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categoria: Poesie

Semplicita'


L'uomo solo - che è stato in prigione -
ritorna in prigione ogni volta che morde
in un pezzo di pane.
In prigione sognava le lepri che fuggono
sul terriccio invernale. Nella nebbia d'inverno
l'uomo vive tra muri di strade, bevendo
acqua fredda e mordendo in un pezzo di pane.

Uno crede che dopo rinasca la vita,
che il respiro si calmi, che ritorni l'inverno
con l'odore del vino nella calda osteria,
e il buon fuoco, la stalla, e le cene. Uno crede,
fin che è dentro uno crede. Si esce fuori una sera,
e le lepri le han prese e le mangiano al caldo
gli altri, allegri. Bisogna guardarli dai vetri.

L'uomo solo osa entrare per bere un bicchiere
quando proprio si gela, e contempla il suo vino:
il colore fumoso, il sapore pesante.
Morde il pezzo di pane, che sapeva di lepre
in prigione, ma adesso non sa più di pane
ne' di nulla. E anche il vino non sa che di nebbia.

L'uomo solo ripensa a quei campi, contento
di saperli già arati. Nella sala deserta
sottovoce si prova a cantare. Rivede
lungo l'argine il ciuffo di rovi spogliati
che in agosto fu verde. Dà un fischio alla cagna.
E compare la lepre e non hanno più freddo.

Cesare Pavese - tratto da Lavorare stanca

stelline voti: 44; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

San Martino

La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
va per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vini
l'anime a rallegrar.
Gira sù ceppi accesi
lo spiedo scoppietando:
sta il cacciator fischiando
sull'uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Giosuè Carducci

stelline voti: 8; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Traversando la Maremma Toscana

Dolce paese, onde portai conforme

L'abito fiero e lo sdegnoso canto

E il petto ov'odio e amor mai non s'addorme,

pur ti riveggo e il cuor mi balza tanto.

(...)

Pace dicono al cuor le tue colline

Con le nebbie sfumanti e il verde piano

Ridente ne le pioggie mattutine.

Giosuè Carducci

stelline voti: 23; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Sospiri azzurri di speranze bianche



Sospiri azzurri di speranze bianche
mi vengon nella mente, e tornan fuori,
seggonsi a pie' dell'uscio con dolori,
perché dentro non son deschetti o panche.

Cosi le mosche, quando sono stanche,
nelle selve de i Barbari o de' Mori,
seguitate da fieri cacciatori,
nelle gran nebbie par lor esser franche.

Quei nugoli che dormon co i pie' mezzi,
fanno al liuto mio si lunga guerra,
che corda non vi sta che non si spezzi.

Tanto fe' Diomede in Inghilterra,
ch'arebbe fatto di lui cento pezzi,
se non che un nibbio lo levo' di terra.

Dice Cato, e non erra,
se una pecchia cacasse quanto un bue,
rinvilierebbe il mele a due a due

Il Burchiello (Domenico Di Giovanni)

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categoria: Poesie

Lamento per il sud


La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve...
Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
nell'aria dei verdi altipiani
per le terre e i fiumi della Lombardia.
Ma l'uomo grida dovunque la sorte d'una patria.
Più nessuno mi porterà nel Sud.
Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
in riva alle paludi di malaria,
è stanco di solitudine, stanco di catene,
è stanco nella sua bocca
delle bestemmie di tutte le razze
che hanno urlato morte con l'eco dei suoi pozzi,
che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
mangiano fiori d'acacia lungo le piste
nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
Più nessuno mi porterà nel Sud.
E questa sera carica d'inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori,
un lamento d'amore senza amore.

