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categoria: poesie

ricordi di infanzia

da bambina io toglievo le mie scarpe
odiavo le scarpe e le gettavo nei torrenti
oppure le nascondevo tra i cespugli
o nel mezzo dei campi di grano,
mettevo i miei piedi nell'acqua
nel torrente ghiacciato di primavera
inseguita da un cane randagio e
da un gatto spelacchiato,
con loro varcavo i confini
della mia immaginazione,
il ruscello diveniva un oceano
dove noi scoprivamo nuovi mondi,
gli alberi sorridevano
e io ascoltavo la loro gioia,
catturavo i grilli e osservavo incuriosita
la loro bocca, nella speranza
di sentire il loro canto,
inseguivo cavallette e lucertole
con il cane che abbaiava vivace,
avevo un carrellino per poggiare
le piccole pietre che trovavo e
portavo a casa.
Una volta mia madre trovò una biscia
nel suo portafoglio
io l'avevo poggiata la dentro e
io dimenticai di she...
oh me misera!
l'urlo di mia madre fece eco per tutto il rione.
Correvo nei prati, facevo capriole,
salivo dirupi e scivolavo tra i sassi e terra,
quando penso a questo
io credo che, il mio angelo custode
abbia faticato molto
per proteggere me.

daniela cesta

segnalata da Daniela cesta lunedì 19 novembre 2012

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categoria: Poesie

Il dramma è Dio

Essere nuovi come la luce a ogni alba

come il volo degli uccelli

e le gocce di rugiada:

come il volto dell’uomo

come gli occhi dei fanciulli

come l’acqua delle fonti:

vedere

la creazione emergere

dalla notte!

Non vi sono fatti precedenti:

non parlate di millenni

o di giorni o di altri millenni.

Né creatura alcuna correrà

il rischio di essere sazia:

principio altro principio genera

in vite irripetibili

come le primavere.

Io debbo essere un segno mai visto

ipostasi del non visto prima,

goccia consapevole o perla della notte,

il lucente attimo d’Iddio

che per me solamente

così si riveli e comunichi.

Unico male l’abitudine

e la scelta tragica:

discorrere invece che intuire.

E la mente si popola di idoli

e il cuore è un deserto lunare:

solo la Meraviglia ci potrà salvare

aprendo il varco

verso la Sostanza.

Allora il medesimo silenzio dell’origine

nuovamente fascerà le cose.

di Turoldo: - tratto da Carmela

segnalata da Carmela23 martedì 2 aprile 2013

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categoria: poesie

sul sentiero delle querce

il respiro dei giganti rugosi, arrivano fino a me,
sussurri da lontano, mormorano il mio nome,
chiamano, invocano, il mio spirito che dorme,

le querce sussurrano il mio nome,
sorridono, cantano, melodiose sinfonie di foresta
sul sentiero vivo e verde, dalla primavera

è tutto una immensa sinfonia magica,
i fiori ondeggiano, con la loro corolla,
i rami rinverditi, frusciano come impazziti

il vento scivola sul sentiero, come un grande maestro
gnomi, folletti, elfi, saltano e cantano a squarciagola
tra l'erba alta, con le rane accanto al ruscello

i riganti rugosi, gonfiano il loro tronco
mandano il loro alito di vita,
raggiungono la mia finestra

e io tra le lacrime, non ancora guarita,
sento il mio spirito che scalpita,
il mio nome trasportato dal vento

il sentiero delle querce è in festa
aspetta me, ha bisogno dei miei piedi
che calpestano la morbida terra,

il sentiero ha bisogno delle mie mani
che accarezzano tronchi, rami, foglie, fiori
ha bisogno dei miei occhi, del mio sguardo d'amore

il bosco canta il mio nome, con tutto l'ardore
sente la mia mancanza e io piango
fa festa per il mio ritorno..

ascolto la loro allegria potente
la felicità tra il cielo e la terra
l'amore incondizionato

arriva al mio cuore, lo circonda di calore
l'energia entra nel mio sangue
trasportandola, per tutto il mio corpo

le lacrime scendono turgide
sulle mie guancie, arrivano alle mie labbra
sento il salato del mare,

mentre la musica della foresta
lentamente calma tutto il mio essere
gli occhi si chiudono, umidi di lacrime.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta martedì 6 maggio 2014

