Frasi.Net
       

Tu sei qui: Frasi.net » frasi » cerca » labbri

Cerca labbri nelle poesie

archivio frasi | autori | classifiche | commenti | cerca | scrivi frasi

Sono presenti 250 poesie. Pagina 1 di 13: dalla 1a posizione alla 20a.

Criteri di ricerca



 
categoriapoesie












 
qualsiasi
 
qualsiasi
 
giornoqualsiasi































 
mesequalsiasi












 
annoqualsiasi






















stelline voti: 19; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Le ondine


D'un lago tacito
cinto di betule
sopra le immobili
onde turchine
ridde volubili
danzano, intrecciano
famiglie aeree
d'agili Ondine.
Volano, volano
in giro languide
coi bracci pendoli,
come chi dorme;
i veli nivei
tessuti d'alito
lasciano scorgere
le dive forme.
Le membra a'n gelide,
le labbra pallide,
il crin cinereo,
non a'nno il core.
Sono una nuvola
di fredde vergini,
che mai non seppero
che fosse amore.
Lieve uno strepito,
come per l'aride
foglie fa il zefiro,
danno i lor balli;
altere ammirano
le proprie immagini
pinte sui liquidi
cupi cristalli.
Quando la candida
luna le irradia,
sembrano un'orbita
d'iride stanca;
ombre di giovani,
larve di silfidi,
altro che l'anima
a lor non manca.
Con volo instabile
girano in garrulo
vortice assiduo
i tuoi pensieri,
Elisa, simili
ai fochi fatui,
che a notte danzano
pei cimiteri.
I tuoi sarebbero
baci adorabili,
se non sentissero
di labbra spente:
degne degli angeli
le tue blandizie,
s'elle non fossero
fatte di niente.
O sciolga il tenero
cinto di Venere,
o inesorabile
ricusi amore,
sereno, gelido
sempre ed immobile
in solitudine
stagna il tuo core.
Superba e vacua
divina statua
non a'i delizie,
non a'i tormenti;
l'inerzia vegeta
ne le tue viscere,
leggiadra sterile
di sentimenti.

Aleardo Aleardi

stelline voti: 40; popolarità: 3; 0 commenti

categoria: Poesie

Ritratto dell'amata


Chiome d'argento fine, irte, ed attorte
Senz'arte intorno ad un bel viso d'oro;
Fronte crespa, ù mirando, io mi scoloro,
Dove spunta i suoi strali Amore e Morte;
Occhi di perle vaghi, luci torte
Da ogni obbietto disuguale a loro;
Ciglia di neve; e quelle ond'io m'accoro,
Dita e man dolcemente grosse e corte;
Labbra di latte; bocca ampia, celeste;
Denti d'ebano, rari e pellegrini;
Inaudita, ineffabile armonia;
Costumi alteri e gravi; a voi, divini
Servi d'Amor, palese fo che queste
Son le bellezze de la donna mia

Francesco Berni - tratto da Crestomazia italiana. La poesia, a cura di Giacomo

stelline voti: 35; popolarità: 6; 0 commenti

categoria: Poesie

Ora che sei venuta


Ora che sei venuta,
che con passo di danza sei entrata
nella mia vita
quasi folata in una stanza chiusa -
a festeggiarti, bene tanto atteso,
le parole mi mancano e la voce
e tacerti vicino già mi basta.

Il pigolio cosi che assorda il bosco
al nascere dell'alba, ammutolisce
quando sull'orizzonte balza il sole.

Ma te la mia inquietudine cercava
quando ragazzo
nella notte d'estate mi facevo
alla finestra come soffocato:
che non sapevo, m'affannava il cuore.
E tutte tue sono le parole
che, come l'acqua all'orlo che trabocca,
alla bocca venivano da sole,
l'ore deserte, quando s'avanzavan
puerilmente le mie labbra d'uomo
da se', per desiderio di baciare...

Camillo Sbarbaro - tratto da Versi a Dina

stelline voti: 9; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Cesare Pavese

stelline voti: 29; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Alla Musa

Pur tu copia versavi alma di canto
su le mie labbra un tempo, Aonia Diva,
quando de' miei fiorenti anni fuggiva
la stagion prima, e dietro erale intanto

questa, che meco per la via del pianto
scende di Lete ver la muta riva:
non udito or t'invoco; ohimè! soltanto
una favilla del tuo spirto è viva.

