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categoria: Poesie

I vecchi

SONO UN ALBERO
Sono un albero antico
nato per caso nella verde vallata
di Frascinelle di Agropoli.
tra l’azzurro del mare
ed il verde delle colline.
Ho lottato contro tempeste
e parassiti ora sconfitti
dalla tecnologia degli
anticrittogamici.
Ho sopportato piogge,
uragani e tempeste,
aratri che lambivano le radici.
Ho mandato al frantoio
sacchi di olive fragranti,
dopo decenni rivalutate
nella Dieta Mediterranea
come olio extravergine di oliva
solo recentemente scoperta.
Fra poco arriveranno le ruspe
e mi spazzeranno via
lasciando il posto all’edilizia turistica.
Mesto, col capo chino,
quasi monumento centenario,
porgo piangendo lo sguardo
alle ruspe che si avvicinano minacciose.
Reciso, alimenterò signorili camini
di cascine lussuose riccamente arredate,
forti di rami di ferro, asfalti e cemento.
Anche se tutto questo a me non piace,
vi ricordo come simbolo della pace.
Catello Nastro

segnalata da Catello Nastro venerdì 16 gennaio 2015

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

incapace d'amare?

i miei occhi osservano nel buio della notte
sembrano godere di quell'intimità nascosta,
mentre il vento sibila tra le fessure,
la malinconia assale il mio animo,
mentre fruscia tra gli alberi, sembra spingere nel mio cuore,
quando ulula, ho perso ogni speranza.
Bisogna imparare ad amare, prima di pretendere
di essere amati, dobbiamo amare noi stessi,
la solitudine deve diventare la nostra migliore compagna,
come la luna, lei è meno sola di me, ha miliardi di stelle
che le fanno compagnia e angeli che volano liberi intorno
in una pace positiva.
Tu sei amore.. qualcuno mi aveva sussurrato, in un tramonto
perso nella notte dei tempi, io avevo creduto,
l'amore è tutto e niente nel primo ostacolo o tradimento,
può essere un grande sogno o può avere effetti devastanti,
può toglierti il fiato per l'emozione, ma può riempire i tuoi occhi di lacrime bollenti,
possiamo volare oltre l'immaginazione, possiamo sentirci padroni del mondo,
sembrerà di vivere in un giardino incantato, tra profumi e baci,
in uno splendido sorriso, con gli occhi che brillano,
l'amore rende splendenti, cuori intrecciati, voglia di toccarsi continuamente,
la felicità sembra non avere fine e non ti importa del resto del mondo..
perchè hai tutto attraverso la persona che hai accanto,
e con un fuoco che brucia dentro a entrambi...
il vento continua con il suo fruscio, soffio, ululato,
mio compagno della notte, rompe la mia solitudine,
vorrei conoscere il suo segreto, ma solo gli alberi conoscono
il mistero del vento, le sue parole e i suoi sussurri,
io so solo ascoltarlo, sento il suo alitare, percuote il mio spirito
spinge la mia mente in ricordi lontani..
mormora e sospira alla mia finestra che sono incapace ad amare

daniela cesta

segnalata da daniela cesta domenica 27 dicembre 2015

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Le notti dentro

Alle porte del mare
bussa il canto della malinconia,
e' questo il silenzio
nel quale ti invito a entrare.
Vele logore di attesa,
alla deriva nei secoli,
disperiamo porti immaginari,
dispensando memorie senza passato.
E le notti dentro intanto
urlano,
imprecano,
ci leccano
ci spogliano
ci uccidono,
ci salvano
come fari ritti nelle tenebre,
cattedrali sudicie di vanita' .
Con promesse,
con menzogne ,
con carezze
con partenze e ritorni,
con perfide verita',
con lastre di mero sole
conficcate nel cuore.
La citta' e' sepolta dai suoi stessi affanni
le luci lontane si perdono nella nebbia,
spasmi oramai divorati
dall' implacabile assenza.
La solitudine non prova pieta'
per queste mani che pregano,
che implorano il cielo di far piovere
un briciolo di pace.
Cosi' quel dio che non vuole tornare,
quel dio che non ricorda chi ha costruito il suo altare,
bivacca nei ricordi in compagnia della morte, baratta la croce con un pugno di sale e le scritte sui muri d' improvviso, non fanno piu' nessun rumore, le notti dentro l' anima, come per magia, non possono piu' farci del male.

