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categoria: Poesie

solo

SOLO
Sei arrivato al traguardo della vita.
Solo seduto su una panchina del parco.
Cosa pensi?
Aspetta guarda, scruta in fondo al viale.
Passi,...gente,...voci,
ma tu vecchio, sempre più solo.
Poi una voce.........
è tardi entriamo?
Dentro miseria,...odore,...lacrime.
Siete in tanti,
ma tu vecchio empre più solo.

LETIZIA ANGELI

segnalata da letizia venerdì 2 dicembre 2011

stelline voti: 3; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: poesie

Non lasciarmi

Seduta qui penso a te
a te che sei la mia stella lucente
il mio calore interno e senza di te
si accenderebbe un gelo immenso
un' era glaciale piena di buio e solitudine
senza un' ombra di felicità
ed una scintilla d'amore ma solo tristezza
e per questo non lasciarmi mai
non mandarmi in quel tunnel infernale
ma lascia che voliamo insieme con
le ali dell'amore lì fino al paradiso
dove vivremo "per sempre"

Anonim

segnalata da luly93 venerdì 6 marzo 2009

stelline voti: 13; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Uno sguardo

Te ne stai lì seduto lontano da me,
non mi guardi mai e non mi chiami
mai.
Stai lì parli con tutti tranne che con me
Forse sono stupida io,
Forse sono troppo credulona e ho
sperato che tu fossi con me..
Ma il tuo sguardo che è come
un raggio di sole che trapassa il mio
cuore...
Quel ricordo così doloroso nessuno
mai me lo toglierà...

Pallastrelli Francesca

segnalata da Pallastrelli Francesca venerdì 30 maggio 2008

stelline voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

La tua mano

....seduta su questo letto accanto a te

la mia mano stringe la tua.

Mi guardi, sei stanca e stai tanto male

e ancora una volta cerco di farti parlare

ma io.....non so più cosa dire,

mi guardi, mi chiedi e vorresti sapere

e ancora una volta cerco di mentire

ma io.....non so più cosa inventare,

mi guardi sorridi ora sei tu che mi menti

ma io....cosa posso fare ancora

perché la tua mano non lasci la mia....

( alla mia mamma)

occhiazzurri

segnalata da occhiazzurri domenica 7 maggio 2006

stelline voti: 111; popolarità: 12; 1 commenti

categoria: Poesie

INFINITO

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.

LEOPARDI

segnalata da basilicom martedì 13 aprile 2004

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categoria: Poesie

Vorrei che questa notte
le stelle e il firmamento
fossero ai tuoi piedi
e che l’azzurro del cielo
si abbellisse del celeste dei tuoi occhi
Vorrei che la luna questa sera
non fosse cosi triste e sconsolata
perché si è accorta che non c’è a brillare
al centro del suo cielo
la più splendente stella
che questa notte mi siede accanto
a illuminarmi il cuore
di immenso e di speranza

segnalata da Diane giovedì 8 maggio 2003

stelline voti: 7; popolarità: 0; 1 commenti

categoria: Poesie

Quell'unica carezza...

"Chiudo gli occhi un'istante
e mi vedo lontano..
Stanca..perduta negl'anni
seduta su una vecchia poltrona..
aspetto..
quell'ombra che mi respira accanto..
mi tiene compagnia da un pò..
aspetta..anche lei..
Non ho rimpianti..
non ho rimorsi..
Niente più desideri..
o sogni alcuni..
solo il ricordo di quell'unica carezza
che un tempo fu la mia speranza..
solo quell'unico ricordo..
che mi accompagnerà alla fine..
dolcemente chiuderò gli occhi..
e sarà un momento..
quell'ombra mi avvolgerà..
portandosi via il mio ultimo respiro..
e sorridendo serena
penserò a quell'unica e dolcissima tua Carezza!!"

Halley

segnalata da halley1 mercoledì 12 luglio 2006

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Sulla spiaggia

Mi ricordo che sulla spiaggia
Ho camminato tanto, sempre da solo,
Ma mai, mai ho avuto
Il coraggio ed il fiato di tuffarmi
Per vedere com’è la vita nel mare.

E tu, sei mai stato sulla spiaggia
Mentre cadono lacrime dalle nuvole nere,
Forse del cielo, forse di te stesso,
E non hai ombrello sotto cui ripararti,
E non hai casa in cui trovare conforto?

È già difficile camminare
Sulla sabbia bagnata dalla pioggia,
Figurati prendere la rincorsa
Per spiccare finalmente il volo.

Sulla spiaggia ho pianto tanto,
Ma le mie lacrime si confondevano
Con quelle grandi del cielo.

E sono rimasto lì, seduto,
Con le mani alla bocca,
Come fossero ali.

