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categoria: Poesie

Ricordi di campagna

RICORDI DI CAMPAGNA
(stato d’animo 4)

Appena alzato, ogni mattina,
dopo il caffè o il cappuccino,
mi recavo giù in cantina,
per portare il pasto alle galline.

Si chiamava Genoveffa,
e sembra quasi una strana beffa,
che scampò quella mattina,
dalla terribile e camorrista faina.

Trenta polli, due tacchini,
una papera e tre oche,
tutte quante morte sgozzate
nel giardino sterminate.

Nella ampia e comune fossa,
senza lamenti o alcuna mossa,
tutte quante trovaron posto
senza indugio e senza costo.

La faina camorrista,
la notte dopo giunse a vista,
dietro alla tenda del balcone
sparò un colpo di cannone.

Della faina camorrista,
il giorno dopo si perse la vista,
e nel vallone fu infin trovata
deceduta per una schioppettata.

Catello Nastro

Catello Nastro

segnalata da Catello Nastro venerdì 11 febbraio 2011

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categoria: Poesie

ASTRIGNIMMO ‘A CURREJA
“Stringiamo la cinghia”

Mo’ ch’è accummenzata a recessione
‘nge va largo puro ‘o cazone,
e ‘o riesto d’a panza se papareja,
ca’ songo tre juorni ca’ vacantea.

Ogne tante, cu’ l’offerta spigiale,
se po’ ffa’ ‘na magnata ca’ vale,
te può magnà ‘na panella d’ajeri già dura,
ca’ pare ‘mbastata ca’ segatura.

Aspietti ca’ qualche cumpare
o nu’ vecchio cumparielle,
ca’ è arrivato a cient’anne
senza canosce miereche e malanni

t’invitasse a fa’ ‘na magnata
rint’à cantina arrete ‘a ‘nfrascata,
ma chillu viecchio, perecchiuso cumm’è,
se fa annanze sule pe’ ‘na tazza ‘e cafè.

Tu acciette: tanto pave isso.
Trase rint’o bar e t’avvia ‘o bancone
mentre avvia ‘a macchina
‘nu bravo guaglione.

“Zucchero?” “ Sì: seie cucchiaini!”
Tanto pure chelle so’ calorie.
E mentre ‘o padrone te vuarda stuorto ra’ reta,
tu le rispunni: “Scusate. Tengo ‘o diabbete!!!”

Catello Nastro

TRADUZIONE AD SENSUM
Con questa crisi possiamo anche iniziare la dieta. Quando qualche parente ci invita a pranzo, però, lo stomaco può fare anche gli straordinari. Un vecchio compare che festeggia, al posto di offrire un lauto pranzo, si limita solo ad un caffè. Ma almeno, per fare calorie, fai aggiungere sei cucchiaini di zucchero. E mentre il padrone del bar guarda storto, tu gli fai capire che non è colpa della fame, ma del diabete!!!

segnalata da Catello Nastro mercoledì 7 dicembre 2011

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categoria: Poesie

fa male sentire lo stridio del nostro cielo
ti perdi nascosta dietro un nero velo
le sporche anime stranamente si incontrano
dopo pochi istanti rapidamente si scontrano

Comportamento che tradimento ora mi mostra
La mano si ferma a ogni sospiro trema
la tua persona fuori dal solito schema
che fugge però ad ogni singolo problema

ti Stanchi di nuotare in una mente confusa
scocciato di scacciare queste rumorose fusa
aggiusti tristemente i peggio guai alla rinfusa
peccato troppo docile a cui non regge scusa

Pretendi risposte che chiariscono i tuoi dubbi
troppo contorti ed è il motivo per cui fuggi
gli occhi si spengono su colpe che tu aggiungi
fungi da baratro spezza distanze che allunghi

Rit.
Guarda come Viaggia la mia fantasia
Senti come non distrugge quest'agonia
Distruggi la magia di non essere più mia
Lascia che quest'aria sappia di malinconia
Adesso Piangi

Soffi su fuochi credimi già spenti
Sguardi danno voce ora ai sentimenti
lenti passano i meravigliosi silenzi
consumano i fastidiosi tormenti

Dono la preziosa vita in cambio del nulla
chiudo i miei occhi/dolce melodia mi culla
mentre una lacrima scende sul mio viso
accompagnata dal ricordo di un tuo sorriso

