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categoria: Poesie

la fontana di pietra

ho visto un giardino nel silenzio
e sono rimasta incantata ad osservarlo,
un giardino abbandonato dove regna l'erba alta

le aiuole disadorne, sembrano chiedere aiuto,
solo la vecchia fontana, tra le aiuole maltrattate
con il putto sorridente in alto, continua a sorridere,

nel suo splendore malinconico, racconta magici istanti,
oleandri rosa, gelsomini e rose circondavano il verde
cuscini di campanule e mughetti in primavera,

bouganville dal colore viola affascinante
forse accanto al battito, del cuore innamorato
di una donna che, passeggiava in quel piccolo

e affascinante giardino, intimo fazzoletto di pace e serenità,
baci e carezze a un bimbo che segue la sua mamma,
respiro, sussurro, risate festose, speranze e compassione,

benedizione, calore e amore, tutto racchiude,
quel piccolo angolo di mondo silenzioso e abbandonato,
la sua quiete è rotta solo dal passaggio del treno, poco distante

un tempo il bel giardino era la bella immagine che si osservava
dal finestrino della carrozza di un treno che andava lontano,
chissà quante persone ha fatto sognare la meravigliosa

fontana di pietra decorata, dove l'acqua zampillava
nella sua decorosa bellezza, solo il putto continua a sorridere
nel suo atteggiamento malizioso.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta mercoledì 6 luglio 2016

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categoria: Poesie

MAGGIO 2019

non abbiamo trovato nulla per
spiegare questo tempo di maggio
così strano, freddo, piovoso,
nebbioso, nevoso...
sembra un inverno malinconico
tornato indietro per sorprenderci
dove sono le belle giornate di luce
di una inoltrata primavera?
Le lunghe giornate intramontabili
calde, vigorose, vivaci, briose!
con i campi pieni di fiori
scintillanti di colori,
e le farfalle, sbarazzine e svolazzanti
con il profumo nell'aria delle erbe aromatiche!
La voglia di restare sempre all'aria aperta
mentre il sole bacia la pelle accaldata
e la felicità è camminare nei boschi
rigogliosi di fronde verdi smeraldo.
Un mese di maggio diverso
buio, tetro, triste e malinconico
scuro con poca luce, un cielo
perennemente coperto e minaccioso,
dall'aurora al tramonto questo maggio invernale
va avanti con il suo freddo abbraccio.

DANIELA CESTA

segnalata da DANIELA CESTA mercoledì 15 maggio 2019

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categoria: Poesie

LEGAME CON LE QUERCE

Un legame che va oltre il semplice stupore,
vedo questi alberi come anime viventi,
ognuna con uno spirito, profondo e vero.

La mia lente animistica rivela,
un mondo naturale, vivo e intenso,
dove ogni elemento interagisce.

Offrono benefici comprovati,
ossigeno, puro e pulito,
e ancora di più, un'energia vitale.

Una dimensione sacra, che conferisco,
testimoni silenziosi del grande flusso del mistero.

C'è una maestosità nelle querce,
una forza silenziosa, un abbraccio calmo,
restano in piedi per secoli, traccia silenziosa del tempo.

Le loro radici profonde, che tengono stretta la terra,
riflettono la stabilità, la luce delle nostre origini.

La loro ampia chioma, un rifugio per la fauna selvatica,
un generoso scudo dal sole estivo,
le loro foglie cangianti, il corso poetico di una vita.

Dalla vibrante primavera al bronzo dell'autunno,
il ciclo si trasforma, un canto senza tempo.

Le loro ghiande, piccole ma preziose,
nutrimento, potenziale, forti e audaci,
da un piccolo seme, una storia da raccontare.

Sì, le querce sono più di un semplice albero,
simboleggiano saggezza, longevità,
una profonda connessione con tutto ciò che può essere.

DANIELA CESTA

segnalata da daniela cesta giovedì 22 maggio 2025

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categoria: Poesie

AUTUNNO

Nel crepuscolo autunnale che s'infiamma,
il cielo è un palco d'addio, mesto e grande,
non rosso estivo né d'oro fiamma.

