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categoria: Poesie
mai più come te
Ragazzi questa è da leggere!
basta un niente un nome una calligrafia
perché ogni cuore ha una memoria tutta sua
si vede sempre dove strappi via una pagina
come ti fissa una fotografia di ieri
la stagione delle piogge arriva qua
alla stazione della mia malinconia
e scende il tiepido acquazzone di una lacrima
sull'ultima tua voce che ho in segreteria
mai più come te
nessun'altra mai
perché dopo te
io sì che m'innamorai
sempre più di te
quanto tu non sai
e anche senza te
c'è qui la tua assenza ormai
che amo come te
chiudo gli occhi e faccio buio dentro me
e la mia mente è come il treno delle sei
con cui ritorna a casa la tua cara immagine
in un silenzio che non puoi far stare zitto
non è tanto questa fine tra noi due
ma quanto quelle sue rovine dietro me
e accanto ai passi con cui pesto ombre di nuvole
quando esco a buttar via gli avanzi di poesie
mai più come te
nessun'altra mai
perché dopo te
io sì che m'innamorai
sempre più di te
quanto fu non sai
e anche senza te
c'è qui la tua assenza ormai
che amo come te
e com'è sempre tardi per amare
e l'amore è la pena da scontare
per non volere stare soli
e meglio è amare e perdere
che vincere e non amare mai
mai più come te
nessun'altra mai
perché dopo te
io sì che m'innamorai
e sempre più di te
quanto tu non sai
e anche senza te
c'è qui la tua assenza ormai ma
mai più come te
e com'è sempre tardi per amare
e l'amore è la pena da scontare
per non volere stare soli
e meglio è amare e perdere
che vincere e non amore mai
mai più come te
nessun'altra mai
perché dopo te
io sì che m'innamorai
e sempre più di te
quanto tu non sai
e anche senza te
c'è qui la tua assenza ormai ma
mai più come te
Claudio Baglioni - tratto da mai piu come te- cb
segnalata da andy mercoledì 25 giugno 2003
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categoria: Poesie
Soprano lirico spinto
Prigioniera di un sogno,
del ricordo di un amore
bello e breve,
Gabriella,
fai della musica
la tua amica nell’arte
e nella poesia,
ma ignori,
forse, la vita,
che t’accompagna
col suo volto ingrato.
Lo sa Iddio
perchè ti rifiuti
il coraggio di godere
le gioie più intense
e più vere,
che pure ci sono,
e che basta cercare...!
Come puoi trovare,
col viso affondato
nell’ombra
delle tue paure,
l’autentico amore?
L’amore sincero,
fatto di tenerezza
e di piccole cose...
Quando la semplicità
di un sentimento
nato per caso,
ti si strugge dentro
e ti convince a lottare,
senza che quasi
te ne renda conto,
fino allo spasimo...!
Ecco, Gabriella,
continua a sognare,
a cantare e a danzare,
ma la saggezza
ti vuole creatrice
della tua storia...
Quando la realtà,
gran maga
crudele e splendida,
t’avrà conquistata
alle sue certezze,
nel profondo dolore
e nella vera gioia,
nell’umiltà
e nella grandezza,
tu saprai volare...
Come una rondine
libera e felice,
verso nuove luci
di primavera...
O come l’aquila,
dalle grandi ali
remiganti,
verso la cima
di candide nevi!
E a te d’intorno,
nell’aria...
la tua musica
e la tua poesia,
avrai più umane
e vere compagne,
sul cammino radioso
della tua vita.
FernyMax - tratto da Ricordi del 1978
segnalata da FernyMax lunedì 7 luglio 2003
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categoria: Poesie
DEDICATA A LEI
Vedo il tuo nome
scritto sui giornali
E le canzoni
mi parlano di te
Io sono sicuro del
sentimento che
provo per te
Per questo
mi sto
mettendo in gioco
Ma non lo farei
se non
fossi sicuro che
tu fai per me.
tu lo sai.
Quando
sono insieme a
te vorrei
che il tempo
si fermasse.
E sento che
anche tu
provi qualcosa per me.
Si respira nell’aria
e non si chiama
amicizia.
Sono stato
chiaro con te
Ma i tuoi silenzi
confondono la mente
rafforzano l’idea.