Angelo apri quella porta in paradiso
quando del profumo le lenzuola hai intriso
sai che la sofferenza mia hai deciso
ma sulla pelle ho il nome tuo inciso

Questa Notte cruda ti abbraccia fredda
con la speranza forse che in un sogno venga
Le tue carezze per me traccie d'utopia
Intanto io prego -si- portami via...

non io ;)

segnalata da aleksa giovedì 7 aprile 2011

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categoria: Poesie

Se un dio sapesse

Se un dio sapesse
quello che accade quaggiù
a chi darebbe la colpa?
Chi non vive
chi muore
chi ha fame.
Un sudario di polvere
bambini che restano bambini
sotto le macerie.
Non accadono i miracoli quando piove
la patria dei morti non ha terra
e' nuda, senza saliva
e se un dio contasse le lacrime
che bagnano questo mare
riuscirebbe a perdonarsi?
Non ha più figli,
la morte gira per le strade
con una stella tra le mani.
Ossa come petali di un fiore
sparse per tutta casa
le finestre chiuse.
Se un dio vi abitasse
se si affacciasse sulle fosse
guarderebbe altrove
per non vederla sprofondare
nell' orrore.
Io non sono un dio
non posso voltarmi
il mio cuore piange
come quello di un uomo.
Il silenzio avrà voce
ma nel pronunciare il tuo nome
Gaza
resta oramai in bocca
solo il sapore del sangue

Michele Gentile

segnalata da Sara mercoledì 3 settembre 2025

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categoria: Poesie

Velleità Senza Colore

Velleità Senza Colore

Flemmatico incedi
come un presagio
di recondita buriana,
e il mio cuore, ignaro,
si tende come vela che attende
il primo colpo di vento
sul profluvio delle palpitazioni.
Le tue pupille ipnotiche
bruciano come abissi
di quercia ardente sulla mia pelle,
scolpiscono sul mio fiato
una fame antica da satollare,
una sete che non osa chiedere nome
nel crepuscolo dell’abbandono.
Tra le tue dita la notte si contorce
e il mio corpo, fragile costellazione,
si riallinea al tuo orbito clandestino.
Ogni tuo sorriso è un varco
di vertigine, un altare profano
dove il lume del pudore pencola,
malleabile al richiamo d’amore.
Ma quando, d’improvviso, schiudi
il buio dell’incertezza sul tuo viso,
nel sacro tumulto del tuo bacio
converti magie di audacia
in un frutto inibito da trangugiare
senza rughe di rimorso nell’anima.
Una inane musica senza cielo
ormai scorre tra di noi senza colore.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra martedì 9 dicembre 2025

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categoria: Poesie

D'improvviso Lei

D'improvviso Lei

D'improvviso lei, passi di farfalla
dalle gote di velluto chiaro
sotto il mare blu dei suoi occhi,
a volte nascosti dalle onde bionde
dal profumo di vaniglia come una dea.
Oh, è un tuono nel centro del mondo
a spaccare le mie sicurezze d'acciaio,
lei l'unica, la sola rosa scarlatta
nel deserto delle mie attenzioni.
Freccia dal veleno di passione
perfora il cuore come ladra innocente,
a togliermi ogni corazza di difesa.
D'improvviso, lei uragano di felicità
nel bel mezzo dei miei programmi
a sconvolgermi, stravolgermi la vita,
ed io esca del suo amo son preda!
D'improvviso lei, a far tremare il cuore,
piccolo grande raggio di sole nel mio inverno a scolpire emozioni indelebili.
È lei, la sola, l'unica, all'improvviso!
D'improvviso si scioglie il ghiaccio
nel sangue che mi scorre nel petto
e le emozioni pulsano
nelle note di un colpo di fulmine che folgorato e nella brace dell'amore
rapidamente e rapacemente divoro
il suo sguardo,
legandolo al mio in un unico desiderio
in un unico sentiero
sentito e voluto da percorrere insieme
nelle cavalcate del destino.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra sabato 2 novembre 2024

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categoria: poesie

poesie la sicilia e t.v

Poesia
Sicilia
Quanta storia ti porti alle tue spalle
Quanti doveri hai compiuto
Tu ti destreggi ad opera
Di armi e coltelli.
Il mar mediterraneo da secoli punito
Nei suoi misteri di collorosso.
Le figure illustri che in quest’isola
Hanno dato,in un certo senso un’po’
Di cambiamento c’è stato.
C’è chi ha sparato c’è chi è stato arrestato.
Ma la vera società giusta dov’è?è colpa dei Normanni?…..

