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categoria: Poesie

Un ricordo

Non dormo. Vedo una strada, un boschetto,
che sul mio cuore come un’ansia preme;
dove si andava, per star soli e insieme,
io e un altro ragazzetto.

Era la Pasqua; i riti lunghi e strani
dei vecchi. E se non mi volesse bene
pensavo e non venisse più domani?
E domani non venne. Fu un dolore,
uno spasimo verso la sera;
che un’amicizia (seppi poi) non era,
era quello un amore;

il primo; e quale e che felicità
n’ebbi, tra i colli e il mare di Trieste.
Ma perché non dormire, oggi, con queste
storie di, credo, quindici anni fa?

Umberto Saba

stelline voti: 10; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Lavorare stanca

I due, stesi sull'erba, vestiti, si guardano in faccia
tra gli steli sottili: la donna gli morde i capelli
e poi morde nell'erba. Sorride scomposta, tra l'erba.
L'uomo afferra la mano sottile e la morde
e s'addossa col corpo. La donna gli rotola via.
Mezza l'erba del prato è così scompigliata.
La ragazza, seduta, s'aggiusta i capelli
e non guarda il compagno, occhi aperti, disteso.

Tutti e due, a un tavolino, si guardano in faccia
nella sera, e i passanti non cessano mai.
Ogni tanto un colore più gaio li distrae.
Ogni tanto lui pensa all'inutile giorno
di riposo, trascorso a inseguire costei,
che è felice di stargli vicina e guardarlo negli occhi.
Se le tocca col piede la gamba, sa bene
che si danno a vicenda uno sguardo sorpreso
e un sorriso, e la donna è felice. Altre donne che passano
non lo guardano in faccia, ma almeno si spogliano
con un uomo stanotte. O che forse ogni donna
ama solo chi perde il suo tempo per nulla.

Tutto il giorno si sono inseguiti e la donna è ancor rossa
alle guance, dal sole. Nel cuore ha per lui gratitudine.
Lei ricorda un baciozzo rabbioso scambiato in un bosco,
interrotto a un rumore di passi, e che ancora la brucia.
Stringe a sè il mazzo verde - raccolto sul sasso
di una grotta - di bel capevenere e volge al compagno
un'occhiata struggente. Lui fissa il groviglio
degli steli nericci tra il verde tremante
e ripensa alla voglia di un altro groviglio,
presentito nel grembo dell'abito chiaro,
che la donna gli ignora. Nemmeno la furia
non gli vale, perché la ragazza, che lo ama, riduce
ogni assalto in un bacio c gli prende le mani.

Ma stanotte, lasciatala, sa dove andrà:
tornerà a casa rotto di schiena e intontito,
ma assaporerà almeno nel corpo saziato
la dolcezza del sonno sul letto deserto.
Solamente, e quest'è la vendetta, s'immaginerà
che quel corpo di donna, che avrà come suo, sia,
senza pudori, in libidine, quello di lei.

