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categoria: Poesie
Halloween(TANKA)
Freddi castelli
ali di pipistrelli
dietro i vetri.
Le ombre si alzano
Echi precipitano.
segnalata da Angela Randisi sabato 15 ottobre 2016
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categoria: Poesie
Altro se non fuoco
Altro se non fuoco
freddo dentro brucia
un'inverno di passioni
Non aria
ma è vento fuori
e il fiato riprende
segnalata da fabrizio corazzini venerdì 19 giugno 2009
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categoria: Poesie
Ci siamo conosciuti e dopo un mese stavamo già insieme.
Quante litigate, si è vero, ma quanti sorrisi, quanti abbracci e quanti baci.
E' vero, ti ho fatto soffrire lasciandoti la vigilia di Natale in una fredda e triste giornata.
Però mi mancavi..
E così il 13 gennaio di nuovo insieme... io e te.
Ma qualcosa non andava, lo sapevamo entrambi;
e così quasi un mese e mezzo dopo decidiamo di farla finita...
a scuola non ci parliamo, non ci guardiamo.. perchè?
Passa un mese, ormai la nostra è una vecchia storia... quasi dimenticata.
Ma quella sera alla festa..
tu vieni da me, cominci a massaggiarmi le spalle, improvvisamente tutto riaffiora alla mente..
Quelle giornate passate a parlare, quegli abbracci tanto caldi in fredda giornate d'inverno.
Io non resisto. Ti prendo il braccio e me lo stringo forte sulla vita.
Si è lui, il mio amore, è tornato..
poi il vuoto, non ricordo nulla.
Un bacio, così scopro il giorno dopo.
Proprio un bacio. Te l'ho dato io...
Io ero ubriaca ma tu, tu c'eri con la testa.
Perchè ai lasciato che accadesse?
"Il bacio più dolce che tu mi abbia mai dato" mi dicesti il giorno dopo.
Ebbene eccoci di nuovo qua;
tu mi vuoi ancora.. tutta per te..
ma io no, sarà paura? Non lo so però io preferisco aspettare.
Tu però sei stanco di aspettare... oppure sei stanco di me?
L'ennesima litigata.
L'ultima litigata.
A scuola di nuovo quegli interminabili silenzi , ma più pesanti, più sentiti.
Una settimana dopo vengo a sapere che ti sei fidanzato con un'altra..
Io soffro... gelosia?
Non lo so, probabile, anzi sicuro.
Tu sei stato mio e ora non lo sei più.
Io sono stata tua e ora non lo sono più.
Al mio posto c'è un'altra.
Ora ti odio.
Forse per smettere di amarti.
Cori - tratto da me
segnalata da CORI martedì 2 maggio 2006
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categoria: Poesie
Lacrime gelate dal vento invernale
Lacrime gelate dal vento invernale
Ti nascondi ma ti sento che piangi,
nel profondo tu viaggi
ma ti sento che piangi;
non fuggire
e non dire ciò che pensi
che ti può far male,
non credere a quello che pensi
non credere a quello che vedi
perché non è quello che veramente c’è;
il buio davanti a te
è solo una notte più lunga
che preannuncia un giorno più bello
e che rievocherà felici momenti
che ora non ricordi
occupati da tristi tormenti,
continue domande
e poche certezze;
ma è inutile piangere
se le lacrime saranno gelate
dal vento invernale.
Ma il freddo glaciale
congela questi momenti
che rimarranno incastonati
nelle fragili membra
che io sento piangere;
è un lieve acuto
quello che si espande in me,
che sopprime il silenzio
e distrugge un sorriso
che un giorno splendeva
vittima di un gelido vento
che mi ha reso freddo
come nelle torpidi sere invernali;
ma ricorda di non piangere
perché nessuno si accorgerà
delle tue lacrime gelate.
segnalata da SuperSte888 giovedì 24 novembre 2005
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categoria: Poesie
Autunno
Si ode il canto degli uccelli
e le panchine delle coppiette
innamorate si colorano di foglie.
