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categoria: Poesie

AUTUNNO

Nel crepuscolo autunnale che s'infiamma,
il cielo è un palco d'addio, mesto e grande,
non rosso estivo né d'oro fiamma.

Aranci bruciati, ruggine che espande,
si fondono con viola cupo e muto,
mentre la luce s'arrende e si nasconde.

Le nubi, strisce scure, un saluto
trattengono l'ultimo bagliore vano,
prima che il giorno sia del tutto caduto.

Ogni sfumatura, un ciclo che si scioglie piano,
di foglie che si staccano e vanno via,
di giorni che si accorciano, mano a mano.

Una nostalgia profonda, melodia
d'un tempo che fu e d'un futuro prossimo,
l'inverno freddo che già s'avvicina.

L'aria si fa pungente, un umido richiamo
di foglie a terra, di terra che respira,
un sentore antico che l'anima infiamma.

Il vento non è gioco, ma un sospiro
freddo, che accarezza gli alberi spogli,
quasi a consolarli del loro martirio.

I contorni netti, contro i bagliori molli,
d'un mondo che al riposo si prepara,
bellezza che il cuore stringe e scioglie.

Non solo vista, ma un'emozione chiara,
un tramonto struggente che risuona,
con la malinconia intrinseca e rara.

Ricorda la vita che a cicli si rinnova,
e la splendida, ineluttabile caducità,
che ogni fine in sé un inizio trova.

DANIELA CESTA

segnalata da daniela cesta venerdì 30 maggio 2025

stelline voti: 8; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Incontro


Un istante per non pensare,
eludendo la solitudine,

abbandonati al fascino dell'eresia,
senza mancare di rispetto

all'Infinito.
Questo turbamento sei Tu,

che me lo hai dato,
perché discendi da una stirpe

di fiori selvatici,
profumati di Libertà.

E vai per la tua strada
ancora una volta,

incapace di recepire
il mio tormento,

questo senso di Vuoto
Massimo raggiunto.

"Come è duro calle" ...
senza il viatico della speranza

di rivederTi,
di risentirTi mia,

fra un gemito ed un bacio
dato per distrazione,

come affondassi
in un uragano sconosciuto

ai più, e per questo sì caro:
lagrima d'angelo

anelito di bambino,
tela di ragno

ed opera del Fato.
Non t'accorgi di me,

che non vivo
se non nel Tuo ricordo

immacolato. Ora
mi pare di svenire,

quando le tue braccia
non osano raccogliermi,

per un ultimo saluto.

FernyMax

segnalata da FernyMax mercoledì 12 febbraio 2003

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Aforismi » amore » bacio

per L'Anonima

Ciao A'more mio non so se ti ricordi questa canzone....è un pezzo rock....che mi prende un casino l'hanno suonato i Modà in piazza a Carpi spacciandolo x un pezzo loro(....ovviamente era uno scherzo....)
Tutto a posto?Un bacio dal tuo Fabiolotto P.....allora puoi dirmi adesso dove sei....dolce furbacchiotta?

"FREEWAY"(i BeeHive)

Uh io con te vorrei esser già sull'autostrada, freeway
Uh io e te così e solo il vento io con te, Agne ;-D baby,
Uh la pioggia il vento il sole io e te
verdi prati poi chissà un bel mare blu
Yesterday, yesterday
Freeway, freeway nel vento io e te
Freeway, freeway con te solo io e te
Uh io con te vorrei esser già sull'autostrada, freeway
Uh io e te così e solo il vento io con te, Agne ;-p
Uh la pioggia il vento il sole io e te
verdi prati poi chissà un bel mare blu
Yesterday, yesterday
Freeway, freeway nel vento io e te
Freeway, freeway con te solo io e te
Uh la pioggia il vento il sole io e te
verdi prati poi chissà un bel mare blu
Yesterday, yesterday
Freeway, freeway nel vento io e te baby
Freeway, freeway con te solo io e te baby,
Freeway, freeway I need your love tonight baby,
Freeway, freeway I want your love tonight
Freeway, freeway nel vento io e te
Freeway, freeway con te solo io e te
Freeway, freeway I need your love tonight
Freeway, freeway I want your love tonight

Un abbraccio e un sorriso cara cucciolotta....ti voglio bene....
TI AMO mia bionda canarina....vorrei rivederti presto....ps....amo nn ti preocc tnt nex ci prnd sul ser....ank se ci amiamo realmente... ;-p
Uè Agnese ma ancora scrivono messaggi al posto mio?Ma come sono svelti....è "un secolo" che non faccio la ricarica....un saluto a quelle 'sceme' delle tue amiche....
Se non ci vediamo prima Amore ti auguro Buone Ferie....se riesci a scrivermi lo stesso grazie....così posso averti vicina....sto ancora con i contatti per il lavoro per cui ti scrivo la sera....però se vuoi chiamarmi o al cellulare o casa mi fai felice....
Aaah....dimenticavo non è che puoi evitare di mettere numero privato?Volevo ringraziarti....
....mandami una cartolina dal mare....Un bacio....anzi due....ma no dai esagero....un mare di baci....
Ti voglio un modo di bene Agnese tuo Fabiolotto

