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categoria: Barzellette
Dopo la creazione, Dio chiama a Se San Pietro..."Pietro..allora..controlliamo com'e' venuto il mondo!!"Tutto perfetto gli alberi, gli animali, l'acqua, gli uomini.Solo uno con un cervello particolarmente sviluppato, riusciva a fare i calcoli più incredibili.Pietro"Quello è troppo intelligente, togliamoli metà cervello!".e così fu ma quello continuava a fare i calcoli più incredibili divisioni a 20 cifre, algoritmi, logaritmi, seni, coseni..tutto senza scrivere."Ancora non ci siamo Pietro...vediamo se gli togliamo tutto il cervello!".e cos' fu.L'uomo rimane per un po' con gli occhi chiusi, sembra non reagire...poi lentamente li apre alza la testa e dice"forza lazio!"
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categoria: Barzellette
Due nani, di cui uno piccolissimo, sono amici per la pelle, finche' quello più basso muore. Disperato, l'amico va a porgere l'estremo saluto dalla signora che gli affittava la camera: "Cosa faro' adesso, senza di lui?" La signora, continuando cinicamente a lavare i piatti gli risponde: "Va la, va la: tutto passa". E il nano: "E' in camera sua per l'ultimo saluto, vero?" La signora: "Vai pure, ma mi raccomando chiudi la porta!". Il nano va, torna dopo alcuni minuti ancora più triste; fa per andarsene quando si rivolge ancora alla signora, che continua imperterrita a lavare: "Signora, posso andare di nuovo a rivederlo?". "Si', ma mi raccomando, chiudi la porta". E il nano: "Ma signora, perché mi domanda sempre di chiudere la porta?". "Perché è la terza volta che il gatto me lo porta in cucina..."
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categoria: Aforismi
La nostra esistenza è un segreto che sta nel breve attimo
in cui l'occhio si apre sul mondo e si chiude sull'eternità
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categoria: Barzellette
Il palloncino rosso
Un bimbo giocava sempre col suo piccolo palloncino rosso. Dopo qualche mese, il padre, stufatosi di trovarsi il palloncino sempre tra i piedi, disse al figlio di smetterla, sennò gliele avrebbe date di santa ragione. Allora il bimbo cominciò a giocarci solo quando il padre non c'era. Un giorno, mentre il bimbo giocava allegramente nel corridoio, il babbo tornò a casa in anticipo. Mentre si apriva la porta, il bimbo disperato entrò in bagno e gettò il palloncino rosso nel water. Una volta entrato, il babbo gettò la sua borsa e si diresse di corsa verso il bagno, chiuse la porta, si sedette sul water senza neppure guardarci dentro e dopo aver fatto tirò un sospiro di sollievo. Dopo essersi sollevato, lanciò un'occhiata al WC e si accorse del palloncino, che per l'occasione era diventato di un orrendo colore blu-marrone.
L'uomo si spaventò moltissimo, pensò che liberandosi con tale sforzo gli fosse uscito un organo, forse il fegato, e chiamò la moglie. Quest'ultima, al vedere il supposto organo, si preoccupò anch'essa e chiamò urgentemente il medico, che arrivò poco dopo. Si diresse subito in bagno, osservò perplesso quella massa rossa e marrone e cominciò a toccarla con le sue pinzette appuntite, facendo esplodere il palloncino. Il babbo chiese al dottore cosa diavolo fosse, e questi gli rispose, pulendosi gli occhiali: "Mi creda... è la prima volta che vedo una scorreggia col guscio..."
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categoria: Barzellette » carabinieri
Due carabinieri stanno parlando. Il primo dice: "Mamma mia quanto è scemo il mio appuntato...Quanto è scemo! Non ne hai idea!" Il secondo: "e il mio? Ancora più scemo del tuo! Vuoi vedere? Appuntato...venga subito qui! Ecco 10.000 lire, mi vada a comprare una Mercedes!" e l'appuntato: "Subito signore agli ordini!" L'altro carabinere dice: "Vuoi vedere il mio quanto è scemo? Appuntato...venga subito qui! Per favore vada a casa mia e veda se ci sono!" e l'appuntato: "Si signore, subito!" i due appuntati si incontrano. Il primo fa: "Mamma mia quanto è scemo il mio capitano...e' proprio scemo!" e il secondo: "Il mio è ancora più scemo del tuo, mi ha dato 10.000 lire e mi ha detto di andargli a comprare una Mercedes...ma oggi è domenica! Stanno chiusi!" e l'altro: "Il mio è molto più scemo, mi ha detto di andare a casa sua e vedere se era lì...ma scusa, non potevo telefonare??"
