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categoria: Poesie
Capovolte Parole
Capovolte Parole
Capovolgo parole taciute
per rimarcarle con vigore
al vento che attraversa il mare
fino a raggiungere la città perduta
nel tuo cuore chiuso in un angolo
senza spiragli di allegria e serenità.
Vorrei forzare la serratura di ferro
della tua ragione arrugginita
dall'egoismo che ti copre e ti scalda
lasciandoti macerare in un bagno
di lacrime e lamenti senza rimorsi,
che ti ridestino dal sonno convulso
che ti scuote lasciandoti cadere
in fondo al buio senza speranza.
Vorrei capovolgere il tuo dolore
ferito dalla crudeltà del destino,
in una cicatrice da portare fiero
sulla pelle del cuore che, guarito,
assapora la vita
nella sua complessità,
ammirata dal vertice della tua anima,
libera come un rapace ribelle
che sovrasta incondizionato
su quegli obiettivi che fanno
respirare ancora
il senso di conquista.
Capovolgo ancora i tuoi silenzi
sotto il cielo immobile del tuo lutto
trasformandoli in parole che scavino
tunnel fino a raggiungere il cuore,
perché è da lì che rinascerai ancora
senza morire ancora sotto
il braccio della scura maschera
della depressione, che a passo svelto
ti lascia bere al calice del suo veleno.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra mercoledì 5 febbraio 2025
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categoria: Poesie
Lentamente Vai Via
Lentamente Vai Via
Si inchina lentamente
il rosso del tramonto
tra le nuvole
sulle ombre
dei tuoi profondi silenzi,
tra le strade grigie d'inverno
i tuoi eleganti passi
sui tacchi
attraversano labirinti
di cristallo
dove le sue uscite
profumano del sorriso
di un altro cuore di uomo,
che ami
mentre mi stringi la mano.
È fredda l'amara lancia acuta
che lentamente
mi strappa la felicità,
mentre lascio volare
le tue ali
nel giardino
dei tuoi sogni nascosti.
Non c'è parola
che voglia trattenerti
nelle mie radici d'amore
per te,
nelle lacrime
che nascondono dolore.
Non c'è egoismo
che voglia punirti
per distruggere
la tua gioia sbocciata.
Ti lascerò andare
se vorrai
lentamente,
come lentamente vai via,
perché l'amore
è libertà di essere
dove vuol vivere
per crescere felice,
senza fili spinati nelle carni
che facciano piangere l'anima
nella gabbia dell'infelicità
che ammala
la voglia di respirare.
segnalata da Laura Lapietra mercoledì 12 marzo 2025
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categoria: Poesie
Non So
Non so...
Non so far nulla!
Non so odiare
per questo fa male
sentire troppo dentro,
quando scoppia il cuore
nel petto!
Non so maledire
per questo
mi spengo alle ingiustizie
quando investono
il mio destino.
Non so voltare
le spalle all'indifferenza
perché voglio spaccarla
frantumando
la sua durezza
fatta d'egoismo.
Non so gridare
perché non ha voce
la malinconia
mentre resto a guardare
le mie piaghe.
E non so sopportare
tutto questo fardello
che mi ammaestra l'anima
ad essere ciò
che sono oggi,
granzie a questo!
Non so...
Eppure
ho sempre saputo
cosa fare
poiché non sono fragile
al contrario
sono molto più forte
della corazza di ferro
che indossa il mio cuore!
segnalata da Laura Lapietra martedì 25 gennaio 2022
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categoria: Poesie
Le stanze della Morte
Ancora una volta hai scelto il tuo passato,
nessuna pietà, nessun perdono per i
sudditi maledetti, ti vesti da carnefice
e apri le stanze della morte.
Un altro figlio della vita
ha perso il manto di purezza,
il tuo regno lo ha stuprato,
con violenza, con paura.
Ma tu ora, lo condanni alla
pena più alta, più atroce.
E' Colpevole! E' Colpevole!
e lo fai salire sul trono
della giustizia avvolgendolo
con nuvole di veleno.
