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categoria: Poesie

Nel portico


Guardavo lassù nel soffitto
del portico, all'imbrunire,
seduto alla base
d'una colonna e riverso
contemplavo quel buio di polvere
indurita in un tartaro di secoli.
Immensi salivano a picco,
immensi in curva ala
i fusti giganti. In alto
s'intrecciavano in nodi fitti e scuri
come il tetto della foresta
che non lascia più scorgere il cielo.

Incastrati nel folto
fogliame delle colonne
erano i nidi e le grandi uova
cilestrine.
Si aprirono,
ne uscirono a volo
con l'uovo della cupola
favolosi uccelli Roch,
in una covata di nuvole bianche.

Giorgio Vigolo - tratto da Fra le due guerre

stelline voti: 21; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Solinga nell'ardor meridiano


Solinga nell'ardor meridiano
la campagna tacea: l'adulta spica
lieve ondeggiando nell'immenso piano
sul gracil si reggea stelo a fatica.

Non Satiri bicorni, non Silvano,
che in quest'ora atterian la gente antica,
ma Ruth vider questi occhi, la pudica
spigolatrice, fra il maturo grano

alta e bella passar. Si confondea
colle spighe la chioma: l'azzurrino
fiore del ciano nelle luci avea:

ma sulle guance, che celar volea
inchinandosi a terra, il porporino
fiammeggiar del papavero ridea.

Giacomo Zanella

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categoria: Poesie

Le altezze


Questa pianta del ciel che nutre i mondi,
come frutti dall'albero pendenti,
lascia, nel muover dell'eteree frondi,
altre ampiezze ammirar di firmamenti:
sovra quelle altri cieli ancor più fondi,
dalle cui cime, in ruota immensa ardenti,
veggonsi i soli giu', come nascosa
lucciola in siepe bruna, o ape in rosa

Niccolo' Tommaseo

stelline voti: 17; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Freddissima resurrezione


Freddissima resurrezione, da
anni non è cosi: sui bastioni stenta,
torna clandestina la novita'
delle gemme, un'immensa, macilenta

spoglia dilaga, copre la citta'
anche se già il crepuscolo s'inventa
con loschi bagliori un'eternita'
senza gloria. Non più della perenta

pelle in cui vive, da cui sguscera'
per vivere la serpe è questo niente
che ci separa, aria da foglie, gente

che aspetta pallidamente di qua
e di là d'una lapide, i non morti
ancora dai non ancora risorti.

Giovanni Raboni - tratto da Ogni terzo pensiero

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categoria: Poesie

Arsenio

I turbini sollevano la polvere
sui tetti, a mulinelli, e sugli spiazzi
deserti, ove i cavalli incappucciati
annusano la terra, fermi innanzi
ai vetri luccicanti degli alberghi.
Sul corso, in faccia al mare, tu discendi
in questo giorno
or piovorno ora acceso, in cui par scatti
a sconvolgerne l'ore
uguali, strette in trama, un ritornello
di castagnette.
E' il segno d'un'altra orbita: tu seguilo.
Discendi all'orizzonte che sovrasta
una tromba di piombo, alta sui gorghi,
più d'essi vagabonda: salso nembo
vorticante, soffiato dal ribelle
elemento alle nubi; fa che il passo
su la ghiaia ti scricchioli e t'inciampi
il viluppo dell'alghe: quell'istante
è forse, molto atteso, che ti scampi
dal finire il tuo viaggio, anello d'una
catena, immoto andare, oh troppo noto
delirio, Arsenio, d'immobilità...
Ascolta tra i palmizi il getto tremulo
dei violini, spento quando rotola
il tuono con un fremer di lamiera
percossa; la tempesta è dolce quando
sgorga bianca la stella di Canicola
nel cielo azzurro e lunge par la sera
ch'è prossima: se il fulmine la incide
dirama come un albero prezioso
entro la luce che s'arrosa: e il timpano
degli tzigani è il rombo silenzioso
Discendi in mezzo al buio che precipita
e muta il mezzogiorno in una notte
di globi accesi, dondolanti a riva, -
e fuori, dove un'ombra sola tiene
mare e cielo, dai gozzi sparsi palpita
l'acetilene -
finché goccia trepido
il cielo, fuma il suolo che t'abbevera,
tutto d'accanto ti sciaborda, sbattono
le tende molli, un fruscio immenso rade
la terra, giù s'afflosciano stridendo
le lanterne di carta sulle strade.
Così sperso tra i vimini e le stuoie
grondanti, giunco tu che le radici
con sé trascina, viscide, non mai
svelte, tremi di vita e ti protendi
a un vuoto risonante di lamenti
soffocati, la tesa ti ringhiotte
dell'onda antica che ti volge; e ancora
tutto che ti riprende, strada portico
mura specchi ti figge in una sola
ghiacciata moltitudine di morti,
e se un gesto ti sfiora, una parola
ti cade accanto, quello è forse, Arsenio,
nell'ora che si scioglie, il cenno d'una
vita strozzata per te sorta, e il vento
la porta con la cenere degli astri.

