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categoria: Poesie

Lacrime dal cuore

Lacrime silenziose solcano il mio viso,
scivolano stanche lungo le guance arrossate dal pianto e dalla passione
si infrangono sulla pelle macchiata d'inchiostro
poi svaniscono, portate via da dita tremanti

E di nuovo si rincorrono timide e discrete;
passano senza far rumore
passano e nessuno se ne accorge...

Stringo a me il cuscino,
forte
ancora più forte, come per soffocare la rabbia che sento crescere dentro,
poi lo scaravento a terra, insoddisfatta di quel falso contatto
di quel finto e inutile conforto

Mi sento sola,
nemmeno le lacrime riescono più a farmi compagnia
così, all'apice del mio masochismo, apro il diario e prendo la sua foto
lo guardo e tutto mi sembra bellissimo
lo guardo e tutto mi sembra terribilmente triste

Labbra turgide e tremanti sussurrano il suo nome,
lo implorano invano di venire da loro,
gli chiedono umilmente di poter sfiorare la sua pelle, la sua bocca...

Ma lui non risponde
continua a fare quello che sta facendo
senza sospettare che un giovane cuore si lacera di giorno in giorno per lui;
ripenso ai suoi sguardi e ai suoi sorrisi,
ai suoi occhi e alle sue mani

All'improvviso mi scrollo dalle mie tiepide illusioni e comprendo...
comprendo forzatamente che è e rimarrà solo un'utopia,
un fantasma evanescente che più rincorro, più si allontana
un morbido sogno che s'infrange brutalmente al suono della sveglia mattutina

E così mi rendo perfettamente conto che lui non potrà mai appartenermi;
eppure continuo a pensare a lui...
continuo a versare lacrime per lui, a contemplare la sua foto,
ad assaporare l'aroma dei ricordi di quei pochi momenti passati in sua compagnia

E perchè?
a che serve tutto questo, che senso ha?
ah, spiegatemelo voi!
datemi voi una risposta valida, perchè io proprio non riesco a trovarla...

Com'è crudele con me l'amore
mi rallegra col lieve profumo dei suoi candidi fiori,
ma non mi lascia assaporare il gusto intenso dei suoi frutti scarlatti;
mi sorride ingenuamente e poi, col volto dell'astuzia, mi accoltella alle spalle;
una ferita precisa e profonda

E di nuovo continua a sorridere
e mi guarda con occhi di luce,
mentre, ormai arresa a questo cinico gioco, mi rallegro di perire per sua mano.

Meleth

segnalata da Meleth lunedì 10 gennaio 2005

stelline voti: 12; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Aforismi » amicizia

x dani

ehi ciao....lo so ke non dovrei stare qui a scrivere...ma leggendo tutte qst dedike di persone ke si vogliono bene e ho voluto farlo ank io x te...
Non so di preciso cosa mi abbia colpito di te il giorno ke 6 arrivato a scuola...forse la tua aria indifferente,il tuo sentirti in imbarazzo...ma tutto ciò a fatto si ke tu mi piacessi.
All inizio volevi fare tutto il macio...tutto il gasato ma io ho sempre saputo ke dietro quel macio si nascondesse una persona speciale un cucciolo con tanto bisogno di affetto...
Abbiamo inziato a conoscerci meglio a passare ore insieme a skerzare cm dei bimbi...e stavamo bene..poi c è stato il periodo in cui tu hai avuto bisogno di me...e io ti ho aiutato cn tutto il cuore xkè non mi andava ke stavi giù xke è davvero strano vederti giù…anke se ti conosco da poco so ke è cosi.....ma poi...poi tutto iniziò a cambiare...liti...e ancora liti...incomprensioni...tu ke non ti fidavi + di me…delusioni e illusioni...fino a quel semplice bacio.. io non so se tornerai +a scuola...se passeremo +bei momenti insieme cm amici di una volta.. ma di una cosa sono sicura ke...non smetterò mai di volerti bene e ke terrò nel mio cassetto i ricordi...delle nostre risate le nostre “gare” a chi prendeva il voto +alto solo x farci un po’ di dispetto.. le lezioni a stuzzicarci massaggiando….di quest anno insieme non dimentikerò niente xkè sei l unico raga di quella classe cn il quale si poteva ridere..non so ma secondo me tu infondo infondo infondo mi vuoi ancora bene...TI VOGLIO UN BENE DELL ANIMA BENE fratellino mj...grazie!

