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categoria: Poesie

Temporale

Un bubbolìo lontano...
Risseggia l'orizzonte,
come affocato, a mare;
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un'ala di gabbiano.

Giovanni Pascoli

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categoria: Poesie

Simili a melodie rapprese in mondo


Simili a melodie rapprese in mondo,
quand'erano sull'orlo di sfatarsi
nei superni silenzi, ardono pace
nel mezzogiorno torrido le ondate
ferme dei pini, sul brillio turchino
del mare che smira'cola d'argento.
E ancora dalle masse di smeraldo
divampa un concepirsi incandescenze;
ma un pensiero di su le incenerisce
in quella pausa d'essere ch'e' cielo:
azzurreggiar di tenebra, che intima
(dal massiccio dell'alpe all'orizzonte)
ai duri tronchi e'rgersi alati incensi
a un dio sonoro, addormentato, in forma
d'un paese celeste sulla terra.

Arturo Onofri - tratto da Simili a melodie rapprese in mondo

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categoria: Poesie

All’Automobile da corsa

Veemente dio d’una razza d’acciaio,
Automobile ebbra di spazio,
che scalpiti e fremi d’angoscia
rodendo il morso con striduli denti
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma
e d’olî minerali,
avido d’orizzonti, di prede siderali
Io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il mondo!
Allento finalmente
le tue metalliche redini,
e tu con voluttà ti slanci
nell’Infinito liberatore!
All’abbaiare della tua grande voce
ecco il sol che tramonta inseguirti veloce
accelerando il suo sanguinolento
palpito, all’orizzonte
Guarda, come galoppa, in fondo ai boschi, laggiù!
Che importa, mio dèmone bello?
Io sono in tua balìa! Prendimi! Prendimi!
Sulla terra assordata, benché tutta vibri
d’echi loquaci;
sotto il cielo accecato, benché folto di stelle,
io vado esasperando la mia febbre
ed il mio desiderio,
scudisciandoli a gran colpi di spada.
E a quando a quando alzo il capo
per sentirmi sul collo
in soffice stretta le braccia
folli del vento, vellutate e freschissime

Sono tue quelle braccia ammalianti e lontane
che mi attirano, e il vento
non è che il tuo alito d’abisso,
o Infinito senza fondo che con gioia m’assorbi!
Ah! ah! vedo a un tratto mulini
neri, dinoccolati,
che sembran correr su l’ali
di tela vertebrata
come su gambe prolisse

Ora le montagne già stanno per gettare
sulla mia fuga mantelli di sonnolenta frescura,
là, a quel sinistro svolto
Montagne! Mammut in mostruosa mandra,
che pesanti trottate, inarcando
le vostre immense groppe,
eccovi superate, eccovi avvolte
dalla grigia matassa delle nebbie!
E odo il vago echeggiante rumore
che sulle strade stampano
i favolosi stivali da sette leghe
dei vostri piedi colossali

O montagne dai freschi mantelli turchini!
O bei fiumi che respirate
beatamente al chiaro di luna!
O tenebrose pianure! Io vi sorpasso a galoppo!
Su questo mio mostro impazzito!
Stelle! mie stelle! l’udite
il precipitar dei suoi passi?
Udite voi la sua voce, cui la collera spacca
la sua voce scoppiante, che abbaia, che abbaia
e il tuonar de’ suoi ferrei polmoni
crrrrollanti a prrrrecipizio
interrrrrminabilmente?

Accetto la sfida, o mie stelle!
Più presto! Ancora più presto!
E senza posa, né riposo!
Molla i freni! Non puoi?
Schiàntali, dunque,
che il polso del motore centuplichi i suoi slanci!

Urrà! Non più contatti con questa terra immonda!
Io me ne stacco alfine, ed agilmente volo
sull’inebbriante fiume degli astri
che si gonfia in piena nel gran letto celeste!

Filippo Tommaso Marinetti

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categoria: Poesie

Ora che sei venuta


Ora che sei venuta,
che con passo di danza sei entrata
nella mia vita
quasi folata in una stanza chiusa -
a festeggiarti, bene tanto atteso,
le parole mi mancano e la voce
e tacerti vicino già mi basta.

Il pigolio cosi che assorda il bosco
al nascere dell'alba, ammutolisce
quando sull'orizzonte balza il sole.

