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categoria: Poesie

Mani Benedette

Che siano benedette 
le sagge mani 
dei lavoratori della terra, 
che, con il sudore, 
fecondano alberi da frutto, 
nutrendo radici affamate d'acqua
sotto il calore del sole, 
tra il profumo umido
della terra arata. 
Come le braccia di chi,
operaio edile, 
agisce sui cantieri all'ombra 
dei pericoli e degli sforzi per obbligo, 
mentre il ferro freddo e il cemento 
risuonano sotto i colpi della fatica. 
Che siano benedette le sagge mani 
di chi fa dell'arte il proprio lavoro, 
artigiano del legno per passione, 
sfiorando con dita esperte
la trama di venature antiche, 
modellando forme
che raccontano storie. 
E di chi, con la sua mente,
organizza  sul computer
programmi complessi, 
trasformando idee astratte
in ordine, 
tra il ticchettio ritmato della tastiera 
e la luce fredda dello schermo. 
Che siano benedette
anche le mani 
di quelle donne anonime, 
che, incessanti nei laboratori, praticano nel silenzio
dell'affanno e del sudore, 
tra fili, aghi e tessuti, 
intrecciando destini invisibili. 
Che siano benedette
tutte le mani che raccolgono
le lacrime dei più poveri, 
restituendo carità per le strade. 
Saranno le mani
più ricche e potenti del mondo,
l'insegnamento del sacrificio
per amore 
non sarà mai cancellato
dalla memoria dei suoi figli. 
Benedette mani, 
siate fedeli e feconde d'amore, 
nella pace dello spirito, 
e sarete forti lavoratori perfetti. 

Laura Lapietra  ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra giovedì 1 maggio 2025

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categoria: Poesie

Cuore mio...

Cuore mio...
Indossa di nuovo la tua armatura,
prepara il tuo spirito ad affrontare battaglie
nelle quali sgorgherà copioso il sangue
di passioni immortali.

Camminerai su distese di corpi senza vita
e a stento riuscirai a distinguere i volti dilaniati
dei tuoi nemici e dei tuoi compagni di viaggio...
l'amore non ha pietà per coloro che amano.

Lucida le tue spade più taglienti,
bagnale col mortale veleno del dolore...
raccogli in te la forza dell'orgoglio...
e quando sentirai le forze abbandonarti,
ricorda le urla strazianti delle tue sconfitte.

Ricorda lo sguardo di coloro
che hanno spezzato le tue ali…
ricorda la crudeltà di amori senza futuro...
ricorda le lacrime versate per ogni battito di vita
stringi tra le mani ogni ricordo, ogni sorriso,
ogni speranza, ogni amarezza.

Pensa ai tuoi sogni...
alla morte che li ha imprigionati...
alla rinascita che li attende...
per una volta nella tua eternità,
pensa alla tua vita.

Cuore mio…
forse, solo intraprendendo
questo sentiero sconosciuto
potrai raggiungere finalmente
quella valle magica e sconfinata
della quale ti hanno sempre parlato,
ma che nessuno ha mai visto realmente...
l'Amore nell'Eternità di ogni Istante.

Vallant Langosco

segnalata da Vallant giovedì 14 gennaio 2010

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categoria: Poesie

Un Padre

Quando un Padre muore
il tuo cuore scoppia,
non hai più parole.

Ti senti inerme e svuotato dentro,
il filing che ti univa
si recide in un momento.

Lui che ti ha protetto sempre dalle insidie quotidiane,
ora ti costringe ad affrontarle tutte...
anche quelle più dolorose e strane.

Se sei cresciuto, fai finta di accettare questo evento naturale,
ma poi, quando sei solo con te stesso, provi tanto male.

Hai dentro un buco nero e profondo,
che non si riempirà mai del tutto...
neanche se ti aggrapperai alle gioie del mondo.

Non potrai più parlargli o farci questione,
non vedrai più il suo sguardo allegro
o i suoi muscoli in tensione.

