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categoria: poesie

Come un ramoscello

COME UN RAMOSCELLO

Come un ramoscello,
abbarbicato al tronco
maestoso e secolare
di un atavico ulivo
dell’entroterra cilentano,
pur avanzato negli anni
e consunto da piogge
e temporali illuminati
da fulmini e saette
di terrificante effetto,
continuo a raccontare
storie fantastiche
con politici camaleonti
e falsi imprenditori
camuffati da folletti.

Ed io ramoscello
abbarbicato al tronco,
dissidente guardo il cielo
speranzoso in un cambiamento
che non avverrà mai.

Vorrei urlare alle stelle
la mia rabbia, ma non posso.
Domani potrebbe passare
una gigantesca ruspa
e spianare l’uliveto.

Catello Nastro

segnalata da Catello Nastro venerdì 7 ottobre 2011

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categoria: Poesie

Questo tuo bipolarismo......

La vita.........la tua........
Momenti,malinconici,monotoni,tristi
nel susseguirsi di giorni interminabili,
si perchè è questa l'impressione che
percepisco,oltre al tuo nervosismo,e
la tua irrequitezza.
Seduta su di un divano,oppure sdraiata
su di un letto,ti giri e rigiri avvolgendo il
cuscino,sembrerebbe che ti dia fastidio,
mentre sei intenta nei tuoi pensieri,
nelle tue preoccupazioni,nelle tue
incertezze,cadi in un sonno profondo.
Lo si intuisce dal respiro, probabilmente
dovuto da quella posizione scomoda.
Su alzati prendi una mela e mordila con
rabbia,senza remore, senza timore,eppure
tutto ciò dovrebbe appartenere,al tuo
carattere,e far sì che possa essere te stessa.
Affrontala,prevali su di lei,eppure.....lei nelle
varie vicissitudine, giornaliere si offre,immancabilmente,bella o brutta che sia,
la nostra signora sovrana............
........LA VITA ........
Confrontati pure ad un fantino,quando in sella
al suo cavallo ribelle, cerca in tutti i modi di
disarcionarlo,bisognerebbe fargli intuire chi
ha più risolutezza fra i due.......
Decisamente dovresti essere tu la protagonista......

Dedicata 10 10 51 vtdmlppi ala

antonio

segnalata da ANTONIO martedì 2 aprile 2013

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categoria: Poesie

Amanti

Vivremo e ci perderemo emozioni importanti
Questo è il destino degli amanti,
e sotto ad una pioggia di perché
soffriremo nel non poter stare
sempre insieme io e te ,
privi di pudore e senza diritti
anneghiamo nelle lacrime e dobbiamo stare zitti,
saremo l’amore limitato
l’errore ed il peccato,
semineremo rabbia e dolore
sanguinerà il nostro cuore,
a sostenere le nostre follie
saranno sempre e solo bugie,
nel difenderci avremo sempre poco fiato
per urlare a tutti un amore sbagliato,
ci faremo inutili promesse
le cose resteranno sempre le stesse,
avremo sempre voglia di scappare
ma troppo vigliacchi per poterlo fare,
il nostro futuro sarà solo un miraggio
per fare delle scelte ci vuole coraggio,
e sotto gli occhi di tutti quanti
saremo sempre due squallidi amanti.

Genny Caiazzo

Genny Caiazzo - tratto da Le poesie di Genny Caiazzo

segnalata da Genny Caiazzo mercoledì 29 settembre 2021

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categoria: Poesie

Abbracciami Amore Mio

Abbracciami Amore Mio

Abbracciami sempre, amore mio, 
mio caro soffio d'amore 
sulla cima della mia felicità.

Non c'è posto più bello 
dove riposare serena e protetta, 
se non nelle tue forti braccia.

Abbracciami come se fosse 
l'ultima volta, per poi donarci 
alle fiamme del nostro desiderio.

Ogni preoccupazione sfuma 
nel tuo sguardo silenzioso, 
mentre racconta la forza che mi dai.

Abbracciami nel tuo perdono 
quando la rabbia sfoglia i giorni, 
dove le sue parole scritte sono dure.

Lasciami, ad occhi chiusi e sognanti, 
avvicinare al tuo cuore che batte 
l'amore giurato che ci lega per la vita.

