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categoria: Poesie

CILIEGIE BIOLOGICHE

CILIEGIE BIOLOGICHE

Pure ‘o verme dint’è ccirase
hanno acciso avvelenato,
cu’ ‘na vranca ‘e diserbante
songo muorte tutte quante.
Pure ‘o nuzzulo è cchiù gghianco,
e pare lavato co’ sbiancante.
Pure ‘a scorza d’à cerasa,
quanno trase dintè stentine,
tanta tosta è addeventata
ca’ ho stomaco ha rattato.
S’è seccato ggià ‘o strappone,
ma ‘a cerasa è rossa e tosta
e quanno ‘a rentiera già s’ha sgrana,
pare ca’ magnasse ‘na patana.

Catello Nastro

TRADUZIONE DAL DIALETTO NAPOLETANO

Hanno eliminato tutti i vermi delle ciliegie con un potente veleno. Il nocciolo è diventato bianco come se lo avessero trattato con lo sbiancante chimico. La buccia della ciliegia è diventata così dura che quando la mangi sembra quasi grattare lo stomaco. Il picciolo si è seccato e il frutto è diventato rosso e duro, solo che non sa di niente e non ha alcun profumo o sapore. Quando la mangi sembra quasi mangiare una patata.

Catello Nastro - tratto da POESIE NUOVE

segnalata da Catello Nastro martedì 16 giugno 2009

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categoria: Poesie

fine maggio

fine maggio, tra sogno e realtà,
con le rose che, profumano di vita
giornate lunghe, lucenti e tiepide,

ciliege quasi mature, nuova frutta,
tutto è fresco e in fiore, ginestre gialle, che splendono
erbe aromatiche nei prati, odorose tra i grilli canterini,

il cielo prepara l'arrivo dell'estate tra armonie luminose,
speranze nel cuore, gioia dolce negli occhi,
la brezza di primavera circonda ognuno di noi.

daniela cesta

segnalata da DANIELA CESTA sabato 30 maggio 2015

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categoria: Poesie

Ti spalmerei marmellata alla ciliegia su quel corpo,
perchè nell'assaporarla mi riempio di passione
da poterti donare mentre ti bacio
e piano piano sentire che diventi sempre più mio..
Vorrei unirti a me,
cosi che possa nascere una melodia
che suona le note del nostro amore...
E cospargere di petali di rosa
le bianche coperte di una sofficissima nuvola
dove potrò sdariarti
e sentire la tua pelle che si sfrega con la mia...
Le mie labbra che si incastrano tra le tue...
E i nostri occhi che si guardano
per diventare schiavi uno dell'altra...

DORIAN SEI UNICO NON RARO!!! TI AMO VITA MIA... LA TUA PRINCIPESSA...

ALESSANDRA - tratto da SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SCRITTE DA ME...

segnalata da ALESSANDRA... domenica 10 febbraio 2008

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categoria: poesie

amore ancestrale

indugiar silenzi
per dissipare angosce
e ancor nn azzardar parole
che per timor del perdersi...
addolorati occhi negli occhi
quel reverenziale timore umano
al cospetto di tal sentimento occulto
che orecchio terreno nn osa udire ciò
che il cor potrebbe sentire
che occultasi l'amor alle menti ottenebrate
di color che si nascosero fra ali fugaci di fate
e tosto t'abbandonai pensier mio eterno
che questo piccolo cuor si rifuggiò per scherno
ed ancor più sollecito sapevo il tuo sarebbe stato
che se possibile come nessun altro ha mai amato
talmete forte che al vento oppone resistenza
e supera oltre il limitar di oceani qualsiasi magneficenza
anima antica
amor mio ancestrale
che di vite passate chissà in quale chimera
ci arrendemmo a quel maestrale
se ora il fato benigno ci porse la mano
come cesto colmo di ciliege accogliemmo l'arcano
ha radici profonde questo amor che spesso ci confonde
inespugnabili son queste radici
ormai l'intreccio è indissolubile
e occhi dentro occhi ci obbligò ad essere felici.

deneb

segnalata da deneb lunedì 19 gennaio 2009

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categoria: Poesie

pensieri al tramonto

quando entro, nella casa dei miei nonni,
sento il profumo della mia infanzia, ormai lontana,
il fruscio del passato, la mia voce, mentre scivolavo
dalla lunga scala ripida, amavo scivolare, con la mia
risata cristallina, con i miei piedi scalzi,

il profumo dello zabaione, che mia nonna voleva, che io ingoiassi!
ma la mia bocca non voleva, preferivo le ciliege
e qualche prugna, noce e pizza. Non Mangiavo altro!
Ricordo il profumo del pane fresco, fatto da mia nonna,
i cereali dentro la pentola, rumoreggiavano chiassosi, odorosi,

il sole splendeva, sui vecchi sassi del mio paese, sembrava, più, splendido, di, oggi
sembrava più caldo di oggi, tutto sembrava piu bello!
mia nonna raccontava me, ogni filastrocca, storie antiche, fiabe,
mi raccontava di sua madre e suo padre, e di Gesu.
In quella grande casa, c'erano anche zii, zie, cugini,

una grande famiglia, piena di gioia, dove tutto era diviso,
adesso è vuota, regna polvere e silenzio, solitudine,
di un tempo che, è stato e non lo sarà, mai più.
Le persone volate in cielo, vivono nei nostri cuori,
tutti sono andati via, grandi stanze vuote,

che il vento soffia sui vecchi muri, mentre un piccola lacrima
scende dai miei occhi ,pieni di meravigliose immagini.
Mi piaceva dormire nel mezzo, tra mia nonna e mio nonno!
Io parlavo, parlavo, facevo mille domande, poi, mi accorgevo che
io continuavo a parlare e loro dormivano esausti.

daniela cesta

segnalata da DANIELA CESTA domenica 24 maggio 2015


 


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