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categoria: Poesie

Nell’epoca delle passioni tristi …

Inesistenti rughe di un autoritratto sbiadito
ritraggono impenetrabili geroglifici
nel volto chiuso della sera,
confondendo in espressioni svanite
acri pensieri di pane
inghiottiti come dolci veleni.
Sol così l’urlo improvviso di un sole d’inverno
solleverà da tergo
parole mai uscite gettate nel vento,
dando voce al gelante silenzio …

Coperte le distanze dentro sé
scopriamo quel che veramente si è,
soffocando il respiro
nella nostra più comune indifferenza
e guardando sempre più lontano dalla finestra …
per non guardarci mai dentro.

Capaci di reagire perché incapaci d’agire
lasciamo che tutto scivoli via in fretta,
come sabbia tagliente tra le dita.
E come pigne sospese su un ramo
in attesa che il soffio di un bimbo lo spezzi
viviamo soli nell’epoca delle passioni tristi,
confidando che anche Dio si addormenti …

GASPARE SERRA - tratto da http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/NELL-EPO

segnalata da Gaspare110 lunedì 20 aprile 2009

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

L'unica cosa.

L'unica cosa bella che esiste
realmente per me è la natura.
Poco importa che sia Estate o Inverno,
solo lei ogni mattino è ingrado di
ridarmi il sorriso.
Non è un affare andato bene,
non è rubato all'amante
o ad una sconosciuta, un bicchiere
con gli amici, una cena ben riuscita.
Perchè si sà che piano piano tutto
lentamente passa.
Gli amori rallentano le loro passioni,
gli affari ti arricchiscono e inaridiscono
allo stesso tempo, gli amici partono
o semplicemente si sposano e cambiano
le loro abitudini " giustamente".
Lei invece no...
Lei non cambia...
Lei rimane li sempre..
Ogni mattino attende
per regalarti nuove emozioni...
nuovi sorrisi
da portare con te...
per sempre.

Alessio Calzino - tratto da pensieri, frasi, parole.

segnalata da Alessio Calzino martedì 3 gennaio 2012

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

AL PARCO

Essendo oggi una bella giornata
Vado al parco per una passeggiata
E’ sempre la stessa sia la sera che la mattina
Quindi siedo sempre sulla solita panchina

Sulle panchine dei parchi di ogni città
Trovi scritte frasi d’amore qua e là
Promesse d’amore e di passione
Incise con il cuore da migliaia di persone

La natura mi accoglie senza domande
Lo sguardo perso nel lontano presente
Intanto un girotondo di bambini
Rallegra me ed altri anziani vicini

I pensieri e i ricordi si inseguono senza capirsi
Frammenti di vita passata riappaiono diversi
Cerco di darle un senso mettendoci impegno
Dopo poco appoggio la testa alla spalliera di legno

Alzo lo sguardo e vedo alberi con rami grigi e secchi
In attesa della potatura sembreranno meno vecchi
Tutti al parco aspettiamo la bella giornata
E poter dire poi passata l’uggiosa invernata

Mi avvio sulla strada che mi riporta a casa
Annegato nei pensieri e nell’aria fresca
Anche oggi è stato un inutile pomeriggio
Ho avuto solo il piacere di andare a passeggio

Ubaldo

segnalata da Ubaldo venerdì 25 luglio 2014

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Lui sta per tornare

siamo nell'apocalisse, ma non tutti credono,
questo pianeta è quasi distrutto,
mari e fiumi inquinati, siccità e uragani travolgenti,

i ghiacciai si sciolgono, le temperature sono piu calde,
popoli che uccidono in nome di Dio!
Popoli che fuggono da un continente all'altro!