Ripensavo ai giorni passati
Io e te e a quel bacio che …
Mi ha lasciato
Un'impronta profonda nel cuore …
Insolita malinconia
Di te che sei andata via
Il dolore è troppo forte e non sai
Quanto ti vorrei
Per dirti che…
Se si potesse giuro venderei l'anima
Per riavere te così splendida ma io so…
So che non ci sei
Se si potesse ruberei un nostro attimo
Per riaverti qui e riviverlo
Ma io so, so che non ci sei vicino a me.
So che non ci sei
Qui vicino a me non è importante lo sai
Ripensare a una storia(AMICIZIA) rovinata
Da un pensiero tra noi
Insolita malinconia
Di te che sei andata via
Il dolore è troppo forte e non sai
Quanto ti vorrei per dirti che…
Se si potesse giuro venderei l'anima
Per riavere te così splendida ma io so
So che non ci sei
Se si potesse giuro venderei l'anima
Per riavere te così splendida ma io so
So che non ci sei.

Immaginarti vorrei qui vicino a me
Non rifarò più errori con te
Ti prego torna da me
Ho bisogno di te.

Se si potesse giuro venderei l'anima
Per riavere te così splendida ma io so
So che non ci sei
Se si potesse giuro venderei l'anima
Per riavere te così splendida ma io so So che non ci sei
Vicino a me.
L'amicizia è come un castello di sabbia: difficile da fare, facile da distruggere, bellissimo da ricostruire...

TI VA DA RICOSTRUIRE IL NOSTRO CASTELLO?????....

io

segnalata da annuccia lunedì 7 luglio 2008

stelline voti: 2; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: poesie

se il mio cuore potesse parlare

Se il mio cuore potesse parlare,
quante cose avrebbe da dire,
ti narrerebbe di passioni profonde, sentimenti sinceri,
perché tu lo sai, egli non sa cosa vuol dire mentire,
non conosce ragione,
non cerca ricchezza,
a lui basta anche solo una languida carezza.
Quello per cui vive, batte e combatte,
è qualcosa che va ben oltre ogni illusione.
Quello che lui cerca e ricerca con forza incessante,
è un sentimento vero, profondo, vibrante,
per cui ogni cosa è disposto a sacrificare,
per quell'irruenta, incontenibile, voglia d'amare.

Voglia d'amare e di essere amato,
ma quante volte è stato ingannato,
deriso, usato, umiliato,
quanto dolore, furore ha provato,
quante volte è stato spezzato,
molte volte l'ho sentito ferito,
ma non l'ho mai visto sconfitto.
In lui non c'è posto per il disprezzo,
non serba rancore, non brama vendetta,
anche se a volte ciò che gli resta è soltanto tanta amarezza.

Tutto questo però non l'ha cambiato, non l'ha inaridito,
è sempre rimasto lo stesso,
anzi ogni volta il suo pulsare si è fatto più intenso,
ed io ho continuato a sentirlo, a seguirlo,
perché è dal mio piccolo cuore che scaturisce ogni mio sentimento,
senza di esso non esiste emozione.
In ogni cosa che penso, che dico o che faccio,
in ogni mio singolo gesto, c'è sempre del mio cuore il riflesso.
Ah, se lo lasciassi fare, ogni cosa lui saprebbe trasformare,
ed ogni mio sogno diverrebbe realtà,
e la realtà un sogno bellissimo da cui nessuno mi potrebbe svegliare.
Ah, se il mio cuore potesse parlare,
le corde melodiose dei tuoi sentimenti saprebbe far risuonare.
Se potessi farti sentire il suono della sua voce che ti sfiora la pelle,
che ti sussurra dolci parole,
come solo lui sa fare, che lui solo può usare.
Quel suo dolce bisbiglio,
come il tenero canto d'un'usignolo al risveglio del giorno
desterebbe il tuo cuore assopito,
ed il loro battito diverrebbe uno solo,
sommesso, profondo,
eppur così forte da far sembrare silenzio tutto ciò che sta intorno.
Così potente da far zittire di colpo,
tutto l'odio, l'invidia, l'arroganza del mondo.
Così penetrante da far risaltare ogni particolare,
tanto che basta un sorriso, uno sguardo per farti sognare.
Ah, se il mio cuore potesse parlare...

Xavier Wheel

segnalata da Renato Volti lunedì 10 agosto 2009

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Un fagotto

Ho fatto un fagotto
di fiabe e fandonie,
di luoghi comuni,
di frasi già fatte.