Michele Gentile

segnalata da Sara giovedì 4 luglio 2019

stelline voti: 14; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Col tempo

Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il viso
Non ricordi la voce
Quando il cuore ormai tace
A che serve cercare
Ti lasci andare
E forse è meglio così

Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
L'altro che adoravi
Che cercavi nel buio
L'altro che indovinavi
In un batter di ciglia
Tra le farse e le righe
E il fondo tinta
Di promesse agghindate
Per uscire a ballare
Col tempo sai tutto scompare

Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
Ogni cosa appassisce
Io mi scopro a frugare
In vetrine di morte
Quando il sabato sera
La tenerezza rimane
Senza compagnia

Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
L'altro a cui tu credevi
Anche a un colpo di tosse
L'altro che ricoprivi
Di gioielli e di vento
Ed avresti impegnato
Anche l'anima al monte
A cui ti trascinavi
Alla pari di un cane
Col tempo sai tutto va bene

Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il fuoco
Non ricordi le voci
Della gente da poco
E il loro sussurrare
Non ritardare copriti
Col freddo che fa

Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
E ti senti il biancore
Di un cavallo sfiancato
In un letto straniero
Ti senti gelato
Solitario ma in fondo
In pace col mondo
E ti senti tradito
Dagli anni perduti
Allora tu col tempo sai
Non ami più.

L. Ferré - E. Medail

segnalata da FernyMax domenica 2 febbraio 2003

stelline voti: 6; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

la cantina della sora Rosa.

Ei passo'
per quella cantina
fredda e buia.
E stappo' tutte le bottiglie
che poteva,
finche' l'oblio dell'ubriacatura,
non lo cinse tra le braccia di
Dionisio,
a cantar di malinconia.
Poi si assise su quella sedia di vimini
polverosa,
e si addormiede.
Era la cantina della sora Rosa
che al mattino quando lo troviede
barcollante,
gli fece sputare a mazzate
tutte le bottiglie che ingollato
avea nella notte brava.
Lui era Anselmo,
picaro e scontento,
sempre m'briaco di nostalgia.
Quando la sua Pina era andata via,
d'amor inappagato
era impazzito.
Allora andava per locande
a vino e lacrime bagnate,
e quando i soldi evea terminati,
fece il pirata per affogare
nell'alcol forte d'annata,
la sua nostagica mente
malata.
Perche' l'amore uccide
quanto la spada,
e la morte e' una lenta sensazione,
di aria che manca,
finche' i polmoni affogano
d'inedia.
Anselmo lo trovorno
nella cambusera una mattina.
Aveva un fiasco in mano,
e sulla faccia una smorfia
malandrina.
Era come se dicesse: "ti ho fregato
brutta befana!
Ora non potrai farmi piu' nulla.
Ho raggiunto la pace,
quella eterna.
co' un fiasco de vin.
Ora a te tocca...."

Occam

occam

segnalata da occam lunedì 19 gennaio 2004

stelline voti: 12; popolarità: 4; 0 commenti

categoria: Poesie

CHIARE FRESCHE E DOLCI ACQUE

Chiare fresche e dolci acque
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo, ove piacque,
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse con l'angelico seno;
aere sacro sereno
ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.

S'egli è pur mio destino,
e 'l cielo in ciò s'adopra,
ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l'alma al proprio albergo ignuda;
la morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo,
ché lo spirito lasso
non poria mai più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l'ossa.

Tempo verrà ancor forse
ch'a l'usato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
e là 'v'ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disiosa e lieta,
cercandomi; ed o pietà!
già terra infra le pietre
vedendo, Amor l'inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m'impetre,
e faccia forza al cielo
asciugandosi gli occhi col bel velo.

Da' be' rami scendea,
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra 'l suo grembo;
ed ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l'amoroso nembo;
qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch'oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra e qual su l'onde,
qual con un vago errore
girando perea dir: "Qui regna Amore".

