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categoria: Barzellette » mamma
.. " maiale " ..
.. il babbo di pierino, dopo aver bevuto
.. 5 boccali di birra da mezzo litro,
.. esce mezzo ubriaco da un bar
.. e mentre sta passando una signora
.. gli scappa un rutto fortissimo..!! ..
.. Costei si volta e gli urla ... : .. " MAIALE..!! " ..
.. Ed ecco che scatta la vendetta ... :
.. lui conosce quella signora.., e cosa fa..? ..
.. Va a prendere la sua macchina
.. e dopo un po va a parcheggiarla
.. proprio davanti alla porta di casa sua ...
.. La signora, sentito il rumore, apre la porta
.. e inveisce ... : .. " LEI NON PUÒ PARCHEGGIARE QUI
.. DAVANTI A CASA MIA..!! " ..
.. E lui ... :
- Siccome io sono un " maiale " ..
.. posso .. " PORCHEGGIARE " dove mi pare e piace..!! . . . .
ugo bischero - tratto da umorismomio di paolo festa
segnalata da Paolo Festa venerdì 12 luglio 2019
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categoria: Poesie
Corpo di donna
Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
tu rassomigli al mondo nel tuo atteggiamento d'abbandono.
Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava
e fa saltare il figlio dal fondo della terra.
Sono stato solo come una galleria. Da me fuggivano gli uccelli
e in me la notte entrava con la sua invasione possente.
Per sopravvivermi ti ho forgiata come un'arma,
come una freccia al mio arco, come una pietra nella mia fionda.
Ma cade l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del petto! Ah gli occhi dell'assenza!
Ah la rosa del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
Corpo di donna mia, persistero' nella tua grazia.
La mia sete, la mia ansia senza limite, la mia strada indecisa!
Oscuri fiumi dove la sete eterna continua,
e la fatica continua, e il dolore infinito.
segnalata da fabrizio lunedì 3 giugno 2002
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categoria: Frasi d'amore » lettere
Una storia
Fuori è giugno, il sole parla di estate, mi ricorda l’ultimo giugno passato prima di questo.
Anche allora era duro resistere, il caldo che invoglia al riposo e alla nullafacenza dolce, e invece tanto da fare… gli esami, la tesi, la laurea, rimettermi in forma…
Un impasto confuso, tanto ricco di sapori ed emozioni da costituire un muro enorme ed indistruttibile attorno al mio spirito, ormai segregato in un angolino buio.
Devo riacquisire una piccola porzione di “autorispetto”, lottare contro questo cinismo che prepotentemente si accomoda dentro la mia testa.
E poi tu, ormai più di un anno che ci frequentiamo, decisamente la persona che ha avuto modo di conoscermi meglio, di girare la molla del mio cuore per farlo ricominciare a palpitare forte.
Non ricordo com’è che è cominciato tutto questo, io che non avrei scommesso un centesimo su un nostro possibile rapporto serio, noi apparentemente tanto diversi.
Folletti travestiti da giganti, io sregolata negli affetti, inafferrabile fuggitiva, con tanta, ma proprio tanta, paura di innamorarsi; tu, sì tu, il classico “mandrillo”, sregolato nello stile di vita, tante amiche, un unico pensiero, accattivante come pochi, l’Amore forse non sapevi neanche che cosa fosse.
Sì, cercavamo la stessa cosa, ma non era quella che credevamo, e all’inizio non interessava a nessuno dei due. Era trasporto fisico, puro semplice bellissimo intenso sesso, mai sentita un’attrazione viscerale così forte per nessun altro, mai prima.
Non riesco a ricordare cosa è scattato, ma ricordo con precisione quando mi sono accorta di quanto eri indifeso e solo, nonostante l’apparenza. Leggevo le tue storie, il tuo stile sarcastico, ho visto qualcosa che non mi aspettavo. Ho avuto paura, ma ha prevalso l’istinto di protezione, sì ogni donna e madre inconsciamente.
