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stelline voti: 13; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

In superbia il valor, la santitate


In superbia il valor, la santitate
passo' in ipocrisia, le gentilezze
in cerimonie, e 'l senno in sottigliezze,
l'amor in zelo, e 'n liscio la beltate,

merce' vostra, poeti, che cantate
finti eroi, infami ardor, bugie e sciocchezze,
non le virtu', gli arcani e le grandezze
di Dio, come facea la prisca etate.

Son più stupende di Natura l'opre
che 'l finger vostro, e più dolci a cantarsi,
onde ogni inganno e verità si scuopre.

Quella favola sol de'e approvarsi
che di menzogne l'istoria non cuopre,
e fa le genti contra i vizi armarsi.

Tommaso Campanella

stelline voti: 12; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

U Lobbiru

‘Nta ‘na salibba di niura lava
c’era un lobbiru ca si pappariava
“ sugnu patruni di tutta la strata
di la sciara e di lu jardinu,
a tia ca passi pi ‘sta cuntrata
nun ti scurdari di fari l’inchino.”

Tutti l’armali eranu afflitti
da ‘stu lobbiru ‘nfami e fitenti
non si vutavunu, stavanu zitti
ca affilati tineva li denti.

Un jornu passannu pi chista via
un jattaruni nobbile e fero
virennu lu lobbiru ca sputrunia
tira fora chistu pinsero:
“Comu po’ essiri, signuri mei
chiddu chi viu acc’astabbanna,
forsi m’ingannanu l’occhi mei
un lobbiru ‘nfami ca liggi cumanna!”

Lu jattu ribelli pi so natura
sfida lu lobbiru senza paura
passa spavaldo a testa isata
e spunta lu lobbiru di ‘ntra li fraschi
ci sauta supra cu ‘na vulata
l’afferra pu mussu e ci ciunna li naschi.

Scappa lu lobbiru facennu “cai cai”
sunnu finuti l’affanni e li guai
tutti l’armali filici e cuntenti
a lu jattu ci fannu la festa
li libbirau da chiddu fitenti
e libbiru torna ‘nta la foresta.

Traduzione:

Sopra un muretto di nera lava
c’era un loppide che si vantava
“sono padrone di tutta la strada
della sciara e del giardino,
a te che passi da questa contrada
Non ti scordare di fare l’inchino.”

Tutti gli animali erano afflitti
da questo loppide infame e fetente
non si ribellavano, stavano zitti
perché affilato teneva il dente.

Un giorno passando per quella via
un gatto nobile e fiero
vedendo il loppide spadroneggiare
tira fuori questo pensiero:
“Come può essere, signori miei
quello che vedo da questi parti,
forse mi ingannano gli occhi miei
un loppide infame che detta legge!”

Il gatto ribelle per sua natura
sfida il loppide senza paura
passa spavaldo a testa alta
e spunta il loppide dalle frasche
ci salta sopra con un balzo
l’afferra per il muso e gli graffia il naso.

Scappa il loppide facendo “cai cai”
sono finiti gli affanni ed i guai
tutti gli animali felici e contenti
al gatto fanno la festa
li ha liberati da quel fetente
e libero torna nella foresta.

Don Pepeo di Sant'Elia

segnalata da Ashley Munther giovedì 10 dicembre 2015

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Non piangere per me

Perché non chiudere il tuo sporco becco per rispettare il morto?
Perché non andare altrove per sfilare con il tuo completino nero?
E perché vuoi pagare così poco per lavare la tua sporca coscienza?

Tu ridevi ogni volta che piangevo, le mie gioie ti facevano piangere
Solo la mia esistenza sembrava un impedimento al tuo successo
E la tua missione sulla terra era solo quello di vedermi miserabile

Dove eri quando per anni mi nutrivo solo di pane, acqua e fantasia?
Dove eri quando il mio cuore e la mia anima cercavano compassione?
Quando gli unici che mi capivano sembravano le bottiglie e le siringhe?

No, la tua furbizia è finita perché ora vedo ancora molto meglio di te
E vedo che sei venuto per cantare la tua vittoria, per ridermi in faccia
Per prendere in giro tutti quelli che ci conoscevano, per ingannarli

Ma io ti conosco di essere falso, maledetto, imbroglione e infame
Di avermi negato nei momenti difficili, di avermi ucciso lentamente
Allora, perché non smettila con queste lacrime di coccodrillo?

