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categoria: Poesie

Frammenti


Talvolta quando al tramonto
passeggio stanco pel Corso
(ch'e' vuoto), uno che incontro dice, forte,
il mio nome e fa: "buona sera!"

Allora d'un tratto, li sul Corso ch'e' vuoto,
m'imbatto stupito alle cose d'ieri
e sono pur io una cosa col nome.

Quando ti stringo la mano e tu ripigli
sicuro
il discorso di ieri,
non so qual riverbero giallo di ambigua
impostura
colori di dentro l'atto di me che t'ascolto.
Fingo d'essere con te e non ho cuore a dirti
d'un tratto: "Non so chi tu sia!" Amico, in verita',
non so chi tu sia.
E come tu vuoi ch'io rinsaldi l'oggi all'ieri
labbra d'abisso,
ferita divaricata dell'infinito?

Mi fermi per via chiamandomi a nome,
col mio nome di ieri.
Ora cos'è questo spettro che torna
(l'ieri nell'oggi)
e questa immobile tomba del nome?

Tepido letto del nome, sicura casa dell'ieri!
Soffice lana dei sofferti dolori,
sosta ombrosa delle gioie lontane.
Nave sul mare.
Zattera di naufraghi.
Ma l'oggi e', via, come una cateratta aperta.
Nubi cangianti nell'abissale cavo del cielo.

Non v'e' altro eterno che l'attimo.

Pietosamente mascheri alla mia
disperazione la tua felicita'.

Sei chiuso nella tua gioia com'io
nel mio dolore.

Dallo scoppio della mia gioia,
come una ferita, il tuo soffrire.
Compiuto il mio desiderio, con stupefazione,
ecco il tuo pianto.

Ma ciascuno si dibatta nel suo oggi,
carcerato nella cella.

Giovanni Boine

stelline voti: 22; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Furtiva mano di un fantasma occulto


Furtiva mano di un fantasma occulto
fra le pieghe del buio e del torpore
mi scuote, e io mi sveglio, ma nel cuore
notturno non trovo gesto o volto.

Un antico terrore, che insepolto
porto nel petto, come da un trono
scende sopra di me senza perdono,
mi fa suo servo senza cenno o insulto.

E sento la mia vita di repente
legata con un filo di Incosciente
a ignota mano diretta nell’ignoto.

Sento che niente sono, se non l’ombra
Di un volto imperscrutabile nell’ombra:
e per assenza esisto, come il vuoto.

Fernando Pessoa

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categoria: Poesie

Di un Natale metropolitano

Un vischio, fin dall’infanzia sospeso grappolo
di fede e di pruina sul tuo lavandino
e sullo specchio ovale ch’ora adombrano
i tuoi ricci bergére fra santini e ritratti
di ragazzi infilati un po’ alla svelta
nella cornice, una caraffa vuota,
bicchierini di cenere e di bucce,
le luci di Mayfair, poi a un crocicchio
le anime, le bottiglie che non seppero aprirsi,
non più guerra né pace, il tardo frullo
di un piccione incapace di seguirti
sui gradini automatici che ti slittano in giù…

Eugenio Montale

stelline voti: 10; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Tu non sai le colline


Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo
l'arma e il nome. Una donna
ci guardava fuggire.
Uno solo di noi
si fermò a pugno chiuso,
Vide il cielo vuoto,
chinò il capo e morì
sotto il muro, tacendo.
Ora è un cencio di sangue
e il suo nome. Una donna
ci aspetta alle colline

9 novembre '45

Cesare Pavese

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categoria: Poesie

La catasta dei ruderi arancione


La catasta dei ruderi arancione
che la notte con il fresco colore
del tartaro infanga, dei bastioni
di leggera pomice, erborei,
monta nel cielo: e più vuote
sotto, le Terme di Caracalla al bruciore
della luna spalancano l'immoto
bruno dei prati senza erbe, dei pesti
rovi: tutto svapora e si fa fioco
tra colonnati di caravaggesca polvere,
e ventagli di magnesio,
che il cerchietto della luna campestre
scolpisce in fumate iridescenti.
Da quel grande cielo, ombre grevi,
scendono i clienti, soldati pugliesi
o lombardi, o giovincelli di Trastevere,
isolati, a bande, e nel basso piazzale
sostano dove le donne, arse e lievi
come stracci scossi dall'aria serale,
rosseggiano, urlando - quale bambina
sordida, quale innocente vecchia, e quale
madre: e in cuore alla città che vicina
preme con raschi di tram e groppi
di luci, aizzano, nella loro Caina,
i calzoni duri di polvere che si spingono,
capricicosi, agli sprezzanti galoppi
sopra rifiuti e livide rugiade.

