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categoria: poesie
Te ne vai
Mi hai lasciata qui nonno,
nel mio pianto solo
e adesso non ci sei più
in questa pioggia che batte sui vetri
in queta pioggia che è viva dentro di me...
ma grazie x tutto...
a mio nonno...che se n'è andato...
segnalata da kira martedì 10 giugno 2008
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categoria: poesie
Nonno, cos'è la poesia?
center][/center][b][/b][center][center]NONNO, COS’E’ LA POESIA ?
Tornare a ritroso nel tempo,
guardarsi fanciullo come te
quando giochi al computer
con personaggi fantastici
elaborati per internet
avidamente gustando patatine
e pop corn comperate in sacchetti
policromi al supermercato.
Ammirare gli alberi fioriti
in una sfavillante primavera
dietro la casa di campagna,
il cane che abbaia a squarciagola
a un gatto imperterrito,immobile,
come la statua sul marmo del camino
che profuma ancora di legna di bosco
parcheggiata in cantina fino all’autunno.
Notare il mezzo bicchiere di vino
superstite al parco pasto ipocalorico,
il lento sorseggio per favorire il palato,
il delicato borbottio della nonna
che enumera analisi cliniche
sconvolgenti come i risultati
di una partita di calcio della squadra
del cuore penalizzata dall’arbitro.
Fissare il tuo volto sorridente
e ringraziare Iddio per un’altra giornata
concessa in offerta speciale
nel grande supermercato della vita.
segnalata da Catello Nastro venerdì 26 ottobre 2012
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categoria: Poesie
ricordi di mio nonno
nonno tu hai pochi ricordi di me, ma io di te ne ho tanti e i ricordi più belli della mia vita sono proprio di te: ricordatiti, sognarti e sopprattutto amarti.
Ricordiati di me come faccio io con te.
Ti amo di bene! <3 =D
cinzia gravante - tratto da cinzia gravante
segnalata da cinzia lunedì 27 maggio 2013
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categoria: Poesie
Il Balcone e il Bar Antico (1902)Casa dei bisnonni. Mio nonno in braccio a sua madre.
Tra mura antiche, un respiro che va,
Vecchia e stupenda casa dei nonni, là.
Non è il tempo che la rende stanca e lenta,
Ma un mistero caldo che la storia inventa.
?La pietra parla, la storia si confonde,
Dove l'eco del passato ancor risponde.
Un primo balcone, un angolo di luce,
È lì che l'anima un ricordo conduce.
?Guardo a sinistra: e il cuore si commuove,
Sento un profumo di vite sempre nuove.
Mio nonno è piccolo, una grazia inattesa,
Dalla sua madre con cura dolce difesa.
?In un abbraccio che è inizio e
che rasserena,
Sotto il sole che batte, o la luna piena.
Quelle mani forti, la culla del suo amore,
Su quel ferro battuto, senza timore.
?Ma il fondamento, là sotto, era vita e festa,
Un Bar lucente, dove l'attesa era onesta.
Mille e Novecento e Due, un sorso di passato,
Con profumo di caffè, l'incontro era avviato.
Tra il tintinnio del rame e il vetro che brillava,
La tua stirpe meravigliosa lì lavorava.
?Oh, che seduzione ha questa antica scena!
È il ritornello di una stirpe serena.
Di sangue caldo che ancora oggi ci lega,
E un'emozione che mai, mai si dilega.
?La casa sussurra, nel ritmo del suo cuore:
"Qui fiorì la vita, qui regnò l'amore."(Danielacesta@copyright)
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categoria: Poesie
libri
"libri che raccolgono le sfide
sfide che si misurano col orologio
orologio d'un tempo matto
la matta delle briscole
il nonno e le sue carte truccate
libri che raccolgono la sfida
sfide che raccolgono le sfide
sfide da dieci e lode
orologio arrabbiato dopo una giornata di duro lavoro
il nonno e le sue mentine
#FreePatrickZaki#GiulioRegeni#dariodesiglioli#savearcicamalli#12maggio#facciamorete
guido guglielmi - tratto da guido guglielmi
segnalata da guido guglielmi domenica 23 maggio 2021
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categoria: poesie
poesie l'ubriacone e lo scoiattolino
Poesia
L’ubriacone
Quell’aspro sapor dei tini
Girava nelle tavernette
Che già alle 7 era
Nelle gole puntuale ma impertinente.