Blessing Sunday Osuchukwu - tratto da http://blessingsundayosuchukwu.blogspot.com

segnalata da Blessing Sunday Osuchukwu venerdì 5 settembre 2008

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Ma che cos'è l'amore?

Sarà il battito del cuore che si raddoppia e diventa irregolare?
O la propria anima che si sente inspiegabilmente rapita da un'altra?
Oppure l'emozione che diventa strana e vuole solo esplodere in te?
O forse vivere coi pensieri comandati ormai da qualcun'altra?

Sentirsi pieno e felice a digiuno totale, nutrendosi solo con la mente?
Cambiarsi, punirsi, cancellarsi, annullarsi e svendersi per nulla?
Odiare, perdonare e ricominciare - odiare, perdonare e ricominciare?
Oppure lacrimare, singhiozzare e ferirsi per motivi futilmente sacri?

Ecco, forse è il raggio del sole che schiarisce le ombre interiori
Tagliarsi in due e scambiandosi la metà con quella di un'estranea
Ridere, accarezzarsi, coccolarsi, amalgamarsi e sognare assieme
Perdersi la testa e volare via senza gli ali e senza una destinazione

Coi sentimenti che diventano non vedenti e arroganti ai proprietari
Che uccidono gli sfortunati e risuscitano i fortunati dalle tombe
Infame, ingannevole e cattivo, ma dolce e bello nello stesso tempo
Responsabile di guerra, di odio, di pace e dell'amore stesso

Amore, ma perché non ti fai definire e perché non ti presenti?
Continui a rimanere misterioso per rendere più miserabili i più deboli
Ma se hai scelto proprio di essere bastardo con me, nonostante tutto
Almeno cercati di essere clemente con gli altri che credono in te.

Blessing Sunday Osuchukwu - tratto da http://blessingsundayosuchukwu.blogspot.com

segnalata da Blessing Sunday Osuchukwu lunedì 1 settembre 2008

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Mano nella mano

Due anime vaganti
incontrate per caso
ognuna complementare all'altra
Scoprendosi indispensabili a vicenda
formano un solo corpo
un solo destino
Spesso ostacolato
dalle brusche onde
della vita malvagia
Costretto sempre a subire
l'egoismo dei poteri abusati
l'indifferenza del mondo infame
Ogni lacrima una liberazione
ogni sorriso un trionfo
e ogni anno vissuto una conquista
Ma mano nella mano
si guarda avanti
sperando nel futuro migliore
Condividendo ogni piccola gioia
ogni presente maledetto
e ogni futuro incerto
Ecco davanti un altro traguardo
un altro anno che se ne va
e mano nella mano si festeggia!

Blessing Sunday Osuchukwu - tratto da http://blessingsundayosuchukwu.blogspot.com

segnalata da Blessing Sunday Osuchukwu sabato 6 dicembre 2008

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

angelo ribelle

di vermigli lapilli incandescenti divampano le mie pendici
e serpi di roveti esclamano violentemente dalle mie parole
incessante rabbia mi divora ogni brivido lieve dell'anima

che seco l'amor condusse la mia ragione
eppur sommessamente scoppiettante
insinuossi nelle viscere dell'animo mio
sibillò le meschine frasi il fato irriverente
seppur io tesi l'orecchio affamato di speme

occultossi infame il dubbio agli occhi miei
che di cotanto ardor nn ebbero mai vita
e si inginocchiò al voler di numi beffardi

eppur di mia natura indomita proferì richiamo
alle mie antiche mermbra ritorno silenziosa
nn conscia del percorso già tracciato
liberai l'ali mie in quel sentiero muto

se or paiono di fuoco le mie frasi
e tender orecchio al mio verbo sia come fruscio di serpe
sappiate che clamor mi scosse
giacchè nn è di marmo natura mia che mosse
bensì di fuoco che tutto egli cattura
e fuoco ostile se si staglia innanzi un ombra scura

ricco d'amor è lo fuoco mio sovrano
ma poco è dir amor
se è concessomi dire solo t'amo

deneb

segnalata da deneb venerdì 29 maggio 2009

stelline voti: 7; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Donne sole

Donne sole, donne senz'amore,
vanno in cerca di una vita migliore,
donne angosciate da paure incessanti,
hanno il timore di affondare per sempre.

Donne alla ricerca di fortuna assicurata,
un pò disinibite per cercare di capire,
cosa hanno di strano, cosa fanno ferme là,
cosa hanno di diverso dalle altre donne che...