Aranci bruciati, ruggine che espande,
si fondono con viola cupo e muto,
mentre la luce s'arrende e si nasconde.

Le nubi, strisce scure, un saluto
trattengono l'ultimo bagliore vano,
prima che il giorno sia del tutto caduto.

Ogni sfumatura, un ciclo che si scioglie piano,
di foglie che si staccano e vanno via,
di giorni che si accorciano, mano a mano.

Una nostalgia profonda, melodia
d'un tempo che fu e d'un futuro prossimo,
l'inverno freddo che già s'avvicina.

L'aria si fa pungente, un umido richiamo
di foglie a terra, di terra che respira,
un sentore antico che l'anima infiamma.

Il vento non è gioco, ma un sospiro
freddo, che accarezza gli alberi spogli,
quasi a consolarli del loro martirio.

I contorni netti, contro i bagliori molli,
d'un mondo che al riposo si prepara,
bellezza che il cuore stringe e scioglie.

Non solo vista, ma un'emozione chiara,
un tramonto struggente che risuona,
con la malinconia intrinseca e rara.

Ricorda la vita che a cicli si rinnova,
e la splendida, ineluttabile caducità,
che ogni fine in sé un inizio trova.

DANIELA CESTA

segnalata da daniela cesta venerdì 30 maggio 2025

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categoria: Poesie

Il Balcone e il Bar Antico (1902)Casa dei bisnonni. Mio nonno in braccio a sua madre.

Tra mura antiche, un respiro che va,
Vecchia e stupenda casa dei nonni, là.
Non è il tempo che la rende stanca e lenta,
Ma un mistero caldo che la storia inventa.
?La pietra parla, la storia si confonde,
Dove l'eco del passato ancor risponde.
Un primo balcone, un angolo di luce,
È lì che l'anima un ricordo conduce.
?Guardo a sinistra: e il cuore si commuove,
Sento un profumo di vite sempre nuove.
Mio nonno è piccolo, una grazia inattesa,
Dalla sua madre con cura dolce difesa.
?In un abbraccio che è inizio e
che rasserena,
Sotto il sole che batte, o la luna piena.
Quelle mani forti, la culla del suo amore,
Su quel ferro battuto, senza timore.
?Ma il fondamento, là sotto, era vita e festa,
Un Bar lucente, dove l'attesa era onesta.
Mille e Novecento e Due, un sorso di passato,
Con profumo di caffè, l'incontro era avviato.
Tra il tintinnio del rame e il vetro che brillava,
La tua stirpe meravigliosa lì lavorava.
?Oh, che seduzione ha questa antica scena!
È il ritornello di una stirpe serena.
Di sangue caldo che ancora oggi ci lega,
E un'emozione che mai, mai si dilega.
?La casa sussurra, nel ritmo del suo cuore:
"Qui fiorì la vita, qui regnò l'amore."(Danielacesta@copyright)

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categoria: Poesie

BOSNIA '95


Mi ritrovo così, ora,
solo con me stesso...
a pensare che tutto
perde significato,
come uno stereotipato
abbraccio con la morte
e la delusione:
gotico e grottesco,
nello stile dei tempi.

Un suicidio voluto,
generazionale,
pieno di rabbia
esistenziale,
da chi la fine
l'ha cercata
inconsapevolmente,
dopo l'ultima sfuriata
del caporale di giornata.

L'umanità va raminga
per le strade insanguinate
dall'ultimo eccidio
d'innocenti, ad opera
della solita Mano
Militare armata
dal Capitale,
che sputa sull'uomo
e poi su se stesso...

come in un gioco
crudele e riflesso,
misterioso complesso
di Autodistruzione
dalla notte dei tempi.
Chissà cosa troveranno
i figli dei figli...
Se i sensi di colpa
o la vigilanza razionale.

La Poesia
o la Noia minimale.
Se un Nuovo Verbo
saprà diffondere
il sereno compianto,
la giustizia e l'amore.
O la speranza
dovrà naufragare
sulle rovine d'un tempio,

unico testimone
della sorpassata
libertà dell'uomo.

