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Sono presenti 61 poesie. Pagina 1 di 4: dalla 1a posizione alla 20a.
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categoria: Poesie
Pescia-Lucca
Ho vissuto
nelle città più dolci della terra
come una rondine passeggera.
Lucca era
un nido difficile tra le vigne
impolverate, in fondo a bianche strade,
donde sarebbe traboccata
con ali troppo folli
pe' tuoi cieli molli, Toscana,
antica giovinezza.
Malcerta ebbrezza, malcelata infanzia
lungo le case di Lunata
sfiorate in un tram accanto al guidatore,
la morte è questa
occhiata fissa ai tuoi cortili
che una dice sorpresa
facendosi solecchio dalla soglia:
e' nata primavera,
sono tornate le rondini.
Piero Bigongiari - tratto da Le mura di Pistoia
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categoria: Poesie
Vivo al peccato, a me morendo vivo
Vivo al peccato, a me morendo vivo;
vita già mia non son, ma del peccato:
mie ben dal ciel, mie mal da me m'e' dato,
dal mie sciolto voler, di ch'io son privo.
Serva mie liberta', mortal mie divo
a me s'e' fatto. O infelice stato!
a che miseria, a che viver son nato!
Michelangelo Buonarroti - tratto da Rime
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categoria: Poesie
"A Zacinto"
Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque
Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque
cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.
Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.
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categoria: Poesie
Il gelsomino notturno
E s'aprono i fiori notturni,
nell'ora che penso à miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l'ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erba sopra le fosse.
Un'ape tardiva sussurra,
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra
và col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'e' spento...
E' l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.
Giovanni Pascoli - tratto da Canti di Castelvecchio
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categoria: Poesie
La melanconia
Fonti e colline
chiesi agli Dei:
m'udiro alfine,
pago io vivro'.
Ne' mai quel fonte
co' desir miei,
ne' mai quel monte
trapassero'.
Gli onor che sono?
che val ricchezza?
Di miglior dono
vommene altier:
d'un'alma pura,
che la bellezza
della natura
gusta e del ver.
Ne' può di tempre
cangiar mio fato:
dipinto sempre
il ciel sara'.
Ritorneranno
i fior nel prato
sin che a me l'anno
ritornera'.
Melanconia,
ninfa gentile,
la vita mia
consegno a te.
I tuoi piaceri
chi tiene a vile,
ai piacer veri
nato non e'.
O sotto un faggio
io ti ritrovi
al caldo raggio
di bianco ciel,
mentre il pensoso
occhio non movi
dal frettoloso
noto ruscel;
o che ti piaccia
di dolce luna
l'argentea faccia
amoreggiar,
quando nel petto
la notte bruna
stilla il diletto
del meditar;
non rimarrai,
no, tutta sola:
me ti vedrai
sempre vicin.
Oh come è bello
quel di viola
tuo manto, e quello
sparso tuo crin!
Più dell'attorta
chioma e del manto,
che roseo porta
la dea d'amor;
e del vivace
suo sguardo, o quanto
più il tuo mi piace
contemplator!
Mi guardi amica
la tua pupilla
sempre, o pudica
ninfa gentil;
e a te, soave
ninfa tranquilla,
fia sacro il grave
nuovo mio stil.
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categoria: Poesie
La quiete dopo la tempesta
assata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L'artigiano a mirar l'umido cielo,
Con l'opra in man, cantando,
Fassi in su l'uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell'acqua
Della novella piova;
E l'erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornaliero.
Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passeggier che il suo cammin ripiglia.
Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand'è, com'or, la vita?
Quando con tanto amore
L'uomo à suoi studi intende?
O torna all'opre? o cosa nova imprende?
Quando de' mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d'affanno;
Gioia vana, ch'è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.
O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D'alcun dolor: beata
Se te d'ogni dolor morte risana.
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categoria: Poesie
Chiare fresche e dolci acque
Chiare fresche e dolci acque
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo, ove piacque,
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse con l'angelico seno;
aere sacro sereno
ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.
S'egli è pur mio destino,
e 'l cielo in ciò s'adopra,
ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l'alma al proprio albergo ignuda;
la morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo,
ché lo spirito lasso
non poria mai più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l'ossa.