È sconvolgente pensare come la mia apparenza così statica, regolare, normale, nasconda un flusso vorticoso di sentimenti emozioni, odio e felicità, cambio di opinioni di umore… un’instabilità psichica tanto forte.
Ma forse è stata proprio questa mia incostanza che ti ha affascinato, che in qualche modo ha fatto sì che non ti stancassi subito di me. Tu non lo so se mi ami, o se sei solo condizionato dalla forza e dall’intensità del mio aver bisogno di te, dal mio lasciarmi liberamente manipolare dal tuo ingenuo sadismo.
Mi hai sempre rassicurato a parole. E i fatti???
Non sai quante volte ho pensato di lasciarti di volerti far soffrire, senza mai dirti niente meditavo vendetta, perché… perché mi son ritrovata debole in una relazione dove credevo di comandare. Subdolamente mi sei entrato nel sangue, e mi comandi dall’interno, sì sono vulnerabile ad ogni tua mossa… ti amo, lo sai, è palese, per te sono trasparenti i miei occhi.
Sei un ingenuo in realtà, sei forse l’uomo più semplice che conosca… sì, probabilmente mi ami, anche se al mio egocentrismo folle non è sufficiente.
segnalata da Erin sabato 11 giugno 2005
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categoria: Poesie
Corpo di donna
Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
tu rassomigli al mondo nel tuo atteggiamento d'abbandono.
Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava
e fa saltare il figlio dal fondo della terra.
Sono stato solo come una galleria. Da me fuggivano gli uccelli
e in me la notte entrava con la sua invasione possente.
Per sopravvivermi ti ho forgiata come un'arma,
come una freccia al mio arco, come una pietra nella mia fionda.
Ma cade l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del petto! Ah gli occhi dell'assenza!
Ah la rosa del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
Corpo di donna mia, persisterò nella tua grazia.
La mia sete, la mia ansia senza limite, la mia strada indecisa!
Oscuri fiumi dove la sete eterna continua,
e la fatica continua, e il dolore infinito.
segnalata da Teresa mercoledì 7 marzo 2007
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categoria: Barzellette » mamma
il Lama .. " perfido " ...
La mamma porta Pierino a visitare lo Zoo ...
Passeggiano fra i vari stand degli animali ma..,
ad un certo punto.., la mamma dice a Pierino ( che nel mentre
sta mangiando un panino imbottito .. ) ... :
- Pierino..!! .. Guarda... : .. quel lama ti sta facendo dei cenni
con la testa..!! .. Forse vuole un pezzo di pane..,
prova a dargliene un pezzetto..!! ... -
Pierino taglia un pezzo di pane dal suo panino
e.., allungando il suo braccio., lo offre al lama
che subito lo afferra e se lo mangia ... Poi.., quasi subito..,
il lama allunga il collo e sputa su Pierino., facendogli una mezza
doccia di saliva..!! ... Pierino è costretto a buttare il suo panino perché anch'esso è stato raggiunto dallo sputo e..,
arrabbiatissimo., urla al lama .. :
Ah .., è così..? ... : io ti do da mangiare e tu..,
invece di ringraziarmi.., mi sputi addosso..? ...
Adesso vedrai.., che scatta la vendetta..!! ...: -
Egli.., si accosta alla rete del recinto.., si volta ..,
e " spara "., in successione., tre delle sue puzzette micidiali
sul lama che.., come se venisse avvolto da una nube invisibile..,
prima storce gli occhi e poi.., piomba al suolo stordito..!! ...
Pierino.., soddisfatto.., gli dice ... :
- Hai visto..? ... " Chi la fa., l'aspetti..!! . . . .