E la natura che diventa sempre piu brutale!
Sulla terra regna il terrore, stupri, violenze,
stermini, genocidi, stragi, pedofilia,

mercanti di organi, mercanti di bambini e donne,
furti, ladrocinio, rapine, saccheggi,
imbrogli, frode, truffa, speculazione,

taglieggiamento, estorsione, malversazione
contro i piu deboli e i piu miseri della terra!
Noi cristiani siamo perseguitati e uccisi,

ancora in questo tempo i cristiani sono sempre martiri!
I cristiani sono odiati, rapiti, torturati, mutilati,
in tutto il mondo! Gesu Cristo è odiato, deriso, schernito,

tutto questo è scritto nell'apocalisse ed è quello che sta succedendo,
ma....solo noi cristiani sappiamo che, Gesu Cristo tornerà
molto presto sulla terra.

Per questo motivo noi siamo tranquilli e gioiosi,
nell'attesa di Lui.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta venerdì 22 gennaio 2016

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Mare

Lascia che asciughi
le tue lacrime
amato mio mare.
Farai ritorno tra gli uomini
dopo avermi mostrato
come si scoprono nuove isole
in questo deserto di nuvole.
Il vento della sera
ha smesso di chiamare
in disparte invecchia
una coltre di sole.
Giudichino pure questi nostri affanni
una semplice circostanza
nessuno si accorgerà di un altro silenzio.
Le terre temono la verità
più di mille tempeste;
confondono la stanchezza dei remi
con l’eco di antiche accuse.
Così termina l’insensato viaggio
in attesa di un porto sincero,
così s’apre il giusto sentiero
verso abissi più cari.
Riposerà la pioggia,
distratto il faro
resteremo insieme
a guardare le stelle.

Michele Gentile

segnalata da Sara martedì 15 marzo 2016

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categoria: Poesie

Un dono d’Amore

Voglio offrirti una poesia
e la scrivo, in fede mia,
con dei versi benedetti,
che puoi dir quasi perfetti.

Io dipingo tutto il mondo
a quadrato, oppure a tondo,
e poi... a dritto od a rovescio,
me lo cucio di sghimbescio!

Ma per fare cose sane,
per non scriverne di strane,
ho bisogno dell’Amore...
della Donna che ha il mio fiore.

Fiore di Maggio, purpurea rosa,
parla a Colei, che vorrei in sposa.
Stelle notturne, scintille del Cielo,
non vi smarrite dietro un velo.

Dite agli amanti, ditele a Lei
tutte le vostre gioie senza nei.
Portate nel vento soave l’incanto
di sogni splendidi, col vostro canto.

Ed ai cuori in attesa quaggiù
sorrisi di gemme sempre di più,
ori ed incensi della sera lucente
di cui l’Amore vivrà eternamente.

FernyMax - tratto da Novembre 1989

segnalata da FernyMax giovedì 26 giugno 2003

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categoria: Poesie

in morte di un poeta

Quando sara' notte
e un refolo di vento
soffiera' via la fiamma
di questa candela,
sorridero' al silenzio
e m' inchinero' alla tenebra
perche' sereno
prendero' il mare aperto del tempo.

Cosi' salpando verso remote isole
lasciando al porto il penoso onere dell' attesa
dedichero' ai miei scalmi la danza dei gabbiani
issando altrove i remi di un’ impassibile oblio

In amaro ostaggio di parole senza piu' ali
e sanguinari proclami
si levera' infine una voce
a cantare l' eco dell' immortale pietra

"Malgrado radici aggrappate agli abissi,
ad ogni passo strappandomi il cuore,
da Titano intrapresi
il cammino degli uomini.
Poesia furono le mie altezze;
all' indifferenza del cielo
risposi con l' insolenza delle nuvole”

Michele Gentile

segnalata da Sara giovedì 29 agosto 2019

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categoria: Poesie

C'è tempesta

C’E’ TEMPESTA

C’è tempesta nel cervello.
Tuoni, fulmini e saette,
s’abbattono in tutta fretta,
nella mente che barcolla,
come una barca che traballa,
lontano dalla spiaggia,
sol sospinta dai marosi,
che la dirigono di qua e di là.