E tu fuggisti in compagnia dell'ore,
o Dea! tu pur mi lasci alle pensose
membranze, e del futuro al timor cieco.

Però mi accorgo, e mel ridice amore,
che mal ponno sfogar rade, operose
rime il dolor che deve albergar meco.

Ugo Foscolo

stelline voti: 33; popolarità: 2; 0 commenti

categoria: Poesie

La sera fiesolana

Fresche le mie parole ne la sera
ti sien come il fruscìo che fan le foglie
del gelso ne la man di chi le coglie
silenzioso e ancor s'attarda a l'opra lenta
su l'alta scala che s'annera
contro il fusto che s'inargenta
con le sue rame spoglie
mentre la Luna è prossima a le soglie
cerule e par che innanzi a sè distenda un velo
ove il nostro sogno giace
e par che la campagna già si senta
da lei sommersa nel notturno gelo
e da lei beva la sperata pace
senza vederla.
Laudata sii pel tuo viso di perla,
o Sera, e pe'; tuoi grandi umidi occhi ove si tace
l'acqua del cielo!
Dolci le mie parole ne la sera
ti sien come la pioggia che bruiva
tepida e fuggitiva,
commiato lacrimoso de la primavera,
su i gelsi e su gli olmi e su le viti
e su i pinidai novelli rosei diti
che giocano con l'aura che si perde,
e su 'l grano che non è biondo ancora
e non è verde,
e su 'l fieno che già patì la falce
e trascolora,
e su gli olivi, su i fratelli olivi
che fan di santità pallidi i clivi
e sorridenti.
Laudata sii per le tue vesti aulenti,
o Sera, e pel cinto che ti cinge come il salce
il fien che odora!
Io ti dirò verso quali reami
d'amor ci chiami il fiume, le cui fonti
eterne a l'ombra de gli antichi rami
parlano nel mistero sacro dei monti;
e ti dirò per qual segreto
le colline su i limpidi orizzonti
s'incurvino come labbra che un divieto
chiuda, e perché la volontà di dire
le faccia belle
oltre ogni uman desire
e nel silenzio lor sempre novelle
consolatrici, sì che pare
che ogni sera l'anima le possa amare
d'amor più forte.
Laudata sii per la tua pura morte,
o Sera, e per l'attesa che in te fa palpitare
le prime stelle!

Gabriele D'Annunzio

stelline voti: 18; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Gia' per l'aula beata a cento intorno


Già per l'aula beata a cento intorno
Dispersi tavolier seggon le dive,
Seggon gli eroi, che dell'Esperia sono
Gloria somma o speranza. Ove di quattro
Un drappel si raccoglie: e dove un altro
Di tre soltanto. Ivi di molti e grandi
Fogli dipinti il tavolier si sparge:
Qui di pochi e di brevi. Altri combatte;
Altri sta sopra a contemplar gli eventi
De la instabil fortuna e i tratti egregi
Del sapere o dell'arte. In fronte a tutti
Grave regna il consiglio: e li circonda
Maestoso silenzio. Erran sul campo
Agevoli ventagli, onde le dame
Cercan ristoro all'agitato spirto
Dopo i miseri casi. Erran sul campo
Lucide tabacchiere. Indi sovente
Un'util rimembranza un pronto avviso
Con le dita si attigne: e spesso volge
I destini del gioco e de la veglia
Un atomo di polve. Ecco sen ugne
La panciuta matrona intorno al labbro
Le calugini adulte: ecco sen ugne
Le nari delicate e un po' di guancia
La sposa giovinetta. In vano il guardo
D'esperto cavalier, che già su lei
Medita nel suo cor future imprese,
Le domina dall'alto i pregi ascosi:
E in van d'un altro, timidetto ancora,
Il pertinace pie' l'estrema punta
Del bel pie' le sospigne. Ella non sente
O non vede o non cura. Entro a que' fogli ,
Ch'ella con man si lieve ordina o turba,
De le pompe muliebri a lei concesse
Or s'agita la sorte. Ivi è raccolto
Il suo cor la sua mente. Amor sorride;
E luogo e tempo a vendicarsi aspetta.

Giuseppe Parini - tratto da Il Giorno. Le odi. Dialogo sopra la nobilta'

stelline voti: 9; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Frammenti


Talvolta quando al tramonto
passeggio stanco pel Corso
(ch'e' vuoto), uno che incontro dice, forte,
il mio nome e fa: "buona sera!"

