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categoria: Barzellette

"Ah, la primavera, il sole finalmente!" "Meglio sole che male accompagnate!"

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categoria: SMS pronti » fidanzato-a

lI tuo pensiero è per me come l'arrivo della primavera per le rondini: un'ondata di immensa purezza, gioia e felicità!

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categoria: Aforismi » uomini e donne

Un uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre... Ma non può contenere la primavera.

Mohandas Karmchand Gandhi

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categoria: Poesie

Passero solitario

D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finché non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de' provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch'omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell'aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.
Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia vòto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest'anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.

Giacomo Leopardi

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categoria: Poesie

Egle


Stanno nel grigio verno pur d'edra e di lauro
vestite
ne l'Appia trista le ruinose tombe.

Passan pe 'l ciel turchino
che stilla ancor da la pioggia
avanti al sole lucide nubi bianche.

Egle, levato il capo ve'r' quella serena
promessa
di primavera, guarda le nubi e il sole.

Guarda; e innanzi a la bella sua fronte
più ancora che al sole
ridon le nubi sopra le tombe antiche.

Giosue' Carducci

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categoria: Poesie

Pescia-Lucca


Ho vissuto
nelle città più dolci della terra
come una rondine passeggera.
Lucca era
un nido difficile tra le vigne
impolverate, in fondo a bianche strade,
donde sarebbe traboccata
con ali troppo folli
pe' tuoi cieli molli, Toscana,
antica giovinezza.
Malcerta ebbrezza, malcelata infanzia
lungo le case di Lunata
sfiorate in un tram accanto al guidatore,
la morte è questa
occhiata fissa ai tuoi cortili
che una dice sorpresa
facendosi solecchio dalla soglia:
e' nata primavera,
sono tornate le rondini.

Piero Bigongiari - tratto da Le mura di Pistoia

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categoria: Barzellette

Dallo psicanalista: "Ho sognato che, in una bella giornata di primavera, correvo felice in un prato pieno di fiori colorati, inseguendo una farfalla". "Evidente simbologia che denota una sessualità distorta e perversa, non scevra da una marcata pulsione omosessuale!... Vada avanti". E il paziente continuando: "Ritengo del tutto trascurabile il particolare che mi scopavo la farfalla".

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categoria: SMS pronti » fidanzato-a

Credo in te come il Sole che sorge domani. Amo te come la primavera che porta la vita. Vivo per te come un fiume che scorre al mare.

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categoria: Barzellette » aforismi

Avevo un buon rapporto, direi, con i miei genitori. Raramente mi picchiavano. Anzi, credo che mi picchiarono, in effetti, una sola volta, durante l'infanzia: cominciarono a picchiarmi di santa ragione il 23 dicembre del 1942 e smisero nel '44, a primavera inoltrata.

Woody Allen

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categoria: Barzellette » uomini e donne

La signorina Gina, zitella piuttosto attempate in tribunale Il Presidente"Signorina, dica nome cognome e l'eta'" "Mi chiamo Gina Rossi, e ho visto 30 primavere! Il cancelliere distratto"Quante volte?"

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categoria: Poesie

Maravegiusi ingani


Maravegiusi ingani
dei fiuri che no' dura
dei nuo'li sensa afani
che navega per l'aria asura.

Me mai ve disdire'
de voltri he' senpre se',
e co' la mente inferma
più v'amo de la tera ferma.

Feste dei mili
che l'alto siel 'nbriaga
e pu'o un'ariosa maga
disperde i petali sutili;

primavera matana
ista'e che 'l cuor tu brusi,
sol che tu lusi
nel sangue che bacana:

senpre ve benedisso
co' boca tonda me ve lodo:
in ogni modo,
me vogio el vostro abisso.

Biagio Marin - tratto da El vento de l'eterno se fa teso

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categoria: Frasi d'amore

Sarò per te un prato a primavera, ti regalerò le mie segrete confidenze, ma tu fammi scivolare dolcemente sulla tua profumata e morbida pelle, sino a farmi tuffare nel tuo cuore ed io mi cullerò col tuo battito leggero!

