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categoria: Poesie
Delusione
Per tutte le parole che non ti ho mai detto
e che avrei sempre voluto dirti,
anche se già sapevo che con esse avrei potuto ferirti.
Per tutti quei giorni passati ad ascoltarti,
anche quando nulla avevi da dirmi.
Per tutti quei silenzi che non hai saputo riempire,
per quelle frasi che non mi hai mai detto
e che avrei voluto sentire.
Per tutte quelle piccole cose che non mi hai saputo donare,
per quei semplici gesti che non hai saputo fare.
Per tutti quei sorrisi che non mi hai regalato,
per quegli sguardi con cui i tuoi occhi non mi hanno guardato,
per le carezze di cui le tue mani mi hanno privato.
E se tutto questo non dovesse ancora bastare,
mi basterà di te ricordare,
tutte le promesse che non hai mantenuto,
tutte le attenzioni che da te non ho avuto.
Tutte quelle foto che non vorrò più guardare,
istantanee di istanti che non ho mai vissuto.
Tutti quei bei ricordi che non potrò ricordare,
perché con te niente è stato reale,
sei stata soltanto una mera illusione,
ed io da illuso e dal sentimento accecato,
illudermi ho voluto, così ho continuato,
ripetendomi che forse era quello il tuo unico modo di amare,
fino a quando infine, triste e deluso,
l'amara realtà ho dovuto accettare.
Ma nonostante tutti quei dolci momenti che con te non ho avuto,
nonostante tutto quel tempo che grazie a te ho perduto,
eppure ti dico, in questo amore, per quanto strano, io, ci ho creduto.
segnalata da Carlo Romero lunedì 19 aprile 2010
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categoria: Poesie
CLOCHARD
Sotto i ponti conduce la vita
la sua speranza è ormai svanita..
Timoroso e vacillante
tende una mano ad un passante..
Non ha lavoro, nè pensione
chiede solo compassione..
Siede stanco ad una panchina
stringe forte la sua monetina...
Vive da lurido pezzente
nell'indifferenza della gente...
Occhi chiusi ed disillusi
ringhia tra i denti
rabbia amara a pugni chiusi ....
Dorme sotto a un cartone
affondando nella disperazione..
Questa vita lo digesta
mai nessuno che lo aspetta...
L'unico amico è un vecchio cane
che con lui divide un pezzo di pane.
Cosa ha reso mendicante
un gentiluomo benestante?
Degli eventi svantaggiosi
la frustrazione dei superstiziosi. ..
Ricordando un tempo passato
tutto pulito e ben rasato..
Guarda le vetrine con nostalgia
mentre il commesso lo caccia via....
Ignorando la sua storia vera
che lo ha ridotto in miseria ...
segnalata da GIULIA GABBIA martedì 28 dicembre 2010
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categoria: Poesie
L'unica cosa.
L'unica cosa bella che esiste
realmente per me è la natura.
Poco importa che sia Estate o Inverno,
solo lei ogni mattino è ingrado di
ridarmi il sorriso.
Non è un affare andato bene,
non è rubato all'amante
o ad una sconosciuta, un bicchiere
con gli amici, una cena ben riuscita.
Perchè si sà che piano piano tutto
lentamente passa.
Gli amori rallentano le loro passioni,
gli affari ti arricchiscono e inaridiscono
allo stesso tempo, gli amici partono
o semplicemente si sposano e cambiano
le loro abitudini " giustamente".
Lei invece no...
Lei non cambia...
Lei rimane li sempre..
Ogni mattino attende
per regalarti nuove emozioni...
nuovi sorrisi
da portare con te...
per sempre.
Alessio Calzino - tratto da pensieri, frasi, parole.
segnalata da Alessio Calzino martedì 3 gennaio 2012
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categoria: Poesie
L'ultima porta
Affogo la mia vita in un calamaio...
cercando di descrivere
il destino del nostro tempo...
che sembra a non secondarci
passando e lasciando
dietro ben poco...
qualche sorriso
e un fiume di lacrime,
qualche sospiro
e tanti rimpianti,
tanta vita
e pochi giorni.
