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categoria: Poesie
MARGY
Molte volte mi sono chiesta come avrei voluto invecchiare...poi un giorno ho visto Margy. Camminava lentamente sulla spiaggia protetta da un lungo vestito bianco e uno strano cappellino. Le spalle erano un pò curve ed i fragili cappelli raccolti sulla testa scomposti da un vento dispettoso. lo sguardo vivo ed intenso proteso verso l'orizzonte ed il sorriso così ingenuo ed immenso da farla sembrare una bambina. Sorrideva dolcemente alle onde del mare....al sole....alle minuscole conchiglie sparse sulla spiaggia.....al vento.... e ad ogni essere vivente che in quell'istante era là presente. Margy non aveva età....era la bambina appenata nata....la giovane ragazza....la donna un poco pazza: birrazza, originale, singolare, strana, stravagante......UNICA. Così avrei voluto diventare....e possedere tutti i colori di Margy.?
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categoria: Poesie
La zoria virgina e la jaddina
LA ZORIA VIRGINA E LA JADDINA
Era usanza, ne li tiempi antichi,
aroppa la primma notte re li sposi,
appenne lu lenzulo janco
annanti a lu balcone re la casa,
cu’ a lu centro re lu llino,
‘na bedda macchia rosa.
Era la mamma re la zita,
pe’ affà vvedé ca’ la figghia
sova grazzie a edda era arrivata
nnanti all’artare re’ la chiesa
virginedda e ancora ‘libata.
Lu’ lenzulo cu’ la macchia
a lu centro rossa re sango,
l’aviano verè la matina tutte quante,
cumm’esempio all’autri zuriedde,
ca’ primma re arrivà ra’ lu preveto,
n’aviano tuccà lu maneco re lu mbreddo.
Ma si la sposa già l’avìa ‘ngingata,
e primma re lu matrimonio
già a quarcuno l’avìa rata,
s’acceria ‘na vecchia jaddina,
e lu sango suovo stia appiso la matina.
A lu pranzo re li ziti se facia la vrora,
ca’ purtava figghi masculi alla bon’ora,
e si lu ninno nassìa primma ‘nu’ beddo matino,
la mamma e la gnora riciano a la chiazza
ca’ era la natura ca’ era sciuta pazza,
e si sulo aroppa sette misi era nato lu’ bambino,
vuleva sulamente significà ca’ era sittimino!!!
TRADUZIONE
Era consuetudine anticamente, nei paesini dell’alto Cilento, dopo la prima notte di matrimonio, appendere al balcone della camera da letto, il lenzuolo sporco di sangue della sposa vergine. A quel tempo arrivare alle nozze ancora “cumme l’avìa fatti la mamma” era quasi un obbligo oltre che un motivo di onore e di orgoglio per la famiglia della sposa. Quando la mamma della sposa veniva a conoscenza che la figlia non era più illibata, la mattina dopo la prima notte di nozze, avendo provveduto a sgozzare una gallina vecchia ( che da anche buon brodo ma che non faceva più le uova) cosparge il sangue al centro del lenzuolo, nel punto strategico, creando una macchia adeguata e di poi il lenzuolo viene esposto al balcone per l’intera giornata. Tutti dovevano sapere che la ragazza (zuriedda) era arrivata ancora vergine alle nozze, proprio come mamma l’aveva fatta. La gallina non veniva buttata, ma il giorno veniva usata per fare un buon brodo per la sposa. Tradizione voleva che il brodo di gallina propiziava alla sposa figli maschi, allora importanti per i lavori nei campi. E se il bambino nasceva due mesi prima? Era semplicemente nato settimino!!!