TimoFlower - tratto da IO&TE 4 EVER

segnalata da TimoFlower domenica 27 maggio 2007

stelline voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: frasi d'amore » lettere

in punta di piedi avvolgi il mio essere di raso

e le parole si sdraieranno legiadramente
su tappeti di rugiada scomposta
quando il sole saprà toccare col suo volto la vergognosa luna
e l'ora di un volo fuggevole carpirà sottili fili di chiome sciolte
al vento d'aprile
il tuo volto apparirà oltre l'orizzonte mascherato
e bacerà il mare
come una nube rosa poggerà la sua guancia sull'immensità incantata di un mondo
ideale
assorbirà secoli e attimi nel breve scorrere di una vita
e archi di cielo abbracceranno il tuo saluto
così lento sfiorerà l'attesa e sussurrerà un vento di gioia
nell'ampio veleggiare

respiro lieve che carezzi la mia anima
talmente delicato come ali d'angelo
a me pare di udir il rombo di un tuono

tu scorri dentro questo suolo come levitando
e in punta di piedi
avvolgi il mio essere di raso
di una stola di vivo rubino
passi lento nel tuo rimurginare
nei taciuti rintocchi d'amore

mio fiore di neve
forte come l'acciaio e fragile come un desiderio
placar la mia sete di te sarà tentare
mai questa tempesta e questo sole
potranno cessare
e all'angolo di questa via stretta e buia
cerco la tua mano
e nelle tenebre più fitte
la trovo e
ti amo

deneb

segnalata da deneb domenica 18 gennaio 2009

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore » lettere

mi manki

Dentro il mio cuore di favole
ci disegnavo il mio cuore a metà
perchè una parte di me
solo a te apparteneva
io se giocavo e dicevo
che dentro i miei sogni
c’erai solo tu
tu
tu che sei il mio paradiso
dentro ogni scusa nascondo
tutte le parole tu hai detto a me
e me le passo sul cuore
sperando che un giorno
non sia più così
ma
forse è un po’ difficile
la valigia in mano
mi saluti e vai

Scusa se ti chiamo amore
ma tu saje comme fà male
era tutto bello insieme a tte
ma si te ne vai
nun stò buone cchiù io me ne moro
scusa se ti chiamo amore
dentro me te voglio ancora
no… nun t’essa maje lassato
io t’ho giuro
però me a murì tu
me sento niente
si un ce staje cchiù

Solo dentro questa casa
e come in fil dentro me io rivedo
tutti quei giorni passati
a sorridere e tu
la donna più bella che un uomo
desidera tu
ma delle gocce di piggia sui vetri bagnati
mi fanno capire che non ci sei piu!

segnalata da liriye martedì 18 gennaio 2011

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Cantico d'amore

Quando t'incontrai...fosti come il sole che sorse all'orizzonte!
La luce mi avvolse e inabissai in quell'oceano di chiarore,
tra quei flutti profumati capii l'essenza della mia vita. Così debole, così fragile.

Dove l'aquila forma il suo nido, il capriolo salta su rupi e precipizi,
nel ripido burrone solcato da un torrente spumoso
che scende leggero tra i sassi.

Il volto accarezzato dall'aria frizzante in quel dì così terso,
scosse l'animo da indistinta commozioni, profonde,durature,
aiutando il lume e la ragione nel distinguere il bene dal male.

Fosti come un vulcano in eruzione la lava mi raggiunse e fu salutare,
mi sfiorò il respiro e capii il significato di cibo e bevanda.
Un vago spavento trasparì in quella gioia.

Come un onda improvvisa del mare in burrasca
che coglie di sorpresa, mi trascinò con la sua forza
nel turbinio, rombando e spumeggiando verso riva.

Il canto dell'allodola salutò il nuovo giorno
mentre la luccicante brina scivolò lentamente,
come un vezzo, per strappare baci e carezze.

Un vento impetuoso scosse i rami delle quercie secolari e i faggi
gli occhi tuoi mi coprirono con la sua dorata e trasparente luce,
tra il mormorio del torrente nascosto nell'umbratile bosco romito.

