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categoria: poesie

Ingiustizia

Ho bevuto dal calice dell’ingiustizia
Assaporando il fiele dell’arroganza
Con la gola arsa dall’indifferenza
ed il cuore che pulsa di rabbia
Intrappolato nella toracica gabbia dell’impotenza.

Xavier Wheel

segnalata da Renato Volti lunedì 10 agosto 2009

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

LATITANZA

Invidia, avarizia, ira e arroganza,
ci fosse un peccato che non senta mio!
Gola e lussuria ne ho che ne avanza,
per non dire di pigrizia, santo dio!

Se il giudice di me stesso fossi io
la pena non sarebbe mai abbastanza,
è per questo che, con la penna, m’avvio
per sentieri d’intima latitanza.

Una latitanza che so inventata
da me, ma così tanto potente
che sembra, oramai, realtà consolidata.

E per strada mi sento un delinquente
perché la mia anima è ricercata
dagli sbirri fantasma della mente.

Francesco Deiana

segnalata da deja giovedì 5 febbraio 2009

stelline voti: 10; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Roma

Roma! er pòlo de mille contraddizioni,
er centro de infinite coincidenze
er monno te guarda come a un laboratorio
e se n'canta davanti a tante bellezze,
doppo tutti quest'anni da quanno sei nata
le rughe della storia non t'hanno mutata.

Roma ladrona, si ma, de còri infranti
se la rivòrti se chiama amor,
su i sette colli ancora giocheno li du gemelli
e sur biondo tevere dolcemente li culli,
la lupa che l'allattò cresce ancora i tuoi figli.

Er pellegrino pò venì da ogni parte der monno,
chi se ferma a Roma, puro pè n'giorno
ce làssa er còre e ce vò rivenì,
a Roma da sempre ce ne passeno tanti,
poeti e pittori, pòri diavoli e santi,
pe tutti è sempre nà mamma
dorce e sincera, te coccola e nun te inganna.

I suoi martiri, che l'omo ha ingiustamente punito,
oggi li ricorda nelle piazze in pubblico suffragio
e mette alla gogna l'arroganza
der solito ottuso principe dell'ignoranza.

vulca - tratto da romanticherie

segnalata da vulca venerdì 24 agosto 2007

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categoria: Poesie

Lì con te

Li con te

dentro di te
che dolore che sapore....cè
udire il tuo tremolio
le vibrazioni del tuo corpo
in una tonalità
sino l'aldilà
tra i tuoi lamenti
di genere indicato
dove in ogni espressione
il desiderio mi fa scoprire
dall'alto.....chè
guardando nel basso
dove cercare 
lì........nel tuo corraggio
tu sei amore gioia gelosia
invidia arroganza e semplicità
ma trovando tra le tue virtù
la mia vanità.

Radames.Papalone - tratto da da me diretto

segnalata da Radames venerdì 20 dicembre 2013

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categoria: poesie

il dolore

il dolore purifica l'anima
le toglie ogni peccato,
ma il dolore fisico è terribile
non è giusto, non è normale,
il dolore, strapazza il corpo
stravolge gli occhi, e il viso,
chiedi aiuto, disperatamente,
ma nessuno, può aiutarci
solo un antidolorifico, aspettando
che faccia effetto, il dolore continua,
soffri tra cielo, e terra e sembra
che nessuno badi a noi
nessuno ci guarda
il dolore è stravolgente, un mostro silenzioso
strisciante, inesorabile, impietoso,
implacabile, severo, spietato,
ma rende lo spirito umile, piangente,
il dolore insegna tante cose,
toglie la superbia, alterigia, arroganza
fa diventare noi piccoli e dolci.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta mercoledì 23 aprile 2014

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

attimi d'autunno

cogliete la struggente bellezza
di questo periodo dell'anno,
maestoso, prestigioso, nobile,
ma anche malinconico, mesto, inquieto,

lo sbuffo del vento entra nel profondo del cuore
con arroganza e aggressività,
senza veemenza e impellenza
come una giornata scura di pioggia

nell'orizzonte bruno il vento arriva
spazza l'aria tra terra e cielo, sposta le nuvole
rovesciando gocce violente e fredde
il sole sembra timido e veloce scompare,

dietro i vetri osservi vento, pioggia e le ombre
che conquistano il giorno, nei primi freddi
mille pensieri accompagnano i nostri momenti,
autunno che ci rendi schiavi di pensare

mentre le foglie muoiono silenziose.