Trattandosi della vita
tutto scorre...
ma quando si tratta
della tua tutto penetra
nelle carni...
facendoti così sentire
l'odore acree della vita
che inesorabilmente passa.
Lasciando qualche respiro
ad aprire la strda per
chiudere l'ultima porta.!
Alessio Calzino - tratto da Pensieri- Frasi- Parole.!
segnalata da Alessio Calzino domenica 8 gennaio 2012
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categoria: poesie
Una viola e un bacio
Naufragare.
Essere un relitto in balia del mare,
solo, nella sua vasta immensità.
Approdare su una sperduta isola deserta,
abbandonarsi sulla soffice sabbia calda
e lasciare che un'indefinita stanchezza t'avvolga.
La notte è scura, le gocce d'acqua dure e pungenti.
Ti ridesti e cammini silenziosamente,
senza temere le ombre,
senza sentire la pioggia.
Sei perso nei tuoi pensieri,
sei perso nelle tue riflessioni...
più oscure della notte,
più fredde dell'acqua,
non vedi nulla, non odi nulla.
Leggerissima, la brezza della baia
spazza l'isola come un silenzioso fantasma.
Le foglie stormiscono, piccoli uccelli
danzano fra gli alberi...e nell'aria
mattutina l'isola si anima.
Volti lentamente la testa
avvertendo le dimensioni degli alberi
intorno a te, vedendo i sentieri che
s'allontanano sulle colline intorno...
Quasi impercettibile un sorriso
fiorisce sulle tue labbra e sai che finalmente
hai trovato un posto che puoi veramente chiamare casa.
Un pò di tempo è passato e tu, ti sei innamorato
di quell'isola che adesso conosci e non lascerai più.
Una viola è venuta a legare ancora di più il vostro
grande amore...una viola e un bacio...
segnalata da vincenzo corsaro venerdì 14 settembre 2012
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categoria: Poesie
questo nostro tempo così strano!
questo nostro tempo così strano!
tempeste terribili,
carestie,
epidemie,
povertà,
tutto il mondo soffre
se noi avessimo amato
di piu la natura,
se noi ci fossimo aiutati di piu
dove è stato il rispetto?
abbiamo un passato di guerre
soppressioni,
schiavitù,
popoli che hanno
annientato altri popoli,
abbiamo solo questo pianeta,
dove poggiare i nostri piedi,
abbiamo solo gli uni e gli altri,
abbiamo solo questa acqua per bere
solo questa terra per nutrire tutti noi.
abbiamo tutto sotto questo cielo,
gli uomini e le donne di
questo pianeta hanno
tutto quello che occorre
per sopravvivere..
manca solo una cosa...
l'amore.
I popoli di questo pianeta
si odiano.
segnalata da Daniela cesta domenica 28 ottobre 2012
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categoria: poesie
notte e giorno
noi siamo la notte e il giorno
nell'attimo che corre
noi ci incontriamo
tra la luce che fugge
e il buio che arriva,
nell'ombra e nella luce
noi ci amiamo
nel tempo che veloce
passa sostenuto,
e i tuoi occhi splendono
prima che i miei scompaiono
io sento i tuoi baci,
sento il tuo tocco,
la mia testa si appoggia
sulla vostra spalla
un attimo che fugge,
mentre l'oceano è in movimento
con le grandi onde che rotolano
sotto un firmamento stellato
o sotto un cielo assolato,
su questo grande pianeta
in questa sconfinata galassia,
nel profondo infinito universo.