Hanno una famiglia, dei figli, un marito, l'amore li circonderà
hanno una casa, dei soldi, la gioia, la vita gli sorriderà...

Donne libere, senza ostacoli,
donne semplici ma con amore,
donne umili desiderose di
amore che un giorno arriverà,
di un amore che un giorno arriverà.

Donne rinnegate in questo mondo così infame,
e la libertà rubata su questa terra prigioniere,
hanno sogni che le aiutano ad andare avanti,
la speranza di diventare come le altre donne che...

Hanno una famiglia, dei figli, un marito, l'amore li circonderà
hanno una casa, dei soldi, la gioia, la vita gli sorriderà...

Donne libere, senza ostacoli,
donne semplici ma con amore,
donne umili desiderose di
amore che un giorno arriverà,
di un amore che un giorno arriverà...

Donne umili desiderose di
amore che un giorno arriverà,
di un amore che un giorno arriverà...

Gianfranco Manco - tratto da Gianfranco Manco

segnalata da Gianfranco martedì 1 giugno 2004

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Vecchio Mulino

Vecchio Mulino.... non macini più il frumento.
Tu del Piordo il paladino, eri difensore del lavoro dei campi,
ora i pesci del fiume non solleticano più le tue stanche mura.
Il Bue non si rifocilla più al tuo cospetto dopo il duro lavoro del giorno,
ne il gregge s'avvicina dopo il pascolo ad abbeverarsi ai tuoi piedi,
nemmeno il randagio cane si inchina a bere al tuo capezzale.
Sei stato abbandonato dall'uomo e dal suo ingegno...
egli ormai ha dimenticato quanto fosti utile un dì,
le macine giacciono a terra, mostrano la resa di chi ti costruì.
Del santo l'effige carpita e la porta sventrata,
Immobile ascolti il sussulto del fiume malato
che in piena trasporta sacchi di plastica e rami secchi
e il liquame del satollo patrizio romano.
Tu che di notte non hai più pace e profanato assisti al sacrilegio infame
dell'essere falso e maligno che deturpa il tuo cuore
e si abbandona a riti oscuri
e scrive svastiche sui Muri.
E tu antico Piordo.... Padre del Veientano Ager,
perché non susciti dell'antico elmo Marziano
eroe Etrusco che voglia riscattarti ?
Io lo spero... e prego... sulle spoglie di quel luogo sacro,
invoco ancora: Vecchio Mulino... dacci ancora il nostro pane... quotidiano.

Vulca - tratto da il mulino abbandonato sul Piordo

segnalata da Vulca domenica 31 luglio 2005

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Bisogno Di Sognare

Bisogno Di Sognare

Abbiamo bisogno di sognare,
nei silenzi assordanti
dei nostri giorni.
Dietro alle vetrine delle esposizioni
di artefatti sentimenti
da mostrare alla ressa!
Abbiamo bisogno di sognare,
ad ognuno il suo palpito di brama.
Ne abbiamo bisogno per vivere
come l'aria per i polmoni,
ne abbiamo bisogno
per camminare ancora
lungo il boulevard della vita,
per poter sperare ancora
in nuovi spontanei sorrisi
nutriti dalla pioggia di speme!
Incessante è il bisogno
di sognare un biglietto
di solo andata,
verso quel viaggio nel tunnel
dell'anelata felicità
che trabocca luce d'albore all'infinito!
Meraviglioso è vivere ancora
di chimere in ogni respiro profondo,
per elevarci come angeli
nelle limpide bolle del fato
che ci conduce nella corrente
più veemente del traguardo
che ci solleva dagli affanni.
Abbiamo bisogno di sognare,
per non essere scheletri abbandonati
nelle bare delle codardie
nelle profondità dell'infame
carestia del pessimismo!
Sogniamo, sempre,
ognuno di noi la propria brama,
poiché sia imperituro
per il proprio benessere
nei vacilli degli ostacoli,
a renderci degni nella conquista
di ogni compimento.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra venerdì 10 maggio 2024

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Ragazza allo specchio

Ragazza allo specchio
dove ti porterà
il tuo interrogare infinito
il riflesso di te
divenuto ossessione?

