Frasi.Net
       

Tu sei qui: Frasi.net » frasi » cerca » dolore

Cerca dolore nelle poesie

archivio frasi | autori | classifiche | commenti | cerca | scrivi frasi

Sono presenti 111 poesie. Pagina 1 di 6: dalla 1a posizione alla 20a.

Criteri di ricerca



 
categoriapoesie












 
qualsiasi
 
qualsiasi
 
giornoqualsiasi































 
mesequalsiasi












 
annoqualsiasi






















stelline voti: 20; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

La morte di Tantalo


Noi sedemmo sull'orlo
della fontana nella vigna d'oro.
Sedemmo lacrimosi in silenzio.
Le palpebre della mia dolce amica
si gonfiavano dietro le lagrime
come due vele
dietro una leggera brezza marina.

Il nostro dolore non era dolore d'amore
ne' dolore di nostalgia
ne' dolore carnale.
Noi morivamo tutti i giorni
cercando una causa divina
il mio dolce bene ed io.

Ma quel giorno già vania
e la causa della nostra morte
non era stata rinvenuta.

E calo' la sera su la vigna d'oro
e tanto essa era oscura
che alle nostre anime apparve
una nevicata di stelle.

Assaporammo tutta la notte
i meravigliosi grappoli.

Bevemmo l'acqua d'oro,
e l'alba ci trovo' seduti
sull'orlo della fontana
nella vigna non più d'oro.

O dolce mio amore,
confessa al viandante
che non abbiamo saputo morire
negandoci il frutto saporoso
e l'acqua d'oro, come la luna.

E aggiungi che non morremo piu'
e che andremo per la vita
errando per sempre.

Sergio Corazzini - tratto da La morte di Tantalo

stelline voti: 13; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Amo tutto ciò che è stato

Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

Fernando Pessoa

stelline voti: 9; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Frammenti


Talvolta quando al tramonto
passeggio stanco pel Corso
(ch'e' vuoto), uno che incontro dice, forte,
il mio nome e fa: "buona sera!"

Allora d'un tratto, li sul Corso ch'e' vuoto,
m'imbatto stupito alle cose d'ieri
e sono pur io una cosa col nome.

Quando ti stringo la mano e tu ripigli
sicuro
il discorso di ieri,
non so qual riverbero giallo di ambigua
impostura
colori di dentro l'atto di me che t'ascolto.
Fingo d'essere con te e non ho cuore a dirti
d'un tratto: "Non so chi tu sia!" Amico, in verita',
non so chi tu sia.
E come tu vuoi ch'io rinsaldi l'oggi all'ieri
labbra d'abisso,
ferita divaricata dell'infinito?

Mi fermi per via chiamandomi a nome,
col mio nome di ieri.
Ora cos'è questo spettro che torna
(l'ieri nell'oggi)
e questa immobile tomba del nome?

Tepido letto del nome, sicura casa dell'ieri!
Soffice lana dei sofferti dolori,
sosta ombrosa delle gioie lontane.
Nave sul mare.
Zattera di naufraghi.
Ma l'oggi e', via, come una cateratta aperta.
Nubi cangianti nell'abissale cavo del cielo.

Non v'e' altro eterno che l'attimo.

Pietosamente mascheri alla mia
disperazione la tua felicita'.

Sei chiuso nella tua gioia com'io
nel mio dolore.

Dallo scoppio della mia gioia,
come una ferita, il tuo soffrire.
Compiuto il mio desiderio, con stupefazione,
ecco il tuo pianto.

Ma ciascuno si dibatta nel suo oggi,
carcerato nella cella.

Giovanni Boine

stelline voti: 15; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Perché ti vedi giovinetta e bella

Perché ti vedi giovinetta e bella,
tanto che svegli ne la mente Amore,
pres'hai orgoglio e durezza nel core.
Orgogliosa se' fatta e per me dura,
po' che d'ancider me, lasso, ti prove:
credo che 'l facci per esser sicura
se la vertù d'Amore a morte move.
Ma perché preso più ch'altro mi trove,
non hai respetto alcun del mi' dolore.
Possi tu spermentar lo suo valore.

Dante Alighieri

stelline voti: 24; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Cerchi chi vuol le pompe e gli alti onori


Cerchi chi vuol le pompe e gli alti onori,
le piazze, i templi e gli edifizi magni,
le delizie e il tesor, quale accompagni
mille duri pensier, mille dolori.

