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Sono presenti 27 poesie. Pagina 1 di 2: dalla 1a posizione alla 20a.
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categoria: Poesie
Cosa e parola
Felicita', cosa che sa d'amaro,
parola che si lascia dire e ride,
fior che fiorisce come un frutto raro,
gioia che il cuor sopisce e non uccide;
felicita', larva di donna, riso
di donna, occhio di donna, ombra di donna,
seppi io forse il tuo gran rombo improvviso,
rabbrividii nel tuo bacio che assonna?
E se la stringo al mio cuore soave
la chiave della mia casa solinga,
felicita', forse t'ho chiusa a chiave,
fior, gioia, donna, ombra, infelicita'?
Marino Moretti - tratto da Il giardino dei frutti
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categoria: Poesie
Serata
Mi sono bardato per la serata
(dal momento che volete vedermi
nei vestiti che gridano: non è lui)
Io che respiravo alle giunture degli abiti vecchi
come un insetto
Mi son bardato per la serata.
E - tremando - dall'anticamera riscaldata
mi son prodotto nella luce, negli specchi e sorrisi
- un sorcio traversa il salone
del transatlantico -
E nuotando nella luce, negli specchi e sorrisi
dell'accoglienza cordiale
mi son trovato a parlare
delle sole cose care
a spiegare e difender la causa della mia vita.
Ma ho visto - a tempo -
il respiro della mia passione
congelarsi contro i vostri visi.
A un tempo mi avete guardato
come un drago che butta fuoco.
Mi domando perché mi avete invitato.
Ma se è perché ho scritto
tre parole sincere
e vorreste il segreto
di questo mestiere:
ci son sette porte
e ho perso la chiave
per poterci tornare.
Se le ho dette, vuol dir che avran traboccato.
Alzatevi presto
vedrete alzarsi la lodola
quando il sole ha chiamato.
Nella via mentre rincasate
su molle compensate
ritrovo la mia chiave, solo.
Sono stato visitato
sono stato auscultato
riconosciuto abile a vita coraggiosa.
Dieci volte respinto
ricomincero'
E se proprio fossi disteso
una polla di sangue al petto
aspettate a venirmi vicino
ancora non vi accostate...
Ma ho trovato la mia chiave
solo
ma vi ringrazio
ma son tornato dove non potete venire
dove son certo che la mia parola
senza averla gridata
non posso
morire.
Piero Jahier - tratto da Ragazzo
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categoria: Poesie
Non ti maravigliar, Roma, se tanto
Non ti maravigliar, Roma, se tanto
s'indugia a far del papa la elezione,
perché frà cardinai Pier con ragione
non trova chi sie degno del suo manto.
La cagion è che sempre ha moglie accanto
questo, e quel volentier tocca il garzone ,
l'altro a mensa dispu'ta d'un boccone
e quel di inghiottir pesche si dà il vanto.
Uno è falsario, l'altro è adulatore,
e questo è ladro e pieno di eresia,
e chi di Giuda è assai più traditore.
Chi è di Spagna e chi di Francia spia
e chi ben mille volte a tutte l'ore
Dio venderebbe per far simonia.
Sicche' truovisi via
di far un buon pastor fuor di conclavi,
che di san Pietro riscuota le chiavi
e questi uomini pravi,
che la Chiesa di Dio stiman si poco,
al ciel per cortesia sbalzi col fuoco.
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categoria: Poesie
Er lupo-manaro
'Na notte diluviosa de ggennaro
A Ggrillo er zediaretto a Ssan Vitale
Tutt'in un botto j'ariprese er male
Dell'omo-bbestia, der lupo-manaro.
Ar primo sturbo , er povero ssediaro
Lasso' la mojje e ccurze pe le scale,
E ssur portone divento' animale,
E sse n'aggnede a urlà ssur monnezzaro.
Tra un'ora torno' a ccasa e jje bbusso';
E cquela sscema, senza di' cchi e',
Je tiro' er zalissceggne , e 'r lupo entro'.
Che vvo'i! appena fu arrivato su',
Je s'affiaro' a la vita, e ffor de se'
La sbramo' ssenza fajje di' Ggesu'.