Marco Buso - tratto da poesia personale

segnalata da Marco Buso venerdì 26 gennaio 2007

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categoria: poesie

La risacca

Seduto sul mio scoglio
a pochi passi dalla spiaggia,
la brezza fra i capelli,
respirando umida salsedine,
seguo le onde che una dopo l'altra,
in un ritmo costante quasi di musica arcana,
vengono a lambire il sasso,
inondandolo di candida schiuma,
per poi ritirarsi a riprender la rincorsa.

Cullato da quel suono cadenzato,
incurante degli spruzzi sul viso,
penso a quanti occhi prima dei miei
si sono posati su questa azzurra immensità,
a quanti come me hanno ascoltato
l'incessante fragorosa risacca,
hanno sentito questo profumo di alghe,
persone svanite ormai nel tempo,
senza più volto, nè nome, nè ritorno.

E lui sempre lì, immutabile,
col suo perpetuo spumeggiante moto,
con la sua perenne voglia
di giocare e carezzare il mio masso.

Ignazio Amico

segnalata da amicuscertus martedì 16 ottobre 2007

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categoria: Poesie

SILENZIO...

Silenzio.
Il rumore delle onde del mare,
il vento che mi entra nelle orecchie
e sposta i miei capelli..
Il cuore mi esplode d'amore,
c'è lui qui accanto a me,
è tranquillo,
quasi sembra allontanare tutti i pensieri
e i suoi occhi cosi belli e lucidi
che guardano verso l'orizzonte..

Silenzio.
Il silenzio che non ho mai potuto ascoltare,
la pace che non ho mai trovato
ora entra nella mia anima
e io qui, seduta su questa sabbia nera,
lascio al mare i ricordi del mio piu grande amore...

A ANDREA..L'UNICO AMORE KE NON DIMENTIKERO MAI...

ALESSANDRA - tratto da SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SCRITTE DA ME...

segnalata da ALESSANDRA... giovedì 24 gennaio 2008

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

UNA DONNA CHE PREGA

UNA DONNA CHE PREGA

Una donna che prega,
quando cala la sera,
è una dolce canzone,
innalzata al cielo
per comunicare
sentimenti sopiti,
sospiri di speranza,
riconoscenza al cielo
per sorrisi di bimbi,
sguardi stanchi
di gente che torna dal lavoro,
siede a tavola sorridendo
per un piatto di pasta
ancora caldo e fumante.
Una donna che prega,
perché si ripeta il rito
quotidiano di un uomo
che torna dal lavoro
e che spera di trovarlo
anche per il giorno seguente.

Catello Nastro

segnalata da Catello Nastro lunedì 23 maggio 2011

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categoria: Poesie

nel ricordo di un giorno lontano, con mio padre.

nel pieno di un estate lontana, il sole scintillava
sulle acque del mare, mentre un vento caldo,
faceva rotolare le onde schiumose, carezzando corpi abbronzati,

io e te, papa, abbiamo raggiunto la spiaggia romana,
mentre l'altoparlante cantava, una canzone estiva,
e le note parevano danzare sulle onde, nel caldo del cielo estivo,

io avevo quattordici anni! E stavo sempre nell'acqua
mentro mio padre seduto, sulla sdraia, leggeva tranquillo
un giornale sportivo, io lo osservano da lontano, nell'acqua

e sorridevo, poi mi tuffavo tra la schiuma con vigore,
sentivo le spalle bruciare, dai raggi bollenti del sole,
tutto sembrava magico! Io, il mare, la mia esuberante età!

correvo tra le onde come per sfidarle! Avevo tanti sogni,
tante emozioni, tante sensazioni, tutta una vita da vivere,
e mio padre sembrava, indistruttibile!

Insieme sulla spiaggia fino al tramonto, nella quiete del cielo rossastro
nella serenità di un giorno, con mio padre, che non ebbi piu.
è vero che bisogna godere, la nostra vita, giorno dopo giorno,

perchè gli attimi non si ripetono piu.

daniela cesta

segnalata da DANIELA CESTA giovedì 19 marzo 2015

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categoria: poesie

io vivo nelle favole

vivo nel mondo delle favole
tra lupi, gnomi, folletti,

nella magia del bosco romito
tra fresche foglie e l'odore di terra umida,

nel respiro del suo spirito,
nella gioiosa solitudine

e melodiosa armonia,
come la rugiada scivola leggera,

io sono eterea e leggera,
posso vivere sopra una foglia,

o sul filo dell'erba,
o appoggiata alla stella della notte,

o vivere nell'aurora,
o semplicemente seduta

ai piedi di un albero,
io sono la
favola stessa.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta venerdì 18 gennaio 2013