Un verde praticel pien di be' fiori,
un rivo che l'erbetta intorno bagni,
un augelletto che d'amor si lagni,
acqueta molto meglio i nostri ardori;

l'ombrose selve, i sassi e gli alti monti,
gli antri oscuri e le fere fuggitive,
qualche leggiadra ninfa paurosa:

quivi vegg'io con pensier vaghi e pronti
le belle luci come fussin vive,
qui me le toglie or una or altra cosa.

Lorenzo Dei Medici

stelline voti: 30; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Donna

Quand'eri
giovinetta pungevi
come una mora di macchia. Anche il piede
t'era un'arma, o selvaggia.

Eri difficile a prendere.
Ancora
giovane, ancora
sei bella. I segni
degli anni, quelli del dolore, legano
l'anime nostre, una ne fanno. E dietro
i capelli nerissimi che avvolgo
alle mie dita, più non temo il piccolo
bianco puntuto orecchio demoniaco.

Umberto Saba

stelline voti: 11; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Rime, LIX

Quelle lagrime calde e quei sospiri,
che vedete ch'io spargo sì cocenti
da poter arrestar il mar co' venti,
quando avien ch'ei più frema e più s'adiri,
come potete voi coi vostri giri
rimirar non pur queti, ma contenti?
O cor di fère tigri e di serpenti,
che vive sol de' duri miei martìri!
Deh prolungate almen per alcun'ore
questa vostra ostinata dipartita,
fin che m'usi a portar tanto dolore;
perciò ch'a così sùbita sparita
io potrei de la vita restar fuore,
sol per servir a voi da me gradita.

Gaspara Stampa

stelline voti: 8; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Deh, Violetta, che in ombra d'Amore

Deh, Violetta, che in ombra d'Amore
negli occhi miei sì subito apparisti,
aggi pietà del cor che tu feristi,
che spera in te e disiando more.
Tu, Violetta, in forma più che umana,
foco mettesti dentro in la mia mente
col tuo piacer ch'io vidi;
poi con atto di spirito cocente
creasti speme, che in parte mi sana
la dove tu mi ridi.
Deh, non guardare perché a lei mi fidi,
ma drizza li occhi al gran disio che m'arde,
ché mille donne già per esser tarde
sentiron pena de l'altrui dolore.

Dante Alighieri

stelline voti: 23; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Sospiri azzurri di speranze bianche



Sospiri azzurri di speranze bianche
mi vengon nella mente, e tornan fuori,
seggonsi a pie' dell'uscio con dolori,
perché dentro non son deschetti o panche.

Cosi le mosche, quando sono stanche,
nelle selve de i Barbari o de' Mori,
seguitate da fieri cacciatori,
nelle gran nebbie par lor esser franche.

Quei nugoli che dormon co i pie' mezzi,
fanno al liuto mio si lunga guerra,
che corda non vi sta che non si spezzi.

Tanto fe' Diomede in Inghilterra,
ch'arebbe fatto di lui cento pezzi,
se non che un nibbio lo levo' di terra.

Dice Cato, e non erra,
se una pecchia cacasse quanto un bue,
rinvilierebbe il mele a due a due

Il Burchiello (Domenico Di Giovanni)

stelline voti: 12; popolarità: 2; 0 commenti

categoria: Poesie

Alla Luna

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l'anno, sovra questo colle
Io venia pien d'angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, nè cangia stile
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l'etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l'affanno duri!

Giacomo Leopardi

stelline voti: 17; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Un ricordo

Non dormo. Vedo una strada, un boschetto,
che sul mio cuore come un’ansia preme;
dove si andava, per star soli e insieme,
io e un altro ragazzetto.

Era la Pasqua; i riti lunghi e strani
dei vecchi. E se non mi volesse bene
pensavo e non venisse più domani?
E domani non venne. Fu un dolore,
uno spasimo verso la sera;
che un’amicizia (seppi poi) non era,
era quello un amore;

il primo; e quale e che felicità
n’ebbi, tra i colli e il mare di Trieste.
Ma perché non dormire, oggi, con queste
storie di, credo, quindici anni fa?

