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categoria: poesie

nel bosco

sospirò annusando l'aria,
era seduta appiè
di un enorme castagno semi spoglio
la sua chioma era alta e folta
la sua bellezza spettacolare.
il giallo e rosso delle foglie rimaste
illuminate da quel pallido sole
assumevano una colorazione vivace.
Avvolto nel silenzio
di una leggera brezza...
le parve una pagina illustrata
di un libro romantico,
con accanto una poesia
che lo rendeva brillante, incisivo.

daniela cesta - tratto da dal romanzo FABULA FACTUS EST

segnalata da Daniela cesta domenica 20 novembre 2011

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

solo

SOLO
Sei arrivato al traguardo della vita.
Solo seduto su una panchina del parco.
Cosa pensi?
Aspetta guarda, scruta in fondo al viale.
Passi,...gente,...voci,
ma tu vecchio, sempre più solo.
Poi una voce.........
è tardi entriamo?
Dentro miseria,...odore,...lacrime.
Siete in tanti,
ma tu vecchio empre più solo.

LETIZIA ANGELI

segnalata da letizia venerdì 2 dicembre 2011

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categoria: Poesie

incanto

incanto nel cielo arrossato,
vola un gabbiano solitario,
affascinante momento di estasi,

l'orizzonte bacia cielo e acqua,
nel giorno che, sfumando si allontana,
seduta sulla sabbia tiepida

osservo, questo attimo meraviglioso
regalo, del Creatore alla terra,
superba armonia, alla fine del giorno

i miei occhi gloriosi, osservano l'incanto di Dio
tramonto celestiale e dolce,
abbraccia tutti con calde sensazioni.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta giovedì 5 giugno 2014

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

SUMMER

bollente la sabbia mel silenzioso meriggio,
ascoltando il fragore delle onde,
seduta in riva al mare, mentre il vento

accarezza tutto il mio corpo, aprendo la mente
solo a pensieri positivi, e il cuore a impulsi vitali
di energia, sussurra il mare quando lo guardo,

il suo spirito infinito, entra dentro di me,
come nelle sue misteriose e impressionanti creature,
che vivono nella sua profondità.

Io ho paura della sua potenza, ma, amo la sua dolcezza
il suo profumo inconfondibile, il suo rimbombo che fa sognare e dormire.
Amo viverlo il mare, viverlo, sentirlo, capirlo,

amo il tramonto del mare e la scia della luna nella sera,
amo la sua acqua salata, la sua spuma scivolosa.
Io amo il mare.

DANIELA CESTA

segnalata da DANIELA CESTA lunedì 6 luglio 2015

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

sensazione di primavera

nell'orizzonte distante ascolto il mormorio del cielo,
di respiri antichi e lontani, laddove la brezza trasporta
pensieri, malinconie, ricordi dolci,

brividi nel tramonto di primavera,
mentre seduta, osservo l'acqua del ruscello
limpida, fresca, impetuosa, scorre verso valle

momento intimo, di soffice serenità
nel silenzio del bosco, che armonioso abbraccia
lo spirito, come un bacio dolce,

ed entra nel cuore, avvolge con tenerezza,
con le sue note armoniose, ed io lascio che trasporti me
nella profondità della natura.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta martedì 29 marzo 2016

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

pace

tutto è pace seduti accanto al ruscello
sotto l'ombra degli alberi con i raggi del sole
che giocano con le verdi fronde
e danzano attraverso l'acqua
Mi piace ascoltare il gorgoglio del torrente
che scorre tra arbusti e piante
nella foresta magica, così verde
tra saltellanti ranocchie, cicale e grilli canterini
un capriolo dagli occhi dolci si avvicina per bere,
tempo di luce, aria e splendore naturale
tra l'amore del verde sotto il sole cocente
nel silenzio dei boschi, che sconvolge il cuore
L'acqua è come la fresca carezza dell'anima
leggero tocco di amore, potente energia vitale
essenziale, insopprimibile, inalienabile.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta martedì 2 agosto 2016

stelline voti: 7; popolarità: 0; 1 commenti

categoria: Poesie

Quell'unica carezza...