FernyMax

segnalata da FernyMax martedì 11 marzo 2003

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categoria: Poesie

Ritratto di Donna

Lei ha gli occhi bruni.
Non ha esitazioni,
o drammi...

Solo emozioni.
E grida di sensualità,
nella notte.

Il suo vascello corre,
vele al vento,
incontro al tempo...

L’oceano spruzza
aneliti sul suo corpo
misti a quel senso

amato e violento
della sua libertà...
Mentre il sole

le infoca sul viso
il coraggio di vivere
tutta la passione.

Nell’anima ha già
tanta esperienza,
fra luci ed ombre

di sopravvivenza...
Ma Lei vivrà,
indomita,

sé stessa,
perché sa sperare
per ciò che vale!

Amore,
io non resisto...
vorrei sciogliere,

in te, tutto me stesso,
come l'acqua di neve,
fra le rocce,

va al mare
col primo sole...
Un fiume in piena

è l’amore,
se il desiderio
fa schizzar via

il pensiero...
quando si è nella valle
della Felicità.

FernyMax

segnalata da FernyMax mercoledì 28 maggio 2003

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categoria: Poesie

E un giorno ti svegli stupita e di colpo ti accorgi
che non sono più quei fantastici giorni all'asilo
di giochi, di amici e se ti guardi attorno non scorgi
le cose consuete, ma un vago e indistinto profilo...
E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi
che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola,
che il mondo là fuori t'aspetta e tu quasi ti arrendi
capendo che a battito a battito è l'età che s'invola...
E tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano,
non racconta più favole e ormai non ti prende per mano,
sembra che non capisca i tuoi sogni sempre tesi fra realtà e sperare
e sospesi fra voglie alternate di andare e restare...
di andare e restare...
E un giorno ripensi alla casa e non è più la stessa
in cui lento il tempo sciupavi quand'eri bambina,
in cui ogni oggetto era un simbolo ed una promessa
di cose incredibili e di caffellatte in cucina...
E la stanza coi poster sul muro ed i dischi graffiati
persi in mezzo ai tuoi libri e a regali che neanche ricordi,
sembra quasi il racconto di tanti momenti passati
come il piano studiato e lasciato anni fa su due accordi...
E tuo padre ti sembra annoiato e ogni volta si fa più distratto,
non inventa più giochi e con te sta perdendo il contatto...
E tua madre lontana e presente sui tuoi sogni ha da fare e da dire,
ma può darsi non riesca a sapere che sogni gestire...
che sogni gestire...
Poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto chiaro,
capirai che altra gente si è fatta le stesse domande,
che non c'è solo il dolce ad attenderti, ma molto d'amaro
e non è senza un prezzo salato diventare grande...
I tuoi dischi, i tuoi poster saranno per sempre scordati,
lascerai sorridendo svanire i tuoi miti felici
come oggetti di bimba, lontani ed impolverati,
troverai nuove strade, altri scopi ed avrai nuovi amici...
Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po' folle, un po' saggio
nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio,
la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato,
la paura e il coraggio di dire: "io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato..."

segnalata da Ambra lunedì 1 dicembre 2003

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categoria: Poesie

Oltre il e lo spazio..

"Ho guardato oltre il tempo..
riflettendo la tua immagine
ferma,immobile..
annidata nel mio cuore..
Cerco un appiglio sicuro
troppe volte ho sbandato
troppe volte ti ho cercato
tra vicoli scuri di mille pensieri..
Mi hai usato..ferito..
scarnendo le mie ossa
ferendo le mie carni..
mi hai schiaffeggaito..deluso..ferito..
e poi gettato via
in mezzo a pezzi di ricambio..
tra sangue e fango..
confondendo la mia mente
offenedendo il mio corpo.
Stanca e senza più linfa
mi sono lasciata andare..
violentando me stessa:
Ho maledetto tutto e tutti
e sono andata via..
Giungo oltre il tempo..
oltre i confini di questo mondo
portando su di me i segni e le cicatrici
ma piano risalgo la cima
la mia meta non è lontana
non lascerò che mi prenda ancora..
non lascerò che mi spezzi la schiena.
E quando sarò sulla vetta più alta
gridando spiccherò il volo
Sarà un attimo..
Guarderò oltre il tempo e lo spazio..
e finalmente sarò Libera!!!

