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categoria: Poesie
Della testa di morto
L'Acherontia frequenta le campagne,
i giardini degli uomini, le ville;
di giorno giace contro i muri e i tronchi,
nei corridoi più cupi, nei solai
più desolati, sotto le grondaie,
dorme con l'ali ripiegate a tetto.
E n'esce a sera. Nelle sere illuni
fredde stellate di settembre, quando
il crepuscolo già cede alla notte
e le farfalle della luce sono
scomparse, l'Acherontia lamentosa
si libra solitaria nelle tenebre
tra i camerops, le tuje, sulle ajole
dove dianzi scherzavano i fanciulli,
le Vanesse, le Arginnidi, i Papili.
L'Acherontia s'aggira: il pipistrello
l'evita con un guizzo repentino.
L'Acherontia s'aggira. Alto è il silenzio
comentato, non rotto, dalle strigi,
dallo stridio monotono dei grilli.
La villa è immersa nella notte. Solo
spiccano le finestre della sala
da pranzo dove la famiglia cena.
L'Acherontia s'appressa esita spia
numera i commensali ad uno ad uno,
sibila un nome, cozza contro i vetri
tre quattro volte come nocca ossuta.
La giovinetta più pallida s'alza
con un sussulto, come ad un richiamo.
"Chi c'e'?" Socchiude la finestra, esplora
il giardino invisibile, protende
il capo d'oro nella notte illune.
"Chi c'e'? Chi c'e'?" "Non c'è nessuno, Mamma!"
Richiude i vetri, con un primo brivido,
risiede a mensa, tra le sue sorelle.
Ma già s'ode il garrito dei fanciulli
giubilanti per l'ospite improvvisa,
per l'ospite guizzata non veduta.
Intorno al lume turbina ronzando
la cupa messaggiera funeraria.
Guido Gozzano - tratto da Le farfalle. Epistole entomologiche
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categoria: Poesie
sensazione
ora sto scrivendo col cuore,
col piacere profondo di provare una sensazione,
pensando al nostro amore scomparso in un paio d'ore,
perciò scusami ma la voglia di sentirti e incontrollabile,
se poi ti confondo e xke anch'io ho paura e sento il bisogno di chiudere gli occhi e capire se è giusto pensarti...
segnalata da aleksa lunedì 22 novembre 2010
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categoria: Poesie
hai paura
hai della morte di cervo
hai paura della mafia del ponente
hai paura della parola scomparsa
hai paura del urlo da arci camalli
hai paura di un sentimento nobile l'amore
segnalata da guido arci camalli mercoledì 21 maggio 2025
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categoria: Poesie
è solo l'inverno
vibra l'aria del crepuscolo invernale,
come le note di un violino malinconico e solo,
lontano nell'orizzonte poca luce, fosca,
nel finire di un giorno invernale è come decadenza,
declino, fine, morte, scomparsa, termine della luce,
imbrunisce l'aria, il giorno scompare piano, nelle tenebre
nell'affanno del cuore, nelle bruttezza o bellezza
di tutte le cose del giorno o che opprimono noi,
nella sensazione di freddo, di fame, di dolore
ma questo è solo l'inverno.
segnalata da DANIELA CESTA venerdì 29 gennaio 2016
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categoria: Poesie
il vento trascina me tra nubi e fiocchi di neve
il sole sembra scomparso oltre il gelo
i boschi bui della notte che svelta arriva,
il giorno è corto, piovoso e freddo,
sembra che mai faccia giorno,
i monti grigi e silenziosi coperti di pioggia continua
cercano il mio sorriso che sembra ormai perduto,
nel cuore dell'autunno tra le foglie morte,
i miei passi nessuno ascolta, e le stelle sono lontane.
e l'universo vive nel tacito silenzio.
segnalata da daniela cesta lunedì 11 novembre 2013
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categoria: poesie
vento invernale
buuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
fischia il vento di tramontana, pungente,
sembra volere tagliare la tua faccia!
i cristalli di neve volano in aria, la forza del vento
sposta la neve da un posto all'altro,
del silenzio è padrone il vento gelido,
mentre l'ululato del lupo arriva dai monti,
chiama la luna, scomparsa da giorni,
forte l'inverno, tiene tutti stretti, nel suo abbraccio.
segnalata da DANIELA CESTA lunedì 29 dicembre 2014
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categoria: Poesie
Ultimi sguardi
Ripensi a tutti i momenti passati insieme?