"Chiudo gli occhi un'istante
e mi vedo lontano..
Stanca..perduta negl'anni
seduta su una vecchia poltrona..
aspetto..
quell'ombra che mi respira accanto..
mi tiene compagnia da un pò..
aspetta..anche lei..
Non ho rimpianti..
non ho rimorsi..
Niente più desideri..
o sogni alcuni..
solo il ricordo di quell'unica carezza
che un tempo fu la mia speranza..
solo quell'unico ricordo..
che mi accompagnerà alla fine..
dolcemente chiuderò gli occhi..
e sarà un momento..
quell'ombra mi avvolgerà..
portandosi via il mio ultimo respiro..
e sorridendo serena
penserò a quell'unica e dolcissima tua Carezza!!"

Halley

segnalata da halley1 mercoledì 12 luglio 2006

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categoria: poesie

Sulla spiaggia

Mi ricordo che sulla spiaggia
Ho camminato tanto, sempre da solo,
Ma mai, mai ho avuto
Il coraggio ed il fiato di tuffarmi
Per vedere com’è la vita nel mare.

E tu, sei mai stato sulla spiaggia
Mentre cadono lacrime dalle nuvole nere,
Forse del cielo, forse di te stesso,
E non hai ombrello sotto cui ripararti,
E non hai casa in cui trovare conforto?

È già difficile camminare
Sulla sabbia bagnata dalla pioggia,
Figurati prendere la rincorsa
Per spiccare finalmente il volo.

Sulla spiaggia ho pianto tanto,
Ma le mie lacrime si confondevano
Con quelle grandi del cielo.

E sono rimasto lì, seduto,
Con le mani alla bocca,
Come fossero ali.

Marco Buso - tratto da poesia personale

segnalata da Marco Buso venerdì 26 gennaio 2007

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categoria: poesie

La risacca

Seduto sul mio scoglio
a pochi passi dalla spiaggia,
la brezza fra i capelli,
respirando umida salsedine,
seguo le onde che una dopo l'altra,
in un ritmo costante quasi di musica arcana,
vengono a lambire il sasso,
inondandolo di candida schiuma,
per poi ritirarsi a riprender la rincorsa.

Cullato da quel suono cadenzato,
incurante degli spruzzi sul viso,
penso a quanti occhi prima dei miei
si sono posati su questa azzurra immensità,
a quanti come me hanno ascoltato
l'incessante fragorosa risacca,
hanno sentito questo profumo di alghe,
persone svanite ormai nel tempo,
senza più volto, nè nome, nè ritorno.

E lui sempre lì, immutabile,
col suo perpetuo spumeggiante moto,
con la sua perenne voglia
di giocare e carezzare il mio masso.

Ignazio Amico

segnalata da amicuscertus martedì 16 ottobre 2007

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categoria: Poesie

SILENZIO...

Silenzio.
Il rumore delle onde del mare,
il vento che mi entra nelle orecchie
e sposta i miei capelli..
Il cuore mi esplode d'amore,
c'è lui qui accanto a me,
è tranquillo,
quasi sembra allontanare tutti i pensieri
e i suoi occhi cosi belli e lucidi
che guardano verso l'orizzonte..

Silenzio.
Il silenzio che non ho mai potuto ascoltare,
la pace che non ho mai trovato
ora entra nella mia anima
e io qui, seduta su questa sabbia nera,
lascio al mare i ricordi del mio piu grande amore...

A ANDREA..L'UNICO AMORE KE NON DIMENTIKERO MAI...