Cesare Pavese

stelline voti: 23; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Arsenio

I turbini sollevano la polvere
sui tetti, a mulinelli, e sugli spiazzi
deserti, ove i cavalli incappucciati
annusano la terra, fermi innanzi
ai vetri luccicanti degli alberghi.
Sul corso, in faccia al mare, tu discendi
in questo giorno
or piovorno ora acceso, in cui par scatti
a sconvolgerne l'ore
uguali, strette in trama, un ritornello
di castagnette.
E' il segno d'un'altra orbita: tu seguilo.
Discendi all'orizzonte che sovrasta
una tromba di piombo, alta sui gorghi,
più d'essi vagabonda: salso nembo
vorticante, soffiato dal ribelle
elemento alle nubi; fa che il passo
su la ghiaia ti scricchioli e t'inciampi
il viluppo dell'alghe: quell'istante
è forse, molto atteso, che ti scampi
dal finire il tuo viaggio, anello d'una
catena, immoto andare, oh troppo noto
delirio, Arsenio, d'immobilità...
Ascolta tra i palmizi il getto tremulo
dei violini, spento quando rotola
il tuono con un fremer di lamiera
percossa; la tempesta è dolce quando
sgorga bianca la stella di Canicola
nel cielo azzurro e lunge par la sera
ch'è prossima: se il fulmine la incide
dirama come un albero prezioso
entro la luce che s'arrosa: e il timpano
degli tzigani è il rombo silenzioso
Discendi in mezzo al buio che precipita
e muta il mezzogiorno in una notte
di globi accesi, dondolanti a riva, -
e fuori, dove un'ombra sola tiene
mare e cielo, dai gozzi sparsi palpita
l'acetilene -
finché goccia trepido
il cielo, fuma il suolo che t'abbevera,
tutto d'accanto ti sciaborda, sbattono
le tende molli, un fruscio immenso rade
la terra, giù s'afflosciano stridendo
le lanterne di carta sulle strade.
Così sperso tra i vimini e le stuoie
grondanti, giunco tu che le radici
con sé trascina, viscide, non mai
svelte, tremi di vita e ti protendi
a un vuoto risonante di lamenti
soffocati, la tesa ti ringhiotte
dell'onda antica che ti volge; e ancora
tutto che ti riprende, strada portico
mura specchi ti figge in una sola
ghiacciata moltitudine di morti,
e se un gesto ti sfiora, una parola
ti cade accanto, quello è forse, Arsenio,
nell'ora che si scioglie, il cenno d'una
vita strozzata per te sorta, e il vento
la porta con la cenere degli astri.

Eugenio Montale

stelline voti: 14; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Il carnevale di Gerti


Se la ruota si impiglia nel groviglio
delle stesse filanti ed il cavallo
s'impenna tra la calca , se ti nevica
fra i capelli e le mani un lungo brivido
d'iridi trascorrenti o alzano i bambini
le flebili ocarine che salutano
il tuo viaggio e i lievi echi si sfaldano
giù dal ponte sul fiume
se si sfolla la strada e ti conduce
in un mondo soffiato entro una tremula
bolla d'aria e di luce dove il sole
saluta la tua grazia-hai ritrovato
forse la strada che tentò un istante
il piombo fuso a mezzanotte quando
finì l'anno tranquillo senza spari.

Ed ora vuoi sostare dove un filtro
fa spogli i suoni
e ne deriva i sorridenti ed acri
fumi che ti compongono il domani;
ora chiedi il paese dove gli onagri
mordano quadri di zucchero dalle tue mani
e i tozzi alberi spuntino germogli
miracolosi al becco dei pavoni.

(Oh , il tuo carnevale sarà più triste
stanotte anche del mio , chiusa fra i doni
tu per gli assenti:carri dalle tinte
di rosolio , fantocci ed archibugi,
palle di gomma , arnesi da cucina
lillipuziani:l'urna li segnava
a ognuno dei lontani amici l'ora
che il gennaio si schiuse e nel silenzio
si compì il sortilegio.E' carnevale
o il dicembre s'indugia ancora?Penso
che se muovi la lancetta al piccolo
orologio che rechi al polso , tutto
arretrerà dentro un disfatto prisma
babelico di forme e di colori...)

E il natale verrà e il giorno dell'anno
che sfolla le caserme e ti riporta
gli amici spersi e questo carnevale
pur esso tornerà che ora ci sfugge
tra i muri che si fendono già.Chiedi
tu di fermare il tempo sul paese
che attorno si dilata?Le grandi ali
screziate ti sfiorano , le logge
sospingono all'aperto esili bambole
bionde , vive , le pale dei mulini
rotano fisse sulle pozze garrule.
Chiedi di trattenere le campane
d'argento sopra il borgo e il suono rauco
delle colombe?Chiedi tu i mattini
trepidi delle tue prode lontane?

Come tutto si fa strano e difficile
come tutto è impossibile , tu dici.
La tua vita è quaggiù dove rimbombano
le ruote dei carriaggi senza posa
e nulla torna se non forse
in questi disguidi del possibile.
Ritorna là fra i morti balocchi
ove è negato pur morire;e col tempo che ti batte
al polso e all'esistenza ti ridona,
tra le mura pesanti che non s'aprono
al gorgo degli umani affaticato,
torna alla via dove con te intristisco
quella che mi additò un piombo raggelato
alle mie , alle tue sere:
torna alle primavere che non fioriscono.