Eugenio Montale

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categoria: Poesie

Il Rinato

Non videro la stella d'oriente
i magi, non andava innanzi a loro
ella per scorta su le nevi ardente;

non improvviso udiron elli il coro
dei Messaggeri in Betleem di Giuda
prostrandosi; non mirra, incenso ed oro

offersero alla creatura ignuda
sopra la paglia della mangiatoia
calda di fiati nella notte cruda;
né, curvi in calca sotto la tettoia
radiosa, i pastori di Giudea
intonarono cantico di gioia.

S'ebbe natività nella trincea cava il Figliuol dell'uomo; e solo quivi,
messo in fasce da piaghe, si giacea.

Fasciato di tristezza era tra i vivi
e i morti, solo; e il ferro e il sangue e il loto
erano innanzi a lui doni votivi.

E non piangea, ma intento era ed immoto.
Laude gli era il rimbombo senza fine
per il silenzio delle nevi ignoto;

cantico gli era il croscio delle mine
occulto; gli era aròmato il fetore
ventato su dalle carneficine.

E sanguinava in fasce; ed il rossore
Si dilatava come immenso raggio,
sicché tutti i ghiacciai parvero aurore,

tutte le nevi parvero il messaggio
dei dì prossimi, l'ombra fu promessa
di luce, il buio fu di luce ostaggio.

Ed intendemmo la parola stessa
del suo profeta: "Un grido è stato udito
in Rama, un mugolio di leonessa,

un lamento, un rammarico infinito:
Rachele piange i suoi figliuoli che non sono più.
Una cosa novella, ecco, è creata.

Il Signore ha creata una virtù
nella carne. Quel ch'apre la matrice
Ei farà santo. Ei semina quaggiù

una semenza d'uomini". Ora dicembre una voce: "Io farò rigermogliare
in carne i tuoi germogli, o genitrice.

Ritieni gli occhi tuoi di lacrimare,
ritieni la tua gioia del lamento;
perché come la rena del tuo mare

t'accrescerò, come la rena al vento
ti spanderò. Eccoti i tuoi figliuoli
moltiplicati dal combattimento.

Senza sudarii tu, senza lenzuoli,
li seppellisci ed io li dissotterro.
Rifioriranno ai tuoi novelli soli,

alla nova stagione ch'io disserro".
E quivi il Figliuol d'uomo era, il Rinato;
e quivi erano il loto e il sangue e il ferro.

E con fasce da piaghe era fasciato;
e sanguinava senza croce, come
per il colpo di lancia nel costato.

Ma "Colui ch'è il più forte" era il suo nome.

Gabriele D'Annunzio

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categoria: Poesie

All’Automobile da corsa

Veemente dio d’una razza d’acciaio,
Automobile ebbra di spazio,
che scalpiti e fremi d’angoscia
rodendo il morso con striduli denti
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma
e d’olî minerali,
avido d’orizzonti, di prede siderali
Io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il mondo!
Allento finalmente
le tue metalliche redini,
e tu con voluttà ti slanci
nell’Infinito liberatore!
All’abbaiare della tua grande voce
ecco il sol che tramonta inseguirti veloce
accelerando il suo sanguinolento
palpito, all’orizzonte
Guarda, come galoppa, in fondo ai boschi, laggiù!
Che importa, mio dèmone bello?
Io sono in tua balìa! Prendimi! Prendimi!
Sulla terra assordata, benché tutta vibri
d’echi loquaci;
sotto il cielo accecato, benché folto di stelle,
io vado esasperando la mia febbre
ed il mio desiderio,
scudisciandoli a gran colpi di spada.
E a quando a quando alzo il capo
per sentirmi sul collo
in soffice stretta le braccia
folli del vento, vellutate e freschissime

Sono tue quelle braccia ammalianti e lontane
che mi attirano, e il vento
non è che il tuo alito d’abisso,
o Infinito senza fondo che con gioia m’assorbi!
Ah! ah! vedo a un tratto mulini
neri, dinoccolati,
che sembran correr su l’ali
di tela vertebrata
come su gambe prolisse

Ora le montagne già stanno per gettare
sulla mia fuga mantelli di sonnolenta frescura,
là, a quel sinistro svolto
Montagne! Mammut in mostruosa mandra,
che pesanti trottate, inarcando
le vostre immense groppe,
eccovi superate, eccovi avvolte
dalla grigia matassa delle nebbie!
E odo il vago echeggiante rumore
che sulle strade stampano
i favolosi stivali da sette leghe
dei vostri piedi colossali

O montagne dai freschi mantelli turchini!
O bei fiumi che respirate
beatamente al chiaro di luna!
O tenebrose pianure! Io vi sorpasso a galoppo!
Su questo mio mostro impazzito!
Stelle! mie stelle! l’udite
il precipitar dei suoi passi?
Udite voi la sua voce, cui la collera spacca
la sua voce scoppiante, che abbaia, che abbaia
e il tuonar de’ suoi ferrei polmoni
crrrrollanti a prrrrecipizio
interrrrrminabilmente?