Ugo Bischero - tratto da Umorismomio di U. Bischero
segnalata da Paolo F. sabato 30 luglio 2016
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categoria: Poesie
falci
falci senza ali/
gialli incubi della notte/
abbracci lontani/
un daje lontano/
occupazioni lontane
/ urle lontane
/ falci con un martello rotto/
amori del arci camalli/
amori occupati alla talpa e orologio/
liti violente /
morti senza fine
/ trionfa il male/
trionfa la vendetta/
trionfa la casa di ormea/
trionfa lo scherzo della sprite sui capelli/
trionfa quella discoteca di garessio/
trionfano i passaggi di notte/
trionfano le passioni d'un giorno
by guido arci camalli 2004
daje roby lucidi ex presidente arci camalli "famolo de gruppo"
segnalata da guido arci camalli mercoledì 29 aprile 2020
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categoria: Frasi d'amore
la parte del tuo cuore è in buone mani... ma piange!!!
piange l'altra metà che soffre, piange perchè è sola...
nn devi cercare vendetta, nn devi cercare di fargli male...
cerca in te, cerca la forza per decidere.
qualsiasi sia la tua decisione, falla con il cuore e MAI con l'orgoglio.
guarda e guardati, capisci e capisciti.
qualsiasi sia la tua decisione ne sarai contenta.
e se dovessi decidere di andare avanti senza fermarti, non disprezzare, non portare rancore per il ricordo di qualcosa che è stato...
noi siamo i nostri ricordi e ogni ricordo è in noi e in nessun altro; ogni ricordo ci permette di vivere perchè è la nostra vita e il nostro amore.
è bello ricordare perchè ci ricordiamo di aver vissuto... di aver amato...
ma ogni storia, ogni momento significativo per noi è un ricordo...
anche noi siamo un ricordo per noi stessi...
ricordi i paesaggi suggestivi????
ricordi di una vita ... ricordi di 5 giorni bellissimi... o quasi... ricordi di un sogno ad occhi aperti...
però sono ricordi !!!
la vita è l'amore
la vita è un ricordo
la vita siamo noi ... ricordo e amore... amore e ricordo...
avrei voglia di abbracciarti per darti un po di forza che ho adesso io... la forza dell'amore, la forza dei ricordi...
ma io sono qua e tu la ... e di te non mi resta che il ricordo e una maglia con il tuo odore...
ma per me è il più bello dei ricordi di questa nuova vita che è iniziata quando ti ho incontrato.
ti voglio bene eti sarò sempre vicino
segnalata da balis venerdì 17 gennaio 2003
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categoria: Aforismi » stati d`animo
VOGLIA DI PULITO
La notte scende inesorabile su di me
Il mio cuore sembra esplodere in mille frammenti di odio
Tutto il mio essere e' un sussulto di fremiti di sconforto
Vorrei dimenticare e non posso
Vorrei riempire la mia anima d'oblio
Vorrei distruggere i pensieri di odio e vendetta
Vorrei ritrovare quella calma da tempo persa
Momenti di luce e dolcezza
Momenti d'amore e spensieratezza
Momenti di parole e di serene risate
Momenti di gioia e di parole sussurrate
Di fantasiose corse sulla sabbia
Momenti di giochi d'amore.
Ma il demone della notte porta solo incubi
Possibilita' alcuna non esiste di chiudere a scatto la mia mente
Bloccare il mio cuore e tornare ad essere la persona di sempre.
Fredde lacrime invadono in miei occhi
Ma non riesco a vedere i colori dell'arcobaleno
La dove il cielo si immerge nel profondo della piana.
Tutto e' diventato opaco, e la mia anima chiede pieta'
La mia anima chiede riposo
La mia anima ha una gran voglia di piangere!
Maurizio V.H.M - tratto da Riflessioni di una sera infauta
segnalata da marines lunedì 10 gennaio 2011
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categoria: Aforismi » morte
Ode alla morte
Svegliatevi, guardatevi intorno, aprite gli occhi, intorno a voi c'è
distruzione, odio, disperazione, fame, guerre e soprattutto "morte".
Si, perchè lei è ovunque, lei esiste ed è l'unica cosa in cui io creda.
Voi, se, dico se, vi sveglierete, dovrete cercare di cambiare il mondo,
prima di tutto voi stessi, poi gli uomini, e dovrete incominciare da loro,
perchè sono loro stessi che generano il male.
