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categoria: Poesie

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Cesare Pavese

stelline voti: 9; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

La Fiera

Non ricordi la turbinante fiera?
I pagliacci e la giostra coi lumini?
Tutto fu bello, musica e lustrini,
solo al ritorno nella buia sera.

Tu pedalavi vaporosa in avanti,
ed io a volo dietro il tuo cappello,
come in un delizioso carosello
mosso da Dio sol per noi amanti.

Sull’erba della darsena intrecciammo
le nostre impolverate biciclette
come in gelosa lotta due caprette.
Sul loro esempio, muti, ci avvinghiammo.

E quando entrammo a piedi dalla porta
tra gli sguardi dei pochi curiosi
composti e seri come vecchi sposi,
la città non mi parve più così morta.

I baci nella sera freddolina
riscaldato mi avevano d’amore,
dandomi dei sussulti dolci al cuore
come quei colpi, là, di carabina.

Ed io ti vedevo in un barbaglio,
per effetto dei tuoi baci brucianti,
sotto le stelle, strane e doloranti,
come le bianche pipe del bersaglio.

Corrado Govoni

stelline voti: 27; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

I limoni

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall' azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell' aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest' odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l' odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s' abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l' anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità
Lo sguardo fruga d' intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno più languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità

Ma l' illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l' azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s' affolta
il tedio dell' inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l' anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d' oro della solarità.

Eugenio Montale

stelline voti: 21; popolarità: 3; 0 commenti

categoria: Poesie

La melanconia


Fonti e colline
chiesi agli Dei:
m'udiro alfine,
pago io vivro'.
Ne' mai quel fonte
co' desir miei,
ne' mai quel monte
trapassero'.

Gli onor che sono?
che val ricchezza?
Di miglior dono
vommene altier:
d'un'alma pura,
che la bellezza
della natura
gusta e del ver.

Ne' può di tempre
cangiar mio fato:
dipinto sempre
il ciel sara'.
Ritorneranno
i fior nel prato
sin che a me l'anno
ritornera'.

Melanconia,
ninfa gentile,
la vita mia
consegno a te.
I tuoi piaceri
chi tiene a vile,
ai piacer veri
nato non e'.

O sotto un faggio
io ti ritrovi
al caldo raggio
di bianco ciel,
mentre il pensoso
occhio non movi
dal frettoloso
noto ruscel;

o che ti piaccia
di dolce luna
l'argentea faccia
amoreggiar,
quando nel petto
la notte bruna
stilla il diletto
del meditar;

non rimarrai,
no, tutta sola:
me ti vedrai
sempre vicin.
Oh come è bello
quel di viola
tuo manto, e quello
sparso tuo crin!

Più dell'attorta
chioma e del manto,
che roseo porta
la dea d'amor;
e del vivace
suo sguardo, o quanto
più il tuo mi piace
contemplator!

Mi guardi amica
la tua pupilla
sempre, o pudica
ninfa gentil;
e a te, soave
ninfa tranquilla,
fia sacro il grave
nuovo mio stil.

Ippolito Pindemonte

stelline voti: 9; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Due sigarette


Ogni notte è la liberazione. Si guarda i riflessi
dell'asfalto sui corsi che si aprono lucidi al vento.
Ogni rado passante ha una faccia e una storia.
Ma a quest'ora non c'è più stanchezza: i lampioni a migliaia
sono tutti per chi si sofferma a sfregare un cerino.

La fiammella si spegne sul volto alla donna
che mi ha chiesto un cerino. Si spegne nel vento
e la donna delusa ne chiede un secondo
che si spegne: la donna ora ride sommessa.
Qui possiamo parlare a voce alta e gridare,
che nessuno ci sente. Leviamo gli sguardi
alle tante finestre - occhi spenti che dormono -
e attendiamo. La donna si stringe le spalle
e si lagna che ha perso la sciarpa a colori
che la notte faceva da stufa. Ma basta appoggiarci
contro l'angolo e il vento non è più che un soffio.
Sull'asfalto consunto c'è già un mozzicone.
Questa sciarpa veniva da Rio, ma dice la donna
che è contenta d'averla perduta, perché mi ha incontrato.
Se la sciarpa veniva da Rio, è passata di notte
sull'oceano inondato di luce dal gran transatlantico.
Certo, notti di vento. E' il regalo di un suo marinaio.
Non c'è più il marinaio. La donna bisbiglia
che, se salgo con lei, me ne mostra il ritratto
ricciolino e abbronzato. Viaggiava su sporchi vapori
e puliva le macchine: io sono più bello.