Quante volte diss'io
allor pien di spavento:
"Costei per fermo nacque in paradiso!".
Così carco d'oblio
il divin portamento
e 'l volto e le parole e'l dolce riso
m'aveano, e sì diviso
da l'imagine vera,
ch'i' dicea sospirando:
"Qui come venn'io o quando?"
credendo esser in ciel, non là dov'era.
Da indi in qua mi piace
quest'erba sì ch'altrove non ho pace.

PETRARCA

segnalata da basilicom martedì 13 aprile 2004

stelline voti: 18; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Io... ragazzo del '49, IV parte (Fiducia nel futuro)

(come l'Italia e la Germania
degli anni trenta e quaranta...)

La stessa alzata di scudi
per un ideale di supremazia

della fede e dello spirito
contro il materialismo

del denaro e dell'edonismo.
Vedo trasformarsi in forza

l'umiliazione della gente,
di giorno in giorno

costretta a un disagio
ai limiti della sopravvivenza...

E altro ancora, di terribile...
ma non si può impugnare

l'arma dell'odio sterile
e della ceca ribellione

là dove si dovrebbe armare
invece il dono e il dovere

dell'unità civile e della solerte,
reciproca collaborazione...

Io rifiutai il nazifascismo,
perchè ha portato al razzismo

e alla disperazione milioni
e milioni di persone...

Ora le menti più illuminate
del grande e saggio Oriente

hanno il dovere di riunirsi
a un tavolo della pace

per stabilire che l'uomo
si liberi per sempre

delle faide sanguinarie
che ancora si propagano,

per distruggere le famiglie
come le nazioni intere...

L'Oriente civile ha il dovere
di trarsi dalle sabbie mobili

dell'ostinata violenza,
che non ha più altro sbocco

se non che in sé stessa...
E noi figli, tutti, della terra

aspettiamo questa voce
di clemenza, finalmente,

dell'Islam moderato,
che al cospetto dell'umanità

proclami la sua fede
nell'amore, nella giustizia

e nella libertà delle persone,
per la salvezza della civiltà

e il bene di tutte le nazioni
di questo povero pianeta,

che si chiama ancora Terra...

Fine della quarta e ultima parte.

FernyMax - tratto da riflessioni d'ora & allora

segnalata da FernyMax martedì 13 giugno 2006

stelline voti: 14; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Io... ragazzo del '49, III parte (Minaccia da Oriente)

(così, semplicemente...
del pericolo scampato.)

Io forse l'ho scampato,
ma altri non saprei...

perché la storia è adusa
a ripetere i suoi errori.

Gli ebrei della Diaspora
sono tornati ai loro

biblici territori...
ma altresì provocando

il malessere dei popoli
ormai subentrati,

anche storicamente,
nella proprietà dei luoghi.

Gl'indigeni non sanno
dovere rinunciare

a esser nazione e stato
sovrano ed integrale...

Ecco per quale scopo
parecchi arabi son pronti

a sacrificare sé stessi,
in un nuovo supremo

olocausto di fede,
ma anche d'amore e morte

e distruzione totale...
contro quegli stessi,

ironia della sorte,
che pochi anni prima

l'avevano subito
come terribile infamia

di crudeltà della storia!
Ora il vento del deserto

ha lo spaventoso ruggito
del leone d'Oriente

redivivo, cui
s'aggregano le fiere

voci dell'Islam
fondamentalista

riunificato sotto
le bandiere della Jihad,

la guerra santa
del riscatto mistico

contro gli infedeli...
L'offesa va lavata

nel sangue del nemico...
e la maledizione di Caino

si perpetuerà nei secoli
senza redenzione, né pace...

Eppure io ci ritrovo
qualcosa di familiare...

Vedo il riscatto di un popolo
attraverso i valori guerrieri,

come l'Italia e la Germania
degli anni trenta e quaranta...

Fine della terza parte.

