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categoria: poesie

Ne', miez'omo

Poesia di offesa
NE’, MIEZ’OMO

Ne’, miez’omo!
Nunn’ho saccio
si accummingianno
‘a parte ‘e sotto
oppure sulamente
‘a parte ‘e ‘ngoppa.
Tanto fai schifo,
sule ‘a verè ‘a luntano,
pure si tiene ‘a scorza
‘e l’ommo cosiddetto umano.

Tu si’ malamente
‘a rinta e a fora,
e sulo si te veco
assettato annanz’ò bar
me passe ‘ a voglia
e me piglià vicino ‘o bancone,
‘na tazzulella cavere ‘e cafè.

Tu si’ ‘na schifezza a capa ‘o pero,
si’ cumma ‘na cambiala prutestata,
‘na mille lire fauza e ‘nguacchiata,
‘nu fiasco ‘e vino juto acito,
‘na pizza rint’ò furno abbruciacchiata,
‘na vecchia femmina ‘e strada
racchia, zoccola e ‘mpestata.

Tu nun vali propetamente niente,
manco ‘sti stracci ca’ puorti ‘nguollo,
songo leggittimamente di tua probietà.
Quanno te vere passà pa’ via,
pure o bidone r’a munnezza,
pe’ vriogna se sposta all’atu lato,
e pure ‘o munnezzaro ca’ scopa ‘mmano,
te rice aroppa c’à t’ha ddato ‘na vuardata:
“ Tu hara aspettà ‘a raccolta differenziata!!!”

Catello Nastro

TRADUZIONE

Senti, mezzo uomo. Non so se incominciare dalla parte di sopra o di sotto. Tanto fai schifo solo a guardarti da lontano anche se hai l’aspetto di un essere umano. Tu sei malconcio dentro e fuori e solo se ti vedo seduto davanti al bar mi passa la voglia di prendere un caffè caldo al bancone del bar. Tu fai schifo dalla testa ai piedi, sei come una cambiale protestata, una mille lire falsa e sporcata, un fiasco di vino divenuto aceto, una pizza bruciata nel forno, una vecchia prostituta, brutta e malata. Tu non vali proprio niente, e nemmeno gli stracci che porti addosso sono di tua proprietà. Quando passa per strada il bidone dell’immondizia si spaventa e cambia marciapiedi, ed anche l’operatore ecologico ti rifiuta dicendo: “ Tu devi aspettare che fanno la raccolta differenziata!!!”

segnalata da Catello Nastro martedì 13 marzo 2012

stelline voti: 9; popolarità: 0; 1 commenti

categoria: Poesie

Facciamo finta

Facciamo finta
di stare soli al buio, in una stanza,
tenendoci teneramente per mano
mentre la languida luce lunare
ti illumina il volto.

Facciamo finta
di parlare per ore, per giorni,
di te, di me e del mondo intorno,
mentre non la finiamo mai
di guardarci negli occhi.

Facciamo finta
che la nostra alcova sia una rocca
situata su un pizzo di montagna
inattingibile da qualsiasi cosa
che potesse non piacerti.

Facciamo finta
che questo amore sia un pò vero
e che non sia soltanto la chimera
di chi obbedisce ciecamente
alla forza del suo cuore.

DiegoNicol - tratto da lle poesie mie di ragazzo

segnalata da FernyMax venerdì 7 luglio 2006

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categoria: Poesie

San Martino

è San Martino! mentre fuori piange il cielo
le foglie volano sbattute dal vento
affondano nelle pozzanghere gonfie di pioggia battente

aggiungiamo un posto a tavola, per il colorato pranzo di questo giorno
zuppe ai cereali, maiale, ottimi formaggi, pizza di mais, ripiena di verdure
vino rosso e tante castagne, arrostite nelle braci del camino

sorridere con gli amici, in questo giorno di San Martino, festa anche del vino novello
condividiamo anche noi, come il santo, che divise il suo mantello con un mendicante
e la notte Gesu riconsegnò la metà del mantello,

struggente storia di amore, verso l'altro bisognoso e povero,
nel tepore accanto al fuoco, di questo giorno freddo, nebbioso, piovoso
tutto brilla, mentre si condivide pasto, parole, rispetto

l'autunno avanza sempre di piu, gli alberi sono ormai quasi spogli
e noi malinconiche e fragili creature, pensierose meditiamo
il nostro nulla che diventa sempre piu il nulla

con l'andare degli anni. Ma la vita vale la pena di goderla
di viverla ogni istante che Dio concede, godere del giorno e della notte
del sole, della luna, della pioggia e della neve.

condividere l'amore.

daniela cesta

segnalata da DANIELA CESTA venerdì 11 novembre 2016

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

pensieri al tramonto

quando entro, nella casa dei miei nonni,
sento il profumo della mia infanzia, ormai lontana,
il fruscio del passato, la mia voce, mentre scivolavo
dalla lunga scala ripida, amavo scivolare, con la mia
risata cristallina, con i miei piedi scalzi,

il profumo dello zabaione, che mia nonna voleva, che io ingoiassi!
ma la mia bocca non voleva, preferivo le ciliege
e qualche prugna, noce e pizza. Non Mangiavo altro!
Ricordo il profumo del pane fresco, fatto da mia nonna,
i cereali dentro la pentola, rumoreggiavano chiassosi, odorosi,

il sole splendeva, sui vecchi sassi del mio paese, sembrava, più, splendido, di, oggi
sembrava più caldo di oggi, tutto sembrava piu bello!
mia nonna raccontava me, ogni filastrocca, storie antiche, fiabe,
mi raccontava di sua madre e suo padre, e di Gesu.
In quella grande casa, c'erano anche zii, zie, cugini,

una grande famiglia, piena di gioia, dove tutto era diviso,
adesso è vuota, regna polvere e silenzio, solitudine,
di un tempo che, è stato e non lo sarà, mai più.
Le persone volate in cielo, vivono nei nostri cuori,
tutti sono andati via, grandi stanze vuote,

che il vento soffia sui vecchi muri, mentre un piccola lacrima
scende dai miei occhi ,pieni di meravigliose immagini.
Mi piaceva dormire nel mezzo, tra mia nonna e mio nonno!
Io parlavo, parlavo, facevo mille domande, poi, mi accorgevo che
io continuavo a parlare e loro dormivano esausti.

daniela cesta

segnalata da DANIELA CESTA domenica 24 maggio 2015


 


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