Halley1

segnalata da halley1 venerdì 21 aprile 2006

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categoria: Poesie

Pensiero

( A mia figlia Stefania sempre presente)

..Lentamente il mio passo
di certo quasi caduco
mi trascina via,
spaventato, inebetito!
Un frazionato barlume
di coscienza vera
mi riconduce indietro:
quando il tempo
era delle rose e i giorni
avanzavano nel verde della vita
senza immagine
perché il viso tondo
dell’Amore poi andò via….
Ancora, col mistero del trionfo
altri stupendi Amori
mi consegnavano la luce…
Ora, appagato raggiungerò
ciò che era futuro
perché sento dietro di me
l’alito della storia,
la paura di essere giunto,
mi rigiro intimidito,
solo e inerme,
stanco e avvilito:
l’oscuro viale ha pietà!
La vecchia panchina
stinta e affranta
mi accoglie per l’ultima sosta
ma di fianco ora sento
che l’alito è profumato….
Mi rigiro e rigenerato
vedo che qualcosa mi sostiene:
è Lei….Il mio Angelo Custode!

Geom.Alfredo Genovese

Alfredo Genovese - tratto da Pagine d'amore a Stefania

segnalata da alfred mercoledì 12 luglio 2006

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categoria: Poesie

Gioia d'amore

Vorrei congratularmi,
perché hai saputo fare
di un giorno qualunque
un memorabile evento.

Toglier lo slip in barca
non sembrava carino,
ma poi ti sei spogliata
uguale a una sirena...

E hai dato sensazioni,
dentro te, somiglianti
a inarrestabile marea,
a un deliquio infinito,

che ti si inondi lento,
e molle, lasciandoti
incollato alla sabbia,
fino a esser sommerso

interamente, e come
per un incantesimo
t'accorgi di respirare
perfino sotto l'acqua.

Allor la baci e provi
più di una corrente
di piacere e d'amore,
che va e che riviene,

che si propaga e sale,
quasi a far smarrire
totalmente la testa
preso nel suo corpo,

inchiodato a' suoi sensi,
e travolto dalle acque
erompenti da una diga
con la potenza del Fato.

Così infine, stremato,
ma felice, ringrazi Dio,
che ha ricreato in Lei,
tua compagna e amica,

la sublime consolazione
all'inclemenza del tempo,
per affrontare la vita
e ogni tipo di morte...

FernyMax - tratto da i ricordi dei vent'anni

segnalata da FernyMax giovedì 16 novembre 2006

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categoria: poesie

Piccolo Uomo

Non so se sia fortuna o iella
ma hai visto la luce
in questo mondo a tinte cupe.
I tuoi, finora, hanno scansato spesso la dea bendata,
ma tu li aiuterai a riconsiderare il mondo.
Gente onesta, semplice, capace di tanto,
di dare più che di ricevere.
Paiono ingenui, e forse talvolta lo sono, ma di sicuro schietti,
trasparenti come l'acqua di fonte,
abituati a sopportare le angherie del vivere,
ma felici nel godere il bene che si vogliono.
Non sono più ragazzi e, in un sussulto di amore,
ti hanno generato, convinti e consapevoli del miracolo che andavano creando.
E così è stato, e si vede.
Pronti a cullarti e proteggerti,
fin d'ora rappresenti il faro per il marinaio nella nebbia,
lo spiraglio di luce nelle tenebre di una grotta.
Con te si risveglieranno le emozioni del vivere quotidiano,
imporrai nuove scosse irridendo la monotonia, e ritmi finora sconosciuti.
Un augurio a te, piccolo uomo,
che tu possa diventare degno figlio di tali genitori,
tenendo fede a quanto ti verrà insegnato,
ma non dimenticare,
l'importante è la stima in sé stessi e in chi ti sta intorno,
professando onestà e modestia.
Voglio sperare, per il tuo bene, che il cuoricino dentro di te
sia un clone di quello di babbo e mamma.
Per il giorno che ti aspetta a breve
aspettati confusione, complimenti a iosa, risate e tante,tante parole,
ma non ci badare, è normale, non saremmo umani.
Tu pensa solo a puppare, per ora, e crescere sano e forte.
Avrai tempo per imparare a dimenarti in questo pazzo mondo,
e con l’aiuto della tua buona stella saprai riconoscere il giusto e lo sbagliato,
il bello e il brutto, il bianco e il nero,
ma dammi retta
tieni un angolo del tuo cuore disposto ad accettare anche il grigio.
Che tu possa diventare umile, tollerante e generoso come tuo padre
e gentile, educato e disponibile come tua madre.
Nonostante tutto sono straordinari
e il loro pupo non potrà certo essere da meno.