Non ti urlerà più:- Falla finita!
Ma ti farà venir voglia di seguirlo nell'altra vita.

Un Padre che se ne va per sempre,
è un tarlo che hai nel cervello,
un tarlo che pian piano ti rosicchia la mente.

Andrai avanti aggrappandoti ad altri affetti,
ad altre emozioni,
ma lui sarà sempre dentro di te
a controllare le tue travolgenti passioni.

Vorrai sognarlo e vedere il suo viso ogni giorno della vita,
ma lui per non farti soffrire si nasconderà...
e tu berrai una dose d'oblio,
per ricominciare la giornata in salita.

Un Padre è una figura strana ed affascinante,
quando ce l'hai, lo accusi sempre...
quando lo perderai non potrai che camminare con le tue sole gambe.

Ed allora recandoti a trovarlo in una tomba bianca,
dentro di te avrai voglia di urlare...
ti sentirai solo e stanco.

Vallant Langosco

segnalata da Vallant giovedì 14 gennaio 2010

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categoria: Poesie

Vorrei amarti cosi.

Donna, completa,
mela carnale , d’antico desiderio,
peccaminoso.

Ahi, amarti è un sublime viaggio,
con acqua e con stelle,
tra brusche tempeste,
di lenzuola, dai nostri sudori
intrecciati e inumiditi.

Amarti, sarà come un combattimento
d’intensi lampi delle nostre anime,
infuocate, i tuoni, gemiti gentili,
in nostre gole
d’ aria soffocata,
e due corpi
da un solo miele sconfitti.

Bacio dopo bacio,
ripercorro il tuo corpo,
come penitenza lussuriosa,
ritrovandomi nel tuo essere
donna e madre.

I tuoi margini,
i tuoi fiumi,
i tuoi deliziosi villaggi,
minuscoli, di vene e carne,
giù per le gambe,
ad accarezzar le caviglie
tue.

Corre, il peccaminoso
desiderio d’amarti cosi,
piccantemente mia,
corre per i sottili
cammini del sangue,
fino ad essere
e non essere,
che un sol lampo
di passione.

Antonio de Lieto Vollaro - tratto da 3 raccolta di poesie

segnalata da wolf23 mercoledì 16 marzo 2011

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categoria: Poesie

sole orientale

in questa bella mattina
con lo spirito della morte
incombente vicino ...
invece di malinconia vedo
un raggio di sole nel mio
cielo orientale.
Sono grato per
la mia salute
ho letto i messaggi di dolore
in quelli vicino a me e sento che
è in mano a maestri per offrire
comfort a loro.
come in tutta la natura
le stagioni della nostra vita
cambiare con il tempo.
i ricordi di inseguimenti giovanili ...
i pensieri di amori passati,
altri non così buoni,
ma tutti preziosi.
i nostri antenati nel corso della storia
ci hanno detto che il nostro tempo
su questa terra è limitato e
le sabbie del tempo sono fugaci.
la mia passione per l'amore
è grande e la mia speranza
sta nel sorgere del sole orientale ...
sapendo che ogni giorno porta
e spero, più vicino a me.
presto in questa stagione di disperazione
si passa troppo vicino alla gioia
e la mia faccia sorriderà
di nuovo al cielo
e ci uniremo, grazie per le cose
che sono destinate ad essere!

daniela cesta

segnalata da Daniela cesta venerdì 31 agosto 2012

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categoria: Poesie

L'amore in una frase

Vorrei scriverti una frase
che vada oltre i confini
della normale abitudine...

Qualcosa in cui trovare
te stessa, e il vero amore
che sai resuscitare...

Tu non sai che il mondo
non vuole le tue cure.
Buttatela alle spalle

la sua ingratitudine
e spargi su di me
le carezze odorose,

mia amata soave...
spandi sul tuo crine
preziose fragranze,

stordiscimi i sensi
col tuo splendore.
Non bramo che baci

delicati sulle ferite
della mia anima.
Io darei tutto

quello che mi resta
per potere asciugare...
una sola goccia

della rugiada che imperla
quel tuo viso bello
di tenera passione.