Abbracciami, amore mio, 
lascia che sia origine senza fine 
questo sentimento chiamato amore.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra lunedì 13 gennaio 2025

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categoria: Poesie

san valentino da arci camalli

amare una donna

amare il sorriso che sfugge dopo una passeggiata

amare una donna e il suo volere essere donna

amare la dolcezza che un cuore ferisce-

amare e amare il suo voler litigare per la sua ragione

amare mai odiar… discutere non è mai peccato

amare e raccontare le sofferenze d’un rotto cuore che si riaggiusta

amare e mai odiar .. il coraggio umano d’una donna

perdonare e perdonare e perdonare.. ma non poter amare

ma non poter mai viver felici

ma le battute alle donne io? mai cose offensive.. solo gesti d'amore e di rabbia

ma il loro dolore diventa il mio d’incanto

ma il dolore diventa solo lontano… maleducato solo con chi tratta Male le donne che ho amato

e che amo ancora…

un vale no…. un cuore resta ferito….

da un san valentino negato da 51 anni

negar l’omore

negar le promesse mai avute

negar… la ferita di un furto mai fatto

negar.. d’un uomo libero

amar si può se si a coraggio d’amar

amare amare nel giorno più bello san valentino

amare amare le donne che non smetti di sognare

amare la donna che diventa arci camalli

guido arci camalli

segnalata da guido arci camalli venerdì 14 febbraio 2025

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categoria: Poesie

Il Nastro Nel Vuoto

Il cielo di questa sera 
sembra piombo. 
Le tue ciglia giocano a nascondino 
per celare la tua ombra 
nelle nuove iridi che brillano. 
Ed io taccio al tuo sorriso celato, 
fatto di falso e briciole di speranza. 
Le onde in corsa del mare, 
dietro di te, 
sembrano una platea,
un applauso frastornato 
di rabbia e rancore 
che non mi lascia respirare 
il tuo profumo, che appare estraneo.
Ed io resto immobile, 
con le mie gambe fragili, senza terra. 
Sento il mio cuore morire 
nel petto, accettando il tuono 
delle tue bugie sulla pelle. 
Brucia questo squarcio 
nel silenzio che cade. 
Ed io resto a guardarti rinascere 
da vecchie rughe, 
vecchie pagine scritte 
dal nostro amore ingiallito, 
dal tempo che, come sabbia, scivola. 
Nel sapore d’amaro 
che le tue mani raccontano, 
allontanando le mie,
spiegano confini. 
Ed io, inerme, sciolgo il nastro rosso
e libero lo lascio precipitare
nel vuoto che punge. 

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra giovedì 30 aprile 2026

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categoria: Poesie

Maledetta notte

Sia maledetta questa notte, sia maledetto io stanotte,
con il cuore ormai perdente, io ti perdo tra le stelle,
mi sento svenire, vorrei sparire o forse morire.
Io parlo a te rispondi Dio, in questa vita cosa ho fatto io,
per meritare tutto questo, dimmi cosa avrò mai fatto,
lo sai più passa il tempo e più ti odio,
ti prego mio Dio, vai via, ti prego vai via.

Vorrei restare solo a questo mondo,
per capire meglio dal mio cuore cosa voglio,
se non ci fossi tu, il mio cuore non sarebbe fragile così,
se non ci fossi tu, io saprei che cosa fare adesso sai.

Mai, non mi sono ritrovato io,
in una situazione così assurda amore mio,
Ti giuro non andrò mai via da te,
o forse sto dicendo ancora una bugia.

Sia maledetta questa notte, sia maledetto io stanotte,
con il cuore ormai perdente, io ti perdo tra le stelle,
mi sento svenire, vorrei sparire o forse morire.
Io parlo a te rispondi Dio, in questa vita cosa ho fatto io,
per meritare tutto questo, dimmi cosa avrò mai fatto,
lo sai più passa il tempo e più ti odio,
ti prego mio Dio, vai via, ti prego vai via.

Paura, rabbia, solitudine, malinconia vedo in me,
ma tu, tu non ci sei più,
tutto questo perchè, lo hai voluto tu,
ed io per questo, non ti amo più.

Vivere senza te, mi sembra una pazzia,
ma è inutile, perchè non sei più mia,
tutto questo perchè, lo hai voluto tu,
ed io per questo, non ti amo più.