Umberto Saba

stelline voti: 18; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

La Bovary c'est moi


Cependant le berceau remue, et il ondule tout
seul... Elle est saisie, et entend une petite
voix tre's douce, si basse, qu'elle la croirait
en elle: "Ma che're et tre's che're maitresse, si
j'aime à bercer votre enfant, c'est que je
suis moi-meme enfant"... De's ce jour elle n'est
plus seule...
J. Michelet, La sorcie're

Dice: ti cullo il bambino perché
anch'io sono un bambino - ma è assurdo.
Non può avere la voce uno che non è qui
ne' braccia ne' potrei volendo cullarlo a mia volta.
Pure il bambino vero tace se resto in ascolto
della sua finta voce nella mia finta pace.
Pure gli posso far dire ogni parola che voglio:
mio amore quanto errore e dolore ci divide
quanto futuro senza futuro si spalanca.
Vuole mettere ordine vuole che mi riposi.

Gli posso far pensare ogni pensiero che voglio:
lei pensa che io penso - mi pensera'.
Pensami nella mia camera
ingombra del mio niente.
Pensami nel mio niente carico di tutto.
Di me diranno che ho visioni che sono magra.
Di me diranno abbia cura della salute.
Ma tace il bambino vero se resto in ascolto.
Tace se resto in ascolto il tic-tac dell'orologio.
Mi ha detto non avere paura
non è quello il tempo vero
non guardare
non toccare
le vene sulle tue mani.

Giovanni Giudici

stelline voti: 33; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Al padre

Dove sull’acque viola
era Messina, tra fili spezzati
e macerie tu vai lungo binari
e scambi col tuo berretto di gallo
isolano. Il terremoto ribolle
da due giorni, è dicembre d’uragani
e mare avvelenato. Le nostre notti cadono
nei carri merci e noi bestiame infantile
contiamo sogni polverosi con i morti
sfondati dai ferri, mordendo mandorle
e mele dissecate a ghirlanda. La scienza
del dolore mise verità e lame
nei giochi dei bassopiani di malaria
gialla e terzana gonfia di fango.

La tua pazienza
triste, delicata, ci rubò la paura,
fu lezione di giorni uniti alla morte
tradita, al vilipendio dei ladroni
presi fra i rottami e giustiziati al buio
dalla fucileria degli sbarchi, un conto
di numeri bassi che tornava esatto
concentrico, un bilancio di vita futura.

Il tuo berretto di sole andava su e giù
nel poco spazio che sempre ti hanno dato.
Anche a me misurarono ogni cosa,
e ho portato il tuo nome
un po’ più in là dell’odio e dell’invidia.
Quel rosso del tuo capo era una mitria,
una corona con le ali d’aquila.
E ora nell’aquila dei tuoi novant’anni
ho voluto parlare con te, coi tuoi segnali
di partenza colorati dalla lanterna
notturna, e qui da una ruota
imperfetta del mondo,
su una piena di muri serrati,
lontano dai gelsomini d’Arabia
dove ancora tu sei, per dirti
ciò che non potevo un tempo - difficile affinità
di pensieri - per dirti, e non ci ascoltano solo
cicale del biviere, agavi lentischi,
come il campiere dice al suo padrone:
"Baciamu li mani". Questo, non altro.
Oscuramente forte è la vita.

Salvatore Quasimodo

stelline voti: 16; popolarità: 2; 0 commenti

categoria: Poesie

Lettera alla madre


"Mater dolcissima, ora scendono le nebbie,
il Naviglio urta confusamente sulle dighe,
gli alberi si gonfiano d'acqua, bruciano di neve;
non sono triste nel Nord: non sono
in pace con me, ma non aspetto
perdono da nessuno, molti mi devono lacrime
da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi
come tutte le madri dei poeti, povera
e giusta nella misura d'amore
per i figli lontani. Oggi sono io
che ti scrivo." - Finalmente, dirai, due parole
di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore
lo uccideranno un giorno in qualche luogo. -
"Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo
di treni lenti che portavano mandorle e arance,
alla foce dell'Imera, il fiume pieno di gazze,
di sale, d'eucalyptus. Ma ora ti ringrazio,
questo voglio, dell'ironia che hai messo
sul mio labbro, mite come la tua.
Quel sorriso m'ha salvato da pianti e da dolori.
E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
per tutti quelli che come te aspettano,
e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
non toccare l'orologio in cucina che batte sopra il muro
tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dolcissima mater."