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categoria: Poesie
Pensieri di Deola
Deola passa il mattino seduta al caffè
e nessuno la guarda. A quest'ora in città corron tutti
sotto il sole ancor fresco dell'alba. Non cerca nessuno
neanche Deola, ma fuma pacata e respira il mattino.
Fin che è stata in pensione, ha dovuto dormire a quest'ora
per rifarsi le forze: la stuoia sul letto
la sporcavano con le scarpacce soldati e operai,
i clienti che fiaccan la schiena. Ma, sole, è diverso:
si può fare un lavoro più fine, con poca fatica.
Il signore di ieri, svegliandola presto,
l'ha baciata e condotta (mi fermerei, cara,
a Torino con te, se potessi) con sè alla stazione
a augurargli huon viaggio.
E' intontita ma fresca stavolta,
e le piace esser libera, Deola, e bere il suo latte
e mangiare brioches. Stamattina è una mezza signora
e, se guarda i passanti, fa solo per non annoiarsi.
A quesr'ora in pensione si dorme e c'è puzzo di chiuso
- la padrona va a spasso - è da stupide stare lì dentro.
Per girare la sera i locali, ci vuole presenza
e in pensione, a trent'anni, quel po' che ne resta, si è perso.
Deola siede mostrando il profilo a uno specchio
e si guarda nel fresco del vetro. Un po' pallida in faccia:
non è il fumo che stagni. Corruga le ciglia.
Ci vorrebbe la voglia che aveva Marì, per durare
in pensione (perché, cara donna, gli uomini
vengon qui per cavarsi capricci che non glieli toglie
nè la moglie nè l'innamorata) e Marì lavorava
instancabile, piena di brio e godeva salute.
I passanti davanti al caffè non distraggono Deola
che lavora soltanto la sera, con lente conquiste
nella musica del suo locale. Gettando le occhiate
a un cliente o cercandogli il piede, le piaccion le orchestre
che la fanno parere un'attrice alla scena d'amore
con un giovane ricco. Le basta un cliente
ogni sera e ha da vivere. (Forse il signore di ieri
mi portava davvero con sè). Stare sola, se vuole,
al mattino, e sedere al caffè. Non cercare nessuno.
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categoria: Barzellette » dal medico
Una coppia di sposi, dopo un anno di matrimonio, non riuscendo ad avere bambini, si reca dal ginecologo. Questi chiede loro: - "Ma la sera cosa fate?". - e il marito: - "Ceniamo, vediamo la tv, ci diamo un bacetto e poi andiamo a letto". - "e la mattina?". - "Ci alziamo, facciamo colazione, ci diamo un bacetto ed io vado a lavorare". - e il dottore: - "e il pomeriggio?". - "Mangiamo, ci diamo un bacetto e andiamo a fare un riposino". - Allora il ginecologo, rivolgendosi alla signora: "Si spogli e si sdrai sul lettino!". - Il ginecologo si mette su di lei e fanno l'amore alla presenza del marito che non batte ciglio. Alla fine il dottore dice al marito: - "Hai visto come si fa ad avere bambini? E questo si deve fare tutti i giorni!". - Il marito tutto contento risponde: "Ho capito dottore". - i due sposini ringraziano ed escono. Appena chiusa la porta dell'ambulatorio al marito sorge un dubbio e torna indietro, riapre la porta e chiede al dottore: - "Scusi ho dimenticato di chiederle... Viene lei a casa o veniamo noi in ambulatorio?".