Sia maledetta questa notte, sia maledetto io stanotte,
con il cuore ormai perdente, io ti perdo tra le stelle,
mi sento svenire, vorrei sparire o forse morire.
Io parlo a te rispondi Dio, in questa vita cosa ho fatto io,
per meritare tutto questo, dimmi cosa avrò mai fatto,
lo sai più passa il tempo e più ti odio,
ti prego mio Dio, vai via, ti prego vai via.

segnalata da Gianfranco mercoledì 26 maggio 2004

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categoria: Poesie

Guerra

Un grido nella notte…
“Taci! Sei riprovevole!”

Un Tono implorante…
<Ti Prego Ascoltami…>

“No! Non devo e non posso darti ascolto!
Io detto le regole, l’ho sempre fatto!”

<Ed io ti ho sempre ascoltato, seguito, ammirato…
ma ho sempre sofferto…>

“Quante ferite in più avresti se non ci fossi stata io?
Ci hai mai pensato?”

<Io non penso…io Agisco!
Io non pondero…io Vivo!
Da Sempre…>

La rabbia esplode…
“Ingrato!
Ti ho protetto, ti ho preservato dalle peggiori sofferenze!
E Ora pretendi di nuovo di essere ascoltato…”

<Non puoi ignorarmi…
non puoi annientare ciò che ho dentro
e far finta che non sia mai esistito…>

“Il potere sta nel volere…
e io voglio solo dimenticare…”

<Ma io non dimentico…mai…
porto con me ogni ricordo…
e ne sono afflitto…>

“ Non fai altro che soffrire e preoccuparti…
tu, sempre devoto agli altri…
a me non pensi?”

<Sei forte…supererai anche questo…>

“Sono così stanca…”

<Io gli appartengo
Non puoi strapparmi a lui…>

Una lacrima…
“Ragiona! Lui non ti appartiene!
Sei folle e io… ”

Una dolce carezza…
<Lui ci appartiene…Non piangere…
Ce la faremo…insieme…
Smettiamo di combattere questa guerra…
Questo è il mio volere…
Scava dentro te stessa…scoprirai che è anche il tuo…
E’ un nuovo giorno questo…
Lascia, per una sola volta,
che sia io a guidarti
Lascia che mi prenda cura di te…di Lui… >

...E così dicendo, il cuore, abbracciò la mente…

Chiara - tratto da me :)

segnalata da chiara sabato 29 gennaio 2005

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categoria: Poesie

musica

Musica

Da ragazzo, come tutti, era un’illusione.
Le parole delle canzoni, ma solo di alcune, erano le mie.
Era facile appropriarsi delle idee altrui costruendoci sopra castelli di carta, cullando i sogni e le speranze giovanili.
Poi è diventata un riempitivo dei rari momenti vuoti,
ascoltata ma non capita.
Rumori che neanche distraevano.
In due, o tre, è una compagna docile, che non chiede mai.
Da solo diventa crudele, interroga ad ogni nota, ti scava dentro,
costringendoti a pensare, e rispondere a 1000 quesiti che non ti sei mai posto.
Odiavo quella inglese, che non ho mai capito.
Meglio la nostra, magari dei cantautori.
Mi identificavo con loro, godendo delle parole, e quasi non considerando gli strumenti.
Più belle le parole, come sempre pane quotidiano nella mia vita.
Ora che le soppeso, ma mai come meritano, ancor di più.
Mi immergo nei pensieri degli autori.
Alterno felicità a tristezza e malinconia.
Come mai l’uomo si crogiola più nel negativo che non nelle cose belle che gli capitano?
Forse perché la proporzione è ingenerosa.
Forse perché il male ti dà di più.
Spunti facili di commiserazione, e la comprensione di tutti, almeno nella fase iniziale.
Poi tutto sfuma, ma resti comunque solo col tuo compagno/nemico che cerchi di combattere, convivendovi tuo malgrado.
Poi una canzone che neanche conosci, ma che ti sferza il viso, magari con dolcezza.
E pensi ancora a quello che eri, che sei, che potresti essere.
E spengi lo stereo, con calma o con rabbia.
Lo riaccenderai, quando avrai riacquistato la tranquillità, e il tuo io sarà nuovamente scevro dai soliti macigni che lo zavorrano.
Una musica rilassante, senza sussulti.
Magari con qualche rullo di tamburi ogni tanto, per mantenersi vivi, e vigili, nello scorrere del tempo.
Quanto darei per ascoltarla assieme a te. Forse più di quanto possa credere.
Senza senso, non lo merito, ma con tanto amore, con gli occhi che dolgono nel cercarsi.
Col cervello che scoppia nelle tante emozioni che lo coinvolgono.
Col sangue che ribolle di sensazioni da troppo tempo non provate.
Ma nel rispetto della tua persona, di una donna che non esiste, almeno per me.
E restano pensieri, solo pensieri.

