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categoria: Poesie

difendiamo il nostro pianeta

il soffio del vento scuote le fronde della foresta
tutto vibra con armonia, in questo fine primavera,
la stagione è quasi giunta al termine,

tutte le cose passano e vanno, inesorabilmente
siamo noi che, dobbiamo gustare ogni attimo fuggente
respirare la vita, ogni istante del nostro vivere,

ogni cosa è armonica, dolce, eufonica
la natura è straordinaria, in lei, non c'è nulla di sbagliato!
tutto è bilanciato, equilibrato, misurato, proporzionato, regolare

aggraziato, amabile, elegante, gradevole, leggiadro, soave
incomparabile bellezza del creato, il nostro pianeta è strabiliante,
ma per coloro che hanno rovinato la leggiadria di questo corpo celeste

non hanno avuto rispetto delle acque, delle foreste e degli animali,
ogni giorno è per loro, monotono, noioso, tedioso,
non sentono il sussurro degli alberi, il respiro del cielo,

loro vivono solo per ricercare beni e piaceri materiali
sono poveri di spirito, il loro cuore è arido e brullo,
non ha luce che splende, i loro occhi sono inespressivi.

Sono già morti, prima ancora di morire.

daniela cesta

segnalata da DANIELA CESTA martedì 7 giugno 2016

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categoria: Poesie

infanzia

Nel giardino dell'infanzia
sorride il sole alle nuvole giocose
bacia i piccoli fiori
sbocciati nelle pianure e nelle alture
tra i dirupi rocciosi
e lungo i fossi e i fiumi
soffia la leggera brezza dello Spirito
che innalza gli steli
dalla terra al cielo
spontanea nasce l'amicizia
come tenera erba di primavera
profuma di miele
e di bacche selvatiche
si nutre di teneri abbracci
di sorrisi e canti gridati
di storie inventate
sogni e promesse che spiccano il volo
con un battito d'ali
affonda nel cuore
le sue radici
in ogni tenero fiore

Neris

segnalata da neris lunedì 5 settembre 2016

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categoria: Poesie

Felicità

Da irriverenti sguardi derisa
e chiassose istanze,
non sorridi più.
Maledici il giorno
ad ogni rintocco di malinconia.
Eppure
all'eco di quelle perdute stagioni
inaspettatamente sorgi,
dal petto come acqua di fonte
sgorghi.
D'improvviso accenni passi di primavera
ridicoli inchini
m'inviti a danzare,
per un momento
sembri dimenticare.
Ma, giunta la sera
muta e sorda alla vita
inciampi sui tuoi passi,
imprechi alla luna
indolente
torni a morire.

Michele Gentile

segnalata da Sara martedì 18 ottobre 2016

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categoria: Poesie

figli

Ti guardo crescere
da dietro un vetro opaco
spettatrice silenziosa
della tua gioia di vivere
tra ombre e riflessi di luce
i miei occhi seguono i tuoi passi
e mi sfugge chi sei
cosa diverrai
gioisce il cuore ai tuoi sorrisi
freme agli improvvisi silenzi
ti accarezza il mio pensiero
come soffio di vento
che scompiglia i capelli
e su quel vetro che ci divide
dipingo fiori colorati
perchè io possa vedere che ti allontani da me
in un giardino a primavera
felice
verso il tuo domani

Neris

segnalata da neris giovedì 2 novembre 2017

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categoria: Poesie

luce invernale

e la luce piano si allontana,
nell'inverno gelido, tra le tacite foreste
volano gli angeli sulla soffice neve

tutto è candido e puro, soffice e freddo
penetra dentro con potenza, arriva al cuore
la bellezza della foresta in inverno non ha eguali

il candore copre ogni cespuglio, sembra incantata
come grovigli di pietra bianca, che scintillano al velato sole
osservo il freddo del bosco, e sento calore nello spirito

questa è la sua forza invisibile, come un energia brillante
che entra dagli occhi e invade la mente, guarisce l'anima
e fa fuggire il gelo spirituale. Non permettete al gelo, di penetrare dentro di voi

di impossessarsi del vostro inconscio, ascoltate l'armonia
di tutte le bellezze di questo creato perfetto,
combattete tormenti e dispiaceri con coraggio

arriverà la primavera e con essa il tepore che avvolge con gioia!
Ma quella luce che piano si allontana, nel momento del tramonto
chissà quale spazio di firmamento andrà ad illuminare...

correrei dietro alla fuggente luce per appagare la mia
insaziabile curiosità.

