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categoria: poesie
L'ARIA BUONA
Tu che mi regali il tuo sapore
Quando mi fermo e non so dove andare
Ma come fai a sapere quello che voglio?
Ci sei sempre quando ti vengo a cercare.
Tu che mi dici resta ancora un pò
Mentre il mio viaggio deve andare avanti
Anche se non vieni sappi che ti porterò
Attraverso poesie o canti.
Sei l'aria buona
Il vento gentile
La gioia che tuona
I fiori d'aprile.
Vento su vento
Pioggia sopra il mare
Che c'è di male in fondo
A non poter cambiare?
Tu che mi hai dato il tuo stesso tetto
Per far riposare gli occhi e i piedi
Cos'ho visto con questi occhi non te l'ho detto
Se segui la luce nel mio sguardo forse lo vedi.
Ho lasciato le impronte su molti sentieri
Ho visto luoghi che tu non sai
Non ti conoscevo fino a ieri
Mentre ora vorrei non lasciarti mai.
Sei l'aria buona
La collina spogliata
La domenica che suona
La vita sognata.
Sole su sole
Cielo riflesso nel mare
Cosa c'è di male in fondo
A non voler cambiare?
LucaG - tratto da MyLyrics
segnalata da LucaG lunedì 11 giugno 2007
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categoria: Poesie
Precipitate, o stelle!
Precipitate, o stelle,
perché non mi servite più per sognare,
perché non mi servite più per amare,
perché non mi servite più per decantare
le doti speciali della mia amata,
perché non mi servite più per deliziarmi
con i suoi baci e le sue carezze,
perché non mi servite più per gioire
dei suoi pensieri a me rivolti!
Precipitate, o stelle,
perché la donna che tanto amavo,
dimostrandosi di nuovo immeritevole
del mio amore e della mia venerazione,
mi ha offeso senza pensarci due volte
e ha calpestato quella mia fiducia
che convintamente me la faceva ritenere
la persona più degna delle mie grazie,
il mio angelo gentile e consolatore!
Precipitate, o stelle,
perché in questo triste momento
sento provenirmi dall’animo
una sensazione vaga e confusa
che mi priva delle vecchie emozioni,
quelle che fino a ieri rappresentavano
la gioia della mia paga esistenza
e riuscivano a colmare il mio spirito
di ricchezze interiori mai conosciute!
Precipitate, o stelle,
perché sono finiti per me i giorni beati
e si sono dissolte nel nulla le speranze,
dopo che la mia amata mi ha ridotto
in un rottame in balia dei marosi;
per cui brancolo nel buio più fitto,
dove alle soavi e piacevoli sensazioni
è severamente vietato manifestarsi,
allo scopo di alleviare la mia pena!
segnalata da Bruno di Bari sabato 19 agosto 2017
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categoria: Poesie
CHIARE FRESCHE E DOLCI ACQUE
Chiare fresche e dolci acque
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo, ove piacque,
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse con l'angelico seno;
aere sacro sereno
ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.
S'egli è pur mio destino,
e 'l cielo in ciò s'adopra,
ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l'alma al proprio albergo ignuda;
la morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo,
ché lo spirito lasso
non poria mai più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l'ossa.
Tempo verrà ancor forse
ch'a l'usato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
e là 'v'ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disiosa e lieta,
cercandomi; ed o pietà!
già terra infra le pietre
vedendo, Amor l'inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m'impetre,
e faccia forza al cielo
asciugandosi gli occhi col bel velo.
Da' be' rami scendea,
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra 'l suo grembo;
ed ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l'amoroso nembo;
qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch'oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra e qual su l'onde,
qual con un vago errore
girando perea dir: "Qui regna Amore".
Quante volte diss'io
allor pien di spavento:
"Costei per fermo nacque in paradiso!".
Così carco d'oblio
il divin portamento
e 'l volto e le parole e'l dolce riso
m'aveano, e sì diviso
da l'imagine vera,
ch'i' dicea sospirando:
"Qui come venn'io o quando?"
credendo esser in ciel, non là dov'era.
Da indi in qua mi piace
quest'erba sì ch'altrove non ho pace.
segnalata da basilicom martedì 13 aprile 2004
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categoria: Poesie
Vorrei amarti cosi
Donna, completa,
mela carnale , d’antico desiderio,
peccaminoso.
Ahi, amarti è un sublime viaggio,
con acqua e con stelle,
tra brusche tempeste,
di lenzuola, dai nostri sudori
intrecciati e inumiditi.
Amarti, sarà come un combattimento
d’intensi lampi delle nostre anime,
infuocate, i tuoni, gemiti gentili,
in nostre gole
d’ aria soffocata,
e due corpi
da un solo miele sconfitti.
Bacio dopo bacio,
ripercorro il tuo corpo,
come penitenza lussuriosa,
ritrovandomi nel tuo essere
donna e madre.