Con sguardi d'amore e cantici di gioiarispecchiavi l'infinito firmamento.
Una grande e malinconica solitudine mi assalì, sforzò l'anima mia immergendola nella tua,
rivelò misteri e l'aprì ad aspirazioni sante.

Nel silenzio della notte ti chiamavo, rispondevi colmando il mio cuore di te.
Discreto e silenzioso, mi raccogliesti dal nulla.
E le gioie della creazione si riflessero come in una sorgente.

Il dolce tocco di una campana pareva scendere dall'alto, come un celeste prodigio abbracciò cielo e terra.
Mentre nell'empireo con festa solenne, gli angeli con tranquilla ebbrezza, contemplavano
l'ente supremo, che alitava su di loro la sua splendente intelligenza.

Quando tutto pare grave e misterioso è tenero osservare la neve che cade a larghe falde,
fiocchi candidi e puri, coprono ogni cosa, nascondendo i peccati di tutti.
Non senti più opprimere il cuore da una mano di ghiaccio.

Mio soccorso, mio rifugio, fascino dolce, penetrante, sfibrante,
più dell'incanto di un tramonto d'autunno, virtù eletta dello spirito,
immacolato velo che avvlge il creato: Jesus.

daniela cesta

segnalata da Daniela cesta venerdì 28 ottobre 2011

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

FELICITà

FELICITÀ

Stage di 6 mesi, dopo colloqui:
colloquio tecnico, conoscitivo, test di logica e cultura generale, colloquio motivazionale, prova di inglese, colloqui online,
intanto fai altri colloqui per altre aziende, cerchi di apparire interessato anche se sai che il tuo sogno è ancora lì, a portata di mano e stai facendo di tutto per raggiungerlo.

Poi agosto di mezzo, le aziende chiudono, e tu sei li, in attesa, intanto cerchi di trovarti un lavoretto, per tirare avanti, intanto il tempo passa, i soldi sempre meno, l’ansia aumenta, intanto altri colloqui ma la tua mente è sempre li.

Poi un giorno, fine agosto, arriva una telefonata, quella che hai sperato per troppe notti,
le risorse umane, sempre vaghe, cominciano a parlare di contratto, di lavoro, la tua voce perde tonalità, non hai nemmeno il fiato per respirare ma ti sforzi comunque di rimanere normale.

L’ultimo step, ti dicono: “Le visite mediche sono domani mattina presto nel paese xxx” (ebbene si, anche le visite mediche),
tu sei al verde, ma con gli ultimi euri prendi il primo treno per raggiungere il posto,
lo studio di medicina del lavoro è lontanissimo dalla stazione ma non ti importa,
3 chilometri forse 4 a piedi alle 7 di mattina per le analisi mediche,
sei stanco ma sai in cuor tuo che non sarà di certo questo che ti fermerà dall’obiettivo.

Finalmente dopo qualche giorno sei li, in azienda,
senza neanche una moneta in tasca, la notte prima hai ricucito con ago e filo lo strappo al pantalone elegante, l’unico che hai, comprato per la laurea;

stai per firmare il contratto, dentro di te piangi dalla felicità,
poco prima di poggiare la penna sul foglio ti fermi, un sospiro,
e ti passano davanti gli ultimi 5/6 anni della tua vita,
le giornate sui libri, gli esami, quelli andati bene quelli no,
i sacrifici per arrivare a fine mese, i sacrifici dei tuoi genitori per permetterti di continuare a sognare,
tutto insieme, un treno di ricordi, in un attimo.

Firmi, incontenibile una lacrima viene fuori dai tuoi occhi,
la asciughi immediatamente per non farla notare.
Alla fine i saluti: “Comincerà tra una settimana”.

Sinceramente è strano che in un periodo come questo trovare un lavoro sia quasi un punto di arrivo che di partenza, farò comunque in modo che sia un punto di partenza;

ad ogni modo posso dire che in quell’attimo,
in quell’infinitesimo istante prima di poggiare la penna e firmare,
ho sentito qualcosa, un brivido, un lampo:
FELICITÀ.

Firmato
Un lavoratore

Un lavoratore

segnalata da Un lavoratore domenica 12 luglio 2015

stelline voti: 10; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Pecos Bill

Indiana pellerossa:
in un primo momento
non avrei mai creduto,
che Sogno di Luna
potesse materializzarsi
come d'incanto
davanti ai miei occhi,
per un dolcissimo
saluto. Eppure...
la tensione carnale

colava a picco
dalle sue labbra,
e da ogni parte
del suo corpo,
come il canto
delle Sirene d'Ulisse,
portando la mia estasi
a livelli sovrumani.
Allora, con slancio
e passione devota,

la presi al laccio
trascinandola a me,
in un vortice di voluttà
e di sensazioni,
mentre il Lago
bagnava le sue membra
rassegnate a un godimento
senza fine, e puro
come la saetta
di Giove Pluvio.