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categoria: Poesie
Il carnevale di Gerti
Se la ruota si impiglia nel groviglio
delle stesse filanti ed il cavallo
s'impenna tra la calca , se ti nevica
fra i capelli e le mani un lungo brivido
d'iridi trascorrenti o alzano i bambini
le flebili ocarine che salutano
il tuo viaggio e i lievi echi si sfaldano
giù dal ponte sul fiume
se si sfolla la strada e ti conduce
in un mondo soffiato entro una tremula
bolla d'aria e di luce dove il sole
saluta la tua grazia-hai ritrovato
forse la strada che tentò un istante
il piombo fuso a mezzanotte quando
finì l'anno tranquillo senza spari.
Ed ora vuoi sostare dove un filtro
fa spogli i suoni
e ne deriva i sorridenti ed acri
fumi che ti compongono il domani;
ora chiedi il paese dove gli onagri
mordano quadri di zucchero dalle tue mani
e i tozzi alberi spuntino germogli
miracolosi al becco dei pavoni.
(Oh , il tuo carnevale sarà più triste
stanotte anche del mio , chiusa fra i doni
tu per gli assenti:carri dalle tinte
di rosolio , fantocci ed archibugi,
palle di gomma , arnesi da cucina
lillipuziani:l'urna li segnava
a ognuno dei lontani amici l'ora
che il gennaio si schiuse e nel silenzio
si compì il sortilegio.E' carnevale
o il dicembre s'indugia ancora?Penso
che se muovi la lancetta al piccolo
orologio che rechi al polso , tutto
arretrerà dentro un disfatto prisma
babelico di forme e di colori...)
E il natale verrà e il giorno dell'anno
che sfolla le caserme e ti riporta
gli amici spersi e questo carnevale
pur esso tornerà che ora ci sfugge
tra i muri che si fendono già.Chiedi
tu di fermare il tempo sul paese
che attorno si dilata?Le grandi ali
screziate ti sfiorano , le logge
sospingono all'aperto esili bambole
bionde , vive , le pale dei mulini
rotano fisse sulle pozze garrule.
Chiedi di trattenere le campane
d'argento sopra il borgo e il suono rauco
delle colombe?Chiedi tu i mattini
trepidi delle tue prode lontane?
Come tutto si fa strano e difficile
come tutto è impossibile , tu dici.
La tua vita è quaggiù dove rimbombano
le ruote dei carriaggi senza posa
e nulla torna se non forse
in questi disguidi del possibile.
Ritorna là fra i morti balocchi
ove è negato pur morire;e col tempo che ti batte
al polso e all'esistenza ti ridona,
tra le mura pesanti che non s'aprono
al gorgo degli umani affaticato,
torna alla via dove con te intristisco
quella che mi additò un piombo raggelato
alle mie , alle tue sere:
torna alle primavere che non fioriscono.
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categoria: Poesie
Frammenti
Talvolta quando al tramonto
passeggio stanco pel Corso
(ch'e' vuoto), uno che incontro dice, forte,
il mio nome e fa: "buona sera!"
Allora d'un tratto, li sul Corso ch'e' vuoto,
m'imbatto stupito alle cose d'ieri
e sono pur io una cosa col nome.
Quando ti stringo la mano e tu ripigli
sicuro
il discorso di ieri,
non so qual riverbero giallo di ambigua
impostura
colori di dentro l'atto di me che t'ascolto.
Fingo d'essere con te e non ho cuore a dirti
d'un tratto: "Non so chi tu sia!" Amico, in verita',
non so chi tu sia.
E come tu vuoi ch'io rinsaldi l'oggi all'ieri
labbra d'abisso,
ferita divaricata dell'infinito?
Mi fermi per via chiamandomi a nome,
col mio nome di ieri.
Ora cos'è questo spettro che torna
(l'ieri nell'oggi)
e questa immobile tomba del nome?
Tepido letto del nome, sicura casa dell'ieri!
Soffice lana dei sofferti dolori,
sosta ombrosa delle gioie lontane.
Nave sul mare.
Zattera di naufraghi.
Ma l'oggi e', via, come una cateratta aperta.
Nubi cangianti nell'abissale cavo del cielo.
Non v'e' altro eterno che l'attimo.