FernyMax - tratto da riflessioni d'ora & allora

segnalata da FernyMax martedì 13 giugno 2006

stelline voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore » lettere

Dai monti al mare

Il sole brilla e scalda da lassù
nel mezzo del cielo limpido,
azzurro,nitido,
ed io,seduto sul ciglio della strada,
accanto a me la moto,
osservo la bellezza e la pace dei prati sottostanti
che verdi ondeggiano distesi nella valle.
Che silenzio!
Finisco la birra e riparto.
I chilometri sono tanti perchè
lungo è questo serpente di asfalto
che scivola fra rocce bianche di marmo
e vecchie cave abbandonate.
Ma la meta è ancora lontana e
voglio raggiungerla lentamente
perchè la bellezza di trovarmi fra questi paesaggi
mi dà un senso di libertà meraviglioso!
La natura la sento sempre più vicina,
l'odore dei fiumi,delle piante,
del fumo dei vecchi camini,
delle stalle.
La strada si fa in discesa e qui nasce
un'altra emozione,
il Mare!
Io sono in alto su un monte
e lui è sotto di me,immenso,piatto,
d'argento con il sole che,ormai basso,
si riflette
dando vita ad uno splendido gioco di luci.
Mi fermo su un ciglio della strada,
spengo la moto e mi risiedo
contemplando lo spettacolo più bello
della vita di ogni uomo,
perchè credo che difronte a ciò
non si riesca mai ad abituarsi.
Per me ogni volta
sembra sempre la prima,
la più bella!
E' un'emozione che tanto tempo fa
ci siamo regalati
e vorrei rifarlo ancora e ancora!
E' un momento malinconico
perchè ora non sei qui abbracciata a me,
.......lo so,è a causa mia,della mia impazienza......
ma ci sarài un domani?
Rivivremo l'emozione di tanto tempo fa?
Finisco la birra e riparto
fra i paesaggi,i profumi
e il senso di libertà.....!

segnalata da Daniele martedì 29 maggio 2007

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore

Dai monti al mare

Il sole brilla e scalda da lassù
nel mezzo del cielo limpido,
azzurro,nitido,
ed io,seduto sul ciglio della strada,
accanto a me la moto,
osservo la bellezza e la pace dei prati sottostanti
che verdi ondeggiano distesi nella valle.
Che silenzio!
Finisco la birra e riparto.
i chilometri sono tanti perchè
lungo è questo serpente di asfalto
che scivola fra rocce bianche di marmo
e vecchie cave abbandonate.
Ma la meta è ancora lontana e
voglio raggiungerla lentamente
perchè la bellezza di trovarmi fra questi paesaggi
mi dà un senso di libertà meraviglioso!
La natura la sento sempre più vicina,
l'odore dei fiumi,delle piante,
del fumo dei vecchi camini,
delle stalle.
La strada si fa in discesa e qui nasce
un'altra emozione,
il Mare!
Sono in alto su un monte
e lui è sotto di me,immenso,piatto,
d'argento con il sole che,ormai basso,
si riflette
dando vita ad uno splendido gioco di luci.
Mi fermo su un ciglio della strada,
spengo la moto e mi risiedo
contemplando lo spettacolo più bello
della vita di ogni uomo,
perchè credo che difronte a ciò
non si riesca mai ad abituarsi.
Per me ogni volta
sembra sempre la prima,
la più bella!
E' un'emozione che tanto tempo fa
ci siamo regalati
e vorrei rifarlo ancora e ancora!
E' un momento mlinconico
Perchè ora non sei qui abbarcciata a me,
......Lo so,è a causa mia,della mia impazienza....
ma ci sarà un domani?
Rivivremo l'emozione di tanto tempo fa?
Finisco la birra e riparto
fra i paesaggi,i profumi
e il senso di libertà....!

memmedesimo - tratto da Senso di libertà

segnalata da Daniele venerdì 15 giugno 2007

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categoria: poesie

poesie l'ubriacone e lo scoiattolino

Poesia
L’ubriacone
Quell’aspro sapor dei tini
Girava nelle tavernette
Che già alle 7 era
Nelle gole puntuale ma impertinente.
Si giocava al rimbambimento
Di un vecchio stanco e tronchetto.
Non faceva che sbadigliare e sobbalzare
A quell’età è una fatica a dare ed arrivare.
Un bicchierino poco contento disse:
Su nonno smetti e alza il mento
Sai cosa ancora puoi fare,cosa fai lì a brontolare e a tintinnare?
Il nonno rispose:Son venuto a dimenticare, sono alcolizzato come il mare
Lasciami stare
Il Bicchierino:Non sprecar il tempo in un tozzo di pane e vino,
Corri dalla tua amata e lascia il bicchierino.
Il nonno:Hai ragione di lasciare stare,tanto qui che restavo a fare.
Meglio affrontare le occasioni della vita,perché
Lasciarle affogare ed è poi finita.
In quel trato il bicchierino contento
Torna nell’armadietto
Per 10 anni o chissà quanto tempo.
Era fiero di non aver fallito
Che di quanto aveva parlato ara più sfinito.