Ecco il mio cuore
in queste frasi per te,
viva di gioia e pianto...

di piacere e di dolore,
angelo mio senza macchia
e senza pudore...

Ah, potessi legarti
ancora con la forza
delle semplici parole...

Ti amo.

FernyMax - tratto da L'Immortale è l'Amore.

segnalata da FernyMax domenica 23 ottobre 2005

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categoria: Poesie

Un tramonto... d’uomo

L’orrida sclerosi
della vecchiezza
t’ingoia ogni slancio
senza vergogna,
e greve coltre
di sabbia,
spietata t’avvolge
nel suo nulla.

A cosa vale allora
l’avere amato,
proiettando sè stessi
nell’universo,
con la passione
delle lotte
e gli aneliti
della speranza?

Ora anche il dubbio
tremenda condanna,
strazia col suo
ironico ghigno,
quella tua
ispirazione segreta,
che sentivi vibrare,
nell’arte di vivere,

come un prodigio
legato ai misteri,
all’essenza delle cose,
in assoluta libertà
dallo spazio
e dal tempo.
Ma ora, schiavo,
turbato nell’intimo

del sentimento,
prorompi in pianto.
L’ultimo sfogo,
che la morte concede
come un regalo crudele
alla tua stanchezza.
Dai l’addio, ti dice,
non tornerai più...

FernyMax - tratto da la mia solitudine

segnalata da FernyMax venerdì 1 aprile 2005

stelline voti: 16; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Insieme

La mia donna
ha un nome

e un corpo,
ma ha anche

un'anima
e un cuore.

E' iscritta nelle liste
del comune,

ma ora è qui con me,
a fare l'amore.

Non siamo abituati
a farlo in fretta.

Prendiamo il piacere
l'uno dall'altra

con discrezione,
chiedendo al tempo

di farci il favore,
di capire di più,

per poterci amare
senza risparmio

e senza guardare
alla convenzione...

Non facciamo
figli a Dio soltanto...

vogliamo sapere,
scavando in noi

e nella conoscenza
dell'amore.

Ma è il buon Dio
che da l'Ispirazione

e ci aiuta sempre
a ritrovare noi stessi.

Ci apparteniamo
come una cosa sola,

la medesima felicità
raggiunta insieme

nel donarci l'un l'altra
con passione totale.

FernyMax - tratto da ll'Amore delle sere di Maggio

segnalata da FernyMax lunedì 22 maggio 2006

stelline voti: 5; popolarità: 0; 1 commenti

categoria: poesie

Ti Sedurrò

Ti Sedurrò

Anelo e bramo d’essere in te

scioglierò il mio cuore

nel tuo grande mare

per poi specchiarmi attraverso la tua essenza.

E tu sorvolando le montagne del mio dire

i grandi mari delle mie stanchezze

ascoltando la voce della mia anima

giungerai al centro del mio cuore.

Ti Sedurrò

Affascinandoti con la forza grande della mia essenza

sentirai la passione confonderti la mente

e saranno i tuoi stessi pensieri a condurti a me.

Ti Sedurrò

Servendomi della tua anima

per ammansuetire

la tua ribelle natura.

Ti Sedurrò

Circuendo le tue convinzioni,

addolcendo i tuoi alti picchi

col soffio leggero del mio sentire.

E per la tua sete io sarò l’acqua che inebria.

Ti Sedurrò

Sarai nel mio cuore ogni giorno prima ancora

che brina tocchi foglia

e al risveglio di ogni sole io tornerò a cantarti.

Ti Sedurrò

E accarezzandoti il cuore,

sentirai i miei passi profanare il tuo scrigno

non per prendere, ma per donare.

Ti Sedurrò

e nel gioco dell’amore tu diverrai specchio

affinché io possa riflettermi.