Sull'asfalto c'è due mozziconi. Guardiamo nel cielo:
la finestra là in alto - mi addita la donna - la nostra.
Ma lassù non c'è stufa. La notte, i vapori sperduti
hanno pochi fanali o soltanto le stelle.
Traversiamo l'asfalto a braccetto, giocando a scaldarci.

Cesare Pavese

stelline voti: 10; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Lavorare stanca

I due, stesi sull'erba, vestiti, si guardano in faccia
tra gli steli sottili: la donna gli morde i capelli
e poi morde nell'erba. Sorride scomposta, tra l'erba.
L'uomo afferra la mano sottile e la morde
e s'addossa col corpo. La donna gli rotola via.
Mezza l'erba del prato è così scompigliata.
La ragazza, seduta, s'aggiusta i capelli
e non guarda il compagno, occhi aperti, disteso.

Tutti e due, a un tavolino, si guardano in faccia
nella sera, e i passanti non cessano mai.
Ogni tanto un colore più gaio li distrae.
Ogni tanto lui pensa all'inutile giorno
di riposo, trascorso a inseguire costei,
che è felice di stargli vicina e guardarlo negli occhi.
Se le tocca col piede la gamba, sa bene
che si danno a vicenda uno sguardo sorpreso
e un sorriso, e la donna è felice. Altre donne che passano
non lo guardano in faccia, ma almeno si spogliano
con un uomo stanotte. O che forse ogni donna
ama solo chi perde il suo tempo per nulla.

Tutto il giorno si sono inseguiti e la donna è ancor rossa
alle guance, dal sole. Nel cuore ha per lui gratitudine.
Lei ricorda un baciozzo rabbioso scambiato in un bosco,
interrotto a un rumore di passi, e che ancora la brucia.
Stringe a sè il mazzo verde - raccolto sul sasso
di una grotta - di bel capevenere e volge al compagno
un'occhiata struggente. Lui fissa il groviglio
degli steli nericci tra il verde tremante
e ripensa alla voglia di un altro groviglio,
presentito nel grembo dell'abito chiaro,
che la donna gli ignora. Nemmeno la furia
non gli vale, perché la ragazza, che lo ama, riduce
ogni assalto in un bacio c gli prende le mani.

Ma stanotte, lasciatala, sa dove andrà:
tornerà a casa rotto di schiena e intontito,
ma assaporerà almeno nel corpo saziato
la dolcezza del sonno sul letto deserto.
Solamente, e quest'è la vendetta, s'immaginerà
che quel corpo di donna, che avrà come suo, sia,
senza pudori, in libidine, quello di lei.

Cesare Pavese

stelline voti: 13; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

A Silvia

Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi?

Sonavan le quiete
stanze, e le vie dintorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all'opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno.

Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d'in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel ch'io sentiva in seno.

Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?

Tu pria che l'erbe inaridisse il verno,
da chiuso morbo combattuta e vinta,
perivi, o tenerella. E non vedevi
il fior degli anni tuoi;
non ti molceva il core
la dolce lode or delle negre chiome,
or degli sguardi innamorati e schivi;
né teco le compagne ai dì festivi
ragionavan d'amore.

Anche peria tra poco
la speranza mia dolce: agli anni miei
anche negaro i fati
la giovanezza. Ahi come,
come passata sei,
cara compagna dell'età mia nova,
mia lacrimata speme!
Questo è quel mondo? questi
i diletti, l'amor, l'opre, gli eventi
onde cotanto ragionammo insieme?
questa la sorte dell'umane genti?
All'apparir del vero
tu, misera, cadesti: e con la mano
la fredda morte ed una tomba ignuda
mostravi di lontano.

