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categoria: Barzellette
Un proprietario di un circo possiede un asino molto triste, per cui decide di mettere un cartello: "Chi riesce a far ridere l'asino vince 1.000.000!". Molti cercano di far ridere il ciuccio ma senza risultato finche' arriva un tipo mingherlino che chiede di provare ma a condizione che nessuno entri nella stalla insieme a lui. Il tipo entra e dopo qualche minuto esce. Il proprietario dell'asino entra e vede il ciuccio steso per terra con le gambe per aria che si sganascia dalle risate. Ma dopo alcune settimane, l'asino non smette di ridere, e ride tanto che smette di mangiare. Percio', preoccupato, il padrone dell'asino mette un nuovo cartello: "Chi riesce a far piangere il ciuccio vince 2.000.000!". Di nuovo si presentano molte persone, ma nessuno riesce nell'intento finche' non si presenta il tipo di prima. Questi va dal proprietario e gli chiede di nuovo di rimanere da solo con l'asino. Il tipo entra e dopo qualche minuto esce". E il proprietario, entrato, vede il ciuccio nella più profonda prostrazione, in lacrime. L'uomo allora chiede al tipetto: "Va be'! Io ti pago, ma mi devi dire come hai fatto!". "Ok, quando sono venuto la prima volta ho detto al ciuccio che ce l'avevo più lungo del suo!". "e la seconda?". "Glie l'ho fatto vedere!".
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categoria: Poesie
Il carnevale di Gerti
Se la ruota si impiglia nel groviglio
delle stesse filanti ed il cavallo
s'impenna tra la calca , se ti nevica
fra i capelli e le mani un lungo brivido
d'iridi trascorrenti o alzano i bambini
le flebili ocarine che salutano
il tuo viaggio e i lievi echi si sfaldano
giù dal ponte sul fiume
se si sfolla la strada e ti conduce
in un mondo soffiato entro una tremula
bolla d'aria e di luce dove il sole
saluta la tua grazia-hai ritrovato
forse la strada che tentò un istante
il piombo fuso a mezzanotte quando
finì l'anno tranquillo senza spari.
Ed ora vuoi sostare dove un filtro
fa spogli i suoni
e ne deriva i sorridenti ed acri
fumi che ti compongono il domani;
ora chiedi il paese dove gli onagri
mordano quadri di zucchero dalle tue mani
e i tozzi alberi spuntino germogli
miracolosi al becco dei pavoni.
(Oh , il tuo carnevale sarà più triste
stanotte anche del mio , chiusa fra i doni
tu per gli assenti:carri dalle tinte
di rosolio , fantocci ed archibugi,
palle di gomma , arnesi da cucina
lillipuziani:l'urna li segnava
a ognuno dei lontani amici l'ora
che il gennaio si schiuse e nel silenzio
si compì il sortilegio.E' carnevale
o il dicembre s'indugia ancora?Penso
che se muovi la lancetta al piccolo
orologio che rechi al polso , tutto
arretrerà dentro un disfatto prisma
babelico di forme e di colori...)
E il natale verrà e il giorno dell'anno
che sfolla le caserme e ti riporta
gli amici spersi e questo carnevale
pur esso tornerà che ora ci sfugge
tra i muri che si fendono già.Chiedi
tu di fermare il tempo sul paese
che attorno si dilata?Le grandi ali
screziate ti sfiorano , le logge
sospingono all'aperto esili bambole
bionde , vive , le pale dei mulini
rotano fisse sulle pozze garrule.
Chiedi di trattenere le campane
d'argento sopra il borgo e il suono rauco
delle colombe?Chiedi tu i mattini
trepidi delle tue prode lontane?
Come tutto si fa strano e difficile
come tutto è impossibile , tu dici.
La tua vita è quaggiù dove rimbombano
le ruote dei carriaggi senza posa
e nulla torna se non forse
in questi disguidi del possibile.
Ritorna là fra i morti balocchi
ove è negato pur morire;e col tempo che ti batte
al polso e all'esistenza ti ridona,
tra le mura pesanti che non s'aprono
al gorgo degli umani affaticato,
torna alla via dove con te intristisco
quella che mi additò un piombo raggelato
alle mie , alle tue sere:
torna alle primavere che non fioriscono.