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categoria: SMS pronti » fidanzato-a

Fra poco arriva la primavera, per me è iniziato di nuovo l'inverno: ho freddo al cuore. Lo so che non vuoi farmi del male, ma io soffro, aiutami..

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categoria: Aforismi » soldi » ricchezza

La Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni. Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la primavera, il riflesso nell'acqua scura di quella conchigl

Oscar Wilde

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categoria: Barzellette » dal medico

Dallo psicanalista: "..Ho sognato che, in una bella giornata di primavera, correvo felice in un prato pieno di fiori colorati, inseguendo una farfalla." "..Evidente simbologia che denota una sessualità distorta e perversa, non scevra da una marcata pulsione omosessuale!...Vada avanti." "..." "..Ritengo del tutto trascurabile il particolare che facevo l'amore con la farfalla."

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categoria: SMS pronti » fidanzato-a

Io, senza di te, sono come una rosa rossa in mezzo al deserto, come un girasole in una valle oscura, come una giornata di primavera priva di rondini. TAT

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categoria: Barzellette » uomini e donne

E' primavera. Un uomo torna affannato da lavoro ed esasperato chiede alla moglie che stava cucinando: - Maria!Spogliati! - Ma caro non mi tocchi da dieci anni!Cosa ti sarà successo? - Ti ho detto di spogliarti! La donna quindi si spoglia. Poi il marito le dice: - Togliti le mutande e il reggiseno! - Non ti capisco! Non ti sono mai piaciuta fisicamente! Ma che succede? - Levati tutto! La donna si toglie tutti gli indumenti e resta completamente nuda davanti al marito. Dopo qualche secondo il marito scatta a ridere: - Ah! Ah! Pesce d'aprile!

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categoria: Poesie

O poesia nel lucido verso


O poesia, nel lucido verso
Che l'ansietà di primavera esalta
Che la vittoria dell'estate assalta
Che speranze nell'occhio del cielo divampa
Che tripudi sul cuor della terra conflagra,
O poesia, nel livido verso
Che sguazza fanghiglia d'autunno
Che spezza ghiaccioli d'inverno
Che schizza veleno nell'occhio del cielo
Che strizza ferite sul cuor della terra,
O poesia nel verso inviolabile
Tu stringi le forme che dentro
Malvive svanivan nel labile
Gesto vigliacco, nell'aria
Senza respiro, nel varco
Indefinito e deserto
Del sogno disperso,
Nell'orgia senza piacere
Dell'ebbra fantasia;
E mentre ti levi a tacere
Sulla cagnara di chi legge e scrive
Sulla malizia di chi lucra e svaria
Sulla tristezza di chi soffre e accieca,
Tu sei cagnara e malizia e tristezza,
Ma sei la fanfara
Che ritma il cammino,
Ma sei la letizia
Che incuora il vicino,
Ma sei la certezza
Del grande destino,
O poesia di sterco e di fiori,
Terror della vita, presenza di Dio,
O morta e rinata
Cittadina del mondo catenata!