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categoria: poesie

il mio altare

io sono cresciuta ai piedi degli alberi
but anche ai piedi di un altare
ho giocato in chiesa, a nascondino,

la chiesa per me era magica
dentro sentivo pulsare
qualcosa di grande e incomprensibile,

ed io sentivo che ero al sicuro,
e l'altare era qualcosa di enorme sopra di me,
io seduta ai suoi piedi ammiravo lo splendore,

lo splendore dell'Immenso,
la sua profondità, piu grande dell'universo,
il grande altare di pietra io amavo,

perchè ha cresciuto me,
ho avuto tutti sacerdoti santi
che hanno protetto me da ogni male,

accanto all'altare io ero a casa,
cantavo, giocavo, sorridevo,
gli angeli erano con noi bambini,

e io ho capito che l'altare di ogni chiesa
è come il monte Calvario,
l'altare è il sacrificio dell'Agnello di Dio,

e con la presenza di mia zia
sorella francescana, ha fatto amare a me
la terra, i fiori, gli alberi, gli animali,

devo ringraziare Dio che ha regalato a me
questi grandi doni inimitabili,
e le persone giuste che ha messo
sul mio sentiero nella sua Chiesa.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta lunedì 18 marzo 2013

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categoria: Poesie

Questo tuo bipolarismo......

La vita.........la tua........
Momenti,malinconici,monotoni,tristi
nel susseguirsi di giorni interminabili,
si perchè è questa l'impressione che
percepisco,oltre al tuo nervosismo,e
la tua irrequitezza.
Seduta su di un divano,oppure sdraiata
su di un letto,ti giri e rigiri avvolgendo il
cuscino,sembrerebbe che ti dia fastidio,
mentre sei intenta nei tuoi pensieri,
nelle tue preoccupazioni,nelle tue
incertezze,cadi in un sonno profondo.
Lo si intuisce dal respiro, probabilmente
dovuto da quella posizione scomoda.
Su alzati prendi una mela e mordila con
rabbia,senza remore, senza timore,eppure
tutto ciò dovrebbe appartenere,al tuo
carattere,e far sì che possa essere te stessa.
Affrontala,prevali su di lei,eppure.....lei nelle
varie vicissitudine, giornaliere si offre,immancabilmente,bella o brutta che sia,
la nostra signora sovrana............
........LA VITA ........
Confrontati pure ad un fantino,quando in sella
al suo cavallo ribelle, cerca in tutti i modi di
disarcionarlo,bisognerebbe fargli intuire chi
ha più risolutezza fra i due.......
Decisamente dovresti essere tu la protagonista......

Dedicata 10 10 51 vtdmlppi ala

antonio

segnalata da ANTONIO martedì 2 aprile 2013

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categoria: Poesie

vite sbiadite

Poesia
Vite sbiadite
Vite sbiadite vestite di peccato restano fallite
Mentalità oscene rapite dall’odio confondono il bene
A poco a poco il mondo crolla
E quel poco che resta si perde nella folla
I sogni finiscono,l’amore è represso
C’è solo un caos di forte sesso
Vite sbiadite per stupide voglie
Che cadono sterili come le foglie
Troppe parole e mancate promesse
Le cose non cambiano restano le stesse
Maschi illusi dai loro cervelli
Si credono uomini perché sono belli
Donne che offrono il loro corpo
Inseguendo invano un futuro morto
Gente che rimpiange storie diverse
Siedono ai tavoli con bande perverse
Vite sbiadite verniciate di rosso
Politici e industriali ti sputano addosso
Guerre e massacri,c’è rivoluzione
Promossa in prima serata dalla televisione
Bambini spaventati davanti ai loro specchi
Si sentono stanchi,diventano vecchi
Tacciono i sentimenti,cala la luce
Chi scherza col fuoco in cenere si riduce
Cercate risposte domandandovi chi siete
Provate ad accettarvi e dopo saprete
Ci saranno piu empi ed anime sgradite
Ancora macerie e vite sbiadite.

Genny chiazzo

genny caiazzo - tratto da dal libro la rosa e il tulipano

segnalata da genny caiazzo lunedì 8 ottobre 2012

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categoria: poesie

le guerre degli altri.....e noi.......?

e noi che viviamo in prigioni dorate
nn siamo forse colpevoli?
colpevoli una volta ancora
con le nostre stesse mani intarsiate di sangue
e ci frughiamo nella tasca gli spiccioli maledicendo un giorno di libertà!
cosa ne sappiamo noi di madri che stringono fra le braccia
un inerme angelo con le ali spezzate...

nn siamo forse colpevoli?
restiamo appesi alle nostre stupide gabbie dorate
come squallide scimmie ammaestrate
coi nostri sorrisi di circostanza, le nostre beffarde maschere.
e viviamo ancora
sospirando di fronte ad un orrore lontano
ma tosto accantoniamo pensieri troppo pesanti
per i nostri meschini cuori.