Noi amiamo.
segnalata da Daniela cesta giovedì 8 novembre 2012
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categoria: poesie
N’AUCEDDUZZO
Cumm’à n’aucedduzzo
caruto ra nu niri
sott’à l’irmici re na casa vecchia
re la via Filippo Patella,
sotto à li scaluni re preta viva,
ca’ portano a lu’ centro storico,
la parte re chistu paese
ca’ se specchia rint’àlu mari,
assettata annanti a ‘nu purtone
re legno re noce carulato,
cu’ ‘nu tuozzulo ca penguliava
ra’ lu seculo passato,
‘na criaturedda ra la pelle scura,
ca’ nun parlava manco ‘a lengua nosta,
prujeva la mano a li passanti
chierenno ‘a carità.
Me scutrullaje li sacche re lu cauzone
e accugliette tutt’è spicciule ca’ tenìa.
S’inghette e spicciuliddi re’ poco valore
la manzolla re la criatura ca nun canuscìa
e me rialava ‘nu surriso triste,
ca’ quanno lu penzo
me mettesse a chiangere.
Quanno turnai nun la truao cchiù.
S’era sparuta e cchiù nun l’ancuntrao.
Catello Nastro
TRADUZIONE AD SENSUM
Come un uccellino caduto dal nido posto sotto tegole di un palazzo antico di Via Patella, prima degli scaloni che danno accesso al centro storico di Agropoli, la cui origine si perde nel tempo, uscendo da casa incontrai una bambina extracomunitaria che chiedeva umilmente la carità ai passanti. Rovistai nelle tasche e raccolsi tutte le monetine, gliele porsi e lei contraccambiò con un sorriso triste, che il solo ricordo mi fa scappare le lagrime. Quando rientrai a casa non la trovai più!
Catello Nastro - tratto da Poesie cilentane
segnalata da Cateello Nastro domenica 20 gennaio 2013
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categoria: poesie
L'ultima notte del '41
Stasera che freddo che sento
sentà in meso a tutta sta neve
induria come giasso
xe un freddo che passa i vestiti
che penetra fin a toccarme el cuor
e smove i sentimenti
che vorria tegner ligai
sofegai
par andar vanti in sta vita grama.
Sento e agrime vegner sò
lavarme i oci
par cancear quel che ghe xe dentro
ma el caeor che me par de sentir
el xe solievo de un momento
na ilusion da pase
che dura el tempo de un sospiro
al pensier de na caressa
de un sorriso
sul caro viso de me morosa.
Stanotte tase anca l'artiglieria
chissà quanti come mì
i varda el ciel che par un paradiso
pensando a chi li spetta
cussì granda a luna sù in alto
a fa brillar e cime
mai ghe xe sta spettacoeo pì beo
par quasi un regaeo del Signor
par noatri soldai
prima de andar al macèo.
segnalata da Neris venerdì 27 dicembre 2013
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categoria: poesie
Cerco con forza un motivo
per credere che che non è inutile
sperare nel domani
lo cerco tra i riflessi dell'alba
di ogni giorno
nella quiete della sera
lo cerco nella dolcezza di un sorriso
del bimbo che incontro per strada
nell'entusiasmo di un giovane
che ha fretta di crescere
nella saggezza di un vecchio
che con il suo passo lento
non si cura più del tempo che passa
Lo cerco in chi è caduto
e si è rialzato
in chi non si arrende all'ingiustizia
e per amore del bene
ha sempre pagato
Ho scoperto che il motivo per credere
è nascosto tra le pieghe della vita
è un piccolo seme che germoglia
con forza inaudita
lo possiamo vedere se apriamo le mani...
Forse quello che cerco è solo coraggio
il coraggio di credere nel domani.
segnalata da neris mercoledì 17 dicembre 2014
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categoria: Poesie
Alchimia
Vorrei donarti la pietra filosofale
contro ogni malessere...
vorrei donarti l'immortalità,
perché da quando ti ho conosciuta sono rinato...
vorrei donarti l'onniscenza,
dote con la quale scinderesti passato e futuro
separando fra di loro il bene e il male
Vorrei donarti oro quante sono le tue doti umane...
e noi due siamo in eguale maniera,
il fuoco che ci scorre come l'acqua...
e ovunque ci troviamo
cielo e terra capovolti come capriole
e abbiamo prospettive identiche da realizzare...