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categoria: Aforismi » vita

il nido spezzato

Quello che ho visto oggi, lo ricorderò per tutta la durata della mia vita. in una bella giornata di sole, tutto brilla ed è bello stare all'aria aperta, godendo della primavera.
In un vicolo poco distante, c'era un nido di rondine,
e alcuni bambini erano intenti a giocare a pallone,
la casa era bassa e una forte pallonata, spezza a metà il piccolo nido
cinque uccellini cadono giu, sul camion pieno di fieno,
io ho gridato sconvolta e i bambini sono rimasti silenziosi a guardare,
mentre i piccoli pigolavano, pieni di paura.
Ho gridato loro tutto il mio dolore e la mia rabbia,
ma con coraggio e pietà, abbiamo preso i piccoli rondini, e li abbiamo messi dentro una ciotola.
Nell'attesa della mamma rondine, che speravamo sarebbe tornava a breve.

Noi ci siamo seduti di fronte al nido rotto, in un silenzio irreale spezzato solo dal pigolare dei piccoli malcapitati, abbiamo aspettato.
E mamma rondine è tornata! Ma la mia pelle ha avuto brividi terribili e il mio spirito ferite dolorose,
ascoltando il suo pianto, nel vedere il piccolo nido distrutto.
OH MIO DIO! piangeva la rondine e sembrava come impazzita,
poi ha visto i suoi piccoli nella ciotola, immediatamente con il suo becco
ha preso uno ed è volata via. E' tornata poco dopo e ha preso l'altro,
e così via, portando via tutti e cinque.
Noi tutti ammutoliti nel guardare quella scena impressionante.
Mamma rondine è tornata portando nel becco, pagliuzze per riparare il nido spezzato,
ma con nostra grande sorpresa, dietro di lei, gruppi di altre rondini che si alternavano
con pagliuzze nel becco, garrivano lavorando tutti insieme, svelte e vivaci quella nuvola di rondine che si alternavano con le pagliuzze nel becco!
Che grande lezione di vita davanti ai nostri occhi!
Che Dio abbia pietà delle persone di questa terra,
che si ignorano e non si aiutano a vicenda.
Il nido spezzato, in breve tempo fu ricostruito, caldo e accogliente
infine vedemmo mamma rondine, portare i suoi piccoli, uno alla volta
nella loro vecchia casa sotto il tetto di sempre.
I bambini ammutoliti, hanno preso il loro pallone e sono andati a giocare nel prato
mentre io ho asciugato tutte le mie lacrime, e tratto un sospiro di sollievo,
di gratitudine, amore, gioia, contentezza per tutti gli animali che vivono su questa terra.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta sabato 7 giugno 2014

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categoria: Poesie

RICORDI D'INFANZIA

piccola e vivace, bambina con le trecce
così guardo se mi volto indietro
amavo correre nei prati, assolati di primavera
pieni di farfalle multicolori, sotto il sole scintillante
energia esplosiva, aveva il mio corpo
instancabile nel giocare ore e ore
guidavo la piccola banda, di bambini all'aria aperta
la mia curiosità era senza limiti, amavo esplorare
sempre cose nuove, avevo fame di conoscere e di vedere
così salimmo un muro di cinta, che tanto aveva incuriosito
tutti, volevamo sapere cosa c'era dietro.
Con nostra grande meraviglia, trovammo un giardino
pieno di alberi da frutta, una grande piscina vuota e tutto intorno
splendidi cespugli di fiori rosa, poco distante la grande villa disabitata.
Tutto questo sembrò meraviglioso e noi femmine,
coglievamo i fiori rosa da portare via.
sembrava così magico e irreale, stupefacente e incantevole
come le grandi statue romaniche, sparse per il giardino.
paesaggio incantato, dove ci divertivamo immensamente!
Ma, ero una bambina spericolata, correvo sempre sul bordo
di quella grande piscina vuota, per arrivare prima degli altri
e cogliere tutti fiori che desideravo....
un pomeriggio volai come un angelo, dentro la piscina, senza acqua
nella parte piu alta, dove un tempo qualcuno si divertiva a tuffarsi...
il mio urlo terrificante, spaventò tutti, ma ancora di piu il mio silenzio
non ero caduta sul duro fondale vuoto! Ma sopra una grande fascina di rami secchi,
mi sorreggeva come in un abbraccio!
il legno ha salvato me con grande amore...
ricordo la corsa in ospedale con l'ambulanza..
ma io stavo bene, forte, vigile, ero solo un poco spaventata.
Gli alberi mi hanno sempre detto:ti amo.