Eugenio Montale

stelline voti: 9; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Frammenti


Talvolta quando al tramonto
passeggio stanco pel Corso
(ch'e' vuoto), uno che incontro dice, forte,
il mio nome e fa: "buona sera!"

Allora d'un tratto, li sul Corso ch'e' vuoto,
m'imbatto stupito alle cose d'ieri
e sono pur io una cosa col nome.

Quando ti stringo la mano e tu ripigli
sicuro
il discorso di ieri,
non so qual riverbero giallo di ambigua
impostura
colori di dentro l'atto di me che t'ascolto.
Fingo d'essere con te e non ho cuore a dirti
d'un tratto: "Non so chi tu sia!" Amico, in verita',
non so chi tu sia.
E come tu vuoi ch'io rinsaldi l'oggi all'ieri
labbra d'abisso,
ferita divaricata dell'infinito?

Mi fermi per via chiamandomi a nome,
col mio nome di ieri.
Ora cos'è questo spettro che torna
(l'ieri nell'oggi)
e questa immobile tomba del nome?

Tepido letto del nome, sicura casa dell'ieri!
Soffice lana dei sofferti dolori,
sosta ombrosa delle gioie lontane.
Nave sul mare.
Zattera di naufraghi.
Ma l'oggi e', via, come una cateratta aperta.
Nubi cangianti nell'abissale cavo del cielo.

Non v'e' altro eterno che l'attimo.

Pietosamente mascheri alla mia
disperazione la tua felicita'.

Sei chiuso nella tua gioia com'io
nel mio dolore.

Dallo scoppio della mia gioia,
come una ferita, il tuo soffrire.
Compiuto il mio desiderio, con stupefazione,
ecco il tuo pianto.

Ma ciascuno si dibatta nel suo oggi,
carcerato nella cella.

Giovanni Boine

stelline voti: 14; popolarità: 3; 0 commenti

categoria: Poesie

Semplicita'


L'uomo solo - che è stato in prigione -
ritorna in prigione ogni volta che morde
in un pezzo di pane.
In prigione sognava le lepri che fuggono
sul terriccio invernale. Nella nebbia d'inverno
l'uomo vive tra muri di strade, bevendo
acqua fredda e mordendo in un pezzo di pane.

Uno crede che dopo rinasca la vita,
che il respiro si calmi, che ritorni l'inverno
con l'odore del vino nella calda osteria,
e il buon fuoco, la stalla, e le cene. Uno crede,
fin che è dentro uno crede. Si esce fuori una sera,
e le lepri le han prese e le mangiano al caldo
gli altri, allegri. Bisogna guardarli dai vetri.

L'uomo solo osa entrare per bere un bicchiere
quando proprio si gela, e contempla il suo vino:
il colore fumoso, il sapore pesante.
Morde il pezzo di pane, che sapeva di lepre
in prigione, ma adesso non sa più di pane
ne' di nulla. E anche il vino non sa che di nebbia.

L'uomo solo ripensa a quei campi, contento
di saperli già arati. Nella sala deserta
sottovoce si prova a cantare. Rivede
lungo l'argine il ciuffo di rovi spogliati
che in agosto fu verde. Dà un fischio alla cagna.
E compare la lepre e non hanno più freddo.

Cesare Pavese - tratto da Lavorare stanca

stelline voti: 9; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

il mio io è come questo mare...irrequieto..vorrebbe spingersi oltre i limiti..oltre l'infinito..mi rifugio allora nell'antefatto del mio cuore..dove ci sei tu..mi assale così una tranquillità infinita.

sere

segnalata da sere venerdì 15 aprile 2005

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Dal giorno alla notte.

