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Sono presenti 150 poesie. Pagina 1 di 8: dalla 1a posizione alla 20a.
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categoria: Poesie
Solinga nell'ardor meridiano
Solinga nell'ardor meridiano
la campagna tacea: l'adulta spica
lieve ondeggiando nell'immenso piano
sul gracil si reggea stelo a fatica.
Non Satiri bicorni, non Silvano,
che in quest'ora atterian la gente antica,
ma Ruth vider questi occhi, la pudica
spigolatrice, fra il maturo grano
alta e bella passar. Si confondea
colle spighe la chioma: l'azzurrino
fiore del ciano nelle luci avea:
ma sulle guance, che celar volea
inchinandosi a terra, il porporino
fiammeggiar del papavero ridea.
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categoria: Poesie
Traversando la Maremma Toscana
Dolce paese, onde portai conforme
L'abito fiero e lo sdegnoso canto
E il petto ov'odio e amor mai non s'addorme,
pur ti riveggo e il cuor mi balza tanto.
(...)
Pace dicono al cuor le tue colline
Con le nebbie sfumanti e il verde piano
Ridente ne le pioggie mattutine.
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categoria: Poesie
X Agosto
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo favilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono...
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!
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categoria: Poesie
Il gelsomino notturno
E s'aprono i fiori notturni,
nell'ora che penso à miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l'ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erba sopra le fosse.
Un'ape tardiva sussurra,
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra
và col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'e' spento...
E' l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.
Giovanni Pascoli - tratto da Canti di Castelvecchio
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categoria: Poesie
la giornalista Gisela...]
[beveva, e rideva, e beveva,
beveva, e rideva, e beveva,
la giornalista Gisela:
si è divertita enormemente,
alla dotta boutade del mio primogenito malizioso:
un "ist mir vergallt,"
(seguirono chiarimenti intorno all'etimologia
della poesia, figlia della memoria:
perché scrive soltanto chi non sa ricordare,
per non dimenticare).
si è entusiasmata di fronte alle mie lunghe dita,
alla salute di mia moglie,
alla bellezza sensibile del mio terzogenito
che ha fatto la sua minima epifania
nel pieno di una storia di couvades:
(e il secondogenito è rimasto in secondo piano,
un po' in ombra, in un atteggiamento
terremotato, e dolente).
ma nel rapido addio,
quando io, un Liebling der Schnaken,
mi sono travestito come un Liebling der Gotter,
e' scoppiato il suo complimento di commiato
ma con delicatissime censure:
(per un ipotetico Liebling der Frauen,
in sospensione prematrimoniale);
(e il momento più felice della mia vita,
ho risposto, sono stati tre momenti:
e ho detto quali).
Edoardo Sanguineti - tratto da Reisebilder
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categoria: Poesie
I fiori vengono in dono e poi si dilatano
I fiori vengono in dono e poi si dilatano
una sorveglianza acuta li silenzia
non stancarsi mai dei doni.
Il mondo è un dente strappato
non chiedetemi perché
io oggi abbia tanti anni
la pioggia è sterile.
Puntando ai semi distrutti
eri l'unione appassita che cercavo
rubare il cuore d'un altro per poi servirsene.
La speranza è un danno forse definitivo
le monete risuonano crude nel marmo
della mano.
Convincevo il mostro ad appartarsi
nelle stanze pulite d'un albergo immaginario
v'erano nei boschi piccole vipere imbalsamate.
Mi truccai a prete della poesia
ma ero morta alla vita
le viscere che si perdono
in un tafferuglio
ne muori spazzato via dalla scienza.
Il mondo è sottile e piano:
pochi elefanti vi girano, ottusi.
Amelia Rosselli - tratto da Documenti
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categoria: Poesie
Il mio paese è l’Italia
Più i giorni s'allontanano dispersi
e più ritornano nel cuore dei poeti.
Là i campi di Polonia, la piana dì Kutno
con le colline di cadaveri che bruciano
in nuvole di nafta, là i reticolati
per la quarantena d'Israele,
il sangue tra i rifiuti, l'esantema torrido,
le catene di poveri già morti da gran tempo
e fulminati sulle fosse aperte dalle loro mani,
là Buchenwald, la mite selva di faggi,
i suoi forni maledetti; là Stalingrado,
e Minsk sugli acquitrini e la neve putrefatta.
I poeti non dimenticano. Oh la folla dei vili,
dei vinti, dei perdonati dalla misericordia!
Tutto si travolge, ma i morti non si vendono.
Il mio paese è l'Italia, o nemico più straniero,
e io canto il suo popolo, e anche il pianto
coperto dal rumore del suo mare,
il limpido lutto delle madri, canto la sua vita.
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categoria: Poesie
Il vino di Montepulciano
Satirelli
ricciutelli,
satirelli, or chi di voi
porgerà più pronto a noi
qualche nuovo smisurato
sterminato calicione,
sarà sempre il mio mignone ;
ne' m'importa, se un tal calice
sia d'avorio o sia di salice,
o sia d'oro arciricchissimo
purche' sia molto grandissimo.
