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IL FRUSCIO DELLE FOGLIE IN AUTUNNO
Il fruscio non è un semplice rumore. È la voce stessa dell'autunno, il suo respiro più intimo e riconoscibile. Quando i nostri passi incontrano il tappeto dorato e rugginoso che la natura ha steso per noi, quel suono è una sinfonia antica.
È il canto della memoria, ogni foglia secca che si sgretola sussurra storie di estati passate, di venti leggeri e piogge gentili. È il ritmo della terra che si prepara al riposo, un crepitio leggero che annuncia il silenzio imminente dell'inverno, eppure è pieno di una vitalità fragile.
Questo fruscio è anche un dialogo: tra noi e la natura, tra il presente e il passato. Ci connette a un'esperienza universale, quella di camminare tra i cicli della vita, di sentire il cambiamento non solo intorno a noi, ma sotto i nostri stessi piedi. È un suono che invita alla riflessione, alla lentezza, a godere di ogni singolo passo.
Ed è un suono che si modella: leggero e quasi timido quando le foglie sono ancora umide dalla rugiada, più secco e squillante quando sono perfettamente asciutte e fragili, quasi a rompersi in mille piccoli cristalli sonori.
È la melodia segreta delle passeggiate autunnali, un invito a rallentare, ad ascoltare, a sentire con tutto il corpo la magia discreta di questa stagione.(Danielacesta@copyright)
segnalata da DANIELA CESTA giovedì 4 dicembre 2025
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NOVEMBRE ANIMA DELL'AUTUNNO
Novembre. è il cuore pulsante dello straordinario scenario dell'autunno, il mese che amo con devozione.
La luce del giorno, lesta e quasi timida, si congeda in fretta, scivolando via come un respiro trattenuto. La notte che arriva veloce, avvolge il mondo in un manto di velluto scuro, invitando al raccoglimento.
Per molti, questa rapida discesa nell'ombra è sinonimo di tristezza, un preludio malinconico al freddo. Ma per me... oh, per me, tutto ciò è profondamente soddisfacente. È una quiete che nutre, un abbraccio scuro che non spaventa, ma conforta.
È il momento del silenzio, non vuoto, ma pregno di significato. Un silenzio che diventa preghiera, un ponte sottile e sacro verso coloro che ci hanno preceduto, i nostri defunti, le cui memorie brillano ancora nei nostri cuori.
È la candela accesa sul davanzale della finestra, un piccolo faro tremolante nel buio che avanza. Non è solo luce, ma un simbolo tangibile:
È la memoria che brucia,
È la speranza che non si spegne,
È la connessione invisibile che il tempo non può recidere.
Questo è il mio novembre. Un mese di introspezione, di sacra malinconia, di pace profonda e di amore per ciò che è stato e ciò che continua a vivere dentro di noi. È un inno alla vita stessa, celebrata anche nel suo congedo.(Danielacesta@copyright)
segnalata da DANIELA CESTA giovedì 4 dicembre 2025
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SENTIERO DELLE QUERCE
Nel sentiero di querce in autunno,
muti giganti che sembrano toccare il cielo.
Lì si compie l'essenza,
un rituale antico e senza fretta.
?Le foglie cadono intense,
un sussurro caratteristico,
suono appena percettibile.
Mentre il velo si disfa,
l'aria si fa più viva.
Ed io respiro forte,
influenzando il mio benessere;
un gesto spettacolare e profondo.
L'anima si espande, si rigenera,
qui dove la terra dona il suo riposo.(Danielacesta@coopîright)
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TRA LE QUERCE IN AUTUNNO
Ogni passo è una musica ovattata: il fruscio croccante delle foglie cadute sotto gli stivali,
sotto le querce cammino
in una cattedrale di luce ambrata."
"L'aria fredda profuma di terra umida, funghi e legno vecchio, un profumo di quiete."
?"La pioggia di foglie non è una fine, ma una danza lenta, un congedo in punta di piedi."
"C'è una dolce malinconia in questo luogo, una pace consapevole che accetta il cambiamento."
?"Mi sento parte del ciclo: ogni foglia che cade è un piccolo respiro del bosco."
?"I colori dal ruggine all'oro bruciato sono l'ultimo, magnifico fuoco dell'anno."
DAnielaCesta@copyright
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LA PICCOLA MARIA
Immaginiamo la Piccola Maria come un giglio appena sbocciato, coltivato nel luogo più sacro della Terra, il Tempio. Non è ancora la Regina, la Madre, ma una bambina che si muove nel silenzio di Dio.
?Il suo pensiero non è distratto dal mondo. I suoi occhi, puri come rugiada mattutina, sono fissi sulle cose eterne. La sua permanenza nel Tempio non è un'attesa noiosa, ma un continuo "sì" silenzioso.
?In quella piccola figura si condensa tutta la speranza dell'umanità. Lei non impara le Scritture, ma le vive prima ancora che si compiano. È l'anima più trasparente che sia mai esistita, un cristallo attraverso cui la luce di Dio comincia già a risplendere.
La sua grandezza non sta nel fare cose straordinarie, ma nell'essere straordinariamente vuota di sé e piena di Grazia. È la lezione che ci lascia in questa festa: per accogliere il divino, dobbiamo tornare alla semplicità e al silenzio della Piccola Maria. (Danielacesta@copyright)
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