Poesia
La t.v.
Un piccolo schermo dal 1950
Quante cose ha trasmesso;
Balli,canti,varietà e cincillà.
Per quanto ancora essa ci stupirà,
Le reti sono controllate
E il canale sta per biasimare.
Il telecomando è stufo di girare e di annoiare,
Esso ha deciso di protestare.
Una rete mondiale,
Si ma quella per pescare
Tutte le cretinate
Che sono state acquistate e fregate.
La t.v. è una fantasia
È utile, ma si occupa del tempo previsto
Dai tg nazionali a chi lha visto
Giro canale
Scelgo la vita reale
Mi lamento ma pazienza
È lo stesso sensazionale.

Marco poeta siracusano - tratto da dai suoi brani poetici

segnalata da Marco sabato 27 dicembre 2008

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categoria: Poesie

conseguenze dell’amore parte 2°

Osservo ogni parte del tuo corpo,
l’immaginazione prende forma,
ammiro ogni lato del tuo volto
se mi distraggo troppo non darmene la colpa.

La pelle brilla sotto il sole,
le gocce salate dell’eccesso
trattengono timidamente
il fuoco che giace dentro te.

Il mio tatto suggerisce di andare oltre,
sento sempre più caldo,
sono confuso, sono agitato, mi sento sollevare,
le mie ali si spiegano,
sento di volare.

I muscoli tremano, gli occhi si serrano,
crei in me una soglia di dolore e piacere,
è profondo e sublime.

Il tuo respiro si affanna,
l’aria calda sul mio collo
alimenta i battiti del mio cuore,
le mie vene hanno perso il controllo.

Non te ne accorgi, sprigioni bellezza e vitalità,
fatti vedere, fatti spogliare,
come un opera d’arte
voglio scolpirti, ti voglio disegnare.

Il tuo sorriso innocente
a volte mi tradisce,
è lì che voglio arrivare,
è quella situazione che voglio invocare
(un istinto che non riesco a placare).

Voglio fondermi con te,
sciogliermi dalle tensioni
e liberarmi dalle paure,
dammi una possibilità,
per farti conoscere un altro aspetto dell’amore.

Non aspetto altro,
sono io a dirlo,
è il mio corpo a suggerirlo
Amore mio, questa notte
non ti ho mai desiderata tanto.

segnalata da purafollia sabato 2 settembre 2006

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

NN T ARRENDERE!!!

E' tardi, è notte.
Anche se ormai è primavera
fuori fa freddo,
in casa il camino arde.

Dovrei dormire ma nn ho sonno.

Mi avvicino alla finestra e penso:
vedo la mia vita, con tutti i suoi momenti belli,
vedo il mio Amore...

E' così stupendo
che mi sembra quasi ultraterreno...
...ma lui nn è + così...nn lo riconosco...

Lo vedo come era prima, o meglio,
come mi immaginavo ke fosse,
nn riuscendo a capire
xkè è dovuto cambiare...

Credo sia colpa mia.
Se nn glielo avessi permesso,
adesso nn sarei qui a rimpiangermi...

Mi odio. Lo odio. Lo amo.
Quale dei 3 sia + vero nn so...

Mi avvicino troppo al vetro...
Si appanna...
...e ci incido 1 "MI ODIO",
come quello inciso nel mio cuore.

Voglio tornare indietro
a quel 10 di maggio,
il nostro giorno amore,
ma nn voglio guardarlo in silenzio.

Mi alzerei,
lo fisserei negli occhi,
gli direi ''TI AMO'',
lo bacerei...

...1 lungo caldissimo bacio
fino a quel maledetto 5 dicembre,
quando gli chiederei
" XKE'? " ...... " Cosa posso fare x essere ancora nei tuoi pensieri? "

Niente, lo so,
ma almeno ci avrei provato,
e nn avrei quella sensazione
di nulla dentro di me...

...almeno NN MI SAREI ARRESA!!!