>

Salvatore Quasimodo

stelline voti: 13; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Il dolore.

Il dolore è in me,
ma tu non lo vedi,
non lo puoi vedere,
perché non ci sei.

Il dolore è nel mio cuore,
che grida amore,
quell’amore che tu non riesci a cogliere.

Il dolore è nella mia mente,
dove tu sei presente,
sebbene lontano,
annebbiando i miei pensieri.

Il dolore è nella mia vita solitaria,
in ogni attimo vissuto,
senza che tu mi sia accanto.

Il dolore è nel sentirti così lontano da me.

Il dolore è nell’amarti e non poterti amare.

Il dolore è nel desiderarti e non poterti avere.

Il dolore è nel non avere più la speranza
di poter essere amata da te senza dolore

antonella faverzani

segnalata da antonella sabato 19 ottobre 2002

stelline voti: 15; popolarità: 2; 0 commenti

categoria: Poesie

Il mio dolore

Dolore che mi afferri e mi lasci attonito nel limbo
ove ogni goccia si stacca dal soffitto e cade sulla fronte come per segnare il tempo.
Tutto si muove lentamente e come in un incubo io impotente cerco il risveglio, ma il nulla avvolge il tempo.
Come bimbo cerco il Padre e la Madre, non mi rispondono, sono a lavorare.
In tanto dolore il tempo scandisce il suo rumore, sembra un gioco ma è solo Orrore.
Sono immobile e piango, le lacrime si uniscono alle gocce del tempo, un grido esce dall`anima, chiede una carezza e dell`amore la certezza.

vulca - tratto da dedicata alle vittime innocenti delle guerre

segnalata da vulca martedì 20 aprile 2004

stelline voti: 21; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

IL DOLORE

Ho versato molte lacrime
per il mio dolore.
Le ho nascoste
alla vista degli oceani.

NoNsOnOiOcHeScRiVo

segnalata da NoNsOnOiOcHeScRiVo martedì 7 dicembre 2004

stelline voti: 13; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Dolore

Se potessi urlare il mio dolore
nessuna montagna avrebbe eco
e la quiete del deserto sarebbe spezzata
solo dal sibilio del vento che accarezza le dune
Perché il mio dolore è fatto di silenzio
Nessuna bocca può pronunciarlo
Nessun orecchio udirlo
E anche se fosse
Nessuno mai riuscirebbe a comprenderlo…

Vallant Langosco

segnalata da Vallant Langosco martedì 5 luglio 2005

stelline voti: 12; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Le spine appartengono al dolore

Non cercate l'amore perchè l'amore e dentro di noi non cercate la cruda realtà ma affrontiamola. Conosco queste parole, e dovrei essere forte ma il mio cuore non lo è... e triste e desolato....... Non è questo il mondo che mi aspettavo ma.. di rose e fiore.Rose e fiore per me significa amore, amore puro dolce e sincero, che poi nonè. Più delle volte l'amore riesco a definirlo come una rosa piena di spine...... E le spine apparttengono al dolore al dolore che ho dentro il cuore, ma io amo l'amore anche con dolore l'amore e come un fiore se non lo curi appassisce e poi muore.

Nuccia Mangione da Caltanissetta - tratto da poesia inventata

segnalata da Nuccia giovedì 18 maggio 2006

stelline voti: 24; popolarità: 0; 1 commenti

categoria: Poesie

dolori

la mente assonnata
il fisico stanco
il cuore che piange
è un senso di colpa
sono domande senza risposta
non sai il perchè
ma hai lo stomaco schiacciato
il respiro affamoso
tutto perchè l'hai vista
una serata
due parole
e dolori
i giorni seguono
novità in vista
ma dolori permanenti
sai che puoi farne a meno
ma non sai perchè restano
mi giro nel mio letto
cerco un sogno
lo trovo
e mi addormento

solo io - tratto da me

segnalata da doe venerdì 16 febbraio 2007


◄ indietro
1 2 3 4 5 6

 


Puoi eseguire la ricerca nel sito anche tramite Google:

Ricerca personalizzata


© 2000-2021 copyright
Per contattarci o saperne di più sul sito vieni al CENTRO INFORMAZIONI

78 ms 01:04 01 122021 fbotz1