bigbruno - tratto da pensieri

segnalata da bigbruno martedì 27 dicembre 2005

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categoria: Poesie

memorie 2

La fine del mio tormento,
l’estinzione di una malattia,
lascia che gridi per accrescere la mia ira,
l’ira di un amore spento,
grida, del buio e del dolore,
delle labbra bruciate, dell’eco assordante.
Fammi arrivare dove le mie grida vogliono gridare,
dove le mie parole sono fiamme degli inferi
e le lacrime la lava del vulcano sacro.
Nasce l’arma perfetta, fredda, fluida all’apparenza,
ardente e affilata all’occorrenza.
Strizzo le mie mani, e mi trafiggo,
nascerà il sangue della sofferenza,
il liquido dell’ignoranza e della forza bruta.
Bevi, la mia essenza
lo stato fuso della mia vendetta,
bevi, assorbilo, assorbimi,
ti travolgo, ti sto attraversando, spegniti.
Prova l’angoscia di non poterlo più fare,
di non poter commettere più errori,
di non provocare più male.
Una spada insanguinata invisibile alla tua incredulità.
Affoga, nel sonno più depresso, il non ritorno.
Tenta, non concedo tregua,
la rabbia si è riversata, ora ti schiaccia,
ti comprime ancora, finché la tua ombra diverrà
ombra dei tuoi residui, nulla.
Sei stata trafitta senza misura, come volevo,
hai bevuto fino all’ultimo sorso,
retrogusto mortale.
La pioggia cadrà silenziosamente
sul luogo del delitto, non lascerà tracce,
diluirà acqua con sangue, formerà la pozzanghera
del peccato, lo specchio della tua morte.
Non ci sarà sole eterno e raggio capace
di cambiare la sua natura,
siamo io e te, macchiati dalla spada e dalla follia.

segnalata da purafollia sabato 2 settembre 2006

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categoria: poesie

Quanta vita

Quanta vita mi hai preso,
quanti giorni vissuti nell'assurdo,
quante notti insonni e minacciose,
quanti suoni martellanti
e parole versate addosso
come piene di fiumi violenti.

Raffiche di parole orribili
per ricordarmi che eri sempre lì,
che mai avresti mollato,
anche a costo di vedermi morire,
vedermi morire dentro
o morire del tutto.

Io che mi sento
e sempre mi sono sentita
come albero dritto e fiero,
che si fa spezzare dalla tormenta
ma non si china al suolo.
No, non mi chino alla tua furia,
alla tua volontà pazza e meschina,
preferisco ferirmi e spezzarmi.

E questo ti accresce ancor di più
la rabbia e l'ostinazione di volere
qualcosa che non ti è dovuto,
e ancor meno ti è dovuto quel rispetto
di cui tanto vorresti riempirti.

Non hai dignità di persona,
strisciante sei, come verde serpe,
preda di mostruosità di pensieri
che creano violenze e soprusi,
un agire cieco, sordo, folle...

Quanta vita mi hai tolto,
quanti segreti rubati e mortificati,
quante pressanti minacce, e ricatti,
quanti bui momenti e giornate buttate,
tutta vita percossa, sprecata.

Un abisso, sì, un abisso,
si schiuda improvviso sotto il tuo passo.
Quanta vita mi hai preso...
e quanta ancora potrai?

RitaS

segnalata da RitaS domenica 27 dicembre 2009

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categoria: poesie

Lasciami entrare

Lasciami entrare
in quel mondo, il tuo mondo
desolato e ammantato,
eppur vivo,
intriso di gesti incompresi,
di urla frenate
e di frasi spezzate.
Ti guardo da rupe scoscesa:
immagini amate e sofferte
le danze rituali,
le corse ribelli e affannate,
il ritmo e le mani, le tue,
a tracciare grovigli e disegni
accennati e poi impressi nell’aria,
simili a oscuri ricami,
come inespressi richiami.
E gli occhi sfuggenti,
perduti, profondi,
che gridano al mondo
paure e misteri insoluti.
I grigi fantasmi e fantasmi di luce accecante,
le ombre incalzanti nel buio che cala
accompagnano te, accompagnano me…
E’ il tuo essere puro,
con tenacia racchiuso
in duro e spesso cristallo
sì duro a scalfire,
che liberare vorrei.
E’ il tuo essere tanto ostinato,
così vulnerabile
a forze cangianti ed ostili
del vivere avverso,
che tanto addolcire vorrei.
Sull’isola delle tue pene,
luogo dei tanti pensieri,
spingerei le mie vele
con vento a favore o contrario,
in bonaccia o tempesta,
lì approderei
armata d’amore e di rabbia,
ed è lì che io porterei
tutte le fragili mie verità.