.:Luna93:. - tratto da Dal mio cuore

segnalata da .:Luna93:. lunedì 9 luglio 2007

stelline voti: 7; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Solo

Solo.
E’ una parola
Null’altro
Ma perbacco quant’è pesante
Solo è …
chi non s’accontenta mai
chi cerca di aiutare gli altri
chi ha i soldi ma non gli bastano mai
chi non li ha e lo deridono
chi non ha cuore
chi lo ha ma non lo fa vedere
chi ha una donna ma non la considera
chi non ce l’ha
chi si espone in prima linea
chi non ha il coraggio di farlo
chi è bello, ma fine a sé stesso
chi è brutto e non azzarda mai
chi ha un amico ma è lontano
chi ha una figlia ma non con sé
chi parla italiano ormai non capito
chi è fortunato ma inutilmente
chi è iellato per colpe non proprie
Solo.
Gira che ti rigira
tutti ci sentiamo soli
ma a torto.
Molti non lo sono ma non se ne rendono conto
Se lo fossero, eccome, se sentirebbero la differenza
Ma basta poco, ai Soli Veri,
per non sentirsi tali
una parola, un pensiero, un cenno
ed ecco che rinascono di luce propria
ma che si riflette intorno
illuminando questo mondo di fosche tinte
con un nulla, facendo credere ai Soli Finti
che è meglio che smettano con le loro teorie
e che si godano le realtà che hanno…
Nonostante tutto
Meglio soli Veri, consapevoli,
che in compagnia, ma veramente Soli!

bigbruno - tratto da Pensieri

segnalata da bigbruno domenica 10 giugno 2007

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Mamma

Hai iniziato a tribolare fin dalla mia nascita
E' stato un crescendo di bordate pesanti
Intervallate da momenti abbastanza tranquilli
Hai fatto sempre la tua parte, con onesta serenità
Con picchi di gratuita severità, che non meritavo, e che non ti si addiceva
A onor del vero ti ha stressato di più il babbo
Altero, irrequieto, supponente, a volte anche prepotente
Ma senza mai alzare un dito, anche se la lingua fa male più degli schiaffi
E tu, impassibile, paziente, assorbivi tutto e lo fai ancora
Anche se ora è diverso, anche lui
Buffo...
Quando potevate darvi e darmi tanto, il piede era sul freno, inamovibile
Ora, che le primavere sono già considerevoli
E si affacciano pericolosi effetti collaterali
Il fiume della vostra vita scorre lento, ma ancora forte
E parlate, parliamo, ma mai abbastanza, come tutti
Mi spiace, e tanto, di avervi abbreviato l'esistenza
Quel giorno malefico vi è costato anni
Il giorno dopo era già visibile, il cambiamento
Così com'è stato per i nonni...
Per loro ancora peggio, perché già carichi di acciacchi
Nell'arco di 6 anni, da autonomi...
Sono finiti rigidi, in orizzontale, alla mercè del nulla
O al cospetto del tutto...
Sai quanto c'ho pensato, mamma?
Tantissimo, e talvolta mi pare un incubo...
Ma non riesco a sentirmi responsabile
E' una colpa che disconosco, e tu più di altri lo sai
Il rammarico, certo, quello è rimasto
Ma tuo figlio non ha mai avuto un buon rapporto con la dea bendata
E nel tuo cuore conti le cicatrici
Che io ho altrove
Però resisti, ancora, e grazie a me, anche
Che tante volte ti rimprovero di lamentarti troppo
O di non accontentarti di quanto hai, di come sei, di come siamo
Comunque sia... sei stata, e lo sei tuttora, forte
Davvero.

bigbruno - tratto da Pensieri

segnalata da bigbruno domenica 10 giugno 2007

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

L'Apnea

Dimmi perché dovrei lasciarti ancora tempo
non sarò io a dirti dove, come e quando
Quando è così, la storia è gia chiusa
non serve più né l’imputato né l’accusa

La colpa dov’è, è far l’amore senza sentimento
lasciami qui, tu che trasformi il sorriso in pianto,
Hai già deciso
stai meglio fuori
Ti basta un sorriso
per conquistare nuovi amori

e mi lasci come un’ancora, incagliata proprio in fondo al mare
un relitto alla deriva, un aereo che non sa atterrare

perché sei tu
come l’apnea
mi spingi giù
mi lasci solo nella marea

Dimmi cos’è che fa cambiare direzione al vento
sarà che io sento di amarti ancora tanto
L’amore sai, se vuoi si frantuma
un anno fa, sembrava terra e adesso è luna

e mi lasci come un’ancora, incagliata proprio in fondo al mare
un acrobata in caduta, con le ali che le scioglie il sole
e mi lasci come un’ancora, una vela che non puoi spiegare
un satellite fuori orbita, come un ladro che non sa rubare

perché sei tu
come l’apnea
mi spingi giù
mi lasci il vuoto della marea
tu
sei la mia apnea
mi tiri giù
togli il respiro ad ogni idea

MaxDeAngelis

segnalata da Laurab mercoledì 21 dicembre 2005

stelline voti: 12; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

perché

Perché?