daniela cesta

segnalata da DANIELA CESTA mercoledì 8 febbraio 2017

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categoria: Poesie

IL MISTERO DELLA NOTTE DEL TRA IL 21 E IL 22 MAGGIO

adoro il silenzio primaverile
nel momento del tramonto
il crepuscolo prende il mio cuore
e lo tiene sospeso in una incerta dimensione
melodia silenziosa che avvolge.
Aspetto la mezzanotte per ascoltare
il canto degli alberi, le sue celestiali vibrazioni
leggendaria e arcana storia, dei colossi verdi
armonia misteriosa, che si collega da albero ad albero
e fa il giro di tutta la terra, straordinario legame,
connessione, correlazione e dipendenza
di tutti gli alberi della terra!!!
Una tradizione di richiamo, da un piccolo paese italiano
da secoli...non si conosce l'origine, mistero di
un momento misterioso, la vibrazione che parte da una foresta
italiana e buia, nel cuore della notte di primavera
un segnale che avverte tutti i giganti della terra
che insieme canteranno, facendo vibrare, radici, enzimi
in armonia, stabilita dallo spazio e dal tempo,
criptico, enigmatico, come il mio amore grande, che avverto
per gli alberi, un segreto incomprensibile
che lega me e loro.
Nel buio della notte, appoggiata sotto una quercia maestosa
percepisco il suo calore, odo la sua protezione
i rumori nel buio profondo, mi intimoriscono, la paura sembra crescere,
ma toccando la corteccia la sento tiepida, qualcosa di invisibile
penetra dai pori della mia pelle, invisibili enzimi come piccole bolle
luccicanti, che entrano nel mio sangue e donano forza ed energia,
ascolto respiri o forse è solo la brezza del vento
ma l'energia fluisce e stordisce ogni corpo,
una tenue vibrazione che assomiglia al refolo del vento
ma piu dolce, il segnale è partito, il soffio è sotto le radici
verso tutti gli alberi della terra, con un ordine:Cantiamo insieme!
Non si può comprendere, ma è verità.

DANIELA CESTA

segnalata da daniela cesta giovedì 28 maggio 2020

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categoria: Poesie

Luci Di Anime Violate

Luci Di Anime Violate

Piccola stella innocente
nel raggio di sole
della tua mamma
brilla in eterno
nella volta celeste
con candide vesti
lavate di giustizia,
la mano oscura
ti ha spento la vita
ma non la tua bella
dolce essenza
pura e sincera
come fiore in primavera,
e nel coro degli angeli
canta pietà
per tanta crudeltà
che ti ha colpito
con tanta severità!
Oh dolce sorriso
della mamma condannata
guarda or in paradiso
l'amore infinito,
e nel giorno senza fine
porta lieta il tuo bambino
dove fato pegno di violenza
non sarà mai più pestilenza!
Di perpetuo or splendete
sotto l'ala dorata
o astri del cuore
di noi popolo afflitto
dagli occhi tinti di dolore,
ma le nostre lacrime
sian petali di grida
di giustizia implorata
per ogni giorno strappato,
a voi che siete
e resterete
per sempre
luci di anime violate.

