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categoria: Poesie

San Martino

La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
va per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vini
l'anime a rallegrar.
Gira sù ceppi accesi
lo spiedo scoppietando:
sta il cacciator fischiando
sull'uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Giosuè Carducci

stelline voti: 30; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Crepuscolo

l'ora che volge al crepuscolo ci sorprese tra le foglie d'ortica,era triste il maestrale che i volti ci sfiorava senza indugio,era tragica l'attesa del
dì a venire,mi prendesti per mano e fin sulla battigia mi portasti senza favellar ma commossa da quel contesto che tanto amammo....nell'avanzar di
quella notte fredda ci riparammo con cortecce, sterpi e il fuoco del nostro amor perir non ci fece.

Esteban Sotomayor

segnalata da gnu martedì 21 dicembre 2010

stelline voti: 22; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Primule

Nel cuore
Sospinto
Dal freddo
Maestrale
Solo un piccolo
Opaco cristallo
Incapace di riflettere
I tiepidi dardi
Di questa
Debole luce
D’argento e primule.

michela - tratto da restyling di una vecchia poesia per concorso

segnalata da michela giovedì 10 luglio 2008

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

La mia Venere

9/5/09 La mia Venere

“ Vedo le ciglia, il cipresso, laggiù a fondo nel mezzo della vallata, la siepe e il mio vero amplesso! Urla strilla il mare, canta già la cicala e al nord il maestrale...
Soffiamo dentro l'uno alla bocca dell'altro e ci agitiamo come una nave pirata, nel mare incontro gli scogli in burrasca.
Il capitano Achab... e la chimera Moby Dick e nel frangiflutti del nostro animale istinto..di pescecane marea salmastra.
Sudore, umore... amore...uomo.. donna … natura non velo d'alcuna opposta semantica dicotomia cultura... solo questo nella lampada che guarda col pagliaccio pupazzo noi nella stanza...archetipo del bambino innocenza nella taverna ubriaca dei nostri umori.
Di che e' fatta, la cieca istintiva natura istinto natural dell'uomo di riproduzione
Divinità arcaica a cui non c'è' una spiegazione.
Della prima mia volta congiunto alla femmina sua essenza questo e' il memento: Nel morire e vivere, nell'amore e odio di Catullo o Virgilio, Freud Jung o Platone.....siamo uomini tutti colpevoli d'amare peccato”.

Carlo Tracco

segnalata da Carlo Tracco sabato 13 maggio 2017

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

io volerò

voglio volare sulle ali
di un gabbiano
solcare cieli blu,
baciare il filo del mare,
perdermi nel turbinio
del maestrale,
seguire le nuvole grigie,
scendere in picchiata,
rotolare tra le onde,
per poi risalire
verso il sole che illumina
i miei occhi,
io volerò..
perchè io sono
uno spirito libero.
e io sono fiera di questo!

daniela cesta

segnalata da dany9999 lunedì 20 febbraio 2012

stelline voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

amore ancestrale

indugiar silenzi
per dissipare angosce
e ancor nn azzardar parole
che per timor del perdersi...
addolorati occhi negli occhi
quel reverenziale timore umano
al cospetto di tal sentimento occulto
che orecchio terreno nn osa udire ciò
che il cor potrebbe sentire
che occultasi l'amor alle menti ottenebrate
di color che si nascosero fra ali fugaci di fate
e tosto t'abbandonai pensier mio eterno
che questo piccolo cuor si rifuggiò per scherno
ed ancor più sollecito sapevo il tuo sarebbe stato
che se possibile come nessun altro ha mai amato
talmete forte che al vento oppone resistenza
e supera oltre il limitar di oceani qualsiasi magneficenza
anima antica
amor mio ancestrale
che di vite passate chissà in quale chimera
ci arrendemmo a quel maestrale
se ora il fato benigno ci porse la mano
come cesto colmo di ciliege accogliemmo l'arcano
ha radici profonde questo amor che spesso ci confonde
inespugnabili son queste radici
ormai l'intreccio è indissolubile
e occhi dentro occhi ci obbligò ad essere felici.

deneb

segnalata da deneb lunedì 19 gennaio 2009

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

QUI LUCE NON AVVIENE

Che bugiardo il silenzio
quando s’aggrappa
alla soglia dell’errore
e inghiotte il suono-

Qui luce non avviene
sono figlia d’un tempo approssimato
dove l’ora si scaglia in empietà-

ed io non sono.

I giorni sono anime arrese
piccoli scheletri ignoranti-
che non sanno dire domani
e se ne vanno insulsi e disadorni
macchiati di tacere e di sgomenti.

Ecco- ne spengo l’eco
mi fisso al non ritorno
inghiotto il sasso- e manco alla mia voce.

Ma è vita questa linea mediocre
inizio o fine-
è forse l’estro divino
che rapina l’occhio
e dispone l’effimero
in assetto regale
per rendermi imprudente all’evento?

Non so dire.

Ho solo due grammi di vita
appesi al collo
tele di ragno e vermi nel pensiero-
questo è cielo presunto- lo rinnego
luce ipotizzata- non conclusa.

Non ho che sogni
imbanditi dal maestrale
il sole l’hanno giustiziato
al frontespizio del tacere
ombra compiacente
dell’ultima omertà.

Anite

segnalata da Anite martedì 28 ottobre 2008

stelline voti: 16; popolarità: 0; 1 commenti

categoria: Poesie

SULLE ALI DELL'AQUILONE

E' dedicata a un bambino autistico che amo tanto ... il suo mondo è colorato come un aquilone...Qualche informazione sull'Autismo:

L'autismo è considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturbo che interessa la funzione cerebrale; la persona affetta da tale patologia mostra una marcata diminuzione dell'integrazione sociale e della comunicazione.Si manifesta verso il dodicesimo -quattordicesimo mese dalla sua nascita. Attualmente risultano ancora sconosciute le cause di tale manifestazione.Più precisamente, data la varietà di sintomatologie e la complessità nel fornirne una definizione clinica coerente ed unitaria, è recentemente invalso l'uso di parlare, più correttamente, di Disturbi dello spettro autistico

Nel brano mi medesimo nello stato d'animo di un bambino autistico e il suo modo di vedere le cose .. in un mondo tutto suo.. dove per lui i diversi siamo noi ...

Guardo l'aquilone dei miei sogni
che mi conduce senza esitazioni;
in nuovi mondi
Avverto in me una grandissima fantasia
dove un esile ma robusto filo
mi porta via...
Raccontano che non sono normale,
che sono diverso,
ma comprendo tutto lo stesso...
Non posso parlare
né cantare
ma sorrido, sorrido ugualmente
a tutta la gente ....
Mi stupisco veder lanciare al vento
l’aquilone che riflette i raggi del sole.
Vorrei ..
andare più in alto
e scorgere paesaggi sublimi
mentre tu mi dirigi..
Vorrei correre veloce
ed ammirare il mondo oltre la collina,
al di là delle montagne fino al mare
dove il cielo dona voce solo al mio respiro
in preda al delirio..
Nuvola che sei oltre l’orizzonte
rendi il mio volo più leggero
.. dammi una mano
e portami lontano ..
dove i giorni che scorrono non hanno senso
perché tutto quello che ho
è un aquilone
che mi porti in sella
su di un magico maestrale
dove imparerò a volare....

....

GIULIA GABBIA

segnalata da GIULIA GABBIA giovedì 20 gennaio 2011


 


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