Si giocava al rimbambimento
Di un vecchio stanco e tronchetto.
Non faceva che sbadigliare e sobbalzare
A quell’età è una fatica a dare ed arrivare.
Un bicchierino poco contento disse:
Su nonno smetti e alza il mento
Sai cosa ancora puoi fare,cosa fai lì a brontolare e a tintinnare?
Il nonno rispose:Son venuto a dimenticare, sono alcolizzato come il mare
Lasciami stare
Il Bicchierino:Non sprecar il tempo in un tozzo di pane e vino,
Corri dalla tua amata e lascia il bicchierino.
Il nonno:Hai ragione di lasciare stare,tanto qui che restavo a fare.
Meglio affrontare le occasioni della vita,perché
Lasciarle affogare ed è poi finita.
In quel trato il bicchierino contento
Torna nell’armadietto
Per 10 anni o chissà quanto tempo.
Era fiero di non aver fallito
Che di quanto aveva parlato ara più sfinito.
Poesia
Lo scoiattolino
Cercava un posticino
Al riparo lo scoiattolino.
Una pioggia lo tempestava
E la sua raccolta biancicava.
Era isolato e senza mangiare
Come raggiungere le sommità elevate?
Si accontentava ad abitare in un ramoscello
Ma si annoiava senza pace e senza ombrello.
I tuoni cominciavano a bombardare
E tra una foglia e un’altra il vento
Ondulava fino a far tremare.
Lo scoiattolino poveretto
Balzò dentro l’alberello
Tutto bagnato come il ranocchietto.
La stagione lo minacciava
Ma il tornare del sole ben presto lo comunicava.
Il mattino seguente si risvegliò la natura
Quasi come la rinascita di una nuova figura.
Lo scoiattolino balzò fuori contento
E saltellando disse Signore solo tu spalanchi il cuore
Più forte del tuono,della pioggia e del vento.
Marco poeta siracusano - tratto da dai suoi brani poetici
segnalata da Marco sabato 27 dicembre 2008
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categoria: Poesie
odio
odio il bullismo sui deboli... odio il deridere le idee diverse... odio la risata mentre parli.. odio.. la cigogna del giovedi mattina... odio il grillo che non mi raconta più la favola.. odio gli incontri sul web.. sempre in ricardo indulgenza... odio quando non vedo più roberto moriani in bicicletta... odio le tensioni sul confine... odio la distribuzione del amore solo a poche persone... odio chi sorride davanti a noi... uomini o donne... odio le faccie buffe.. odio il razzismo di turno.. odio indifferenza sul migrante di roverino... amo la confusione del bar hobbit.. amo le riunioni a camporosso... amo la tenda di ventimiglia... odio quando manca... il sorriso del uomo buono.. amo i ricordi del riso cinese.. di mio nonno... amo le frasi del girasole carlo trucco
by guido arci camalli
segnalata da guido arci camalli giovedì 19 febbraio 2026
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categoria: Poesie
pensieri al tramonto
quando entro, nella casa dei miei nonni,
sento il profumo della mia infanzia, ormai lontana,
il fruscio del passato, la mia voce, mentre scivolavo
dalla lunga scala ripida, amavo scivolare, con la mia
risata cristallina, con i miei piedi scalzi,
il profumo dello zabaione, che mia nonna voleva, che io ingoiassi!
ma la mia bocca non voleva, preferivo le ciliege
e qualche prugna, noce e pizza. Non Mangiavo altro!
Ricordo il profumo del pane fresco, fatto da mia nonna,
i cereali dentro la pentola, rumoreggiavano chiassosi, odorosi,
il sole splendeva, sui vecchi sassi del mio paese, sembrava, più, splendido, di, oggi
sembrava più caldo di oggi, tutto sembrava piu bello!
mia nonna raccontava me, ogni filastrocca, storie antiche, fiabe,
mi raccontava di sua madre e suo padre, e di Gesu.
In quella grande casa, c'erano anche zii, zie, cugini,
una grande famiglia, piena di gioia, dove tutto era diviso,
adesso è vuota, regna polvere e silenzio, solitudine,
di un tempo che, è stato e non lo sarà, mai più.