Coi poteri dell'alchimia,
saresti una creatura elevata,
e io ti parlerei in tutte le lingue del mondo
e io ti parlerei coi simboli metallurgici,
ti parlerei coi simboli matematici,
ti parlerei coi simboli chimici,
ti parlerei coi simboli astrologici
ti direi di noi pianeti
io sole e tu luna
oppure ti direi che siamo
yin e yang...
ti parlerei come il serpente ourobors,
che si mangia la coda,
ricorre spesso nelle raffigurazioni delle opere alchemiche
in quanto simbolo di ciclicità del tempo...
e dell'uno il tutto... ( insieme e fusione )
ed in fine ti parlerei come la fenice,
e ti direi : " Senza di te, nulla si crea, nulla si distrugge !"
Fabio Mc Steel - tratto da Anima Universale
segnalata da Fabio Mc Steel sabato 21 febbraio 2015
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categoria: Poesie
pensieri al tramonto
quando entro, nella casa dei miei nonni,
sento il profumo della mia infanzia, ormai lontana,
il fruscio del passato, la mia voce, mentre scivolavo
dalla lunga scala ripida, amavo scivolare, con la mia
risata cristallina, con i miei piedi scalzi,
il profumo dello zabaione, che mia nonna voleva, che io ingoiassi!
ma la mia bocca non voleva, preferivo le ciliege
e qualche prugna, noce e pizza. Non Mangiavo altro!
Ricordo il profumo del pane fresco, fatto da mia nonna,
i cereali dentro la pentola, rumoreggiavano chiassosi, odorosi,
il sole splendeva, sui vecchi sassi del mio paese, sembrava, più, splendido, di, oggi
sembrava più caldo di oggi, tutto sembrava piu bello!
mia nonna raccontava me, ogni filastrocca, storie antiche, fiabe,
mi raccontava di sua madre e suo padre, e di Gesu.
In quella grande casa, c'erano anche zii, zie, cugini,
una grande famiglia, piena di gioia, dove tutto era diviso,
adesso è vuota, regna polvere e silenzio, solitudine,
di un tempo che, è stato e non lo sarà, mai più.
Le persone volate in cielo, vivono nei nostri cuori,
tutti sono andati via, grandi stanze vuote,
che il vento soffia sui vecchi muri, mentre un piccola lacrima
scende dai miei occhi ,pieni di meravigliose immagini.
Mi piaceva dormire nel mezzo, tra mia nonna e mio nonno!
Io parlavo, parlavo, facevo mille domande, poi, mi accorgevo che
io continuavo a parlare e loro dormivano esausti.
segnalata da DANIELA CESTA domenica 24 maggio 2015
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categoria: Poesie
In riva alla sera
Ho incontrato un uomo
in riva alla sera.
Mendicava il tramonto
in fila con i suoi tormenti,
probabilmente in pena
o semplicemente stanco
di assomigliare.
Curvo dinanzi al passato,
attento a non farsi sentire
masticava l’amaro del tempo
stonando una vecchia canzone.
Ad un tratto, un bimbo
giunto lì per caso
gli donò una manciata di sabbia.
L’uomo lo ringraziò con una promessa
e tornò a farsi cercare.
Seppi poi dalle solite voci
che fu visto piangere
in compagnia della notte.
Lo ritrovarono abbracciato al mare
appena i venti cessarono
di spargere tra i ricordi
polline di dolore.
poesia vincitrice della VII edizione del Premio Nazionale " La Rosa d'Oro" - 2° Memorial del Maestro Antonino Pietretti
segnalata da Sara mercoledì 9 agosto 2017
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categoria: Poesie
in morte di un poeta
Quando sara' notte
e un refolo di vento
soffiera' via la fiamma
di questa candela,
sorridero' al silenzio
e m' inchinero' alla tenebra
perche' sereno
prendero' il mare aperto del tempo.
