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categoria: Poesie

Lavorare stanca

I due, stesi sull'erba, vestiti, si guardano in faccia
tra gli steli sottili: la donna gli morde i capelli
e poi morde nell'erba. Sorride scomposta, tra l'erba.
L'uomo afferra la mano sottile e la morde
e s'addossa col corpo. La donna gli rotola via.
Mezza l'erba del prato è così scompigliata.
La ragazza, seduta, s'aggiusta i capelli
e non guarda il compagno, occhi aperti, disteso.

Tutti e due, a un tavolino, si guardano in faccia
nella sera, e i passanti non cessano mai.
Ogni tanto un colore più gaio li distrae.
Ogni tanto lui pensa all'inutile giorno
di riposo, trascorso a inseguire costei,
che è felice di stargli vicina e guardarlo negli occhi.
Se le tocca col piede la gamba, sa bene
che si danno a vicenda uno sguardo sorpreso
e un sorriso, e la donna è felice. Altre donne che passano
non lo guardano in faccia, ma almeno si spogliano
con un uomo stanotte. O che forse ogni donna
ama solo chi perde il suo tempo per nulla.

Tutto il giorno si sono inseguiti e la donna è ancor rossa
alle guance, dal sole. Nel cuore ha per lui gratitudine.
Lei ricorda un baciozzo rabbioso scambiato in un bosco,
interrotto a un rumore di passi, e che ancora la brucia.
Stringe a sè il mazzo verde - raccolto sul sasso
di una grotta - di bel capevenere e volge al compagno
un'occhiata struggente. Lui fissa il groviglio
degli steli nericci tra il verde tremante
e ripensa alla voglia di un altro groviglio,
presentito nel grembo dell'abito chiaro,
che la donna gli ignora. Nemmeno la furia
non gli vale, perché la ragazza, che lo ama, riduce
ogni assalto in un bacio c gli prende le mani.

Ma stanotte, lasciatala, sa dove andrà:
tornerà a casa rotto di schiena e intontito,
ma assaporerà almeno nel corpo saziato
la dolcezza del sonno sul letto deserto.
Solamente, e quest'è la vendetta, s'immaginerà
che quel corpo di donna, che avrà come suo, sia,
senza pudori, in libidine, quello di lei.

Cesare Pavese

stelline voti: 40; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Meravigliosamente un amor mi distringe


Meravigliosamente
un amor mi distringe
e mi tene ad agn'ora.
Com'om che pone mente
in altro exemplo pinge
la simile pintura,
cosi, bella, facc'eo,
che 'nfra lo core meo
porto la tua figura.

In cor par ch'eo vi porti,
pinta como parete,
e non pare di fore.
O Deo, co' mi par forte.
Non so se lo sapete,
con' v'amo di bon core:
ch'eo son si vergognoso
ca pur vi guardo ascoso
e non vi mostro amore.

Avendo gran disio,
dipinsi una pintura,
bella, voi simigliante,
e quando voi non vio ,
guardo 'n quella figura,
e par ch'eo v'aggia avante:
come quello che crede
salvarsi per sua fede,
ancor non veggia inante.

Al cor m'arde una doglia,
com'om che ten lo foco
a lo suo seno ascoso,
e quando più lo 'nvoglia ,
allora arde più loco
e non po' stare incluso:
similemente eo ardo
quando pass'e non guardo
a voi, vis'amoroso.

S'eo guardo, quando passo,
inver' voi, no mi giro,
bella, per risguardare.
Andando, ad ogni passo
getto uno gran sospiro
che facemi ancosciare ;
e certo bene ancoscio,
c'a pena mi conoscio ,
tanto bella mi pare.

Assai v'aggio laudato,
madonna, in tutte parti
di bellezze ch'avete.
Non so se v'e' contato
ch'eo lo faccia per arti,
che voi pur v'ascondete.
Sacciatelo per singa ,
zo ch'eo no dico a linga ,
quando voi mi vedrite.

Canzonetta novella,
và canta nova cosa;
le'vati da maitino
davanti a la più bella,
fiore d'ogni amorosa,
bionda più c'auro fino:
"Lo vostro amor, ch'e' caro,
donatelo al Notaro
ch'e' nato da Lentino."

