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stelline voti: 15; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Quando fra l'altre donne ad ora ad ora

Quando fra l'altre donne ad ora ad ora
Amor vien nel bel viso di costei,
quanto ciascuna è men bella di lei
tanto cresce 'l desio che m'innamora.
I' benedico il loco e 'l tempo e l'ora
che sì alto miraron gli occhi mei,
e dico: - Anima, assai ringraziar dêi,
che fosti a tanto onor degnata allora:
da lei ti vèn l'amoroso pensero,
che, mentre 'l segui, al sommo ben t'invia,
poco prezando quel ch'ogni uom desia;
da lei vien l'animosa leggiadria
ch'al ciel ti scorge per destro sentero;
sì ch'i' vo già de la speranza altèro

Francesco Petrarca

stelline voti: 17; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, et l'anno


Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, et l'anno ,
et la stagione, e 'l tempo, et l'ora, e 'l punto,
e 'l bel paese, e 'l loco ov'io fui giunto
dà duo begli occhi che legato m'a'nno;

et benedetto il primo dolce affanno
ch'i' ebbi ad esser con Amor congiunto,
et l'arco, et le saette ondi'i' fui punto,
et le piaghe che 'nfin al cor mi vanno.

Benedette le voci tante ch'io
chiamando il nome de mia donna o' sparte,
e i sospiri, et le lagrime, e 'l desio;

et benedette sian tutte le carte
ov'io fama l'acquisto, e 'l pensier mio,
ch'e' sol di lei, si ch'altra non v'à parte.

Francesco Petrarca - tratto da Francesco Petrarca, Canzoniere

stelline voti: 8; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno

Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno,
e la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto,
e 'l bel paese, e 'l loco ov'io fui giunto
dà duo begli occhi, che legato m'hanno;
e benedetto il primo dolce affanno ch'i' ebbi ad esser con Amor congiunto,
e l'arco, e le saette ond'i' fui punto,
e le piaghe che 'n fin al cor mi vanno.
Benedette le voci tante ch'io
chiamando il nome de mia donna ho sparte,
e i sospiri, e le lagrime, e 'l desio;
e benedette sian tutte le carte
ov'io fama l'acquisto, e 'l pensier mio,
ch'è sol di lei, sì ch'altra non v'ha parte.

Francesco Petrarca

stelline voti: 25; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Il tramonto della luna

Quale in notte solinga,
Sovra campagne inargentate ed acque,
Là 've zefiro aleggia,
E mille vaghi aspetti
E ingannevoli obbietti
Fingon l'ombre lontane
Infra l'onde tranquille
E rami e siepi e collinette e ville;
Giunta al confin del cielo,
Dietro Apennino od Alpe, o del Tirreno
Nell'infinito seno
Scende la luna; e si scolora il mondo;
Spariscon l'ombre, ed una
Oscurità la valle e il monte imbruna;
Orba la notte resta,
E cantando, con mesta melodia,
L'estremo albor della fuggente luce,
Che dianzi gli fu duce,
Saluta il carrettier dalla sua via;
Tal si dilegua, e tale
Lascia l'età mortale
La giovinezza. In fuga
Van l'ombre e le sembianze
Dei dilettosi inganni; e vengon meno
Le lontane speranze,
Ove s'appoggia la mortal natura.
Abbandonata, oscura
Resta la vita. In lei porgendo il guardo,
Cerca il confuso viatore invano
Del cammin lungo che avanzar si sente
Meta o ragione; e vede
Che a sé l'umana sede,
Esso a lei veramente è fatto estrano.
Troppo felice e lieta
Nostra misera sorte
Parve lassù, se il giovanile stato,
Dove ogni ben di mille pene è frutto,
Durasse tutto della vita il corso.
Troppo mite decreto
Quel che sentenzia ogni animale a morte,
S'anco mezza la via
Lor non si desse in pria
Della terribil morte assai più dura.
D'intelletti immortali
Degno trovato, estremo
Di tutti i mali, ritrovàr gli eterni
La vecchiezza, ove fosse
Incolume il desio, la speme estinta,
Secche le fonti del piacer, le pene
Maggiori sempre, e non più dato il bene.
Voi, collinette e piagge,
Caduto lo splendor che all'occidente
Inargentava della notte il velo,
Orfane ancor gran tempo
Non resterete; che dall'altra parte
Tosto vedrete il cielo
Imbiancar novamente, e sorger l'alba:
Alla qual poscia seguitando il sole,
E folgorando intorno
Con sue fiamme possenti,
Di lucidi torrenti
Inonderà con voi gli eterei campi.
Ma la vita mortal, poi che la bella
Giovinezza sparì, non si colora
D'altra luce giammai, né d'altra aurora.
Vedova è insino al fine; ed alla notte
Che l'altre etadi oscura,
Segno poser gli Dei la sepoltura.