Accetto la sfida, o mie stelle!
Più presto! Ancora più presto!
E senza posa, né riposo!
Molla i freni! Non puoi?
Schiàntali, dunque,
che il polso del motore centuplichi i suoi slanci!

Urrà! Non più contatti con questa terra immonda!
Io me ne stacco alfine, ed agilmente volo
sull’inebbriante fiume degli astri
che si gonfia in piena nel gran letto celeste!

Filippo Tommaso Marinetti

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categoria: Poesie

un battito d'immenso

Un battito d'immenso
proprio sopra il mio capo,
un colore nuovo e intenso
sfiora questo sguardo innamorato.
Non ho segreti,
solo un pò di timidezza,
blocca questa voglia di raggiungerti
che mi fà rimanere qui
ad implorare di non perderti,
un destino che porta ai margini
la mia anima...
Alzo gli occhi al cielo
e seguo il tuo volo,
sapessi volare anch'io,
ti seguirei per milioni di domani,
ma stò fermo
e in silenzio anche se t'amo
nascondo l'immenso
che potrei darti,
dentro ai miei occhi
che brillano solo nel vederti...
E respiro solitudine
su di me
si posano farfalle
che non hanno la tua stessa bellezza,
ma ti aspetterò
io lo farò.
E nell'attimo in cui
il mio petalo compirà il suo ultimo respiro
libererò il suo colore nell'aria
in modo da accarezzarti
pure quando,il mio cuore
non potrà più vederti...

markino

segnalata da markino lunedì 23 gennaio 2006

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categoria: poesie

Immenso..

Immenso, spesso lo cerco,
lo cerco nello spazio quando mi tocchi,
e stelle messe ad arco,feriscono il mio cuore
scoccando dai tuoi occhi.

A&M

segnalata da Zeno1987 giovedì 23 novembre 2006

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categoria: poesie

Gioia immensa

Sento nella mia anima di essere libera
lasciata a me stessa
è può essere buono ciò
però per me
la vita si spegne
e si viene considerati
delle nullità.
Adesso tutto quello che so
è che non ho più amici
perchè sono stata eliminata
come si elimina una scritta a matita.
Come si può restare indifferenti
al fragore di un pianto di qualcuno
che chiede aiuto
e come facevano con me
adesso faccio io con i più deboli.
Sono diversa loso
ma la vita è diversità
anche se quello schiaffo
me lo meritavo
perchè la mia
vita è soloun inutile schiaffo
una beffa all'esistenza
e non penso mai di chiedere scusa per questo.
Perdonami amico mio
anche se ti ho trascurato,
perdonami amico mio
anche se ti ho odiato,
amami amico mio perchè io ti amo...

Al mio amico cris

segnalata da kira domenica 2 marzo 2008

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categoria: Poesie

Un raggio di luce immensa

UN FASCIO DI LUCE IMMENSA

Illumina la notte scura e senza luna,
un fascio di luce immensa da lontano.
Sembra quasi squarciare le tenebre,
statiche nella loro sonnolenza notturna,
ferme ed abbarbicate all’oscurità
apportatrice di sonno e di riposo.
Non si capisce l’origine del fenomeno:
naturale o soprannaturale è immenso.
Sembra una cometa o una stella cadente,
oppure un incendio cosmico strisciante
nel cielo costellato di stelle dormienti.
E quando un bambino ignaro guarda
il cielo costellato di stelle fluorescenti,
ingenuamente capisce che è la luce.
La luce della solidarietà cosmica.

Catello Nastro

Catello Nastro - tratto da Pensieri e parole

segnalata da Catello Nastro venerdì 21 settembre 2012

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categoria: Poesie

Immenso(acrostico)