Catello Nastro - tratto da Poesie Cilentane
segnalata da Catello Nastro lunedì 4 aprile 2011
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categoria: Poesie
IL TEMPO
Parlami di te, disse il tempo:"cosa vuoi che ti dica, io sono il silenzio. Io risiedo nell'universo...dove il tempo e le parole non hanno alcun senso". Il tempo allora si rivolse alla vita, e chiese rammaricato quale compito ingrato ella gli avesse consegnato. Ma....la vita dolcemente rispose: " Mio caro tempo...tu scandisci le ore......tuoi sono i rintocchi delle campane. Al tuo via nasce ogni giorno il sole del mattino....e la luna torna ogni notte a far capolino. Se tu dicessi "basta" ....in un secondo tutto si fermerebbe.....che tristezza sarebbe!. Ora hai capito perchè il tuo compito è così ambito
segnalata da Laura lunedì 11 luglio 2011
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categoria: Poesie
ALLA DONNA
Cosa si nasconde dietro il volto di una donna??? Dietro il volto di una donna ci sono mille albe e altrettanti tramonti. Dietro il volto di una donna c'è la sofferenza dell'esistenza. Dentro gli occhi di una donna ci sono mille occhi: gli occhi di quel figlio che soffre e di quello che invece si offre alla vita. Gli occhi di un marito o di un compagno che scrutano di nascosto quel "volto" " velato da mille emozioni, molto spesso difficili da capire. Dietro il volto di una donna ci sono mille racconti .... mille tramonti.... mille aurore... mille sfumature e mille storie. Mentre gli occhi sorridono e la bocca trema dentro il corpo della donna nasce "la vita".
segnalata da Laura.P venerdì 8 marzo 2013
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categoria: Poesie
Le stanze della Morte
Ancora una volta hai scelto il tuo passato,
nessuna pietà, nessun perdono per i
sudditi maledetti, ti vesti da carnefice
e apri le stanze della morte.
Un altro figlio della vita
ha perso il manto di purezza,
il tuo regno lo ha stuprato,
con violenza, con paura.
Ma tu ora, lo condanni alla
pena più alta, più atroce.
E' Colpevole! E' Colpevole!
e lo fai salire sul trono
della giustizia avvolgendolo
con nuvole di veleno.
E' Colpevole! E' Colpevole!
e bruci la sua carne,
la sua mente con la folgore
della tua vendetta.
Questa è la tua legge,
questa è la crudeltà del tuo regno
che uccide i sensi alla vita
che nasce, e la rende malata
di un odio che diventa follia,
diventa potere.
Ma tu, dov'eri quando seviziata,
picchiata spaventata,
ti implorava amore piangendo,
ti implorava amore piangendo.
E' tu! malato d'egoismo non c'eri
E' tu! attaccato alle cattedrali
del tuo denaro, non c'eri.
Troppo lontani sono i tuoi sensi
malati, per sentire, ascoltare
il lamento, il dolore, la sofferenza
di un essere puro che ti viene incontro
con la gioia negli occhi, e l'armonia
nel sorriso.
Troppo lontano è il tuo regno distorto
dal paradiso che nasce,
dalla libertà emozionale che hai perso.
Questa è la verità che non vuoi sentire,
questa è la verità che ti fa paura.
Altri ancora nasceranno, e sporcherai
e plasmerai ai tuoi pensieri distorti.
Altri ancora saliranno sul tuo trono di morte.
Altri ancora saranno rinchiusi nelle celle
delle tue prigioni, dei tuoi manicomi.
Altri ancora verranno affamati,
sacrificati per il tuo benessere
per la tua vanità!
Altri ancora saranno osannati
come liberatori, e uccideranno in nome
di un Dio, e uccideranno in nome di una patria,
e uccideranno in nome di una falsa libertà.
Questo è il tuo inferno! questo è il tuo regno!
Ma la vita è più forte! la vita è più grande!
lasciala entrare dentro di te, lasciala germogliare
liberamente, aiutala! proteggila! difendila!
con tutto te stesso, con tutte le le grandi risorse
che hai, è l'unica che ti può salvare!
segnalata da Bruno Franchi sabato 3 novembre 2007
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