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categoria: Aforismi » vita

ACCETTA IL CONSIGLIO
Goditi potere e bellezza della tua gioventù.
Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù
lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati , ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t'erano mai passate per la mente. Non esser crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele con te.
Non perder tempo con l'invidia.
A volte sei in testa. A volte resti indietro.
La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente dimmi come si fa.
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti conto.
Rilassati.
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco,
a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco
ancora non lo sanno.

Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche.
Le tue scelte sono scommesse.
Come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi.
Senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.
Non leggere le riviste di bellezza.
Ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori.
Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli.
Sono il migliore legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono.
Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno. Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta.

segnalata da marines lunedì 10 gennaio 2011

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Inopinato Rival

Inopinato Rival

Oh... Nel limbo etereo
del fato incerto,
nell'arena feroce della vita
s'erge un inopinato rivale,
dai plurimi volti
sotto scure ciocche
di assenza di luce,
un'ombra cupa dalle gemme nere
come occhi a scrutare l'impensabile,
mentre nel silenzio
tace con vigore il suo tormento!
Un tempo disperso
nell'incantesimo del suo vuoto
in continuo moto senza mai riposo,
lacrime di sabbia
nel deserto dell'esistenza
senza sole nel suo pudore!
Lotta contro il tempo,
sospeso tra l'inesplorata empatia
che originarsi poteva,
e senso di colpa
nei rovi dei suoi capricci
stretto nella morsa del rimpianto,
che lentamente soffocava!
Egli freme nell'abisso del suo essere,
percorre insonne il labirinto
oscuro dell'ignoto,
in cerca di gocce di pace,
e il cuore fragile palpita
nel dolore di fango,
nel vuoto interiore che neanche
il tempo può colmare!
Oh, come spettro errante
nell'eco dei suoi giorni,
tra le mura dell'impiego,
mi guarda come tempesta di fatica,
una mano sfumata
nell'etere del passato!
E io, io, non ho saputo
cogliere la sua parola muta
condita d'invidia per il mio operato,
non ho saputo comprendere
il suo grido soffocato
per i miei traguardi,
della sua rabbia per le mie capacità!
E ora nell'amaro
della mia stessa lotta
nel stargli a distanza,
il senso di colpa
si fa nodo inestricabile,
nell'ineluttabile cadenza
del tempo implacabile,
dove forse avrei
potuto stemperarne l'abisso,
sotto un'arcata sempreverde
e fiori freschi da respirare in armonia!
Ma nel farsi dei giorni
sfumava la lieta la speme,
e nell'inesausto susseguirsi
delle ore ballerine
il bianco mutava in grigio
e poi in nero,
come il mio sorriso!
Oh... Resta solo il rimorso
come spina nel petto,
per non aver saputo
comprendere per tempo
quel suo vuoto interiore
un greve malessere
a sprigionare stralci di complessità,
altro che complicità!
Possa il tempo
nel suo viaggio senza fine,
trovar meta di riposo
per quel inopinato rivale...
Ed essere indulgente con il mio errore,
ritrovar riscatto nel presente
che giustamente ammonisce
e presto compatisce,
nel cui cenno di compassione
e senso di colpa sottolinea,
allo svanire di questa lotta
senza vero confine.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra venerdì 23 febbraio 2024

stelline voti: 27; popolarità: 12; 0 commenti

categoria: Poesie

CINQUE MAGGIO

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.

MANZONI

segnalata da basilicom martedì 13 aprile 2004

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: frasi d'amore

NON SI PUò

all'inizio era tutto csi speciale,
csi pulito e semplice
tra noi...
un amore perfetto,
un amore da invidiare a kiunque,
non lo avrei mai detto
ke sarebbe finita csi,
dopo un anno,
un anno in cui le mie lacrime
erano anke le tue,
in cui ogni mio sorriso era tuo..
mi manki,
ma la paura d tornare indietro e farti
soffrire un altra volta
è troppo grande..
ma allo stesso tempo vorrei
che fossi ancora qui accanto a me..
ma..non si può..
non si può nemmeno credere d star bn
qnd poi dentro d te stai morendo
un po x volta,
e t servirebbe solo avere lui al tuo finco,
sentire la sua mano sulla tua,
il suo respiro sfiorarti lentamente,
ma m rendo conto
di averti perso...
non si può più credere ke ritornerai
perchè non ti merito,
non si può più vivere cn la speranza
di riaverti anke solo una volta
tra le mie braccia...
no non si può...
a volte m kiedo se m pensi ancora
come facevi prima,
qnd stavamo ore ore al telefono
qnd nn eravamo vicini
la sera...
fino ad addormentarci
come se fossimi stati vicini..
ma eravamo distanti 100 km..
e solo il telefono poteva legarci,
ma nn m sentivo sola,
nn m sentivo senza d te come m sento ora,
perchè allora sapevo ke tu eri sempre lì
ke m pensavi..
e m piaceva ascoltare i tuoi discorsi,
le poesie ke scrivevi durante il gg
e ke poi la sera al telefono
mi dedicavi,
era bello sentire come skerzavi
come un bambino ke si diverte cn poco...
era bello anke solo sentire la tua voce..
e tutt'ora qll voce m manca...
m mancano le sere in cui stavamo al telefono
fino alle due..dicendoci anke solo ti amo
e poi come due angioletti crollavamo nel sonno..
io t dicevo: "Amore ci sentiamo domani ok?"
e tu ke m rispondevi sempre.:" Ok amore xo attacca tu"...
e io nn volevo,
nn volevo mai attaccare qll kiamata..
ma poi alla fine m convincevi..
tanto sapevo ke t avrei
incontrato nei miei sogni,
allora m tranquillizzavo..
sono tutte quelle piccole
ma meravigliose cs
ke dopo un anno sono difficili
da dimenticare...
perchè non si può..
no! non si può cancellare le
emozioni ke ancora gg
t fanno riflettere..
a volte t fanno prendere scelte sbagliate,
ma un giorno qll emozioni
ricominceranno a rivivere nei nostri
cuori amore...
te lo prometto...
perchè non si può
ingannare il cuore dicendogli
ke tra noi è finita..
il cuore è l'unica vita ke nn si può ingannare..
so potuto ingannare te amore
ma il mio cuore no...
non si può...
perchè ti amo..
e ti amo..
ti amo tanto..
e darei qualunque cs in qst momento
x dirtelo guardandoti negli okki
ma so ke nemmeno gg succederà..
e nemmeno domani..
ma forse solo un gg
potrò dirtelo..

ANONIMA

segnalata da ANONIMA venerdì 15 agosto 2008


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