bigbruno - tratto da Pensieri

segnalata da bigbruno domenica 10 giugno 2007

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categoria: Poesie

Strani amori

Mi dispiace devo andare via
Ma sapevo che era una bugia
Quanto tempo perso dietro a lui
Che promette poi non cambia mai
Strani amori mettono nei guai
Ma in realtà siamo noi

E lo aspetti ad un telefono
Litigando che sia libero
Con il cuore nello stomaco
Un gomitolo nell'angolo
Lì da sola dentro un brivido
Ma perché lui non c'è, e sono

Strani amori che fanno crescere
E sorridere tra le lacrime
Quante pagine, lì da scrivere
Sogni da lividi da dividere

Sono amori che spesso a quest'età
Si confondono dentro a quest'anima
Che s'interroga senza decidere
Se è un amore che fa per noi

E quante notti perse a piangere
Rileggendo quelle lettere
Che non riesci più a buttare via
Dal labirinto della nostalgia
Grandi amori che finiscono
Ma perché restano, nel cuore

Strani amori che vanno e vengono
Nei pensieri che li nascondono
Storie vere che ci appartengono
Ma si lasciano come noi

Strani amori fragili,
Prigioneri liberi
Strani amori mettono nei guai
Ma in realtà siamo noi

(coro)
Strani amore che spesso a questa età
Si confondono dentro l'anima
Strani amori che mettono nei guai
Ma si perdono come noi
Strani amori che vanno e vengono
Storie vere che ci appartengono

Strani amori fragili,
Prigioneri liberi
Strani amori che non sanno vivere
E si perdono dentro noi

Mi dispiace devo andare via
Questa volta l'ho promesso a me
Perché ho voglia di un amore vero
Senza te

Laura Pausini - tratto da Strani amori

segnalata da °°Shooting.Star°° martedì 19 febbraio 2008

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categoria: Poesie

Ho imparato...