Le persone volate in cielo, vivono nei nostri cuori,
tutti sono andati via, grandi stanze vuote,
che il vento soffia sui vecchi muri, mentre un piccola lacrima
scende dai miei occhi ,pieni di meravigliose immagini.
Mi piaceva dormire nel mezzo, tra mia nonna e mio nonno!
Io parlavo, parlavo, facevo mille domande, poi, mi accorgevo che
io continuavo a parlare e loro dormivano esausti.
segnalata da DANIELA CESTA domenica 24 maggio 2015
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categoria: Poesie
Sii sempre forte,
abbi sempre la forza di reagire,
battiti sempre per i più deboli,
abbi semre una parola buona per tutti,
e anke se morirai nella maniera più peggiore,ringrazia Dio di essere esistito in questo mondo che non ti meritava
"In memoria del mio Nonno...Pasquale!"
segnalata da simona domenica 6 ottobre 2002
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categoria: Poesie
haiku
nonno in pigiama -
l'odore del giornale
sul vecchio sofà
Laura Lapietra
segnalata da Laura Lapietra giovedì 20 marzo 2025
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categoria: Poesie
Caro nonno...
...queste lacrime mi sembrano eterne,
tu,che con tanta pazienza,
mi hai accudito fin dalla nascita,
adesso ti ritrovo in un letto,
in fin di vita,
e ancora ti preoccupi di me,
tu,uomo di grande cuore,
perchè devi morire?...
..io avrei voluto piangere per amore,
ma non per la tua morte.
Io,non posso far niente,
e il mio cuore va in frantumi
quando ti osserva in quel letto
dell'ospedale,
pallido,sciupato.
Ci sono persone che ti odiano,
ma io mi vendicherò.
Quando verai a conoscenza
della tua malattia,
piangerai dentro,
per non far piangere noi,
perchè tu sei l'uomo più speciale del mondo.
Ti volgio tanto bene,
e tu lo sai,
faccio di tutto per farti sorridere
per non fingere il dolore che ho chiuso
dentro un piccolo cuore di ragazzina.
Nonno,
nel momento del bisogno mi hai sempre aiutato,
se le mie lacrime potrebbero trasformarsi
in una medicina per curarti,
piangerei notte e giorno.
Ma non ti preoccupare,
ti metterò un fiorellino accanto al tuo corpo senza vita,
che non appassirà mai,
perchè sarà tenuto in vita dalle mie lacrime.
In cielo sarai felice,
ri incontrerai di nuovo tuo padre,
in fondo,
se il Signore ti sta kiamando,
c'è un motivo.
Adesso, comunque ho capito,
che i buoni muoiono,
perchè capiscono che essere buoni
nella vita
non serve a niente.
Ti ricorderò per sempre,
la tua nipotina Simona.
Simona
segnalata da Simona venerdì 14 giugno 2002
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categoria: Poesie
A mio cugino fratello
Caro Paolo,
al di là di questa scrittura,
che forse nemmeno leggerai...
vale il mio pensiero,
che è energia e spero
ti aiuti a restare in vita
dopo due infarti.
Infatti non vorrei
perderti, mai e poi mai...
Grazie di esserci,
ho bisogno di saperti
ancora su questo mondo...
gli è che la vita
non riesco proprio
a immaginarla
neanche per un attimo
senza che tu ci sia...
Caro da sempre,
mio compagno
di giovinezza e di giochi.
Piccoli entrambi
a farci le scarpe
nella considerazione
di nonno Costantino,
che mi domandava...
perché mai
io mi lamentassi di te.
Poi piangemmo entrambi
su quelle care spoglie
morte, abbandonate
su quel letto,
ricomposte, ma prive
del respiro e della voce
del nostro caro nonno,
che ci aveva fatto
da padre adottivo
a entrambi... io questo,
mio cugino e amico
di giochi, non l’ho mai
dimenticato, grazie
Paolo, e... fammi il piacere
di vivere, ancora x molto.
Anzi, facciamo un patto...
nonostante i tuoi due
infarti... seppelliscimi tu!
Non sia mai che mi lasci
quaggiù da solo. Io, ormai
non ho più quasi
nessuno, della mia
epoca. Ci sei ancora tu,
invece. Quindi ti prego,
non te ne scordare,
perché mi faresti
solo male, se te ne andassi,
così, senza prevviso...
e senza poterti salutare.