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categoria: Barzellette » dal medico
E' indetta una grande conferenza tra sessuologi. Ad un certo punto, dopo che hanno parlato in molti, si alza l'ultimo sessuologo e dice:
- Io mi sono specializzato in statistiche. Con il nostro lavoro abbiamo
potuto dividere gli italiani secondo il numero di volte che fanno l'amore.
Come conferma di questi dati si alzeranno in piedi quelli nella sala che appartengono ai gruppi che descrivero'.
Allora: il 38% degli Italiani fanno l'amore almeno due volte alla
settimana. Provate ad alzarvi!
Molti si alzano, e tutti i presenti si stupiscono di come effettivamente
all'incirca il 38% dei presentii in sala si siano alzati.
- Poi, il 33% degli Italiani fanno l'amore almeno due volte al mese.
E di nuovo si alza circa il 33% delle persone presenti in sala.
- Il 23% degli Italiani fa l'amore almeno una volta ogni 3 mesi.
Si alza il 23% dei presenti. Quelli che si sono alzati si guardano con
aria triste ed un po' rammaricata.
- Il 5.8% degli Italiani fa l'amore almeno una volta ogni 6 mesi!
Timidamente, molto vergognosamente, si alza un piccolo gruppettino di persone, che si guarda con aria molto avvilita.
- Infine, c'e' un piccolo 0.2% che fa l'amore solo una volta all'anno!!
Improvvisamente, tutto contento, si alza uno in fondo alla platea e grida:
- Sono ioooo!! Sono iooo!!!
Tutti lo guardano esterrefatti.
- Guardatemi!!! Sono qui!! Evviva!!! Sono iooo!!
A questo punto il vicino timidamente gli chiede:
- Scusi, ma fa l'amore una sola volta all'anno, come fa ad essere cosi'
contento?
- PERCHE' E' STASEERAAAA!!!
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categoria: Barzellette » uomini e donne
Tristezza: in un incontro tra compaesani che non si vedevano da tempo, il primo dice all'altro: perche sei così triste? Il secondo risponde è morto mio nonno! Il primo costernato: ma come è successo? Mio nonno e caduto dall'ultimo piano di casa sua! L'altro; e si è sfracellato? Macche' è rimbalzato sulle corde dello stenditoio di sotto! E si è sfracellato sul selciato? Macche in quel mentre dalla strada sopraelevata passava il camion della spazzatura che gli ha attutito la caduta e lo ha fatto ribalzare! E poi gli è passato sopra schiacciandolo? Macche' dal colpo ha fatto un volo a parabola per abbreviargli l'agonia! Ed è andato a colpire la cima di quell'abete vicino a casa sua! L'abete si è spezzato e lui si è schiantato sulla strada? Macche' l'abete si è flesso e lo ha rilanciato verso il suo palazzo! Ma allora come è morto? Guarda abbiamo dovuto abbatterlo a fucilate per abbreviargli l'agonia
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categoria: Barzellette
Una formica si trova, a causa di una copiosa piovuta, dalla parte opposta di un torrente e non riesce a raggiungere il suo formicaio. Si rivolge ad una zebra: "Devo guadare il torrente! Amica zebra, mi potresti portare sulla tua schiena al di là del torrente?". "Neanche per idea, ho paura dell'acqua e poi, hai visto che razza di corrente!". La formichina vede poi in lontananza un rinoceronte, si avvicina e gli chiede: "Amico rinoceronte, saresti cosi' gentile da portarmi sulla tua schiena al di là del torrente?". "Ma va a farti benedire! Non vedi che sto mangiando!". La formichina, molto triste, si allontana, ma ad un tratto vede un elefante maestoso ed imponente e gli chiede: "Amico elefante, saresti cosi' buono e gentile da portarmi sulla tua schiena al di là del torrente?". "Certo formichina, sali pure". L'elefante con tutta la sua possanza affronta la terribile corrente e porta la formichina sull'altra sponda. "Grazie, grazie amico elefante!". E l'elefante: "Grazie un corno, adesso spogliati!".
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categoria: Poesie
Al padre
Dove sull’acque viola
era Messina, tra fili spezzati
e macerie tu vai lungo binari
e scambi col tuo berretto di gallo
isolano. Il terremoto ribolle
da due giorni, è dicembre d’uragani
e mare avvelenato. Le nostre notti cadono
nei carri merci e noi bestiame infantile
contiamo sogni polverosi con i morti
sfondati dai ferri, mordendo mandorle
e mele dissecate a ghirlanda. La scienza
del dolore mise verità e lame
nei giochi dei bassopiani di malaria
gialla e terzana gonfia di fango.