Ho imparato...
Che ignorare i fatti non cambia i fatti.
Ho imparato... Che quando vuoi vendicarti di qualcuno lasci solo che quel qualcuno continui a farti del male.
Ho imparato... Che l'amore, non il tempo guarisce le ferite. Ho imparato... Che il modo più facile per crescere come persona è circondarmi di persone più intelligenti di me.
Ho imparato... Che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un'altra parte.
Ho imparato... Che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.
Ho imparato... Che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno ti ha agganciato per la vita.
Ho imparato... Che tutti vogliono vivere in cima alla montagna ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.
Ho imparato... Che è meglio dare consigli solo in due circostanze: quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.
Ho imparato... Che la miglior aula del mondo è ai piedi di una persona anziana.
Ho imparato... Che quando sei innamorato, si vede.
Ho imparato... Che appena una persona mi dice, "mi hai reso felice! ", ti rende felice.
Ho imparato... Che essere gentili è più importante dell'aver ragione.
Ho imparato... Che non bisognerebbe mai dire no ad un dono fatto da un bambino.
Ho imparato... Che posso sempre pregare per qualcuno, quando non ho la forza di aiutarlo in qualche altro modo.
Ho imparato... Che non importa quanto la vita richieda che tu sia serio... Ognuno ha bisogno di un amico con cui divertirsi.
Ho imparato... Che talvolta tutto ciò di cui uno ha bisogno è una mano da tenere ed un cuore da capire.
Ho imparato... Che la vita è come un rotolo di carta igienica... Più ti avvicini alla fine, più velocemente va via.
Ho imparato... Che dovremmo essere contenti per il fatto che Dio non ci dà tutto quel che gli chiediamo.
Ho imparato... Che i soldi non possono acquistare la classe.
Ho imparato... Che sono i piccoli avvenimenti giornalieri a fare la vita così spettacolare.
Ho imparato... Che sotto il duro guscio di ognuno c'è qualcuno che vuole essere apprezzato e amato.
Ho imparato... Che il signore non ha fatto tutto in un giorno solo. Cosa mi fa pensare che io potrei?
Ho imparato... Che ogni persona che incontri merita d'essere salutata con un sorriso.
Ho imparato... Che non c'è niente di più dolce che dormire coi tuoi bambini e sentire il loro respiro sulle tue guance.
Ho imparato... Che nessuno è perfetto, fino a quando non te ne innamori.
Ho imparato... Che la vita è dura, ma io sono più duro.
Ho imparato... Che le opportunità non si perdono mai, qualcuno sfrutterà quelle che hai perso tu. Che desidererei aver detto una volta in più a mio padre che lo amavo, prima che se ne andasse.
Ho imparato... Che ognuno dovrebbe rendere le proprie parole soffici e tenere, perché domani potrebbe doverle mangiare. Ho imparato... Che non posso scegliere come sentirmi, ma posso scegliere cosa fare con queste sensazioni.

segnalata da °°Shooting.Star°° martedì 19 febbraio 2008

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categoria: poesie

QUI LUCE NON AVVIENE

Che bugiardo il silenzio
quando s’aggrappa
alla soglia dell’errore
e inghiotte il suono-

Qui luce non avviene
sono figlia d’un tempo approssimato
dove l’ora si scaglia in empietà-

ed io non sono.

I giorni sono anime arrese
piccoli scheletri ignoranti-
che non sanno dire domani
e se ne vanno insulsi e disadorni
macchiati di tacere e di sgomenti.

Ecco- ne spengo l’eco
mi fisso al non ritorno
inghiotto il sasso- e manco alla mia voce.

Ma è vita questa linea mediocre
inizio o fine-
è forse l’estro divino
che rapina l’occhio
e dispone l’effimero
in assetto regale
per rendermi imprudente all’evento?

Non so dire.

Ho solo due grammi di vita
appesi al collo
tele di ragno e vermi nel pensiero-
questo è cielo presunto- lo rinnego
luce ipotizzata- non conclusa.

Non ho che sogni
imbanditi dal maestrale
il sole l’hanno giustiziato
al frontespizio del tacere
ombra compiacente
dell’ultima omertà.

Anite

segnalata da Anite martedì 28 ottobre 2008

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categoria: poesie

poesie il pensiero,il principio della vita,l'aurora

Poesia
Il pensiero
Il nostro pensiero,
Vola dove i suoi larghi orizzonti,
Delimitano il trionfo dell’amore
Per l’immagine che si rispecchia
Nell’anima e che fa parte di te.
Una figura femminile
Dai contorni dorati che tieni con te
Come la cosa più pregiata e desiderata.
Come le dolci acque di un ruscello
Mi trascini tra i pendii del tuo cuore.
Con le ali verso il cielo lascio la
Scia della mia esperienza,Dove
le tue parole hanno scritto
Ti amo.Poi da me non se ne andarono più.

Poesia
Il principio della vita
Ero piccolo e mi coccolavi,
Ero indifeso e mi aiutavi,
Per te tutta una ricchezza
Stringermi con amore e fermezza.
Madre sei la mia prima riga
Nel libro della mia esistenza
Quella che si prende cura con dolce insistenza.
Ciò che sarà il mio futuro sarà solo traccia
Nei tuoi passi da ciò che ho imparato
E che col tempo ho dimostrato.

Poesia
L’Aurora
L’aurora del nuovo giorno
Illuminerà i sogni più profondi
Portando loro la brezza giusta
Del valore più immenso.