DANIELA CESTA

segnalata da DANIELA CESTA sabato 10 febbraio 2018

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categoria: Poesie

gioia

il bosco è in festa,
splendido con il suo verde abito
la primavera scintilla,
tra il cinguettio degli uccelli,
il canto del cuculo,
l'orso ormai sveglio e affamato
tutti gli animali in cerca di cibo!
Allegri, briosi, esultanti,
ma, ecco le ninfe,
i folletti, gli gnomi,
gli spiriti del bosco,
festeggiano l'arrivo della nuova vita,
il verde, i fiori, le foglie,
cantano, ballano, suonano,
giorno solenne e ricorrenza
arrivata dal cielo sulla terra,
giubilo, tripudio
per il nuovo tempo che
abbraccia tutto il mondo
vegetale.

DANIELA CESTA

segnalata da DANIELA CESTA lunedì 13 maggio 2019

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categoria: Poesie

A mio fratello

A mio fratello che torna
A mio fratello che sogna,
A mio fratello che parla la pace
A mio fratello che non si piega.
Alle mani che si aprono
Agli occhi che non si chiudono
Alle labbra che germogliano pronunciando la verità,
ai giusti che non si nascondono.
Alle madri che pregano
Ai sentieri della libertà
Alle poesie da scrivere e al vento che le porterà lontano.
A mio fratello che sanguina
Alla primavera
A mio fratello che non ha paura
Alle parole che salvano
A mio fratello che muore
e mi corre accanto.

a Miguel Benancio Sanchez

Michele Gentile

segnalata da Sara mercoledì 8 gennaio 2020

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categoria: Poesie

PENSIERO PRIMAVERILE

il silenzio segue me, in questo tempo di virus
nelle sensazioni angoscianti del cuore
in questa strana primavera di pandemia.
Silenzio regna dal cielo alla terra, avvolge l'anima mia
confonde il mio cuore, cospargendolo di piccoli brividi
il cinguettio gioioso, degli uccelli nel primo mattino
rallegra lo spirito ribelle, come il ticchettio della pioggia battente
i raggi brillanti del sole primaverile, illuminano l'orizzonte
e le folate di vento intraprendente che scompigliano i capelli
fanno dimenticare la pandemia che opprime ogni persona
la natura sorride, abbraccia, ama, continua il suo cambiamento
è indifferente ai problemi dell'umanità, in questo tempo di chiusura
di fabbriche, negozi, scuole e quanto altro
prati, boschi, cielo e terra sembrano respirare ancora di piu,
macchine ferme, la vita dell'uomo sembra stabile
e gli animali liberi di raggiungere i centri abitati,
l'Italia è immobile fino al 4 di maggio, poi lentamente
inizierà a riaprire ogni cosa, sperando che i contagi non riprendano
ma avremo sulla bocca e sul naso
una mascherina che non potremo togliere
insieme ai guanti. Che Dio benedica tutti.

DANIELA CESTA

segnalata da DANIELA CESTA mercoledì 29 aprile 2020

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categoria: Poesie

STRANO APRILE

strano aprile piovoso e freddo
cammino nei boschi sulle foglie macere
mente le prime piccole foglie
spuntano tra i rami.
Nel silenzio di questa strana primavera,
il mormorare del ruscello accompagna
il mio spirito malinconico,
come è bella la natura! Il suo fantastico respiro
mi avvolge come un estasi, un sogno carezzevole
che fa bene al cuore.
Ascolto questo silenzio pieno, il bisbiglio
degli alberi, sento il loro amore,
entrare dentro i miei pori, scorre nel sangue
enzimi invisibili che donano energie,
nel sentiero delle querce ci sono anche gli angeli
il loro coro degli angeli invisibili,
il paradiso è formato da infiniti alberi in simbiosi
con le anime benedette, che godono
di tanta bellezza, armonia, gaudio,
sotto la protezione del Signore
in Dio Creatore.

DANIELA CESTA

segnalata da DANIELA CESTA martedì 13 aprile 2021

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categoria: Poesie

Anima Di Rosa

Anima Di Rosa

Sospira nello stupore
l'anima di donna
che si specchia
nell'adagiare il suo cuore
sui pelali vellutati di rosa,
e come luce di brina
gaia rifulge d'immenso amore
per l'effondersi nell'atmosfera
assieme a lei,
per quel suo effluvio
di primavera romantica
quando abbraccerà
il tempo in cui si rispecchierà
rivelandosi verosimilmente
identica a lei,
un'anima di rosa
dal monstre incanto
nel rubino vellutato
che bacia lievemente
la sua guancia!

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra martedì 21 dicembre 2021

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categoria: Poesie

Note Discorde

Note Discorde

Discorde son le note nei tuoni
del buio nel travaglio del dolore,
la pelle lacerata ha l'odore di pece
e il cuore conta le sue lacrime
sul rotocalco del vento.
Dov'è la primavera del domani
a cincermi il capo coi suoi olezzi,
dove sono i passi del perdono
nel riposo che libera la ragione
dagli spettri del macigno presente.
Dov'è il clavicembalo a declamare
la mia vittoria nella fuga dal tunnel
di quel passato amorfo nella brace.
Finquando la mia forza sarà coriacea
sarò acqua che placa ciò che brucia.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra giovedì 5 dicembre 2024

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Rosa Di Maggio

È ti guardo sbocciare
nel grembo della primavera,
rapito dal tuo regale olezzo,
contemplando il fluire del tempo.