L'autunno si dilegua ...
lasciando le porte aperte
al freddo dell'inverno.
segnalata da Angela Randisi domenica 27 settembre 2020
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categoria: Poesie
cuore
quel cuore di patate da sbucciare
quella talpa a barcheto
quella rumenta di barcheto che nessuno vede
la mafia di ponente
i migranti al freddo ad settebre
segnalata da guido arci camalli domenica 27 settembre 2020
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categoria: Poesie
Tradigione
Tradigione
Riversa sul pavimento di marmo di marquina, lei in cuor suo era consapevole del dolore sordo che la stava lacerando l’interno del nocciolo del suo essere, così profondo e delicato quanto immenso da perdersi dentro volutamente, e con gli occhi gonfi bagnati dalle copiose lacrime che le rigavano le rosse gote inflitte dal dolore angoscioso, fulminó rapidamente con lo sguardo respirando a fatica col petto stretto nella nella morsa del duolo, quella foto che ritraeva chi fino ad un’ora prima rappresentava tutto il suo mondo. Maledicendo quell’immagine sgualcita dal calore delle sue mani infuocate dalla rabbia, e dal freddo sudore che il suo corpo emanava tremando come se il suolo fosse colto da una scossa tellurica lasciando vibrare tutto ciò che vi era sovrapposto. Strappò con violenza incontrollata quell’immagine come se volesse sfregiare il ricordo di quello che fu origine in lei di tanto amore, per poi riversarlo in chi sapeva concepire dentro di sé quelle emozioni senza eguali, per effondere il cuore di chi la sapeva ancora far sgorgare acqua d’amore che nasceva spontanea da un profondo intaglio in una cresta fatta di cuore, affinché il suo corso di sentimento che dissetava la sua anima s’immettesse nel mar profondo bruciante d’ardore, abbracciando e inebriando in ogni parte il suo amato. Ma ormai consumato e prosciugato dalla delusione di un tradigione compiuto senza rimorso, quell’oceano di passione si trasformava in un vuoto di animosità che pacatamente colmerà con nuovi impulsi inclini alla fiducia verso qualcuno, ed ora non vi era intorno a lei che una fievole speranza nell’oscurità dei suoi triboli, di riuscire ad accartocciare tutto il suo corruccio per rialzarsi lentamente raccogliendo la sua dignità per farne perno per il suo invigorire interiore.Affidó il suo cuore al tempo affinché cura vi possa trovare nelle sue sagge braccia, per ottener sollievo da quel lamento disperso sotto le ali della solitudine, per amore.
©LAURA LAPIETRA
segnalata da Laura Lapietra lunedì 19 aprile 2021
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categoria: Poesie
LE QUERCE
Le querce sono la poesia della terra. Con le loro radici profonde e i rami che si allungano verso il cielo, sembrano raccontare storie di secoli, di tempeste superate e di estati infinite.
?Ogni quercia è un rifugio. Stare sotto le sue fronde è come abbracciare un amico saggio e silenzioso, una promessa che anche nel tumulto della vita, c'è sempre un luogo di pace.
?Sono il simbolo della forza e della potenza della natura. Hanno visto passare generazioni, sopportato il freddo dell'inverno e l'arsura dell'estate, eppure sono ancora lì, salde e fiere. Ci insegnano che si può essere forti senza perdere la propria grazia.
?Ammirare una quercia ci riporta al presente. Ci fa dimenticare la fretta e ci ricorda che le cose più belle crescono lentamente, con pazienza e dedizione.
?Spero che questi pensieri ti facciano sentire ancora più vicino a questi alberi meravigliosi.
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categoria: Poesie
SAN ANTONIO ABATE
Sant'Antonio Abate e l'Autunno: L'Eremita della Transizione
?L'autunno è la stagione del raccoglimento e del ritiro, un lungo addio prima del gelo. In questo senso, l'atmosfera malinconica e meditativa delle foglie gialle richiama la figura di Sant'Antonio Abate, l'eremita del deserto.
?Lui scelse la solitudine per affrontare le sue "tentazioni" – non i diavoli, ma forse la lotta interiore che ognuno conduce quando il mondo si spegne e si è costretti a guardare dentro di sé. L'autunno, con il suo silenzio maestoso, è il nostro deserto. Ci invita a rallentare, a fare il bilancio di ciò che abbiamo raccolto e a prepararci per la lunga prova dell'inverno.
?Sant'Antonio, pur essendo celebrato in gennaio (il culmine del freddo), è il Santo del "fuoco" (che rubò agli inferi) e il protettore degli animali domestici, essenziali per sopravvivere all'inverno. Questo legame stagionale è la chiave: l'autunno è la preparazione. Nelle sue brume, l'uomo deve immagazzinare la sua forza interiore (il "fuoco" di Antonio) e prendersi cura di ciò che è essenziale (gli "animali" e i raccolti) per attraversare la stagione della spoliazione.L'autunno, con le sue foglie che cadono, ci sussurra: "Lascia andare, ritirati, e preparati a resistere. La vera luce e il calore si trovano solo dopo il coraggio della quiete."