Giacomo Da Lentini

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categoria: Poesie

Egle


Stanno nel grigio verno pur d'edra e di lauro
vestite
ne l'Appia trista le ruinose tombe.

Passan pe 'l ciel turchino
che stilla ancor da la pioggia
avanti al sole lucide nubi bianche.

Egle, levato il capo ve'r' quella serena
promessa
di primavera, guarda le nubi e il sole.

Guarda; e innanzi a la bella sua fronte
più ancora che al sole
ridon le nubi sopra le tombe antiche.

Giosue' Carducci

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categoria: Poesie

Pensieri di Deola


Deola passa il mattino seduta al caffè
e nessuno la guarda. A quest'ora in città corron tutti
sotto il sole ancor fresco dell'alba. Non cerca nessuno
neanche Deola, ma fuma pacata e respira il mattino.
Fin che è stata in pensione, ha dovuto dormire a quest'ora
per rifarsi le forze: la stuoia sul letto
la sporcavano con le scarpacce soldati e operai,
i clienti che fiaccan la schiena. Ma, sole, è diverso:
si può fare un lavoro più fine, con poca fatica.
Il signore di ieri, svegliandola presto,
l'ha baciata e condotta (mi fermerei, cara,
a Torino con te, se potessi) con sè alla stazione
a augurargli huon viaggio.

E' intontita ma fresca stavolta,
e le piace esser libera, Deola, e bere il suo latte
e mangiare brioches. Stamattina è una mezza signora
e, se guarda i passanti, fa solo per non annoiarsi.
A quesr'ora in pensione si dorme e c'è puzzo di chiuso
- la padrona va a spasso - è da stupide stare lì dentro.
Per girare la sera i locali, ci vuole presenza
e in pensione, a trent'anni, quel po' che ne resta, si è perso.

Deola siede mostrando il profilo a uno specchio
e si guarda nel fresco del vetro. Un po' pallida in faccia:
non è il fumo che stagni. Corruga le ciglia.
Ci vorrebbe la voglia che aveva Marì, per durare
in pensione (perché, cara donna, gli uomini
vengon qui per cavarsi capricci che non glieli toglie
nè la moglie nè l'innamorata) e Marì lavorava
instancabile, piena di brio e godeva salute.
I passanti davanti al caffè non distraggono Deola
che lavora soltanto la sera, con lente conquiste
nella musica del suo locale. Gettando le occhiate
a un cliente o cercandogli il piede, le piaccion le orchestre
che la fanno parere un'attrice alla scena d'amore
con un giovane ricco. Le basta un cliente
ogni sera e ha da vivere. (Forse il signore di ieri
mi portava davvero con sè). Stare sola, se vuole,
al mattino, e sedere al caffè. Non cercare nessuno.

Cesare Pavese

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categoria: Poesie

Colloquio


"Ora il sereno è ritornato
le campane suonano per il vespero
ed io le ascolto con grande dolcezza.
Gli ucelli cantano festosi nel cielo perché?
Tra poco è primavera
i prati meteranno il suo manto verde,
ed io come un fiore appasito
guardo tutte queste meraviglie."

Scritto su un muro in campagna

Per il deluso autunno,
per gli scolorenti
boschi vado apparendo, per la calma
profusa, lungi dal lavoro
e dal sudato male.
Teneramente
sento la dalia e il crisantemo
fruttificanti ovunque sulle spalle
del muschio, sul palpito sommerso
d'acque deboli e dolci.
Improbabile esistere di ora
in ora allinea me e le siepi
all'ultimo tremore
della diletta luna,
vocali foglie emana
l'intimo lume della valle. E tu
in un marzo perpetuo le campane
dei Vesperi, la meraviglia
delle gemme e dei selvosi uccelli
e del languore, nel ripido muro
nella strofe scalfita ansimando m'accenni;
nel muro aperto da piogge e da vermi
il fortunato marzo
mi spieghi tu con umili
lontanissimi errori, a me nel vivo
d'ottobre altrimenti annientato
ad altri affanni attento.

Sola sarai, calce sfinita e segno,
sola sarai fin che duri il letargo
o s'ecciti la vita.

Io come un fiore appassito
guardo tutte queste meraviglie

E marzo quasi verde quasi
meriggio acceso di domenica
marzo senza misteri

inebeti nel muro.

