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categoria: Leggi di Murphy

Motto di Alessandro

L'apparecchio guasto funzionerà perfettamente finche' il tecnico non sarà abbastanza lontano da non poter essere richiamato

Murphy

stelline voti: 14; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Biglietti » auguri » festa della donna

CiaoElisa, anche se lontano mi sono ricordato che oggi è la festa della donna! Auguroni ti mando un bacione e un forte abbraccio

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Aforismi » amore

I miei occhi non brillano più perché sei lontano, ma il solo pensiero che tu possa tornare da me accende il mio cuore.

stelline voti: 13; popolarità: 4; 0 commenti

categoria: SMS pronti » fidanzato-a

Lontano da te mi sento un albero senza foglie, un fiume senza acqua, una canzone senza musica, un cielo senza stelle

stelline voti: 16; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Passero solitario

D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finché non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de' provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch'omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell'aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.
Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia vòto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest'anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.

Giacomo Leopardi

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categoria: Poesie

Il carnevale di Gerti


Se la ruota si impiglia nel groviglio
delle stesse filanti ed il cavallo
s'impenna tra la calca , se ti nevica
fra i capelli e le mani un lungo brivido
d'iridi trascorrenti o alzano i bambini
le flebili ocarine che salutano
il tuo viaggio e i lievi echi si sfaldano
giù dal ponte sul fiume
se si sfolla la strada e ti conduce
in un mondo soffiato entro una tremula
bolla d'aria e di luce dove il sole
saluta la tua grazia-hai ritrovato
forse la strada che tentò un istante
il piombo fuso a mezzanotte quando
finì l'anno tranquillo senza spari.

Ed ora vuoi sostare dove un filtro
fa spogli i suoni
e ne deriva i sorridenti ed acri
fumi che ti compongono il domani;
ora chiedi il paese dove gli onagri
mordano quadri di zucchero dalle tue mani
e i tozzi alberi spuntino germogli
miracolosi al becco dei pavoni.

(Oh , il tuo carnevale sarà più triste
stanotte anche del mio , chiusa fra i doni
tu per gli assenti:carri dalle tinte
di rosolio , fantocci ed archibugi,
palle di gomma , arnesi da cucina
lillipuziani:l'urna li segnava
a ognuno dei lontani amici l'ora
che il gennaio si schiuse e nel silenzio
si compì il sortilegio.E' carnevale
o il dicembre s'indugia ancora?Penso
che se muovi la lancetta al piccolo
orologio che rechi al polso , tutto
arretrerà dentro un disfatto prisma
babelico di forme e di colori...)

E il natale verrà e il giorno dell'anno
che sfolla le caserme e ti riporta
gli amici spersi e questo carnevale
pur esso tornerà che ora ci sfugge
tra i muri che si fendono già.Chiedi
tu di fermare il tempo sul paese
che attorno si dilata?Le grandi ali
screziate ti sfiorano , le logge
sospingono all'aperto esili bambole
bionde , vive , le pale dei mulini
rotano fisse sulle pozze garrule.
Chiedi di trattenere le campane
d'argento sopra il borgo e il suono rauco
delle colombe?Chiedi tu i mattini
trepidi delle tue prode lontane?

Come tutto si fa strano e difficile
come tutto è impossibile , tu dici.
La tua vita è quaggiù dove rimbombano
le ruote dei carriaggi senza posa
e nulla torna se non forse
in questi disguidi del possibile.
Ritorna là fra i morti balocchi
ove è negato pur morire;e col tempo che ti batte
al polso e all'esistenza ti ridona,
tra le mura pesanti che non s'aprono
al gorgo degli umani affaticato,
torna alla via dove con te intristisco
quella che mi additò un piombo raggelato
alle mie , alle tue sere:
torna alle primavere che non fioriscono.