Marco poeta siracusano - tratto da dai suoi brani poetici

segnalata da Marco sabato 27 dicembre 2008

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categoria: poesie

Emozioni di racconti d'Affrica

Questo tempo andato:
fuggo dalle pietre del mare.
Alessandra mi racconta della sua Etiopia
Africa degradata che va e viene.

...trekking fra le montagne della
Crumiria,
far boscaglia e frasche,
l'Algeria viene giù nel vallone.
Ci accoglie la povera vecchia nella sua
casa di campagna...
di ritorno negli anni,
il forno di peitra,
la capanna che ci protegge dal solleone
Affrica,
le sedie di legno e rafia,
cibo di queste terre assolate
parliamo in francese
chiediamo delle loro storie,
di vite,
delle famiglie e delle vie
di uomini poveri

Ci separono i sogni e
la Kalura
del giorno, voglio andare o restare
nei mercati tunisini,
fra le case sotterrate di Bulla Regia
e il piccolo uomo col calpellaccio
che ci porta fra le sue rovine.
Fra le mura spicca un pene,
antico casino imperiale
mes amours.
La vita è sogno,
che accoglie le pietre di questa terra
e il calore della sua stagione,
il sorriso e il sospiro
di questi affanni.

Tabarka,2005

segnalata da vitolucianoravi giovedì 26 febbraio 2009

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

SAPORE DI SOLE

Si è fatta aspettare ma ora sta per arrivare
Quell’estate a cui eri solito pensare
E sognare quelle passeggiate in riva al mare
Forse quest’anno le cose potranno cambiare
Poiché la dovrai passare, con gente che prima non conoscevi
E che ora reputi speciale.
Ma io non mi accontento, del bel tempo
O di sentire il mare dentro
Io voglio il sole, voglio tutto il caldo
Voglio il mare alto e non stare mai calmo
Voglio la sabbia sulla pelle, voglio le notti di stelle
Perché quelle sono le più belle.

Voglio bruciare al sole
Voglio vedere seccarsi le gole
Voglio il sale del mare e affondare per poi tornare a galleggiare
Voglio il sapore di sole.

Non guardo tv e nella mia lista non trovi nessuna rivista
Qui la situazione si è persa di vista
Prendo un foglio dalla risma, è tutto scombinato per colpa del sisma
Questi giorni mi hanno scosso, ma io mi sono mosso
Sono andato in soccorso e non chiedo nessun rimborso.
Ora pretendo che questa sia un’estate memorabile
Per tutte le persone da quello stabile a quello mentalmente labile.
Voglio che la gente si possa divertire, e poter seppellire la crisi che non vuole sparire
Ma se pensa di vedermi morire, allora deve capire
Che io vincerò questa guerra, ci devo riuscire.

Io voglio bruciare al sole
Voglio infiammare le suole
Volgio sotterrare la rabbia sotto la sabbia nel caso ce l’abbia
Voglio il sapore di sole.

Giù per questa strada, giustizia nada
Prima che la pioggia cada, troverò qualcosa che mi aggrada
Ma vada come vada, sarò sempre come un pesce spada
In una pozzanghera ai bordi della strada.
E questa voglia di fuggire, che continuo a sentire
Voi non riuscite a capire, ma so che in fondo anche voi volete venire
Ma non lo volete dire.
Allora sentite questa idea, che pian piano si crea
Ci faremo un giro di boa, anche con la bandiera dell’alta marea
Ci tufferemo nel mare a mezzanotte, se farà freddo non me ne fotte
Ricorderemo sempre quella notte
E le delusioni verranno rotte.

Io voglio bruciare al sole
Voglio veder chiuse le scuole
Voglio andare in fondo al mare e poi tornare per respirare tutto il sale
Voglio il sapore di sole.

LucaG - tratto da MyLyrics

segnalata da LucaG domenica 26 luglio 2009

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categoria: Poesie

Lu munacieddo re Laureana

15 – LU MUNACIEDDO RE LAUREANA

Rint’à ‘na casaredda re campagna,
‘ngè stia sola sola
‘na vicchiaredda,
ca’ tenìa pe’ compagnia
‘nu quatto niuro
ca se chiammava Geremia.