Poesia
Lo scoiattolino
Cercava un posticino
Al riparo lo scoiattolino.
Una pioggia lo tempestava
E la sua raccolta biancicava.
Era isolato e senza mangiare
Come raggiungere le sommità elevate?
Si accontentava ad abitare in un ramoscello
Ma si annoiava senza pace e senza ombrello.
I tuoni cominciavano a bombardare
E tra una foglia e un’altra il vento
Ondulava fino a far tremare.
Lo scoiattolino poveretto
Balzò dentro l’alberello
Tutto bagnato come il ranocchietto.
La stagione lo minacciava
Ma il tornare del sole ben presto lo comunicava.
Il mattino seguente si risvegliò la natura
Quasi come la rinascita di una nuova figura.
Lo scoiattolino balzò fuori contento
E saltellando disse Signore solo tu spalanchi il cuore
Più forte del tuono,della pioggia e del vento.

Marco poeta siracusano - tratto da dai suoi brani poetici

segnalata da Marco sabato 27 dicembre 2008

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Ragazza allo specchio

Ragazza allo specchio
dove ti porterà
il tuo interrogare infinito
il riflesso di te
divenuto ossessione?

Non sei più tu
la stessa.
Uno spettro
ti guarda e tace
dalla fredda lastra
di ghiaccio e argento,
come ghiaccio è
la tua mente, ferma
sulla fissità
di una fotografia:
tu, leggera sirena che nuota…
icona impressa negli occhi
col fuoco...
non sbiadisce,
né svanisce.

Non ti risponderà
il tuo corpo
che non ami,
che non vuoi.
Il riflesso lontano
ti guarda e ride,
non visto…
è vincente.

E tu, prigioniera
di fattezze che, cieca, allontani
prigioniera di un sogno
che non può darti pace,
fasullo e nemico,
fantasma vigile, sempre,
che anche l’anima
strappa in brandelli

hai chiuso le porte
a ogni ragione,
hai chiuso la bocca
al gusto più dolce,
il nutrirsi e fiorire…
e muori, a pezzetti.

Ma tu sai,
tu ti accorgi del mondo bugiardo
che sa essere subdolo e infame
mentre tesse gli inganni
ai suoi figli…
è maestro in falsi modelli,
bellezza venduta
ai migliori offerenti

…è maestro
in indifferenza per te.

Rita Stanzione

segnalata da RitaS mercoledì 10 marzo 2010

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Al ciaro de luna

Al ciaro de luna
quando tutto tase
e la notte porta su la terra
la so pase,
par che tutto se trasforma
in na magia che coverse strade
campi e case,
e se sente più vissin
anca chi più no torna.
N'altra vita al ciaro de luna
se sveia,
na vita che sta in fondo al cuor,
piena de sentimenti leggeri come na piuma
dove nessun corre e ga pressa
e no fa da parona la sveia,
dove nessun parla...ma scolta
e quel lumin che el ciel risciara
ne verse i oci su quel che no ghe gera,
su quel che no se vede.
Xe come na fata che passa
a dar lustro a tutto quel che trova,
col so grando amor che incanta
de la natura el so mister decanta.
Da lassù la luna a ne varda
vestia d'argento
e a ride,
in compagnia del firmamento
ne illumina la strada.
Par quasi che a ne voia rassicurar
col so ciaror che penetra el creato
che el scuro no el xe soltanto scuro
ma sempre un tantin dorato.