©Laura Lapietra

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra sabato 3 giugno 2023

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categoria: Poesie

I colori della vita

I sogni,
la tavolozza
dei colori
della vita,
sostanza
di ogni giorno,
l'entusiasmo
di ogni alba,
di ogni sorgere
del sole,
di ogni desiderio
da realizzare.
Un miscuglio
di sensazioni,
speranze
e giochi di luce
che non si spengono.
Sotto i tiepidi raggi
del sole la natura
già profuma
di primavera,
lentamente il gelo
sì allontana,
sì sciolgono
i cuori
e le emozioni
prendono
il sopravvento.
Battiti palpitanti
al ritmo di armoniose
melodie è ricominciare,
un fresco inizio,
una meravigliosa
rinascita.
i cuori

Ilari Luigia

segnalata da Ilari Luigia martedì 6 febbraio 2024

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categoria: Poesie

Mano D'Anima

Tingerò di emozioni 
ogni tuo gemito recondito, 
per farti sorridere. 
Vedrò rilucere la tenacia che si erge.
Scriverò col silenzio 
ogni fuga dalla tua isola segreta, 
per renderti ali di libertà.
Saprò aspettarti ovunque nel mondo.  
Percorrerò per il cielo imperioso 
attraversando le tue inquietudini
in tempesta, per darti coraggio.
Avrò asilo sicuro per sostenerti.  
Scioglierò ogni corda che forte
ti cinge al tronco della rassegnazione, 
per farti respirare lene la primavera. 
Sarò giardino fiorito per il tuo ricordo.
Stringerò nelle mie mani 
le briciole delle tue lacrime, 
per conservarle nella luce della fede. 
Conserverò parole ad illuminati.
Brucerò sotto le suole del fato 
i limiti che isolano la tua fragilità, 
per renderti forza nella voce
del cuore quando rimbecca.
Ascolterò ogni tuo battito di ciglia.
Bacerò ogni stilla di dolore 
che trasuda dalla gazzarra d'ira
che frantumano pazienze, 
per farti trovare dolce riposo.
Amerò le tue labbra risorgere.  
Poi, ti porgerò la mia mano d'anima 
per farti leggere il mio amore sincero, 
a farti pulsare ancora il cuore 
negli interstizi dei respiri di vita, 
che sapranno sorprenderti ancora, 
inarcando gioia nei tuoi sogni, 
negli occhi tuoi che fin troppo
hanno pianto l'amaro nella vita,
per una galassia di delusioni.
Se solo abbatti ogni bruma
che offusca ogni tua debolezza.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra venerdì 22 novembre 2024

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categoria: Poesie

ANNA (1976)


Riccioli al vento,
che parlate di libertà
con la tenerezza
dei desideri
d'un bambino...
Voi recate
alla mia mente
il senso
d'una voce di velluto
dal dolce profumo
di rose e di Sole,
che sussurrava,
in un tenero bacio:
"ti voglio così,
mille volte,
forte così...
per sentirti mio!"

Chiome brune al vento:
la sua fantasia...
come la gioia
dei miei sogni
di fanciullo.
E il calore
della tua pelle,
Anna,
io lo ricordo ancora
baciato dal sole,
profumato d'amore...
Quel mondo
di fede e di passione
vibra qui
tra le mie mani,
senza più un oggi
né un domani...

Ma dove sei ora,
ebbrezza,
che lasciavi senza fiato?
Fuoco di magìa
innamorato
d'un pazzo gioco
che facevi di noi,
petali
staccati dal vento,
e poi svaniti
verso nubi d'Inverno...
Lontananze senza ritorno,
ove l'Amore va a morire,
ai margini del mondo,
nell'eterna Notte,
che non conosce il sorriso
di un'altra Primavera.

FernyMax

segnalata da FernyMax sabato 24 agosto 2002

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categoria: Poesie

Soprano lirico spinto

Prigioniera di un sogno,
del ricordo di un amore
bello e breve,
Gabriella,
fai della musica
la tua amica nell’arte
e nella poesia,
ma ignori,
forse, la vita,
che t’accompagna
col suo volto ingrato.

Lo sa Iddio
perchè ti rifiuti
il coraggio di godere
le gioie più intense
e più vere,
che pure ci sono,
e che basta cercare...!

Come puoi trovare,
col viso affondato
nell’ombra
delle tue paure,
l’autentico amore?
L’amore sincero,
fatto di tenerezza
e di piccole cose...

Quando la semplicità
di un sentimento
nato per caso,
ti si strugge dentro
e ti convince a lottare,
senza che quasi
te ne renda conto,
fino allo spasimo...!