Lui je lo disse: "Tu
Bbada de nun upri', ssi nun te chiamo
Tre vvorte, che' ssi nno', Rrosa, te sbramo".
Cuanno aveva sto ramo
D'upri', ppoteva armanco a la sicura
Dajje una chiave femmina addrittura.
Roma, 15 gennaio 1833
Giuseppe Gioacchino Belli - tratto da Sonetti
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categoria: poesie
Ally McBeal
La chiave della felicità è il tasto avanti veloce: ogni film ha delle scene brutte, il trucco è saltarle premendo quel tasto.
segnalata da bloom lunedì 30 aprile 2007
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categoria: Poesie
Domani amore mio!!!!!
Domani.....domani quando all'alba ti sveglierai sfiorerò le tue bellissime affusolate mani e faremo assieme colazione: caffè e cappuccino ...come al solito. Domani...domani ti osserverò mentre lentamente, come ogni mattina infilerai i tuoi vestuti così incurante...come se tu portassi un semplice lenzuolo. Domani...domani ti accompagnerò, come un'entità non presente ...come al solito alla porta di casa nostra....anche se domani quella porta si chiuderà per sempre. Tra te e me una porta...una vecchia chiave e la strana convinzione di non rivderci più! Addio amore mio.......aspettiamo domani....tra il sogno e la realtà.
segnalata da Laura martedì 2 agosto 2011
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categoria: poesie
SCARLATTI GLI OCCHI
Scarlatto, un fiore
scarlatto, il sangue
scarlatti, i miei occhi
i miei occhi nei tuoi
i tuoi si perdono spaventati nei miei
in profondi baratri di pericolosità, tristezza, angoscia.
Ci scorre ciò che provo,
ma che non si mostra
barriere scarlatte
cancelli che bloccano le vie di "me"
del mio corpo, della mia mente, del mio cuore.
E la chiave scarlatta persa in te,
la chiave per me, in te.
segnalata da kikiFM lunedì 1 dicembre 2008
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categoria: Poesie
Aspetto te come la chiave che apre la prigione
Credo in te come il sole che sorge domani
Amo te come la primavera che porta la vita
Vivo per te come un fiume che scorre al mare..
segnalata da Diane giovedì 8 maggio 2003
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categoria: Poesie
Vorrei innamorarmi
Desidererei anch'io un giorno poter provare quello che tutti definiscono un brivido, un istante , un soffio di vento che sfiora il tuo viso.....
Mi piacerebbe comprendere per quale motivo tutti quei ragazzi che hanno provato questo sentimento hanno un sorriso diverso da quello che , seppur gioioso , mostro alla gente ogni giorno.
Vorrei, dall'angolo più buio del mio cuore , che durasse tanto quanto un tuo pensiero per me.......anche più se vuoi.....
Sento che ci sto riuscendo, ma per raggiungere il mio scopo ho bisogno di te............
Devo solo trovare quel maledetto coraggio che è la chiave di tutto...e poter finalmente essere l'idolo supremo dei tuoi pensieri.
segnalata da Sebastiano sabato 28 gennaio 2006
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categoria: Poesie
Quando la poesia diventa musica...