Ci ho messo i racconti
di mamme e di nonni,
le mode e i clichè
le fedi e gli inganni,
e ogni illusione
inventata per l'uomo.

Ho aggiunto entusiasta
le facili lodi
di chi non ascolta,
lusinghe sfacciate,
mielose preghiere,
i versi cantati
con le belle rime,
proverbi, rimedi,
scongiuri, bugie.

Il peso degli occhi
coi loro giudizi,
le dita puntate,
i ridicoli gesti
di chi non ha voce
per farsi ascoltare,
gli intrighi e le trame
per farci inciampare.

Gli stili pomposi,
la forma perfetta,
le pillolette
che danno saggezza,
la voce impostata
per fare più effetto,
i sorrisi stampati,
i falsi e cortesi,
i modi affettati
e il sottile bon ton.

E nella mia foga,
ancor più decisa,
ho tolto i cimeli
dal vecchio baule,
i futili segni
dei tempi passati,
carcasse ormai erose,
inutili pesi.

Che leggerezza
improvvisa, inattesa,
se avessi saputo
lo stato beato
ci avrei già pensato
prima ancor di capire.

RitaS

segnalata da RitaS domenica 27 dicembre 2009

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categoria: Poesie

Ciò Che Serve

Ciò che serve

Non servono
tante parole tra noi,
sarebbero sprecate
e buttate nel vento!
Noi, non abbiamo bisogno
di futilità ma di sola essenza
per stravolgerci di passione,
non abbiamo bisogno
di guardarci negli occhi
per riscoprirci innamorati,
ma abbiamo bisogno
solo di esplorarci
per conquistare ogni angolo
di pelle nascosta
ai nostri occhi
ogni volta, sempre,
in maniera diversa.
Noi, non abbiamo bisogno
di giurarci amore eterno,
ma solo di vivere
momenti intensi.
Non abbiamo bisogno
che di noi stessi
nel completarci
in quella parte mancante,
dove i nostri cuori disperatamente anelano pienezza nell'aversi
senza riserve!
Noi, non abbiamo bisogno
di illusioni per nutrire
il nostro cuore,
ma solo della nostra vita
che ci porta dove
non programmiamo.
Non abbiamo bisogno
di essere sulla sulla luna
e confonderci tra le stelle
per sentirci delle celebrità,
poiché siamo noi magia,
e ne abbiamo bisogno,
bisogno per alimentare
incessantemente
la nostra vita di solo amore
che ci unisce e ci completa,
come il plasma nel corpo!

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra venerdì 30 aprile 2021

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categoria: Poesie

Oltretutto Oltremondo

Oltretutto Oltremondo

E mi manchi ancora
carezza d'estate
di seta a fiori variopinti
di sussulti e bisbigli d'amore sulla mia rosea bocca
orfana di rugiada
del tuo ardore,
orfana di alacrità
nelle tue movenze,
orfana di quei fondali
nei tuoi occhi colmi
di buriana tinta di porpora,
vento caldo che incendia
il dolce miele
sulla pallida pelle mia
arsa di candore!
Ma il rancore
è un sandolino acredine
che mi porta in alto mare come vogatore vagabondo,
e possiedo un solo remo disuso arrugginito
di salsedine lacrime,
di quei sentimenti crisoberilli
da disperdere
nell'infinito azzurro
dove non puoi sentire
le urla disperate
dei miei lamenti,
non puoi percepire
quanto soffro la tua assenza, non puoi immaginare
quanto mi manchi ancora, oltre la tetra fine
di un tramonto dipinto
col guanto senza indulgenza sul cencio insensato
del nostro fato!
Oh no, caro amor
che il seno del mio livore
ho coperto di timide illusioni tra le frecce ammorbate d'ira. Oh no caro amore mio
non te lo dirò mai più
che ti amo ancor più del sole quando illumina
tutte le sue stelle
per farle sfavillare
al suo sguardo,
come le mie rosse gote
al tuo tenero sguardo
di predilezione!
E mi lascio perdere così,
tra scontrosi fluttui
e forse un'altra onda
mi travolgerà inghiottendomi nelle sue viscere
per assaporare la consistenza del mio essere
come hai fatto tu,
dopo aver rubato lene
a corde di arpa
e canto di musa
le perle della mia gioia
di cui mi cibavo per amarti! Oltremodo, oltretutto, oltremondo.