Cleonice Parisi

segnalata da Cleopa mercoledì 17 ottobre 2007

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categoria: poesie

Ardente Gelosia

Succhierò l’essenza di questo sentimento
e del suo siero rivestirò il mio corpo spoglio.

Gocce ruvide mi graffieranno la pelle
ma lingua calda ne laverà le ferite.

Brucerò di questa essenza
che mi infuoca dal di dentro
e di questo fuoco
farò stelle da innalzare al cielo.

Morbidamente mi concederò
al voluttuoso dire della gelosia
canto celato
di una profonda appartenenza.

Gelosia sarai tu messo di vita,
e quando al mio cuore conficcherai spina
io saprò d’aver vissuto amore.

Gelosia tu dell’amore sei la spia
lampeggia ti prego
fammi sentire palpitare il cuore.

Gelosia vento che sbatte la mia vela
soffia impetuoso,
riscalda le mie passioni,
accendi il mio fuoco,
e trascinami laddove c’è ardore.

Vivimi gelosia
instilla avido desiderio,
ed incontenibile voglia
e attraverso il fluido sentire
della mia essenza
io berrò amore.

Gelosia,
devastami,
possiedimi
più intensa sarai
e più profondo
sarà il messaggio d’amore
ascoltato dal cuore.

Cleonice Parisi

segnalata da Cleopa mercoledì 17 ottobre 2007

stelline voti: 15; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

La ballata del Bene e del Male

Lo sai che c’è nell’uomo il Bene e il Male,
che esistono da sempre due nature,
quella spirituale e l’altra materiale...
e che il problema vero nella vita
è sapere scegliere la via migliore!

Con l’angelo di Dio o col demonio,
che porta me e te alla dannazione...
Amore, Amore, sei la mia passione!
Il fuoco dell’inferno ci sta aspettando...
ma non m’importa niente e sai perché?

Perché io non posso fare a meno di te...
del nostro amore caldo che ci consuma,
di quel tuo viso rosso per la gran smania,
di questa voglia pazza di saltarci addosso
e di succhiarci ore ed ore, fino all'osso...

Ma è così bello, Amore, lasciarsi andare
a voluttuose sensazioni di libertà...
fra le pareti di una piccola stanza,
dove sfilano i giochi dell'intimità
e tutti i peccati dell'immaginazione.

Facendo a gara a chi ne sa di più,
con un’ansia che non vuol finire...
in questi corpi che cercano il sublime:
tutte le verità che può dare l’amore
con il sesso vissuto senza inibizione,

fra un rogo di stelle acceso nel cuore
dalla magìa amica dell’Universo...!
Ora ci diciamo addio senza parlare,
certi di ritrovarci laggiù... dove
la Dea dell’Amore ci vuole portare,

nel suo celeste regno in fondo al mare,
in fondo al mare...

FernyMax

segnalata da FernyMax domenica 25 maggio 2003

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categoria: Poesie

Ritratto di Donna

Lei ha gli occhi bruni.
Non ha esitazioni,
o drammi...

Solo emozioni.
E grida di sensualità,
nella notte.

Il suo vascello corre,
vele al vento,
incontro al tempo...

L’oceano spruzza
aneliti sul suo corpo
misti a quel senso

amato e violento
della sua libertà...
Mentre il sole

le infoca sul viso
il coraggio di vivere
tutta la passione.

Nell’anima ha già
tanta esperienza,
fra luci ed ombre

di sopravvivenza...
Ma Lei vivrà,
indomita,

sé stessa,
perché sa sperare
per ciò che vale!

Amore,
io non resisto...
vorrei sciogliere,

in te, tutto me stesso,
come l'acqua di neve,
fra le rocce,

va al mare
col primo sole...
Un fiume in piena

è l’amore,
se il desiderio
fa schizzar via

il pensiero...
quando si è nella valle
della Felicità.