Pier Paolo Pasolini - tratto da La religione del mio tempo

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categoria: Poesie

Arsenio

I turbini sollevano la polvere
sui tetti, a mulinelli, e sugli spiazzi
deserti, ove i cavalli incappucciati
annusano la terra, fermi innanzi
ai vetri luccicanti degli alberghi.
Sul corso, in faccia al mare, tu discendi
in questo giorno
or piovorno ora acceso, in cui par scatti
a sconvolgerne l'ore
uguali, strette in trama, un ritornello
di castagnette.
E' il segno d'un'altra orbita: tu seguilo.
Discendi all'orizzonte che sovrasta
una tromba di piombo, alta sui gorghi,
più d'essi vagabonda: salso nembo
vorticante, soffiato dal ribelle
elemento alle nubi; fa che il passo
su la ghiaia ti scricchioli e t'inciampi
il viluppo dell'alghe: quell'istante
è forse, molto atteso, che ti scampi
dal finire il tuo viaggio, anello d'una
catena, immoto andare, oh troppo noto
delirio, Arsenio, d'immobilità...
Ascolta tra i palmizi il getto tremulo
dei violini, spento quando rotola
il tuono con un fremer di lamiera
percossa; la tempesta è dolce quando
sgorga bianca la stella di Canicola
nel cielo azzurro e lunge par la sera
ch'è prossima: se il fulmine la incide
dirama come un albero prezioso
entro la luce che s'arrosa: e il timpano
degli tzigani è il rombo silenzioso
Discendi in mezzo al buio che precipita
e muta il mezzogiorno in una notte
di globi accesi, dondolanti a riva, -
e fuori, dove un'ombra sola tiene
mare e cielo, dai gozzi sparsi palpita
l'acetilene -
finché goccia trepido
il cielo, fuma il suolo che t'abbevera,
tutto d'accanto ti sciaborda, sbattono
le tende molli, un fruscio immenso rade
la terra, giù s'afflosciano stridendo
le lanterne di carta sulle strade.
Così sperso tra i vimini e le stuoie
grondanti, giunco tu che le radici
con sé trascina, viscide, non mai
svelte, tremi di vita e ti protendi
a un vuoto risonante di lamenti
soffocati, la tesa ti ringhiotte
dell'onda antica che ti volge; e ancora
tutto che ti riprende, strada portico
mura specchi ti figge in una sola
ghiacciata moltitudine di morti,
e se un gesto ti sfiora, una parola
ti cade accanto, quello è forse, Arsenio,
nell'ora che si scioglie, il cenno d'una
vita strozzata per te sorta, e il vento
la porta con la cenere degli astri.

Eugenio Montale

stelline voti: 16; popolarità: 2; 0 commenti

categoria: Poesie

Un vuoto

Un vuoto che non si riesce a definire con delle sole parole,
non è allegria non è tristezza è solamente……silenzio per chi vuole.
Passano i giorni i mesi e gli anni, e per giunta si diventa anche grandi.
Che strazio questa vita, corriamo, siamo spesso di fretta, cresciamo senza accorgercene e non viviamo il presente..
Delusioni in amore e in amicizia, non si ha voglia più di combattere contro la pigrizia.
Dove rimane il buon senso, non per criticare, ma questo penso?!
Che senso ha la vita? Bugiarda e pure crudele, come un battito di ciglia.
La società che si fa manipolare,
dai governi che ci promettono sostegno, lavoro che ci deve dare!
La nostra vita chiusa nei limiti di stato, senza vedere oltre la sbarra
del passato,dove ci ha portato? Un vuoto che viene chiuso da illusioni, di promesse mai mantenute, d’amori finiti, di povertà più ricca, di inganni mai scoperti.
Cosa rimane?

Un silenzio in ognuno di noi che ci unisce!

