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categoria: Poesie
Poesia & Vita... & Viceversa
Poesia è il solo modo...
per sentirsi ancora vivi,
in un mondo che ci abbandoni!
Quando le ultime piaghe
siano anche le più profonde
e dolorose... senza lo sfogo,
tante volte, d’una poesia,
come riavviare il Cammino,
fra il dolore e la gioia,
che è la Vita, in tutte
le sue accezioni...?!
Affidare ad un verso
un peana d’Amore in trionfo,
quanto più splendente
fa la gratificazione?...
Ma, soprattutto...
è nel dolce abbandono,
che l’enfasi poetica
delle emozioni...
doni le sue note migliori,
e le più intense...
fino all’intimo
dell’Arte antica del Vivere...
e dello Sperare e Sognare!
FernyMax - tratto da Riflessione sulla Poesia
segnalata da FernyMax domenica 27 luglio 2003
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categoria: Poesie
Col tempo
Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il viso
Non ricordi la voce
Quando il cuore ormai tace
A che serve cercare
Ti lasci andare
E forse è meglio così
Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
L'altro che adoravi
Che cercavi nel buio
L'altro che indovinavi
In un batter di ciglia
Tra le farse e le righe
E il fondo tinta
Di promesse agghindate
Per uscire a ballare
Col tempo sai tutto scompare
Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
Ogni cosa appassisce
Io mi scopro a frugare
In vetrine di morte
Quando il sabato sera
La tenerezza rimane
Senza compagnia
Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
L'altro a cui tu credevi
Anche a un colpo di tosse
L'altro che ricoprivi
Di gioielli e di vento
Ed avresti impegnato
Anche l'anima al monte
A cui ti trascinavi
Alla pari di un cane
Col tempo sai tutto va bene
Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il fuoco
Non ricordi le voci
Della gente da poco
E il loro sussurrare
Non ritardare copriti
Col freddo che fa
Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
E ti senti il biancore
Di un cavallo sfiancato
In un letto straniero
Ti senti gelato
Solitario ma in fondo
In pace col mondo
E ti senti tradito
Dagli anni perduti
Allora tu col tempo sai
Non ami più.
segnalata da FernyMax domenica 2 febbraio 2003
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categoria: Poesie
Piccolo mondo di donna
Sì, è vero. Potrei scrivere
fiumi di parole d'amore...
Ma credimi, non cambierebbe
nulla fra noi, perché sei
così ingenua ed ostile,
a volte, da saper far male...
anche senza accorgertene,
china su te stessa, in quel
tuo piccolo mondo di donna.
Insoddisfatta fin nelle cose
più insignificanti, mentre
non hai mai realizzato,
che io potrei desiderarti
allo spasimo, anche a costo
di morirci, pur di averti
completamente mia, almeno
per un attimo di Infinito,
su una lacrima del Paradiso...
segnalata da FernyMax domenica 2 marzo 2003
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categoria: Poesie
musica
Musica
Da ragazzo, come tutti, era un’illusione.
Le parole delle canzoni, ma solo di alcune, erano le mie.
Era facile appropriarsi delle idee altrui costruendoci sopra castelli di carta, cullando i sogni e le speranze giovanili.
Poi è diventata un riempitivo dei rari momenti vuoti,
ascoltata ma non capita.
Rumori che neanche distraevano.
In due, o tre, è una compagna docile, che non chiede mai.
Da solo diventa crudele, interroga ad ogni nota, ti scava dentro,
costringendoti a pensare, e rispondere a 1000 quesiti che non ti sei mai posto.
Odiavo quella inglese, che non ho mai capito.
Meglio la nostra, magari dei cantautori.
Mi identificavo con loro, godendo delle parole, e quasi non considerando gli strumenti.
Più belle le parole, come sempre pane quotidiano nella mia vita.
Ora che le soppeso, ma mai come meritano, ancor di più.
Mi immergo nei pensieri degli autori.
Alterno felicità a tristezza e malinconia.
Come mai l’uomo si crogiola più nel negativo che non nelle cose belle che gli capitano?
Forse perché la proporzione è ingenerosa.
Forse perché il male ti dà di più.
Spunti facili di commiserazione, e la comprensione di tutti, almeno nella fase iniziale.
Poi tutto sfuma, ma resti comunque solo col tuo compagno/nemico che cerchi di combattere, convivendovi tuo malgrado.
Poi una canzone che neanche conosci, ma che ti sferza il viso, magari con dolcezza.
E pensi ancora a quello che eri, che sei, che potresti essere.
E spengi lo stereo, con calma o con rabbia.
Lo riaccenderai, quando avrai riacquistato la tranquillità, e il tuo io sarà nuovamente scevro dai soliti macigni che lo zavorrano.
Una musica rilassante, senza sussulti.
Magari con qualche rullo di tamburi ogni tanto, per mantenersi vivi, e vigili, nello scorrere del tempo.
Quanto darei per ascoltarla assieme a te. Forse più di quanto possa credere.
Senza senso, non lo merito, ma con tanto amore, con gli occhi che dolgono nel cercarsi.
Col cervello che scoppia nelle tante emozioni che lo coinvolgono.
Col sangue che ribolle di sensazioni da troppo tempo non provate.
Ma nel rispetto della tua persona, di una donna che non esiste, almeno per me.
E restano pensieri, solo pensieri.
bigbruno - tratto da pensieri
segnalata da bigbruno martedì 27 dicembre 2005
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categoria: Poesie
Gli angeli del peccato
Noi angeli del peccato,
angeli d'amore
angeli del desiderio più folle...
Noi ke viviamo il peccato più dolce:
tra baci e carezze
in un letto rosso passione,
mettendo a tacere le nostre menti
e accendiamo i nostri sensi...
e ci tuffiamo nel mar della lussuria...
Ma nessun dio c punirà mai...
perchè noi,siamo Gli Angeli Del Peccato!!
segnalata da Pulcinasperduta venerdì 6 ottobre 2006
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