E' Colpevole! E' Colpevole!
e bruci la sua carne,
la sua mente con la folgore
della tua vendetta.
Questa è la tua legge,
questa è la crudeltà del tuo regno
che uccide i sensi alla vita
che nasce, e la rende malata
di un odio che diventa follia,
diventa potere.
Ma tu, dov'eri quando seviziata,
picchiata spaventata,
ti implorava amore piangendo,
ti implorava amore piangendo.
E' tu! malato d'egoismo non c'eri
E' tu! attaccato alle cattedrali
del tuo denaro, non c'eri.
Troppo lontani sono i tuoi sensi
malati, per sentire, ascoltare
il lamento, il dolore, la sofferenza
di un essere puro che ti viene incontro
con la gioia negli occhi, e l'armonia
nel sorriso.
Troppo lontano è il tuo regno distorto
dal paradiso che nasce,
dalla libertà emozionale che hai perso.
Questa è la verità che non vuoi sentire,
questa è la verità che ti fa paura.
Altri ancora nasceranno, e sporcherai
e plasmerai ai tuoi pensieri distorti.
Altri ancora saliranno sul tuo trono di morte.
Altri ancora saranno rinchiusi nelle celle
delle tue prigioni, dei tuoi manicomi.
Altri ancora verranno affamati,
sacrificati per il tuo benessere
per la tua vanità!
Altri ancora saranno osannati
come liberatori, e uccideranno in nome
di un Dio, e uccideranno in nome di una patria,
e uccideranno in nome di una falsa libertà.
Questo è il tuo inferno! questo è il tuo regno!
Ma la vita è più forte! la vita è più grande!
lasciala entrare dentro di te, lasciala germogliare
liberamente, aiutala! proteggila! difendila!
con tutto te stesso, con tutte le le grandi risorse
che hai, è l'unica che ti può salvare!
segnalata da Bruno Franchi sabato 3 novembre 2007
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categoria: Poesie
Opulenza Evaporata
L' opulenza evapora come nebbia
al primo albeggiare della cognizione,
sotto i suoi occhi smeraldi, assetati.
Un velo enigmatico che si disperde
tra le correnti eterne,
lo rendono schiavo del suo nudo
una volta andato
non è più possibile riacquistarlo.
Perle di fortuna evanescenti
nella brezza imprevedibile
dell'incauto imprudente
cadono dalle scale della perdita,
nell'aria l'ira del leone sconfitto.
Ogni avere, cangiante e caduco, lanciato al suolo risuonando
elogi di autocompiacimento
si manifesta come un sauro
che scivola via in un battito di ciglia, emblema di un ricordo
ormai disperso nell'arroganza.
Un forziere vuoto di sogni brilla
nel suo nulla, in quelle promesse
mai onorate per qualcuno,
ma dissipate con frivolezza!
La speranza si esilia in ogni volto,
volti che un tempo
risplendevano con convinzione.
Ora metamorfosati in ombre,
riccioli di ricordi effimeri,
dove ogni raggio di luce
diventa un'eco di rammarico, lasciando l'abisso vuoto
assorbendo all'anima la pace.
L'angoscia si insidia
tra le pieghe del cuore,
e il dolore si fa compagno veleno muto e incisivo!
Un inchiostro indelebile
su pagine ormai ingiallite
sul quale piangere disperato.
In questo scenario desolante
di perdite e tormento,
il tempo si arresta e osserva
con occhio critico, l'egoismo punito,
mentre le storie
di colori festivi e opulenti
vivi di lussureggiante armonia,
acquistati con fiamma dorata
si estinguono nel baratro.
E i sogni, un tempo vibranti,
ora giacciono come foglie
morte sul terreno sterile.
Così il ricordo di ciò
che era apprezzato
per la sua carnalità,
si trasmuta in un soffio fetido annegato in un oceano di ombre,
di nostalgiche riflessioni
senza zattera salvifica
di salvezza mai coltivata
per eccessiva superbia,
e il fango nel suo latte
è letto perpetuo nel dimenticatoio
del rimorso nel suo ineluttabile
dissidio imperituro.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra mercoledì 11 settembre 2024
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