Quei momenti come sogni
quegli sguardi comq abissi
quelle sere troppo veloci
e quel poco tempo che adesso mi rimane
e fisso quel mio cellulare
k vuole sentire
ank lui la tua voce...
scompari come se non ci fossi mai stata
come se io fossi scomparsa al posto tuo.
segnalata da kira lunedì 29 dicembre 2008
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categoria: Poesie
LA QUERCIA
nuda è la quercia, rinsecchita e gelata
la sua ampia chioma è scomparsa
i suoi intricati rami spogli sembrano
cercare aiuto nel cielo, ma non tutte le querce
fanno cadere le loro foglie gialle,
le trattengono anche in inverno, fino a quando
spunteranno i boccioli in primavera
la quercia tiene attaccate a se, le sue vecchie foglie
le ama incondizionatamente, come ama l'umanità,
enzimi luccicanti, che la quercia dona, dalla sua corteccia
amore, energia, potenza di vita, che trasmette
con un abbraccio.
segnalata da DANIELA CESTA giovedì 1 febbraio 2018
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categoria: Poesie
SETTEMBRE
settembre è arrivato veloce
quasi un sogno l'estate
che scivola via silenziosa e timorosa
tra piogge, vento fresco,
con l'umore autunnale tra i monti,
nei boschi, nei campi e anche
nel nostro piccolo cuore
corrono le nuvole nere
sembrano minacciare il cielo
tempestoso, ceruleo, grigio
donano allo spirito un arcana sensazione di presagio
l'azzurro è fuggito e le stelle scomparse,
solo un intrepido falco vola incurante
dell'aria scura di pioggia
libero nel tempo che sta cambiando.
segnalata da DANIELA CESTA domenica 2 settembre 2018
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categoria: Poesie
E adesso...
E adesso che faccio Madre?
adesso che il tuo sole e' scomparso
e da solo sono rimasto che faccio?
Adesso che le tue luci si sono spente,
adesso che il vento e'cessato,
adesso che tutto e'deserto,
che il buio mi opprime
che il freddo mi copre
Madre che faccio?
Adesso che mi sento solo
come se fossi chiuso in un'urna d'acciaio
Cara Madre maestra di vita che faccio?
Adesso che non ho più il tuo materno sorriso
Madre che faccio?
Adesso che il tuo dolce ricordo mi oscura la mente
e la mia disperazione mi da solo grandi tormenti
Madre che faccio?
Adesso che la solitudine e padrona di me
ed il mio cuore non riesce a vivere senza te
Che faccio io adesso Madre?
segnalata da Vallant giovedì 14 gennaio 2010
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categoria: poesie
FUOCHI NEI CIELI DI GAZA
SE MI RIPRENDO DA QUESTO FUOCO
O CIELI DIMENTICATI
MENTRE INDISTURBATI
ONDEGGIANO VELOCI
NELL'ACQUA DI QUESTO MARE
RIFLESSI
E SCIUPANO GLI ARDORI
E DISSIPANO LE STELLE
NEL FRAGORE DI QUESTE
NOTTI IRRIVERENTI E MANCATE
DI SOLDATI
O BIMBI MORTI
O MADRI INERMI
O SOGNI SCOMPARSI
E RINATI VIOLENTI
NEL GREMBO DI QUESTE TERRE
ARIDE E POVERE.
AH ICH ALLAH, ICH ALLAH
AH ICH ALLAH, ICH ALLAH.
segnalata da vito rattoballi venerdì 16 gennaio 2009
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categoria: Poesie
amore
Amore
Parola ormai
Scomparsa dal mio cuore
Fino quando non t’incontrai
Sul mio cammino ….