segnalata da RitaS lunedì 28 dicembre 2009

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categoria: Poesie

Ti prego Aiutami

Ti sento
In ogni momento,
al chiuso o all’aperto
ci sei ti avverto,
non è finita
sei ancora vita,
niente può la morte
il nostro noi è più forte,
perdo pezzi di cuore
bevo rabbia e dolore,
nella testa c’è odio e guerra
senza di te sulla terra,
sopravvivo e resisto
sei tra le braccia di Cristo,
ti raggiungerei con un salto
tu mi guardi dall’alto,
non posso ne fare ne dire
mi sembra di impazzire,
lo so che in un altro modo ci sei
ma mi manchi ed è qui che ti vorrei,
lascio aperte tutte le porte
vieni a stringermi forte,
vuoi che reagisco e mi vergogno
ma devo piangere ne ho bisogno,
fa davvero troppo male
mi sembra tutto surreale,
voglio averti accanto
mi sento spento e affranto,
mandami una nuvola ed io volo
voglio raggiungerti mi sento solo,
se sto sbagliando Signore scusami
ma se mi capisci ti prego Aiutami.

Genny Caiazzo

Genny Caiazzo - tratto da Le poesie di Genny Caiazzo

segnalata da Genny Caiazzo mercoledì 29 settembre 2021

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categoria: Poesie

Al mio amore campobassano


<Rita Rosanna,
sei tutta panna!>,
io ti dicevo,
ed aprivo il forziere
di quel tuo corpo
fatto di burro,
ma levigato
come il marmo,
e caldo... e caldo
di quella passione
che sconvolgeva,
e ci divorava
fino al mattino
i corpi assetati...

Ma un giorno d'Agosto...
un ciclone di rabbia
e di sbagli!
O forse no?
Il nostro Destino
era già segnato,
solo che noi
non lo sapevamo!...

E' così, non è vero?
Caro amore lontano,
sai, a volte, il pensiero
ritorna…
fra i luoghi e le ore,
che furono nostri:
a perdermi l'anima,
ripensando
a quanta gioia
ho lasciato nel passato,
e non tornerà...
mai più!

Un solo rimpianto,
al ricordo impossibile:
quello del male,
che io, sciagurato,
non seppi evitare!
E così tu
te ne sei andata via…
senza voltarti indietro,
perché non potevi capire,
povero amore
pieno di sgomento,
il nostro dolore
e quel mio
disperato pianto,
soffocato dentro.

FernyMax

segnalata da FernyMax lunedì 27 maggio 2002

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categoria: Poesie

BOSNIA '95


Mi ritrovo così, ora,
solo con me stesso...
a pensare che tutto
perde significato,
come uno stereotipato
abbraccio con la morte
e la delusione:
gotico e grottesco,
nello stile dei tempi.

Un suicidio voluto,
generazionale,
pieno di rabbia
esistenziale,
da chi la fine
l'ha cercata
inconsapevolmente,
dopo l'ultima sfuriata
del caporale di giornata.

L'umanità va raminga
per le strade insanguinate
dall'ultimo eccidio
d'innocenti, ad opera
della solita Mano
Militare armata
dal Capitale,
che sputa sull'uomo
e poi su se stesso...

come in un gioco
crudele e riflesso,
misterioso complesso
di Autodistruzione
dalla notte dei tempi.
Chissà cosa troveranno
i figli dei figli...
Se i sensi di colpa
o la vigilanza razionale.

La Poesia
o la Noia minimale.
Se un Nuovo Verbo
saprà diffondere
il sereno compianto,
la giustizia e l'amore.
O la speranza
dovrà naufragare
sulle rovine d'un tempio,

unico testimone
della sorpassata
libertà dell'uomo.

FernyMax

segnalata da FernyMax martedì 11 marzo 2003

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Claro hombre?

- dedicata a Cecilia -

Fra i seni della notte
io cerco una rosa ed una spina:
io sono curioso.