Chi s'arrisica di bere
ad un piccolo bicchiere,
fa la zuppa nel paniere:
quest'altiera, questa mia
dione'a bottiglieria
non raccetta, non alloggia
bicchieretti fatti a foggia.
Quei bicchieri arrovesciati,
e quei gozzi strangolati
sono arnesi da ammalati:
quelle tazze spase e piane
son da genti poco sane:
caraffini,
buffoncini,
zampilletti e borbottini
son trastulli da bambini:
son minuzie, che racca'ttole
per fregiarne in gran dovizia
le moderne scaraba'ttole
delle donne fiorentine;
voglio dir non delle dame,
ma bensi delle pedine.
In quel vetro, che chiamasi il to'nfano
scherzan le Grazie, e vi trionfano:
ognun colmilo, ognun votilo:
ma di che si colmera'?
Bella Arianna, con bianca mano
versa la manna di Montepulciano:
colmane il to'nfano, e porgilo a me.
Questo liquore che sdrucciola al cuore,
oh come l'u'gola baciami e mordemi!
oh come in lacrime gli occhi disciogliemi!
me ne strasecolo, me ne strabilio,
e fatto estatico vo in visibilio.
Onde ognun che di Lie'o
riverente il nome adora,
ascolti questo altissimo decreto,
che Bassare'o pronunzia, e gli dia fe':
MONTEPULCIANO D'OGNI VINO E' IL RE.
A cosi lieti accenti,
d'edere e di corimbi il crine adorno,
alternavano i canti
le festose Baccanti:
ma i Satiri, che avean bevuto a iso'nne ,
si sdraiaron sull'erbetta
tutti cotti come mo'nne.
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categoria: Poesie
Via
Palazzeschi, eravamo tre,
Noi due e l'amica ironia,
A braccetto per quella via
Cosi nostra alle ventitre'.
Il nome, chi lo ricorda?
Dalle parti di San Gervasio;
Silvio Pellico o Metastasio;
C'era sull'angolo in blu.
Mi ricordo pero' del resto:
L'ombra d'oro sulle facciate,
Qualche raggio nelle vetrate;
Agiatezza e onorabilita'.
Tutto nuovo, le lastre azzurre
Del marciapiede annaffiato,
Le persiane verdi, il selciato,
I lampioni color caffe';
Giardinetti disinfettati,
Canarini ai secondi piani,
Droghieri, barbieri, ortolani,
Un signore che guardava in su;
Un altro seduto al balcone,
Calvo, che leggeva il giornale,
Tra i gerani del davanzale
Una bambinaia col be'be';
Un fiacchere fermo a una porta
Col fiaccheraio assopito,
Un can barbone fiorito
Di seta, che ci annuso';
Un sottotenente lucente,
Bello sulla bicicletta,
Monocolo e sigaretta,
Due preti, una vecchia, un lacche'.
- Che bella vita - dicesti -
Ammogliati, una decorazione,
Qui tra queste brave persone,
I modelli della citta'.
Che bella vita, fratello! -
E io sarei stato d'accordo;
Ma un organetto un po' sordo
Si mise a cantare: Ohi Mari...
E fummo quattro oramai
A braccetto per quella via.
Peccato! La malinconia
S'era invitata da se'.
Ardengo Soffici - tratto da Intermezzo
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categoria: Poesie
Pian piano
Pian piano il mondo rovinato,
lascia alle spalle il suo passato!
Solo passando tra i rottami di questa vita,
sappiamo che non sará mai finitá!
Siamo piccoli in un mondo cosi inmenso,
uccidiamo tutto,perfino il senso!
L'amore,non essiste piú come nelle favole belle,
la puoi trovare solo scritta nelle stelle!
Frugando nei resti di questa vita,
troverai solamente una anima smarrita!
Pian piano,ti avicinerai
una voce che dice,,Dinuovo amerai?"
Con lo sguardo un po intontito,
vederai un bimbo infreddolito!
In breccia lo prenderai, e appartire di li dinuovo amerai!
Io - tratto da pensieri
segnalata da Vale venerdì 19 novembre 2004
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categoria: Poesie
La neve, la neve cade dolcemente sulle montagne... ma la pioggia cade velocemente sulla neve che piano piano si va sciogliendo... ma poi la neve ricade e le montagne diventano bianche.
Gabriele, lo scrittore - tratto da il mio pensiero
segnalata da Gabry sabato 25 febbraio 2006
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categoria: Poesie
E fu così che il dolce angelo, con una furia indescrivibile, riuscì a scacciare le tenebre dal villaggio...ma le tenebre rimasero lì in agguato, si insinuarono piano piano, in attesa di raccogliere le forze per sferrare un altro devastante attacco...non era più compito dell'angelo riscacciare le tenebre, ma degli abitanti del villaggio, i quali, a causa della loro debolezza si lasciarono governare dall'oscurità, rimanendo isolati nel loro paradiso oscuro.
segnalata da Vassago martedì 16 dicembre 2008
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categoria: Poesie
Una piccola fiammella nella notte....il buio la circonda......il silensio la protegge....tende la sua ombra sul profilo del mio viso, solletica i miei occhi, accarezza le mie ciglia, e piano piano, dolcemente, mi porta fra le braccia di Morfeo.