Tempo verrà ancor forse
ch'a l'usato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
e là 'v'ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disiosa e lieta,
cercandomi; ed o pietà!
già terra infra le pietre
vedendo, Amor l'inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m'impetre,
e faccia forza al cielo
asciugandosi gli occhi col bel velo.
Dà be' rami scendea,
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra 'l suo grembo;
ed ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l'amoroso nembo;
qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch'oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra e qual su l'onde,
qual con un vago errore
girando perea dir: "Qui regna Amore".
Quante volte diss'io
allor pien di spavento:
"Costei per fermo nacque in paradiso!".
Così carco d'oblio
il divin portamento
e 'l volto e le parole e'l dolce riso
m'aveano, e sì diviso
da l'imagine vera,
ch'i' dicea sospirando:
"Qui come venn'io o quando?"
credendo esser in ciel, non là dov'era.
Da indi in qua mi piace
quest'erba sì ch'altrove non ho pace.
>
voti: 40; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Meravigliosamente un amor mi distringe
Meravigliosamente
un amor mi distringe
e mi tene ad agn'ora.
Com'om che pone mente
in altro exemplo pinge
la simile pintura,
cosi, bella, facc'eo,
che 'nfra lo core meo
porto la tua figura.
In cor par ch'eo vi porti,
pinta como parete,
e non pare di fore.
O Deo, co' mi par forte.
Non so se lo sapete,
con' v'amo di bon core:
ch'eo son si vergognoso
ca pur vi guardo ascoso
e non vi mostro amore.
Avendo gran disio,
dipinsi una pintura,
bella, voi simigliante,
e quando voi non vio ,
guardo 'n quella figura,
e par ch'eo v'aggia avante:
come quello che crede
salvarsi per sua fede,
ancor non veggia inante.
Al cor m'arde una doglia,
com'om che ten lo foco
a lo suo seno ascoso,
e quando più lo 'nvoglia ,
allora arde più loco
e non po' stare incluso:
similemente eo ardo
quando pass'e non guardo
a voi, vis'amoroso.
S'eo guardo, quando passo,
inver' voi, no mi giro,
bella, per risguardare.
Andando, ad ogni passo
getto uno gran sospiro
che facemi ancosciare ;
e certo bene ancoscio,
c'a pena mi conoscio ,
tanto bella mi pare.
Assai v'aggio laudato,
madonna, in tutte parti
di bellezze ch'avete.
Non so se v'e' contato
ch'eo lo faccia per arti,
che voi pur v'ascondete.
Sacciatelo per singa ,
zo ch'eo no dico a linga ,
quando voi mi vedrite.
Canzonetta novella,
và canta nova cosa;
le'vati da maitino
davanti a la più bella,
fiore d'ogni amorosa,
bionda più c'auro fino:
"Lo vostro amor, ch'e' caro,
donatelo al Notaro
ch'e' nato da Lentino."
voti: 29; popolarità: 10; 0 commenti
categoria: Poesie
DA DOVE SIAMO NATI?
Da dove siamo nati?
Dall'amore.
Come saremmo perduti?
Senza amore.
Cosa ci aiuta a superarci?
L'amore.
Si può trovare anche l'amore?
Con amore.
Cosa abbrevia il pianto?
L'amore.
Cosa deve unirci sempre?
L'amore.
segnalata da basilicom martedì 13 aprile 2004
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categoria: Poesie
sono nata
io sono nata
tra querce, castagni, abeti,
nel sottobosco,
accanto alla terra.
il suo profumo avvolgeva me..
sotto il sole caldo
e i pianti del cielo..
tra rocce armoniose
e la volta stellata.
segnalata da Daniela cesta giovedì 24 novembre 2011
voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Quando nasce un amore...
Quando nasce un amore di conseguenza nasce un dolore...
E' triste dover ammettere che amare vuol dire soffrire.
Ed è vero perchè... quante volte avete sofferto
solo perchè amevate una persona e questa non vi corrispondava...
Oppure quando il vostro compagno/a vi ha lasciato,
o perchè avete littigato, o perchè è lontano e vi manca da morire, o semplicemente è ammalato e di conseguenza state male anche voi...
Quindi amare è anche un pò autolesionismo...ahaha
chi lo avrebbe mai detto ...eppure sembrerebbe che è la cosa più bella al Mondo - quindi soffrire è bello-
Certo che è un bel casino.!