Allora d'un tratto, li sul Corso ch'e' vuoto,
m'imbatto stupito alle cose d'ieri
e sono pur io una cosa col nome.

Quando ti stringo la mano e tu ripigli
sicuro
il discorso di ieri,
non so qual riverbero giallo di ambigua
impostura
colori di dentro l'atto di me che t'ascolto.
Fingo d'essere con te e non ho cuore a dirti
d'un tratto: "Non so chi tu sia!" Amico, in verita',
non so chi tu sia.
E come tu vuoi ch'io rinsaldi l'oggi all'ieri
labbra d'abisso,
ferita divaricata dell'infinito?

Mi fermi per via chiamandomi a nome,
col mio nome di ieri.
Ora cos'è questo spettro che torna
(l'ieri nell'oggi)
e questa immobile tomba del nome?

Tepido letto del nome, sicura casa dell'ieri!
Soffice lana dei sofferti dolori,
sosta ombrosa delle gioie lontane.
Nave sul mare.
Zattera di naufraghi.
Ma l'oggi e', via, come una cateratta aperta.
Nubi cangianti nell'abissale cavo del cielo.

Non v'e' altro eterno che l'attimo.

Pietosamente mascheri alla mia
disperazione la tua felicita'.

Sei chiuso nella tua gioia com'io
nel mio dolore.

Dallo scoppio della mia gioia,
come una ferita, il tuo soffrire.
Compiuto il mio desiderio, con stupefazione,
ecco il tuo pianto.

Ma ciascuno si dibatta nel suo oggi,
carcerato nella cella.

Giovanni Boine

stelline voti: 16; popolarità: 2; 0 commenti

categoria: Poesie

Lettera alla madre


"Mater dolcissima, ora scendono le nebbie,
il Naviglio urta confusamente sulle dighe,
gli alberi si gonfiano d'acqua, bruciano di neve;
non sono triste nel Nord: non sono
in pace con me, ma non aspetto
perdono da nessuno, molti mi devono lacrime
da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi
come tutte le madri dei poeti, povera
e giusta nella misura d'amore
per i figli lontani. Oggi sono io
che ti scrivo." - Finalmente, dirai, due parole
di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore
lo uccideranno un giorno in qualche luogo. -
"Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo
di treni lenti che portavano mandorle e arance,
alla foce dell'Imera, il fiume pieno di gazze,
di sale, d'eucalyptus. Ma ora ti ringrazio,
questo voglio, dell'ironia che hai messo
sul mio labbro, mite come la tua.
Quel sorriso m'ha salvato da pianti e da dolori.
E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
per tutti quelli che come te aspettano,
e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
non toccare l'orologio in cucina che batte sopra il muro
tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dolcissima mater."

>

Salvatore Quasimodo

stelline voti: 8; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

...e quando lui mi guardò,ora no,non ricordo se ero troppo sgomenta o troppo felice...e il mio cuore impazzì,ma no,non ricordo da quale orizzonte sfumasse la luce...ma che lo baciai,questo sì che lo ricordo...con il cuore ormai sulle labbra...ma che lo baciai,per dio,sì,lo ricordo...E IL MIO CUORE GLI RIMASE SULLE LABBRA...

sara reggio emilia

segnalata da sara reggio emilia lunedì 3 marzo 2003

stelline voti: 7; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Il vento

Vorrei essere come il vento!Sfiorare la tua pelle,tocare le tue labbra e starti vicino senza che tu mi vedi e sappia dell mio tenero amore!

vale

segnalata da vale venerdì 23 luglio 2004

stelline voti: 18; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

nodi di lacrime come tuono, le impronte di denti, il gusto dell'indefinito dalle labbra serrate, m'inchinai e piansi