GABRIELE CIANFRANI
L’evoluzione della musica
Finalmente mi è arrivato il cd di GABRIELE CIANFRANI, mio nipote, di Isernia, contenente nove brani di musica jazz ( 1 – Paradise – 2 – Enigma – 3 – Pray for peace – 4 – Naimà – 5 – Space – 6 – Equinox – 7 – Impro – 8 - Eternal life – 9 - Suspended - . Nella presentazione: “ E’ il primo lavoro discografico di Gabriele Cianfrani, il quale rapito fin da ragazzo dall’arte dei grandi maestri del jazz abbraccia la graffiante sonorità fusion espressa in chiave chitarristica. L’album musicalmente influenzato dalla corrente artistica di William Stravato, rappresenta il personale contributo chitarristico al panorama moderno del rock fusion. Progetto moderno con l’intento di spaziare in sperimentazioni armoniche complesse,espresse da un alternarsi di linee funk, bossa e rock caratterizzate da estensioni sonore melodiche presenti in diversi brani, accompagnate dall’articolare ritmica del Maestro Stravato. Scale articolate di solistica mirate ad esaltare un emergente stile elaborato e poliritmico ricorrendo alle molteplici sonorità della chitarra semiacustica.” In religioso silenzio, nella quiete del mio studio, ho ascoltato i nove brani del cd con enorme sorpresa. Il ragazzino al quale oltre dieci anni fa regalai la mia chitarra, generica ed acustica, è diventato un gigante. Le sue esecuzioni palpitano di partecipazione attiva e creativa, le sue dita sembrano quasi accarezzare le corde, facendo scaturire toni ora bassi, ora alti come solo i grandi maestri sanno fare. Per me che ho amato ed amo la musica, è una grande soddisfazione notare che un nipote è arrivato a così alti vette. Auguri, Gabriele!!!
Catello Nastro
segnalata da Catello Nastro venerdì 12 ottobre 2012
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categoria: Poesie
SAN ANTONIO ABATE
Sant'Antonio Abate e l'Autunno: L'Eremita della Transizione
?L'autunno è la stagione del raccoglimento e del ritiro, un lungo addio prima del gelo. In questo senso, l'atmosfera malinconica e meditativa delle foglie gialle richiama la figura di Sant'Antonio Abate, l'eremita del deserto.
?Lui scelse la solitudine per affrontare le sue "tentazioni" – non i diavoli, ma forse la lotta interiore che ognuno conduce quando il mondo si spegne e si è costretti a guardare dentro di sé. L'autunno, con il suo silenzio maestoso, è il nostro deserto. Ci invita a rallentare, a fare il bilancio di ciò che abbiamo raccolto e a prepararci per la lunga prova dell'inverno.
?Sant'Antonio, pur essendo celebrato in gennaio (il culmine del freddo), è il Santo del "fuoco" (che rubò agli inferi) e il protettore degli animali domestici, essenziali per sopravvivere all'inverno. Questo legame stagionale è la chiave: l'autunno è la preparazione. Nelle sue brume, l'uomo deve immagazzinare la sua forza interiore (il "fuoco" di Antonio) e prendersi cura di ciò che è essenziale (gli "animali" e i raccolti) per attraversare la stagione della spoliazione.L'autunno, con le sue foglie che cadono, ci sussurra: "Lascia andare, ritirati, e preparati a resistere. La vera luce e il calore si trovano solo dopo il coraggio della quiete."
?È l'eremo della natura che attende la rigenerazione.
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categoria: poesie
Cenni Briografici di Marco Veneziano
Cenni Biografici
Marco Veneziano nasce a Catania l’8 Giugno 1978 ma vive a Siracusa.
Fin dalla più giovane età, dimostra una sensibilità interiore molto profonda e un amore verso l’arte in tutte le sue forme, ma è solo nel 1993 che scopre la passione per la poesia;
infatti i versi che elabora nel corso degli anni, gli servono anche nell'ambito scolastico, facendolo diventare assistente alla poesia, per due anni consecutivi, presso l’ITC Insolera della sua città, istituto peraltro da lui frequentato.
Nel 2007 grazie alla conoscenza con l’attore - regista di Cerveteri sig. Agostino De Angelis, che utilizza i siti archeologici come palco delle sue rappresentazioni teatrali, scopre di avere anche del talento come attore e partecipa ad alcuni eventi culturali che hanno luogo a Siracusa, sotto la direzione artistica dello stesso regista. Si citano: “Santa Lucia, tra venerazione e martirio”, una lettura in chiave teatrale della vita e del martirio della Santa siracusana, dove Marco Veneziano interpreta il ruolo di un soldato pretoriano agli ordini del prefetto Pascasio. Tale spettacolo che ha avuto luogo presso il Santuario “Madonna delle Lacrime” e presso la Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, riscuote molti consensi tra il pubblico dei devoti venuti ad assistere numerosi.