Ma te la mia inquietudine cercava
quando ragazzo
nella notte d'estate mi facevo
alla finestra come soffocato:
che non sapevo, m'affannava il cuore.
E tutte tue sono le parole
che, come l'acqua all'orlo che trabocca,
alla bocca venivano da sole,
l'ore deserte, quando s'avanzavan
puerilmente le mie labbra d'uomo
da se', per desiderio di baciare...

Camillo Sbarbaro - tratto da Versi a Dina

stelline voti: 10; popolarità: 2; 0 commenti

categoria: Poesie

L'Infinito

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi

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categoria: Poesie

Arsenio

I turbini sollevano la polvere
sui tetti, a mulinelli, e sugli spiazzi
deserti, ove i cavalli incappucciati
annusano la terra, fermi innanzi
ai vetri luccicanti degli alberghi.
Sul corso, in faccia al mare, tu discendi
in questo giorno
or piovorno ora acceso, in cui par scatti
a sconvolgerne l'ore
uguali, strette in trama, un ritornello
di castagnette.
E' il segno d'un'altra orbita: tu seguilo.
Discendi all'orizzonte che sovrasta
una tromba di piombo, alta sui gorghi,
più d'essi vagabonda: salso nembo
vorticante, soffiato dal ribelle
elemento alle nubi; fa che il passo
su la ghiaia ti scricchioli e t'inciampi
il viluppo dell'alghe: quell'istante
è forse, molto atteso, che ti scampi
dal finire il tuo viaggio, anello d'una
catena, immoto andare, oh troppo noto
delirio, Arsenio, d'immobilità...
Ascolta tra i palmizi il getto tremulo
dei violini, spento quando rotola
il tuono con un fremer di lamiera
percossa; la tempesta è dolce quando
sgorga bianca la stella di Canicola
nel cielo azzurro e lunge par la sera
ch'è prossima: se il fulmine la incide
dirama come un albero prezioso
entro la luce che s'arrosa: e il timpano
degli tzigani è il rombo silenzioso
Discendi in mezzo al buio che precipita
e muta il mezzogiorno in una notte
di globi accesi, dondolanti a riva, -
e fuori, dove un'ombra sola tiene
mare e cielo, dai gozzi sparsi palpita
l'acetilene -
finché goccia trepido
il cielo, fuma il suolo che t'abbevera,
tutto d'accanto ti sciaborda, sbattono
le tende molli, un fruscio immenso rade
la terra, giù s'afflosciano stridendo
le lanterne di carta sulle strade.
Così sperso tra i vimini e le stuoie
grondanti, giunco tu che le radici
con sé trascina, viscide, non mai
svelte, tremi di vita e ti protendi
a un vuoto risonante di lamenti
soffocati, la tesa ti ringhiotte
dell'onda antica che ti volge; e ancora
tutto che ti riprende, strada portico
mura specchi ti figge in una sola
ghiacciata moltitudine di morti,
e se un gesto ti sfiora, una parola
ti cade accanto, quello è forse, Arsenio,
nell'ora che si scioglie, il cenno d'una
vita strozzata per te sorta, e il vento
la porta con la cenere degli astri.

Eugenio Montale

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categoria: Poesie

La sera fiesolana

Fresche le mie parole ne la sera
ti sien come il fruscìo che fan le foglie
del gelso ne la man di chi le coglie
silenzioso e ancor s'attarda a l'opra lenta
su l'alta scala che s'annera
contro il fusto che s'inargenta
con le sue rame spoglie
mentre la Luna è prossima a le soglie
cerule e par che innanzi a sè distenda un velo
ove il nostro sogno giace
e par che la campagna già si senta
da lei sommersa nel notturno gelo
e da lei beva la sperata pace
senza vederla.
Laudata sii pel tuo viso di perla,
o Sera, e pe'; tuoi grandi umidi occhi ove si tace
l'acqua del cielo!
Dolci le mie parole ne la sera
ti sien come la pioggia che bruiva
tepida e fuggitiva,
commiato lacrimoso de la primavera,
su i gelsi e su gli olmi e su le viti
e su i pinidai novelli rosei diti
che giocano con l'aura che si perde,
e su 'l grano che non è biondo ancora
e non è verde,
e su 'l fieno che già patì la falce
e trascolora,
e su gli olivi, su i fratelli olivi
che fan di santità pallidi i clivi
e sorridenti.
Laudata sii per le tue vesti aulenti,
o Sera, e pel cinto che ti cinge come il salce
il fien che odora!
Io ti dirò verso quali reami
d'amor ci chiami il fiume, le cui fonti
eterne a l'ombra de gli antichi rami
parlano nel mistero sacro dei monti;
e ti dirò per qual segreto
le colline su i limpidi orizzonti
s'incurvino come labbra che un divieto
chiuda, e perché la volontà di dire
le faccia belle
oltre ogni uman desire
e nel silenzio lor sempre novelle
consolatrici, sì che pare
che ogni sera l'anima le possa amare
d'amor più forte.
Laudata sii per la tua pura morte,
o Sera, e per l'attesa che in te fa palpitare
le prime stelle!