Vale

segnalata da Vale sabato 5 febbraio 2005

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categoria: Poesie

SOSPESA NEL VUOTO

Ho immaginato un altro vivere, c'eri tu con me, nella vivente solitudine ero dentro di te, con questo mio dolore di dare e non avere mai.
Dove si arrendono le lacrime, dimmi tu, perchè si ostinano a fiorire fiori che non colsi mai!
Una sera e un temporale, ai vetri tuoi, porteranno quei pensieri fino ai miei.
Ti cadra' di mano il piatto e sentirai un dolore che non ti ha lasciato mai, e non so tra quali braccia finirei a sperare che il mio cuore torni a vivere...lo sai, non ho pieta' di me.
Tra il tempo che non è ancora
e il tempo che non è più.
p.s.
dedicata al lupo alla luna.

tere - tratto da la mia anima

segnalata da tere giovedì 15 settembre 2005

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categoria: Poesie

Un vuoto mai colmato

Quando con molta barba e pochi capelli
il tuo ormai vago ma intenso ricordo
mi infonderà dolci energie scintillanti
che culmineranno in un lieto sospiro,
penserò a te come
qualcosa che puoi vedere, ma non toccare.
Ad un sogno che vive nell’immaginazione
logorando l’anima perché irrealizzato.
Ad un piatto di cui puoi fiutarne l’odore,
ma mai assaggiarlo con gusto.
All’attimo di piena e appagante felicità
in una vita piena d’angoscia e dolore.
All’unica occasione possibile per
fissare il Sole negli occhi e gridargli
dal profondo del tuo essere
quanto meravigliosa sia la sua
abbagliante e immensa bellezza.
Quel sospiro, che altri sospiri ricorderà,
mi infonderà la malinconia di un amore
che con tutte le forze ho sempre ricercato
lasciandomi dentro un vuoto mai colmato.

Keebus

segnalata da Keebus lunedì 3 luglio 2006

stelline voti: 16; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

E SE IL CIELO FOSSE VUOTO?

E se il cielo fosse vuoto
Se le anime inutilmente
Si mettessero in moto…
Per poi trovare niente?

Conoscevo un ragazzo
Ora non lo potrò più toccare
Ne vedere ne sentire
Chissà se almeno lui potrà guardare…

Quest’anima solitaria
Che si pone queste domande
Sulla vita che seppur le stessa, varia
Che ha in mano qualcosa di troppo grande.

E se il cielo fosse vuoto?
Se oltre quel immenso blu
Ci fosse l’ignoto?
E le anime non ci fossero più?

Se Dio si nascondesse
In ogni piccolo dettaglio
Nel boato di un tuono
O nel soffio di un ventaglio?

E se Dio ci dicesse
Cosa è giusto e cosa è uno sbaglio
Se ogni giusta azione
Fosse il seguito di un abbaglio.

E se il cielo fosse vuoto?
Se Massimo fosse ancora in servizio
Se la sua fine
Fosse solo un altro inizio?

LucaG - tratto da MyLyrics

segnalata da LucaG lunedì 30 aprile 2007

stelline voti: 8; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

IL VUOTO

Questo senso di vuoto
Che mi prende proprio qua
Stanotte voglio mettermi in moto
E lasciare la città.
Per sentire odori diversi
Vedere facce diverse
E vedere quelle piccole ricchezze
Che sono state sommerse.
Sentiamo tutti un po’ di vuoto
Così cerchiamo di svagarci un po’
Per paura dell’ignoto
O per paura di non sapere, non lo so.
Che ne dici di scappare?
Il mondo è sempre li, spetta a noi decidere
Si può restare nella solità prevedibilità
Ma ricordati che si deve vivere.
Stamattina guardavo il cielo
E dentro sentivo il vuoto
C’è qualcosa che mi manca
E che ancora non trovo.
Spero di trovare la via
Un po’ di illuminazione
Essere spinto più dal cuore
Che dalla ragione.
Ho paura del vuoto
Devo riuscire a colmarlo
E allora metto in moto
So io come affrontarlo
Stanotte proverò tutto ciò che non conosco
Andro in quei posti che non ho mai visto
Conoscerò gente che mai avrei immaginato
E potrò urlare al cielo Io esisto.
Salgo sulla mia macchina
E metto in moto
Spaccherò la città
E non sentirò più questo vuoto.