La tua pazienza
triste, delicata, ci rubò la paura,
fu lezione di giorni uniti alla morte
tradita, al vilipendio dei ladroni
presi fra i rottami e giustiziati al buio
dalla fucileria degli sbarchi, un conto
di numeri bassi che tornava esatto
concentrico, un bilancio di vita futura.
Il tuo berretto di sole andava su e giù
nel poco spazio che sempre ti hanno dato.
Anche a me misurarono ogni cosa,
e ho portato il tuo nome
un po’ più in là dell’odio e dell’invidia.
Quel rosso del tuo capo era una mitria,
una corona con le ali d’aquila.
E ora nell’aquila dei tuoi novant’anni
ho voluto parlare con te, coi tuoi segnali
di partenza colorati dalla lanterna
notturna, e qui da una ruota
imperfetta del mondo,
su una piena di muri serrati,
lontano dai gelsomini d’Arabia
dove ancora tu sei, per dirti
ciò che non potevo un tempo - difficile affinità
di pensieri - per dirti, e non ci ascoltano solo
cicale del biviere, agavi lentischi,
come il campiere dice al suo padrone:
"Baciamu li mani". Questo, non altro.
Oscuramente forte è la vita.
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categoria: Barzellette
Un uomo va a lezione di golf e per errore viene appaiato con un tipo molto bravo. Dopo nove buche il primo uomo è triste per la sua pessima prova mentre il suo compagno di gioco sembra bravissimo. Ad un tratto il primo tizio fa: "Senti, ma dove hai imparato a giocare cosi'? Io gioco da anni, ma non sono mai riuscito a migliorare!". L'altro risponde: "Veramente non è tutto merito mio. Io sono ordinario di Farmacia all'Università e mi sono preparato una medicina che migliora le prestazioni nel gioco del golf e come effetto collaterale... migliora anche le prestazioni sessuali raddoppiandole!". "Farei di tutto per riuscire a giocare meglio. Non è che me ne potresti dare un pochino?". "Ma certo, ce n'ho un flacone in macchina". I due si reincontrano per caso mesi dopo e decidono di giocare insieme. Entrambi fanno una partita strepitosa, finendo ogni buca con uno o due tiri solamente. Il professore fa all'altro sorridendo: "Allora, come ti è andata con gli effetti collaterali?". "Beh, ho fatto all'amore due volte al mese...". "Accidenti! Solo due volte al mese... ma è terribile. Avresti dovuto aumentare, non diminuire!". "Veramente pensavo che per il parroco di una piccola parrocchia come la mia non fosse male..."
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categoria: Poesie
Fumatori di carta
Mi ha condotto a sentir la sua banda. Si siede in un angolo
e imbocca il clarino. Comincia un baccano d'inferno.
Fuori, un vento furioso e gli schiaffi, tra i lampi,
della pioggia fan si che la luce vien tolta,
ogni cinque minuti. Nel buio, le facce
danno dentro stravolte, a suonare a memoria
un ballabile. Energico, il povero amico
tiene tutti, dal fondo. E il clarino si torce,
rompe il chiasso sonoro, s'inoltra, si sfoga
come un'anima sola, in un secco silenzio.
Questi poveri ottoni son troppo sovente ammaccati:
contadine le mani che stringono i tasti,
e le fronti, caparbie, che guardano appena da terra.
Miserabile sangue fiaccato, estenuato
dalle troppe fatiche, si sente muggire
nelle note e l'amico li guida a fatica,
lui che ha mani indurite a picchiare una mazza,
a menare una pialla, a strapparsi la vita.
Li ebbe un tempo i compagni e non ha che trent'anni.
Fu di quelli di dopo la guerra, cresciuti alla fame.
