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poesie


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Mal D'amore

Sono immobile e ho gli occhi rigonfi di lacrime
voglio scappare via dal mio mal d'amore.
Tormentata è la mia anima
Ma e la mia croce e la mia delizia.
Tu soave nome sei per me
Come si puo' lasciare qualcosa di cosi' bello e avvolgente
è tristemente fatuo o e qualcosa di astratto?
Vibro al sol pensiero di una tua parola proferita
di un bacio donato
di effusioni celate
e mi logoro nell'amarezza
perchè non vorrei essere l'uno fra tanti
ma l'unico amore, che ti riempie il cuore
come tu lo sei per me.
Io non potrò mai smettere di amare te

Vallant Langosco

segnalata da Vallant giovedì 14 gennaio 2010

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Le Strade del Cuore

Il freddo vuota le panchine affollate di un rigido inverno,
la scura notte arriverà presto ad abbracciare la città.
Per gli impauriti amanti ci saranno mani calde da stringere,
Per gli impauriti amanti ci saranno mani calde da stringere
rigidi cappotti a chiudere il collo e portici pronti a difendere
il loro viso dagli attacchi del vento.

Lungo il viale tra le panchine ormai abbandonate
è rimasto solo un vecchio signore,
con lo sguardo basso scruta
il suo cappello logoro di vita,
scorrere lento fra le sue dita.

Il cielo del mio paese ha le sfumature indefinibili
dei tuoi occhi, fra le sue strade cammino lento
come se passassi le mani fra i tuoi capelli.
Il vento allontana le nuvole e mi riporta il tuo profumo,
osservo una coppia di teneri amanti
poi desolato ed invidioso, mi fermo a guardare
distrattamente tra le vetrine, i balocchi preziosi nei negozi.

Il freddo fa rabbrividire il mio corpo,
ma l'amore è la più contagiosa delle malattie,
oramai stordito dalla febbre per il tuo amore
mi ritrovo sorridendo, da solo a camminare
mentre intorno a me la città fugge via.
Sosto a lungo sul bordo di una fontana
vorrei anche io adesso un cappello
da potere scorrere fra le dita,
ci nasconderei dentro i miei pensieri di oggi
e poi gentilmente lo poggerei in testa…
Il viale è oramai desolato,
le foglie cadute danzano al vento i ricordi della loro vita,
non c'è più quel vecchio signore seduto sulla panchina…
avrei voluto chiedergli quali ricordi contenesse il suo cappello
ma la fredda sera lo ha portato via…
Rimango solo io con i miei pensieri
pensieri d'amore…
liberi pensieri per le strade del cuore...

Vallant Langosco

segnalata da Vallant giovedì 14 gennaio 2010

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Ascoltando il vento

Ascoltando il vento udrai parole
che non ti ho mai detto.
Come sospiri piano piano
ti entreranno nel cuore,
diverranno carezze
che portano il mio nome,
la mia cura per ogni male
il mio regalo per ogni festa.
Come raggi di sole
ti baceranno il viso quando sarai sola,
come petali di rose, profumeranno le tue mattine
quando guardando il cielo, non vedrai il sole.
Saranno lì forse solo un attimo
come un lieve tepore sul quel tuo bel viso,
o sensazione di buono e di caldo
come se tornassi bambina,
fra le braccia di mamma
a sgranocchiare biscotti dopo bua e lacrime.
Ti abbracceranno prima del sonno sotto le coperte
quando sarai nel tuo letto sola,
ti porteranno sorrisi
quando i sorrisi mancheranno ai tuoi giorni,
e coccole calde nei pomeriggi d’ inverno
fra nebbia e piogge senza fine.
Saranno le mie parole
senza rumore,
ne’ lacrime,
accanto alla tua anima
quando io non potrò esserti vicino.
E se pure un giorno tu scorderai il mio nome
ascoltando il vento,
di nuovo avrai per te queste parole
che sto scrivendo…
…che non ti ho mai detto.

Vallant Langosco

segnalata da Vallant giovedì 14 gennaio 2010

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Sogni Infranti.

Nel riflesso di un lago dorato
si specchiano i miei sogni.

Li vedo, ma non riesco a prenderli...
Sono lì, ma il vento li sta portando via...
Corrono lontano da me.

Li ho inseguiti a lungo...
Ora non ho più la forza di rincorrerli
Li lascio andare, trasportati dalla corrente.

Aspetto, in silenzio, che le tenebre della notte
ne cancellino ogni traccia...

Vallant Langosco

segnalata da Vallant giovedì 14 gennaio 2010

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Poveri noi

Io come infelice
ho ormai perduto
perduto tutti i sogni.
Ho appeso un cilindro
di magia sui chiodi
arrugginiti.

Io che non so più
scrivere ho bendato
gli occhi per non illudermi.

Non ho il silenzio
né il rumore
di una certezza.

Non ho la forza
dei miei anni
né la debolezza della vecchiaia.

Ma sento il tempo
svanirmi immobile,
e restringersi in un cerchio
fino a soffocare.

C’è la corda di un
amore scomparso.
Ci sono il sangue e la storia
comune.
C’è la paura di quella fine
che non conosco.

E il brutto mondo
di pecore e lupi.
E gli stantuffi di
ogni ultimo respiro.
E tutta la gente
di questa mia vita.

Poveri noi, misere bestie,
che alla ragione
siamo condannati.
Poveri noi che
liberi non siamo...
Che liberi…non sappiamo essere liberi.

Vallant Langosco

segnalata da Vallant Langosco giovedì 14 gennaio 2010

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