Ma vi dico questo: tutto potrete cambiare, ma solo una cosa non cambierete:
"la morte". E voi, scienziati, che cosa fate, lottate contro di lei,
cercate di vincerla? Non ci riuscirete mai, Lei è invincibile.
Rassegnatevi, avete già perso in partenza, prima di cominciare, la vostra
è solo un'illusione, un'utopia. Non mettetevi contro di Lei, io vi ho già
avvertiti, perdete il vostro tempo che potreste usare in altri modi e
per cose migliori.
La morte è il nostro fine ultimo, qualcosa di mistico, la morte può dare
la vita eterna...se esiste eternità. La morte per alcuni è anche un rifugio
dove sfuggire le ansie terrene, l'odio, la vendetta, il falso amore,
i falsi amici. Anche per me è un rifugio.
Perchè quando diciamo "voglio morire" Lei non viene, per poi arrivare
quando ci uccidono o quando ci ghermisce qualche male?
Noi aspiriamo tutti a Lei che ci attende con le braccia aperte, che ci
accoglie, che ci chiude per non farci uscire più, per farci suoi.
(1973)
segnalata da vincenzo corsaro giovedì 4 ottobre 2012
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categoria: Aforismi » società » guerra
E' appena finita una battaglia
E' appena finita una battaglia.
Ancora si leva il fumo acre dei carri bruciati,
il fango tutt'intorno è cosparso di relitti meccanici ed umani.
Mi aggiro per quel luogo violentato dalla cecità dell'uomo,
dal suo egoismo e mi accorgo di quanto crudele sia tutto ciò.
Vedo corpi squarciati da bombe, corpi che gemono prima di
volgere l'ultimo sguardo verso l'infinito.
Vedo un uomo che striscia per andare a raccogliere un suo
braccio poco distante, inutilmente.
Sotto il cingolo imbrattato di sangue di un carro armato
vi è un corpo...credo. In quel terribile scenario s'ode il gracidare
secco di corvi e avvoltoi che calano dal nero cielo e vanno
a posarsi su quei corpi straziati e a succhiare quel poco sangue
rimasto nelle loro vene. S'odono anche grida di iene e sciacalli
che vanno a far scempio del resto di poveri corpi. Il fango su cui
cammino è diventato rosso, uno strano rosso cupo che grida
vendetta e giustizia.
Ma non c'è nessuno ad ascoltarlo, solo degli animali
che non capiscono, dei carri distrutti, del fumo che sale
da loro, dei resti umani, del silenzio interrotto a tratti
dal grido di gioia di quegli animali...e un uomo
ed un cuore che benchè soli, disgustati e delusi
un giorno renderanno giustizia...
(1973)
segnalata da vincenzo corsaro sabato 16 marzo 2013
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categoria: Aforismi
notte di s.Giovanni Battista
La grande notte magica di giugno!
la notte magica di s.Giovanni Battista!
la notte delle rose e delle erbe velenose,
nel mio piccolo paese una tradizione che si perde
nella lontano notte dei tempi,
fatta di magico amore e vendette personali
protagoniste sono le donne
che in questo paese sono
particolarmente belle e con un carattere di ferro!
pittori e scultori venivano a cercare
i loro modelli nei tempi antichi.
in questa notte di S.Giovanni i ragazzi innamorati
mettono rose e fiori di campo, sul davanzale
delle finestre delle loro innamorate,
but anche croci di cicuta
l'erba velenosa,
per le ragazze che
non si amano piu!
oppure sono brutte
un segno di disprezzo che
nei tempi antichi era un onta,
un orribile vergogna
e che le madri presto, prima dell'alba
toglievano dalle finestre, prima che
qualcuno vedesse!
io non ho mai ricevuto croci di cicuta!
ho sempre ricevuto rose e rose...:)
segnalata da daniela cesta domenica 23 giugno 2013
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categoria: Poesie
memorie 2
La fine del mio tormento,
l’estinzione di una malattia,
lascia che gridi per accrescere la mia ira,
l’ira di un amore spento,
grida, del buio e del dolore,
delle labbra bruciate, dell’eco assordante.