Cosi' salpando verso remote isole
lasciando al porto il penoso onere dell' attesa
dedichero' ai miei scalmi la danza dei gabbiani
issando altrove i remi di un’ impassibile oblio
In amaro ostaggio di parole senza piu' ali
e sanguinari proclami
si levera' infine una voce
a cantare l' eco dell' immortale pietra
"Malgrado radici aggrappate agli abissi,
ad ogni passo strappandomi il cuore,
da Titano intrapresi
il cammino degli uomini.
Poesia furono le mie altezze;
all' indifferenza del cielo
risposi con l' insolenza delle nuvole”
segnalata da Sara giovedì 29 agosto 2019
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categoria: Poesie
Semprevisa
Passo dopo passo
viandante d' anima e pietra,
guadagno la tua cima
di cielo intrisa.
E la bruma e i faggi
compagni di viaggio,
lungo il sentiero
intrecciano alloro
mentre sorgi, Semprevisa,
per raccontarmi chi sono.
Una promessa di pace
tra dio e gli uomini
tra i nembi e il vento
governa le ali di questo Tempo.
Da quassu' finalmente
guardo in faccia al mio cuore,
su questa croce
incido l'eco del mare.
Rispondi alla sera
quando verra' a chiederti
delle mie impronte
che ero solo il frutto
di un' acerba primavera,
l' impercettibile respiro
di una poesia
che ancora dorme.
segnalata da Sara giovedì 26 settembre 2019
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categoria: Poesie
Essenza Di Poesia
Poesia,
essenza linfatica
che si libra
nel sentimento
quando tinteggia
con l'inchiostro dell'anima
quell'emozione
sulla pergamena del tempo,
trascrivendone le sue sfumature
nel cuor sensibile
pregno di ancestrali antichi
in cui risvegliare i suoi origgini
in chi è solerte al suo sentire.
O genuinamente
dar tono
a quella blanda ventata
di imperturbabilità,
invocando e decantando
ogni forma d'amore
senza cessare mai
il suo flautato passo
nel labirinto del cuore,
incline ad abbracciare
tutta la sua
immane immensità
per respirarla
estasiati dalla sua
sconfinata magia
quando si eleva
nel nocciolo dell'essere.
segnalata da Laura Lapietra mercoledì 13 ottobre 2021
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categoria: Poesie
LA QUERCIA CUSTODE DELLA LAVANDA
All'alba nel Lavandeto, un sacro silenzio,
rotto dal vento, un lieve, dolce incenso.
La lavanda infinita, promessa di bellezza,
avvolge l'anima in pura dolcezza.
Lì, tra il viola accennato dei primi boccioli,
si erge la Quercia, regina di suoli.
Non solo albero, ma guardiano potente,
radici nella storia, rami al firmamento.
Non con severità, ma antica saggezza,
vigila sui fiori, fragile tenerezza.
Un controllore muto, un occhio benigno,
che nulla turbi il loro delicato disegno.
I primi fiori viola, promesse nascenti,
danzano leggeri sotto sguardi benedicenti.
Lei è la forza, la storia immutabile e vera,
essi la rinascita, nuova vita che spera.
Armonia perfetta, un quadro di pace,
solidità e freschezza che mai si disface.
Il passato e il futuro in un unico istante,
mozzafiato e silenzioso, un profumo costante.
La Quercia aggiunge gravità e tempo,
contrasto affascinante, un sublime tempio.
Mentre enzimi brillanti dai fiori son sparsi,
che donano pace all'anima, e mai son dispersi.
segnalata da daniela cesta venerdì 25 luglio 2025
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categoria: Poesie
Il Balcone e il Bar Antico (1902)Casa dei bisnonni. Mio nonno in braccio a sua madre.
Tra mura antiche, un respiro che va,
Vecchia e stupenda casa dei nonni, là.
Non è il tempo che la rende stanca e lenta,
Ma un mistero caldo che la storia inventa.