Salvatore Quasimodo

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categoria: Poesie

Lettera alla madre


"Mater dolcissima, ora scendono le nebbie,
il Naviglio urta confusamente sulle dighe,
gli alberi si gonfiano d'acqua, bruciano di neve;
non sono triste nel Nord: non sono
in pace con me, ma non aspetto
perdono da nessuno, molti mi devono lacrime
da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi
come tutte le madri dei poeti, povera
e giusta nella misura d'amore
per i figli lontani. Oggi sono io
che ti scrivo." - Finalmente, dirai, due parole
di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore
lo uccideranno un giorno in qualche luogo. -
"Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo
di treni lenti che portavano mandorle e arance,
alla foce dell'Imera, il fiume pieno di gazze,
di sale, d'eucalyptus. Ma ora ti ringrazio,
questo voglio, dell'ironia che hai messo
sul mio labbro, mite come la tua.
Quel sorriso m'ha salvato da pianti e da dolori.
E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
per tutti quelli che come te aspettano,
e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
non toccare l'orologio in cucina che batte sopra il muro
tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dolcissima mater."

>

Salvatore Quasimodo

stelline voti: 13; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

All’Automobile da corsa

Veemente dio d’una razza d’acciaio,
Automobile ebbra di spazio,
che scalpiti e fremi d’angoscia
rodendo il morso con striduli denti
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma
e d’olî minerali,
avido d’orizzonti, di prede siderali
Io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il mondo!
Allento finalmente
le tue metalliche redini,
e tu con voluttà ti slanci
nell’Infinito liberatore!
All’abbaiare della tua grande voce
ecco il sol che tramonta inseguirti veloce
accelerando il suo sanguinolento
palpito, all’orizzonte
Guarda, come galoppa, in fondo ai boschi, laggiù!
Che importa, mio dèmone bello?
Io sono in tua balìa! Prendimi! Prendimi!
Sulla terra assordata, benché tutta vibri
d’echi loquaci;
sotto il cielo accecato, benché folto di stelle,
io vado esasperando la mia febbre
ed il mio desiderio,
scudisciandoli a gran colpi di spada.
E a quando a quando alzo il capo
per sentirmi sul collo
in soffice stretta le braccia
folli del vento, vellutate e freschissime

Sono tue quelle braccia ammalianti e lontane
che mi attirano, e il vento
non è che il tuo alito d’abisso,
o Infinito senza fondo che con gioia m’assorbi!
Ah! ah! vedo a un tratto mulini
neri, dinoccolati,
che sembran correr su l’ali
di tela vertebrata
come su gambe prolisse

Ora le montagne già stanno per gettare
sulla mia fuga mantelli di sonnolenta frescura,
là, a quel sinistro svolto
Montagne! Mammut in mostruosa mandra,
che pesanti trottate, inarcando
le vostre immense groppe,
eccovi superate, eccovi avvolte
dalla grigia matassa delle nebbie!
E odo il vago echeggiante rumore
che sulle strade stampano
i favolosi stivali da sette leghe
dei vostri piedi colossali

O montagne dai freschi mantelli turchini!
O bei fiumi che respirate
beatamente al chiaro di luna!
O tenebrose pianure! Io vi sorpasso a galoppo!
Su questo mio mostro impazzito!
Stelle! mie stelle! l’udite
il precipitar dei suoi passi?
Udite voi la sua voce, cui la collera spacca
la sua voce scoppiante, che abbaia, che abbaia
e il tuonar de’ suoi ferrei polmoni
crrrrollanti a prrrrecipizio
interrrrrminabilmente?

Accetto la sfida, o mie stelle!
Più presto! Ancora più presto!
E senza posa, né riposo!
Molla i freni! Non puoi?
Schiàntali, dunque,
che il polso del motore centuplichi i suoi slanci!

Urrà! Non più contatti con questa terra immonda!
Io me ne stacco alfine, ed agilmente volo
sull’inebbriante fiume degli astri
che si gonfia in piena nel gran letto celeste!

Filippo Tommaso Marinetti

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categoria: Poesie

Nebbia

Ci siamo persi nella nebbia
creata dalle nostre paure.

Ci siamo presi per mano,
per un breve istante.

La nebbia era fitta
ed entrambi incespicavamo
nei nostri stessi passi.