Clemente Rebora - tratto da Frammenti lirici

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categoria: Barzellette

Primavera del 2000...! Nell'enorme parcheggio per gli operai di una grande fabbrica di Torino spicca, tra le tante utilitarie e vetture sgangherate, una bellissima Ferrari Testa Rossa nuova di zecca. La cosa indispone le alte sfere della direzione del personale che lo riferiscono direttamente al Presidente. Questi ordina che sia fatta luce sull'affronto e che si indaghi sul proprietario della Fuoriserie. I dirigenti scoprono che il proprietario è un modesto operaio della catena di montaggio. Il Presidente incuriosito chiama a rapporto questo suo operaio dicendogli: "Signor Rossi, mi è giunta voce che lei possiede una Ferrari molto costosa, come può permettersela con uno stipendio di 1.600.000 al mese..?"
"Sa, caro Presidente," risponde il Rossi "io vinco sempre le scommesse che faccio..! Per esempio vuol scommettere 5 milioni che lei entro un mese sarà operato di emorroidi?" Il Presidente, sapendo di non avere quel problema, accetta la scommessa. L'operaio sorride, saluta e torna al suo lavoro. Il Presidente, messo in apprensione dalla sicurezza del bifolco, si sottopone, per cautela, a diverse visite mediche. I referti non lasciano dubbi: quella parte del suo corpo è sanissima...! Trascorso il mese, il Presidente richiama nel suo studio l'operaio Rossi che si presenta accompagnato da due altri operai come testimoni. Il Presidente, gongolante e con i referti alla mano, pretende il pagamento della scommessa vinta. Il Rossi, con ostentata indifferenza, compila l'assegno da 5 milioni e nel porgerlo al Presidente dice: "Io ho la massima fiducia nei suoi medici, ma vorrei constatare di persona prima di pagare ed accettare la sconfitta." Il Presidente un po' imbarazzato accetta. Il Rossi si mette un guanto sterile e.... procede all'accertamento in presenza dei due testimoni. Tirandosi su i calzoni il Presidente esclama: "Mio caro Rossi, questa volta le è proprio andata male, ha perso la scommessa più 5 milioni." Al che il Rossi sorridendo risponde:"Lo dice lei Presidente, io ho appena vinto 45 milioni scommettendo 100 mila lire con tutti i 500 operai della catena di montaggio che sarei riuscito a metterle un dito nel....Sedere....!"

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categoria: Poesie

Il carnevale di Gerti


Se la ruota si impiglia nel groviglio
delle stesse filanti ed il cavallo
s'impenna tra la calca , se ti nevica
fra i capelli e le mani un lungo brivido
d'iridi trascorrenti o alzano i bambini
le flebili ocarine che salutano
il tuo viaggio e i lievi echi si sfaldano
giù dal ponte sul fiume
se si sfolla la strada e ti conduce
in un mondo soffiato entro una tremula
bolla d'aria e di luce dove il sole
saluta la tua grazia-hai ritrovato
forse la strada che tentò un istante
il piombo fuso a mezzanotte quando
finì l'anno tranquillo senza spari.

Ed ora vuoi sostare dove un filtro
fa spogli i suoni
e ne deriva i sorridenti ed acri
fumi che ti compongono il domani;
ora chiedi il paese dove gli onagri
mordano quadri di zucchero dalle tue mani
e i tozzi alberi spuntino germogli
miracolosi al becco dei pavoni.

(Oh , il tuo carnevale sarà più triste
stanotte anche del mio , chiusa fra i doni
tu per gli assenti:carri dalle tinte
di rosolio , fantocci ed archibugi,
palle di gomma , arnesi da cucina
lillipuziani:l'urna li segnava
a ognuno dei lontani amici l'ora
che il gennaio si schiuse e nel silenzio
si compì il sortilegio.E' carnevale
o il dicembre s'indugia ancora?Penso
che se muovi la lancetta al piccolo
orologio che rechi al polso , tutto
arretrerà dentro un disfatto prisma
babelico di forme e di colori...)

E il natale verrà e il giorno dell'anno
che sfolla le caserme e ti riporta
gli amici spersi e questo carnevale
pur esso tornerà che ora ci sfugge
tra i muri che si fendono già.Chiedi
tu di fermare il tempo sul paese
che attorno si dilata?Le grandi ali
screziate ti sfiorano , le logge
sospingono all'aperto esili bambole
bionde , vive , le pale dei mulini
rotano fisse sulle pozze garrule.
Chiedi di trattenere le campane
d'argento sopra il borgo e il suono rauco
delle colombe?Chiedi tu i mattini
trepidi delle tue prode lontane?

Come tutto si fa strano e difficile
come tutto è impossibile , tu dici.
La tua vita è quaggiù dove rimbombano
le ruote dei carriaggi senza posa
e nulla torna se non forse
in questi disguidi del possibile.
Ritorna là fra i morti balocchi
ove è negato pur morire;e col tempo che ti batte
al polso e all'esistenza ti ridona,
tra le mura pesanti che non s'aprono
al gorgo degli umani affaticato,
torna alla via dove con te intristisco
quella che mi additò un piombo raggelato
alle mie , alle tue sere:
torna alle primavere che non fioriscono.

Eugenio Montale


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