ALESSANDRA - tratto da SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SCRITTE DA ME...

segnalata da ALESSANDRA... giovedì 24 gennaio 2008

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

UNA DONNA CHE PREGA

UNA DONNA CHE PREGA

Una donna che prega,
quando cala la sera,
è una dolce canzone,
innalzata al cielo
per comunicare
sentimenti sopiti,
sospiri di speranza,
riconoscenza al cielo
per sorrisi di bimbi,
sguardi stanchi
di gente che torna dal lavoro,
siede a tavola sorridendo
per un piatto di pasta
ancora caldo e fumante.
Una donna che prega,
perché si ripeta il rito
quotidiano di un uomo
che torna dal lavoro
e che spera di trovarlo
anche per il giorno seguente.

Catello Nastro

segnalata da Catello Nastro lunedì 23 maggio 2011

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categoria: poesie

io vivo nelle favole

vivo nel mondo delle favole
tra lupi, gnomi, folletti,

nella magia del bosco romito
tra fresche foglie e l'odore di terra umida,

nel respiro del suo spirito,
nella gioiosa solitudine

e melodiosa armonia,
come la rugiada scivola leggera,

io sono eterea e leggera,
posso vivere sopra una foglia,

o sul filo dell'erba,
o appoggiata alla stella della notte,

o vivere nell'aurora,
o semplicemente seduta

ai piedi di un albero,
io sono la
favola stessa.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta venerdì 18 gennaio 2013

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categoria: Poesie

nel ricordo di un giorno lontano, con mio padre.

nel pieno di un estate lontana, il sole scintillava
sulle acque del mare, mentre un vento caldo,
faceva rotolare le onde schiumose, carezzando corpi abbronzati,

io e te, papa, abbiamo raggiunto la spiaggia romana,
mentre l'altoparlante cantava, una canzone estiva,
e le note parevano danzare sulle onde, nel caldo del cielo estivo,

io avevo quattordici anni! E stavo sempre nell'acqua
mentro mio padre seduto, sulla sdraia, leggeva tranquillo
un giornale sportivo, io lo osservano da lontano, nell'acqua

e sorridevo, poi mi tuffavo tra la schiuma con vigore,
sentivo le spalle bruciare, dai raggi bollenti del sole,
tutto sembrava magico! Io, il mare, la mia esuberante età!

correvo tra le onde come per sfidarle! Avevo tanti sogni,
tante emozioni, tante sensazioni, tutta una vita da vivere,
e mio padre sembrava, indistruttibile!

Insieme sulla spiaggia fino al tramonto, nella quiete del cielo rossastro
nella serenità di un giorno, con mio padre, che non ebbi piu.
è vero che bisogna godere, la nostra vita, giorno dopo giorno,

perchè gli attimi non si ripetono piu.

daniela cesta

segnalata da DANIELA CESTA giovedì 19 marzo 2015

stelline voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Voce

Voce, gocce umide a scendermi lungo il collo
impatto contrastante con la mia pelle calda
fresche parole d'inverno
a ghiacciare in un istante
un frammento di questa estate torrida.
Piccole luccicanti stalattiti
che si sciolgono lentamente
gocciolando a terra lacrime di acqua
per far vivere questi aridi campi
seccati dall'arsura di fine giugno.
Sorriso, dipinto sulle tue labbra
che non riesco a vedere
perche' sei troppo lontano e vicino
ma che sento dalle vibrazioni della tua voce
a fare ghiacciare per un istante
immortalando in uno scatto queste distese di prati
e io sdraiata a parlare, parlare
e tu seduto ad ascoltare e sorridere
in un' illusione,
incontro che non mi appartiene
ma che sento mio piu' di ogni altra cosa, adesso
ieri, oggi, domani, sempre
a fare da sottofondo musicale di queste terre
che nella mia mente, come fotografate,
rimangono sempre uguali
e ancora una volta ci sono riuscite
ad immortalare l' istante perfetto
stasera insieme alla tua voce.