Pietosamente mascheri alla mia
disperazione la tua felicita'.
Sei chiuso nella tua gioia com'io
nel mio dolore.
Dallo scoppio della mia gioia,
come una ferita, il tuo soffrire.
Compiuto il mio desiderio, con stupefazione,
ecco il tuo pianto.
Ma ciascuno si dibatta nel suo oggi,
carcerato nella cella.
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categoria: Barzellette
Un uomo, affetto da problemi di sterilita', decide di farsi visitare da un famoso andrologo. Il dottore, dopo aver preso tutti i dati del paziente, gli porge una provetta: «Allora, per prima cosa prenda questa provetta, se la porti a casa e me la riporti con un campione del suo sperma. Ho un laboratorio di analisi che farà il conteggio degli spermatozoi+. «D'accordo dottore. Cercher= di fare il prima possibile+. L'uomo torna il giorno successivo, il dottore lo accoglie: «Buongiorno. Allora, ha fatto?+. «No, purtroppo. Ieri sono andato in casa e mi sono chiuso in bagno. Ho provato con la mano destra fino a che non mi sono stancato. Allora ho provato con la mano sinistra, ma non c'è stato niente da fare. Ho riprovato di nuovo con la destra senza alcun risultato. A quel punto ho chiamato mia moglie, sperando che almeno lei ci riuscisse. Ha provato con la destra ma non c'è riuscita. Poi ha provato anche con la sinistra... ma niente di niente. Allora le ho detto di provare con la bocca, lei lo ha fatto ma non è servito a niente. Presi dalla disperazione abbiamo chiamato la filippina! Ha provato anche lei prima con la mano destra e poi con la mano sinistra... ma niente! Ho detto anche a lei di provare con la bocca, poverina, si è impegnata, ma non è riuscita a fare niente di niente. Pensi che alla fine ci hanno provato mia moglie e la filippina insieme... niente anche così. Dottore... come diavolo si apre 'sta provetta?? (Carlo - 21/10/99)
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categoria: Barzellette
Gesù torna in terra e apre un ambulatorio medico. Il primo giorno nella sala d'attesa tutti si chiedono come sarà il nuovo medico. Dopo poco Gesù si affaccia e chiama: "Avanti il primo!". Entra un signore in carrozzella che dice: " Dottore, ho un mal di gola fastidioso... ". Gesù lo interrompe alzandosi, chiude la porta ed esclama: "Ma tu non puoi camminare!". "Si' - dice il paziente - dalla nascita. Ma.. dicevo.. quel pizzicore alla gola...". "Alzati e cammina - lo interrompe nuovamente". "Ma... ". "Silenzio! Ho detto alzati e cammina!". Il paziente, incredibilmente, si alza in piedi, saluta, ringrazia Gesù ed esce. Gli altri, vedendolo, gli chiedono: "Allora, com'e' questo nuovo dottore?". E il miracolato: "Come tutti quegli altri. Non mi ha neanche visitato!".
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categoria: Poesie
A Silvia
Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi?
Sonavan le quiete
stanze, e le vie dintorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all'opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno.
Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d'in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel ch'io sentiva in seno.
Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?
Tu pria che l'erbe inaridisse il verno,
da chiuso morbo combattuta e vinta,
perivi, o tenerella. E non vedevi
il fior degli anni tuoi;
non ti molceva il core
la dolce lode or delle negre chiome,
or degli sguardi innamorati e schivi;
né teco le compagne ai dì festivi
ragionavan d'amore.
Anche peria tra poco
la speranza mia dolce: agli anni miei
anche negaro i fati
la giovanezza. Ahi come,
come passata sei,
cara compagna dell'età mia nova,
mia lacrimata speme!
Questo è quel mondo? questi
i diletti, l'amor, l'opre, gli eventi
onde cotanto ragionammo insieme?
questa la sorte dell'umane genti?
All'apparir del vero
tu, misera, cadesti: e con la mano
la fredda morte ed una tomba ignuda
mostravi di lontano.