Fammi arrivare dove le mie grida vogliono gridare,
dove le mie parole sono fiamme degli inferi
e le lacrime la lava del vulcano sacro.
Nasce l’arma perfetta, fredda, fluida all’apparenza,
ardente e affilata all’occorrenza.
Strizzo le mie mani, e mi trafiggo,
nascerà il sangue della sofferenza,
il liquido dell’ignoranza e della forza bruta.
Bevi, la mia essenza
lo stato fuso della mia vendetta,
bevi, assorbilo, assorbimi,
ti travolgo, ti sto attraversando, spegniti.
Prova l’angoscia di non poterlo più fare,
di non poter commettere più errori,
di non provocare più male.
Una spada insanguinata invisibile alla tua incredulità.
Affoga, nel sonno più depresso, il non ritorno.
Tenta, non concedo tregua,
la rabbia si è riversata, ora ti schiaccia,
ti comprime ancora, finché la tua ombra diverrà
ombra dei tuoi residui, nulla.
Sei stata trafitta senza misura, come volevo,
hai bevuto fino all’ultimo sorso,
retrogusto mortale.
La pioggia cadrà silenziosamente
sul luogo del delitto, non lascerà tracce,
diluirà acqua con sangue, formerà la pozzanghera
del peccato, lo specchio della tua morte.
Non ci sarà sole eterno e raggio capace
di cambiare la sua natura,
siamo io e te, macchiati dalla spada e dalla follia.
segnalata da purafollia sabato 2 settembre 2006
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categoria: Poesie
Le stanze della Morte
Ancora una volta hai scelto il tuo passato,
nessuna pietà, nessun perdono per i
sudditi maledetti, ti vesti da carnefice
e apri le stanze della morte.
Un altro figlio della vita
ha perso il manto di purezza,
il tuo regno lo ha stuprato,
con violenza, con paura.
Ma tu ora, lo condanni alla
pena più alta, più atroce.
E' Colpevole! E' Colpevole!
e lo fai salire sul trono
della giustizia avvolgendolo
con nuvole di veleno.
E' Colpevole! E' Colpevole!
e bruci la sua carne,
la sua mente con la folgore
della tua vendetta.
Questa è la tua legge,
questa è la crudeltà del tuo regno
che uccide i sensi alla vita
che nasce, e la rende malata
di un odio che diventa follia,
diventa potere.
Ma tu, dov'eri quando seviziata,
picchiata spaventata,
ti implorava amore piangendo,
ti implorava amore piangendo.
E' tu! malato d'egoismo non c'eri
E' tu! attaccato alle cattedrali
del tuo denaro, non c'eri.
Troppo lontani sono i tuoi sensi
malati, per sentire, ascoltare
il lamento, il dolore, la sofferenza
di un essere puro che ti viene incontro
con la gioia negli occhi, e l'armonia
nel sorriso.
Troppo lontano è il tuo regno distorto
dal paradiso che nasce,
dalla libertà emozionale che hai perso.
Questa è la verità che non vuoi sentire,
questa è la verità che ti fa paura.
Altri ancora nasceranno, e sporcherai
e plasmerai ai tuoi pensieri distorti.
Altri ancora saliranno sul tuo trono di morte.
Altri ancora saranno rinchiusi nelle celle
delle tue prigioni, dei tuoi manicomi.
Altri ancora verranno affamati,
sacrificati per il tuo benessere
per la tua vanità!
Altri ancora saranno osannati
come liberatori, e uccideranno in nome
di un Dio, e uccideranno in nome di una patria,
e uccideranno in nome di una falsa libertà.
Questo è il tuo inferno! questo è il tuo regno!