Nello spettacolo “San Paolo da Persecutore ad Apostolo”, che affronta il tema della Conversione di Saulo sulla Via di Damasco e che ha luogo presso la Cattedrale di Siracusa, Marco è una delle voci recitanti
Nel 2008 inizia a fare una raccolta delle sue poesie, partecipando a diversi Concorsi nazionali e regionali.
Nei mesi di settembre – ottobre 2008, sempre sotto la regia del Sig. Agostino De Angelis, prende parte a una trasposizione teatrale della “Divina Commedia” di Dante Alighieri, dal titolo “Il Viaggio Dantesco a Siracusa”, nel ruolo di Minosse e partecipa anche all’Eneide, nel ruolo di un soldato greco. Tali spettacoli vanno in scena all’interno delle mura del castello Eurialo di Siracusa e vengono inseriti nelle giornate del Patrimonio Unesco e partecipano al Festival Internazionale del cinema Archeologico di Rovereto.Dal 2008 fa parte dell'Associazione spazio arte di Torino come socio nelle arti letterarie dove ci sono pubblicate le sue opere.Ha partecipato a diversi eventi importanti a carattere nazionale ed è arrivato quarto nei premi letterari superga e la maschera e la pergamena d'oro di Adrano,ricevendo a merito,diploma di merito ed encomio raccolta poetica,targa e componimento.Ha avuto diverse proposte di pubblicazione dalla pntarco,aletti editore altro mondo editore ed altre case editrici.
Marco poeta siracusano - tratto da dalla sua carriera artistica
segnalata da Marco martedì 21 aprile 2009
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categoria: Poesie
SAPRAI CHE NON T'AMO E CHE T'AMO
Saprai che non t'amo e che t'amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un'ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
Io t'amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l'infinito,
per non cessare d'amarti mai:
per questo non t'amo ancora.
T'amo e non t'amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.
Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t'amo quando non t'amo
e per questo t'amo quando t'amo.
segnalata da Mavi venerdì 16 gennaio 2004
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categoria: poesie
Come un'anima
non puoi capire
quando la primavera
viene a bussare
alla tua finestra.
lo capisci dai fiori.
ma puoi capire anche nel buio
puoi capirlo dal mio respiro
che la tua presenza
provoca in me qualcosa di magico.
e mi chiedi la chiave
per entrare nei miei sentimenti.
la puoi trovare
dentro i tuoi occhi
che avvolgono il mio corpo
come un'anima avvolge il cuore.
LucaG - tratto da MyLyrics
segnalata da LucaG giovedì 8 febbraio 2007
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categoria: poesie
Spezza le catene
Rinchiusa in una prigione d'amore
la ragazza chiede un attimo di pietà
al proprio cuore
ma esso non ascolta.
Crede di morire, si sente rinascere,
ha mille sensazioni dopo che sente il suo nome
e lo vede al di fuori delle sbarre.
Ma appena lui se ne va ritorna nel suo dolore
e grida aiuto.
Io ti rispondo, amica mia.
Poichè ho avuto la disgrazia o la benedizione
del dono della saggezza, questa è la mia risposta.
Le chiavi del tuo cuore le hai tra le mani
aprilo oppure gettale via perchè nonostante tutto il dolore che provi nessuno, neanche questo folle amore, ti impedirà di rimanere quella che sei.
Per Valentine (stai soffrendo troppo!)
segnalata da Noel Danese venerdì 21 marzo 2008
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categoria: Poesie
La seconda porta
Ho scoperto il tutto nel nulla.
Ritrovato quello che le mie mani
avevano prima pregato
poi sprecato. La seconda porta
è la chiave.
E’ opinione diffusa che il cielo sia immenso
e che cambi colore
come gli occhi di una madre.
Ma io, da questa prigione
nella quale ho rinchiuso l’alba
e i tramonti
scorgo solo un piccolo fazzoletto azzurro
con il quale a volte mi asciugo le lacrime
altre mi pulisco le labbra
dopo aver pasteggiato silenzi
segnalata da Sara lunedì 25 settembre 2023
voti: 7; popolarità: 0; 2 commenti
categoria: poesie
E infin l'berettar angelico!