?È l'eremo della natura che attende la rigenerazione.
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categoria: Poesie
PENSIERO SUGLI ALBERI
L'albero di Natale non è solo un ornamento, è un faro di speranza nel cuore dell'inverno.
?Le sue luci scintillanti ricordano le stelle che guidarono i Re Magi, ma simboleggiano anche le piccole, quotidiane scintille di gioia e gentilezza che possiamo accendere intorno a noi. È l'albero della memoria e della famiglia: ogni pallina appesa è un ricordo, ogni filo d'oro o d'argento è il legame che unisce le generazioni. Sotto i suoi rami profumati non ci sono solo regali, ma la promessa di un nuovo inizio e la rinnovata fede nella bellezza della tradizione e nello spirito di condivisione.
?È l'albero della vita che, anche nel freddo, rimane sempreverde per ricordarci
che la speranza e l'amore non appassiscono mai. (Daniela Cesta@)
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categoria: Poesie
Haiku 2L
haiku 2L
il freddo inverno -
le storie dei libri chiusi da tempo
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra domenica 23 marzo 2025
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categoria: Poesie
Mani Benedette
Che siano benedette
le sagge mani
dei lavoratori della terra,
che, con il sudore,
fecondano alberi da frutto,
nutrendo radici affamate d'acqua
sotto il calore del sole,
tra il profumo umido
della terra arata.
Come le braccia di chi,
operaio edile,
agisce sui cantieri all'ombra
dei pericoli e degli sforzi per obbligo,
mentre il ferro freddo e il cemento
risuonano sotto i colpi della fatica.
Che siano benedette le sagge mani
di chi fa dell'arte il proprio lavoro,
artigiano del legno per passione,
sfiorando con dita esperte
la trama di venature antiche,
modellando forme
che raccontano storie.
E di chi, con la sua mente,
organizza sul computer
programmi complessi,
trasformando idee astratte
in ordine,
tra il ticchettio ritmato della tastiera
e la luce fredda dello schermo.
Che siano benedette
anche le mani
di quelle donne anonime,
che, incessanti nei laboratori, praticano nel silenzio
dell'affanno e del sudore,
tra fili, aghi e tessuti,
intrecciando destini invisibili.
Che siano benedette
tutte le mani che raccolgono
le lacrime dei più poveri,
restituendo carità per le strade.
Saranno le mani
più ricche e potenti del mondo,
l'insegnamento del sacrificio
per amore
non sarà mai cancellato
dalla memoria dei suoi figli.
Benedette mani,
siate fedeli e feconde d'amore,
nella pace dello spirito,
e sarete forti lavoratori perfetti.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra giovedì 1 maggio 2025
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categoria: Poesie
Baishù
Baishù
È fredda notte scura
sulla mia ombra per la via
Alito quei poemi
tra cielo e selciato in solfeggio
segnalata da Laura Lapietra giovedì 20 giugno 2024
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categoria: Poesie
Haiku
tra i primi freddi
quei rossi gigli ragno -
tributo al cielo
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra mercoledì 3 aprile 2024
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categoria: Poesie
Eppure la gente si è dimenticata,
la gente non vuole guardare,
ma anch’io faccio parte di questi mille colori,
io sono il grigio.
Quante cose riesco a vedere,
la felicità mi passa davanti tutti i giorni,
entra negli animi,
regala sorrisi,
ti isola dal freddo
si impregna sui muri,
ma a fatica,
perché già colmi di sensazioni,
di emozioni,
che sprigionano pian piano nell’aria
e si fanno trasportare,
penetrano nella pelle,
e tu non te ne accorgi,
tutto diventa magico.
Alzi gli occhi
Praga non è mai stata così bella,
hai davanti una città dove tutto può nascere,
ti guardi attorno,
sei circondato da immense bellezze.
Ma cosa stai cercando?
Non ti accorgi di me?
Rossi i visi della folla che colorano ponte Carlo,
alte le loro voci,
mi schivano gli sguardi,
ma anch’io faccio parte dell’aria che respirate,
io sono il brutto della città.
La pietà,
a volte,
spinge quest’animi felici a venirmi accanto,
e i miei pensieri vengono interrotti
dal tintinnio delle monetine che mi cadono ai piedi.
Perché non parlate con me?
Mi escludete?
Eppure anch’io sono seduto su questi terreni freddi,
anch’io faccio parte del tutto
perché non mi chiedete di parlare?