Quell’attimo la mattina per vedere il tuo giorno, l’irripetibile insieme al consueto, e vedere chi ce’, come e quando, per capire il solito giorno, un altro; l’uomo scopre, ciò che il giorno conserva, adesso piangi, oppure fino a qui si ride. E poi la calura del pomeriggio, dove il tempo sembra fermarsi, per la sera che arriva improvvisa. La sera e’ la tenerezza che ha lasciato il giorno, la sera e’ qualcosa da decidere, mentre essa va, la sera e’ guardarsi intorno, per capire domani, e non vuoi immaginare ciò che hai deciso, la sera e’ il resto, mentre il resto continua. Ce’ sempre una festa in giro, di gente che gira, tra un saluto mancato e un incontro perfetto, di un uomo solo, in disparte, che ha capito con una frase, la sua, il perche della vita, e l’incertezza del domani. E’ difficile afferrare il domani, come non vuoi smuovere gli attimi della sera, quasi per non toccare il mistero; ma il mistero della vita non e’ oggi e domani, e’ uno solo, e si può capire soltanto alla sera della vita.

Antonio

segnalata da Antonio Paladini domenica 22 maggio 2011

stelline voti: 32; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Era sera

il rosso delle mie labbra si specchiava negli ultimi raggi di sole
come un tramonto di cuore
il mio cuore pazzo d'amore per te
tu che sei il mio sole
la mia luce
nel calore di questa notte senza stelle
perché la stella più bella
per me sei tu
lontano
ma vicino a lei
che ti stringe mentre pensi a me
come è triste vivere senza di te

Teobaldo Maccabeo - tratto da le mie poesie

segnalata da Teobaldo Maccabeo mercoledì 16 novembre 2011

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

bevenuta sera

benvenuta oh sera..
dea scura del cuore che piange..
amica di chiunque..
lieto o infelice,
quando sorridi è la luna che
con la sua luce
arriva sulla terra
e allieta i miseri.
Salve o notte,
muovi lo spirito
di ognuno di noi,
sulle acque del mare
accarezzate da voi,
non piangere anima bella.
L’alba arriverà di nuovo.
risplenderà agli occhi di tutti,
e le ombre fuggiranno inorridite.
Salve luce di stelle,
che rispendi da lontano,
gioia del mio cuore,
copri me con il tuo manto

daniela cesta

segnalata da Daniela cesta lunedì 6 febbraio 2012

stelline voti: 10; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Il cielo di sera

Il cielo della sera, il vento fresco d'estate è una carezza lieve e l' immagine di un sogno nascosto nel mio cuore che grida di uscire dalla sua prigione..e la sera con il suo sguardo che penetra nella vita che chiede di respirar profondo per dar sollievo alla mia esistenza. Nell'infinità del tramonto il sole va scomparendo dientro la collina e nella prenombra il pensier mio si appaga e il canto della cicala spegne le ultime sensazioni .

Marcello Civale - tratto da mie..

segnalata da Marcello Civale giovedì 12 luglio 2012

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categoria: poesie

riflessione della sera

a volte i migliori sentimenti
sono del tutto inaspettati.
la brezza che si raffredda
in una calda giornata estiva.
il formicolio lungo la schiena
quando sono toccati
dallo spirito di un'altra anima.
il sorriso inaspettato di qualcuno che
non aveva mai incontrato.
il suono delle gocce di pioggia
su un tetto di lamiera.
i messaggi di un amico che è lontano.
la realizzazione di un sogno.
riposo e sogno
queste cose ..
mentre dico buona notte
fino a quando gli uccelli
cominciano a cinguettare
al sole del mattino.
mia anima io sono con voi
nel caldo abbraccio
della vostra notte.

daniela cesta

segnalata da Daniela cesta martedì 28 agosto 2012

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

SERA D'ESTATE

la sera d'estate è così straordinaria!
il firmamento stellare brilla come
piccoli diamanti puri,

e la luce fluttua nell'universo intero
con bagliori silenziosi
tra costellazioni, nebulose
galassie scintillanti,
comete di ghiaccio che sfrecciano veloci,

nel vuoto dove tutte le cose galleggiano
dove noi piccoli spiriti umani
viviamo.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta mercoledì 17 luglio 2013

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

nel silenzio della sera

quando scende la sera
il silenzio avvolge le anime
nelle sensazioni che prendono ogni spirito
sconvolge mente e cuore
nell'immensità del vuoto e del buio
io sono qua con tutto il mio essere
la mia essenza viene trasportata dalle stelle
in un turbinoso e melodioso viaggio
dagli occhi della mente
fino all'estremità di ogni confine invisibile
e inesistente, oltre la facoltà dell'intelligenza
nel regno delle anime, nella potente
intelligenza dell'anima
che l'involucro corpo nasconde.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta giovedì 15 agosto 2013