Ti lascerò come una dea primeggiare
nell'inverno dei miei dilemmi,
dissipando inenarrabili arcani,
esorcizzando tremiti senza voce.

Oh tu rosa dalla muliebre bellezza,
le tue aculee spine sono prigione
per la mia brama di coglierti,
egotista sotto patine di smanie.

Ma come cremisi aneddoto conquisti,
quei respiri di vita tra le riga capovolte
nei miei consueti privi di meraviglia,
e ammaliami nei tuoi bei madidi petali

nella mia dolce morte mentre ti bacio.

Laura Lapietra © 

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra domenica 4 maggio 2025

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

querce

C'è qualcosa di intrinsecamente maestoso e rassicurante nelle querce.
Penso alla loro forza silenziosa, a come resistono alle intemperie per secoli,
testimoni muti della storia che scorre. Le loro radici profonde che si ancorano
alla terra, quasi a volerla abbracciare, mi fanno riflettere sulla stabilità e
sulla connessione con le nostre origini.
E poi la loro chioma ampia
e frondosa, un rifugio per la fauna, un ombrello generoso per chi cerca
riparo dal sole estivo. Le foglie che cambiano colore con le stagioni, dal verde
intenso della primavera al bronzo caldo dell'autunno, raccontano il ciclo della vita
in modo così poetico.
Senza dimenticare i loro frutti, le ghiande, piccole ma
preziose, nutrimento per tanti animali e simbolo di potenziale, di qualcosa di
piccolo che può diventare grande e forte.
Sì, le querce sono molto più
che semplici alberi. Sono simboli di saggezza, di durata, di un legame
profondo con la terra.

DANIELA CESTA

segnalata da daniela cesta martedì 20 maggio 2025

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

MAESTOSITA' INTRINSECA

C'è una maestosità intrinseca, una grazia rassicurante,
nelle querce, che si ergono forti nel tempo e nello spazio.
Penso alla loro forza silenziosa, a come resistono per secoli,

testimoni muti del fluire della storia, con le loro radici profonde che abbracciano la terra sottostante.
Mi fanno riflettere sulla stabilità, sul legame delle nostre origini,
su un legame profondo che ci tiene uniti.

La loro ampia chioma frondosa, un rifugio per la fauna selvatica,
un generoso riparo dalle lotte estive.
Le loro foglie, che cambiano colore con il cambiare delle stagioni,

dal verde intenso della primavera al caldo bronzo dell'autunno,
raccontano il ciclo della vita in modo così poetico, una lezione da comprendere.
E i loro frutti, le ghiande, piccole ma preziose,

nutrimento per molte creature, un simbolo così grazioso –
di qualcosa di piccolo che può crescere vasto e forte,
dove risiede il potenziale, dove appartiene la nuova vita.

Sì, le querce sono molto più che semplici alberi, capisci. Sono simboli di saggezza, longevità, un legame profondo e duraturo con la terra, selvaggia e libera.

DANIELA CESTA

segnalata da daniela cesta giovedì 22 maggio 2025

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Sguardo Di Vetro

Sguardo Di Vetro

Estraneo è il tuo sguardo di vetro,
nella vetrina della breccia di rancore,
che ramifica frustate di silenzi
sulla mia schiena, tremula al dolore.
Passi stanchi rincorrono memorie,
frantumate sul suolo di verità svelate,
tra figlie di lacrime, assetate di luce.
Dov’è il tuo sguardo d’amore per me,
che, travolgente, mi rapiva in estasi?
Estraneo, il tuo viso
ora mi sommerge,
senza respiro mansueto che scaldi
l’anima e il cuore, senza primavera.
Dondola la sedia vuota, senza calore,
nella tua ombra, che aleggia nel buio,
l’attesa senza fiato, che pronunci
la fine della dolce brezza d’alba,
dove ogni istante era eterno paradiso,
scalzo e fiero, nell’amore che cingeva.

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra giovedì 4 settembre 2025

stelline voti: 5; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore

Foto ingiallita

Immagine di un tempo
mi ricordi il suo
volto sorridente,
mentre i suoi occhi
versano lacrime,
il suo cuore
grida di dolore.

Immagine di un tempo,
non puoi mostrarmi
il suo sorriso
per un fiore,
non puoi narrarmi
occhi sereni,
stupiti dalla perfezione
di un tramonto.