FernyMax

segnalata da FernyMax mercoledì 28 maggio 2003

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categoria: Poesie

"Dimentica tutto.
La carezza
disusa all'amore.
Dolce
in morbido abbraccio
e audace
in estasi frizzante
di piacere.
Dimentica l'amore
che non sai più donarle.
Profumo di un incontro
con donna che nasconde
morso di nostalgla.
Evocativo immaginario
di indiano sandalo
delicato alone.
Cocchiere
nel mondo sognante
dell'"erba voglio".
Dimentica
quella donna
leonessa.
Ruggiva forte
dirompente passione.
Dimentica
quella voce
tra la folla.
Metteva alla prova,
curiosa,
tua sottigliezza
di desiderio,
limite di apertura
a soluzioni intriganti.
Dimentica
quella sublime
comunanza di spirito
oltre la ragione
ed il piatto pensiero.
Dimentica
questo amore
impossibile
come possedere
altro da te.
Bella la notte
ma perché sognarla?
Non guardarmi cosl.
Non sono un tuo sogno...


" in memoria del mio caro nonno..Pasquale"

Simona

segnalata da simona martedì 8 ottobre 2002

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categoria: Poesie

ANNA (1976)


Riccioli al vento,
che parlate di libertà
con la tenerezza
dei desideri
d'un bambino...
Voi recate
alla mia mente
il senso
d'una voce di velluto
dal dolce profumo
di rose e di Sole,
che sussurrava,
in un tenero bacio:
"ti voglio così,
mille volte,
forte così...
per sentirti mio!"

Chiome brune al vento:
la sua fantasia...
come la gioia
dei miei sogni
di fanciullo.
E il calore
della tua pelle,
Anna,
io lo ricordo ancora
baciato dal sole,
profumato d'amore...
Quel mondo
di fede e di passione
vibra qui
tra le mie mani,
senza più un oggi
né un domani...

Ma dove sei ora,
ebbrezza,
che lasciavi senza fiato?
Fuoco di magìa
innamorato
d'un pazzo gioco
che facevi di noi,
petali
staccati dal vento,
e poi svaniti
verso nubi d'Inverno...
Lontananze senza ritorno,
ove l'Amore va a morire,
ai margini del mondo,
nell'eterna Notte,
che non conosce il sorriso
di un'altra Primavera.

FernyMax

segnalata da FernyMax sabato 24 agosto 2002

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categoria: Poesie

Al mio amore campobassano


<Rita Rosanna,
sei tutta panna!>,
io ti dicevo,
ed aprivo il forziere
di quel tuo corpo
fatto di burro,
ma levigato
come il marmo,
e caldo... e caldo
di quella passione
che sconvolgeva,
e ci divorava
fino al mattino
i corpi assetati...

Ma un giorno d'Agosto...
un ciclone di rabbia
e di sbagli!
O forse no?
Il nostro Destino
era già segnato,
solo che noi
non lo sapevamo!...

E' così, non è vero?
Caro amore lontano,
sai, a volte, il pensiero
ritorna…
fra i luoghi e le ore,
che furono nostri:
a perdermi l'anima,
ripensando
a quanta gioia
ho lasciato nel passato,
e non tornerà...
mai più!

Un solo rimpianto,
al ricordo impossibile:
quello del male,
che io, sciagurato,
non seppi evitare!
E così tu
te ne sei andata via…
senza voltarti indietro,
perché non potevi capire,
povero amore
pieno di sgomento,
il nostro dolore
e quel mio
disperato pianto,
soffocato dentro.

FernyMax

segnalata da FernyMax lunedì 27 maggio 2002

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categoria: Poesie

Pecos Bill

Indiana pellerossa:
in un primo momento
non avrei mai creduto,
che Sogno di Luna
potesse materializzarsi
come d'incanto
davanti ai miei occhi,
per un dolcissimo
saluto. Eppure...
la tensione carnale

colava a picco
dalle sue labbra,
e da ogni parte
del suo corpo,
come il canto
delle Sirene d'Ulisse,
portando la mia estasi
a livelli sovrumani.
Allora, con slancio
e passione devota,

la presi al laccio
trascinandola a me,
in un vortice di voluttà
e di sensazioni,
mentre il Lago
bagnava le sue membra
rassegnate a un godimento
senza fine, e puro
come la saetta
di Giove Pluvio.