Perplessa tu sei
Rispondere non sai
Ora vedo nei tuoi
occhi riflessa
l’ombra dell’amore
Questa è la tua risposta
alla mia domanda
E non dire che
non vuoi farmi soffrire
Queste stronzate
raccontale a un altro
Se hai paura di
perdere un’ amico
non ti devi preoccupare
di amici tu ne hai
E non perdi un amico
ma soltanto
uno come me.
Non giocare con
i tuoi sentimenti
ascolta il tuo cuore
lui conosce la strada
per arrivare da me
Se questa è solo una
mia ossessione.
Voglio sentirlo
dalle tue labbra
dalla tua voce.
Allora me ne andrò
non mi vedrai
mai più.
Ma mi vuoi dire
come
tutto questo
sia stata solo
un’illusione
segnalata da Andrea mercoledì 27 ottobre 2004
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categoria: Poesie
Autunno Meteoropatico
Nel folto grigiore urbano
a sprazzi splendente,
l'astro ameno del giorno
si cela sfumato e corbellante
sui quei volti indifferenti
dei loro convulsi corpi
spediti verso le proprie mete,
mentre placida l'autunno intraprende le sue piroette
sul libeccio che aspira sfociare
in una intensa pioggia
di melanconia da scordare!
Cromie sfumate
si allontanano avvolte
nel silenzio dietro ogni angolo,
mentre foglie brune e gialle
sussurrano il loro stormire
sotto alle mie suola,
le vie come vesti di cenere
si tingono d'ombre
ed errate congetture
che come un veleno
il cuore inerte rende immobile!
Dal parabrezza ahimè
ignava or cerco
il riflesso rarefatto dell'etere,
la metamorfosi che la Terra
dona in tale momento,
ma l'umido asfalto
nel suo abbraccio inerte,
privano i miei occhi
da quel bagliore incantato!
È un'assenza costante,
un'obliterazione implacabile
che mi spacca il cuore,
respiro saviamente riposta
solo nella tua casa, nella tua vita!
Amor che or mi sei lontano...
E così, rimango prigioniera
del tempo irremovibile,
senza poter annusare
il profumo del risveglio
delle dolci caldarroste
dopo l'amplesso dei sensi
dalle più sensuali movenze.
Le strade or si ergono
come celle asfittiche,
in cui l'autunno canta
folate stonate dal crepitio
della malinconica pioggia
da cancellare sulla mia pelle!
Ma le mie pietrificate membra non avvertono la lirica,
mancano i sensi per catturarne l'essenza vibrante...
Eppure là fuori,
la sconfinata bellezza
delle bronzee foglie
che danzano
e danzano in cerchio,
come candide gocce di rugiada,
e l'arcobaleno
dalle tenue tonalità,
rendono magnifico
il mio sguardo di vita o di morte,
in un'arpa che la natura accorda!
Mi sfugge la speranza d'averti,
che come fronde caduche
or siamo amanti scostanti
nel fruscio che si leva
come cantilena
nelle piaghe che risvegliano
il presente nel traffico
dagli assordanti clacson,
ma tra le mura dell'urbanità
che mi imprigiona e avvita,
resto legata a un panorama monotono e opaco,
annusando fragranze
che la mia città frutta,
come un animale assetato
di antichi olezzi che non trovo!
Forse un giorno astratto fuggirò
da questo scuro labirinto,
dalle urla della metropoli
che opprime e confonde,
per vivere l'autunno
con lo sguardo estinto
dalla meteoropatia
sulle spalle di una natura
che implora respiro profondo!
Fuggirò per raggiungerti.
E fino a quel giorno,
mi dedicherò a ricordare
immersa nella caverna dell'urbanità infame
che esiste un mondo
di intervalli e cadenze,
non solo ricamati di nostalgie
e reminiscenze in amarezze,
ma anche di intagli
di sbuffi d'aliti di vita
da cogliere per vitalizzare
quei momenti da lavare
con fiducia nella fede
che in quel giorno che verrà
sarà magione per l'amore,
senza grigiore e senza orpello
a offrire un autunno
senza affanno e senza ombrello!
©Laura Lapietra
segnalata da Laura Lapietra mercoledì 4 ottobre 2023
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