DANIELA CESTA

segnalata da DANIELA CESTA giovedì 9 novembre 2017

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Così piccoli

Pensiamo di essere chissà che /
Ci ergiamo una spanna ancor più su /
Guardiamo tutto e tutti con indifferenza /
Anche con supponenza, con arroganza /
I problemi non ci toccano /
Gli altri… poverini /
Fino a quando /
Qualcosa gira al contrario /
Guarda caso… tocca a noi, stavolta /
Non è possibile, non ci credo /
Perché a me? /
Ma è così , ed è bene farsene una ragione /
Ed ecco che il mondo si tinge di nero /
Colore finora sconosciuto /
O solo nella penna /
magari per scrivere cattiverie /
ma, se la scampiamo, /
tutto il male non viene per nuocere /
forse ne trarremo giovamento /
almeno nel cuore e nell’anima… /
macché! /
Tutto inutile /
L’ho sfangata, è stata solo una parentesi accidentale /
Immeritata /
Ma la dea bendata stavolta ha visto bene /
Mi ha graziato… /
Ed ecco che il fato si accanisce su un altro individuo /
Perché non può esistere sosta alcuna /
Ma è …un altro, non mi interessa. /
Il mio turno ormai è passato /
Torno alla vita mondana /
Alle feste, alle puttanate, al superfluo, all’inutile assoluto /
È bene che siano gli altri a pensare alle pene, ai dolori, /
alle traversìe, alla sfortuna… /

dedicata ad un amico che ha sentito l’alito della fine, ma troppo brevemente per apprenderne l’essenza… /

bigbruno

segnalata da bigbruno sabato 9 giugno 2007

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Opulenza Evaporata

L' opulenza evapora come nebbia
al primo albeggiare della cognizione,
sotto i suoi occhi smeraldi, assetati.
Un velo enigmatico che si disperde
tra le correnti eterne,
lo rendono schiavo del suo nudo
una volta andato
non è più possibile riacquistarlo.
Perle di fortuna evanescenti
nella brezza imprevedibile
dell'incauto imprudente
cadono dalle scale della perdita,
nell'aria l'ira del leone sconfitto.
Ogni avere, cangiante e caduco, lanciato al suolo risuonando
elogi di autocompiacimento
si manifesta come un sauro
che scivola via in un battito di ciglia, emblema di un ricordo
ormai disperso nell'arroganza.
Un forziere vuoto di sogni brilla
nel suo nulla, in quelle promesse
mai onorate per qualcuno,
ma dissipate con frivolezza!
La speranza si esilia in ogni volto,
volti che un tempo
risplendevano con convinzione.
Ora metamorfosati in ombre,
riccioli di ricordi effimeri,
dove ogni raggio di luce
diventa un'eco di rammarico, lasciando l'abisso vuoto
assorbendo all'anima la pace.
L'angoscia si insidia
tra le pieghe del cuore,
e il dolore si fa compagno veleno muto e incisivo!
Un inchiostro indelebile
su pagine ormai ingiallite
sul quale piangere disperato.
In questo scenario desolante
di perdite e tormento,
il tempo si arresta e osserva
con occhio critico, l'egoismo punito,
mentre le storie
di colori festivi e opulenti
vivi di lussureggiante armonia,
acquistati con fiamma dorata
si estinguono nel baratro.
E i sogni, un tempo vibranti,
ora giacciono come foglie
morte sul terreno sterile.
Così il ricordo di ciò
che era apprezzato
per la sua carnalità,
si trasmuta in un soffio fetido annegato in un oceano di ombre,
di nostalgiche riflessioni
senza zattera salvifica
di salvezza mai coltivata
per eccessiva superbia,
e il fango nel suo latte
è letto perpetuo nel dimenticatoio
del rimorso nel suo ineluttabile
dissidio imperituro.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra mercoledì 11 settembre 2024