?La pietra parla, la storia si confonde,
Dove l'eco del passato ancor risponde.
Un primo balcone, un angolo di luce,
È lì che l'anima un ricordo conduce.
?Guardo a sinistra: e il cuore si commuove,
Sento un profumo di vite sempre nuove.
Mio nonno è piccolo, una grazia inattesa,
Dalla sua madre con cura dolce difesa.
?In un abbraccio che è inizio e
che rasserena,
Sotto il sole che batte, o la luna piena.
Quelle mani forti, la culla del suo amore,
Su quel ferro battuto, senza timore.
?Ma il fondamento, là sotto, era vita e festa,
Un Bar lucente, dove l'attesa era onesta.
Mille e Novecento e Due, un sorso di passato,
Con profumo di caffè, l'incontro era avviato.
Tra il tintinnio del rame e il vetro che brillava,
La tua stirpe meravigliosa lì lavorava.
?Oh, che seduzione ha questa antica scena!
È il ritornello di una stirpe serena.
Di sangue caldo che ancora oggi ci lega,
E un'emozione che mai, mai si dilega.
?La casa sussurra, nel ritmo del suo cuore:
"Qui fiorì la vita, qui regnò l'amore."(Danielacesta@copyright)
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categoria: Poesie
Eclittica Di Un'Utopia
Sul bandolo della notte smunta
avanzi, flemmatico, con attoniti occhi,
tenue come un soffio d’ambra,
mentre accarezzi l’aria
che si curva al tuo passo
come seta che riconosce
il suo calore.
Tra le tue ciglia il mondo vacilla,
e il mio assillo, docile ferita,
si schiude come rosa notturna
al richiamo della tua luce obliqua.
Le tue morbide parole
sfiorano la pelle modellata
dalla melodia intensa della tua indole,
più dell’alito dei venti antichi,
e in quell’attimo sospeso
anche il tempo trattiene il respiro.
Ma quando il cuore, audace,
tenta il volo, scopro che il tuo sorriso
non era promessa d’amore,
ma un’arte raffinata di fuga,
poscia all’abbaglio da catturare.
Il silenzio è un velo di tristezza
che gela la mia mano, protesta per te,
in cui ho racchiuso,
nel trafelato pugno,
il cuore che, eclittico ed estraneo,
segna l’eclissi di un’utopia.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra lunedì 2 febbraio 2026
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categoria: Poesie
I f (Lettera al figlio, 1910)
Se riesci a mantenere la calma
quando tutti attorno a te la stanno perdendo,
Se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te
tenendo conto pero' dei loro dubbi;
Se sai aspettare senza stancarti di aspettare
o essendo calunniato non rispondere con calunnie
o essendo odiato non dare spazio all'odio
senza tuttavia sembrare troppo buono ne' parlare troppo da saggio;
Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se riesci a pensare senza fare di pensieri il tuo fine;
Se sai incontrarti con il successo e la sconfitta
e trattare questi due impostori proprio nello stesso modo;
Se riesci a sopportare di sentire la verita' che tu hai detto,
distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;
Se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita distrutte
e sai umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;
Se sai fare un'unica pila delle tue vittorie
e rischiarla in un solo colpo a testa o croce
e perdere e ricominciare dall'inizio
senza mai lasciarti sfuggire una sola parola su quello che hai perso;
Se sai costringere il tuo cuore,i tuoi nervi,
i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti piu'
e cosi' resistere quando in te non c'e' piu' nulla
tranne la volonta' che dice : resisti !;
Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onesta'
o passeggiare con i re senza perdere il tuo comportamento normale;
Se non possono ferirti ne' i nemici ne' gli amici troppo premurosi;
Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;
Se riesci a riempire l'inesorabile minuto
dando valore ad ogni istante che passa:
tua e' la Terra e tutto cio' che vi e' in essa
e - quel che piu' conta - tu sarai un Uomo, figlio mio!
segnalata da Miki lunedì 18 febbraio 2002
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