Rainbow

segnalata da Rainbow mercoledì 14 luglio 2004

stelline voti: 25; popolarità: 3; 4 commenti

categoria: Poesie

Manu

C’è una donna che cammina controvento da una vita
con occhi profondi e sconosciuti come oceani
cambia pelle per amore ed
ha donato il suo cuore per poi ritrovarsi a raccattarne i
cocci da sola
in silenzio fà ballare la sua anima su una
spiaggia al tramonto
la puoi sorprendere mentre lotta contro il proprio istinto
mentre fà passeggiare il proprio dolore a piedi nudi
affrontando onde che sono sempre più minacciose ad ogni mareggiata
C’è una donna che chiude gli occhi ascoltando una musica lenta che rende
ancora più salate le sue lacrime
e che con orgoglio ma con il nodo in gola rinuncia alla felicità.
con i suoi occhi fotografa quegli splendidi ma così
fugaci attimi in cui si sente abbracciata dall'amore sperando di
mantenerli vivi e colorati per sempre
la puoi osservare mentre dissemina briciole
di se stessa lungo il percorso verso quel treno che la porterà via mentre
urla la sua rabbia contro vetri tremolanti di una casa diventata
prigione e intanto sorride di disperazione a chi la vorrebbe far tornare
alla vita di sempre
C’è una donna che non si ferma davanti a nulla perché non troverà mai la fine di quel filo
C’è una donna che di tutte le sue lacrime ne ha fatto un nodo sperando che
arrivi qualcuno a scioglierli
non fermerò mai il cuore di una questa donna niente vale di più non farla piangere ogni lacrima è un po' di lei che se ne va non la farò aspettare
da sola ed impaurita seduta sul confine della pazzia la voglio amare
con tutto me stesso la stringerò e la proteggerò lotterò per lei
ucciderò per lei piangerò con lei donale il più bel raggio di sole ogni giorno
terrò sempre accesa quella luce nei suoi occhi quella luce è speranza è
amore è puro spirito è vento è la più bella stella di qualsiasi notte...

Paolo

segnalata da bloodrayne mercoledì 9 marzo 2005

stelline voti: 17; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Ho dipinto la pace

Avevo una scatola di colori
brillanti,decisi,vivi.
Avevo una scatola di colori
alcuni molto caldi,altri molto
freddi.
Non avevo il rosso per il
sangue dei feriti.
Non avevo il nero per il
pianto degli orfani.
Non avevo il bianco per le
mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo per la
sabbia ardente.
Ma avevo l'arancio per la
gioia della vita,
e il verde per i germogli e
i nidi,
e il celeste per i chiari cieli
splendenti,
e il rosso per il sogno e il
riposo.
Mi sono seduta e ho
dipinto la pace.

segnalata da Joey giovedì 15 settembre 2005

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

le guerre degli altri.....e noi.......?

e noi che viviamo in prigioni dorate
nn siamo forse colpevoli?
colpevoli una volta ancora
con le nostre stesse mani intarsiate di sangue
e ci frughiamo nella tasca gli spiccioli maledicendo un giorno di libertà!
cosa ne sappiamo noi di madri che stringono fra le braccia
un inerme angelo con le ali spezzate...

nn siamo forse colpevoli?
restiamo appesi alle nostre stupide gabbie dorate
come squallide scimmie ammaestrate
coi nostri sorrisi di circostanza, le nostre beffarde maschere.
e viviamo ancora
sospirando di fronte ad un orrore lontano
ma tosto accantoniamo pensieri troppo pesanti
per i nostri meschini cuori.

nn siamo forse colpevoli?
la colpa spesso nn è soltanto commettere un delitto
la colpa è anche nn levare in alto una voce per evitarlo

nn sono io colpevole?
si lo sono!
lo sono più di ogni altro.
perkè frugo poche parole piene di rabbia
e porto un nome che meriterebbe l'azione
eppure di fronte a tutto questo orrore
nn faccio altro che restar seduta e scrivere...
...scrivere che dentro nn abbiamo mai abbastanza amore

deneb

segnalata da deneb domenica 18 gennaio 2009

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

una sirena

ho aspettato a lungo su quest'angolo di mare
che passasse l'amore
tentando di riconoscerlo
mi sporgevo oltre gli scogli
ma vedevo solo dei marinai
pronti a trascinarmi a largo per poi lasciarmi in alto mare
dopo avermi conosciuta

sei passato tu
ma nn navigavi per mare
eri seduto in disparte con gli occhi chini
e di tanto in tanto mi osservavi
osservavi le mie movenze
i miei silenzi
le mie tristezze
sempre discreto
mai invadente