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Essere Ogni Essere

Essere ogni essere è il sublime capire
ma il tempo dell'anima felice è lontana
a divenire
l'oggi è ancor privo di quella essenza
che apre il cuore e libera la mente.
Amore, vita... e nulla più.
Sentirsi così trascinati da un oblio
che mette fine ai mille conflitti
quotidiani,
debolezze della carne!
Questo è il futuro da invocare
ardentemente.
Amore, vita; vita, specchio riflesso...
Riflesso e qui è l'inganno:
guardare le pulsioni dell'oblio,
e non viverle fino che la morte libera
il tormento.
Ecco la verità che ci riguarda,
la natura ci fa tutti liberi,
e dovunque noi siamo in catene.
Crediamo che potere e ricchezza
possono ridarci la libertà perduta,
e invece ci rendono ancor più schiavi.
E chi non vorrebbe riavere indietro
l'innocenza.
Grande sarebbe la gioia se la vita
sciogliesse le nostre membra come
un tempo.
Tutto svanirebbe, i dolori e le pene
sopportate fino adesso,
la crudeltà dei tiranni, le frustrazioni
dell'orgoglio,
le fitte d'amore spezzato, l'arroganza
dei potenti
e l'ingiustizia verso i deboli derisi,
chi potrebbe mai cancellare questo
se non la vita stessa che è in noi?
Chi non vorrebbe felicità e armonia ora,
sotto questo cielo azzurro,
se non fosse la paura di sentire quello
che nessuno mai è tornato a sentire.
La prigione, così, fa tutti ciechi,
così il ricordo della libertà
si riflette in noi come un sogno,
e le imprese alte e basse ci disviano
illudendoci di aver trovato l'uscita vera.

Bruno Franchi

segnalata da bruno franchi venerdì 25 luglio 2008

stelline voti: 2; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: poesie

se il mio cuore potesse parlare

Se il mio cuore potesse parlare,
quante cose avrebbe da dire,
ti narrerebbe di passioni profonde, sentimenti sinceri,
perché tu lo sai, egli non sa cosa vuol dire mentire,
non conosce ragione,
non cerca ricchezza,
a lui basta anche solo una languida carezza.
Quello per cui vive, batte e combatte,
è qualcosa che va ben oltre ogni illusione.
Quello che lui cerca e ricerca con forza incessante,
è un sentimento vero, profondo, vibrante,
per cui ogni cosa è disposto a sacrificare,
per quell'irruenta, incontenibile, voglia d'amare.

Voglia d'amare e di essere amato,
ma quante volte è stato ingannato,
deriso, usato, umiliato,
quanto dolore, furore ha provato,
quante volte è stato spezzato,
molte volte l'ho sentito ferito,
ma non l'ho mai visto sconfitto.
In lui non c'è posto per il disprezzo,
non serba rancore, non brama vendetta,
anche se a volte ciò che gli resta è soltanto tanta amarezza.

Tutto questo però non l'ha cambiato, non l'ha inaridito,
è sempre rimasto lo stesso,
anzi ogni volta il suo pulsare si è fatto più intenso,
ed io ho continuato a sentirlo, a seguirlo,
perché è dal mio piccolo cuore che scaturisce ogni mio sentimento,
senza di esso non esiste emozione.
In ogni cosa che penso, che dico o che faccio,
in ogni mio singolo gesto, c'è sempre del mio cuore il riflesso.
Ah, se lo lasciassi fare, ogni cosa lui saprebbe trasformare,
ed ogni mio sogno diverrebbe realtà,
e la realtà un sogno bellissimo da cui nessuno mi potrebbe svegliare.
Ah, se il mio cuore potesse parlare,
le corde melodiose dei tuoi sentimenti saprebbe far risuonare.
Se potessi farti sentire il suono della sua voce che ti sfiora la pelle,
che ti sussurra dolci parole,
come solo lui sa fare, che lui solo può usare.
Quel suo dolce bisbiglio,
come il tenero canto d'un'usignolo al risveglio del giorno
desterebbe il tuo cuore assopito,
ed il loro battito diverrebbe uno solo,
sommesso, profondo,
eppur così forte da far sembrare silenzio tutto ciò che sta intorno.
Così potente da far zittire di colpo,
tutto l'odio, l'invidia, l'arroganza del mondo.
Così penetrante da far risaltare ogni particolare,
tanto che basta un sorriso, uno sguardo per farti sognare.
Ah, se il mio cuore potesse parlare...

Xavier Wheel

segnalata da Renato Volti lunedì 10 agosto 2009


 


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