Che succede questa notte,
col pensiero divaricato,
come un quarto di bue
sapientemente sezionato
sul bancone della macelleria,
proprio là, in fondo alla via,
in attesa di clienti affezionati
di nuovi bovini macellati.

Cosa c’entro io in questa storia,
di quotidiana, atavica memoria,
che dal mondo vegetale
attingo proteine, forse un quintale?
Di quella che forse più vale:
la buona proteina vegetale,
che senza inganno e senza dolo
non fa aumentare nemmeno il colesterolo!

Catello Nastro

segnalata da Catello Nastro mercoledì 10 ottobre 2012

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categoria: Poesie

quando siamo tristi

quando ci sentiamo tristi e soli
l'anima sembra nascondersi in un meandro profondo,
tutto sembra estraneo, non abbiamo voglia di parlare,

il sole sembra oscuro e le stelle sono come smorte, opache,
non usciamo di casa perché nulla ci attira,
il nostro sorriso è come morto sulle nostre labbra,

l'unica cosa da fare è fuggire in un bosco
sederci sotto una quercia e ascoltare il silenzio,
il gorgoglio del ruscello, mormora a noi dolcemente,

i cardellini cantano, il fruscio del vento scuote le foglie
e asciuga le nostre lacrime, alcune farfalle volano allegre
sembrano giocare, mentre un piccolo cerbiatto

gusta germogli verdi e invitanti, i raggi del sole scintillano
tra i rami ondeggianti, tutto improvvisamente diventa melodia,
che entra dentro di noi accarezza l'anima, rincuora lo spirito,

abbraccia il nostro intimo, capiamo che nulla più ci angoscia,
la pace la serenità regna in noi e intorno a noi,
perché capisci che noi siamo molto importanti nel pensiero di Dio,

su questa terra tutto ci può accadere, ma angosce, dispiaceri,
malattie, delusioni, ognuno di noi passa
ma non ci annienteranno mai, perché noi

stiamo andando verso l'eternità, un altra esistenza ci attende
la vera vita, la sola e potremo finalmente ripetere
le parole di Dio:".....Il Padre tergerà ogni lacrima,

perché le cose di prima, sono passate.."

daniela cesta

segnalata da DANIELA CESTA sabato 14 maggio 2016

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categoria: poesie

Angeli...inattesi.

La vita corre. Corre nella routine di tutti i giorni.
Corre insieme ad un bimbo innocente. Corre e si ferma accanto ad un letto d'ospedale.
Corre sulle strade a volte sfiorando vite già sospese
a volte sospendendo la vita di chi invece nutre ancora tante attese.
Viaggiano i sogni e le speranze
Viaggiano progetti rinchiusi nel cuore,
viaggiano...e un giorno incrociano chi distrugge
in un lampo ogni segno d'amore.
I limiti di velocità sono superati ma
non sono solo quelli ad essere violati.
C'è in gioco la vita, tua e degli altri
e non si può far finta che a "te" non riguardi.
Lo scontro è devastante, dura qualche secondo e
spesso non lascia altro che "morte" sullo sfondo...
La morte di giovani belle e piene di vita,
quella vita che ora non sarà mai più vissuta.
La vita di chiunque è più importante, lo sai, di una sfida con il destino
che non vincerai mai.
Pensate, quindi, non fate gli eroi
non potete controllare tutto voi.
Qualcosa sfugge
lo sapete oramai che non siete immortali
e non lo sarete mai.
Intanto le persone da voi incrociate pagano
gli errori a cui non pensavate.
Restano sulla strada solo lamiere e frenate e angeli innocenti
che con quelle ci han lasciate.
Si ferma la corsa, si ferma l'orrore ma
ciò che non si ferma è solo
il dolore.
Quello di chi resta sarà fatale
perchè mai e poi mai potrà
dimenticare.

lunatriste - tratto da poesia ideata da me per partecipare ad un concorso

segnalata da lunatriste venerdì 21 dicembre 2007

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categoria: Poesie

Cuore mio...