Ecco, Gabriella,
continua a sognare,
a cantare e a danzare,
ma la saggezza
ti vuole creatrice
della tua storia...

Quando la realtà,
gran maga
crudele e splendida,
t’avrà conquistata
alle sue certezze,
nel profondo dolore
e nella vera gioia,
nell’umiltà
e nella grandezza,
tu saprai volare...

Come una rondine
libera e felice,
verso nuove luci
di primavera...
O come l’aquila,
dalle grandi ali
remiganti,
verso la cima
di candide nevi!

E a te d’intorno,
nell’aria...
la tua musica
e la tua poesia,
avrai più umane
e vere compagne,
sul cammino radioso
della tua vita.

FernyMax - tratto da Ricordi del 1978

segnalata da FernyMax lunedì 7 luglio 2003

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categoria: Frasi d'amore

Perché i celesti danni
Ristori il sole, e perché l'aure inferme
Zefiro avvivi, onde fugata e sparta
Delle nubi la grave ombra s'avvalla;
Credano il petto inerme
Gli augelli al vento, e la diurna luce
Novo d'amor desio, nova speranza
Ne' penetrati boschi e fra le sciolte
Pruine induca alle commosse belveForse alle stanche e nel dolor sepolte
Umane menti riede
La bella età, cui la sciagura e l'atra
Face del ver consunse
Innanzi tempo? Ottenebrati e spenti
Di febo i raggi al misero non sono
In sempiterno? ed anco,
Primavera odorata, inspiri e tenti
Questo gelido cor, questo ch'amara
Nel fior degli anni suoi vecchiezza impara?
Vivi tu, vivi, o santa
Natura? vivi e il dissueto orecchio
Della materna voce il suono accoglie?
Già di candide ninfe i rivi albergo,
Placido albergo e specchio
Furo i liquidi fonti. Arcane danze
D'immortal piede i ruinosi gioghi
Scossero e l'ardue selve (oggi romitoNido de' venti): e il pastorel ch'all'ombre
Meridiane incerte ed al fiorito
Margo adducea de' fiumi
Le sitibonde agnelle, arguto carme
Sonar d'agresti Pani
Udì lungo le ripe; e tremar l'onda
Vide, e stupì, che non palese al guardo
La faretrata Diva
Scendea ne' caldi flutti, e dall'immonda
Polve tergea della sanguigna caccia
Il niveo lato e le verginee braccia.
Vissero i fiori e l'erbe,
Vissero i boschi un dì. Conscie le molli
Aure, le nubi e la titania lampa
Fur dell'umana gente, allor che ignuda
Te per le piagge e i colli,
Ciprigna luce, alla deserta notte
Con gli occhi intenti il viator seguendo,
Te compagna alla via, te de' mortali
Pensosa immaginò. Che se gl'impuriCittadini consorzi e le fatali
Ire fuggendo e l'onte,
Gl'ispidi tronchi al petto altri nell'ime
Selve remoto accolse,
Viva fiamma agitar l'esangui vene,
Spirar le foglie, e palpitar segreta nel doloroso amplesso.

Giacomo Leopardi

segnalata da Monella giovedì 25 marzo 2004

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categoria: Poesie

Una notte come questa

Oggi è iniziato il freddo.
Non volevo ammetterlo
neanche con me stesso:
la gente s'è incappottata...

Altro che maniche di camicia
d'appena tre giorni prima!
Un freddo intenso, capace
d'evocare l'aria dei morti...

ma sì, quel vento glaciale,
che a Napoli, a dire il vero,
non s'era avvertito manco
durante il 2 novembre...

con tanto sole che pareva
fosse giorno di primavera...
Ora, stò gelo, fora l'anima
come 1 coltellone da cucina.

Anke le mie paure rifanno
capolino, insieme al freddo.
Ma ci metto uno stop, sennò
sai che sfracello... lasciarsi

trascinare dai pensieri cupi.
Nò, gliel'ho già detto
all'uomo nero d'andar via
con tutte le sue angosce...

Perché adesso parlo io
e voglio inventarmi la vita
diversa ogni giorno
che passa e più bella,

anche se ci faccio a botte
con lui di tanto in tanto ...
Quel diavolo ingannatore,
stesse attento anche lui

alla pretesa di vincere
sulla nostre debolezze,
privandoci della speranza
in un destino migliore...