Un vento di sabbia mi morde gli occhi
e la mano della paura mi fruga il sangue:
ma io non mi arrendo.

Senza rumore cadde il cielo
e nel mattino io comunque mi dovevo alzare;
da un dolore senza nome
è cresciuto nel mio respiro un cristallo:
ed io spero.

Sferzato dalla solitudine
come un relitto in alto mare,
acqua fredda e sapone:
io sotto la doccia canto.

Quando al posto delle vene
mi bevono il respiro le strade
e chilometri fioriscono
nelle ore della mia solitudine:
io in macchina canticchio.

Apro gli occhi e scopro che respiro ancora,
ancora sono vivo ed è caldo il mio respiro;
sorprendo sotto la mia pelle l'emozione
ed il pensiero che s'inclina
come una spiga al vento.
Ed allora sì che io mi meraviglio.

Quando danzo ai margini
e ritaglio pezzi di sogno
affrancati e liberi d'essere gettati,
quando faccio monili di parole
e lascio le parole nel silenzio fra le stelle,
quando guardo altrove e sto zitto
ed innghiotto il fuoco che mi brucia,
io non distruggo un entusiasmo.

Questo chi è se non un uomo?
È chiaro, dirai.
E non privo di poesia.

Ma forse il mio tesoro non sono che parole,
la mia forza solo rabbia feroce,
il mio canto solo un sospiro sotto il peso dell'odio,
il mio stupore solo un sussulto di vita,
la mia speranza nient'altro che dolore,
la mia curiosità nient'altro che disperazione,
e l'entusiasmo un vento che rinfresca l'inferno delle mie ore,
forse.

Ma questo in fondo chi è se non un uomo?
È chiaro, dirai.
E non privo di poesia.

Eppure io vorrei solo chiudere gli occhi
e farmi coprire dalle carezze d'un manto di foglie dorate.

Emiliano Laurenzi

segnalata da Emiliano Laurenzi domenica 21 novembre 2004

stelline voti: 17; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Piangi

Una lacrima,
scintilla nei tuoi occhi cupi di rabbia, di dolore
ti riga il viso segnando il suo passaggio
poi giunge alle labbra e con un rapido gesto la porti via,
nemmeno te ne accorgi,
scompare in silenzio portando con sè l'amarezza e il rancore che l'hanno costretta a spingersi al di fuori dei tuoi occhi,
della tua anima.
Lacrime che sgorgano impetuose dal profondo del cuore,
così amare
eppure così dolci,
così opprimenti
eppure così liberatorie.
Che poi a cosa serve piangere?
Serve a sfogarsi?
O serve ancor più a deprimersi?
E dopo che piangi... cambia qualcosa?
... forse, ma che importa...
le emozioni non hanno bisogno nè di ragionamenti,
nè di spiegazioni per esprimersi;
una frase,
un gesto,
un ricordo
e dentro esplode come un vulcano,
come un terremoto che devasta ogni cosa,
come un'uragano impossibile da fermare.
Emozioni
nient'altro che semplici, istintive emozioni
che quando non si riescono più a trattenere
si trasformano in lacrime.
Quindi piangi,
se sei felice,
se sei triste,
al culmine della gioia
o nel profondo della disperazione
piangi,
esprimi anche così le tue emozioni;
si, piangi!
Urla,
sgolati
e non preoccuparti di quello che pensa la gente,
piangi e dedica le tue lacrime al cielo.
Liberale e sentile come un fiume in piena che rompe gli argini,
come un'animale che corre selvaggio nella natura,
come un uomo che danza a piedi nudi.
Esprimi le tue emozioni...
è il solo modo che hai per esprimere te stesso.

Meleth

segnalata da Meleth mercoledì 22 dicembre 2004

stelline voti: 8; popolarità: 2; 0 commenti

categoria: Poesie

Lacrime dal cuore

Lacrime silenziose solcano il mio viso,
scivolano stanche lungo le guance arrossate dal pianto e dalla passione
si infrangono sulla pelle macchiata d'inchiostro
poi svaniscono, portate via da dita tremanti

E di nuovo si rincorrono timide e discrete;
passano senza far rumore
passano e nessuno se ne accorge...