Gabriele D'Annunzio

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categoria: Poesie

orizzonti

quando io guardo l'orizzonte
sento l'anima che si riempie
di sensazioni profonde

cielo e terra sembrano toccarsi
in un abbraccio senza fine,
e l'orizzonte pare che guarda me,

oh cielo profondo!
oh linea di terra lontana!
vorrei avere le ali per volare

su ogni orizzonte,
che no esistere, perchè lui è un utopia,
un utopia di immenso amore

la terra nel suo splendido insieme
orizzonti lontani che risplendono
nei nostri occhi,

amo gli orizzonti, donano gioia e calore,
in loro c'è la bellezza dello spirito,
il nostro ideale nascosto,

la nostra speranza di vita,
in ogni orizzonte c'è
un cuore che pulsa

daniela cesta

segnalata da daniela cesta giovedì 10 gennaio 2013

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categoria: poesie

orizzonti di luce

orizzonti di luce
che aleggiano silenziosi e
donano gioia a chi li guarda,
l'anima sembra respirare l'ardore
di quella luce che sconvolge!
mentre il mare quieto sembra magico,
mille e mille piccole luci
brillano sulle piccole onde
sono come una dolce melodia
che riempie il cuore,
l'acqua e la luce parlano
parole straordinarie che confondono gli spiriti
angelico orizzonte di luce,
che rispecchia l'infinito.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta giovedì 1 agosto 2013

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categoria: Poesie

SCRUTO L'ORIZZONTE

scruto l'orizzonte invernale,
nell'estasi di un tempo ambiguo..
il cielo è chiuso, l'azzurro è lontano,

l'arcobaleno è nascosto sui sentieri del cielo,
il grigio regna dall'alto, freddo, muto, senza colore,
le stelle lontane nel firmamento, raffigurano, i sogni piu belli,

ma, il mio sguardo gode, dell'infinito orizzonte,
osservare le stagioni, e tutta la natura,
è il dono piu bello che Dio, poteva regalarci.

Daniela Cesta

segnalata da DANIELA CESTA lunedì 2 marzo 2015

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categoria: Poesie

il mare e l'orizzonte

che bello sognare di attraversare
le grandi acque blu, sopra il rotolare delle onde,
l'orizzonte dell'emisfero lontano,

nella brezza, di un tramonto sanguigno,
mentre io volo, tra il sogno e la realtà,
sospesa tra cielo e terra, nell'infinito attimo,

nel guizzo di una primavera, frizzante e sorprendente,
nel volo dei gabbiani sul mare, sopra le onde con audacia
nell'eco del travolgente mare, tra armonie marine misteriose,

il mare affoga i penieri cattivi, e fa uscire gioia e posività,
rilassa la mente, il cuore e lo spirito, sorride al cielo,
parla all'orizzonte nel momento del tramonto,

i miei pensieri sono forti come il mare! Nell'acqua c'è lo Spirito di Dio,
il mare abbraccia la terra, il nostro legame, con l'acqua è forte,
tutti amano il mare, così come amiamo Dio!

daniela cesta

segnalata da DANIELA CESTA sabato 2 maggio 2015

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categoria: Poesie

L'ORIZZONTE

quando guardo l'orizzonte la mia fantasia
vaga tra sogno e realta, la scintillante luce

tra il cielo e la terra, sublime apoteosi
del pensiero verso l'anima, che vorrebbe librarsi

leggera e candida verso il cielo,
oppure alzarsi sopra gli alberi, toccare le

cime di alti monti, sfiorare le acque impetuose
di torrenti che scorrono tra rocce lisce e pulite

fragorosamente armoniche, ogni brandello di territorio
è un piccolo mondo di esseri viventi,

l'orizzonte sembra sussurrare e sorridere
i nostri occhi scintillano, osservandolo

come un sogno di bambino, tra fate e gnomi
affascina, incanta, oltre quella luce infinita

c'è l'universo incomprensibile.