Le nostre mani si sono perse
e, nella fatalità di quell’attimo,
non si sono più ritrovate.

antonella

segnalata da antonella sabato 18 gennaio 2003

stelline voti: 18; popolarità: 10; 0 commenti

categoria: Poesie

NELLA NEBBIA

Strano, vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
nessun albero vede l’altro,
ognuno è solo.
Pieno di amici mi era il mondo,
quando la mia vita era ancora luminosa
adesso, che la nebbia cala,
nessuno si vede più.
Veramente, non è saggio
chiunque non conosca il buio,
che piano ed inesorabilmente
da tutti lo separa.
Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessuno conosce l’altro,
ognuno è solo.

H. HESSE

segnalata da basilicom martedì 13 aprile 2004

stelline voti: 59; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

La valle e la nebbia

Il riverbero nella valle
un pallore tenue,
mi son distratto
a cagion del gatto.
La nebbia addormenta i cuculi
l'incontinenza del tacito manto
urla, agguaglia e tutto ammodella.
I rami son stecchiti e l’erba vizza,
e il passerotto si dissenta.

Leopoldo Pilla

segnalata da Lippincott martedì 31 maggio 2011

stelline voti: 12; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

La nebbia

Dalle cime scendi
sembri sola.
Ti guardo
osservo il tuo silenzio...
Mentre abbracci la montagna
Sembri sola.
Mentre scivoli
sui suoi fianchi
fino a valle...
Sembri sola.
Forse è solo nostalgia.

Alessio Calzino

segnalata da Alessio Calzino martedì 13 dicembre 2011

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

nebbia

la nebbia eterea e pallida,
avvolge i boschi quasi spogli,
dove sono? chi sono?
tutto sembra sospeso nel nulla,
a volte noi ci perdiamo nella nebbia,
sagome di fantasmi intorno a noi,
sperduti in un vaporoso biancore,
autunno malinconico e piangente,
le irte montagne piu non vedo,
boschi senza fiato che gridano,
giorno senza tramonto,
l'oscurità tra poco arriva,
circonderà noi in un
silenzioso abbraccio,
solo il crepitio di un fuoco
sfavilla accanto a noi.

daniela cesta

segnalata da Daniela cesta domenica 18 novembre 2012

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categoria: poesie

Come la nebbia

Ci racconteranno
come si raccontano
inverni
di piene e di risvegli,
di carezze in riva al fuoco.
Torneranno ad amarci
come si ama quel sole
che non si mostra.
Quando
come la nebbia,
sulle sponde del giorno
ci poseremo
e ci abbandoneremo
alla pietra in tumulto,
accarezzeranno la chioma
di parole mai nate.
Ogni istante sarà
già
istinto di memoria,
sulle spente labbra
di un tempo che non perdona.

Michele Gentile

segnalata da enrica mercoledì 3 dicembre 2014

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categoria: Poesie

Nebbia quando non ci sei

La nebbia avvolge nel suo fumo case,uomini e pensieri.
All' improvviso la luce che illuminava tutti gli esseri non c'è più.
Si dirada,si allontana ma,poco dopo ricopre tutto
il paesaggio con sinistri presagi.
Così sono le gioie d'amore:
fuggono e ritornano in un sol attimo!!
Il cuore è gonfio di felicità quando i miei occhi incontrano i tuoi,
le mani sfiorano la tua chioma bruna.
Il cuore soffre ed è gonfio di
dolore quando non ci sei!!
Vorrei,mio amore che il sole
riscaldasse sempre il tuo volto e illuminare i tuoi occhi!
Come la nebbia offusca la mente ed ottenebra i pensieri,
così le pene d'amore straziano il mio cuore.
Ma basta ascoltare la tua voce per diradare la nebbia,
per allontanare ogni sofferenza,placare la sete d'amore!!
Opera poetica "Nebbia quando non ci sei" di Simona Porcelli Published@copyright2014 Edizione Antologica -Verrà il mattino e avrà un tuo Verso Volume n.11- Casa Editrice Aletti -Roma- Reg.Trib.di Roma n.3/97 del gennaio 1997
Associato: USPI (Unione Stampa Periodica Italiana)