Io vedo la magia che voi solo sentite.
Eppure la gente si è dimenticata
la gente non vuole guardare
ma anch’io faccio parte di questi mille colori
Io sono il grigio.
MarcoCogo - tratto da un mio viaggio
segnalata da marco Cogo sabato 23 agosto 2003
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categoria: Poesie
divertente quella frase che dicesti
"non è l'uomo per te"
propio come una barzelletta
la vita è come uno specchio
ed il tuo cinismo ti ha reso
insensibile e ...
sola con i tuoi libri
ma un giorno carissima
ti renderai conto che non hai niente
che tutta la tua cultura è inutile
Saggio è chi sa cosa gli serve non mucchi di cose diceva Eschilo
e mi dispiace per te
ma non sai nulla
con il tuo freddo raziocinio
non potrai mai spiegare perchè io
da bambino immaturo e spaurito mi tramuterò in ambizioso uomo dagli occhi di ghiaccio
non potrai mai sapere qual'è e qunat'è
forte il legame che mi unisce a tua nipote
no
non lo potrai mai capire e non lo capirai mai
no non lo capirai
i cuccioli di leone
in apparenza sembrano innocui felini
ecco per cosa mi hai scambiato
per un gatto
quando invece ti trovavi di fronte un cucciolo di leone
si
spaventato
inesperto
ma pur sempre un leone
ti dimostrerò allora che la ferma volontà di un piccolo uomo
può tutto
una magia che non riuscirai mai ad accettare
finchè cercherai di capire!
perchè sei prigioniera della tua mente
persone come te sono i mediocri non io
perchè quando meno te lo aspetti
la mia collera fredda ti travolgerà
lo stupore sul tuo volto
quando saprai che
mille vette insormontabili per i piu'
scalero grazie all'odio che provo per te
carrissima intellettuale dei miei stivali
ma non ti darò la gioia di vedermi in azione
mi troverai già in alto ,lassu'
dove tu non potrai mai arrivare
mentre ti rido in faccia
mentre mi gusto il sapore della vittoria
allora QUELLA FRASE
ti apparrirà come la cosa piu' ridicola
che tu abbia mai sentito
e la cosa paradossale
è che tutto ciò è usciuto dalla tua bocca
segnalata da anonimo venerdì 11 ottobre 2002
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categoria: Poesie
equilibrio costante
Tu che con un bacio freddo mi scaldasti il cuore
torneranno attimi per la sete di te
vittima sacrificale di un destino crudele
ultima sponda di una terra dimenticata
amore di chi odia non teme di morire
il solo pensarlo mi lacrima il cuore
così come la mia vita ignora la tua
la tua esistenza dipende dalla mia.
alberto fertillo - tratto da il mio libro " overniente oltre il limite "
segnalata da alberto fertillo sabato 4 settembre 2004
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categoria: Poesie
Il vento dell'Inverno
Come è gelido l'alito del cielo,
S'insinua prepotente subdolo come un serpente e ti fà sentire addosso un brivido di freddo, il vento dell'inverno.
Sono solo sulla strada, di ritorno verso casa, è buio ma la luna mi accompagna insieme alla mia ombra.
Il lupo ulula lontano, come canto al vento sparge le sue note tristi e melanconiche, preghiera e pianto al tempo che và, per colui che oggi non è più con noi.
Amara sorte o privilegio?
Come la notte scende oscura, lei la morte, porta via amori e dolori e alme d'eroi, li trasporta verso invisibili sentieri, in misteriosi lidi dove la luce a noi non appare. Come il vento d'inverno gelida scompare.
vulca - tratto da il caro estinto
segnalata da vulca domenica 24 aprile 2005
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categoria: Poesie
sogno
Sciami d' uccelli
lottano contro il freddo vento del nord,
si posano su un vecchio salice
carico della storia gloriosa di secoli...
Un grande tonfo,
piume nerastre si diffondono nell' aria:
le piume vengono spazzate via dal vento...
segnalata da granito giovedì 26 maggio 2005
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categoria: Poesie
Pensando
Ci sono cose che la mente rifiuta
mentre una svogliata volontà impazzisce inneggiando su un pavimento urlante,
quando un prolungato silenzio
ha la forza di sfondare,vibrando,
un muro di marmo che rende freddo
tutto ciò che gli si accosta,
come fosse una malattia
che con un soffio si contagia.
segnalata da PoisonIvy lunedì 22 novembre 2004
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