Lascia che sia io,
invece, che non ho figli.
Tu potrai restare accanto
ai tuoi ancora a lungo.
Riguardati la salute
e fallo. Forse sei
migliore di me.
Ti voglio bene,
non sono generoso,
ma accompagnami tu,
lo preferisco, al...
grande addio, che
per me è un arrivederci...
Tu ancora non sei pronto,
non ci credi ancora
al Santo dei santi...
Io da lì ti prometto
di venirti a dare una voce,
in modo da farti persuaso.
Ti darò una mano,
perché so che te la meriti.
Hai molto sofferto...
per questo hai dubitato,
ma stai tranquillo,
che lo troverai anche tu,
nostro Signore, almeno
prima di concludere...
con l’ultimo afflato.
Da me con l’affetto
di sempre, caro Paolo,
che t’ho sempre amato...
Fernando
FernyMax - tratto da la sorgente profonda dell'amore
segnalata da FernyMax domenica 19 giugno 2005
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categoria: Poesie
...
...e non è forse meglio così?
Continuare ad illudersi, a sperare, a vivere
piuttosto che una verità che sarebbe comunque
la fine di tutto: di un gioco mai smesso di un fuoco mai spento di un tempo sospeso nel limbo?
Eh si amica cara, sorella gemella
ricordo le risa che mi illuminavano il cuore
"Scemo" dicevi: non lo capivi che ti facevo la corte, o forse si. Eri come un raggio di sole ed io
durevole come tanti cristalli di brina.
La maturità, i nonni, gli amici, tanti i motivi per non ammettere di essere li. Non volevo accettare la paura di una indecisione così grande...
Se mi avessi parlato quanto ti avrei detto...
...e quanto ancora ti direi.
segnalata da dolcemind venerdì 21 aprile 2006
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categoria: Poesie
Eulalia, dallo sguardo che ammalia,
il tuo viso era di mango,
'si danzante in mezzo al fango,
ogni tanto dissentivo,
ti toccavo poi partivo,
ma gridasti al genocidio,
coinvolgendo nonno Egidio,
il mio scalpo barattasti
con biscotti alla carrubba,
io soffrivo di niosi,
mi rubasti anche la giubba.
Eusebio Nasturzi - tratto da le campane di xentar
segnalata da Damien De Bardi martedì 11 gennaio 2011
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categoria: Poesie
tempo che passa
ricordi di tempi lontani
passati gloriosi e incomprensibili
volti cari occhi caldi e carezzevoli
andati, dissolti nel tempo
nonni, zii, cugini, amici di infanzia
liquefatti nella dimensione del passato
e la solitudine assale le nostre membra
ormai vuote, circondate da un presente incomprensibile
le orme sulla polvere non ci sono piu
le nostre persone care, non esistono piu
e noi ci sentiamo soli, indifesi, estranei
a questo presente.
Ma è solo il tempo che passa.
E una lacrima timorosa scende lenta
dagli occhi che osservano un mondo che peggiora.
Modi di fare, cose e pensieri che non ci appartengono.
segnalata da DANIELA CESTA martedì 6 febbraio 2018
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categoria: Poesie
A MIO PADRE
Lo sguardo tuo si vela del tempo che hai vissuto
Morello tu lo eri ed ora sei canuto
I solchi del tuo viso..i vitrei verdi occhi
ripassan primavere con l'eco dei rintocchi
Immagini di un bimbo che impara a camminare
Ora sei tu quel bimbo e io ti stò a guardare
Le parti della vita si sono capovolte
Mi davi tu le mani.. ora qualcun le ha tolte
Avverto questo brivido che mi fà stare in pace
La carne può dissolversi ma l'anima non tace
Ti guardo mentre dormi il dolce tuo bel sonno
Sei bimbo e ti allontani...vai che ti aspetta il nonno.
massimo - tratto da massimo
segnalata da POLLY lunedì 22 marzo 2004
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categoria: Poesie
Solo Grigio
Grigio,come il fumo del mio camino,
grigio come il cielo,ora che piove.
Grigio come il maglione di mio nonno,che io ricordo ancora.
Grigio come quel cappello conservato a lungo,
come quella radio antica,
grigia,la mia giacca nuova.