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categoria: Barzellette
Allora, c'è Biancaneve che ha proprio voglia di farsi un bel bagno, allora entra, chiude la porta...e... Dietro la porta arrivano subito i 7 nanetti.... il primo (il più alto) riesce a vedere cosa succede ed esclama: "Si sta togliendo l' accappatoio" Il secondo riferisce al terzo... e cosi' via... "Si sta togliendo l' accappatoio..." "Si sta togliendo l' accappatoio..." "Si sta togliendo l'accappatoio..." "Si sta togliendo l'accappatoio..." "Si sta togliendo l' accappatoio..." "Sta entrando nella vasca..." "Sta entrando nella vasca....." "Sta entrando nella vasca......" "Sta entrando nella vasca....." "Sta entrando nella vasca......" "Sta entrando nella vasca....." "Si sta lavando..." "Si sta lavando..." "Si sta lavando..." "Si sta lavando..." "Si sta lavando..." "Si sta lavando..." "Si sta alzando..." "Anche a me..." "Anche a me..." "Anche a me..." "Anche a me..." "Anche a me..." "Anche a me..."
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categoria: Barzellette
Una coppia di sposi, dopo un anno di matrimonio, non riuscendo ad avere bambini, si reca dal ginecologo. Questi chiede loro: "Ma la sera cosa fate?". E il marito: "Ceniamo, vediamo la tv, ci diamo un bacetto e poi andiamo a letto". "e la mattina?". "Facciamo colazione, ci diamo un bacetto e poi io vado a lavorare". E il dottore: "e il pomeriggio?". "Mangiamo, ci diamo un bacetto e andiamo a fare un riposino". Allora il ginecologo, rivolgendosi alla signora: "Si spogli e si sdrai sul lettino!". Il ginecologo si mette su di lei e fanno l'amore alla presenza del marito che non batte ciglio. Alla fine il dottore dice al marito: "Hai visto come si fa ad avere bambini? E questo si deve fare tutti i giorni!". Il marito, contento, risponde: "Ho capito dottore". I due ringraziano ed escono. Appena chiusa la porta dell'ambulatorio al marito sorge un dubbio, torna indietro, riapre la porta e chiede: "Scusi, dottore, ho dimenticato di chiederle. Viene lei a casa o veniamo noi in ambulatorio?".
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categoria: Barzellette
Una signora va in banca di un paesotto con un grosso borsone zeppo di contanti, e dice che vuole depositare trecento milioni di lire. . L'impiegato vedendo una grossa borsa di banconote si insospettisce, e la fa parlare col direttore. Quello dice che è possibile, certo, ma -a titolo di precauzione- chiede con circospezione e delicatezza come mai tutte quelle banconote tutte insiee.
la signora "oh. ma non è un problema, non è mica un segreto: questa cifra è il frutto di un paio di scommesse".
il direttore (davvero incuriosito) " se non sono indiscreto, di che scommesse?"
la signora: "mah, vede, io sono abituata a fare delle scommesse forti, con forte rischio e forti somme... ad esempio, io potrei scommettere questa intera cifra sul fatto che lei ha le palle quadrate..."
il direttore guarda i trecento milioni, pensa che sono anni di stipendio anche per lui, e dopo un po' di esitazione accetta la scommessa... La signora dice: va bene, vengo qui domani mattina con l'avvocato tal dei tali (noto in paese) che faccia da testimone, e se lei ha le palle quadrate mi dara' altri 300 milioni, se no io le daro' questi..."
La notte il direttore della banca non riesce a dormire: ha scommesso una bella somma. Ma si alza due o tre volte, va in bagno, si abbassa le mutande e verifica: no, non sono quadrate!
Al mattino la signora si presenta in banca con l'avvocato.
Si chiudono tutti e tre nello studio del direttore, e la signora chiede (come d'accordo) di vedere le palle. Il direttore abbassa le mutande. La signora sembra perplessa, e chiede: "scusi, posso toccarle per verificare? " il direttore è un po' imbarazzato, ma davanti ai 300 milioni cosi' vicini dice: "vabbe' faccia pure".
In quel momento l'avvocato inizia a battere la testa contro il muro.
La signora si gira appena verso di lui e dice al direttore:
"Lo deve capire. Sa. stamattina sono stata da lui e ho scommesso con lui mezzo miliardo che entro mezzogiorno le avrei preso le palle in mano..."