LucaG - tratto da MyLyrics

segnalata da LucaG domenica 7 ottobre 2007

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categoria: Poesie

vuoti

Vuoti di memoria sulla terra
Intensi , attimi, dimenticati
Nell’oblio dei ricordi
Vuoti di parole sulla terra
Improvvisi , lunghi, silenzi
Irrompono tra di noi
Vuoti di rabbia sulla terra
Felici, attimi, disincantati
Accarezzano i nostri sorrisi
occorrete gente che la corsa sta per iniziare
venite ad ammirare l’attrazione speciale
Salite sulla giostra della vita
Il vuoto illude il nulla di esistere
È uno spazio senza tempo
Un sospiro mai dimenticato
Un opera mai composta
Vuoti di follia sulla terra
Delicati pensieri vergini
Fuoriescono dalla nostra bocca

segnalata da Marciano C domenica 20 gennaio 2008

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categoria: poesie

Il vuoto del silenzio

i sogni della notte svanire nel desio di un risveglio.
Lei cercava briciole di lacrime, mentre
ella ora era luce d’amore.
Non era lui il principe della favola,
che suonava note adagiate
nel cuore di una fanciulla
che gridava in silenzio…
t’amo mamma!
Gelida la sua mano…nei suoi occhi tristi,
il vuoto del silenzio.
Adagiata ora, per sempre nel suo cuore,
dove un tempo lei fu,
il suo ardito amore.

naida santacruz

segnalata da naida santacruz venerdì 27 marzo 2009

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categoria: Poesie

nel vuoto

nel vuoto dell'universo
inimagginabile vuoto..
tra galassie lontane..
stelle di fuoco..
dove la nostra mente non arriva..
eppure tutto questo è amore
tutto galleggia nell'amore..
e l'essere umano
è la perla piu preziosa

daniela cesta

segnalata da Daniela cesta giovedì 10 novembre 2011

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categoria: Poesie

nel vuoto

e il vento prende
i miei pensieri,
tra le foreste vagano liberi,
e tu luna d'argento.
li copri con la tua
luce velata,,
mentre io
piccola piuma
leggera e armoniosa
tra le stelle.

daniela cesta

segnalata da Daniela cesta sabato 18 febbraio 2012

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categoria: poesie

nel silenzio del vuoto

io vivo tra le stelle,
nel silenzio del vuoto,
dove gli angeli volano,
e volano i miei pensieri,
così lontano dal mondo,
respiro la loro beata solitudine,
e osservo i sospiri dell'intero universo.
nessuno può capire me,
solo l'infinito.

daniela cesta

segnalata da Daniela cesta venerdì 29 giugno 2012

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categoria: Poesie

VUOTO TANKA

Strinsi le mani
avevo tanto freddo.
L'ultima legna
profumava di rose
in quella casa vuota.

Angela Randisi

segnalata da Angela Randisi martedì 8 novembre 2016

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categoria: Poesie

NEL VUOTO

nel mondo ci sono i potenti
che vogliono manipolare i popoli
che abitano in questo pianeta
sperduto nel buio di un firmamento
misterioso e infinito, tra le nebulose
le galassie, le stelle, pianeti,
nel silenzio siderale, in un vuoto scuro,
abisso che non conosciamo, spaventevole
agghiacciante, scioccante, terrificante,
noi siamo un pugno di mosche,
di un piccolo pianeta, nella galassia
dentro lo sconfinato spazio.

DANIELA CESTA

segnalata da DANIELA CESTA mercoledì 30 maggio 2018

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categoria: Poesie

fine

10 anni sono passati e oggi seduta qui' sento soltanto un vuoto incolmabile.Come e' potuto succedere proprio a noi che mai nessuno ci avrebbe potuto dividere....tu lo dicevi sempre "amiche per sempre",come due sorelle senza segreti....c'eri sempre per me ed io per te ...e poi .........vuoto!Adesso c'e' lui a cui io non piccio perche' ti consiglio cio' che lui non vuole.Ed eccomi qua' a fissare questo maledetto telefono,no non posso chiamarti un'altra volta,non per orgoglio ma perche' non voglio piu' soffrire.Ed e' la FINE.

segnalata da Daniela martedì 26 luglio 2011

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categoria: Poesie

FUGGIRE

Vivere un attimo mentre il tempo brucia i fogli di un calendario appeso ad una parete di una stanza vuota. Immagini, castelli di cristallo e fanciulle dai capelli d'oro, favole soltanto favole che il pensiero crea per dare un senso alla triste vita di un uomo stanco. Fuggire? Ma dove!! e la proiezione di mondi irreali copre ancora una volta, le pareti della stanza vuota. E sembra che pianga quel cane di stoffa accuciato sul divano. L'uomo apre una finestra e guardando il cielo si accorge che le stelle brillano ancora. E le sedie divengon castelli e i tappeti vallate coperte di grano maturo e le lacrime ruscelli di un pianeta lontano.

Gianni Ardi

segnalata da gianni ardi mercoledì 13 ottobre 2004


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