Andrea Zanzotto - tratto da Vocativo

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categoria: poesie

NON GUARDARE INDIETRO

Pioggia fresca che cade sui miei capelli
Metto in moto l’auto e butto nel fango i gioielli.
Quando Lei mi appare nella strada sotto al sole
Sale in macchina con uno sguardo che vale mille parole.
Non c’è niente da perdere, cara
Percorreremo ogni singolo metro
Quindi punta gli occhi sulla strada
E non guardare indietro.

Percorriamo strade tortuose
Sotto una pioggia sfavillante
Il motore ruggisce
Tra le mani mi trema il volante
Tiro su il tettuccio
Le stelle ci faranno da tetto
Con il suo rossetto Lei
Mi scrive il suo nome sul mio petto.
Non c’è niente da perdere, cara
Non guarderemo il mondo da un vetro
Questa notte sfrecceremo nella notte
E non ci guarderemo indietro.

In mezzo alla pioggia noi correvamo
Abbiamo superato un forte uragano
E ora il nostro sogno non è poi così lontano.

Cara, se non credi nell’amore che ho per te
Incontriamoci stanotte sulla strada al numero 3
Ci muoveremo con la città nell’oscurità
E il tuo desiderio stanotte si avvicinerà.
Non c’è niente da perdere, cara
Il nostro passato è rimasto dietro
Ci divideremo la ricompensa
E non ci guarderemo indietro.

LucaG - tratto da MyLyrics

segnalata da LucaG domenica 27 luglio 2008

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categoria: Poesie

guarda

Il punto fondamentale di tutti gli incontri, quando si è alla ricerca di un partner, è quello di capire se la persona che abbiamo davanti è attratta da noi. A meno che non abbiate la capacità di leggere il pensiero, non è sempre facile capirlo senza esporsi eccessivamente. "Leggere" e interpretare il linguaggio del corpo quindi diventa importante.

Il nostro corpo trasmette messaggi molto precisi che esprimono il nostro stato d'animo cosi come fanno tutti gli animali di questo pianeta. Interpretarli non è facile, anche perchè si rischia di fraintendere un gesto casuale con un messaggio definito, quindi mi raccomando, andateci piano nella pratica :)

Mi piaci
(le seguenti situazioni si intendono al primo incontro, anche se non escludo che possano essere valide in fasi successive)

Fissare gli occhi per un periodo più lungo di quello normale seguito spesso da un' occhiata falsamente casuale al corpo. Cercare spesso lo sguardo del partner.

Sistemarsi l'abito, i capelli o il trucco e raddrizzare il portamento, petto in fuori e pancia in dentro.

Tono di voce sensibilmente alterato (se la persona è emotiva), discorsi confusi e qualche volta privi di senso, momenti di silenzio e difficoltà o trovare argomenti di cui discutere.

Tenere le braccia ben discoste dal corpo e le mani aperte.

Giocherellare con un oggetto o movimento nervoso del corpo (per esempio gambe o braccia che tremano, situazione non valida se vi trovate in Siberia ).

Segnali esclusivamente maschili

Petto in fuori e pancia in dentro. Questo genere di comportamento, usato nella maggior parte dei rituali di corteggiamento degli animali, tende a far apparire il fisico del maschio più grande e solido agli occhi della femmina.

Infilare le mani nelle tasche dei pantaloni. Questo comportamento tende a puntare l'attenzione sui genitali, ricollegandomi al discorso del rituale di corteggiamento di prima (per cui non scambiatelo per un maniaco sessuale).

Accarezzare i capelli e le mani.

Segnali esclusivamente femminili

Cercare un contatto apparentemente innocente. E' noto che l'apparato sensoriale del tatto sia maggiormente sviluppato nella donna che per natura tende a instaurare un contatto fisico.