Parlo sincero e ascolto ipocrisia
Sono limpido e incontro malignità
Vivo modestamente e mi si ostenta il superfluo
Non lecco ma inciampo nella saliva altrui
Non posso correre, ma devo sforzarmi di farlo, per resistere
Guardo con amore e raccolgo indifferenza
Penso agli altri, ma gli altri non pensano a nessuno, se non a loro stessi
Aborro l’apparire, ma la fa da padrone
Amo l’essere, ma è sempre meno importante
Credo nella saggezza, ma che è?
Capisco gli sfortunati, ma che ci stanno a fare?

Come una fronda in balia del vento
Così noi nel mondo
Un piccolo, insignificante, bruscolo nell’universo
Che ci sia o non ci sia
Può disturbare qualcuno, per qualche momento
Poi tutto passa
E ci dimentichiamo dei problemi altrui
Con la velocità della luce
Sono solo i nostri, di problemi, che veramente contano
Ma quanto siamo piccoli?
Come facciamo a non capire?
Quale ottusità attanaglia la nostra mente?

Ci chiedono aiuto, e latitiamo
Lo chiediamo, pretendendolo

Muore un uomo, ci rattristiamo per un attimo
Muore il nostro cane non troviamo pace

Gli altri sono malati, chissenefrega!
Conta solo la mia, di salute…

Tanti muoiono di fame, che fare?
Io ho il frigo che trabocca…

Ci sono tanti barboni, che mondo ingiusto!
Io prendo 1000 euro al mese, ne vorrei il doppio…

Perché un essere normale può pensare queste cose?
Perché quando sta bene lui va bene così.
Per il resto ci sono i giornali, e la politica, e la tv
Diamo la colpa a loro, che è facile

Ma la sera, prima di addormentarsi, proviamo a pensare, se ci riusciamo
Qualcosa non va?
Perché?

bigbruno - tratto da pensieri

segnalata da bigbruno martedì 27 dicembre 2005

stelline voti: 108; popolarità: 13; 0 commenti

categoria: Poesie

I f (Lettera al figlio, 1910)

Se riesci a mantenere la calma
quando tutti attorno a te la stanno perdendo,
Se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te
tenendo conto pero' dei loro dubbi;
Se sai aspettare senza stancarti di aspettare
o essendo calunniato non rispondere con calunnie
o essendo odiato non dare spazio all'odio
senza tuttavia sembrare troppo buono ne' parlare troppo da saggio;

Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se riesci a pensare senza fare di pensieri il tuo fine;
Se sai incontrarti con il successo e la sconfitta
e trattare questi due impostori proprio nello stesso modo;
Se riesci a sopportare di sentire la verita' che tu hai detto,
distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;
Se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita distrutte
e sai umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

Se sai fare un'unica pila delle tue vittorie
e rischiarla in un solo colpo a testa o croce
e perdere e ricominciare dall'inizio
senza mai lasciarti sfuggire una sola parola su quello che hai perso;
Se sai costringere il tuo cuore,i tuoi nervi,
i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti piu'
e cosi' resistere quando in te non c'e' piu' nulla
tranne la volonta' che dice : resisti !;

Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onesta'
o passeggiare con i re senza perdere il tuo comportamento normale;
Se non possono ferirti ne' i nemici ne' gli amici troppo premurosi;
Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;
Se riesci a riempire l'inesorabile minuto
dando valore ad ogni istante che passa:
tua e' la Terra e tutto cio' che vi e' in essa
e - quel che piu' conta - tu sarai un Uomo, figlio mio!

Rudyard Kipling

segnalata da Miki lunedì 18 febbraio 2002

stelline voti: 9; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Catarsi d'Amore


Fra le nebbie eterne,
e le cupe armonie
dell’orrore metafisico,
la mia anima ha vagato,

per lungo tempo,
schiava di sue colpe,
piangendo disperata,
non rintracciando il filo...

Ancora questo senso,
d'angoscia, mi ricorda
le profondità del male
appena patito...