nn siamo forse colpevoli?
la colpa spesso nn è soltanto commettere un delitto
la colpa è anche nn levare in alto una voce per evitarlo

nn sono io colpevole?
si lo sono!
lo sono più di ogni altro.
perkè frugo poche parole piene di rabbia
e porto un nome che meriterebbe l'azione
eppure di fronte a tutto questo orrore
nn faccio altro che restar seduta e scrivere...
...scrivere che dentro nn abbiamo mai abbastanza amore

deneb

segnalata da deneb domenica 18 gennaio 2009

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categoria: poesie

una sirena

ho aspettato a lungo su quest'angolo di mare
che passasse l'amore
tentando di riconoscerlo
mi sporgevo oltre gli scogli
ma vedevo solo dei marinai
pronti a trascinarmi a largo per poi lasciarmi in alto mare
dopo avermi conosciuta

sei passato tu
ma nn navigavi per mare
eri seduto in disparte con gli occhi chini
e di tanto in tanto mi osservavi
osservavi le mie movenze
i miei silenzi
le mie tristezze
sempre discreto
mai invadente

è stata la prima volta che mi son guardata intorno
ho voltato lo sguardo lontano dal mare
lì sulla terra ferma
ho visto uno straniero dagli occhi neri
e mi sono fatta portare via
senza chiedermi più
cosa fosse l'amore
dove fosse l'amore
senza chiedere più...

la mia risposta sei tu

deneb

segnalata da deneb martedì 20 gennaio 2009

stelline voti: 13; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

CLOCHARD

Sotto i ponti conduce la vita

la sua speranza è ormai svanita..

Timoroso e vacillante

tende una mano ad un passante..

Non ha lavoro, nè pensione

chiede solo compassione..

Siede stanco ad una panchina

stringe forte la sua monetina...

Vive da lurido pezzente

nell'indifferenza della gente...

Occhi chiusi ed disillusi

ringhia tra i denti

rabbia amara a pugni chiusi ....

Dorme sotto a un cartone

affondando nella disperazione..

Questa vita lo digesta

mai nessuno che lo aspetta...

L'unico amico è un vecchio cane

che con lui divide un pezzo di pane.

Cosa ha reso mendicante

un gentiluomo benestante?

Degli eventi svantaggiosi

la frustrazione dei superstiziosi. ..

Ricordando un tempo passato

tutto pulito e ben rasato..

Guarda le vetrine con nostalgia

mentre il commesso lo caccia via....

Ignorando la sua storia vera

che lo ha ridotto in miseria ...

GIULIA GABBIA

segnalata da GIULIA GABBIA martedì 28 dicembre 2010

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categoria: poesie

ZOMPA LA MAMMA ZOMPA LA FIGGHIA

ZOMPA LA MAMMA ZOMPA LA FIGGHIA

Quanno torna a la casa re campagna,
lu’ zappatore pe’ primma cosa magna,
po’ se scola ‘nu peretto re vino,
e se ne vace a dorme cu la faccia supina,
pirichè ronfa ca’ pare nu mulino.

La mugghiera, ‘nzimmo a lu suppigno,
‘ngoppà ‘na pagliara re fieno pe’ lu ciuccio,
se cunzola cu’ lu vualano re lu fattore,
ca’ ogne sera s’annasconne per affà l’inciuccio.

E ‘ncuntrannese accussì ogni notte,
ha fatto tante re li ccorna a lu marito suovo,
ca’ si le mettessemo tutte ‘nzieme
putesseme enche pure ‘na votte.

A lu chiano re sotta, la zuriedda,
ca pigliao ra’ la mamma ca era bedda,
quanno la mamma saglìa ‘ngoppa,
e lu ffacìa sempe alla stess’ora,
facià trasi int’à lu pagliari,
Giuvannino lu figghio re lu pastori.

Capita sempi in ogne famigghia,
ca’ quanno zompa la mamma,
zompa pure la figghia.

Catello Nastro

TRADUZIONE

Quando torna a casa il contadino, al tramonto, si siede a tavola, mangia, si scola un fiasco di vino e poi se ne va a dormire supino per non disturbare col suo russare. La moglie, appena questi dorme, se ne scappa nel sottotetto per andare a fare all’amore con guardiano del fattore che l’aspetta a braccia aperte. Ogni sera si ripete la solita storia e se volessimo contare tutte le corna che la donna ha fatto al marito, potremmo addirittura riempire una botte.. Al piano di sotto, la figlia giovinetta, che era bella come la madre, si appartava col figlio del pastore nel pagliaio e lì facevano all’amore. Un vecchio proverbio cilentano dice che in una casa quando si concede la mamma, si concede pure la figlia…

segnalata da Catello Nastro venerdì 8 aprile 2011


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