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categoria: Poesie

quando arriva la sera

quando arriva la sera
tutto è così silenzioso e tranquillo

con la pioggia d'autunno
che ticchetta sui vetri

e il vento smuove le foglie morte
le fa volare in aria,

carezzandole per l'ultima volta,
io sento i miei piedi gelati

e io mi raggomitolo sue me stessa
accanto al fuoco,

rosicchiando una castagna arrostita
mentre il crepitio del fuoco è sicuro e riposante

oh respiro dell'anima mia!
oh spirito ribelle che si riposa,

nella quiete della sera che copre ogni cosa,
la luna è nascosta, al di la delle nuvole

io immagino la sua lucentezza,
scintilla silenziosa alzando le maree

con potenza!

daniela cesta

segnalata da daniela cesta giovedì 24 ottobre 2013

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

SERA

quando viene la sera, l'anima si stringe
intorno al cuore, cercando riparo e difesa,
i pensieri si sovrappongono nella mente,

nel buio di questa bizzarra primavera
nel dolore del mondo, nell'estasi delle stelle
nel sussurro delle galassie

nel nostro cuore che palpita,
nello spirito pieno di sensazioni
negli occhi brillanti, di sguardi pieni di amore,

nell'intimità del pensiero tenero e intimo
insieme, come il sangue e vene
no possono dividere mai,

daniela cesta

segnalata da daniela cesta lunedì 24 marzo 2014

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

QUANDO ARRIVA LA SERA

quando arriva la sera
l'oscurità avvolge la tua pelle
senti carezze lievi e brezze nascoste

lo spirito quieto osserva la luna
velata nel suo splendore notturno
bacia il mare con tocco lieve,

sospiri di amore profondi e delicati
la luce esce dal cuore e scintilla di passione
ebbrezza, magia, mistero, del tempo.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta martedì 15 aprile 2014

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

la sera

sbuffa il vento di primavera
spingendo qualche nuvola di pioggia,
ma la sera è qua, tacita and silente

le ombre abbracciano gli alberi verdi
con le belle fronde rigogliose
cespugli, erbe, fiori con la corolla piegati

tutti dormono nella tranquillità del buio
ogni insetto, ogni farfalla, anche i grilli,
solo il vento leggero, sbuffa,

mentre il mio cuore palpita di amore
ma nessuno può consolare me
l'amore prende gli spiriti nella notte

il buio inghiotte ogni cosa
solo i sogni restano liberi
fino al mattino.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta mercoledì 14 maggio 2014

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categoria: Poesie

melodia della sera

la brezza della sera è potente
carezza la pelle abbraccia il cuore,

così melodiosa, armoniosa,
proporzionata, ordinata, equilibrata,

nella quiete dello spirito
dopo i sussurri, degli uccelli crepuscolari

l'intimità è dentro di noi,
nel nostro sguardo sognante,

nelle limpide acque sorgive,
nel dolce sogno delle farfalle,

nel respiro sulle nostre labbra,
è il nostro tempo, nel vivo dell'amore.(

daniela cesta

segnalata da daniela cesta giovedì 22 maggio 2014

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

QUANDO ARRIVA LA SERA

Quando arriva la sera
tutto è così silenzioso e tranquillo

con la pioggia d'autunno
che ticchetta sui vetri

e il vento smuove le foglie morte
le fa volare in aria,

carezzandole per l'ultima volta,
io sento i miei piedi gelati

e mi raggomitolo su me stessa
accanto al fuoco,

rosicchiando una castagna arrostita
mentre il crepitio del fuoco è sicuro e riposante

oh respiro dell'anima mia!
oh spirito ribelle che si riposa,

nella quiete della sera che copre ogni cosa,
la luna è nascosta, al di la delle nuvole

io immagino la sua lucentezza,
scintilla silenziosa alzando le maree

con potenza!

daniela cesta

segnalata da daniela cesta venerdì 26 settembre 2014


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