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categoria: Poesie

Le notti dentro

Alle porte del mare
bussa il canto della malinconia,
e' questo il silenzio
nel quale ti invito a entrare.
Vele logore di attesa,
alla deriva nei secoli,
disperiamo porti immaginari,
dispensando memorie senza passato.
E le notti dentro intanto
urlano,
imprecano,
ci leccano
ci spogliano
ci uccidono,
ci salvano
come fari ritti nelle tenebre,
cattedrali sudicie di vanita' .
Con promesse,
con menzogne ,
con carezze
con partenze e ritorni,
con perfide verita',
con lastre di mero sole
conficcate nel cuore.
La citta' e' sepolta dai suoi stessi affanni
le luci lontane si perdono nella nebbia,
spasmi oramai divorati
dall' implacabile assenza.
La solitudine non prova pieta'
per queste mani che pregano,
che implorano il cielo di far piovere
un briciolo di pace.
Cosi' quel dio che non vuole tornare,
quel dio che non ricorda chi ha costruito il suo altare,
bivacca nei ricordi in compagnia della morte, baratta la croce con un pugno di sale e le scritte sui muri d' improvviso, non fanno piu' nessun rumore, le notti dentro l' anima, come per magia, non possono piu' farci del male.

Michele Gentile

segnalata da Sara giovedì 4 luglio 2019

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categoria: Poesie

Sei nella psiche

Sei nella psiche,
quando torno indietro nel tempo.
Sei nella psiche,
quando vorrei rimuovere tutto
quel che mi hai fatto nel male,
poiché il bene, per te,
 era soltanto una mela proibita.
Sei nella psiche,
quando vorrei giocare ancora
 a far la carnefice
vittima del tuo male,
per riprendermi ciò ch’era mio:
il cuore in attesa delle tue lodi.
Sei nella psiche,
quando penso che tal mio gioco
sia finito troppo presto
 e che avrei giocato meglio,
se non avessi avuto
 il mio sposo da amare.
 Sei nella psiche,
quando credo che non potrò mai
dimenticare le tue mani
che solcano il mio corpo
 nudo e immaturo,
e quando ho la certezza che
 tuoi occhi non hanno avuto pietà
 dei miei lacrimanti d’innato dolor.
Sei nella psiche,
 quando penso che avrei potuto
amarti,
 vivendo insieme nell’Inferno,
 ma tu conosci solo il Paradiso
 derubato e comprato.
Sei nella psiche,
 quando credo che non sconterai mai
le tue pene,
perché sei bravo a scappare
 creando le tue scorciatoie d’ipocrisia.
Sei nella psiche,
quando credo che potrei
far parte della tua vita,
per proteggerti dal tuo supplizio
 che grava da sempre sulle tue spalle,
l’ugual supplizio nascosto
 nel tuo nome.
Sei nella psiche,
quando vorrei starti vicino
 per lenire le tue sofferenze,
solamente per alleggerire
 la mia empatia.
 Sei nella psiche,
quando il tempo sosta
 sotto quelle gocce
profumate di passione
e quando avrei voluto che
questo tempo fosse stato
l’Infinito noviziato
dal nostro amore mai nato.

Cassandra - tratto da La mia follia tra Tenebra e Luce

segnalata da Cassandra venerdì 11 ottobre 2019

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categoria: Poesie

Se tu mi dimentichi

Voglio che sappia
una cosa.

Tu sai com'è questo:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l'impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste,
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m'attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d'amarti a poco a poco.
Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
ché già ti avrò dimenticata.

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi alla riva
del cuore in cui affondo le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell'ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne n‚ si oblia,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finché tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscir dalle mie.

Pablo Neruda

segnalata da Marco giovedì 9 ottobre 2003


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