Giacomo Leopardi

stelline voti: 10; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

sguardi

occhi pieni di un ciel di storie...
bocca segnata da un tempo che inesorabile mi trafigge...
viso scolpito da colori,lacrime e avventure...
e un cuore pieno d'un immenso amore pronto da donare a un'anima ancora pura

cristina

segnalata da crispy lunedì 10 novembre 2003

stelline voti: 8; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Sguardo

Coi tuo occhi mi son incantato
col tuo sguardo mi son innamorato!

Shushù

segnalata da Shushù lunedì 5 maggio 2003

stelline voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

DIETRO LO SGUARDO

Dall'ombra traesti
il ricordo
tuoi sono i riti
l'origini delle cose
ancor vive.
Nei giardini di Luxemburgo
sono trattenuta
intanto
il sussrro delle acque
operano scambi.
Quell'immagine di fuoco
emersa dal tempo
e dalla tua voce
divora lo spazio
se tu mi guardi
m'avvicinerò alla luce.

Elisa Dejistani - tratto da mio libro "Duplicità del silenzio"

segnalata da elisa sabato 24 luglio 2004

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

DIETRO LO SGUARDO

Dall'ombra traesti
il ricordo
Tuoi sono i riti
l'origine delle cose
ancor vive
Nei giardini di Luxemburgo
sono trattenuta
intanto
il sussurro delle acque
operano scambi
Quell'immagine di fuoco
emersa dal tempo
e dalla tua voce
divora lo spazio
Se tu mi guardi
m'avvicinerò
alla luce.

Dejistani Elisa - tratto da da mio libro "Duplicità del silenzio"

segnalata da elisa martedì 27 luglio 2004

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Conosco bene lo sguardo dell’uomo

Conosco bene lo sguardo dell’uomo
Uno dice:<<amo e soffro!
Desiderio,mi dispero!>>.
E il resto una ragazza lo sa
Tuttoquesto non mi serve
Tutto qusto non mi tocca
Però i tuoi sguardi danno nuovo
Lustro al giorno
Perché dicono.<<mi piace
E nient’altro è pari a lei
Vedo rose vedo gigli,
vanto e gloria dei giardini
e cipressi, mirti viole
a ornamento della terra
adornata, e vero incanto,
ci circonda e ci stupisce,
ci ricrea sana e benedice,
e noi tornati in salute
ammalarci vorremo di nuovo>>.
Ed ecco hai visto enya
E ammalandoti sei guarito
E guarendo ti sei ammalato
Lei hai sorriso e l’hai guardata
Come mai hai sorriso al mondo
E enya sente dello sguardo
L’eterno ripete:<<mi piace,
e nient’altro e pari a lei>>.

annabella - tratto da sono passionata

segnalata da annabella sabato 17 marzo 2007

stelline voti: 13; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Uno sguardo

Te ne stai lì seduto lontano da me,
non mi guardi mai e non mi chiami
mai.
Stai lì parli con tutti tranne che con me
Forse sono stupida io,
Forse sono troppo credulona e ho
sperato che tu fossi con me..
Ma il tuo sguardo che è come
un raggio di sole che trapassa il mio
cuore...
Quel ricordo così doloroso nessuno
mai me lo toglierà...

Pallastrelli Francesca

segnalata da Pallastrelli Francesca venerdì 30 maggio 2008

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Non voglio più soltanto sguardi

Sotto i nostri occhiali da sole sapevamo di non dare nell’occhio
Ma che io fissavo te come tu fissavi me era ovvio
Mezz’ora soli siamo stati
Ma nessuno dei due ha avuto coraggio
E perciò neanche una parola ci siamo mai scambiati
Se però ti rivedessi adesso
Non mi lascerei scappare più l’occasione di parlarti
Non voglio più limitarmi soltanto a guardarti!