Io neanche saprei, ora,
cosa chiedere a Dio,
se potessi inchiodarmi
al leggìo dei pensieri

e raccoglierli,
in un guscio di noce,
perché galleggino
sull'acqua...

Allora prenderei
per oro colato
le verità di Fede,
e smorzerei,

dentro un boato,
il tormento d'amare
o l'ansia di vivere
senza soffrire.

Eppure fra i tuoi occhi
ho letto la Speranza,
e la Carità d’un bacio
ha spento in me

ogni tracotanza:
alla tua Fonte berrò
tutti i miei Sogni,
o le soavi Illusioni

di un Giorno d'Amore,
perché lo Spirito viva,
come mai è stato,
fasi della Coscienza,

simile ad un bimbo,
appena svegliato,
così bello e felice
in grembo alla Mamma.

FernyMax

segnalata da FernyMax venerdì 21 febbraio 2003

stelline voti: 22; popolarità: 8; 0 commenti

categoria: Poesie

E un giorno ti svegli stupita e di colpo ti accorgi
che non sono più quei fantastici giorni all'asilo
di giochi, di amici e se ti guardi attorno non scorgi
le cose consuete, ma un vago e indistinto profilo...
E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi
che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola,
che il mondo là fuori t'aspetta e tu quasi ti arrendi
capendo che a battito a battito è l'età che s'invola...
E tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano,
non racconta più favole e ormai non ti prende per mano,
sembra che non capisca i tuoi sogni sempre tesi fra realtà e sperare
e sospesi fra voglie alternate di andare e restare...
di andare e restare...
E un giorno ripensi alla casa e non è più la stessa
in cui lento il tempo sciupavi quand'eri bambina,
in cui ogni oggetto era un simbolo ed una promessa
di cose incredibili e di caffellatte in cucina...
E la stanza coi poster sul muro ed i dischi graffiati
persi in mezzo ai tuoi libri e a regali che neanche ricordi,
sembra quasi il racconto di tanti momenti passati
come il piano studiato e lasciato anni fa su due accordi...
E tuo padre ti sembra annoiato e ogni volta si fa più distratto,
non inventa più giochi e con te sta perdendo il contatto...
E tua madre lontana e presente sui tuoi sogni ha da fare e da dire,
ma può darsi non riesca a sapere che sogni gestire...
che sogni gestire...
Poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto chiaro,
capirai che altra gente si è fatta le stesse domande,
che non c'è solo il dolce ad attenderti, ma molto d'amaro
e non è senza un prezzo salato diventare grande...
I tuoi dischi, i tuoi poster saranno per sempre scordati,
lascerai sorridendo svanire i tuoi miti felici
come oggetti di bimba, lontani ed impolverati,
troverai nuove strade, altri scopi ed avrai nuovi amici...
Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po' folle, un po' saggio
nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio,
la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato,
la paura e il coraggio di dire: "io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato..."

segnalata da Ambra lunedì 1 dicembre 2003

stelline voti: 14; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

Col tempo

Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il viso
Non ricordi la voce
Quando il cuore ormai tace
A che serve cercare
Ti lasci andare
E forse è meglio così

Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
L'altro che adoravi
Che cercavi nel buio
L'altro che indovinavi
In un batter di ciglia
Tra le farse e le righe
E il fondo tinta
Di promesse agghindate
Per uscire a ballare
Col tempo sai tutto scompare

Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
Ogni cosa appassisce
Io mi scopro a frugare
In vetrine di morte
Quando il sabato sera
La tenerezza rimane
Senza compagnia

Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
L'altro a cui tu credevi
Anche a un colpo di tosse
L'altro che ricoprivi
Di gioielli e di vento
Ed avresti impegnato
Anche l'anima al monte
A cui ti trascinavi
Alla pari di un cane
Col tempo sai tutto va bene

Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il fuoco
Non ricordi le voci
Della gente da poco
E il loro sussurrare
Non ritardare copriti
Col freddo che fa

Col tempo sai
Col tempo tutto se ne va
E ti senti il biancore
Di un cavallo sfiancato
In un letto straniero
Ti senti gelato
Solitario ma in fondo
In pace col mondo
E ti senti tradito
Dagli anni perduti
Allora tu col tempo sai
Non ami più.