I tuoi margini,
i tuoi fiumi,
i tuoi deliziosi villaggi,
minuscoli, di vene e carne,
giù per le gambe,
ad accarezzar le caviglie
tue.
Corre, il peccaminoso
desiderio d’amarti cosi,
piccantemente mia,
corre per i sottili
cammini del sangue,
fino ad essere
e non essere,
che un sol lampo
di passione.
L'azzurro dell'amore
L’alba d’azzurro
arse il cielo,
le rugiade, come colonie
profumarono
i fiori, d’intenso
amore.
Vieni a toccare
il fuoco dell’azzurro istantaneo,
afferra la chiave dell’universo,
prendimi per mano,
e tuffiamoci nell’infinito,
e lasciamo che i suoi petali
si consumino,
di noi.
Altro non vè qui,
che spazio aperto,
di libere virtù,
e tra tanti
azzurri celesti sommersi,
si perdono i nostri occhi,
indovinando i poteri dell’aria,
trasportandoci nell’oblio azzurro.
Antonio de Lieto Vollaro - tratto da 3 raccolta di poesie
segnalata da wolf23 lunedì 21 marzo 2011
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categoria: Poesie
Eterno Amore
Eterno Amore
Oh tenero eterno amore,
dipinge acquiescente senza posa
che rifiati la mia bianca anima,
come seta mulberry
nelle piaghe dei pallidi sorrisi
nei refoli di vento primaverili,
con tocchi gentili agli occhi
ad accarezzare dolcemente
le mie gracili gote
trasognanti delle tue dita
a percepire con oro rosa e brunito
le antiche reminiscenze
sui melliflui versanti
del mio veemente cuore,
ancora drudo e perso di te!
Con la malleabile pennellessa
del miraggio che riflette
leggiadre giravolte rarefatte
di atone caterve fiorite
in aliti d'amore mai eclissati,
e drappi di brezza d'albore!
Dipinge ancor originando etra
intinta nel fato dei singulti
della danzante nostalgia
sul lapideo suolo cinereo,
l'anima mia intrisa in colori
di spente tacite lacrime
sgretolate sul trabucco
ove lo sciabordio di risacca
inerme mi riconducono
nei desueti e giulivi momenti,
tra le tue braccia olezzanti
di porpora amore vero
e amaranto impeto puro,
mentre lentamente spira
la speme del mio gouaches
nel non dissolverti
tra i tenui colori senza fine
dei miei pigri amorfi giorni,
senza liridi nel blu della notte
come fulgide sorelle amiche
a darmi sguardi di luce
come boccioli di rose rosse.
Dove le mie cupidità
si traducono in realtà
solo nell'infinito dei miei sogni...
Ove l'inesorabile realtà
non può strapparti più via il respiro
dei tuoi lieti sogni,
e dei tuoi lemmi più profondi,
ove il tuo riposo eterno
si perpetua sol col mio,
nel dolce sonno di questo eterno amore, senza più sole.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra venerdì 18 ottobre 2024
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categoria: Poesie
Elisir Di Una Madre
Si addormenta delicatamente
il tuo cuore
sul mio animo emozionato,
e il tuo dolce respiro
si confonde col battito
del candore
della mia sensibilità.
Or sogna dolce angelo gentile,
affinché tra le mie
braccia materne
culla sincera puoi trovar
per il tuo succedere nell’avvenire,
che il destino ti ha preordinato.
Or sogna dolce angelo innocente,
che tra le mie braccia
ristoro sicuro
puoi trovar per la tua
consolata tranquillità.
Or tutto tace,
ma il rumore è assordante
quando nella quiete
mi converto
alla tua dolce presenza,
puro dono prezioso
disceso dalle mani di Dio
per dilettare i miei giorni
intrecciati coi tuoi.
Or tutto tace,
ma il rumore è assordante
quando nell’auspicio
di un nuovo domani
tra i tafferugli delle incertezze
si fanno strada paure,
e monili di gioie vere
da portare orgogliosamente
sul cuore nella via della vita,
mentre intessono
quel tuo futuro
che un giorno vivrai
solo con le sole tue forze
rendendoti uomo
fra la ressa indifferente
del mondo.
Sogna oh puro e limpido
angelo mio,
serafico e chiaro
nella tua ingenuità
inconsapevole lasciati
cullare dall’amore
della tua mamma,
tuo inconfondibile inestimabile
mantello d’oro che
eternamente proteggerà
la tua essenza vitale
su questa terra
tra le tempeste e soleggiate
della realtà,
che la vita stessa
ti preparerà
come una beffarda ragnatela
su cui lottare incessantemente
per potersi salvaguardare.
Ma or sogna figlio mio
affinché il tempo
faccia il suo percorso
in te,
oh sincera speranza del mio cuore.
E sogna dolce angelo mio,
il tuo mondo
che verrà.
©Laura Lapietra
segnalata da Laura Lapietra lunedì 12 aprile 2021
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