Luca Addò

segnalata da Personellaprosa lunedì 27 dicembre 2010

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

poesia x un amore trovato

darti un bacio nn basta ma un bacio ke duri in eterno te lo voglio dare x poi nn staccarmi + dalle tue labbra

alex78m1 - tratto da personale

segnalata da alex78m1 lunedì 14 marzo 2011

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

tu con ogni tuo semplice sorriso mi riempi il viso di serenita tu con un fuggitivo sguardo mi porti a visitare un mondo di felicita tra prati verdi e fiori rossi le tue labbra sorprenderei con piccoli morsi teneri ed ingannevoli sospirati e vogliosi di intimita rubata al vento durevole anke solo qualche tenero momento

betty

segnalata da betty mercoledì 24 agosto 2011

stelline voti: 39; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

l'amor diviso in due

ebbro della tua fragranza, rinsavii soltanto baciando le sue morbide labbra,oh qual appetitosa bisboccia scaturì dal contemplar la tua fulva peluria sol da un vel nascosta, la picca di giada allor m'accarezzasti e d'impazienza io fremetti, il mio animo errabondo cinicamente lei blandiva,ma entrambi vi perdetti, perchè amor vissuto imberbe,nell'impervia via s'invola.

Luca Renzo Marafioti - tratto da Psiche & Delìa

segnalata da Dragon Izolde mercoledì 22 dicembre 2010

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

baciami senza pensare

Fallo e basta. Non pensare, bacia!! Baciarsi è il modo migliore per evidenziare l'intimità, stimolare la passione e per imparare a lasciarsi andare. Le ragazze adorano essere baciate in maniera coinvolgente.
Un bacio profondo è la cosa migliore, imparate quindi a respirare dal naso se non siete abili subacquei.
Curate le vostre armi. Se avete le labbra secche o screpolate usate dei prodotti per ammorbidirle tipo burro cacao o simili.
Il bacio, per il nostro cervello, è come un terremoto. Secondo Patrick Keeley, sessuologo americano, "questo succede perché esiste un canale energetico che collega il labbro superiore ai nostri genitali".
"Con un bacio lungo e appassionato le donne provano eccitazione a livello clitorideo, mentre agli uomini la medesima sensazione procura un’erezione".

flo95 - tratto da floriana lombardo

segnalata da flo95 lunedì 25 marzo 2013

stelline voti: 26; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

L'eterna illusione

Vorrei essere lì,accanto al ragazzo ke,mesi fa,mi ha fatto innamorare.Vorrei avvicinare le mie labbra alle tue e...Ma è solo un sogno,ke fino a quando ci sarà lei nn potrà avverarsi...Mi hai usata sapendo benissimo ciò ke provavo x te... ma questo nn mi impedisce di volerti ancora bene.E vivo con la certezza ke qualkosa,tra noi nn potrà nn accadere...

x Davide ti amo

segnalata da *DolceAlice* martedì 15 giugno 2004

stelline voti: 16; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

SOLA CON ME

Incontro labile, perfetto cosi' per consumare la vita, vorrei che il destino scegliesse per me, alleviando la mia pena, perdere i lumi della ragione, riuscendo a stupirmi. siamo liberi solo nei sogni, piango debolmente le mie debolezze, vorrei non aver sbagliato stella, vorrei capire, vorrei cadere e morire sulle tue rosa labbra, l'amore vuole amore, come la terra al sole, come ogni fiume al mare, ma non sapra' mai il suo nome. Essere impalpabile, serena consolazione, ancora molte cose da ricordare e poche ancora da dimenticare, amo e gli allontanamenti fanno strage di me.

segnalata da tere lunedì 15 agosto 2005

stelline voti: 9; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Vorrei che tu fossi mio anche solo per un momento, catturare un tuo respiro, legare a me un tuo sguardo ed essere rapita da un tuo sorriso... Vorrei essere un alito di vento per accarezzarti il viso e sussurarti quanto ti voglio... Vorrei essere pioggia in una giornata di sole per coglierti di sorpresa e bagnare le tue labbra... Vorrei essere una stella, la stella che guardi ogni notte, la tua stella cadente, che cade tra le tue braccia quando il mio desiderio verrà esaudito... TI VOGLIO BENE

segnalata da diavolo10 sabato 7 aprile 2007

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

amare

Cerco i tuoi occhi e non li vedo.. cerco le tue mani e non le tocco..cerco le tue labbra e non le sento.. per fortuna posso sempre trovarti nel mio cuore. TiAmo

malty - tratto da malty

segnalata da malty domenica 21 dicembre 2008


◄ indietro
1 2 3 4 5 ... 13

 


Puoi eseguire la ricerca nel sito anche tramite Google:

Ricerca personalizzata


© 2000-2021 copyright
Per contattarci o saperne di più sul sito vieni al CENTRO INFORMAZIONI

109 ms 01:33 01 122021 fbotz1