Infatti se l'è data a gambe,
il vigliaccone! Aveva scordato
che lo Spirito Consolatore,
superato il primo panico

ci dà la forza di reagire,
così da fargli lo sgambetto
proprio quando lui vorrebbe
già proclamarsi vincitore.

Ma ora sono tranquillo,
benché persista il freddo...
Dopo una cenetta con due
boccaletti di vin sincero,

cosa ci vieta di godere
della dolcezza ritrovata,
e di brindare alla vita,
alla faccia del freddo,

degli smorti colori,
degli spenti sapori
e di tutti i dolori...?
Viva la gioia di vivere

conquistata ogni volta!
Non arrendetevi mai
& brindate con me...
felicissima notte

dal vs. fe;*)fè

FernyMax - tratto da pensierini notturni al freddo & al gelo

segnalata da FernyMax domenica 20 novembre 2005

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categoria: Frasi d'amore

....figli della luna...

Per chi non fraintenda
narra la leggenda
di quella gitana
che pregò la luna
bianca ed alta nel ciel
mentre sorrideva
lei la supplicava
«fa che torni da me»
«tu riavrai quell'uomo
pelle scura
con il suo perdono
donna impura
però in cambio voglio
che il tuo primo figlio
venga a stare con me»
chi suo figlio immola
per non stare sola
non è degna di un re
Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c'è
dimmi luna d'argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna
Nacque a primavera
un bambino
da quel padre scuro
come il fumo
con la pelle chiara
gli occhi di laguna
come un figlio di luna
«questo è un tradimento
lui non è mio figlio
ed io no, non lo voglio»
Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c'è
dimmi luna d'argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna
II gitano folle
di dolore
colto proprio al centro
dell'onore
l'afferrò gridando
la baciò piangendo
poi la lama affondò
corse sopra al monte
col bambino in braccio
e lì lo abbandonò
Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c'è
dimmi luna d'argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna
Se la luna piena
poi diviene
è perché il bambino
dorme bene
ma se sta piangendo
lei se lo trastulla
cala e poi si fa culla
ma se sta piangendo
lei se lo trastulla
cala e poi si fa culla

M.

segnalata da Aquila Nel Vento venerdì 26 maggio 2006

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categoria: Poesie

Al mio dolce arcobaleno

Se non dormo e sono ancora sveglio
è perché sono pazzamente innamorato di te...

Amore, ricordi il giorno in cui i nostri
cuori si sono incontrati la prima volta?
In cui i miei occhi chiari guardavano
i tuoi occhi scuri con la forza d'un uomo
e con l'ingenuità di un bambino?

Amore, ricordi il tuo primo sorriso,
il primo giorno di primavera?
io ti amo, ti amo, ti amo!
Me ne rendo conto ogni secondo della mia vita,
me ne rendo conto quando non sei con me,
quando ti penso e ti sogno,
quando faccio le mie follie d'amore...

Con te non ho paura di niente, il mio amore per te
non conosce ostacoli e difficoltà.
Sei la mia febbre, la mia droga, la mia ossessione.
Non capisco più niente da quando mi sono innamorato di te!

No, non è vero, c'è una cosa che capisco e che so bene:
tu su questa terra che sei la ragazza più dolce che io abbia mai conosciuto
e che ti amo da impazzire, sei l'unica acqua che può dissetarmi,
il mio caldo raggio di sole,
il fiore che sboccia nel mio cuore
e la stella che brilla in me…

Grazie di esistere, grazie per avermi fatto capire il significato
della parola più bella del mondo: AMORE!
Senza di te non potrei più vivere, senza di te sarei morto.
Tu sei la mia vita, a volte mi domando se sono proprio
io che ti sto amando te, se non è qualcun’altro.

Mi basta pensare ai tuoi meravigliosi occhi per capire
che sono perdutamente innamorato di te,
che amarti è stato facile ma dimenticarti sarà impossibile…
Dove mi trovo io? Non mi sento su questo mondo...
E in effetti non lo sono, non sono sulla terra,
non sono nemmeno in cielo, non sono da nessuna parte
perché perso nei tuoi sguardi, nei tuoi dolci occhi,
due stelle brillanti più dei diamanti.