Giacomo Leopardi

stelline voti: 20; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Alla primavera

Perché i celesti danni
Ristori il sole, e perché l'aure inferme
Zefiro avvivi, onde fugata e sparta
Delle nubi la grave ombra s'avvalla;
Credano il petto inerme
Gli augelli al vento, e la diurna luce
Novo d'amor desio, nova speranza
Ne' penetrati boschi e fra le sciolte
Pruine induca alle commosse belve;
Forse alle stanche e nel dolor sepolte
Umane menti riede
La bella età, cui la sciagura e l'atra
Face del ver consunse
Innanzi tempo? Ottenebrati e spenti
Di febo i raggi al misero non sono
In sempiterno? ed anco,
Primavera odorata, inspiri e tenti
Questo gelido cor, questo ch'amara
Nel fior degli anni suoi vecchiezza impara?
Vivi tu, vivi, o santa
Natura? vivi e il dissueto orecchio
Della materna voce il suono accoglie?
Già di candide ninfe i rivi albergo,
Placido albergo e specchio
Furo i liquidi fonti. Arcane danze
D'immortal piede i ruinosi gioghi
Scossero e l'ardue selve (oggi romito
Nido de' venti): e il pastorel ch'all'ombre
Meridiane incerte ed al fiorito
Margo adducea de' fiumi
Le sitibonde agnelle, arguto carme
Sonar d'agresti Pani
Udì lungo le ripe; e tremar l'onda
Vide, e stupì, che non palese al guardo
La faretrata Diva
Scendea ne' caldi flutti, e dall'immonda
Polve tergea della sanguigna caccia
Il niveo lato e le verginee braccia.
Vissero i fiori e l'erbe,
Vissero i boschi un dì. Conscie le molli
Aure, le nubi e la titania lampa
Fur dell'umana gente, allor che ignuda
Te per le piagge e i colli,
Ciprigna luce, alla deserta notte
Con gli occhi intenti il viator seguendo,
Te compagna alla via, te de' mortali
Pensosa immaginò. Che se gl'impuri
Cittadini consorzi e le fatali
Ire fuggendo e l'onte,
Gl'ispidi tronchi al petto altri nell'ime
Selve remoto accolse,
Viva fiamma agitar l'esangui vene,
Spirar le foglie, e palpitar segreta
Nel doloroso amplesso

Giacomo Leopardi

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Il vuoto del silenzio

i sogni della notte svanire nel desio di un risveglio.
Lei cercava briciole di lacrime, mentre
ella ora era luce d’amore.
Non era lui il principe della favola,
che suonava note adagiate
nel cuore di una fanciulla
che gridava in silenzio…
t’amo mamma!
Gelida la sua mano…nei suoi occhi tristi,
il vuoto del silenzio.
Adagiata ora, per sempre nel suo cuore,
dove un tempo lei fu,
il suo ardito amore.

naida santacruz

segnalata da naida santacruz venerdì 27 marzo 2009

stelline voti: 2; popolarità: 0; 1 commenti

categoria: Poesie

L'inverno per Chiara

Lontani sono i momenti in cui il desio del tuo arriva scaldava il mio cuore,
Lontani sono i tempi in cui ogni tuo gesto irradiava di Gioia ed amore la mia vita,
Lontani, troppo lontani, sono gli attimi di eterno che ci hanno unito...
La glaciazione è oramai alle porte, gelida ed impetuosa è la tempesta che si è improvvisamente scagliata su di noi...
In preda a vortici polari viene il mio cuor ferito e trascinato da forti raffiche che ne bloccano il battito, anestetizzano il dolore e spazzavano via l'oscura nebbia che da troppo tempo vi si era fatta trincea...
Si dipanano le nuvole, la luna riesce ad insediarsi nella notte e la sua flebile luce lascia intravedere, nel rossore del dolore, due misteriose parole:
"TI AMO"!
Ma è tardi, troppo tardi, il calore solare ha seguito il suo naturale cammino ed è oramai troppo lontano,
Il sangue sgorgante dalle ferite viene affidato alla bufera, il freddo se ne impossessa, lo rapprende, lo solidifica, il dolore lacerante viene strozzato: Non un lamento, non un appiglio...
La luna torna a riposare dietro le colline e la fugace scoperta, invece di volare alta nel cielo, si inabissa e suona afona nella notte...
È tornato l'inverno!!!