©Laura Lapietra

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra giovedì 21 luglio 2022

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categoria: Poesie

Incute Risoluzioni

Incute Risoluzioni

Colleziono onde di lembi cobalti,
come puzzle per creare elisio
infranto in uggia etra, 
dove astratto magenta permanente dell'istante che incorre nel bigio
corrompe insigne
lo strido dello squarcio
spargendo  suspense
come pigmenti
di gocce d'amore e fiducia
nel lungo boulevard
della mia vita,
per raccogliere fedele
frammenti di argilla cotta
inflitti nei manrovesci dei disinganni
a rapportarmi con la edulcorata realtà
orientandomi inversamente
uscendo definitivamente
dal seno dell'illusione ottusa
di raggiungere un saggio traguardo
al fine del viale
dopo arduo affanno,
quando invece prima
dell'arcata  iniziale marcia
avrei dovuto
rottare in orizzonti più rosei
ponderando con alacre maestria
una gloria più accessibile
da abbracciare
consapevole di ottenere
per allietarmi
nel recinto della quiete,
che non avrei dovuto abbandonare
per rincorrere le brillanti stelle
nel firmamento del certo infinito
incognito discusso
in sub iudice dal mio animo
in costante preda
da quelle folate contraddittorie
tra sogno e ragione
a farsi guerra,
per vincermi in fine consumata
dai rimorsi e sensi di colpa
di quel che poteva essere
e non è stato
per aver preso
la direzione del sopravvento
sussurrato a gran fiato
all'orecchio della mia impulsività,
nel coronare cieca
la ricerca terminale
in un sorriso di sogno
da stringere tra le mie braccia.

©Laura Lapietra

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra venerdì 10 febbraio 2023

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Il Povero Ricco

Il Povero Ricco

Nell'ampio solco dell'aspra vita
in penuria di gratificazioni
tra scalogne e malanni
un pover uomo a stenti
tenta di arrabattarsi.
E quando un radioso lampo
della propizia sorte
nel distendere le sue pianure
gagliarda lo ammenda
rendendolo arpagone
d'oculatezza negli agi
dei suoi mille appagamenti,
in quel infiammante mondo
ove il lusso ha il suo flusso,
l'altra faccia della medaglia,
attanaglia!
L'abbondanza
misura l'importanza
del denaro in danza
che baciando ambasce
che il bisogno creava
metamorfosando il suo cuore
palpitando sotto piogge
di monete suoi fedeli amici
in gabbia dorata ove dignità
seppelliva in sgargianti eccessi.
Caligini d'illusioni nel percepire
reali confini nello stile
di vera vita lo inducevano
in effimeri incantesimi di mali!
Ma ahimè la sete
di sinceri sorrisi
delle perdute amicizie
e la calda luce dell'amore
ne svela la sua mancanza,
cosicché il povero ricco
si destò dal sonno
con saggio coraggio
e fremente ripercorse
antichi giorni nella nostalgia
quando autentico
era il suo affetto scaturito
dalla foce dell'anima,
ove nessun sentimento
si può vendere o comprare
col potete del denaro.
Concepì che
il suo patrimonio
era nel suo cuore purificato
dalle lacrime del suo
ridimenzionamento,
poiché da falsi idoli
che lo celebrava idiota
sbloccato era ormai,
smaliziato dal denaro
che nonostante si manifesta
potente e allettante
non può essere
unico e autentico
tesoro vincente!

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra lunedì 10 luglio 2023

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Il Mio Nome È Donna

Il Mio Nome È Donna

Sono gemma che sboccia
in silenzio al crepuscolo,
sotto gli occhi del tenero sole.
Sono flebile alito di tempo
che intona la mia nuda essenza,
tra i meandri dei miei anni.
Sono tenace speme
tra le mani di chi mi accoglie,
come ancora di salvezza.
Sono maledizione e benedizione
nell'attraversare i giorni della ressa,
guardandomi senza paura negli occhi.
Sono lacrime vissute
nei fondali delle sconfitte,
dopo manrovesci che fucilano.
Sono emozione che s'inebria
sul davanzale della vita,
nei respiri tra illusioni e realtà.
Sono dedalo nelle partite
più ardenti sul tavolo del fato,
mentre sudo l'agognata vittoria.
Sono scandalo su bocca di uomo
nella sua ceca prepotenza ignorante,
sfigurando labile la mia immagine.
Sono poema d'amore nella primavera
del cuore innamorato, nella veemenza
che toglie il fiato nelle corde dei baci.
Sono le quattro stagioni che temprano
i bagagli del mio vascello lungo la via,
nei quattro venti che mi creano.
Sono il tuo vestito che nasconde,
ciò che sotto le spoglie di uomo
non t'appartiene completamente.
Sono frammenti di mosaico
in continuo ricomporsi in inverno,
ed estate, autunno e primavera.
Sono madre per natura e latte per il suo pargolo, tra le braccia
della provvidenza per scelta.
Sono la geisha che ti ammalia
nell'arte della seduzione, tra perle
e piume nella seta che ti avvolge.
Sono e ancora io sono sempre
nelle mie infinite sfumature
anche quando non vuoi, perché,
sono un'anima che si rigenera
in generazioni e generazioni.
Chiamami, chiamami a squarciagola
e ti camminerò accanto,
saprò starti vicino, poiché,
il mio nome è Donna.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra venerdì 8 marzo 2024