segnalata da Laura mercoledì 25 maggio 2011
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categoria: poesie
Volerò libera
Volerò libera come un gabbiano volerò libera come un gabbiano in mezzo al mare che con le sue onde arrivi accanto a te,volerò libera come un gabbiano che piano piano si allontana portandoti da te.Volerò libera come un gabbiano sù nel cielo e tu mi vedrai volare e passerò vicino a te sfiorandoti.
segnalata da francesca giovedì 14 marzo 2013
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categoria: Poesie
idea
la caligine e la piana d'acqua ,luci e limiti del moto ,convesso e simbiotico che ingioiella l'idea tua.
segnalata da alinasolare mercoledì 15 giugno 2005
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categoria: Poesie
Quello che non ti ho detto mai
Ascolta questo amore,
e dedicata solo a te questa canzone,
fai attenzione soprattutto alle parole,
che non ti ho detto mai.
Ricordi quando insieme,
parlavamo ad ore intere tutte le sere,
e poi mano nella mano si ritornava,
a casa tua.
E quelle lunghe passeggiate,
fatte insieme lungo il mare,
mi ritornano alla mente,
ma tu non ci sei più.
Quando ancora si viveva,
si scherzava e si sorrideva,
quando eri nella mia vita,
e non ti ho detto mai...
Che ti amo,
quando ancora insieme mi dicevi
piano piano,
amore non mi dici mai,
un ti amo,
e lentamente ti allontanavi
ed è finito,
tutto per un ti amo detto mai, detto mai.
Amore adesso invece,
manca tanto al mio cuore quel tuo grande bene,
che riusciva a farmi stare immensamente,
come un Dio.
Da quando sei andata via,
è rimasto solo il piano a farmi compagnia,
con quei tasti bianco e nero che rispecchia,
solo malinconia.
Perchè da quando tu sei andata,
per la mia vita è iniziata,
un'ascesa piena di ricordi,
che non vanno via.
Quando ancora si viveva,
si scherzava e si sorrideva,
quando eri nella mia vita,
e non ti ho detto mai...
Che ti amo,
quando ancora insieme mi dicevi
piano piano,
amore non mi dici mai,
un ti amo,
e lentamente ti allontanavi
ed è finito,
tutto per un ti amo detto mai, detto mai,
detto mai, detto mai.
Gianfranco Manco - tratto da Gianfranco Manco
segnalata da Gianfranco martedì 1 giugno 2004
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categoria: Poesie
cuore di donna
Batte. Piu piano,quasi a non voler far rumore.Intento ad ascoltare,il respiro,la voce.Lui sa aspettare,è audace non si da pace.Si allerta,riposa.E' il mio cuore.
segnalata da sonia venerdì 4 aprile 2003
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categoria: Poesie
Una rosa rossa sulla bocca tua forse è troppo poco x dimenticare e ricominciare. Se potessi io, io ti ammazzerei ti strapperei il cuore, io lo farei. Ti farei sentire quello ke provai in quella notte dove da sola mi lasciasti sola, senza luna ma con intorno il buio. E mentre le mie lacrime cadevano sul tu pensiero amaro, sentivo la tua voce ke se ne andava piano piano... Io ke sono tanto fragile e della mua fragilità tu te ne sei appropriato, e mentre io piangevo tu ridevi soddisfatto. Adesso mentre il tuo sguardo mi cerca da lontano, il mio diventa forte. Io giro la faccia e penso a quelle volte, quando la mia fragilità prendeva il sopravvento.
Non me ne frega niente di te e della tua gente, io voglio na persona ke mi ami veramente, e dove prima c' era il buio ora splende il sole e io ti lascio questa rosa, e tutto il mio dolore.
Giugi ti avevo promesso ke avrei meso sul web la tua poesia, ammesso ke sia tu la vera autrice, ma questo nn cambia ke forse dovrei essere io la protagonista di qeuesta poesia, e tu colui ke senza cuore si approfitta di me... l' ho capito solo ora.... Addio x sempre Giulia.
Giulia Atzeni - tratto da Il mio cuore affranto
segnalata da Boby.94 giovedì 4 ottobre 2007
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categoria: Poesie
come un'ago..che scivola nel mio sangue..ti sento in ogni mio battito del cuore..i ricordi che pian piano svaniscono..bagnati dalle mie lacrime x averti dato l'anima..il mio mondo il mio cuore che urlla solo il tuo nome...ma nn è servito nn era abbastanza x te...è ai sollevato un muro davanti a me x nn farmi entrare nel tuo cuore..è io nn sono stata capace a buttarlo giu!
segnalata da nicol sabato 4 dicembre 2010
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categoria: Poesie
Il tuo ricordo
Quando il tuo ricordo verrà a visitare i miei pensieri
lo accoglierò su un tappeto di petali di lacrime,
lo adagerò su cuscini di emozioni e
lo cullerò con dolci sorrisi fra le calde pieghe del cuore
finchè piano piano scivolerà fra le braccia del tempo
segnalata da vincenzo corsaro giovedì 17 maggio 2012
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