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categoria: Barzellette
Un generale della Legione Straniera decide di andare a controllare un fortino in mezzo al deserto. Appena arrivato lo accoglie il capitano che è al comando del forte.
- Ben arrivato signor generale! Abbiamo in forza 150 legionari che presidiano questo avamposto.
- Molto bene signor capitano... vorrei ispezionare il forte.. dopodiché vorrei che mi fosse assegnato un alloggio perché ho intenzione di rimanere qui due mesi per vedere come procedono gli addestramenti.
Come ordinato il capitano accompagna il generale ad ispezionare il forte. Passano in un lungo corridoio...
- Signor generale, quella porta alla sua destra è la porta delle cucine.
Il generale apre la porta, si affaccia ed esclama soddisfatto:
- Benissimo... un ordine ed una pulizia mai viste... complimenti!
- La stanza successiva è l'aula mensa!
- Bene... bene! Anche qui tutto in ordine!
- Quest'altra stanza sulla sinistra è la sala ricreazione...
Il generale apre la porta e vede alcuni legionari che giocano a biliardo e altri che leggono delle riviste. Prosegue il giro di ispezione, ma il generale nota che il capitano non gli ha dato notizie su di una porta stranamente chiusa...
- Capitano! Questo giro di ispezione mi ha soddisfatto in pieno! Però mi deve levare una curiosità... lei ha saltato una porta... non mi ha detto cosa c'era...
- Vede generale... è un discorso imbarazzante... quella è la porta che da alle stalle dove c'è la CAMMELLA... sa com'è io ho qui 150 legionari che devono passare diversi mesi in completa solitudine... allora per tenere alto il morale delle truppe...
Il generale ammiccando:
- Capisco benissimo capitano! Se è per tenere alto il morale delle truppe...
Passa un mese e anche il generale comincia a sentire l'astinenza da sesso! Va dal capitano e in confidenza gli fa:
- Senta capitano... verrò subito al sodo... io sono qui da un mese e i miei bisogni si fanno sentire... non potrei avere le chiavi della CAMMELLA?
- Ma certo signor generale... la capisco perfettamente! Ecco a lei le chiavi!
Il generale va nella famosa stanza e ne esce venti minuti dopo con aria molto rilassata tirandosi su la lampo dei calzoni. Il capitano lo vede e gli fa:
- Ma come signor generale? Solo 20 MINUTI?
- Perché solo 20 minuti? I legionari quanto ci mettono?
- Beh... il villaggio più vicino è a un'ora di cammella... un'ora per andare... un'altra per tornare…
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categoria: Aforismi » comportamento
commercianti
una volta i commercianti disonesti chiudevano bottega, mentre oggi fanno chiudere agli altri.
segnalata da pasquale mercoledì 30 gennaio 2013
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categoria: Frasi d'amore
Hai chiuso il tuo cuore, molto tempo fa hai chiuso il tuo cuore, dopo che mi hai fatto vedere le sue meraviglie hai chiuso il tuo cuore, prima che potessi dirti Ti Amo hai chiuso il tuo cuore... non so quando troverai il coraggio di riaprirlo, ma quando lo farai mi troverai sulla sua soglia, dove mi hai lasciato.
segnalata da marco martedì 26 febbraio 2002
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categoria: Frasi d'amore
con gli occhi chiusi
chissà quante volte questo angelo ti è passato accanto e tu lo hai ignorato, chissa quante volte ti ha sfiorato il viso e tu non lo hai sentito , ma e sempre stato accanto a te
segnalata da morrissonray lunedì 20 maggio 2002
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categoria: Frasi d'amore
PUGNI CHIUSI
pugni chiusi ..non ho più speranze ..in me c'è la notte più nera.. occhi spenti nel buoio del mondo non ha più ragione la vita ...pugni chiusi ..perduto per sempre per chi è di pietra come me... la mia salvezza sei tu
sei l'acqua limpida per me
il sole tiepido sei tu ... amore
torna qui da me...
segnalata da vanessa martedì 18 maggio 2004
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