Eugenio Montale

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Barzellette

Il leone, re della foresta, va in giro per la savana. Vede una zebra, la rincorre, la raggiunge e le sibila con tono da essere superiore: "Dimmi Zebra, chi e’ il re della foresta?". E la zebra con un filo di fiato e tutta tremante: "Sei tu mio sire". E il leone con tono da essere superiore: "Va bene Zebra, va pure, la tua fede ti ha salvato". Il leone riprende la sua passeggiata finche' non vede una gazzella; la rincorre, la raggiunge e le sibila: "Dimmi gazzella, chi e’ il re della foresta?". E la Gazzella, con un filo di voce e tremando gli risponde: "Maesta’, sei tu il mio signore". E il leone sempre con tono da essere superiore: "Va bene Gazzella, va pure, il tuo re ti fa grazia della vita". Il leone riprende la sua passeggiata finche’ arriva al fiume dove incontra l'elefante; gli si para davanti e gli fa: "Dimmi elefante, chi e’ il re della foresta?". L'elefante, evidentemente infastidito, lo guarda dall'alto in basso, poi lo afferra con la proboscide e lo scaglia lontano. Il leone si rialza e, zoppicando, gli si rifa sotto e gli grida con tono alterato: "Dimmi elefante, chi e’ il re della foresta?". L'elefante si gira di scatto, lo afferra con la proboscide, e lo scaglia ancora piu’ lontano. Il leone riesce, sempre piu’ a fatica, a rialzarsi con una zampa rotta e qualche costola incrinata, ma si rifa sotto all'elefante e gli grida: "Elefante, ma se non ti ricordi, e’ inutile che ti incazzi tanto!!".

stelline voti: 25; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Il tramonto della luna

Quale in notte solinga,
Sovra campagne inargentate ed acque,
Là 've zefiro aleggia,
E mille vaghi aspetti
E ingannevoli obbietti
Fingon l'ombre lontane
Infra l'onde tranquille
E rami e siepi e collinette e ville;
Giunta al confin del cielo,
Dietro Apennino od Alpe, o del Tirreno
Nell'infinito seno
Scende la luna; e si scolora il mondo;
Spariscon l'ombre, ed una
Oscurità la valle e il monte imbruna;
Orba la notte resta,
E cantando, con mesta melodia,
L'estremo albor della fuggente luce,
Che dianzi gli fu duce,
Saluta il carrettier dalla sua via;
Tal si dilegua, e tale
Lascia l'età mortale
La giovinezza. In fuga
Van l'ombre e le sembianze
Dei dilettosi inganni; e vengon meno
Le lontane speranze,
Ove s'appoggia la mortal natura.
Abbandonata, oscura
Resta la vita. In lei porgendo il guardo,
Cerca il confuso viatore invano
Del cammin lungo che avanzar si sente
Meta o ragione; e vede
Che a sé l'umana sede,
Esso a lei veramente è fatto estrano.
Troppo felice e lieta
Nostra misera sorte
Parve lassù, se il giovanile stato,
Dove ogni ben di mille pene è frutto,
Durasse tutto della vita il corso.
Troppo mite decreto
Quel che sentenzia ogni animale a morte,
S'anco mezza la via
Lor non si desse in pria
Della terribil morte assai più dura.
D'intelletti immortali
Degno trovato, estremo
Di tutti i mali, ritrovàr gli eterni
La vecchiezza, ove fosse
Incolume il desio, la speme estinta,
Secche le fonti del piacer, le pene
Maggiori sempre, e non più dato il bene.
Voi, collinette e piagge,
Caduto lo splendor che all'occidente
Inargentava della notte il velo,
Orfane ancor gran tempo
Non resterete; che dall'altra parte
Tosto vedrete il cielo
Imbiancar novamente, e sorger l'alba:
Alla qual poscia seguitando il sole,
E folgorando intorno
Con sue fiamme possenti,
Di lucidi torrenti
Inonderà con voi gli eterei campi.
Ma la vita mortal, poi che la bella
Giovinezza sparì, non si colora
D'altra luce giammai, né d'altra aurora.
Vedova è insino al fine; ed alla notte
Che l'altre etadi oscura,
Segno poser gli Dei la sepoltura.