stelline voti: 1; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

DEDICATA A LEI

Vedo il tuo nome
scritto sui giornali
E le canzoni
mi parlano di te

Io sono sicuro del
sentimento che
provo per te

Per questo
mi sto
mettendo in gioco

Ma non lo farei
se non
fossi sicuro che
tu fai per me.

tu lo sai.

Quando
sono insieme a
te vorrei
che il tempo
si fermasse.

E sento che
anche tu
provi qualcosa per me.

Si respira nell’aria
e non si chiama
amicizia.

Sono stato
chiaro con te

Ma i tuoi silenzi
confondono la mente
rafforzano l’idea.

Perplessa tu sei
Rispondere non sai

Ora vedo nei tuoi
occhi riflessa
l’ombra dell’amore

Questa è la tua risposta
alla mia domanda

E non dire che
non vuoi farmi soffrire

Queste stronzate
raccontale a un altro

Se hai paura di
perdere un’ amico
non ti devi preoccupare
di amici tu ne hai

E non perdi un amico
ma soltanto
uno come me.

Non giocare con
i tuoi sentimenti
ascolta il tuo cuore
lui conosce la strada
per arrivare da me

Se questa è solo una
mia ossessione.
Voglio sentirlo
dalle tue labbra
dalla tua voce.

Allora me ne andrò
non mi vedrai
mai più.

Ma mi vuoi dire
come
tutto questo
sia stata solo
un’illusione

Andrea Marchioni

segnalata da Andrea mercoledì 27 ottobre 2004

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore

Amore mio volevo dedicarti questa bellissima canzone.Sogni d'oro cucciolotta ti voglio bene....TI AMO TANTO....Un baciotto....smack

Tu sei la mia LEI e lo sarai per sempre timida orsakkiotta polare....mi sei sempre andata bene così come sei dolce cucciola....

Artist: Francesco Renga
Album: Francesco Renga
Year: 2001
Title: Ancora Di Lei

Forse non ti piacerà
Forse non t'importa quello che penso
Cercherò di ridere
E farò di tutto per dimenticarlo
Colorarlo di te
E sporcarlo d'amore
Forse questa notte
La bellezza mi potrebbe aiutare
Ora dovrei scrivere
Della tua bellezza che può salvare
Consolare anche se
Parlo ancora di lei
Ridicolo,
Devo ancora fingere Io che vorrei soltanto piangere
Ascoltami
Raccontami una storia e dormirò
Abbracciami
Nascondimi, resta qui
Forse non ti piacerà
Forse non t'importa
Quello che penso
Ma non riesco a ridere
Trova un buon motivo per dimenticarlo
E' più forte di me
Vorrei solo dormire
Non ridere
Credi che sia facile
Nascondere le lacrime?
Anche se Io non guardo e tu
Mi tocchi ma io non ci sono più Io navigo
Tu sola resti qui

Anche se Io non guardo e tu
Mi tocchi ma io non ci sono più Io navigo
Tu sola resti qui

Artist: Francesco Renga
Album: Francesco Renga
Year: 2001
Title: Via

Quello che non riesco a dirti
È il male che ha rapito il mio sorriso
Quello che non posso darti
È un'ora di tranquillità…
Fumo quello che è rimasto
Di questa notte così splendida
Bevo… La mia rabbia è un buon veleno
Non ci sono…
Sopravvivo
Ha troppi amici
questa città
Baristi, alcolici
Amanti complici
… Via!
Via da qui
In volo
Ma senza rete
… Via!
Stomaco che brucia
Questa mia sete
Fossi stato un po' più giovane
Di questa mia malattia
Ne avrei fatto l'illusione
Di scriverne poesia
Ma mentre guardo le mie scarpe
La mia musa forse vomita
La mia faccia è troppo bianca
… Lei, sempre la solita