è stata la prima volta che mi son guardata intorno
ho voltato lo sguardo lontano dal mare
lì sulla terra ferma
ho visto uno straniero dagli occhi neri
e mi sono fatta portare via
senza chiedermi più
cosa fosse l'amore
dove fosse l'amore
senza chiedere più...

la mia risposta sei tu

deneb

segnalata da deneb martedì 20 gennaio 2009

stelline voti: 13; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

CLOCHARD

Sotto i ponti conduce la vita

la sua speranza è ormai svanita..

Timoroso e vacillante

tende una mano ad un passante..

Non ha lavoro, nè pensione

chiede solo compassione..

Siede stanco ad una panchina

stringe forte la sua monetina...

Vive da lurido pezzente

nell'indifferenza della gente...

Occhi chiusi ed disillusi

ringhia tra i denti

rabbia amara a pugni chiusi ....

Dorme sotto a un cartone

affondando nella disperazione..

Questa vita lo digesta

mai nessuno che lo aspetta...

L'unico amico è un vecchio cane

che con lui divide un pezzo di pane.

Cosa ha reso mendicante

un gentiluomo benestante?

Degli eventi svantaggiosi

la frustrazione dei superstiziosi. ..

Ricordando un tempo passato

tutto pulito e ben rasato..

Guarda le vetrine con nostalgia

mentre il commesso lo caccia via....

Ignorando la sua storia vera

che lo ha ridotto in miseria ...

GIULIA GABBIA

segnalata da GIULIA GABBIA martedì 28 dicembre 2010

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categoria: poesie

ZOMPA LA MAMMA ZOMPA LA FIGGHIA

ZOMPA LA MAMMA ZOMPA LA FIGGHIA

Quanno torna a la casa re campagna,
lu’ zappatore pe’ primma cosa magna,
po’ se scola ‘nu peretto re vino,
e se ne vace a dorme cu la faccia supina,
pirichè ronfa ca’ pare nu mulino.

La mugghiera, ‘nzimmo a lu suppigno,
‘ngoppà ‘na pagliara re fieno pe’ lu ciuccio,
se cunzola cu’ lu vualano re lu fattore,
ca’ ogne sera s’annasconne per affà l’inciuccio.

E ‘ncuntrannese accussì ogni notte,
ha fatto tante re li ccorna a lu marito suovo,
ca’ si le mettessemo tutte ‘nzieme
putesseme enche pure ‘na votte.

A lu chiano re sotta, la zuriedda,
ca pigliao ra’ la mamma ca era bedda,
quanno la mamma saglìa ‘ngoppa,
e lu ffacìa sempe alla stess’ora,
facià trasi int’à lu pagliari,
Giuvannino lu figghio re lu pastori.

Capita sempi in ogne famigghia,
ca’ quanno zompa la mamma,
zompa pure la figghia.

Catello Nastro

TRADUZIONE

Quando torna a casa il contadino, al tramonto, si siede a tavola, mangia, si scola un fiasco di vino e poi se ne va a dormire supino per non disturbare col suo russare. La moglie, appena questi dorme, se ne scappa nel sottotetto per andare a fare all’amore con guardiano del fattore che l’aspetta a braccia aperte. Ogni sera si ripete la solita storia e se volessimo contare tutte le corna che la donna ha fatto al marito, potremmo addirittura riempire una botte.. Al piano di sotto, la figlia giovinetta, che era bella come la madre, si appartava col figlio del pastore nel pagliaio e lì facevano all’amore. Un vecchio proverbio cilentano dice che in una casa quando si concede la mamma, si concede pure la figlia…

segnalata da Catello Nastro venerdì 8 aprile 2011


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