AL CHIARO DI LUNA

Al chiaro di luna
quando tutto tace
e la notte porta sulla terra
la sua pace,
sembra che tutto si trasformi
in una magia che copre strade
campi e case,
e si sente più vicino
anche chi più non torna.
Un'altra vita al chiaro di luna
si sveglia,
una vita che sta in fondo al cuore,
piena di sentimenti leggeri come una piuma
dove nessuno corre e ha fretta
e non fa da padrona la sveglia,
dove nessuno parla...ma ascolta
e quel lumicino che richiara il cielo
ci apre gli occhi su quello che non c'era
su quello che non si vede.
E' come una fata che passa
a ravvivar tutto quello che trova,
con il suo grande amor che incanta
della natura il suo mistero decanta.
Da lassù la luna ci guarda
vestita d'argento
e ride,
in compagnia del firmamento
ci illumina la strada.
Sembra quasi che ci voglia rassicurare
con il suo chiarore che penetra il creato,
che il buio non è soltanto buio
ma sempre un pò dorato.

Neris

segnalata da Neris sabato 10 novembre 2012

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Amico

Nella piccola stazione
in un freddo mattino d'inverno
sei arrivato assonnato
puntuale
al tuo appuntamento
con un destino segnato.
Su quel treno lasciavi
quello che eri stato
un passato di figlio
di amico
di fratello tanto amato
l'entusiasmo dei tuoi diciotto anni
i tuoi sogni spezzati
la gioia di vivere
i sorrisi donati.
Giorni speciali passati
tra i monti
legami profondi vissuti
tra albe e tramonti
un'avventura stupenda
un'impresa del cuore
nel silenzio delle cime
hai trovato il Signore.
La lampada tenevi
su quel sentiero inevato
nella flebile luce
una compagna vedevi.
La tua strada in un attimo
ha cambiato direzione
in un soffio
la vita ti ha abbandonato
dal monte al cielo
il tuo passo in un volo
si è trasformato.
Sulle ali di un'aquila
hai incominciato a volare
sopra i monti
sopra il bianco manto
tra le nuvole dense di neve
libero
sei rinato.
Hai lasciato il tuo ricordo
lassù
dove lo sguardo si perde nell'infinito
e lo spirito trema
per tanta bellezza
dove regna una pace estrema.
Ritornano i tuoi amici
a rincontrarti
alzano gli occhi al cielo
e ti vedono sorridere
felice.
Continuano il cammino
della vita
e tu spieghi le tue ali
sui loro passi
perchè la vostra amicizia non è finita
i sentimenti non cambiano strada
rimangono
e tu ci sei in fondo al loro cuore
li accompagni quando affrontano la salita
con la forza dell'amore.

Neris

segnalata da Neris giovedì 15 novembre 2012

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Aforismi

VECCHIO!

Stai per partire
chissà dove andrai?
Chissà se penserai
a tutti noi!
Ricordo ancor
la notte del
tuo arrivo!
Tutto il mondo
rimase in attesa
allo scoccar
la Mezzanotte!
La nostra euforia
esplose di gioia!
Accogliendoti
con frastuoni
di giochi pirotecnici
Aprimmo porte
finestre
abbracciandoti
con fervore
Amico dei nostri giorni!
Insieme son
trascorse
settimane
mesi...
Annotando tutti
i tuoi mutamenti
Tristi
cupi
malinconiche
luttuosi...
Quando scherzavi
ridevi con il cuore
della Primavera
Giubilavi
all'ebbrezza
dell'estate!
Non hai smesso di agire!
Per te
non c'è stato
un momento di fermo
Nonostante la tua stanchezza
la tua vecchiaia
Aspetti
un altro
che pigli il tuo posto
speri
che sia
migliore di te!
Sei tanto caro
buono!
Non hai preteso nulla
la tua...
come una
missione!
Dare gioia
speranza
Amore!
Hai pianto
per disgrazie
morte
guerre
Ingiustizie
offese
tradimenti
Hai lottato.
Combattuto
per la Pace
di tutti noi
Hai riso
per le nostre
gioie.
Compiaciuto
negli avvenimenti
pieni di gaudi
Non avendo niente
per te!
Andartene
non significa
dimenticarti!
Sarai sempre
presente!
Ricorderemo
rivivremmo
ogni cosa
che tu ci hai
donato...
Sarai nei nostri
quotidiani
archivi
diari
album
i nostri momenti
condivisi
Caro... Anno !

EGIZIA RUSSO

segnalata da EGIZIA venerdì 2 dicembre 2011


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