Non sei più tu
la stessa.
Uno spettro
ti guarda e tace
dalla fredda lastra
di ghiaccio e argento,
come ghiaccio è
la tua mente, ferma
sulla fissità
di una fotografia:
tu, leggera sirena che nuota…
icona impressa negli occhi
col fuoco...
non sbiadisce,
né svanisce.

Non ti risponderà
il tuo corpo
che non ami,
che non vuoi.
Il riflesso lontano
ti guarda e ride,
non visto…
è vincente.

E tu, prigioniera
di fattezze che, cieca, allontani
prigioniera di un sogno
che non può darti pace,
fasullo e nemico,
fantasma vigile, sempre,
che anche l’anima
strappa in brandelli

hai chiuso le porte
a ogni ragione,
hai chiuso la bocca
al gusto più dolce,
il nutrirsi e fiorire…
e muori, a pezzetti.

Ma tu sai,
tu ti accorgi del mondo bugiardo
che sa essere subdolo e infame
mentre tesse gli inganni
ai suoi figli…
è maestro in falsi modelli,
bellezza venduta
ai migliori offerenti

…è maestro
in indifferenza per te.

Rita Stanzione

segnalata da RitaS mercoledì 10 marzo 2010

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categoria: Poesie

Autunno Meteoropatico

Nel folto grigiore urbano
a sprazzi splendente,
l'astro ameno del giorno
si cela sfumato e corbellante
sui quei volti indifferenti
dei loro convulsi corpi
spediti verso le proprie mete,
mentre placida l'autunno intraprende le sue piroette
sul libeccio che aspira sfociare
in una intensa pioggia
di melanconia da scordare!
Cromie sfumate
si allontanano avvolte
nel silenzio dietro ogni angolo,
mentre foglie brune e gialle
sussurrano il loro stormire
sotto alle mie suola,
le vie come vesti di cenere
si tingono d'ombre
ed errate congetture
che come un veleno
il cuore inerte rende immobile!
Dal parabrezza ahimè
ignava or cerco
il riflesso rarefatto dell'etere,
la metamorfosi che la Terra
dona in tale momento,
ma l'umido asfalto
nel suo abbraccio inerte,
privano i miei occhi
da quel bagliore incantato!
È un'assenza costante,
un'obliterazione implacabile
che mi spacca il cuore,
respiro saviamente riposta
solo nella tua casa, nella tua vita!
Amor che or mi sei lontano...
E così, rimango prigioniera
del tempo irremovibile,
senza poter annusare
il profumo del risveglio
delle dolci caldarroste
dopo l'amplesso dei sensi
dalle più sensuali movenze.
Le strade or si ergono
come celle asfittiche,
in cui l'autunno canta
folate stonate dal crepitio
della malinconica pioggia
da cancellare sulla mia pelle!
Ma le mie pietrificate membra non avvertono la lirica,
mancano i sensi per catturarne l'essenza vibrante...
Eppure là fuori,
la sconfinata bellezza
delle bronzee foglie
che danzano
e danzano in cerchio,
come candide gocce di rugiada,
e l'arcobaleno
dalle tenue tonalità,
rendono magnifico
il mio sguardo di vita o di morte,
in un'arpa che la natura accorda!
Mi sfugge la speranza d'averti,
che come fronde caduche
or siamo amanti scostanti
nel fruscio che si leva
come cantilena
nelle piaghe che risvegliano
il presente nel traffico
dagli assordanti clacson,
ma tra le mura dell'urbanità
che mi imprigiona e avvita,
resto legata a un panorama monotono e opaco,
annusando fragranze
che la mia città frutta,
come un animale assetato
di antichi olezzi che non trovo!
Forse un giorno astratto fuggirò
da questo scuro labirinto,
dalle urla della metropoli
che opprime e confonde,
per vivere l'autunno
con lo sguardo estinto
dalla meteoropatia
sulle spalle di una natura
che implora respiro profondo!
Fuggirò per raggiungerti.
E fino a quel giorno,
mi dedicherò a ricordare
immersa nella caverna dell'urbanità infame
che esiste un mondo
di intervalli e cadenze,
non solo ricamati di nostalgie
e reminiscenze in amarezze,
ma anche di intagli
di sbuffi d'aliti di vita
da cogliere per vitalizzare
quei momenti da lavare
con fiducia nella fede
che in quel giorno che verrà
sarà magione per l'amore,
senza grigiore e senza orpello
a offrire un autunno
senza affanno e senza ombrello!

©Laura Lapietra

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra mercoledì 4 ottobre 2023


 


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