Alessio Calzino - tratto da Pensieri- Frasi- Parole.!
segnalata da Alessio Calzino lunedì 23 gennaio 2012
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categoria: Poesie
io sono nata
io sono nata così..
nei pensieri del cielo,
tra l'umore della terra,
con il mio incomprensibile cuore,
l'anima che respira tra le stelle,
i piedi degli alberi che
hanno visto me crescere,
eternamente incompresa,
e terribilmente amata,
l'orizzonte è nei miei occhi,
insieme alle lacrime,
fino alla fine
dei miei giorni.
segnalata da Daniela cesta sabato 16 giugno 2012
voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: poesie
siamo nati nudi
siamo nati nudi,
e torneremo alla terra nudi,
come la nostra anima,
she è nuda, nulla può nascondere,
le nostre falsità sono
di un colore scuro,
e dovremo lavare noi un giorno,
siamo nati per essere amati su questa terra,
ma non sempre è così,
a molti di noi viene dato solo odio,
menzogna,
falsità,
incredibile stoltezza,
che degenera nel nostro spirito.
La sofferenza purifica l'anima,
e ognuno di noi deve fare la sua parte,
con grande fatica affrontiamo
il nostro quotidiano,
pensiamo che un giorno
quando avremo mutato il nostro mondo,
tutti i nostri dolori, forse,
scompariranno all'istante.
Dio è nostro testimone.
segnalata da Daniela cesta domenica 11 novembre 2012
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categoria: Poesie
siamo nati liberi
nessuno ha il diritto di negare libertà,
tutta l'umanità è nata libera, come il vento,
questo ha voluto il creatore per ognuno di noi,
siamo liberi di sbagliare, di amare, di cambiare,
nessuna persona, appartiene a un altra persona,
ogni individuo, ha il proprio cervello per pensare,
ha il proprio cuore, ha i propri sentimenti,
nessun soggetto, può essere uguale a un altro,
siamo tutti diversi, unici, dissimili e straordinari,
abbiamo il diritto di essere indipendenti, autonomi, emancipati,
nessuno ha il diritto di opprimere e schiavizzare l'altro,
costrizione, dipendenza, subordinazione, soggezione,
non appartiene a nessun essere vivente di questa terra!
La schiavitù è la legge di satana, la libertà è il sentimento piu sacro
della terra, dell'umanità e di tutto l'intero universo!
Ognuno di noi ha la prerogativa, di venerare e adorare il nostro Dio!
ogni confessione deve rispettare le altre religioni,
ogni devozione viene dal cuore buono di Dio,
Dio non dice: Vai e uccidi!
L'universo è stato creato sull'amore,
e la vita è sacra, noi non abbiamo il diritto di sopprimerla,
coloro che uccidono, pagheranno sotto gli occhi di Dio,
l' abominio, l'ignominia, l'infamia, l'iniquità, la nefandità, l'obbrobrio, l'onta, la scelleratezza, di avere, ucciso, le persone, che lui ha creato.
segnalata da DANIELA CESTA venerdì 20 novembre 2015
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categoria: Poesie
è nato
Piccolo Gesù tu sei il verbo
che sollevi l'umanità ai tuoi divini orizzonti
la lode dell'intero paradiso
echeggia in tutto l'universo,
luce, verità, gloria tra le stelle e la terra
la luce nelle braccia della giovane, celeste madre
appartenente all'amore onnipotente di Dio
al suo spirito, alla sua sapienza,
tutte le virtù dei cieli sono racchiuse in Maria,
attraverso di lei Dio vuole che conosciamo
il suo figlio sublime la via che conduce alla sua dimora,
nella piccola capanna la luce scivola come
soave rugiada scintillante, mentre al di sopra di essa
gli angeli cantano inni armoniosi di gioia.