segnalata da Michele domenica 2 dicembre 2007

stelline voti: 2; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Benedetto sia ' l giorno e ' l mese e l ' anno
e la stagione e ' l tempo e l ' ora e ' l punto
e ' l bel paese e ' l loco ov' io fui giunto
da' duo begli occhi che legato m ' ànno ;

e benedetto il primo dolce affanno
ch ' i' ebbe ad essere con Amor congiunto ,
e l ' arco e le saette ond ' io fui punto ,
e le piaghe che 'infin al cor mi vanno .

Benedette le voci tante ch ' io
chiamando il nome di mia Donna ò sparte ,
e i sospiri e le lagrime e ' l desio ;

e benedette sian tutte le carte
ov ' io fama l'acquisto , e ' l pensier mio ,
ch ' è sol di lei , sì ch 'altra non v'à parte .

Francesco Petrarca, Arezzo 1304 - Arquà 1374

segnalata da Romolo giovedì 25 aprile 2002

stelline voti: 6; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

sarai silente

Bere ti potrei
se tu fossi acqua,
centillinarti potrei
se fossi briciole di pane.
Amarti potrei,
se tu fossi l'amore.
Ma sei solo il desio,
che tocca le corde
del mio cuore.
Sarai sinfonia
nelle ore,
che corrono fugaci.
Ma sarai silente,
perche' tutto e niente
tu sei per me.

Occam
ancora dedicata.

occam

segnalata da occam lunedì 26 gennaio 2004

stelline voti: 12; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Quando tornerò

se scorgessi un tuo sorriso nella folla,
le mie labbra disegnerebbero la luna
quando è mezza.

se ascoltassi la tua voce tra le mille ed ingannevoli
sirene,
alle mie orecchie non parrebbe
vero sentir di nuovo il sobrio canto del mare.

se sfiorassi i tuoi capelli con le mani,
col cuore in gola penserei tu sia un miraggio.

se toccassi i tuoi seni con le labbra,
sentirei il tuo calore ancor vivo dentro me.

ma la cosa che è mio desio
e che allo stesso temo,
è baciare le tue labbra.
se le facessi mie ancora una volta,
la mia vita non avrebbe più fuga,
morirebbe del tuo sapore,
si nutrirebbe del tuo vigore
fin quando tu non la spegneresti
negandole il tuo amore.

Francesco - tratto da frasi personali

segnalata da IlSupremoFra giovedì 20 settembre 2007

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

dolce riposo

Poesia
Dolce riposo

Ancora una notte
E tu ti consoli,
Quando il bagliore tenue della luna
Poggia sulle lenzuola,
Dove le tue fatiche quotidiane
Poggiano il loro desio.
Dove cerchi rifugio
Nei tuoi sogni che riservano la speranza
Di un domani migliore.
Il cuscino
È la nuvola che condividi con la metà che amo
E in un tepore d’intreccio soave.
Fai piccoli cerchi di passione.
Aspetti il sorgere del mattino
Sapendo di alzartiper giusto dovere
Dopo un dolce riposo,
Vegliato da un grande amore.

Marco poeta siracusano - tratto da dai suoi brani poetici

segnalata da Marco sabato 27 dicembre 2008

stelline voti: 5; popolarità: 0; 1 commenti

categoria: poesie

Donna

Poesia

Come la vestale effige,
le tue membra costituiscono l'emblema di un anima,
dove il sublime desio del dolce sentimento
ricopre l'essere delle tue attenzioni.
Come un piccolo fiore,
ricopri il profumo della vita,
e meriti il cuore giusto di una metà che ti sappia amare.
quando l'uomo vide lo specchio dei tuoi occhi,
vide l'immagine di un unica unione,
quando due cuori si inttrecciano in un unico filo comune
quello della sincerità,dell'amore e della famiglia,
e quando dal ventre tuo generi il piccolo sorriso di una vita
il calore umano diventa la fiamma delle attenzioni.
senza te dolce icona,la passione non fosse mai esistita
e quando la sera,le stelle sovrastano i momenti più
belli in un uomo si appaga l'orgoglio di ciò che rappresenti veramente.

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Marco poeta siracusano - tratto da dai suoi brani poetici

segnalata da marco domenica 8 marzo 2009


 


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