Venne anch'egli a Torino, cercando una vita,
e trovò le ingiustizie. Imparò a lavorare
nelle fabbriche senza un sorriso. Imparò a misurare
sulla propria fatica la fame degli altri,
e trovò dappertutto ingiustizie. Tentò darsi pace
camminando, assonnato, le vie interminabili
nella notte, ma vide soltanto a migliaia i lampioni
lucidissimi, su iniquità: donne rauche, ubriachi,
traballanti fantocci sperduti. Era giunto a Torino
un inverno, tra lampi di fabbriche e scone di fumo;
e sapeva cos'era lavoro. Accettava il lavoro
come un duro destino dell'uomo. Ma tutti gli uomini
lo accertassero e al mondo ci fosse giustizia.
Ma si fece i compagni. Soffriva le lunghe parole
e dovette ascoltarne, aspettando la fine.
Se li fece i compagni. Ogni casa ne aveva famiglie.
La città ne era tutta accerchiata. E la faccia del mondo
ne era tutta coperta. Sentivano in sè
tanta disperazione da vincere il mondo.
Suona secco stasera, malgrado la banda
che ha istruito a uno a uno. Non bada al frastuono
della pioggia e alla luce. La faccia severa
fissa attenta un dolore, mordendo il clarino.
Gli ho veduto questi occhi una sera, che soli,
col fratello, più triste di lui di dieci anni,
vegliavamo a una luce mancante. Ii fratello studiava
su un inutile tornio costruito da lui.
E il mio povero amico accusava il destino
che li tiene inchiodati alla pialla e alla mazza
a nutrire due vecchi, non chiesti.
D'un tratto gridò
che non era il destino se il mondo soffriva,
se la luce del sole strappava bestemmie:
era l'uomo, colpevole. Almeno potercene andare,
far la libera fame, rispondere no
a una vita che adopera amore e pietà,
la famiglia, il pezzetto di terra, a legarci le mani.
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categoria: Barzellette
Ci sono due gemelli che stanno per nascere, ovviamente si trovano ancora nel grembo materno, uno dei due ha una faccia molto triste, tanto da suscitare interesse nel fratello, che dopo un po' gli domanda:
- Cosa c'è che non va?, hai una faccia!!
- Be sai, tra un po' nasceremo, e allora....
- Allora cosa?
- Be insomma, noi qui stiamo bene, al caldo,abbiamo da mangiare
non ci manca propio ninente, e nascere mi spaventa, sai magari facciamo parte di una famiglia poverissima.
- Io non mi preocuperei tanto, comunque c'è un metodo per risolvere
il tuo dubbio.
- A si e quale?
- Ci do un'occhiata al mondo fuori, e poi ti dico cosa saremo, al limite
rimaniamo qui.
- Be provaci!!
Dopo un po' di tempo ritorna con un sorriso enorme e dice al fratello
pensieroso:
- Non ci sono problemi, vedrai saremo felici!
- Perché?
- Perché siamo ricchissimi!
- Ma come fai a dirlo, hai solo guardato fuori un momento!
- Be pensa, siamo talmente ricchi che appena ho messo la testa fuori, avevo già la pelliccia attorno al collo.
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categoria: Aforismi » stati d`animo » tristezza
Sorridi, perchè più triste di un sorriso triste è la tristezza di non saper sorridere
segnalata da Grazia giovedì 9 agosto 2001
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categoria: Aforismi
"con il diverso pensar degli uomini si regge il mondo"
segnalata da ragazzo triste domenica 14 ottobre 2001
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categoria: Frasi d'amore
HELP ME!
Aiutatemi ho bisogno dell'aiuto di qulacuno mi e caduto il mondo addosso ho bisogno del consiglio di qlc...nn chiedo altro se ce qlc disposto ad aiutarmi mi contatti al mio indirizzo mail grazie!
segnalata da ragazza triste martedì 1 ottobre 2002
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categoria: Frasi d'amore
ho guardato l'album delle nostre vacanze, non mi sembra ancora vero, era tutto così perfetto, avevi dato colore alla mia vita.
Alla mattina mi alzavo felice xke sapevo che accanto a me c'eri tu...sento ancora il calore del tuo corpo contro il mio, i tui okki nei miei.
E' squillato il telefono, ho sperato fossi tu, che stupida! Amore mio, xke mi hai lasciata sola? Le lacrime sono la mia più grande compagnia, lo so ke non devo piangere, ke adesso tu sei un angelo e ke dove sei ti trovi bene, ma io da sola non ce la faccio...e scusami se non riesco ad essere forte come vorresti tu, ma ti amo talmente tanto che mi sembra di scoppiare.