Cuore mio...
Indossa di nuovo la tua armatura,
prepara il tuo spirito ad affrontare battaglie
nelle quali sgorgherà copioso il sangue
di passioni immortali.

Camminerai su distese di corpi senza vita
e a stento riuscirai a distinguere i volti dilaniati
dei tuoi nemici e dei tuoi compagni di viaggio...
l'amore non ha pietà per coloro che amano.

Lucida le tue spade più taglienti,
bagnale col mortale veleno del dolore...
raccogli in te la forza dell'orgoglio...
e quando sentirai le forze abbandonarti,
ricorda le urla strazianti delle tue sconfitte.

Ricorda lo sguardo di coloro
che hanno spezzato le tue ali…
ricorda la crudeltà di amori senza futuro...
ricorda le lacrime versate per ogni battito di vita
stringi tra le mani ogni ricordo, ogni sorriso,
ogni speranza, ogni amarezza.

Pensa ai tuoi sogni...
alla morte che li ha imprigionati...
alla rinascita che li attende...
per una volta nella tua eternità,
pensa alla tua vita.

Cuore mio…
forse, solo intraprendendo
questo sentiero sconosciuto
potrai raggiungere finalmente
quella valle magica e sconfinata
della quale ti hanno sempre parlato,
ma che nessuno ha mai visto realmente...
l'Amore nell'Eternità di ogni Istante.

Vallant Langosco

segnalata da Vallant giovedì 14 gennaio 2010

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categoria: Poesie

Le rondini

Venivano in primavera
allegre canterine
giravano nell'aria
come eleganti ballerine
e tra le stelle nella notte
riposavano tranquille.
Venivano in primavera
quando i fiori sbocciavano
e i geranei sorridevano
sui balconi dei palazzi.
Quest'anno non le ho viste
e lo sguardo si attardava
sul balcone fiorito.
Ogni notte le stelle
attendevano
e ogni giorno
le nuvole speravano.
Il sole vagava
nel cielo terzo
e già sapeva
che cosa aveva perso.
Venivano ogni Primavera
ed io sorridevo
felice di vederle
correre per il cielo
garrire dispettose
passando tra le rose
come bambine ardimentose.
Le rondini passavano
sfiorando il mio terrazzo
e mi regalavano la gioia
di vederle sfrecciare
come un razzo.
La primavera è passata
e quest'anno non le ho viste
amiche mie dolcissime
così fragili ed altruiste
così allegre e pur pensierose
mi assomigliate un pò.

Laura.P

segnalata da Laura giovedì 15 novembre 2012

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categoria: Poesie

abbraccio unico

sopra le nubi c'è il cielo azzurro
il firmamento stellato
le costellazioni colorate

il mio spirito legato al suo respiro
io sono sempre lassù
nella profondità delle vibrazioni,

chi può capire un poeta?
su questa terra: nessuno!
solo un altro poeta.

chi può amare un poeta?
su questa terra forse noone,
because nessuno può amare un poeta.

il mio amore è di un'altra dimensione
io sento il il suo respiro di emozione,
ascolto i battiti del suo cuore,

lui attende me da un eternità,
send me i suoi pensieri d'amore,
tutta la sua dolcezza,

perchè entrambi apparteniamo
ad un altro mondo,
di favole,
sensazioni,
sogni,

un giorno lui prenderà la mia mano
e condurrà me
per tutto l'universo

e solo guardarci noi negli occhi
sarà una grande emozione
mentre il nostro cuore,

batterà all'unisono
tra le galassie silenziose
in un abbraccio unico.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta lunedì 11 febbraio 2013