Grigia la sciarpa che ti ho regalato,che porti sempre,
come è grigia la tua auto e quella di un amico che non ho avuto.
E' grigio questo pavimento,quel muro di cemento
che allarga l'immaginazione.
Tutto è grigio,oggi,
perchè non c'è gioia alcuna che colori il mio meriggio.
segnalata da PoisonIvy mercoledì 30 marzo 2005
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categoria: Poesie
amo
Amo
Amo tutto cio che si muove che sia vivo
Che respira
Amo la gioia nella gente
Amo il sorriso di un bimbo felice
Amo le storie raccontate dai nonni
Amo
Amo il mondo più di me stesso
Amo l aria che respiro,la folla, le feste
Che riempiono le strade
Amo il volo di un gabbiano
Amo le onde perpetue dell mare
Amo il chiarore della luna
Amo la luce dei tuoi occhi
Io …. Amo
Amo tutto cio che puo essere bello
Cio che puo essere vivo.
Amo e amero sempre……ma
Una cosa sola odio
La solitudine che ce in me
carmelo - tratto da le mie poesie
segnalata da carmelo domenica 31 luglio 2005
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categoria: Poesie
la morte
teniamo i nostri ricordi nel cuore
memorie gioiose, accendono speranza,
ricordiamo il volto di chi è volato in cielo per sempre,
il distacco è doloroso e devastante, non possiamo fare nulla,
quando noi nasciamo cominciamo subito ad andare verso la morte,
sistemata alla nostra sinistra, mai ci abbandona,
tutto cambia nel cielo! No esistono piu i legami terreni,
moglie e marito, figlio e madre, padre, nonno, sorella o fratello,
ognuno di noi segue la sua luce, e saremo tutti amici! anime che brillano e.....
chissà quale misteriosa bellezza, attende tutti! Situazioni di
indescrivibile bellezza, terre sconosciute, acque limpide
dove la luce del sole, mai tramonta,
la nostra anima brilla piu del sole, finalmente ha ritrovato
la sua libertà, dopo essere stata prigioniera, del corpo terreno,
per questo motivo, non piangere colui che muore, ci ha solo preceduto e aspetta.
Adesso che siamo vivi, la morte terrorizza, ma un giorno, dobbiamo affrontarla,
con la malattia, o incidente, ma il nostro cuore si fermerà,
e noi voleremo dove sono gli angeli, Abbiate fede, sempre.
segnalata da DANIELA CESTA venerdì 27 novembre 2015
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categoria: Poesie
25 – LU TRATTORE
Quann’assero li tratturi,
li cafoni cchiù siuri,
pe’ la fatica sparagnà,
se l’aviano accattà.
Ma a li viecchi nun piacìa,
abbituati cu’ li vuoi,
ma a li figghi e li niputi,
lu trattori era piaciuti.
Nonnu Peppo, viecchio assaje,
c’avìa vennuto ‘nu pudero,
a la fera re lu toro,
s’accattao nu’ trattore.
Lu rialava a lu nipote,
ca senza legge o scrive,
l’avviao pe’ la via,
pe’ la scesa re la cullina.
Scacatiaro le jaddine,
quanno verero lu trattore,
ca’ fujenno a cienti all’ora,
futtette all’aria lu vuaddinaro..
Lu vicchiarieddo scunsulato
“Oje è ‘na mala jurnata!!!
La somma spesa è stata tanda,
ma forse era meglio ca’ ristava
rind’à la mmutanda!!!”
Catello Nastro
TRADUZIONE
Negli anni ’30 furono inventati i trattori, macchine agricole che potevano fare il lavoro di oltre cento braccianti. Nonnu Peppo, avendo venduto da tempo un podere, aveva dei soldi da investire e così pensò di acquistare un trattore per il nipote. Questi senza alcuna pratica, mette in moto ed investe il pollaio facendo strage di galline e buttando all’aria tutto il pollaio. Allora il nonno pensa che forse quei soldi era meglio che restavano nelle mutande. Era usanza, fino ad alcuni decenni fa, farsi cucire nei mutandoni una tasca chiudibile dove si conservavano le grosse cifre. Come una cassaforte, insomma!
segnalata da Lu trattore martedì 28 giugno 2011
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