Nei tuoi occhi mi
Perdo.
Mi fai
Scordare le difficoltà
Della vita
Mi doni
Speranza ad ogni frase, parola
Che mi rivolgi
Tu sei tenera ed dolce
Con me
Mi fai sentire importante anche se io in cambio
non ti do niente
ed questo mi disturba
Ti ringrazio di cuore mio piccolo grande amore
segnalata da cristian venerdì 2 settembre 2005
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categoria: poesie
Perdono dell'anima
Nell'aria scura
il fragore della pioggia che
batte sui vetri,
le nuvole che annebbiano la città,
i prati verdi bagnati,
e le mie lacrime che scendono libere
facendo più rumore della pioggia.
Cammino.
L'acqua mi penetra fin nella pelle
il sole non c'è più
il cuore non mi batte
la vita non persiste.
Che cosa strana la vita...un attimo
ti ritrovi sulla terra e subito dopo
ti ritrovi a volare nel cielo
con l'acqua che senti ancora sulla pelle.
L'elemento più forte della vita: l'amore,
scomparso nel nulla.
Eppure sai che dentro ogni lacrima
che arriva a terra trovi la forza di andare avanti
come ti ha riservato la vita...
kira - tratto da X gli innamorati e x cris
segnalata da kira sabato 15 marzo 2008
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categoria: Poesie
novembre
è arrivato novembre, il mese malinconico per eccellenza,
il mese dedicato, ai nostri cari che, sono in cielo per sempre,
facciamo qualcosa per i nostri defunti, preghiere, piccole carità,
tranquillo mese, da dedicare alla meditazione, mentre gli alberi
si spogliano tutti, rimanendo con i rami rinsecchiti, contro il vento,
e l'aria diventa sempre piu fredda, noi ci raggomitoliamo come gatti
che fanno le fusa, accanto alle fiamme di un camino,
ascoltando qiuete e dolci melodie o leggendo un libro
mentre la pioggia arrabbiata, ticchetta sui vetri, come intensa asprezza.
L'estate sembra ormai così lontana, e il silenzio è per noi, godimento dell'anima,
gli animali si avviano verso le loro tane, per il lungo letargo,
Le giornate sono così corte e surreali, il buio arriva veloce,
insieme all'ululato del lupo, tutto sembra onirico e inverosimile,
un mese di poca luce, di grande significato religioso per i defunti che
ancora sostano nell'ombra, aspettando le nostre preghiere
per potere arrivare alla luce di Dio, il piu presto possibile,
Dedichiamo i nostri ricordi di novembre ai nostri cari scomparsi,
non dimentichiamoli! Dio elargirà a coloro che pregano
le anime dei defunti, grandi doni di luce,
gioia, soddisfazione, felicità.
segnalata da daniela cesta domenica 1 novembre 2015
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categoria: poesie
un eclissi totale, in un lontano tempo antico
E poi la luce si spense,
e la notte avvolse ogni cosa
respiri, sussulti, spasmi,
sulla terra di dolore e nebbia
tutti guardavano il cielo, con poche stelle
un freddo pungente sulla pelle,e il corpo tremante
omg! hai tu abbandonato, l'essere umano?
gli angeli sembrano non esistere piu
e i demoni sono i padroni del mondo
e noi tutti siamo come anime, disperate nella notte
mentre il sole è scomparso improvvisamente,
il buio abbraccia la terra, con tutte le cose cattive
lacrime e disperazione,tra le genti
odore di morte intorno a noi
la fine della vita noi capimmo.
Dobbiamo chiedere perdono, prima che la terra sprofondi
questo buio è la colpa dei nostri peccati
senza rinuncia, ne privazione,
no digiuno, no preghiera,
eravamo lontani da Dio.
Questo è il nostro castigo.
Siamo arrivati troppo tardi, tutto è finito.