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categoria: poesie

sogno

correvo nel bosco umido,
frusciando su foglie morte e fango,
sentivo il freddo, penetrare, dentro le mie ossa

folletti e gnomi incuriositi guardavano me,
il lupo seguiva le mie orme, e la volpe
era attaccata alla mia lunga gonna, svolazzante,

sussurrava l'intera foresta, al mio passaggio,
quando stanca gridai:"dove sta il fiume?"
il piccolo gnomo alzò la sua mano e fece un cenno,

corsi con tutte le mie forze, fino a quando sentii
lo scorrere pigro e rilassante dell'acqua del fiume,
mentre iniziò a piovere, ascoltai il tintinnio, della pioggia sulle foglie morte,

rilassava la mia mente e il mio spirito, in quell'ora crepuscolare,
continuai a camminare lungo la sponda, osservando le anatre,
scivolare leggere, ignorando la pioggia, felici della loro libertà,

i folletti, gli elfi e piccoli spiriti della foresta, seguivano me taciti
e le volpi, gli uccellini colorati, scoiattoli dispettosi,
qualche farfalla infreddolita, lepri, un piccolo orsacchiotto,

aleggiava nell'aria una luce brillante, la luce della semplicità,
che arricchisce ogni animo, dona letizia, pace, serenità,
e io iniziai cantare una melodia armoniosa e allegra,

quando finalmente io vidi il bellissimo ponte,
di pietra, formato da piccoli archi massicci, reso spento
dal grigiore del cielo, ma vivo dalla semplice luce d'amore

al di la del ponte c'era il paese delle fiabe antiche,
e sul ponte il principe guerriero che attendeva me!
leoche starnazzavano forte, e tutti gli animali erano gioiosi,

io corsi sul ponte e tutto era così familiare,
il guerriero prese la mia mano sorridendo
e insieme ci allontanammo verso il regno delle fiabe,

dietro di noi gli animali, elfi, gnomi, piccoli spiriti della foresta
cantavano la mia melodiosa musica del cuore.

Daniela Cesta

segnalata da DANIELA CESTA sabato 3 gennaio 2015

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categoria: Poesie

FELICITà

FELICITÀ

Stage di 6 mesi, dopo colloqui:
colloquio tecnico, conoscitivo, test di logica e cultura generale, colloquio motivazionale, prova di inglese, colloqui online,
intanto fai altri colloqui per altre aziende, cerchi di apparire interessato anche se sai che il tuo sogno è ancora lì, a portata di mano e stai facendo di tutto per raggiungerlo.

Poi agosto di mezzo, le aziende chiudono, e tu sei li, in attesa, intanto cerchi di trovarti un lavoretto, per tirare avanti, intanto il tempo passa, i soldi sempre meno, l’ansia aumenta, intanto altri colloqui ma la tua mente è sempre li.

Poi un giorno, fine agosto, arriva una telefonata, quella che hai sperato per troppe notti,
le risorse umane, sempre vaghe, cominciano a parlare di contratto, di lavoro, la tua voce perde tonalità, non hai nemmeno il fiato per respirare ma ti sforzi comunque di rimanere normale.

L’ultimo step, ti dicono: “Le visite mediche sono domani mattina presto nel paese xxx” (ebbene si, anche le visite mediche),
tu sei al verde, ma con gli ultimi euri prendi il primo treno per raggiungere il posto,
lo studio di medicina del lavoro è lontanissimo dalla stazione ma non ti importa,
3 chilometri forse 4 a piedi alle 7 di mattina per le analisi mediche,
sei stanco ma sai in cuor tuo che non sarà di certo questo che ti fermerà dall’obiettivo.

Finalmente dopo qualche giorno sei li, in azienda,
senza neanche una moneta in tasca, la notte prima hai ricucito con ago e filo lo strappo al pantalone elegante, l’unico che hai, comprato per la laurea;

stai per firmare il contratto, dentro di te piangi dalla felicità,
poco prima di poggiare la penna sul foglio ti fermi, un sospiro,
e ti passano davanti gli ultimi 5/6 anni della tua vita,
le giornate sui libri, gli esami, quelli andati bene quelli no,
i sacrifici per arrivare a fine mese, i sacrifici dei tuoi genitori per permetterti di continuare a sognare,
tutto insieme, un treno di ricordi, in un attimo.