Simona Porcelli (Poetessa Abruzzese) - tratto da Verrà il mattino e avrà un tuo Verso 11° Ed.ALETTI

segnalata da Simona Porcelli (Poetessa Abruzzese) martedì 15 settembre 2015

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categoria: Poesie

Nebbia d'autunno

Avanza con passo leggero
un'impalpabile velo
sfiora ogni filo d'erba
bagna le foglie secche
ai piedi degli alberi quasi spogli
come l'andare flessuoso di una serpe
avvolge nelle sue spirali ogni cosa
e tutto appare sfuggente
poco certo
Ti ritrovi solo con i tuoi pensieri
a camminare in quel mare di vapore acqueo
riempito di domande senza risposte
al di là di questo muro di nebbia
non sai cosa ci sia veramente
ciò che è sempre stato
non si vede
non appare a darti sicurezza
ma avanzi ugualmente con passi incerti
ti lasci trasportare in questo sogno d'autunno
dove la vita non muore
ma si trasforma
e la nebbia si fa compagna
di una malinconia che ritrovi
in fondo al cuore.

Neris

segnalata da neris giovedì 19 ottobre 2017

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categoria: Poesie

NEBBIA

la nebbia copre ogni cosa
rende tutto sfocato e misterioso
senza contorni, rende il paesaggio grigio

incerto e cancellabile, riempie la solitudine
il tempo che piace, alle creature del bosco
gnomi, folletti e altre creature evanescenti

amano la nebbia, ghiaccia i rigagnoli di acqua
pallidezza, nel biancore irreale, nel lividore fiabesco,
chimerico, illusorio, ingannevole

nella nebbia siamo piu soli ma protetti
dal resto del mondo che sembra non esistere
forse nascosto sono osservata dal lupo

ma lui non fiata, rispetta la mia solitudine ed io la sua.

DANIELA CESTA

segnalata da daniela cesta mercoledì 29 gennaio 2020

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categoria: Poesie

energie cosmiche

la nebbia che assale la vista di comuni esseri,anime cadute che vagano alla ricerca inconscia di un'improbabile e sempre più lontana elevazione,sentimenti che nell'etere vagano al pari di energie cosmiche,il mio pensiero ti raggiunge, ovunque io mi trovi sei la forte sensazione che pervade il mio essere

Luca Renzo Marafioti - tratto da Psiche & Delìa

segnalata da Tom Berry mercoledì 22 dicembre 2010

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

La luce intensa dei tuoi occhi illumina i miei pensieri come una stella, ma l'ombra della notte si sporge da una collina sovrastante alla mia mente che scende come una nebbia fitta ed intensa, coprendo la vista come un lenzuolo bagnato da lascrime appena versate.
Fermerei il tempo per poter ascoltare la tua voce, cavalcherei l'arcobaleno per veder i tuoi occhi, ma il tempo è tiranno...l'arcobaleno è sfuggente come un lepre e l'ipossibilità di farti mia si solidifica come il ghiaccio.

Nico Gurr...

segnalata da nico giovedì 27 giugno 2002

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

L'AMORE

il vento mi stringe a starti vicino .. e sembra che tutto mi porti da te.. la pioggia mi aiuta a capire che amo soltanto te .. sembra che l'orologio sia fermo e che le ore non passino mai ... perchè se non ci sei io non riesco a vivere !!! sembra strano ma ti amo ! e la notte penso solo a te a te tra le stelle ti proteggo ...è un amore che non finirà mai .La luce mi dice che devo stare con te la nebbia e la foschia mi impediscono di vedere la via ma io penserò solo e sempre a te TI AMOOOO!!!!!!

ERIKA FRANZI - tratto da ERIKA FRANZI

segnalata da erika venerdì 13 maggio 2011

stelline voti: 10; popolarità: 2; 0 commenti

categoria: Poesie

Cammino al buio e la tua mano mi è vicina
vedo la nebbia con il sole del mattino
sento i tuoi passi proprio quando chiudo gli occhi
tu sei lontano ma io sento che mi tocchi.

massimo

segnalata da massimo giovedì 11 marzo 2004


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