DANIELA CESTA

segnalata da DANIELA CESTA mercoledì 7 febbraio 2018

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categoria: Poesie

orizzonti di luce

orizzonti di luce che sfavillano
tra il cielo e la terra, donano gioia
l'anima respira l'ardore
di gocce lucenti che vibrano nell'aria,
come soavi melodie di un estate silenziosa
mentre cicale e grilli tra le alte erbe
con il loro frastuono accompagnano
le lunghe giornate calde e roventi.
nella natura esiste, tutto l'amore possibile
non sprecate il vostro tempo a piangere
ma entrate nella luce e godere del vostro tempo terreno.

DANIELA CESTA

segnalata da DANIELA CESTA mercoledì 8 agosto 2018

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categoria: Poesie

Dolore

Quando/il dolore arriva/non fa rumore/come il sole/che al crepuscolo/muore all'orizzonte/tingendo col rosso/del suo sangue/il mondo ingnaro

segnalata da Marino giovedì 23 aprile 2015

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categoria: Poesie

Dolce Mamma..

Dolce Mamma, Il tuo sorriso rigenera la vita; è il senso alla ragione. Nei tuoi occhi il mistero dell’amore ogni volta che mi guardi. I tuoi passi ...i tuoi passi cadenti sono rumori che si trasformano nei suoni più belli che vorrei sentire, sentire sempre nella mia vita , potessi ascoltarli per l'eternità e in essi fondermi. Silenzi tempestosi quando ti arrabbi , ma dopo arriva il sereno nella tua leggera discrezione, e percepisci i miei desideri , le mie sensazioni. Serenità immensa nel guardarti, come a scrutar l'orizzonte..l’orizzonte della felicità che conduce nel sentiero che mi porta all’epilogo della mia esistenza.

Marcello Civale - tratto da mie..

segnalata da Marcello Civale mercoledì 17 novembre 2010

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categoria: Poesie

cielo e mare

cielo e mare,uniti dove si perde lo sguardo.in un azzurro bacio.nelle notti di tempesta..inseguo l,orizzonte..tu cielo..io mare..

segnalata da maurizio mercoledì 14 luglio 2004

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categoria: Poesie

...e quando lui mi guardò,ora no,non ricordo se ero troppo sgomenta o troppo felice...e il mio cuore impazzì,ma no,non ricordo da quale orizzonte sfumasse la luce...ma che lo baciai,questo sì che lo ricordo...con il cuore ormai sulle labbra...ma che lo baciai,per dio,sì,lo ricordo...E IL MIO CUORE GLI RIMASE SULLE LABBRA...

sara reggio emilia

segnalata da sara reggio emilia lunedì 3 marzo 2003

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categoria: Poesie

Ho toccato per un attimo l'orizzonte e l'infinito diventa finito, nel momento in cui viene ricondotto a noi..mentre ci fondiamo in un unica ed indivisibile anima.mio dolce amante t'amo e prego ardentemente Morfeo che vegli sul mio lungo e silenzioso sonno affinchè il sogno che sto vivendo non svanisca mai..

segnalata da alessandra lunedì 13 settembre 2010

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categoria: Poesie

sinestesie,conflitti interiori e remore fugaci che si estendono da un ipotalamo che stupisce e scandalizza, ho forgiato la mia parziale inappetenza di cultura in una lega di piombo e vacuità, ma non riuscivo a dialogare con me stesso...tutto svanì col ricordo d'un cigno che si dileguava all'orizzonte

Frank Brewstel

segnalata da Palamo lunedì 7 febbraio 2011

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categoria: Poesie

Notte..

Spira lieve la brezza dellla notte, ondeggiano lievemente le foglie come una scena di un cinema muto. I ricordi si attardano a scomparire nel cuore e la rabbia del giorno scema all'apparire delle ombre. Veritiera è la notte che non genera inganni, notte che non concedi alibi al giorno. Si attenua il vento, la calma è intensa. Si attarda il pensier mio e mi sovvien la ragione che non lascia spazio all'immaginazione e scrutando l'orizzonte cerco quella luce che dia senso alle mie uniche e profonde emozioni .

Marcello Civale - tratto da mie..

segnalata da Marcello Civale martedì 7 giugno 2011


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