Ma la vita è più forte! la vita è più grande!
lasciala entrare dentro di te, lasciala germogliare
liberamente, aiutala! proteggila! difendila!
con tutto te stesso, con tutte le le grandi risorse
che hai, è l'unica che ti può salvare!
segnalata da Bruno Franchi sabato 3 novembre 2007
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categoria: poesie
se il mio cuore potesse parlare
Se il mio cuore potesse parlare,
quante cose avrebbe da dire,
ti narrerebbe di passioni profonde, sentimenti sinceri,
perché tu lo sai, egli non sa cosa vuol dire mentire,
non conosce ragione,
non cerca ricchezza,
a lui basta anche solo una languida carezza.
Quello per cui vive, batte e combatte,
è qualcosa che va ben oltre ogni illusione.
Quello che lui cerca e ricerca con forza incessante,
è un sentimento vero, profondo, vibrante,
per cui ogni cosa è disposto a sacrificare,
per quell'irruenta, incontenibile, voglia d'amare.
Voglia d'amare e di essere amato,
ma quante volte è stato ingannato,
deriso, usato, umiliato,
quanto dolore, furore ha provato,
quante volte è stato spezzato,
molte volte l'ho sentito ferito,
ma non l'ho mai visto sconfitto.
In lui non c'è posto per il disprezzo,
non serba rancore, non brama vendetta,
anche se a volte ciò che gli resta è soltanto tanta amarezza.
Tutto questo però non l'ha cambiato, non l'ha inaridito,
è sempre rimasto lo stesso,
anzi ogni volta il suo pulsare si è fatto più intenso,
ed io ho continuato a sentirlo, a seguirlo,
perché è dal mio piccolo cuore che scaturisce ogni mio sentimento,
senza di esso non esiste emozione.
In ogni cosa che penso, che dico o che faccio,
in ogni mio singolo gesto, c'è sempre del mio cuore il riflesso.
Ah, se lo lasciassi fare, ogni cosa lui saprebbe trasformare,
ed ogni mio sogno diverrebbe realtà,
e la realtà un sogno bellissimo da cui nessuno mi potrebbe svegliare.
Ah, se il mio cuore potesse parlare,
le corde melodiose dei tuoi sentimenti saprebbe far risuonare.
Se potessi farti sentire il suono della sua voce che ti sfiora la pelle,
che ti sussurra dolci parole,
come solo lui sa fare, che lui solo può usare.
Quel suo dolce bisbiglio,
come il tenero canto d'un'usignolo al risveglio del giorno
desterebbe il tuo cuore assopito,
ed il loro battito diverrebbe uno solo,
sommesso, profondo,
eppur così forte da far sembrare silenzio tutto ciò che sta intorno.
Così potente da far zittire di colpo,
tutto l'odio, l'invidia, l'arroganza del mondo.
Così penetrante da far risaltare ogni particolare,
tanto che basta un sorriso, uno sguardo per farti sognare.
Ah, se il mio cuore potesse parlare...
segnalata da Renato Volti lunedì 10 agosto 2009
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categoria: Poesie
La Spada Del Diavolo
La Spada Del Diavolo
La violenza
è una spada
avvelenata d'odio
nella mano
del diavolo
con gli occhi bui,
trafigge il cuore oltrepassando l'anima facendola
sua vittima prediletta uccidendo
con inaudita ferocia
e gelosia inarrestabile
la sua sensibilità umana affogandola
nel sangue
per vendetta,
gettandole addosso
la sua melma contorta,
e il dolore
che ne cagiona perpetuerà
per sempre
in quelle cicatrici
mute
che non tutti gli occhi
sanno percepire
in quelle paure
che partoriscono angosce ogni giorno,
e lacrime asciutte
e segrete
in ogni angolo della vita! Ricorda che
seppur sorridono
e scherzano
tra la ressa
nelle strade del mondo
non dimenticheranno mai
di essere
vittime innocenti
guardandosi
allo specchio del passato
che per loro
non passerà mai,
ma non te lo confideranno mai
per essere compatite
poiché
non ne hanno bisogno! Rivogliono solo
quello che gli è stato privato
e calpestato,
la dignità
di essere fiori
con le loro essenze profumate
nell'espressione
di essere
semplicemente donne!
segnalata da Laura Lapietra giovedì 25 novembre 2021
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