto queste...

è vietato piantare, esportare, importare, vendere, regalare ecc ecc marjuana...ma la si può fumare...(quantitativo di 250 mg...) oppure compro i semi e nn li posso seminare...che faccio..li metto nel brodo??ma si..che mamma di sicuro apprezzerà!!

Le sigarette ad un minore nn possono essere vendute...io compravo le sigarette a mia mamma da quando avevo 10 anni...nessun tabacchi s'è rifiutato di vendermele...

Allo stesso modo i minori che fumano, nemmeno i caramba o la polizia se ne frega...perchè dovrebbero fregarsene i tabacchi che ci guadagnano???

Stesso discorso per l'alcol...
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