L. Ferré - E. Medail

segnalata da FernyMax domenica 2 febbraio 2003

stelline voti: 15; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

BOSNIA '95


Mi ritrovo così, ora,
solo con me stesso...
a pensare che tutto
perde significato,
come uno stereotipato
abbraccio con la morte
e la delusione:
gotico e grottesco,
nello stile dei tempi.

Un suicidio voluto,
generazionale,
pieno di rabbia
esistenziale,
da chi la fine
l'ha cercata
inconsapevolmente,
dopo l'ultima sfuriata
del caporale di giornata.

L'umanità va raminga
per le strade insanguinate
dall'ultimo eccidio
d'innocenti, ad opera
della solita Mano
Militare armata
dal Capitale,
che sputa sull'uomo
e poi su se stesso...

come in un gioco
crudele e riflesso,
misterioso complesso
di Autodistruzione
dalla notte dei tempi.
Chissà cosa troveranno
i figli dei figli...
Se i sensi di colpa
o la vigilanza razionale.

La Poesia
o la Noia minimale.
Se un Nuovo Verbo
saprà diffondere
il sereno compianto,
la giustizia e l'amore.
O la speranza
dovrà naufragare
sulle rovine d'un tempio,

unico testimone
della sorpassata
libertà dell'uomo.

FernyMax

segnalata da FernyMax martedì 11 marzo 2003

stelline voti: 5; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Poesie

mettetelo voi

E adesso via pure via
ho voglio di restare solo
Con la voglia,
di volare nel tuo cielo
Non mi sono mai chiesto chi eri
e perche' hai cercato me
io checredevo fino a ieri
di essere un angelo
ho Rischiato d'impazzire,
di farmi scoppiare il cuore
ho perso una donna
ora ho voglia di morire
di rinnegare il cielo
di Prendere a sassate
tutti i sogni fatti
e di farli cadere
uno a uno
Spezzare le ali degl'angeli
ancora in volo
ammetto che sbagliavo
E adesso che rimane
di tutta una vita sognata insieme!
un uomo solo
che ancora ti pensa
quando la notte si fa buia
e diventa piu' triste
quando si e soli
Quando sopra il viso
c'e' una lacrima
che ancora scende..
Provo a ragionare,
faccio l'indifferente
Fino a che mi accorgo
che non sono servito a niente
E vorrei urlare,
sbattere la testa
Respirare forte
il suo profumo
Dire è tutta colpa del destino
se non ti ho vicino
maledetta sera
ora raccolgo i cocci
e penso al domani che sara
un giorno nuovo
e mi ripeto
e mi ripeto
e mi ripeto.....

kontezero - tratto da dal nulla

segnalata da ilkontezro giovedì 15 luglio 2004

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categoria: Poesie

Il caffè

Com'è buono questo caffè,
anzi ottimo... pare cioccolato!
Mamma me lo diceva sempre.

Io glielo portavo tutto contento
e Lei: "ma tanto caffè potrebbe
fare male... mi vuoi far morire?!"

Nò, mamma mia, nò, che dici?
Vorrei solo far qualcosa per te:
la verità è che non so cucinare,

so fare solo questo poco di caffè
mi devo accontentare della gioia
che ti offro così, a buon mercato...

Ma non ti voglio mica far morire...
anzi, vorrei che tu vivessi assai
almeno per altri diecimila anni!

Eppure so che non è possibile...
quindi, mi basterebbe appena
che tu vivessi solo più di me...

Ti prego, Signore Iddio,
fà che non debba essere io,
ad andare al suo funerale!

E così, oggi ho questo scrupolo
che incessantemente mi rode...
vuoi vedere che c'ho colpa io,

con tutti quei caffè,
ad avere accelerato la fine
di mamma mia?!

Signore nò, questo
non lo posso accettare...
già tanto è stato il dolore!

Giorni ed anni a piangere
per il bene che non ho più,
la mia amatissima mamma

di ottantasette anni,
che volevo soltanto avere
ancora fino a cent'anni...

Ora, però, lo so almeno
che non è stato il caffè
a piegarne la forte fibra...

E' stato altro: una parola
che non riusciamo forse
nemmeno a pronunciare

senza un poco di paura...
un tumore l'ha portata via,
è stato lui a strapparmi

mamma mia... altro che
tutti i miei poveri caffè
presi al supermercato

pure col venti di sconto,
ma fatti sempre con il cuore
di un figlio innamorato...

FernyMax - tratto da l diario del cuore

segnalata da FernyMax venerdì 29 settembre 2006


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