GiuliaAliasKP

segnalata da giulia lunedì 2 giugno 2008

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categoria: Poesie

basta uno sguardo

Lo so, mi lasciasti.
Ricordo quei dolci momenti, tenersi per mano
guardare insieme la gente, contare le
ore che mi separavano da te, guardare il cielo
e volerti li con me.
Con le mille speranze della mia età, i
sogni, gli obiettivi e le parole non dette,
scrivertele in una lettera che riceverai solo
per caso...
e improvvisamente guardare quello sguardo e non
riuscire più a trovare quell'amore dentro,
e allora capire, sapere e che sarebbe successo.
E poi è successo, le nostre strade si divisero,
le nostre mani si staccarono, i nostri sguardi
non si incrociarono più.
Quello è il momento in cui capisci, in cui intuisci.
E ora mi hai lasciata qui, in mille lacrime e con uno
sguardo che dice tutto ma tace, quando i nostri sguardi
si incroceranno spero capirai
che il mio sguardo è quello di prima, solo con qualche
lacrima in più ma sempre quello di cui ti innamorasti.
Forse ti accorgerai del mio sguardo sincero
e sorrideremo insieme, basta poco per capire che
due sguardi combaciano all'inizio, combaciano in eterno.
Sul serio, basta solo uno sguardo, uno sguardo che
inizierà per caso, continuerà con un sorriso e finirà con un bacio.

vero love dreams

segnalata da vero love dreams giovedì 19 giugno 2008

stelline voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Ultimi sguardi

Ripensi a tutti i momenti passati insieme?
Quei momenti come sogni
quegli sguardi comq abissi
quelle sere troppo veloci
e quel poco tempo che adesso mi rimane
e fisso quel mio cellulare
k vuole sentire
ank lui la tua voce...
scompari come se non ci fossi mai stata
come se io fossi scomparsa al posto tuo.

kira

segnalata da kira lunedì 29 dicembre 2008

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

IL tuo sguardo

Adesso sto osservando il tuo sguardo:
ed è.....profondo come l'immenso oceano in tempesta,
ed è fuggente come lo è l'acquain una mano,
adesso..... è brillante come un solitario incastonato nell'oro,
poi....... si fa rarefatto come l'incolore aria che respiriamo,
ed è .....ancora pietoso come lo è colui che sa perdonare,
subito è......rabbioso come il temporale che trafigge il cielo con saette di fuoco,
e poi è........ancora caldo come lo stesso fuoco che prende forma tra i ceppi ardenti,
infine è.......gelido come lo sono le notti invernali nei mesi più freddi.
Adesso, che sto osservando ancora il tuo sguardo,
lo sento avvolto da mille sensazioni.
M'immergo in esso e navigo in un mare di purezza.
Mi adagio su scogliere di fragilità ...dove la tua giovane età prende vigore, si allarga e si spande in un azzurro cielo di emozioni, che si riflettono meravigliosamente nel tuo.......dolcissimo, giovane sguardo.

Laura

segnalata da Laura lunedì 2 maggio 2011

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categoria: poesie

lo sguardo

si fermò presso il castagneto
e con un bastone spostò
le foglie secche
per cercare il frutto saporito.
Sentì un fruscio e lentamente
si voltò: l'elegante capriolo
avanzò di qualche metro,
il fiero sguardo la immobilizzò.

daniela cesta - tratto da dal romanzo FABULA FACTUS EST

segnalata da Daniela cesta domenica 20 novembre 2011

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categoria: poesie

lo sguardo che inganna

Chi uccide mostra odio e ferocia,
furore demente,
freddezza disumana.
Nel piantarmi il coltello nella pancia,
avessi almeno avuto la decenza di mostrare una faccia adeguata alla sciagurata azione assassina...
invece mi mostravi un sorriso...

blu mare - tratto da tratto dal mio diario

segnalata da blu sabato 17 dicembre 2011

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

va il mio sguardo

nell'orizzonte lontano
va il mio sguardo, oltre
il confine della terra,
nell'armonia delle onde,
che rotolano, rotolano,
senza fermarsi mai,
nell'immenso oceano dei desideri,
sotto l'infinito cielo misterioso e silenzioso
e quando le prime ombre della sera
circondano la mia anima,
io respiro di sollievo,
nel buio che avvolge me
nessuno può vedere i miei occhi,
se piangono o ridono

daniela cesta

segnalata da daniela cesta venerdì 26 aprile 2013


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