Firmi, incontenibile una lacrima viene fuori dai tuoi occhi,
la asciughi immediatamente per non farla notare.
Alla fine i saluti: “Comincerà tra una settimana”.

Sinceramente è strano che in un periodo come questo trovare un lavoro sia quasi un punto di arrivo che di partenza, farò comunque in modo che sia un punto di partenza;

ad ogni modo posso dire che in quell’attimo,
in quell’infinitesimo istante prima di poggiare la penna e firmare,
ho sentito qualcosa, un brivido, un lampo:
FELICITÀ.

Firmato
Un lavoratore

Un lavoratore

segnalata da Un lavoratore domenica 12 luglio 2015

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categoria: Poesie

Le notti dentro

Alle porte del mare
bussa il canto della malinconia,
e' questo il silenzio
nel quale ti invito a entrare.
Vele logore di attesa,
alla deriva nei secoli,
disperiamo porti immaginari,
dispensando memorie senza passato.
E le notti dentro intanto
urlano,
imprecano,
ci leccano
ci spogliano
ci uccidono,
ci salvano
come fari ritti nelle tenebre,
cattedrali sudicie di vanita' .
Con promesse,
con menzogne ,
con carezze
con partenze e ritorni,
con perfide verita',
con lastre di mero sole
conficcate nel cuore.
La citta' e' sepolta dai suoi stessi affanni
le luci lontane si perdono nella nebbia,
spasmi oramai divorati
dall' implacabile assenza.
La solitudine non prova pieta'
per queste mani che pregano,
che implorano il cielo di far piovere
un briciolo di pace.
Cosi' quel dio che non vuole tornare,
quel dio che non ricorda chi ha costruito il suo altare,
bivacca nei ricordi in compagnia della morte, baratta la croce con un pugno di sale e le scritte sui muri d' improvviso, non fanno piu' nessun rumore, le notti dentro l' anima, come per magia, non possono piu' farci del male.

Michele Gentile

segnalata da Sara giovedì 4 luglio 2019

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categoria: Poesie

La vigna dei cojoni

"Era tanto che ste parole me giravano n’ testa
Era tanto che volevo scrive na protesta.
Nun lo so quello che resta de ste cantilene
Magara ce serviranno tra de noi
a volesse n’ po’ più bene"

Bianchi, rossi o neri nun fa davvero nisuna differenza
paremo tanti grappoli d’uva appesi all’indecenza,
in attesa dell’iva che aumenta o der Contadino che ce levi puro la speranza.
C’ho messo un po’ de tempo a capì sta cosa
che l’indignazione con l’azione nun se sposa,
che litigamo e s’ammazzamo e ce bestemmiamo pè na palla
ma quanno che se tratta de facce rispettà da chi comanna
aritornammo zitti zitti in vigna a fa la lagna
a rifacce trattà da mentecatti da chi alle nostre spalle
s’è magnato puro i piatti.
E me pare de sentilli che ridacchiano a tavola tra loro…
“vedi a spremerli, a calpestarli per bene, assaggia che buono questo vino d’oro”
Allora damose na mossa che er tempo passa
che sta catena che portamo con disinvortura
equivale sempre più a n’ principio de seportura.
Non vojo da consigli o fare er moralista, vojo aprì na pista e fa scappà conigli
Si nun ce và de fallo pè noi armeno famolo pè i nostri figli,
che nell’anno der Signore duemilaediciannove
nun ce sò più parole pè spiegà perché nun ce se move
e quanno fori piove odio e indifferenza
nun tornamo ad abbassà la cresta, a lassà tutto fori dalla finestra
che allora c’avrebbero ragione Targhini e Montanari da quer purpito così scomodo
a ripete all’infinito e sottovoce…” Bonanotte popolo “
Bonanotte popolo
Bonanotte