Mostrare il palmo della mano e il polso, mentre con l'altra mano si accarezza i capelli o altre parti del corpo.

flo95 - tratto da floriana lombardo

segnalata da flo95 lunedì 25 marzo 2013

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categoria: poesie

io guardo te

io guardo te o cielo
nell'infinito orizzonte,

nel momento del crepuscolo
tu prendi il mio spirito piangente,

nell'estasi, del tuo infinito amore
primordiale incontro profondo,

nel tacito, soave, armonioso, sussurro,
tu avvolgi il mio cuore, di delizia malinconica,

come una fulgida stella, scompari
tra le ombre della sera.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta venerdì 28 marzo 2014

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categoria: poesie

guardate!

guardate, gli angeli giocano, cantano e ballano!
nel cielo ci sono miliardi, di spiriti celesti,
allegri, per il piccolo bambino!

suonano piccole nenie, di amore,
melodie celestiali infinite, che fanno commuovere Dio,
tutta la terra luccica, di incenso profumato,

esce da ogni chiesa, che celebra, l'amore del Signore,
ogni finestra illuminata, che ama Gesù,
è colma di angeli invisibile, che amano la famiglia,

serafini, cherubini, troni e dominazioni
cantano e volano di galassia e costellazioni,
seguiti dagli altri angeli, di tutti i nove cori angelici!

L'amore di Dio non conosce limite.

Daniela Cesta

segnalata da DANIELA CESTA giovedì 25 dicembre 2014

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categoria: Poesie

magia

ti guardo fra le trasparenze dell'incanto, biglia arrotentata magico flusso e ruzzolo d'onda .

alinasolare - tratto da me stessa

segnalata da alinasolare martedì 31 maggio 2005

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categoria: poesie

Buonanotte

Buonanotte...?

Buonanotte a tutte le stelle che non son cadute....Buonanotte alle stelle cadute che hanno avuto il coraggio di rialzarsi...Buonanotte alle persone con dei veri ideali che si distinguono da chi non ne ha mai avuti....Buonanotte a chi si distingue dalla massa per non far un piacere agli altri e soprattutto agisce con la propria testa....Buonanotte a chi ora sta soffrendo come me per colpa degli altri augurandogli che la sofferenza passi e viva una vita piena di gioia....Buonanotte tutte le persone che stanno rincorrendo un sogno con tutta la forza di volontà... buonanotte Quando guardate le nuvole i vostri problemi spariscono per qualche istante? quando guardo le nuvole tutto sparisce e quando c'è il vento anche i pensieri più brutti vengono soffiati via... anche guardando le nuvole in cielo, oppure il mare, un tramonto...i miei problemi per qualche istante spariscono sempre...ed provo una bellissima sensazione di pace!

Buonanotte a tutti!

segnalata da strega1973 lunedì 14 aprile 2008

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categoria: Poesie

Pellediluna

Guarda il mare come luccica
Nella luce della notte,
Pieno di fosforo e luna piena,
Come la musica leggera dell’estate.

Guarda in mezzo al mare, c’è una barca bianca
Sullo scafo c’è scritto Pellediluna,
E luccica col mare, e guizza con il sale,
E sembra una bambina, che non sa di fare male.

Guarda questo cielo scuro,
Con le nuvole candide nel chiaro di luna,
Guarda la volta azzurra dell’arcobaleno,
Oscurata dal nero più sereno.

Guarda la festa sulla sabbia scura,
Col fuoco allegro, che taglia la notte,
E con i canti e le chitarre spensierate,
Come le onde, quando vengono sferzate.

Senti il vento che ti passa sulla pelle:
Lui ne ha viste troppe di brutte e troppo poche di belle,
È solo una dolce carezza, non la fermare,
Perché non sai mai quanto ti può durare.

Guarda gli alberi lungo la via,
Guarda i rami potati e le madri piangenti,
E senti l’urlo di quelle Marie
Che danno la vita ai piedi della croce.

Ma che dico, non starle a sentire
Nel loro delirio straziante, non le ascoltare,
Perché lo sai, per quanto il dolore può durare
Per la tua strada tu devi sempre continuare.

No, non fermarti con loro a piangere
E non rimpiangere mai ciò che hai passato,
Perché lo sai, come vedi la luce dei fari lontani
Che il sole splenderà, anche domani.

Marco Buso

segnalata da Marco Buso lunedì 11 settembre 2006

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categoria: Poesie

- Ho guardato il cielo e ho detto:
“Quante meravigliose stelle”
- Ho guardato il mare e ho detto:
“Quante stupende onde cavalcanti”
- Ho guardato la terra e ho detto:
“Quanti immensi prati verdi”
- Ho guardato dentro me stessa e ho detto:
“Quant’è meravigliosamente stupendamente e immensamente bella la vita!!!

segnalata da Alessia sabato 10 luglio 2004

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categoria: poesie

AMICIZIA

L'amicizia e'come l'amore e la trovi guardando negli occhi le persone,lo sguardo vale piu'di ogni altra cosa ed e'come uno specchio,vedi la ralta delle cose.

