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poesie


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crepuscolo d'estate

il grano è giallo! Brilla nel caldo campo,
ed io bambina correvo, tra le spighe,
nel cielo tinto rosso, di un tempo lontano,

amavo le spighe di grano, parlavo con loro,
sotto il sole bollente, tra il canto dei contadini
che lasciavano il territorio al tramonto,

le rondini garrivano felici, nel cielo estivo,
due, innamorati si scambiavano effusioni,
sotto l'ombra di una maestosa quercia,

ed io correvo contro il vento, tra il profumo della terra,
perdendo le scarpe mentre i rovi, graffiavano le mie gambe,
il timo profumava, e io aspiravo il loro aroma,

sentivo la voce di mia nonna, che chiamava il mio nome,
ma io ero una libellula che volava nel vento,
in un crepuscolo lontano, caldo, gioioso, quieto

di, un tempo meraviglioso.

daniela cesta

segnalata da DANIELA CESTA venerdì 24 luglio 2015

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tramonto d'estate

tranquillo tramonto estivo,
cullandomi nella quiete, del momento,
trail canto dei grilli e delle cicale,

risplende il campo, di grano maturo
scintilla, sotto il cielo azzurro,
ondeggia, nella brezza crepuscolare,

mentre i fiori chiudono, le corolle, prima della sera,
il lupo, l'orso e il cinghiale, scendono dai monti
per raggiungere le fonti, dell'acqua e dissetarsi,

gli ultimi raggi di sole, illuminano le foglie degli alberi,
giocano con le prime, ombre della sera,
il respiro della terra è in me, nel mio profondo,

sussurrano armonie gioiose,
nella solitudine pacifica tra cielo e terra,
nei meravigliosi attimi, di una stagione luminosa.

daniela cesta

segnalata da DANIELA CESTA venerdì 24 luglio 2015

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Viso dal lucente sorriso
Sceso dalla gloria del paradiso

Nunzio Moscato 86

segnalata da Nunzio venerdì 24 luglio 2015

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Una poesia

Ti dedico una poesia figlio mio
il tramonto.
Ti dedico una casa
che odora di primavera,
il mare e mille stelle
al risveglio del cielo.
Ti dedico fiori di campo
un sorriso sempre.
Ti mostro un sentiero
per non perdere altro tempo
ti svelo la notte
per non temere il giorno.
Ti dedico una poesia
prima di andare,
i giorni, la bruma
il pesco e le vette.
Ti auguro sogni, canzoni
un nome da pensare
ogni carezza di felicità.

Michele Gentile

segnalata da Sara venerdì 24 luglio 2015

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FELICITà

FELICITÀ

Stage di 6 mesi, dopo colloqui:
colloquio tecnico, conoscitivo, test di logica e cultura generale, colloquio motivazionale, prova di inglese, colloqui online,
intanto fai altri colloqui per altre aziende, cerchi di apparire interessato anche se sai che il tuo sogno è ancora lì, a portata di mano e stai facendo di tutto per raggiungerlo.

Poi agosto di mezzo, le aziende chiudono, e tu sei li, in attesa, intanto cerchi di trovarti un lavoretto, per tirare avanti, intanto il tempo passa, i soldi sempre meno, l’ansia aumenta, intanto altri colloqui ma la tua mente è sempre li.

Poi un giorno, fine agosto, arriva una telefonata, quella che hai sperato per troppe notti,
le risorse umane, sempre vaghe, cominciano a parlare di contratto, di lavoro, la tua voce perde tonalità, non hai nemmeno il fiato per respirare ma ti sforzi comunque di rimanere normale.

L’ultimo step, ti dicono: “Le visite mediche sono domani mattina presto nel paese xxx” (ebbene si, anche le visite mediche),
tu sei al verde, ma con gli ultimi euri prendi il primo treno per raggiungere il posto,
lo studio di medicina del lavoro è lontanissimo dalla stazione ma non ti importa,
3 chilometri forse 4 a piedi alle 7 di mattina per le analisi mediche,
sei stanco ma sai in cuor tuo che non sarà di certo questo che ti fermerà dall’obiettivo.

Finalmente dopo qualche giorno sei li, in azienda,
senza neanche una moneta in tasca, la notte prima hai ricucito con ago e filo lo strappo al pantalone elegante, l’unico che hai, comprato per la laurea;

stai per firmare il contratto, dentro di te piangi dalla felicità,
poco prima di poggiare la penna sul foglio ti fermi, un sospiro,
e ti passano davanti gli ultimi 5/6 anni della tua vita,
le giornate sui libri, gli esami, quelli andati bene quelli no,
i sacrifici per arrivare a fine mese, i sacrifici dei tuoi genitori per permetterti di continuare a sognare,
tutto insieme, un treno di ricordi, in un attimo.

Firmi, incontenibile una lacrima viene fuori dai tuoi occhi,
la asciughi immediatamente per non farla notare.
Alla fine i saluti: “Comincerà tra una settimana”.

Sinceramente è strano che in un periodo come questo trovare un lavoro sia quasi un punto di arrivo che di partenza, farò comunque in modo che sia un punto di partenza;

ad ogni modo posso dire che in quell’attimo,
in quell’infinitesimo istante prima di poggiare la penna e firmare,
ho sentito qualcosa, un brivido, un lampo:
FELICITÀ.

Firmato
Un lavoratore

Un lavoratore

segnalata da Un lavoratore domenica 12 luglio 2015

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