Stringo a me il cuscino,
forte
ancora più forte, come per soffocare la rabbia che sento crescere dentro,
poi lo scaravento a terra, insoddisfatta di quel falso contatto
di quel finto e inutile conforto

Mi sento sola,
nemmeno le lacrime riescono più a farmi compagnia
così, all'apice del mio masochismo, apro il diario e prendo la sua foto
lo guardo e tutto mi sembra bellissimo
lo guardo e tutto mi sembra terribilmente triste

Labbra turgide e tremanti sussurrano il suo nome,
lo implorano invano di venire da loro,
gli chiedono umilmente di poter sfiorare la sua pelle, la sua bocca...

Ma lui non risponde
continua a fare quello che sta facendo
senza sospettare che un giovane cuore si lacera di giorno in giorno per lui;
ripenso ai suoi sguardi e ai suoi sorrisi,
ai suoi occhi e alle sue mani

All'improvviso mi scrollo dalle mie tiepide illusioni e comprendo...
comprendo forzatamente che è e rimarrà solo un'utopia,
un fantasma evanescente che più rincorro, più si allontana
un morbido sogno che s'infrange brutalmente al suono della sveglia mattutina

E così mi rendo perfettamente conto che lui non potrà mai appartenermi;
eppure continuo a pensare a lui...
continuo a versare lacrime per lui, a contemplare la sua foto,
ad assaporare l'aroma dei ricordi di quei pochi momenti passati in sua compagnia

E perchè?
a che serve tutto questo, che senso ha?
ah, spiegatemelo voi!
datemi voi una risposta valida, perchè io proprio non riesco a trovarla...

Com'è crudele con me l'amore
mi rallegra col lieve profumo dei suoi candidi fiori,
ma non mi lascia assaporare il gusto intenso dei suoi frutti scarlatti;
mi sorride ingenuamente e poi, col volto dell'astuzia, mi accoltella alle spalle;
una ferita precisa e profonda

E di nuovo continua a sorridere
e mi guarda con occhi di luce,
mentre, ormai arresa a questo cinico gioco, mi rallegro di perire per sua mano.

Meleth

segnalata da Meleth lunedì 10 gennaio 2005

stelline voti: 18; popolarità: 0; 1 commenti

categoria: poesie

TORNA L'ESTATE

Ora sento l’estate
Prima di partire
Dopo certe giornate
Passate a soffrire.
Ora mando tutto all’aria
E vado via
E tu tesoro
Sarai la mia compagnia.
È tornata l’estate
E si sente
Con la gioia che sale
Serenamente
Corriamo sull’autostrada
Che ci porterà
Verso quel mare
Che sa di libertà.

Torna l’estate
Ed io scappo al mare
Ore passate
A ridere e scherzare
Non c’è cemento ma sabbia
Divertimento e non rabbia
Trasferiamoci qua.

Estate ti sento
Stai arrivando
Senti un mio lamento
Ma sto scherzando.
Non sono mai stato
Più solare di così
Mi sono abbronzato
E non scapperò via da qui.

Torna l’estate
Via verso il mare
Con quell’orizzonte
Da immaginare
Non ci sono finestre, c’è il cielo
Niente bugie, è tutto vero
Teniamoci qua.

Estate stai partendo
Con le valigie in mano
E un anno ci sembra
Troppo lontano
Passerà l’inverno
Passerà il natale
Passerà la pasqua
E i giorni da lavorare.
Ad ogni modo sai
Dove ci potrai ritrovare.

Torna l’estate.

LucaG - tratto da MyLyrics

segnalata da LucaG sabato 4 agosto 2007

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

SAPRO’ DIMENTICARE

E dissi
presto sarà inverno
ci sarà
freddo
attorno
e dentro il cuore

La ragazza
rispose
non farci caso
il mondo
è per chi
vive

Ed io pensai
l’ho già dimenticata
dovro’, sapro’
dimenticare
spazzero’ via
il dolore

Voragini
e colori opachi
film di fantascienza
grandi prospettive
e mucchi di giornali

Fogli di carta
appunti
e un gatto
tutto grigio
per venirne fuori

L’ho già dimenticata
la dovro’,sapro’
dimenticare
continuavo a ripetermi

e un aquilone blu’
colpiva la mia fantasia
per dimenticare
non bastava immagazzinare
nuove occasioni

col cuore in gola
il fegato a pezzi
ripresi a cantare
cambiando le parole
alle canzoni
d’ autore

sapro’ dimenticare
dovro’
dimenticare

ma quanta fatica
quanta rabbia
e quante occasioni
e lei,la mia lei
l’ ho già dimenticata

segnalata da aurimper mercoledì 16 gennaio 2008


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