Quando ella ebbe succhiato
fino all'ultima goccia
il piacere,
e si rivolse a me
col suo candido viso
di bambina scherzosa,
non potei che trasalire
sconvolto dalle sue
contraddizioni.

Capii tutta la forza
del desiderio selvaggio,
e il limpido torrente
ch'ella estraeva
dalle mie viscere
era solo il tributo,
dell'uomo che sa morire,
per l'unica donna
che abbia mai amato...

Firmato: Pecos Bill

FernyMax

segnalata da FernyMax martedì 12 marzo 2002

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

L'amore non è

Scende una lacrima sul tuo dolce viso,
guardo i tuoi occhi dispersi nel vuoto
vedo passare un ricordo remoto
sento le voci del pianto e del riso.

Non è pazienza l’amore di un uomo,
non è costanza il suo mormorio
non è un saluto il suo cenno d’addio
non è vergogna cambiare il suo duomo

Sepolto da un freno di luci e tormento
L’amore si frange intorno ai dolori
Né pace nè vento, ma solo sentori :
Rumori pacati e nemmeno un lamento

Non vedo più baci , carezze non sento
Nessuno che gridi una dolce parola
Non è finzione restare da sola,
Non è paura un triste commento.

L’amore non è nemmeno un’aurora
Di un mese di luce sfruttato nel fuoco.
Né un bimbo lasciato che chiede il suo gioco
Né un dolce lambirti che il volto ti sfiora .

Non è un messaggero di pace sperata
Nemmeno un amico distrutto dal male
Non è un pensiero fornito di sale
Nemmeno una sola parola pensata.

Allora cos’è questo strano signore
Che sempre ci guarda dai punti più arditi?
Chi é questo gioco di tempi finiti,
Che lascia la luce di notte e nel cuore?

Nessuno può dire chi sia il sentimento
Che ogni mattina ci lascia intontiti,
Se mentre ci alziamo noi siamo straniti…….
La colpa stai sicuro è del vento.

Ci porta i ricordi più dolci e più amari
I pensieri di un’ora ci lascia sfruttare
Non è mare mosso ma neanche sperare
Di un cenno di aiuto agli amici più cari .

Sai dirmi lasciato dai tuoi desideri,
Se riesci a capire l’amor cosa sia?
Se senza dolore e senza follia
Ti restano ancora dei dolci pensieri?

Se trovi nel tempo una sola impressione
Di piccoli abbracci al tuo verde cuore
Io dico : sei bravo, hai trovato l’amore,
non farlo fuggire in ogni canzone.

segnalata da gab venerdì 1 febbraio 2008

stelline voti: 19; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Io... ragazzo del '49, II parte (I falsi miti)

(che l'orizzonte s'infiammava
allora improvvisamente...)

di figure luccicanti
dalle splendide uniformi

in parate suggestive,
con riferimenti storici

e ambiziosi traguardi,
capaci di rendere

noi giovani le prede
designate di propagandisti

di falsi miti di gloria
col saluto romano...

Cui s'aggiunse pure
la suggestione

di quei militi perfetti
al passo dell'oca,

con la svastica al braccio
in campo bianco e rosso...

dominati da una volontà
di assoluta grandezza

per la patria e l'onore,
fino al sacrificio estremo,

con il culto del sangue
reso alla terra madre,

"eroi" incuranti di sé,
nel dono più totale...

Un paradiso guerriero
di membri senza macchia,

ove gli organi coesi
dell'intera nazione

potevano collaborare
al sommo bene comune.

Il singolo attraverso
il valore del cameratismo

ritrovava in sé stesso
la forza delle legioni,

senza la frattura di classi,
o conflitti intestini...

Io ancora mi guardo
dentro... come allucinato,

e forse inconsapevole
di essere arrivato

quasi molto vicino
a perdere la ragione,

a causa, probabilmente,
solo delle più banali

esplosioni ormonali,
da cui è così normale

vengano presi i giovani...
senza alcuna distinzione

di schieramento ideale,
perché l'estremismo

è sempre fine a sé stesso
e in fondo non è il colore,

ma la violenza di per sé
la cosa da condannare...

Ne sono uscito, grazie a Dio.
Spero di essere un adulto

e che tutto sia passato...
nulla di più e nulla meno

di come ve lo abbiamo
appena raccontato...

io & la mia anima,
che ora ci rallegriamo,

così, semplicemente...
del pericolo scampato.

Fine della seconda parte.

FernyMax - tratto da riflessioni d'ora & allora

segnalata da FernyMax martedì 13 giugno 2006


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