Michele Gentile

segnalata da Sara sabato 23 novembre 2019

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categoria: Poesie

da un altra parte

il caldo mi schiaccia
ruba le mie forze
lasciando una sagoma
che si fa trascinare
con un anima piena di dubbi
insicurezze
ma posso superare tutto
mi basta essere
da un'altra parte
un'isola popolata da gente
li conosco tutti
morirei per loro
non possono non esserci
l'acqua è sempre fresca
pronta a lavare via le pesantezze
le palme coprono le nostre teste
e i pensieri non sono mai afosi
mi ritrovo abbracciato ad un'amica
in attesa che gli altri arrivino
sono già qui
pronti a vivere giorni
tutti diversi, indimeticabili
solo perchè lo vogliamo
la solitudine ci è sconosciuta
le lacrime sono solo di gioia
se sto sudando
è perchè sono abbracciato alla mia ragazza
non vedo l'orizzonte
non so cosa ci sarà dopo
e non voglio saperlo
mi basta stare qui
tra sorrisi
parole indimeticabili
ricordi senza dolore
e se nn credi che un posto così
possa esistere
chiudi gli occhi
ti accompagno io

solo io - tratto da me

segnalata da doe sabato 21 luglio 2007

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Canto di San Valentino.

Per le anime col cuore riverso nella spazzatura,
per coloro che non sanno più né amare né odiare,
per le ombre che siedono nel presente senza far rumore,
per l’uomo che attende il ritorno d’un angelo sceso all’ alba,
per te mia luce che ogni istante colori un po’ d’azzurro.
Solitaria una notte,
nella via, due anni fa:
nel tuo cielo una rosa,
rapita alla musica,
e-mail per dire Amore
ma San Valentino ignora,
una goccia dopo l'altra
cade nel buio del cuore.

RIT: Guardo un fruscio del vento,
sopra il golfo di Trieste,
due pensieri in un nodo
e nella mente il tuo ricordo.

Spesso, i giorni perdono
il sapore del suono,
dietro il silenzio, una voce:
"Chiamami, se ti va... Chiama,..",
ingenuità d'un bambino,
ieri ho venduto l'anima,
oggi carezzo il cuscino,
ricordando un' illusione.

RIT: Guardo un fruscio del vento,
sopra il golfo di Trieste,
due pensieri in un nodo
e nella mente il tuo ricordo.

Guarda: un fruscio di vento
coglie il mare di Trieste,
mormorano le finestre,
due pensieri in un nodo
e nella mente un ricordo.
Sì, gioca un po' l'emozione:
ora che vorrei dirti molte cose,
forse non ho più parole.

Anonimo Italiano

segnalata da Anonimo italiano lunedì 13 febbraio 2006

stelline voti: 7; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Psicanalisi all'amore

L’amore, che non sa pensare,
Non sa mai cosa deve fare:
Non sa se fa bene a restare
O se farebbe meglio ad andare,
Non sa se aiuta qualcosa a pulsare.

Non sa se è stato tanto atteso
O se fa perdere solo tempo,
Non sa se da fastidio
O se fa muovere il vento.

Non sa se è la sabbia sotto il mare
O se non serve proprio a niente,
Non sa se è solo un momento
O un pensiero fisso nella mente.

Non sa se raccogliere da terra
I frutti caduti sotto la tempesta,
O se toglierne i semi
E ripiantarli in una nuova festa.

Non sa se viene per far del bene
O per uccidere qualcuno,
Ma poi, quando si volta,
Vede sempre che non c’è più nessuno.

Non sa se continuare a vagare
O se tornare alle amiche stelle,
Non sa se qualcuno lo cerca
O se lo sanno capire solo quelle.

Non sa se deve parlare
O se deve solo tacere,
Non sa se ha commenti da fare
O se deve solo piangere e bere.

Non sa se deve andare,
Non sa se fa bene ad aspettare,
Ma per sempre aspetta nel buio
Che chi lui sta aspettando
Lo venga a chiamare.

Marco Buso - tratto da Poesia personale

segnalata da Marco Buso giovedì 29 giugno 2006


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