Lo so,
tu immagine di un tempo
vuoi risvegliare la mia gioia,
il profumo del mare in primavera,
la calma di un volo
di foglie d'autunno.

La felicità vive
anche di lacrime.

Il mio cuore ha pianto
lacrime di felicità,
lacrime di dolore.

Conosco il loro sapore,
vita e morte.

segnalata da Gianluca martedì 22 giugno 2004

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categoria: Poesie

Rondini addio

Rondini addio!
quali cieli
ad allietare andrete
coi vostri gridi?
per l'aria passa
un brivido freddo
e già una nube
più scura
chiude sul sole
il sipario.
Passa una foglia
gialla
travolta da un vento
cattivo.
Ed ecco
a un segnale
andate
senza voltarvi
indietro.
Io resto
ma l'anima
inquieta
parte con voi
e qui
altro non resta
che un vecchio
ed inutile
nido.
Quando
verrà
un'altra primavera?

gabriella

segnalata da gabriella lunedì 28 giugno 2004

stelline voti: 8; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Manifesto

MANIFIESTO

Io non canto per cantare
o perché ho una bella voce.
Canto perché la mia chitarra
ha insieme sentimento e ragione.
Essa ha cuor di terra
e le ali di una colomba,
è come acqua santa
che benedice gioia e dolore.
Il mio canto ha trovato uno scopo,
come diceva Violeta.
Chitarra lavoratrice
con un profumo di primavera.

La mia chitarra non è per i ricchi,
né qualcosa di simile.
La mia canzone canta della scala
che costruiamo per giungere alle stelle.
Perché una canzone ha senso
quando pulsa nelle vene
di un uomo che morirà cantandole verità vere.

Non la lode fugace
né la fama straniera
ma il canto di una zolla
che arriva in fondo alla terra.

Là, dove tutto giunge alla fine
e dove tutto comincia,
il canto che è stato coraggioso
sarà per sempre canzone nuova.

Victor Jara

segnalata da EL11100568 lunedì 27 settembre 2004

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categoria: Frasi d'amore

Canzone d'amore...

Canzone d'amore...

Ti vedo donna da qui mi devi parlare eh raccontami...
due occhi che dentro i miei si lasciano andare un po' eh
arrivata la fine di una storia che ha dato e' ha avuto
tu mi dici adesso cosi presto no...cosi presto no
vorrei poterti aiutare ma l'unica cosa che
io posso fare e stare qui ad ascoltarti prestandoti un pò di me
cè sempre un no per ogni cosa che finisce
è ci sembra per sempre sempre ma tu mi dici ancora
cosi presto no...cosi presto no
no che non è la tua ultima storia d'amore
non dirlo mai e' non esserne cosi convinta
no che non è il tuo ultimo giorno di sole
non dirlo mai e finisci di farti del male
cade la foglia d'inverno è ramo rimane solo
ad aspettare il primo raggio di sole che porta la primavera eeeh
cosi la foglia rinasce piu verde più bella è più forte
ma tu mi dici ancora cosi presto no...cosi presto no ehh
no che non è la tua ultima storia d'amore
non dirlo mai e' non esserne cosi convinta
no che non è il tuo ultimo giorno di sole
è no non dirlo mai e finisci di farti del male
in ogni lacrima cè dentro po di lui
e tu lasci che ascighi da sola
tu che non sai che adesso questa canzone
già la tua nuova canzone d'amore eeeeeeh
no no che non è la tua ultima storia d'amore
no no che non è il tuo ultimo giorno di sole
no non dirlo mai e finisci di farti del male.

mary000 - tratto da una canzone

segnalata da maryooo venerdì 22 ottobre 2004

stelline voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

memorie1

Pelle, carne e saliva,
mani che sfuggono al controllo,
fantasie della mente che ci invadono,
è un dialogo senza voce,
capisco perfettamente un linguaggio senza traduzioni,
una lingua senza pudore.

Tutto scorre fluidamente, tutto scorre
come il grande fiume della montagna imponente
ove non c’è goccia che sale,
ove non c’è mare che sfocia.

Le mie gambe tra le tue
per dissipare il tuo calore,
ogni posizione è un invito a esplorarti,
un occasione per ammirarti

In questo bosco afoso di tarda Primavera,
voglio scovare la grotta del desiderio, dell’appetito,
l’origine delle mie frenesie.
Pelle, carne, sudore e gesti provocanti,
prova a divorarmi, fammi male,
tocca a te,
tocca a me.

Sono l’albero dove strisci per scendere
e afferrare la tua preda,
un vegetale che esalta la sua natura stessa,
sgretoli la corteccia,
fai tremare le mie fondamenta.
Stringo i denti e afferro la terra,
tutto trema per il fiume in piena,
il delta della liberazione è pronto a sfociare

segnalata da purafollia sabato 2 settembre 2006


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