Giovanni "io" - tratto da me stesso

segnalata da magicovento mercoledì 17 ottobre 2007

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categoria: Poesie

la vita di corsa perche'!

una vita di corsa per evitare occhi che non sono piu' tuoi e che guardano altri occhi ti colpiscano e ti riportino ad un tempo che FORSE NON TORNERA' PIU'!!!!!!

QUIRINO - tratto da latana del lupo

segnalata da quirino mercoledì 10 agosto 2005

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categoria: poesie

MARE MIO

Sono qui in alto seduta a guardare te di sotto mentre ti agiti sbattendo sulle grosse pietre che ti ostacolano il percorso...se ti guardo e sorrido è perchè il lieve e soave suono che emetti mi placa l'anima ormai da tempo tormentata da grossi dispiaceri...
Oh! Mare mio, quanto sei bello, quante emozioni mi hai fatto provare, adesso invece è tutto diverso, non sono piu' una bambina , i miei fratelli non si rincorrono sghizzandosi , è tutto finito!Le risate , i giochi , le marachelle , niente è rimasto tale....solo ricordi,ricordi che spero un giorno diventeranno realta'!!!

daniela 83 - tratto da "la mia vita"

segnalata da daniela 83 sabato 7 giugno 2008

stelline voti: 3; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: poesie

amore

Se un giorno ti capiterà di cercarmi, guarda nei tui occhi, perchè è lì che mi sono persa! Ti amo oltre la vita.

luscy

segnalata da lucia mercoledì 8 ottobre 2008

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categoria: Poesie

nuova stella

vorrei guardare a lungo il cielo stellato e cercare una nuova stella per dargli il tuo nome e cosi chi pronuncera quel nome parlera d amore!!!!!!

stendal

segnalata da carlo sabato 17 settembre 2005

stelline voti: 17; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Il cielo.

Com’è freddo sentire, il cielo del non voler capire; proprio in mezzo al di’, quando non sai cosa fare, ma perche prima hai fatto quello che non dovevi. E alla sera, ti basta uscire dalla solita porta, per guardare il cielo, come unico sovrano. Parole al cielo dove la terra non ascolta. Veramente, alla sera, il cielo sembra rispecchiare l’umore di Dio per quello che hanno potuto combinare, oggi, gli uomini da questa parte; sì, anche oggi aveva ragione lui, il cielo. Quale giorno non hai bisogno di credere in quel tratto di cielo; e il cielo non finisce qui. Il cielo, ognuno sembra avere il suo, quasi per non sbagliarsi. Quando da piccolo guardavi il cielo, per vedere le strane forme che facevano le nuvole, mentre aspettavi che il vento cancellasse quella nuvola irripetibile, era un sogno. Adesso, invece, è un sogno inseguirlo il cielo, nella vita di tutti i giorni, e tutto ciò che si insegue è inutile starlo a guardare. Che tu mi insegni, cielo, non c’è la faccio a capire, ma soltanto così posso credere.

Antonio

segnalata da Antonio Paladini domenica 6 febbraio 2011

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categoria: Poesie

Il mondo.

Poter chiudere gli occhi al mondo intero, non perche non l’hai mai fatto, per poterli aprire di nuovo sotto un cielo migliore, per poi capire che il mondo non guardava te, anche te; con l’insolito passaggio tra il tuo mondo e il mondo che è. Il mondo ormai non ha bisogno di buoni sentimenti, ma di buoni azioni. Accorgersi che il mondo ti ha voltato le spalle, e per un momento sentire l’ebbrezza di ritrovarsi di fronte a Dio. Chi dice che il mondo è grande guarda la sua natura, le sue montagne e l’immensità del mare, chi dice che è piccolo, è un modo per dire che a volte è facile incontrarsi con le persone che neanche immaginiamo. Anche a te è capitato, quando ti sentivi troppo laggiù, ai confini del resto, di dire a te stesso, "Il mondo è da quella parte".

Antonio

segnalata da Antonio Paladini domenica 22 maggio 2011


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