Ti adoro, sei il tesoro che tutti i pirati invidiano!
Ma vorrei che fossi solamente mia, non permetterò a nessuno
di portarmi via l'unica cosa che è importante per me al mondo,
il mio amore e il mio affetto per te sono chiusi nella
cassaforte del mio cuore innamorato…

Mi dai così tanta ricchezza, tanta gioia e tanta forza!
Amore mio, grazie per avermi dato tutte queste bellissime sensazioni.
Grazie per avermi fatto innamorare.
Grazie perchè ogni mattina io mi sveglio e so che ci sei…

Vallant Langosco

segnalata da Vallant giovedì 14 gennaio 2010

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categoria: Poesie

Tricarico

Ritornano le rondino
di questa nuova primavera
che portan con se i ricordi
di infiniti festeggiamenti
e suonar delle campane
appartenenti a un carnevale
che impresso nella mente di tutti,
spero rimarrà.

Il nostro paese
confinato da possenti torri
e quelle terre che d'un tempo
eran dominate da sogni e da speranze.
Quel paese che ha mutato le ali
per sorvolare i cieli della libertà,
senza dar conto nè al futuro nè al passato,
ma che vive i doni del presente.

Tricarico...il sogno d'un soldato
che adesso è libertà,
e morirà per te!
Dove dietro quelle montagne
continua a gridare per trovar risposta
a tutti i misteri e leggende
che ruotano attorno ad esso.

Un paese che formato
da tradizioni e magie,
da suoni di tammorre e chitarre,
di campane e grida,
dal fruscio del vento e
dal picchiettar della pioggia;
quel paese che
se non ci fossero le urla
dei bambini e ragazzi
la mattina alle otto,
non si chiamerebbe Tricarico!

Tricarico è tutto? O forse niente?
Un pò pigro, e di colpo alterato.
A volte fantasioso, a volte monotono.
Io paese delle Associazioni:
disse Francesco Tomacci!
Un paese che comprende cos'è davvero
la magia del Natale.
Non lo so.
Quel paese che a volte esagera,
ma che ha colpito il cuore
di 6.OOO cittadini!

Milena Taylor

segnalata da Milena Taylor sabato 11 dicembre 2010

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categoria: Poesie

Cammino Senza Di Te

È già tardi, in questi fili 
di giorni sbiaditi senza sale, 
che al mio fianco lentamente camminano in silenzio a farmi ombra, 
senza ascoltare il cuore che piange, 
senza un sorriso a illuminarmi il viso, una carezza a scaldarmi la pelle, 
senza parlarmi di te e dei tuoi occhi, 
di quanto manchino in queste ore! 
Ormai cammino con il mio riflesso 
tra le tue preferite vie in fiore 
nei giorni d'estate, 
e le strade deserte d'inverno 
sotto la neve che imbiancava. 
La primavera era la tua festa 
nei campi d'ulivo, seduta sulla panca, 
paziente restavi a osservarla. 
L’autunno, la tua malinconia, 
tingeva di giallo e bronzo 
le foglie rosse del nostro giardino, 
e in ogni ricordo che scrivevi, 
per restituirlo alla sensibilità 
del cuore tra le pieghe dell'anima, 
c'era il timbro del sentimento. 
E in quei tramonti senza un perché, 
le tue cantilene sui tuoi gioielli 
più preziosi che sfoggiavi 
con orgoglio, i nostri splendidi figli, 
appesi al futuro che tesse in segreto 
i loro destini a noi sconosciuti,
che nelle notti tra le tue preghiere, 
nelle tue lacrime imprigionate, 
una luce di purezza d'animo, 
erano speranza sul tuo volto sincero! 
Oh cara, stanchi e tristi, senza respiro 
di felicità a lasciarci volare
sull'oceano d'amore,
i miei passi vagabondi seminano vento di tempesta dietro di me, 
senza rumori di rassegnazioni. 
Ti sei vestita di perle d'anima 
per addormentarti, ormai matura 
nei tuoi anni di spine e vittorie, 
nelle braccia del sonno eterno, 
verso la valle della libertà eterna. 
E io qui, ancora in questa giungla 
del tempo che squarcia e rattoppa ferite sul cuore che brucia sempre, 
soltanto questo amore nel mio petto. 
Amore mio, fedele colomba bianca, 
le tue ali sono le mie lacrime, 
ma il ricordo della tua essenza 
è la coltre che scalda l'anima 
nel fiore d'amore per te, 
che sulla tua tomba 
di freddo marmo adagio piano 
per non farti mancare mai 
il frastuono in tormenta d'amore 
nel sacrificio del silenzio rotto 
in ogni petalo che appassisce,
ma rinsavisce nell'eterno cielo 
nelle tue mani che un giorno rivedrò. 