Immenso
Mare
Memorie
Eterne
Nel
Suo
Ondeggiare

Angela randisi

segnalata da Angela Randisi giovedì 9 giugno 2016

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categoria: Poesie

Il tempo passa e giorno dopo giorno tu sfiori i miei pensieri, così dolcemente che sul mio triste viso scappa un sorriso, ma dentro, dove ancora ho quel pizzico di ragione, piango, perché so che non posso averti, ne ora ne mai, e questa idea mi sta corrodendo e non so quanto ancora potrò resistere, se riuscirò ancora a sorridere per nascondere il mio immenso dolore. E intanto penso ai tuoi occhi, blu, che ogni volta mi fanno pensare all’immenso oceano, con il sole che aspettando di sorgere dona all’acqua limpida sfumature di infiniti colori che l’uomo non ha ancora nominato perché non esisterebbero abbastanza parole. E anche se sembra impossibile, so che ti dimenticherò, perché niente è eterno; tutto, anche i sentimenti più forti sono destinati a svanire, lentamente, magari non te ne accorgi neanche, ma i ricordi iniziano a sbiadire, fino al giorno in cui si dissolvono definitivamente. La mia paura più grande però, è che il giorno in cui tu sarai uscito dalla mia vita, all’improvviso riapparirai, perché non ti basta la sofferenza che mi hai fatto provare strappandomi così il cuore dal petto, no, perché sei troppo egoista, e quel piccolo, fragile organo che tieni tra le mani, vorrai distruggerlo, schiacciarlo e ridurlo in mille pezzi.

segnalata da Chiara domenica 15 maggio 2011

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categoria: Poesie

lo sèazio

nella profondità delle spazio..
nell'immenso suo vuoto
noi viviamo..
bellezza infinita
sfibrante e silenziosa..
l'immenso è troppo grande
e noi troppo minuscoli
na se vuoi capire l'immenso
godi delle bellezze della natura
amarla come ami te stesso.

daniela cesta

segnalata da Daniela cesta sabato 12 novembre 2011

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categoria: Poesie

Mondo perfetto

Ho sognato il cielo, azzurro piu' che mai riflettersi nell'azzurro di un fiume,come una dolce melodia di suoni e risate di bimbi giocosi su un prato;un semplice suono invade l'udito,e' quello del vento che soffia la superfice del fiume;delle rondini sospese dal vento coprono i miei occhi da un raggio di sole muovendosi qua' e la' nell'azzurro. Semplice e morbido e' il paesaggio, come l'erba di un campo fiorito che concede il riposo del corpo.In questa immensa pianura di un mondo che non esiste, rincuoro l'animo sfuggendo dai pensieri, nella speranza di un mondo perfetto.

fanny

segnalata da fanny domenica 20 marzo 2005

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categoria: poesie

- Amami adesso - Non dire domani amami adesso... domani il mondo potrebbe sparire cancellato come un disegno infantile sull'immensa lavagna del cielo... domani la vita potrebbe asciugarci come due lacrime amare smarrite sul volto del tempo e di noi non resterebbe più nente... amami adesso, domani potremmo dimenticare perfino i gesti da fare, le parole da dire... amami adesso, cercami stringimi prendimi adesso perchè questo momento ci appartiene davvero... amami perchè io ti amo!

segnalata da diavolo10 sabato 7 aprile 2007

stelline voti: 142; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Brevità

L'oblio è rotto dalle grida gioiose del bambino, si desta la mia mente assorta nel proprio silenzio, gli occhi cercano invano il venire festoso di quelle grida, come nave in attesa di entrare in porto sicuro al riparo dalle onde del mare in tempesta. Ritorna il silenzio, la voce dell'innocenza cessa, gli occhi miei si abbassano sommessi ; acquiescenti testimoni di un intenso,immenso e breve momento, al cui epilogo il sipario la vita chiude.

Marcello Civale - tratto da mie

segnalata da Marcello Civale sabato 7 novembre 2009

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categoria: Poesie

Tristezza

Può la vita tradursi in fede, può l'amore degli uomini pervadere l'animo della gente, dal silenzio astioso delle ombre si eleva un grido sordo e angusto, il corpo riverso su freddo pavimento. La tristezza non è mai doma. La luna fa capolino tra le nuvole come testimone ignara delle sofferenze umane, la guarda l'uomo dai suoi immensi e grandi occhi , riflessi di tutta la tristezza della sua effimera esistenza. Fredda è la notte l’anima è attonita, è il silenzio della vita.

Marcello Civale - tratto da mie..

segnalata da Peppe Augusto venerdì 31 dicembre 2010

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

cristal.free@hotmail.it

nn piangere..nn ti vedra..nn chiamarlo nn rispondera..nn cercarlo xchè nn vorra vederti..nn amarlo xchè nn saprebbe cosa farne del tuo amore!tutti capiranno..ma sara difficile..dirlo a chi fa finta di nn sentire..è nn vuole capire..qst povero piccolo cuore..triste,ma grande di un'immenso amore!

segnalata da nicol domenica 5 dicembre 2010

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categoria: poesie

amore amore amore,quanto dolore.... Quante parole con immenso valore... Quanti pensieri pieni di dolore... Quante poesie messe a tacere... A te, vorrei smetter di pensare. E ogni giorno poterti scoprire. A te regalerei il mio cuore... Perché ho già la cosa più importante, per vivere e amare .

sem

segnalata da sem mercoledì 25 luglio 2012


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