'na magon' laterizia
deflorat 'n' formidàbil gallìcismo
mediante arguti politichesse
l' t'eucrazia perequò,
ununinson abùlico
arrocandos' attraverso
un delator' lùbrico.
L' acciò abìtino
l'è serotìnho et anòdino
charnèt s' interim
'n neofita pàrònòmàstìcò
en sàlace pentit'simo.
Litot' efèban sal'acrèmente,
x'enocollogi succ'u vìdimo:
n'yucca ìntèrfòcìll yìddis!
Volan' efèbar l'emm refferèndar,
redì, redi'var zelàto,
no ' nuràgh' eu anch'ilòsar
e infin l'berettar angelico!
(poesia da leggere in chiave allegorica, i termini sono poi forme arcaiche di termini realmente esistenti...)
Speriamo possiate capire il sentimento insito e immanente alla poesia, e gradire la lettura almeno quanto noi abbiamo apprezzato la stesura.
Lasciate commenti, sono importanti per noi che desideriamo migliorarci nell'arte della poesia.
Sommipoeti - tratto da L'oste
segnalata da xenencologo mercoledì 30 maggio 2007
voti: 2; popolarità: 0; 2 commenti
categoria: Poesie
L'azzurro dell'amore.
L’alba d’azzurro
arse il cielo,
le rugiade, come colonie
profumarono
i fiori, d’intenso
amore.
Vieni a toccare
il fuoco dell’azzurro istantaneo,
afferra la chiave dell’universo,
prendimi per mano,
e tuffiamoci nell’infinito,
e lasciamo che i suoi petali
si consumino,
di noi.
Altro non vè qui,
che spazio aperto,
di libere virtù,
e tra tanti
azzurri celesti sommersi,
si perdono i nostri occhi,
indovinando i poteri dell’aria,
trasportandoci nell’oblio azzurro.
Antonio de Lieto Vollaro - tratto da 3 raccolta di poesie
segnalata da wolf23 mercoledì 16 marzo 2011
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categoria: poesie
Prigione
Se potessi da queste grate
lanciare fuochi d’artificio
colorerei il cielo per te.
Se con la mia forza arrivassi
ad allargare queste maglie,
ti donerei prelibati dolcetti
da gustare e gustare…
ti porgerei le mie mani
e inventerei per te
gesti meravigliosi.
Se tra l’una e l’altra sbarra
passasse il respiro
sussurrerei tanti pensieri
al tuo complice orecchio.
Se avessi la chiave
potrei passare e rapirti
ogni volta,
e lasciarti libero, ogni volta,
di tornare là dietro.
E se questa prigione fosse
solo una bella invenzione
per far nascere sogni
e inventare evasioni,
l’annullerei con un soffio,
o batterei le ciglia
per riaprire gli occhi
e non più trovarla…
segnalata da RitaS lunedì 28 dicembre 2009
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categoria: poesie
IN TRAPPOLA
Sembra che io ci sia cascato di nuovo
Mi sembra di indossare le stesse catene
A volte tutto intorno sembra nero
E non vedi nemmeno chi ti vuole bene.
Il treno che dovevo prendere
È partito verso la sera
E io sono qui ad aspettare
Ma un giorno troverò una maniera.
Sì, un giorno uscirò di qui.
Un giorno anche i tuoi occhi mi diranno sì.
Ma ora sono in trappola
Sì, sono in trappola
E non so come liberarmi.
Ho dormito troppo tempo
Nel tuo soffice letto
E quello che avrei dovuto dirti
Non te l’ho ancora detto.
Quando il gioco finirà
Non ne uscirò da perdente
Vedrai che ci riuscirò
E mi vedrai sorridere fra la gente.
Perché prima o poi
Ogni cosa si aggiusta
E davanti ad ogni porta chiusa
Troverò la chiave giusta.
Ma ora sono in trappola
Sì, sono in trappola
E non so come liberarmi.
E forse solo tu
Sai come aiutarmi
Ad uscire da questa trappola.
LucaG - tratto da MyLyrics
segnalata da LucaG domenica 2 dicembre 2007
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