segnalata da DANIELA CESTA lunedì 25 dicembre 2017
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categoria: Poesie
nasce imperia
"un racconto:"nasceva ad porto maurizio... crescette col tempo la leggenda che era un re.... un fantasma.... beveva le sue birre a the dreamers la foce....poi volava in via cascione come un lampo.. e salutava ogni persona... era veloce sai.... e spesso lo trovavi al prino.... dal tapas... a ascoltare il reagge... un giorno si innamoro di ineja... e decise... con un tocco di follia.... di unirle.... .. il gesto fu suggelllato con un matrimonio... tra una donna luisa... di via s.giovanni... e marco.... di via cascione.... c'era tanta gente.... così nacque una nuova città imperia " passarono gli anni e nasceva una città .... che chiamata imperia ... accolse tutti ... tutti dai bianchi ai neri.... marco di s.giovanni adotto un figlio di colore..... assieme ad luisa lo fecero crescere.. assieme.... fecero di tutto. per creare.. l'armonia nella città essi... dovete sapere... che colui che sposo luisa e marco... disse a loro.... " trattate imperia come un fiore... " in quel inverno nascette imperia.... e la bambina di colore divento la prima sindachessa della città" ?
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categoria: Poesie
DOVE SONO NATA
I prati e i boschi del luogo dove sono nata... un ricordo che si porta dentro come un profumo, un suono, una sensazione di casa. Quei prati erano distese verdi dove il cielo sembrava più vasto, punteggiati da fiori selvatici che cambiavano con le stagioni. Erano il palcoscenico per giochi infiniti, corse sfrenate e silenziose osservazioni delle nuvole.
I boschi, invece, erano un mondo a parte, un rifugio fresco e ombreggiato. Il profumo di terra umida e muschio, il fruscio delle foglie sotto i piedi, il canto nascosto degli uccelli: ogni dettaglio era un invito a esplorare, a perdersi un po' per poi ritrovarsi, sempre arricchiti. Erano luoghi di mistero e di scoperta, dove la fantasia poteva volare libera tra i rami intrecciati e le radici secolari.
Questi paesaggi non erano solo sfondi, ma parte integrante della crescita, testimoni silenziosi di primi passi, di piccole avventure, di riflessioni infantili. Hanno plasmato una parte di me, insegnando a me il ritmo della natura, la bellezza della semplicità e la calma che solo la terra sa dare. Sono un angolo dell'anima, un punto di riferimento al quale tornare ogni volta che la nostalgia si fa sentire.
segnalata da daniela cesta giovedì 22 maggio 2025
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categoria: Poesie
DOVE SONO NATA
I prati e i boschi, là dove son nata,
un profumo che l'anima conserva,
sensazione di casa, mai scordata.
Distese verdi, in cui l'occhio si perdeva,
il cielo più vasto, un azzurro intenso,
con fiori selvatici che la terra tesseva.
Palcoscenico d'infinito e di silenzio,
di corse lievi e giochi senza fine,
osservavo le nuvole in un incanto.
I boschi, un mondo a parte, senza confine,
rifugio fresco, ombra che rassicura,
tra profumi di muschio e radici divine.
Il fruscio delle foglie, una melodia pura,
il canto degli uccelli, un richiamo nascosto:
ogni dettaglio un'invito all'avventura.
Luoghi di mistero, in ogni posto,
dove la fantasia volava senza freno,
tra rami intrecciati, nel mio mondo accosto.
Questi paesaggi, un ricordo sereno,
testimoni silenti di passi e avventure,
hanno plasmato il mio essere più pieno.
M'han insegnato il ritmo delle stagioni future,
la bellezza semplice, la calma profonda,
che solo la terra sa dare e sa curare.
Un angolo dell'anima, che ancor mi circonda,
un punto a cui tornare, quando la nostalgia
si fa sentire e l'anima si inonda.
segnalata da daniela cesta venerdì 30 maggio 2025
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categoria: Poesie
è dalle cose piccole che nascono quelle grandi
segnalata da vero love dreams martedì 1 luglio 2008
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categoria: Poesie
la noia del luglio 2026 svizzera Colombia
tra i colli gorleri nasce la ribellione degli ultimi? penso di no la migliore ribellione è quella della mente libera di una talpa e orologio a porto Maurizio
il giardino della uva americana... e i concerti dei frankie hi nrg tra i colli di gorleri nasce il sentiero dei folli o dei molli dipende da chi vince tra svizzera e Colombia
tra i colli e i coli di bottiglia nasce il folle drago di gorleri e un dipingo di che Guevara.. sparito... la noia del luglio 2026 svizzera Colombia ... un tenero abbraccio un urlo di troppo e cancellszioni d'amori
segnalata da guido arci camalli martedì 7 luglio 2026
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