Notte Amore mio non ti preoccupare ti voglio bene sempre

Linfa Biovitale78

segnalata da Linfa Biovitale78 domenica 1 luglio 2007

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Mareggiata Del Cuore

Onde ineluttabili su di noi
a cancellare ogni antico respiro
incompreso tra di noi,
nelle fredde folate di silenzi
celati dai risentimenti.
Onde gelate a deturpare
tutto ciò che ci circonda
sottopelle in questo mare immenso
nella sua tempesta di pieno inverno,
eppure il suo rumore
non dona sgomento
se ascoltato piano con il cuore
seppur in frantumi,
e la sua forza assume
forma nell'illusione
seppur residua
tra gli scogli della vita.
Oh, se questo mare fosse più calmo!
O almeno per un istante
tra le tue ferme braccia
ritroverei pace, ma ormai
discosta è quella stagione
in cui quiete e felicità
navigavano a pari passo
nel destino dell'anima
intrecciate nelle nostre arterie
portandoci sulla cresta
dell'onda inappuntabile,
quella dell'amore, il nostro amore!
Ormai arenato.
Oh amore, amore spento
da un cielo piombo
ostile ai nostri sogni
spazzati via con un sol colpo
da quel livido vento
tra le mani colme di fuoco
bramanti ed esigenti
dai nostri sentimenti
da donare l'un l'altro.
Oh, se questo mare fosse calmo,
non ascolterei più
il suo fragoroso vocio
mentre mi sottolinea con furore
lampi e tuoni sui nostri sguardi
sgualciti e consumati
dalla nostra fatale fine!
Se solo fosse calmo
questo mare, non ci scaraventerebbe
con inaudita violenza
alla deriva delle nostre bramosie
costringendoci alla infausta deriva
di una amara fine,
tra i nostri confini sconfinati
tra le onde di questo
impetuoso e irruente
tumultuoso mare,
come il nostro cuore
ormai inabissato inghiottito
tra le onde schiumose e veementi
dispersi nei suoi
più profondi ricordi
che solo in questo maestoso mare,
contraddittorio,
può sopravvenire!

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra domenica 7 marzo 2021

stelline voti: 15; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

La Porta (1978. Parte prima)

Viva la Porta!
Questa mia Porta,
oltre la quale
c’è l’Universo,
e chissà dove
può ancora portare...
Fra viali e tramonti...
sentimenti imprecisi,
forze nascoste
e sentieri scoscesi,
che abbiamo dentro
e vogliamo capire:
creare spazio...
alla vena centrale!

Sì, viva la porta
del Paradiso,
e quella pure
del suo Nemico,
se può servirci
a guadagnare coscienza
del fatto che siamo
su questa terra:
puntino invisibile
fra il Tempo e lo Spazio;
sospesi a mezz'aria
fra il Bene e il Male,
e tutto, in fondo,
resta tale e quale...!

“Quanti sospiri
m’hai fatto gettare...”
vita crudele,
illusione di miele!
Credevo un pò a tutto,
non credo più a niente...
di quello che pensa
tutta questa gente!
Ma... oltre la Porta,
io credo al presente,
io fondo la vita
sul poco che ho...
(e già per me è molto)
e nessuno può togliermi,
perché un Uomo è risorto!

Tutto questo è scolpito
nel mio pensiero,
e più in fondo ancora:
fra i viali alberati
e i ruscelli ridenti...
e le cascate croscianti
d’un Sogno di Cristallo
irriducibile...

Il Cammino,
che ognuno, sai,
si porta dentro,
di Vita in Vita
e di Porta in Porta,
quasi tormento
o benedizione,
oltre il pensiero:
nell'Anima
nuda e immortale,
anche al di là
del bene e del male,
come lo vede
un mondo testone,
di idee ristrette
ed accettate
per convenzione...

Andare...
andare oltre la Porta:
il limite, uomo,
che non devi accettare!
Spingere lo sguardo
oltre la tempesta dei No,
dei Ma, dei Forse
e dei Non so!
Gridare al Vento
che tu vai con lui,
indistruttibile,
in ogni momento!

Pensiero tenace,
anima di ferro,
uomo,
tu vieni e vai
senza fermarti mai,
seguendo il cammino,
che ti pone il destino
d’una immane evoluzione,
più grande di te,
e che si trova in te...
più grande del cielo,
perché è tutto il Cielo,
mentre noi ne vediamo
solo piccola parte.

FernyMax

segnalata da FernyMax martedì 20 maggio 2003


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