Quando ella ebbe succhiato
fino all'ultima goccia
il piacere,
e si rivolse a me
col suo candido viso
di bambina scherzosa,
non potei che trasalire
sconvolto dalle sue
contraddizioni.

Capii tutta la forza
del desiderio selvaggio,
e il limpido torrente
ch'ella estraeva
dalle mie viscere
era solo il tributo,
dell'uomo che sa morire,
per l'unica donna
che abbia mai amato...

Firmato: Pecos Bill

FernyMax

segnalata da FernyMax martedì 12 marzo 2002

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categoria: poesie

*****

Anni per capire
giorni per sentire
ore per sperare

Questi minuti di vita
scanditi da secondi
in cui tutto si ferma...

il dubbio che assale
il cuore e la mente
trapassa la carne:

l'istante in cui noi
fermi sulla soglia
a guardare il nuovo

sorpresi, intimoriti
attratti, incatenati
da ardente amore!

Non solo passione
calda comprensione
di ritrovate speranze

rinnovato moto
di vite organizzate
in solitaria ricerca

nuovi orizzonti
in cui il cammino
si fa resistente

in prossimità di
aspre vette da cui
più in alto osservare.

Non solo desiderio
incontro di pelle
di maturo sentire

gioco sapiente
di vite plasmate
da antichi istinti

serpenti in muta
avvinti e contorti
in danze terrene

pronti a donare
lasciare e ritrovare
con un tenero bacio...

Ma soprattutto noi
insieme improbabile
eppure realizzato

casuale intreccio
di storie comuni
volutamente trovate

come perle uniche
di un oceano remoto...
custodite in una mano.

fanny

segnalata da fanny domenica 27 maggio 2007

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categoria: poesie

Francesca

Ti abbiamo davvero voluto
e fu strano...
perché pensavamo a quanto potevamo innescare
e fu un atto d'amore diverso da quello consueto
Tua madre lo avvertì subito che eri in viaggio
e ti ha custodito per 9 mesi
colmi di giuste attenzioni e scansando i pericoli
Sei venuta alla luce senza problemi
solo la mamma era un po' malconcia
ma dopo aver pianto insieme
già stava un poco meglio
Sei stata da subito un piccolo demonio
ma sei venuta bene
nonostante
...l'incidente al babbo
...i tuoi genitori si siano separati
...la nuova vita solo con la mamma
ed eri piccolina
ma sei cresciuta in fretta
E poi
...la passione per il canto
...la prima delusione a scuola
Ma dopo, finalmente
la tua vita ha cominciato a scorrere serena
e piena di gioia
ed ora hai raggiunto il primo traguardo
veramente importante
che non erano i diciott'anni
ma quel pezzo di carta
che presto stringerai fra le mani
e che ti è costato tanta fatica
ma ti ha premiata, forse non come speravi
ma l'ha fatto, in barba anche ai pochi detrattori
Ed ora rilassati
preparandoti a nuovi futuri obiettivi
Ti auguro
figlia mia
di mietere tanti altri successi
ma di non perdere mai
la modestia
la sensibilità
la generosità
la luce negli occhi
che hai sempre avuto.

Sei, fin dalla nascita,
quanto di più bello abbia mai avuto.
Un bacio, babbo.

bigbruno - tratto da Pensieri

segnalata da bigbruno venerdì 6 luglio 2007

stelline voti: 12; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

iSentimenti

I sentimenti non hanno età
non hanno sesso né volontà
non c'è l'amore senza il tradimento
non c'è una storia che resista al tempo.
I sentimenti non hanno lingua
non hanno scarpe, non hanno stringhe
la libertà è una giustificazione
cambiare uomo la tua soluzione.
L’amore vola come un aquilone
la passione spossa la ragione
tre anni assieme sono un lungo viaggio
guardarti in faccia non c’è più coraggio.
Per l’insistenza non c’è la cura
tu non sei niente, tu non sei pura
nessuno ha riso nessuno ha pianto
non c’è la colla per il vaso infranto.