Dal cielo una leggera emanazione di luce
come polvere fluente che scintilla
con grande sorpresa, aumentava,
il sole dal buio stava uscendo, in tutto il suo splendore!
Brillante, fiammante, risplendente, lucente, luccicante
siamo salvi, tutti urlarono.
segnalata da daniela cesta domenica 28 settembre 2014
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categoria: Poesie
Assenza Di Te
Stringimi forte al tuo fiato,
ultimo mio ricordo svanito,
affinché accarezzi ancora il suo viso.
La sua assenza è disco che piange
negli angoli del mio cielo, squarciato
dal rancore senza luce che m’illumini.
Il suo silenzio è sciabordio di colpe
che si infrangono nelle mie vene,
senza darmi spiegazioni
per riaprire le porte dei miei occhi.
Il suo abbandono è condanna
che scava vane lettere d’amore
senza voce che risorgono.
Affonda il vestito bianco del perdono,
che guarisce ogni asma di onta.
Vorrei tornare indietro, in ginocchio,
per tenerti saldo sempre per mano,
quando non l’ho fatto, per egoismo.
Vorrei essere più indietro nel tempo
e rompere lame di silenzi di ghiaccio
con l’amore che pulsava, urlandotelo.
Vorrei trasportarmi nei lassi di tempo
che erano stati tempesta in flagranza,
per tesserli di voluttà d’amore per te.
Ma sono qui, solo, tra le lacrime,
sull’innocenza della tua scomparsa,
di cui siamo vittime nella confessione
salpata verso il mare aperto
della vita, che ci separa
senza “ma” e senza un “se”,
riparandoci sotto l’ombrello rotto
del destino afono che ignora,
per farci guardare ancora una volta
negli occhi e nel cuore,
per dirci ancora
ti amo ancora, ti amo amore.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra giovedì 31 luglio 2025
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categoria: Poesie
COVID-19
è caduto su di noi
qualcosa di inconcepibile
di oscuro e invisibile
un mostro che non immaginavamo esistesse
nella nostra meravigliosa terra
piena di storia, cultura, tradizioni antiche
bellezza, leggiadria, nei quadri dei nostri
grandi pittori, che nel corso dei secoli
hanno rappresentato l'Italia,
le nostre città sono musei a cieli aperti
gli antichi romani hanno posto basi profonde
hanno forgiato la nostra identità
il nostro carattere, le basi delle nostre leggi,
circondati da mari meravigliosi, isole, vulcani,
montagne, laghi e fiumi, in Italia nulla manca.
Cattolici, ligi alle tradizioni della chiesa
vivevamo le nostre splendide vite
fino a un giorno di febbraio, dove tutto iniziò
un virus che uccide persone di tutte le età,
sventrando i polmoni, il respiro se ne va..
lo chiamano Covid-19. Famiglie scomparse
divise, lontane, che non si vedranno più.
L'assassino è tra noi, spietato e silenzioso
non concede tregua, non accenna ad andare via.
segnalata da DANIELA CESTA venerdì 17 aprile 2020
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categoria: Poesie
Poveri noi
Io come infelice
ho ormai perduto
perduto tutti i sogni.
Ho appeso un cilindro
di magia sui chiodi
arrugginiti.
Io che non so più
scrivere ho bendato
gli occhi per non illudermi.
Non ho il silenzio
né il rumore
di una certezza.
Non ho la forza
dei miei anni
né la debolezza della vecchiaia.
Ma sento il tempo
svanirmi immobile,
e restringersi in un cerchio
fino a soffocare.
C’è la corda di un
amore scomparso.
Ci sono il sangue e la storia
comune.
C’è la paura di quella fine
che non conosco.
E il brutto mondo
di pecore e lupi.
E gli stantuffi di
ogni ultimo respiro.
E tutta la gente
di questa mia vita.
Poveri noi, misere bestie,
che alla ragione
siamo condannati.
Poveri noi che
liberi non siamo...
Che liberi…non sappiamo essere liberi.
segnalata da Vallant Langosco giovedì 14 gennaio 2010
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