E siccome la notti
uatti uatti
assìa lu’ uatti,
cercanno a tutte ll’ora
‘na miciodda ca stia ‘ncalori,
la vichiaredda senza penzari
ra lu sanapurcedde
lu facette castrari.

Nu’ beddu juorno
s’appresentao lu munacieddo,
ch’assìa ra la casa
re Santu Martino,
re primmo matino,
‘na vota a lu mese
pe’ fa contento a quarcheruno
re lu paese.

“ Chiedimi tutto quello che cerchi,
che io esaudisco solamente
quello che vuoi in un solo momento.”

“ M’ara trasformare sta catapecchia
cu’ ‘na reggia,
chesti pezze ca’ porto ‘ncuoddo
cu’ ‘nu vistito e riggina,
e chiro uatto ‘nu principo vicino.”

“Vecchia dammi solo un momento,
che preparo un testamento,
e tutto quello che hai cercato
in un solo momento ti sarà dato!!!”

Aroppa a ‘nu poco
lu’ munacieddo scumparette
e la vicchiaredda se truao reggina
cu’ lu principo azzurro vicino.

La reggina se stava p’avvicinari
ma lu’ principe la facette fermari:
“Tempo fa m’ha fatto castrari,
e mo’ nun tengo niente a te dari!!!”

Catello Nastro

TRADUZIONE

In una casetta di campagna viveva sola soletta una vecchietta che aveva per compagnia un gatto nero che si chiamava Geremia. Un giorno andò a trovarlo il “munacieddo”, un mago buono della tradizione popolare dei racconti delle nonne. “Buona donna, chiedimi tutto quello che vuoi ed io esaudirò tutti i tuoi desideri”. La vecchietta non se lo fece ripetere due volte: “ Per prima devi trasformare questa catapecchia in una reggia, devi trasformare questi stracci in un vestito da regina e devi trasformare il gatto nel mio principe azzurro!”. Il munacieddo le disse di aspettare pochi istanti che avrebbe preparato tutto. Così avvenne e poco dopo scomparve. La vecchia, trasformata in regina si fece per avvicinare al giovane principe ma questo, reso inservibile proprio da lei sessualmente, rispose: “ Prima mi hai fatto castrare…Ora non ho niente da darti!!!”

segnalata da Catello Nastro martedì 19 aprile 2011

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categoria: Poesie

pezzo di vita

sapere che il tempo ti invecchia senza poesia
e un pezzo di vita ogni giorno va via
vedere un mondo cosparso di paure
di loschi individui e cattive figure
non è poi cosi facile vivere in un presente
dove lotti come un cane senza ricevere niente
la gente è brava quando deve ferirti o mentirti
ma quando cerchi conforto non ha nulla da dirti
c'è troppo vento ed è piu gelido e forte
arriva prepotente lasciando odore di morte
qualcuno per favore mi indichi l'uscita!
voglio andare via questa non è vita!
vorrei parlare con colui che comanda
fatemi salire voglio fargli qualche domanda
desidero dire a chi è cosi onnipotente
perchè mai tace perchè non fa niente
ha lasciato a noi il compito di credere e pregare
ma si è tenuto le ali per non farci volare
hanno scritto un libro che parla di doveri
saranno poi giusti,saranno poi veri?
io non ti giudico ma credere a tutto non posso
voglio fidarmi di te avendo il tuo profumo addosso
con esso ogni notte lavo la mia pelle
poi guardo il cielo e ti cerco tra le stelle
ovunque tu sia ti prego fa qualcosa
il mio cuore è stanco da troppo tempo non riposa
si avvicina per lui la parola fine
ormai non regge piu atutte quelle spine
ti chiedo aiuto ne ho davvero bisogno
fatti vedere anche solo in sogno
sono troppe le cose che non riesco a capire
forse per riuscirci dovrei morire
siamo in tanti a cercarti avanti guardaci!
stiamo annegando per favore salvaci!

genny caiazzo - tratto da vita vissuta

segnalata da genny caiazzo giovedì 20 settembre 2012


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