Non dimenticarti di me, xke prima o poi ti ritroverò e quel giorno sarà per sempre...Ti amo...dedicato ad un amore finito...
segnalata da Noemi domenica 2 febbraio 2003
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categoria: Frasi d'amore
Amore mio perchè mi hai lasciata sola?
Ora solo le laccrime sono la mia compagnia...
segnalata da kyty sigh venerdì 7 febbraio 2003
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categoria: Poesie
La lacrima caduta dai tuoi occhi non si è asciugata,
mentre era appoggiata ancora sul tuo viso
un raggio di sole l'ha baciata
salendo spinta da un tiepido soffio
ha assunto tutti i colori della vita
perdendo quel sapore di tristezza per cui era nata.
Il dolore di quel ricordo gli ha donato
il colore dei suoi occhi
il ricordo di quelle carezze l'ha resa dolce come non mai
persino il suo profumo diventa il suo odore,
e la malinconia di mille ricordi
la riempie di storia, le dona vita
la musica di una canzone cara la fa vibrare.
Quanti sentimenti racchiusi in quella goccia di te
il ricordo di quanti sorrisi
l'hanno fatta stillare dai tuoi occhi
poi è un attimo
un temporale improvviso
ed ecco la goccia di nuovo sul tuo volto
comincia a piovere
la raccogli con un dito
e la posi sulle tue labbra
ne cogli il sapore e lo senti scendere fino al cuore
guardi il cielo
per un attimo avverti la presenza
nasce un sorriso.
Lo stesso ricordo che la fece nascere
oggi rivive grazie a lei.
segnalata da Ragazzo Triste martedì 9 settembre 2003
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categoria: Frasi d'amore
Non fare di una ragazza la cosa più importante perche quando se ne andrà, la parte più importante di te se ne andrà con lei!!
segnalata da tortellino mercoledì 1 ottobre 2003
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categoria: Poesie
Non
Non mi serve nessuno quando sto male, perché nessuno mi vuole aiutare.
Non voglio alcuna consolazione da parte di coloro che mi hanno ferito, perché non mi avrebbero consolato.
Non mi piace sentirmi dire che sono tutt’uno con la bellezza, perché non me lo direbbe nessuno.
Non ho bisogno di piacere a qualcun altro, perché nessuno mi ritiene bello.
Vorrei stare da solo a contemplare ciò che non ho fatto o che ho fatto malamente, per poter capire come riuscire ad andare avanti.
Non ho tempo a sufficienza per potermi permettermi un momento di pausa, sono troppo occupato ad avercela con le persone che amo per potermi accorgere di quello che gli altri pensano di me.
Forse è meglio così, o forse no perché se non mi interesso non potrò mai capire che cosa pensa la gente di me.
In fondo non m’interessa poi tanto, non ho voglia di litigare con qualcuno che mi giudica solo dall’aspetto.
È una peridita di tempo.
D’altornde la vita è così: piena di odio, rabbia, rancore, tristezza e allo stesso tempo amore e gioia.
Ma che ci vuoi fare?!
Niente…
Non ci si può fare niente, perché in questo mondo siamo solo di passaggio come nuvole nell’aria.
segnalata da Fabio giovedì 5 ottobre 2006
voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Scuse
scusa cucciolo!!!
Nn so se leggerai questo messaggio... anke se vai in questo sito anke tu...
Scusa x tt le volte ke ti ho vattuto!!!!!!!!!!!!!!!! Sorry!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
By Paffina x Cucciolo
tauuu
Paffina 1 po' triste - tratto da me XD
segnalata da Gea giovedì 2 agosto 2007
voti: 18; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: aforismi » desiderio
penso...
e sono qui...da sola..e penso...penso ke ormai nn 6 + mio..ke nn m desideri...penso ke m piaci da morire..penso ke t amo..davvero.
penso a quando ti avevo tutto x me...qnd x te io ero tutto...qnd eravamo solo io te..il nostro mondo..e adesso kosa resta...nnt...resta soltanto il desiderio e l'amore ke provo verso di te
segnalata da delusa... sabato 5 luglio 2008
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categoria: Aforismi » religione » angeli
ciao
nn soffrire mai x qualcuno ke nn ti merita
una xsona triste - tratto da nn so
segnalata da claudia mercoledì 28 luglio 2010
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