Giacomo Leopardi

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categoria: SMS pronti » fidanzato-a

Mi hanno insegnato che un giorno ha 24 ore, che un'ora ha 60 minuti, 1 minuto 60 secondi, ma nessuno mi ha detto che un secondo lontano da te dura un'eternità..

stelline voti: 15; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore

Vorrei che la mia vita fosse come te: perfetta, sempre piena di armonia, che sprizza gioia da ogni poro, vorrei tu fossi la mia vita, tu che colpisci e fugi tu che con i tuoi occhi fatati hai stregato il mio cuore e l'hai ridotto ad uno straccio spero che un giorno da semplice sogno lontano diverrai davvero tutto ciò di cui vorrei circondarmi mio angelo Ti Amo

stelline voti: 12; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: SMS pronti » altre conoscenze

Ti vidi per la prima volta e capii subito che t'avrei amata. Solo ora che sei lontana da me capisco quanto sei importante per me.

stelline voti: 18; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: SMS pronti » amici

Non faccio altro che mentire a me stessa quando dico che t'ho dimenticato, tu sei ancora dentro di me in ogni attimo. Mi manchi. Ma il tuo cuore è lontano da me

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: SMS pronti » fidanzato-a

Poche ore fa piangevo, ora invece sono l'uomo più felice del mondo. Mi sento come un gabbiano che vola e spera di volare lontano con te.

stelline voti: 52; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Biglietti » auguri » mazzo di fiori

Visto che siamo spesso lontani, mi sarà alle volte difficile esserti vicino per vederti sbocciare ogni mattina quando ti alzi... Per te un bellissimo bocciolo di rosa...però sappi che il mio cuore ti sta sempre accanto.

stelline voti: 11; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Simile a un dio mi sembra quell'uomo

Simile a un dio mi sembra quell'uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, sùbito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell'erba; e poco lontana mi sento
dall'essere morta.
Ma tutto si può sopportare...

Saffo

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categoria: Barzellette

Nel lontano west, un cavaliere stava attraversando il deserto.. Ad un tratto vede un indiano sdraiato in terra. Gli si avvicina. Il Cav.: -Ehi cosa stai facendo! L' indiano: - sshhh! Una carovana, con tre uomini sopra, due cavalli con altrettanti cow boys, e venti uomini a piedi! Il Cav.: - e come fai a saperlo! L' indiano: - mi sono passati sopra!

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categoria: Barzellette

Guarda quell'elicottera! - Ignorante, si chiama elicottero! - Davvero? Ma come fai a distinguere la differenza, da lontano?

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categoria: Barzellette

Nel metro: "Signore, mi scusi, ma perché ha una banana in ogni orecchio?". "Per tener lontani gli orsi...". "Ma non ci sono orsi qui..."Vedete che funziona!".

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categoria: Barzellette

Ci sono due defunti (Gennaro e Pasquale)affacciati sul muretto del cimitero, arriva una coppietta su una grossa moto, parcheggiano e si appartano tra gli alberi, Pasquale a Gennaro, che bella moto che dici facciamo un giro?sei pazzo Pasquale, lo sai che sono qui proprio per un incidente con una moto, Gennaro ma ormai siamo morti cosa puo succederci piu?ai ragione andiamo.Gennaro scende dal muretto e si avvia, voltandosi non vede più Pasquale si volta per chiamarlo e vede pasquale da lontano con la lapide sotto al braccio che arriva, e gli chiede ma cosa fai?be risponde Gennaro ho preso i documenti se ci ferma la stradale. Ciao Salvatore da hannover

stelline voti: 9; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: SMS pronti » amici

Nella tua vita sarò solamente un puntino che ti vuole bene. Quel puntino ti sembrerà insignificante ma ricorda... anche le Stelle da lontano sembrano piccine!!


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