Laura Lapietra © 

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra mercoledì 2 aprile 2025

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categoria: Poesie

Aurora Che Deflagra

Nel fauto soffio
del tuo nome,
appendo sul cuore
il giorno d'amore
della mia ambascia di seta
come una giacca di luce,
e il sorriso labile
del primo sole che rischiara
boccioli di emozioni,
nel refolo d'attesa,
impara, tra cumulonembi
a respirare dal tuo passo,
drappo magnetico
che ammalia bradi silenzi.
Sei una chiave d’acqua
che apre serrature di polvere,
dove l'anima, sibilla celata
di mappe di sale e candele,
accende il fuoco della voluttà.
Quando mi guardi,
mansueto il tempo ramifica
parole d'argento, e tace,
diventa pane caldo spezzato
che nutre, tra le ore
dei batticuori che sussurrano.
Le tue affabili mani,
nidi che ricordano un volo,
raccolgono il mio tremito
e lo erge canto eterno.
Ti penso come
una costellazione senza fine,
stelle che orientano
un ritorno senza cielo
che si spegne
alla trasmutazione.
La tua calma è una neve
che ascolta istanti caduchi,
copre ferite, e insegna
la mia primavera a rifiorire.
Amarti è bere l’ombra
fino alla sorgente della vita,
è perdere il nome
per trovarne due intrecciati,
per restare, infine,
come un faro nel petto,
che batte confini di balza
penetrano l'aurora d'amore
che deflagra, senza scrivere
una fine nel panorama
del nostro  veemente ardore,
nelle fiammelle del candelabro
che chiarisce il nostro fato,
per sempre.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra lunedì 23 febbraio 2026

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Aforismi

VECCHIO!

Stai per partire
chissà dove andrai?
Chissà se penserai
a tutti noi!
Ricordo ancor
la notte del
tuo arrivo!
Tutto il mondo
rimase in attesa
allo scoccar
la Mezzanotte!
La nostra euforia
esplose di gioia!
Accogliendoti
con frastuoni
di giochi pirotecnici
Aprimmo porte
finestre
abbracciandoti
con fervore
Amico dei nostri giorni!
Insieme son
trascorse
settimane
mesi...
Annotando tutti
i tuoi mutamenti
Tristi
cupi
malinconiche
luttuosi...
Quando scherzavi
ridevi con il cuore
della Primavera
Giubilavi
all'ebbrezza
dell'estate!
Non hai smesso di agire!
Per te
non c'è stato
un momento di fermo
Nonostante la tua stanchezza
la tua vecchiaia
Aspetti
un altro
che pigli il tuo posto
speri
che sia
migliore di te!
Sei tanto caro
buono!
Non hai preteso nulla
la tua...
come una
missione!
Dare gioia
speranza
Amore!
Hai pianto
per disgrazie
morte
guerre
Ingiustizie
offese
tradimenti
Hai lottato.
Combattuto
per la Pace
di tutti noi
Hai riso
per le nostre
gioie.
Compiaciuto
negli avvenimenti
pieni di gaudi
Non avendo niente
per te!
Andartene
non significa
dimenticarti!
Sarai sempre
presente!
Ricorderemo
rivivremmo
ogni cosa
che tu ci hai
donato...
Sarai nei nostri
quotidiani
archivi
diari
album
i nostri momenti
condivisi
Caro... Anno !

EGIZIA RUSSO

segnalata da EGIZIA venerdì 2 dicembre 2011


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