Due vele in collisione
un battito di ali
un’onda, una stagione,
imparare a camminare,
un’anfora di sale
un seno da baciare
due gocce di rugiada
un ombrello che fuori piove.

I sentimenti non hanno senso
cade la piuma crolla l’universo,
inseguire la scia fino in alto mare
i sentimenti fanno naufragare.
Innamorarsi è una pura follia
specialmente adesso che non sei mia,
ma i sentimenti non danno scampo
non sono colla per il vaso infranto.

Due vele in collisione
un battito di ali
un’onda, una stagione,
imparare a camminare,
un’anfora di sale
un seno da baciare
due gocce di rugiada
un ombrello che fuori piove.

I sentimenti sono grano,
sono il pane quotidiano,
solo che mille volte ho pianto
per cercare colla per il vaso infranto.
Due vele in collisione
un battito di ali
un’onda, una stagione,
imparare a camminare,
un’anfora di sale
un seno da baciare
due gocce di rugiada
un ombrello che fuori piove.

Max De Angelis

segnalata da Laurab mercoledì 21 dicembre 2005

stelline voti: 8; popolarità: 2; 0 commenti

categoria: Poesie

Lacrime dal cuore

Lacrime silenziose solcano il mio viso,
scivolano stanche lungo le guance arrossate dal pianto e dalla passione
si infrangono sulla pelle macchiata d'inchiostro
poi svaniscono, portate via da dita tremanti

E di nuovo si rincorrono timide e discrete;
passano senza far rumore
passano e nessuno se ne accorge...

Stringo a me il cuscino,
forte
ancora più forte, come per soffocare la rabbia che sento crescere dentro,
poi lo scaravento a terra, insoddisfatta di quel falso contatto
di quel finto e inutile conforto

Mi sento sola,
nemmeno le lacrime riescono più a farmi compagnia
così, all'apice del mio masochismo, apro il diario e prendo la sua foto
lo guardo e tutto mi sembra bellissimo
lo guardo e tutto mi sembra terribilmente triste

Labbra turgide e tremanti sussurrano il suo nome,
lo implorano invano di venire da loro,
gli chiedono umilmente di poter sfiorare la sua pelle, la sua bocca...

Ma lui non risponde
continua a fare quello che sta facendo
senza sospettare che un giovane cuore si lacera di giorno in giorno per lui;
ripenso ai suoi sguardi e ai suoi sorrisi,
ai suoi occhi e alle sue mani

All'improvviso mi scrollo dalle mie tiepide illusioni e comprendo...
comprendo forzatamente che è e rimarrà solo un'utopia,
un fantasma evanescente che più rincorro, più si allontana
un morbido sogno che s'infrange brutalmente al suono della sveglia mattutina

E così mi rendo perfettamente conto che lui non potrà mai appartenermi;
eppure continuo a pensare a lui...
continuo a versare lacrime per lui, a contemplare la sua foto,
ad assaporare l'aroma dei ricordi di quei pochi momenti passati in sua compagnia

E perchè?
a che serve tutto questo, che senso ha?
ah, spiegatemelo voi!
datemi voi una risposta valida, perchè io proprio non riesco a trovarla...

Com'è crudele con me l'amore
mi rallegra col lieve profumo dei suoi candidi fiori,
ma non mi lascia assaporare il gusto intenso dei suoi frutti scarlatti;
mi sorride ingenuamente e poi, col volto dell'astuzia, mi accoltella alle spalle;
una ferita precisa e profonda

E di nuovo continua a sorridere
e mi guarda con occhi di luce,
mentre, ormai arresa a questo cinico gioco, mi rallegro di perire per sua mano.

Meleth

segnalata da Meleth lunedì 10 gennaio 2005


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